martedì 30 novembre 2010

pc quotidiano 30 novembre - studenti a Roma contro la polizia " E' come Genova, violeremo la zona rossa"

ROMA COME GENOVA «È come Genova, violeremo la zona rossa». Così hanno detto alcuni studenti nelle fasi concitate degli scontri a Via del Corso a Roma. Gli studenti avevano da poco tentato di ribaltare alcuni blindati.

SCONTRI A ROMA Gli studenti hanno tentato di ribaltare i blindati delle forze dell'ordine che sbarravano via del Corso bloccando l'accesso a Piazza Montecitorio. Poliziotti e carabinieri hanno caricato gli studenti che avevano assaltato i due blindati. Gli studenti hanno lanciato pietre e bottiglie contro le forze dell'ordine che hanno risposto con manganelli e lacrimogeni.

URLA A MONTECITORIO «Facciamo sì che, questo giorno, il Governo non se lo dimentichi più». La frase, urlata al megafono, anticipa l'applauso del corteo degli studenti (50 mila circa) che, a Roma, sono partiti da La sapienza e si sono riversati in piazza Montecitorio per protestare contro il Ddl Gelmini, che l'Aula della Camera riprende oggi in esame. Montecitorio è solo una tappa del corteo romano (gli studenti hanno già bloccato il lungotevere) e la Capitale non è l'unica città assediata dai giovani che vogliono far sentire la loro voce contro la riforma universitaria. A Trieste, la protesta ha bloccato la stazione, a Bologna è toccato all'autostrada A14. Strade occupate anche a Cagliari. Ad Ancona, i giovani protestano dai tetti delle facoltà, come a Firenze. A Genova, 3 mila studenti hanno bloccato la sopraelevata ed è stato lanciato del letame liquido addosso agli assessori. Sono 20 mila i manifestanti di Napoli e 3 mila quelli di Lecce. A Pavia, 2.500 studenti in corteo bloccano le strade della città. A Torino è stata occupata la tangenziale. Università Mediterranea occupata a Reggio Calabria, mentre a Cosenza 3 mila studenti bloccano la Salerno - Reggio Calabria. I 7 mila di catania hanno paralizzato la stazione centrale e i 50 mila studenti di Palermo hanno bloccato il porto e la Cattedrale. E gli universitari italiani si sono fatti sentire nche da Parigi, dove è stato srotolato uno striscione anti ddl dall'Arco di Trionfo

fonte ansa

pc quotidiano 30 novembre - Così Antonio Napoleoni, capo di Europa Risorse, espropria gli aquilani della loro città


Napoleone: così compro i palazzi

L'AQUILA. Comprare Collemaggio (l'area ex psichiatrico, non la basilica). Costruire a ridosso delle aree Case per integrarle nel tessuto urbano. Eppoi fare un campus universitario alla Reiss Romoli. Questi i progetti sulla città dell'Europa risorse sgr di Antonio Napoleone, pescarese, l'uomo dei fondi immobiliari.

L'INTERVISTA. Napoleone, parlando davanti alla telecamera accesa di un free-lance a margine di un convegno, svela i progetti. Ecco la trascrizione contenuta nel dossier del comitato 3e32: «Ora vediamo di raccogliere i soldi con altri due fondi immobiliari che noi chiamiamo Aqr1 e Aqr2, con i quali vogliamo non comprare appartamenti da dare in affitto, bensì intervenire sulla ricostruzione direttamente. Cioè, comprare palazzi che gli aquilani vogliono vendere, rimetterli a posto e affittarli a chi ne ha bisogno; oppure intervenire su grandi progetti che noi abbiamo presentato al sindaco, delle idee nostre, non siamo noi che decidiamo cosa succede nella città...lo decidono le autorità ovviamente...ci sono dei bei progetti, uno su Collemaggio, un altro sul San Salvatore».

L'intervistatore lo sollecita: «Serve per far ripartire il discorso immobiliare al centro storico?». Napoleone risponde: «Esatto, esatto. Cioè sono denari privati perché anche se li mette un ente come l'Inail è denaro che dobbiamo considerare un investimento e non soldi dei contribuenti perché quelli sono soldi investiti che prima o poi dobbiamo ridare indietro».

I SOLDI. Poi il dialogo si sposta sulle risorse a disposizione. Vengono citati i 490 milioni messi a disposizione dall'Inail. Il capo di Europa risorse aggiunge: «Noi speriamo di essere in pole position, però non è detto che li prendiamo noi ovviamente, però chiunque li prende venga all'Aquila, e questo è importante. Io sono sempre felice quando qualcuno dice "lo faccio io al posto tuo" ma all'Aquila, guarda, venissero tutti a fare perché c'è tanto di quel lavoro per aiutare questa città che...».


A MACCHIA D'OLIO. Poi, di moltiplicazione in moltiplicazione, si raggiunge la quota di 2 miliardi dell'investimento Inail. Napoleone riprende affermando: «Queste sono cose interessanti. Ed è una maniera nuova di affrontare la ricostruzione, senza star lì solo a piangere che arrivano i soldi dei contribuenti. Certo quelli devono arrivare per le strade, le fogne, per i ponti, per le scuole, per le chiese...certo non sono investimenti privati, però la città può anche cominciare con attività dei privati e poi a macchia d'olio...». A questo punto l'intervistatore lo incalza: «Quindi questo, fondamentalmente, è concorrenziale allo Stato...». Pronta la risposta dell'ingegnere abruzzese: «Beh, concorrenziale non è corretto. Diciamo parallelo».

COLLEMAGGIO. Poi Napoleone spiega il funzionamento dei nuovi due fondi immobiliari: Aqr1 e Aqr2. «Noi proponiamo dei progetti...noi diciamo signori...al Comune, o certe volte alla Regione...per esempio, io ho fatto una proposta al sindaco, gli ho detto: se noi convinciamo la Asl, ovvero la Regione Abruzzo, a vendere Collemaggio...a vendere...oppure di fare un apporto in un fondo, cioè che ne resta proprietaria, e noi ci mettiamo i soldi per: lasciare qualche fabbricato e farlo più bello, qualcuno si demolisce e si fa...dopodiché tu ci dici, insieme al presidente della Regione, insieme a Gaetano Fontana, insomma tutti coloro che sono competenti per dirlo...decidono: noi cominciamo, ci vogliamo mettere il conservatorio, un teatro provvisorio, ci vogliamo mettere la sede del welfare, oppure ci vogliamo mettere gli uffici della prefettura...noi ce li mettiamo. Siccome chi fa gli investimenti di questi fondi sono investitori etici, nel senso che il rendimento è veramente basso...il fondo Aq ha un rendimento sotto il 3 per cento...noi possiamo dare degli affitti che sono molto più bassi degli affitti che oggi si pagano sui capannoni, in una sede dignitosa eccetera. Quando questi signori avranno i soldi, che sia la Provincia, che sia la Prefettura, si potranno comprare il fabbricato». A quale prezzo?», chiede il free-lance. «A prezzo che noi dichiariamo all'inizio più il 3 per cento all'anno, che poi ce lo danno come affitto, e loro lo prendono quasi vicino al costo». E se invece non hanno i soldi per comprarlo? «Noi», risponde Napoleone, «lo disinvestiremo con qualcuno interessato a comprarlo con un affitto...». «Quindi privatizzando?», chiosa l'intervistatore. Risposta affermativa: «Privatizzando, sì».

pc quotidiano 30 novembre - protesta studentesca in Abruzzo

Dopo le mobilitazioni a Chieti e all'Aquila, la protesta si allarga anche alle facoltà di Teramo e Pescara. Occupazioni, cortei e autogestioni per dire no alla riforma Gelmini.
Prosegue l'occupazione in tre facoltà dell'università dell'Aquila (Scienze, Ingegneria, Lettere e Filosofia).
A Teramo, occupata la radio dell'università. Gli universitari hanno interrotto i programmi di Radio Frequenza per un dibattito di protesta contro il Ddl Gelmini.
La radio dell'università teramana era già stata occupata giovedì scorso da un gruppo di ricercatori e docenti che protestava con modalità analoghe a quelle odierne.
A Pescara, nelle facoltà di architettura e lingue, gli studenti hanno attraversato in corteo aule e corridoi dell'ateneo. Seguendo una bara e con lumini in mano hanno "celebrato" la morte dell'università pubblica

pc quotidiano 30 novembre - Fiat/Marchionne: a Mirafiori come a Pomigliano

Tutto contento per il nuovo giocattolo - il premio Transatlantic Awards “per aver contribuito a lanciare l’immagine dell’Italia nel mondo…” (e solo questo meriterebbe una bella discussione) – per la nuova commessa per la Opel tramite la consociata in Turchia e per i conti del gruppo a posto, Marchionne pretende di poter concludere la trattativa su Mirafiori in un settimana.

Il piano per Mirafiori prevede un investimento di oltre 1 miliardo di euro e Marchionne tiene a precisare che questa volta rispetto a Pomigliano i toni devono essere più tranquilli, insomma che con i sindacati si tratta di ripartire da un foglio bianco.

Landini, segretario generale della Fiom che ha partecipato alla riunione, riassume la proposta in questo modo:

“Le proposte avanzate dalla Fiat nella seconda parte dell’incontro, sono però in contraddizione con tali disponibilità, in quanto sono stati ribaditi su molti punti contenuti e logiche dell’intesa separata realizzata per Pomigliano d’Arco (Napoli), fino alla costituzione di una newco, che notoriamente sono state giudicate dalla Fiom non accettabili.

“La Fiat ha, infatti, proposto per Mirafiori la costituzione di una nuova società con riassunzione individuale dei singoli dipendenti, 120 ore di straordinario obbligatorio per ogni dipendente, la riduzione delle pause per gli addetti alle linee di montaggio, lo spostamento della pausa mensa a fine turno in due casi su tre, “le clausole di responsabilità sugli accordi raggiunti, degli schemi di utilizzo degli impianti di cui in un caso si arriva a proporre addirittura un turno di 10 ore giornaliere”.

“La Fiat ha poi indicato la volontà di intervenire sul trattamento di malattia, denunciando per Mirafiori un alto tasso di assenteismo portando come esempio positivo il basso tasso di assenteismo di Pomigliano.

“Non era forse fino a ieri l’assenteismo il problema che non permetteva di fare gli investimenti a Pomigliano?

Dunque: sull’orario, lo straordinario, le pause, le accuse di assenteismo, la newco, il referendum, ecc. ecc. come si può ben vedere non c’è alcuna differenza con quello che Marchionne diceva di Pomigliano, ma la Fiom davanti a questa colossale presa in giro invece di proclamare lo sciopero generale parla ancora di proposte, di disponibilità al dialogo e ancora una volta di referendum! E ancora peggio fa Airaudo, responsabile nazionale Auto, che nella sostanza la pensa come il padrone: "ci auguriamo che sia una trattativa davvero senza pregiudizi" e "pensiamo che non possa concludersi come a Pomigliano".

La Fiom, afferma, non è contraria alle newco "se servono", ma se vengono "usate per far uscire i lavoratori dai contratti vigenti". Gli investimenti, prosegue, "vanno rispettati" al pari del "capitale umano". "Noi non sottovalutiamo lo sforzo di chi investe un miliardo, la Fiat non consideri irrilevante il problema delle pause e della mensa".

“In ogni caso la Fiom, nel rispetto del mandato ricevuto nelle assemblee, avanzerà delle proposte per coniugare al meglio gli investimenti, la capacità produttiva di Mirafiori, i diritti e la tutela delle condizioni di lavoro e di salute delle lavoratrici e dei lavoratori.

“Per la Fiom, una delle condizioni irrinunciabili per svolgere un vero negoziato, rimane il pieno coinvolgimento delle lavoratrici e dei lavoratori, al fine di assumere tutte le decisioni necessarie per realizzare un accordo condiviso e rispettoso del Contratto nazionale e dei principi costituzionali”.

Per gli operai non cambia assolutamente il quadro della sfida al padrone (e ai sindacati venduti al padrone) che continua il suo braccio di ferro per imporre una ristrutturazione da scaricare tutta sulle loro spalle.

pc quotidiano 30 novembre: la rivolta degli studenti contro riforma Gelmini/governo

NAPOLI

GENOVA scontri davanti la prefettura

MILANO

PALERMO

ROMA ...









pc quotidiano 30 novembre - Contro la Gelmini e il governo a migliaia in tutta Italia

da ateneinrivolta

Studenti in rivolta in tutta Italia nel giorno in cui la Camera dei Deputati vota sul ddl di riforma dell'Universita'. Montecitorio fin da questa mattina e' presidiata da un ingente numero di forze dell'ordine che chiude tutti i varchi di accesso per impedire che gli eventuali cortei possano fare irruzione davanti al portone della Camera. Anche via del Plebiscito, davanti alla abitazione privata di Silvio Berlusconi, e' presidiata. Fuori dal Palazzo, infatti, la capitale si prepara a vivere un'ennesima giornata calda per la manifestazione degli studenti che sta per iniziare e che sfilera' per la strade della citta', gia' paralizzata dalla pioggia.

Roma 13:05 Il corteo di studenti partiti dalla sapienza arrivato a piazza Venezia urlano slogan e cori contro il governo Berlusconi e il ddl Gelmini. Cori sono partiti dagli studenti delle scuole romane anche contro il sindaco di Roma Gianni Alemanno che oggi ha militarizzato la città

Firenze 13:02 il corteo bloccato dalle camionette cambia percorso CERCANDO COMUNQUE DI RAGGIUNGERE L'AUTOSTRADA

Padova 13:00 studenti bloccano stazione

Genova 13:00«No alla riforma», «blocchiamo tutto» e «sciopero generale»: sono le scritte dei tre striscioni che studenti medi e universitari stamani hanno calato sulla facciata di palazzo Ducale, nella centralissima piazza De Ferrari, al corteo di protesta contro la riforma Gelmini.tafferugli con le forze dell'ordine avvenuti durante il percorso, davanti alla Prefettura è rimasto ferito ad un labbro uno studente medio, raggiunto da una manganellata

Pisa 12:58 Gli studenti che protestano contro il ddl Gelmini hanno occupato i binari alla stazione di Pisa, con conseguente blocco del traffico ferroviario. Ad 'invaderè la stazione sarebbero stati centinaia di giovani. Gli studenti stamani a Pisa hanno dato vita a un corteo lungo il centro della città toscana, mandando il traffico in tilt.

Roma 12:57Gli studenti dei licei romani sono ancora sulla scalinata della piazza del Campidoglio. La polizia è schierata in tenuta antisommossa in difesa della piazza dove sono stati messi due mezzi del reparto mobile della polizia per tentare di chiudere ulteriormente l'accesso. MINI CORTEI IN TUTTE LE ZONE DI ROMA DA PARTE DEI LICEALI Dopo le occupazioni dei licei Azzarita, Nomentano e Farnesina, a Roma nella mattinata di oggi sono state promosse le occupazioni degli istituti Bernini e De Sanctis di Roma Nord, sono state convocate assemblee straordinarie al Margherita di Savoia, al Convitto Nazionale e al Domizia Lucilla, mentre cortei di centinaia di studenti hanno attraversato le vie dell'Eur e del quarto municipio.

Milano 12:54 SCONTRI FRA STUDENTI E POLIZIA A MILANO Scontri tra studenti e polizia in via dell'Orso a Milano. I manifestanti sono entrati in contatto con le forze dell'ordine che, dopo un tentativo di bloccarne l'avanzata, hanno usato i manganelli contro gli studenti. Lo scontro è durato qualche minuto e al momento non si sa il bilancio dei contusi. A farne le spese anche alcune vetrine che sono state mandate in frantumi. Gli studenti ora stanno procedendo in via Monte di Pietà, una delle strade del centro di Milano

Cosenza 12:53 COSENZA, 30 NOV - Circa duemila studenti dell'Università della Calabria hanno bloccato lo svincolo di Cosenza Nord dell'autostrada Salerno Reggio Calabria. Gli studenti, che stanno occupando anche il rettorato e l'aula magna dell'Università, stamani si sono ritrovati nel campus e poi hanno poi hanno dato vita ad un corteo che si è diretto verso l'imbocco dell'autostrada, distante pochi chilometri dal campus e lo hanno occupato

Padova 12:50 PADOVA PARALIZZATA, STUDENTI MIRANO A OCCUPAZIONE SEDE STORICA ATENEO Gli studenti dell'Università di Padova continuano a protestare in piazza: un gruppo ha bloccato uno dei principali snodi stradali della città, l'incrocio della Stanga, che da est consente l'accesso alla città del Santo. Bloccata anche l'arteria che da ovest porta in centro attraverso Corso Milano. Un altro gruppo di studenti è a colloquio con il vice-rettore dell'ateneo e puntano a occupare, pacificamente, la sede storica dell'ateneo patavino: il Bo.

Bari 12:49 'Gelmini cala il sipariò: è quanto scritto sullo striscione srotolato da un balcone del teatro Petruzzelli di Bari, da una delegazione di studenti dell'Università di Bari che ha occupato simbolicamente il politeama. «Tra poco - spiegano - lasceremo il teatro e ci sposteremo altrove».

Roma 12: 48 - Il corteo degli studenti partito da Roma Tre ha raggiunto viale Aventino. Qui gli studenti hanno lanciato le uova contro una banca. «Le banche sono responsabili della crisi, loro devono pagare - ha detto uno studente - ora stiamo andando di corsa verso il Campidoglio perché ci hanno avvertito che le forze dell'ordine stanno caricando gli studenti medi».

Milano 12:46 Il corteo studentesco procede per le strade del centro tra lanci di petardi e spezzoni che si staccano nel tentativo di prendere altre strade. Dopo aver percorso via Molino delle Armi e corso Italia, giunti in piazza Missori, un gruppo di una cinquantina di manifestanti dei centri sociali ha imboccato corso di Porta Romana percorrendolo di corsa per un breve tratto. Bloccati senza contatto dai carabinieri, si sono ricongiunti con un altro spezzone spostatosi in via Santa Sofia. Il gruppo procede ora in via Mazzini verso il Duomo in circa 700. Qualcuno ha indossato i caschi. La partecipazione totale è nel frattempo aumentata. Gli studenti, provenienti anche da fuori città, sono in circa 5mila

Napoli 12:45 NAPOLI; UOVA E RIFIUTI CONTRO SEDE INDUSTRIALI Lanci di uova, sacchetti di immondizia e vernice rossa contro il portone della sede dell'Unione degli industriali di Napoli, in piazza dei Martiri. A effettuarli alcuni manifestanti che fanno parte del corteo contro la riforma dell'Università. Il portone è chiuso ed è presidiato dalla polizia in assetto antisommossa. I manifestanti si sono spostati da piazza dei Martiri alla vicina piazza Vittoria dove è in corso un blocco stradale.

Bari 12:42 Un folto gruppo di studenti universitari, che faceva parte di un corteo che stava sfilando per le strade di Bari per protesta contro il ddl Gelmini, ha occupato il ponte di corso Cavour, nel centro cittadino. L'occupazione sta creando notevoli disagi alla circolazione dei veicoli. Già ieri un gruppo di studenti aveva bloccato lo stesso ponte. Un'altra parte del corteo si sta dirigendo invece verso il teatro Petruzzelli, con l'intento di entrare nell'edificio per srotolare sulla facciata uno striscione

Roma 12:40 Petardi e fumogeni rossi. Così stanno protestando alcune centinaia di studenti che sono stati bloccati in via Aquiro dalle forze dell'ordine che sbarrano l'accesso a Piazza Montecitorio. «Se non cambierà lotta dura sarà» e cori contro il ministro Gelmini. Questi alcuni degli slogan che stanno contando gli studenti
Sono cinquantamila, secondo gli organizzatori, gli studenti che stanno partecipando al corteo a Roma contro i tagli all'Istruzione del ddl Gelmini. I manifestanti hanno raggiunto in via Cavour l'altezza della chiesa di Santa Maria Maggiore, ma la coda del corteo è ancora ferma a Termini. I manifestanti sono diretti a Piazza Montecitorio, che è totalmente blindata dalle forze dell'ordine. Gli studenti che da questa mattina hanno presidiato l'area antistante Montecitorio per protestare contro il ddl Gelmini in votazione alla Camera, hanno lasciato da poco l'area per confluire verso gli altri cortei provenienti dalla 'Sapienzà e da scuole romane a piazza Venezia. La decisione di spostarsi è stata determinata dal fatto che la piazza del Parlamento fosse stata blindata dalle forze dell'ordine, che impedivano ai dimostranti di raggiungere la piazza. Probabilmente il corteo potrebbe effettivamente dirigersi verso il ministero della Pubblica istruzione.

Milano ore 12:38 Le forze dell'ordine e la testa del corteo degli studenti a Milano sono venuti in contatto lungo via dell'Orso all'incrocio con via Cusani. Una trentina di manifestanti, deviando dal percorso verso il Castello Sforzesco, si sono diretti correndo in direzione di via dell'Orso inseguiti dagli agenti in assetto antisommossa.

Trento ore 12:36 bloccata anche la facoltà di lettere di sociologia. calato striscione 'Ateneo in agitazione'

Pisa 12:35 OCCUPATA STAZIONE CENTRALE

milano 12:30 BLITZ IN DIVERSE ZONE: TENTATA IRRUZIONE A PALAZZO MARINO Sono otto, secondo gli attivisti del Cantiere, i mini-cortei che si sono sparsi per la città da stamattina per manifestare contro la riforma Gelmini oggi alla Camera. Secondo il racconto degli stessi manifestanti, sono state bloccate per alcuni minuti diverse zone della città, da viale Monza a Lotto. Sono state fermate le stazioni di Cadorna e Garibaldi mentre alcuni blitz sono stati improvvisati a palazzo Marino e all'assessorato alla Educazione di Largo Treves. In particolare, gli studenti hanno provato a fare irruzione nel municipio ma sono stati fermati dai vigili prima dall'entrata principale di piazza Scala e poi da quella laterale di via Case Rotte.

Pisa 12:30 :PISA;CORTEO MIGLIAIA STUDENTI,TRAFFICO IN TILT Migliaia di studenti universitari, si parla di 7.000, stanno percorrendo in corteo i lungarni cittadini per protestare contro il disegno di legge di riforma universitaria. In più punti della città il traffico risulta paralizzato o fortemente rallentato a causa del lungo serpentone di manifestanti. Intanto, alcune centinaia di studenti medi superiori hanno raggiunto il Ponte delle Bocchette, alla periferia nord est della città bloccando una delle principali vie d'accesso a Pisa. L'obiettivo degli studenti è quello di raggiungere la stazione ferroviaria e occupare i binari per bloccare i treni

Roma 12:29 Cori da stadio degli studenti dell'università d'Ingegneria della Sapienza sulla scalinata di San Pietro in vincoli. «Assediamo Montecitorio», «Blocchiamo tutto» hanno cantato in coro al passaggio del corteo principale su via Cavour. Gli studenti hanno occupato l'intera scalinata e la terrazza vicina da dove hanno acceso fumogeni rosa

Genova 12:26 Momenti di tensione, manganellate e brevi scontri con le forze dell'ordine davanti alla Prefettura di Genova durante la giornata di protesta organizzata dagli studenti medi e universitari. I manifestanti hanno gridato «dimissioni», «Berlusconi mafioso» e altri insulti al governo davanti alla prefettura e lanciato oggetti, uova e fumogeni contro poliziotti e carabinieri in tenuta antisommossa. Alcuni tra gli organizzatori hanno cercato di riportare la calma, bloccando i manifestanti più esagitati, mentre le forze dell'ordine tiravano qualche manganellata. Quindi il corteo proveniente da piazza Caricamento ha ripreso la strada andando verso piazza Corvetto. Tra gli slogan del corteo «Contro la crisi del padrone lotta di classe rivoluzione» e «sciopero generale».

Roma 12:25 Roma Gli studenti dei licei stanno salendo la scalinata del Campidoglio e urlano «via, via la polizia» presente nella piazza di fronte al palazzo Senatorio.

Milano 12:25 Il corteo dei giovani, scandendo sempre slogan contro il governo e contro il ministro dell'Istruzione, dopo aver percorso la cerchia esterna dei Bastioni, sta transitando lungo corso Italia scortato sempre dalle forze dell'ordine in assetto antisommossa

PALERMO 12:22 Palermo è paralizzata. Il centro storico, la zona dei palazzi della Regione e dell'Ars, le principali arterie commerciali, sono percorse dai vari cortei degli studenti medi e degli universitari che stanno realizzando il «blocchiamo tutto day». Il traffico è in tilt. Migliaia di studenti si trovano in via Volturno, a Palazzo d'Orleans e stanno confluendo verso la Cattedrale per percorrere corso Calatafimi con l'intenzione di andare a bloccare l'autostrada Palermo-Messina-Catania-Trapani. Il coordinamento degli stuedenti medi afferma che per le strade ci sono circa 50 mila studenti. Stime delle forze dell'ordine parlano di diecimila persone

Venezia 12:20STUDENTI 'ASSEDIANÒ STAZIONE MESTRE La protesta degli studenti veneziani contro la riforma dell'Università targata Gelmini ha portato all«assediò della stazione ferroviaria di Mestre con forti ripercussioni sul traffico ferroviario. Circa 500 ragazzi si sono posizionati lungo le banchine dei binari »1«, »2« e »3«, in genere dove transitano i convogli passeggeri principali a cominciare dagli Eurostar. Circostanza che ha fatto decidere di rallentare l'ingresso in stazione dei treni e il il dirottamento di numerosi convogli sugli altri binari per motivi di sicurezza. I giovani sono giunti in stazione in parte, circa 200 persone, dopo un corteo nel centrale Corso del Popolo di Mestre, mentre gli altri hanno raggiunto la stazione dopo essere sfilati in centro storico ed aver preso il treno nella stazione lagunare di Santa Lucia.

Trieste 12:20 Un corteo non autorizzato di ricercatori e studenti contro la riforma dell'Università ha creato disagi al traffico a Trieste. I manifestanti, dopo aver sfilato all'interno del campus dell'ateneo giuliano - ricevendo il saluto del rettore Francesco Peroni - sono scesi verso il centro della città, occupando la carreggiata, sorvegliati a vista dalle forze dell'ordine. Lungo il percorso il traffico di automobili e mezzi pubblici è stato costretto a fermarsi per lasciare passare la manifestazione. In piazza Oberdan, ai piedi del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, un gruppo di studenti e ricercatori ha organizzato un presidio, che si sposterà nel primo pomeriggio in piazza dell'Unità d'Italia, nei pressi della Prefettura.

TORINO 12:17 BLITZ STUDENTI IN UFFICI SEDE MIUR (ANSA) - TORINO, 30 NOV - Alcune decine di studenti che partecipavano al corteo contro la Riforma Gelmini per le vie di Torino si sono staccati e hanno effettuato un blitz negli uffici del Ministero del'istruzione università e ricerca (Miur), in via Pietro Micca. Dapprima hanno colpito il portone d'ingresso dell'edificio con un lancio di uova, poi lo hanno sfondato e sono saliti al secondo piano, dove hanno si trovano gli uffici, e hanno sfondato un altro portone rompendo una sbarra. Si sono fermati soltanto davanti ai vetri antiproiettile che proteggono i dipendenti del ministero. Subito dopo sono scesi e si sono ricongiunti al corteo. Sul posto sono presenti gli agenti della Digos che stanno facendo accertamenti e indagini
roma 12:16 Tra cori e slogan contro il ddl Gelmini ha preso il via il presidio degli studenti delle scuole romane davanti a Montecitorio. Mentre si attende il corteo degli universitari partito dalal 'Sapienzà, centinaia di dimostranti provenienti da alcuni istituti superiori della capitale, tra cui Ilaria Alpi, il Gassman, il Visconti, il Virgilio, stanno urlando slogan per protestare contro l'approvazione della riforma proposta dal governo Berlusconi. Tra i cori intonati dagli studenti: «La nostra cultura a noi non fa paura», «Come nasce la dittatura, con i tagli alla cultura», «Noi non moriremo precari»

Firenze 12:15 il corteo fa appena in tempo a percorrere 500 metri che si ritrova la strada sbarrata da PIU' DI DIECI camionette. il conteo è vario e colorato e sta trovando l'appoggio degli abitanti della zona che dalle finestre e dai balconi salutano il corteo, applaudono, gridano 'buffoni' alla polizia e alzano il pugno chiuso!

Torino 12:06 Il massiccio corteo cui stanno partecipando gli studenti di tutte le facoltà universitarie torinesi insieme agli studenti medi e ai ricercatori, poco fa si è diviso in due tronconi: uno ha proseguito diretto verso Porta Susa per occupare piazza Statuto, l'altro, quello degli studenti delle facoltà umanistiche ha girato, invece in via XX Settembre diretto al Rondò della forca dove è in corso un sit in che sta bloccando il traffico.

trento 12:05 un corteo interno nella facoltà di sociologia sta bloccando le lezioni al grido di 'la riforma non la vogliamo!'. a breve si dirigerà verso la facoltà di lettere.

Firenze 12:00 partito il corteo da Novoli si snoda lungo i viali limitrofi al polo di scienze sociali. a fianco degli universitari ci sono anche tantissimi studenti medi.

VENEZIA 11:50VENEZIA, 30 NOV - Contro la riforma dell'Università del ministro Gelmini, in attesa di notizie dal Parlamento, è ripresa stamane anche a Venezia la protesta di docenti e studenti. In centro storico, sulla terrazza (altana) di Palazzo Cappello che si affaccia sul Canal Grande, si alternano, una ventina tra ricercatori, precari e studenti. Palazzo Cappello, sede degli studi euroasiatici di Cà Foscari, è stato sede della protesta già ieri. Sulla facciata è stato steso lo striscione «Ddl gelmini no riforma sì», scritto in rosso e blu come la vecchia matita per correggere i compiti in classe. Verso il tetto, invece, è comparsa su un lenzuolo bianco la scritta che recita «difendiamo la ricerca». In terraferma, lungo il Corso del Popolo di Mestre, circa 200 studenti delle scuole medie superiori hanno sfilato con musica a tutto volume, slogan e striscioni contro il Ddl Gelmini. Tra le scritte «blocchiamo la riforma» e «rovinate la scuola, distruggete il futuro».

Padova 11:47 BLOCCHI IN TUTTA PADOVA il corteo partito da scienze politiche si è congiunto con quello di Lettere mentre gli studenti hanno bloccato la Stanga, uno dei principali snodi padovani. il corteo di scienze politiche e lettere sta bloccando Corso Milano.

Roma 11:45 Varchi chiusi e forze dell'ordine schierate ad attendere il corteo di 50000 studenti partito dalla Sapienza. Un cordone di sicurezza circonda Palazzo Montecitorio per le annunciate manifestazioni di protesta degli studenti nel giorno del voto della riforma dell'università. Le strade che circondano la Camera sono presidiate da camionette di Carabinieri e da auto della Polizia.

Brescia 11:42 tensione a Brescia per le manifestazioni contro la riforma Gelmini sfociate in scontri in piazza Loggia e nell'occupazione dell'aula magna della facoltà di Economia e Commercio. Intorno alle 10 il corteo degli studenti ha cercato di forzare il cordone di sicurezza che si trovava di fronte a palazzo Loggia, per entrare nella sede dell'amministrazione comunale. Ne sono nati dei tafferugli in cui i manifestanti hanno lanciato bottiglie contro le forze dell'ordine e gli agenti hanno fatto ricorso al manganello. Un giovane è stato fermato. Poco dopo, gli studenti si sono spostati nella facoltà di Economia dove attualmente si trovano

Perugia 11:40 È arrivato poco dopo le 11 in Piazza IV Novembre a Perugia il corteo degli studenti che protestano, come in altre città italiane, contro la riforma universitaria proposta dal Governo. Sotto la pioggia, con uno striscione dov'è scritto «Senza sapere non c'è futuro» ed innalzando vari cartelli anti-riforma, i manifestanti hanno percorso il tragitto da Piazza Partigiani al centro storico, gridando slogan contro il ministro Gelmini e contro il Governo. Da qualche giorno la mobilitazione degli studenti universitari perugini sta interessando varie facoltà del locale ateneo

Genova 11:40Dicono di voler bloccare infrastrutture e trasporti gli studenti medi e universitari, che in oltre 3 mila, stamani sono partiti in corteo da piazza Caricamento con lo striscione «Ci bloccano il futuro noi blocchiamo la città - studenti in lotta». Nel corteo, con studenti medi di tante scuole genovesi in autogestione nelle scorse settimane, universitari e ricercatori precari appare una mano gigantesca fatta dagli studenti del liceo Barabino «che si riprende il futuro» come spiegano i giovani. C'è anche un mezzo busto di cartone con le scritte: «la riforma Gelmini ci taglia le gambe» e «Gelmini ci vuole cretini». In tarda mattinata nel cortile del rettorato verrà seguita la diretta della discussione alla Camera della riforma Gelmini, grazie a un megaschermo installato dai ricercatori precari.

Bari 11:38 Più di 600 studenti delle facoltà di Scienze politiche, Giurisprudenza, Lettere e filosofia e Scienze della formazione stanno partendo in corteo da piazza Umberto, nel centro di Bari, per protestare contro il ddl Gelmini sulla riforma dell'Università, che potrebbe essere approvato oggi. Gli studenti si incontreranno con un altro corteo studentesco del Campus, composto da altre 600 persone, alle quali potrebbero aggiungersi studenti delle scuole superiori di Bari. Previsto blitz al teatro Petruzzelli.

Milano 11:36 Anche la stazione Garibaldi delle Fs, quasi contemporaneamente a quella delle Ferrovie Nord di Cadorna, è stata oggetto di una breve forma di occupazione da parte di alcuni studenti legati alle manifestazioni in corso a Milano contro il ddl Gelmini

Roma 11:35 il corteo è giunto all'altezza di S.Pietro in vincoli e si è unito agli studenti della facoltà di Ingegneria

Roma 11:25 La testa del corteo partito dalla Sapienza è oltre la metà di via cavour mentre la coda del corteo si sta muovendo ora da Piazza dei Cinquecento!

Firenze 11:22 concentramento al Polo di Novoli. nonostante il gran freddo gli studenti sono già piu' di un migliaio e continuano ad arrivare numerosi. a breve partirà il corteo

ROMA 11:20 aumentano sempre di piu' i manifestanti a Roma il corteo è enorme SONO CIRCA 50.000 GLI STUDENTI CHE STANNO IMBOCCANDO ORA VIA CAVOUR
intanto a PArigi 60 studenti fermati mentre tantavano di calare uno striscione dall'arco di trionfo

roma le prime foto del corteo
http://www.flickr.com/photos/ateneinrivolta/5220050415/in/photostream/

roma 11:02Traffico in tilt nel centro di Roma per i cortei studenteschi diretti verso Montecitorio. La circolazione nel centro storico è seriamente compromessa dai piccoli cortei spontanei degli stessi studenti e dai blocchi stradali predisposti dalle forze dell'ordine. I mezzi in transito su via del Corso e nelle strade limitrofe, principalmente furgoni e camion di fornitori diretti verso gli esercizi commerciali di zona, sono stati deviati su percorsi pedonali piazza Fontana di Trevi, solitamente isola pedona, è stata per forza di cose aperta al traffico. La piazza e le strade che circondano il monumento settecentesco, di solito precluse alla circolazione di mezzi a motore, sono state dunque invase da moto e auto, provocando lo stupore dei turisti

milano 11:00 Occupate per alcuni minuti le stazioni Cadorna e Garibaldi da gruppi di centinaia di studenti, che hanno poi raggiunto il corteo anti-Gelmini in piazzale Cadorna. Sul posto è intervenuta la Polfer, che ha invitato i giovani ad abbandonare i binari. I treni hanno subito diversi minuti di ritardo. Sono in migliaia, per il momento, i manifestanti scesi in piazza. Spezzoni di decine di studenti hanno raggiunto alla spicciolata il grosso della manifestazione bloccando il traffico in tutte le zone periferiche. Un gruppo di circa 200 giovani, in piazzale Cadorna, ha tentato di staccarsi dal corteo verso il Castello Sforzesco, ma sono stati bloccati dalle forze dell'ordine, che hanno fronteggiato a distanza per una decina di minuti. Il corteo è ora fermo in piazzale Cadorna.

napoli 11:00 Il corteo di Napoli sta attraversando p.zza del plebiscito! CORTEO AUTORGANIZZATO E NON AUTORIZZATO!
ROMA 10:40SIT IN AUTORIZZATO - Il presidio sotto la colonna di Montecitorio era autorizzato dalla Questura. Ma gli studenti hanno trovato la piazza blindata. Un altro corteo è partito da Piazza Trilussa, Roma Tre è partita da san Paolo, Architettura da Valle Giulia. Altri studenti medi hanno dato vita in giro per Roma a piccoli cortei spontanei in giro per la città per confluire sempre a Piazza Montecitorio

NAPOLI 10:30 SIAMO DIRETTI A CONFINDUSTRIA, CORTEO NON AUTORIZZATO. ABBIAMO LASCIATO SACCHETTI DELLA MONNEZZA FUORI LA PROVINCIA. LA VERA MONNEZZA SONO LE ISTITUZIONI! MIGLIAIA DI STUDENTI MEDI ED UNIVERSITARI SOTTO LA PIOGGIA. traffico in tilt anche a napoli. È appena partito, da piazza del Gesù, a Napoli, il corteo degli studenti delle scuole medie superiori e universitari indetto per protestare contro il provvedimento di riforma dell'Università del ministro Gelmini che, in serata, sarà sottoposto al voto della Camera. Sacchetti di immondizia sono stati gettati davanti all'ingresso del palazzo della Provincia di Napoli e il lunotto posteriore di un'auto della polizia sfondato dai dimostranti dinnanzi all'ingresso della Questura in via Medina. Il fiume di studenti è diretto alla sede di Confindustria, in piazza dei Martiri. La manifestazione è una delle due programmate per oggi. La seconda partirà dall'Università Federico II al termine di un'assemblea, attualmente in corso

Roma 10:30 CIRCA 20.000 GLI STUDENTI IN CORTEO DALLA SAPIENZA A CUI SI DEVONO AGGIUNGERE ANCORA QUELLI DI ROMA 3 E DEGLI ALTRI LICEI ROMANI. IN UN CENTRO COMPLETAMENTE MILITARIZZATO, UNA MAREA DI STUDENTI SPINGERA' PER ENTRARE A MONTECITORIO! CI ASSEDIANO IL FUTURO, ASSEDIAMO I LORO PALAZZI!

Genova 10:22 continua la mobilitazione del mondo della scuola contro la riforma Gelmini, che proprio oggi sarà discussa alla Camera. Nuova manifestazione degli studenti medi ed universitari questa mattina, con partenza da piazza Caricamento intorno alle 10. Ieri sera intanto poco meno di 500 giovani hanno dato vita ad un corteo che ha paralizzato il traffico cittadino. Durante il percorso della manifestazione alcuni studenti hanno improvvisato blocchi stradali e lanciato uova contro le finestre delle sede regionale di Confindustria. Anche per oggi sono previsti disagi alla circolazione.

Roma: 10:20 Due cortei di studenti sono partiti diretti a piazza Montecitorio per protestare contro il ddl Gelmini che oggi va in Aula. Un corteo è partito da Piazza Aldo Moro ovvero dall'Università La Sapienza mentre l'altro da Piazza Trilussa. Altri studenti hanno dato vita in giro per Roma a piccoli cortei spontanei in giro per la città per confluire sempre a Piazza Montecitorio. In alcuni quartiere, come ad esempio nella zona di Corso Trieste, le manifestazioni spontanee stanno creando problemi alla circolazione. 'BLINDATÀ PIAZZA MONTECITORIO, AREA INTERDETTA A MANIFESTANTI Poliziotti e carabinieri, alcuni dei quali in tenuta antisommossa, attendono l'arrivo degli studenti, che oggi hanno annunciato un presidio a Montecitorio contro il ddl Gelmini, bloccando gli ingressi ai manifestanti in piazza Montecitorio. Lo spazio antistante il Parlamento, dove gli studenti del mondo accademico e delle scuole hanno annunciato per questa mattina un presidio contro il ddl Gelmini, che oggi potrebbe essere approvato alla Camera, è interdetto ai manifestanti. Numerosi i furgoni delle forze dell'ordine circondano non solo la piazza ma anche gli ingressi di alcune strade laterali, tra cui quello di via della Colonna Antonina e via della Guglia.Alcuni negozianti dei locali intorno a piazza Montecitorio hanno deciso di tenere le serrande abbassate in previsione della manifestazione degli studenti del mondo accademico e delle scuole prevista per questa mattina a piazza Montecitorio. Intanto iniziano ad arrivare i primi gruppi di studenti.

Milano 10:18Sono diverse centinaia gli studenti che si sono dati appuntamento in largo Cairoli a Milano per partire in corteo e protestare contro il ddl Gelmini che oggi sarà votato alla Camera. Da largo Cairoli manifestanti si stanno muovendo in direzione di Cadorna, mentre altri gruppi stanno bloccando alcuni snodi centrali della città: da viale Monza alla zona circostante la stazione Garibaldi. Striscioni colorati e slogan contro la Gelmini vengono scanditi dagli studenti.

Torino 10:17 TORINO PARTITI CORTEI CONTRO DDL GELMINI. Ad aprire il corteo che ha raggiunto piazza Castello lo striscione 'Bloccate la riforma o bloccheremo le citta' l corteo sta causando disagi e blocchi nella circolazione nel centro cittadino

Palermo 10:15Traffico in tilt a Palermo a causa della protesta degli studenti che manifestano contro la riforma Gelmini. Diversi i cortei, alcuni anche spontanei e non annunciati, che si stanno muovendo per la città.

Roma 10:10 si stanno muovendo ora dal piazzale della Sapienza un migliaio di studenti tra medi e nuniversitari che si recheranno in corteo verso Montecitorio, che pare essere blindato dalle forze dell'ordine. Strada facendo al corteo si uniranno studenti degli altri atenei e licei romani

Torino 9:42 È partito poco fa da Palazzo Nuovo, sede delle facoltà umanistiche, un corteo degli studenti universitari a cui si sono uniti gli studenti delle scuole Medie. Ai manifestanti in via Po si uniranno gli studenti di Scienze e in Piazza Castello quelli del Plitecnico. Il corteo, quindi, raggiungerà Porta Susa dove un gruppo si sposterà nella vicina Piazza Statuto ed un altro raggiungerà la stazione Dora. Intanto, questa mattina anche al Politecnico, dopo Palazzo Nuovo, picchetti hanno impedito l'accesso nella struttura

Palermo 9:30 BLOCCHIAMO TUTTO DAY Cortei in diverse strade a Palermo questa mattina per la protesta di studenti delle scuole superiori e delle università contro la riforma del ministro Maria Stella Gelmini. L'obiettivo dei manifestanti è portare in piazza oltre ventimila persone e bloccare il capoluogo siciliano mentre alla Camera si discute dell'approvazione del ddl che riguarda l'università. La rete degli studenti medi ha fatto partire due cortei con concentramenti al giardino inglese e davanti alla cattedrale. In programma cortei spontanei, blocchi e azioni diffuse. Non sono escluse occupazioni della stazione e del porto come è già successo giovedì scorso. In campo anche il coordinamento Studenti in movimento, con un corteo formato da una trentina di scuole che partirà da piazza Castelnuovo. E gli studenti di Lettere e Filosofia, che ieri notte hanno «impiccato» diversi manichini al rettorato, hanno fatto scattare il «Blocchiamo tutto day», giornata di blocchi e azioni spontanee. Sono tre i cortei organizzati dagli studenti universitari del «Coordinamento indisponibili», che sfileranno per le vie del centro: due partiranno dalla cittadella universitaria, in viale delle Scienze e un altro dalla facoltà di Scienze, in via Archirafi. Tutti poi confluiranno in corso Vittorio Emanuele, all'altezza della cattedrale per unirsi agli altri tronconi della protesta.

Padova 8.22 iniziano i picchetti fuori dalle facoltà occupate!

pc quotidiano 30 novembre - Giornata di mobilitazione nazionale contro la riforma Gelmini


Grandiosa giornata di lotta del movimento degli studenti ieri, università, strade, monumenti, invase da una marea montante di giovani, che dice basta ed è ben determinata a lottare fino in fondo per il ritiro della riforma Gelmini e se possibile per le dimissioni del ministro e la caduta del governo.


Questo movimento gode del consenso delle masse popolari perchè la riforma taglia l'università, nega il diritto il studio ai giovani di provenienza proletaria e popolare, mette sempre più l'università al servizio degli interessi dei padroni, ne umilia la funzione culturale e critica, la riforma Gelmini è la stessa che licenzia una marea di insegnanti precari e di lavoratori della scuola, mentre sposta fondi verso le scuole privati e clericali, la riforma Gelmini è un tassello della politica antipopolare del governo, della discarica della crisi sui proletari e le masse.


Il movimento degli studenti raccoglie e porta avanti il vento dell'ovest che viene dalle grandi lotte studentesche che attraversano tutti i paesi europei e gli stessi USA, che hanno avuto nei giorni scorsi un epicentro prima la Francia, poi la Gran Bretagna.


Il movimento degli studenti va più avanti delle lotte operaie e precarie che si sviluppano nel paese, rompe con processioni e forme puramente difensive di lotte, assedia i palazzi, si sviluppa in forme generali simultanee e con quotidianità crescente, non si intimorisce a fronte alla violenza poliziesca lanciata dal governo contro di esso e in questo assolve a una funzione di avanguardia verso l'insieme del movimento operaio e proletario e all'opposizione politica e sociale contro il governo Berlusconi, attuale comitato di affari della borghesia imperialista italiana, soggetto trainante del moderno fascismo come tendenza al regime, sostenuta in diverse forme da tutti i partiti parlamentari, dalla maggioranza dei sindacati confederali.


Per questo bisogna sostenere con forza e decisione il movimento degli studenti, difenderne anche l'autonomia dai partiti parlamentari e dai sindacati confederali, ma il miglior sostegno e quello di mobilitarsi verso le fabbriche, le lotte operaie, il movimento dei precari e disoccupati, non tanto e non solo per sostenere e partecipare alle manifestazioni, ma per seguirne l'esempio assediando i palazzi del potere e i luoghi simbolo delle città, bloccando strade e ferrovie, lavorando per uno sciopero generale nazionale che paralizzi il paese, imponga la caduta del governo Berlusconi e ponga una ipoteca contro ogni governo che non raccolga le esigenze delle masse in lotta.

proletari comunisti
26 novembre 2010

lunedì 29 novembre 2010

pc quotidiano 29 novembre - antirazzismo..dopo assemblea del 28 di Firenze

Domenica 28 novembre si è tenuta in serata sotto la torre di via imbonati a milano, un'assemblea per illustrare come è andata l'assemblea nazionale antirazzista di firenze tenutasi lo stesso giorno con 120 partecipanti da varie parti d'italia.

dalle parole molto dirette di najat, parte della delegazione degli immigrati in lotta di Milano si capisce come sia andata: "l'assemblea non ha deciso niente, ci sono delle proposte di mobilitazione, ma abbiamo tutti litigato...non c'è un piano condiviso della lotta per i diritti e della sofferenza degli immigrati, coloro che erano li non capiscono niente dell'immigrazione e dei problemi degli immigrati...è per quello che ci sono state queste spaccature, ci tenevo molto a questa causa ...ma dopo 5 ore si è spaccata a pezzi l'assemblea....

Un punto fisso però è stato ribadito dai compagni di brescia in maniera esplicita di stare attenti che a milano non deve finire come a brescia dove la "mediazione" dei grossi sindacati cgil in testa che avevano promesso presidio permanente, tavoli e trattativa, ma poi gli immigrati sono stati fregati, e se sapevano che finiva così sarebbero restati sulla gru.

sono state fatte varie proposte ma non si è deciso niente....
-una mobilitazione a milano il 7 dicembre alla scala dove ci sono i borghesi che pagano fino a 2000 euro un biglietto per la prima allo sulla a scala e ci sarà possibilità di dare visibilità alla lotta per presenza di napolitano e di stampa anche internazionale,
-l'11 dicembre manifestazione a brescia per dare risposta alla deportazione di mimmo e contro repressione,
-il 14 dicembre a roma al parlamento in occasione del voto di fiducia al governo con presenza di partiti
-il 18 dicembre la sfida per tutti di una manifestazione nazionale che alcuni auspicano a roma altri con iniziative in tutte le città.

pc quotidiano 29 novembre - Lotte studentesche e repressione in Marocco

Nonostante la repressione, i rivoluzionari continuano la lotta in Marocco!

DRE No248 • 21 novembre 2010 •

A metà ottobre, il regime marocchino ha arrestato sette attivisti studenteschi nella città di Marrakech. Youssef El Hamdia Hassnouni e Ilham, due maoisti della “Via democratica di base”, militanti nel quadro dell'Unione Nazionale degli Studenti del Marocco e sono stati particolarmente presi di mira dall'operazione. Lo Stato marocchino al servizio dell'imperialismo li ha arrestati nelle loro case con i servizi speciali che minacciavano le loro famiglie. Nel 2008, Drapeau Rouge ha sottolineato gli arresti del gruppo di Zahra Boudkhour, due persone restano in carcere oggi per altri cinque anni. L’attivista Hassnouni è stata messa in relazione con gli eventi del 2008 ed era stata espulsa dall'università. Uno sciopero della fame di 48 ore si è svolto ai primi di novembre di sei prigionieri politici.

Estratti dai comunicati del 21 e 28 ottobre della Via democratica di base di Marrakesh, dal blog Servire il popolo:

Nel nostro paese, di fronte all’acutizzarsi della lotta di classe, gli attacchi del regime reazionario marocchino contro la vita delle masse popolari assume la forma di piani multipli che interessano la privatizzazione di tutti i settori vitali del paese (piano di emergenza ...) e le leggi di accompagnamento (legge sui partiti politici, il diritto di sciopero, la stampa, legge considdetta anti-terrorismo) a loro volta, riducono ulteriormente le libertà politiche e sindacali.

Mentre il movimento studentesco, rappresenta indiscutibilmente, una parte dinamica del movimento di massa. Ciò è dimostrato dalle molte lotte avviate nei confronti del "piano di emergenza di tre anni (tra cui Marrakech, Agadir, Fez, Kenitra , Tangeri ...) e dove il movimento degli studenti darà il meglio di attivisti e attiviste, in carcere per difendere il diritto all'istruzione gratuita per i figli e le figlie del popolo. Solo nel 2008, gli arresti si contano a decine, ciò costrinse il movimento degli studenti ad unificare le sue lotte contro gli attacchi del regime reazionario. Questa unità dinamica è sfociata nella "unità di progetto del movimento studentesco", proposto durante i giorni del martirio di Elkadiri Abderrazak, che ha avuto luogo a Marrakech. Ora, in prima linea nelle lotte studentesche, il bastione di Marrakech conoscerà quest'anno un attacco senza precedenti. Il campus è circondato sin dalla prima settimana dell'anno accademico; il controllo, l'azione penale e altri rapimenti di attivisti sono quasi quotidiani.

In realtà, questi rapimenti e questi arresti rappresentano un'altra pietra miliare nell’attacco globale contro il settore dell'istruzione. In particolare, essi rappresentano un attacco frontale contro gli iniziatori del "progetto di unità dei progressi degli studenti” e contro i militanti avanzati della roccaforte militante di Marrakech che ha attuato una difesa intransigente del diritto all'istruzione gratuita; e questo attraverso l'unità del movimento per l'educazione popolare e scientifica.

In definitiva, questa situazione detta agli attivisti del movimento studentesco di prepararsi per nuovi attacchi e li costringe a intensificare la lotta contro il "piano di emergenza di tre anni".

Infine, noi dichiariamo all'opinione pubblica nazionale e internazionale ciò che segue:

Ribadiamo:

• il nostro impegno per la nostra identità marxista-leninista-maoista;

• il principio di autodeterminazione dei popoli, primi popoli del Sahara occidentale e la Palestina;

Noi condanniamo:

• arresti e sequestri contro i nostri coetanei;

• processi iniqui contro i prigionieri politici;

• la militarizzazione delle università;

• World Economic Forum sul Medio Oriente e Nord Africa svoltasi a Marrakech;

• sanguinosa offensiva contro il popolo Saharawi;

Noi dichiariamo la nostra solidarietà:

• con tutti i prigionieri politici;

• con le lotte delle masse.

pc quotidiano 29 novembre - L'Aquila, blitz degli universitari nella zona rossa Lezione simbolica tra le macerie contro la Gelmini

L'AQUILA. Arriva nella zona rossa dell'Aquila, la parte della città ancora inagibile a causa del terremoto del 6 aprile 2009, la protesta degli studenti contro il Ddl Gelmini. Dopo aver partecipato a un sit-in in piazza Duomo, una delle poche aree agibili del centro, molti studenti della Facoltà di Lettere che hanno deciso di varcare le transenne e tornare a fare simbolicamente una lezione all'aperto davanti a Palazzo Camponeschi, uno degli edifici più lesionati. Intanto partono le occupazioni: prima fra tutte quella della facoltà di Scienze a Coppito.

La protesta nella facoltà pericolante. Davanti l'ingresso della vecchia Facoltà gli studenti hanno esposto lo stesso striscione "Contro la riforma salviamo l'Univaq" che due giorni fa era stato esposto sul tetto della sede provvisoria nel polo industriale di Bazzano, zona ovest della città, mentre alcuni giovani, hanno sfidato il rischio di entrare in una struttura pericolante per salire al piano superiore dell'edificio e appendere anche altri striscioni con scritto "L'Aquila monumento studentesco al Ddl" e "Università pericolante". "È questo il nostro modo", spiegano, "per dire anche dall'Aquila che questa riforma provocherà la morte del nostro sistema universitario". Alla mobilitazione, che al momento non ha registrato incidenti, sono intervenuti anche presidi di Facoltà, prorettori universitari e ricercatori.

Occupata la facoltà di Scienze. Contemporaneamente continuano le assemblee in tutte le Facoltà dell'Aquila. La prima facoltà ad essere occupata è quella di Scienza. "Questa facoltà decide all'unanimità di occupare la facoltà di Scienze, resteremo in assemblea permanente in attesa delle decisioni da Roma sul Ddl Gelmini", così, Megafono alla mano, un rappresentante degli studenti ha annunciato la decisione da parte degli studenti di Scienze di occupare la facoltà, nucleo centrale del polo didattico di Coppito. La decisione è stata votata nel corso di un'assemblea organizzativa che si è svolta nell'atrio della facoltà, alla presenza di almeno 200 studenti.

pc quotidiano 29 novembre - Processo Eternit, udienza odierna

PROCESSO ETERNIT: UDIENZA DEL 29 NOVEMBRE

La seduta odierna, che si apre alle ore 9:30, prevede la ripresa dell'audizione del ct della parte civile Afeva di Casale Monferrato, il dottor Castelman, protagonista - suo malgrado - nella scorsa udienza di un clima surreale, con il tecnico del suono dell'aula impegnato a fargli da traduttore, con pessimi risultati.

Questa volta la Corte corre ai ripari e, per consentire una buona comprensione del contenuto del controinterrogatorio del pm (le difese rinunceranno), nomina un'interprete di chiara fama in città .

Prima di incominciare nuovamente l'audizione del ct, la Corte - come già preannunciato in occasione dell'esclusione di Eternit (Schweiz) AG - provvede ad escludere anche il responsabile civile Adex dal procedimento.

A seguire la parola viene data al ct: questi produce alcuni documenti riguardanti il cartello dei produttori di cemento-amianto - nato nel 1929 - per controllare il mercato e anche l'informazione circa i danni alla salute provocati dall'utilizzo del minerale; fa una certa impressione ascoltare che, nel 1956, il direttore generale di un'azienda statunitense produttrice della miscela-killer, tale John Swendall, passava la metà del suo tempo nelle aule dei tribunali per difendersi nelle cause per danni alla salute provocati dalla mancanza di precauzioni nel trattamento dell'amianto.

Dopo una pausa di circa venti minuti è la volta del dottor Silvestri, ct del pm, membro dell'Istituto di prevenzione oncologica della regione Toscana, per il quale si occupa del registro regionale dei mesoteliomi maligni; l'oggetto della consulenza è: analisi dello sviluppo delle conoscenze scientifiche sulla pericolosità dell'amianto e pericolosità delle lavorazioni dello stesso negli stabilimenti Eternit che interessano in questo processo.

Poco dopo che il ct inizia la sua trattazione, l'avvocato Alleva della difesa Schmidheiny - avendo compreso che i dati che sarebbero stati esposti sarebbero stati un duro colpo per la difesa - cerca di bloccare la consulenza adducendo motivazioni pretestuose secondo le quali il ct sarebbe il terzo della lista del pm riguardo allo stesso tema.

Il giudice Casalbore lo 'cassa di brutto', rilevando che non è affatto così, ed invitando il Silvestri a continuare; questi dimostra, attraverso l'esposizione di valanghe di cifre, che i dati delle concentrazioni di fibre di amianto rilevati dal Sil - posti alla base delle consulenze dei ct della difesa - sono sbagliati e falsati dalla mancanza di diverse variabili indispensabili per la corretta valutazione dei risultati.

La prossima udienza si terrà lunedì 6 dicembre, e consterà dell'ascolto di ct del pm sul tema dell'epidemiologia, mentre il 13 dicembre si terrà il controinterrogatorio del dottor Silvestri.

Torino, 29 novembre2010

Stefano Ghio - Rete sicurezza Torino

pc quotidiano 29 novembre - Con gli studenti in lotta - cacciamo la Gelmini e tutto il governo

da: ateneinrivolta.org

29.nov Da Udine a Palermo: tutta Italia si prepara all'assedio. La diretta

Studenti, ricercatori e docenti pronti all´ultima sfida: bloccare il ddl Gelmini tra oggi e domani, quando la riforma verrà votata alla Camera.

PADOVA 15:40: STUDENTI SCIENZE POLITICHE PARTONO IN UN CORTEO INTERNO PER OCCUPARE QUESTA NOTTE. L'ASSEMBLEA DI SCIENZE HA DECISO DI OCCUPARE IL DIPARTIMENTO DI FISICA. anche Lettere, Psicologia hanno deciso di occupare

Roma 15:20STUDENTI SOCIOLOGIA BLOCCANO SALARIA E DANNO VITA A FLASHMOB

CERN di Ginevra Proseguirà almeno fino a domani la protesta degli studenti e ricercatori italiani che lavorano al Cern di Ginevra e che da stamani si trovano sul tetto dell'edificio: «Domani - ha annunciato il ricercatore Giacomo Ortona - seguiremo dal tetto il dibattito in Aula del ddl Gelmini e successivamente decideremo come proseguire la protesta». Al momento, i ricercatori e gli studenti si stanno attrezzando per trasportare sul tetto sedie, tavoli e computer: «Abbiamo intenzione di portare qui tutto il necessario e lavorare da questa postazione, fino a quando - ha detto il ricercatore - le rigide temperature lo permetteranno. La nostra protesta, comunque - ha concluso Ortona - andrà avanti».

FIRENZE 14:50 STUDENTI 'OCCUPANÒ SALA RETTORATO Nel corso del blitz, gli studenti hanno appeso due striscioni fuori dalle finestre dell'ateneo: 'strage di università in corsò e 'contro la militarizzazione delle facolta« le scritte. "chiediamo che venga affermato un principio fondamentale: la polizia non può entrare nell'Università, nè bloccarne l'accesso per gli studenti, come è accaduto giovedì scorso".

Chieti 14:45- Gli studenti dell'Ateneo D'Annunzio, da questo pomeriggio, occuperanno il Polo didattico di Lettere, in contemporanea con tutte le università d'Italia, per protestare contro il ddl Gelmini. Gli studenti chiedono una sede di confronto «reale» per contribuire a riscrivere completamente una degna riforma universitaria, oltre al ritiro del DDL Gelmini

LECCE 14:37- Prosegue da parte di studenti la protesta contro il ddl Gelmini con l'occupazione della struttura universitaria 'Codacci Pisanellì dell'ateneo di Lecce, che ospita la segreteria studenti del polo umanistico e la presidenza di facoltà. L'attività didattica va avanti più o meno regolarmente, anche se talvolta in forme singolari. È il caso di una lezione di Sociologia della comunicazione, tenuta questa mattina in strada sulla rotatoria tra via Galasso e Brindisi.

Cassino 14:23 circa 50 studenti sono saliti sul tetto della struttura universitaria della Folcara e hanno appeso gli striscioni contro il Decreto Legge Gelmini. Il corteo di protesta è partito dalla facoltà universitaria di Ingegneria ed è arrivato fino alla principale struttura universitari di Cassino in via Sant'Angelo.

PADOVA 14:20 In cinque, tra docenti e ricercatori, si sono calati dal tetto della facoltà di chimica dell'Università di Padova per protestare contro la riforma targata Gelmini. La singolare protesta è stata inscenata nella tarda mattinata, sotto l'occhio curioso e le grida di sostegno di decine di studenti. I cinque che si sono calati in tenuta da roccia sono universitari e insegnanti appassionati di montagna. Sulle spalle hanno portato alcuni cartelli contro il Ddl Gelmini e scandito slogan contro il ministro. Toccata terra hanno giustificato il gesto dicendo: «se fino ad oggi abbiamo fatto acrobazie per sopravvivere, come abbiamo dimostrato anche adesso - hanno sottolineato - con il Ddl Gelmini ci toccherà fare i salti mortali»

Roma 14:10 OCCUPATA FACOLTA' DI ARCHITETTURA LA SAPIENZA
IL COMUNICATO: http://www.ateneinrivolta.org/rivolta/comunicato-stampa-architettura-occ...

NAPOLI STRISCIONI A POMPEI 13:40 Un centinaio di manifestanti, ricercatori, studenti e mamme vulcaniche anti discarica di Terzigno questa mattina sono entrati negli scavi di Pompei per protestare insieme ai ricercatori, con gli elmetti in testa. Esponendo lo striscione 'Governo della distruzione pubblica, oggi Pompei domani gli ateneì hanno protestato davanti alla scuola dei gladiatori crollata qualche settimana fa. Gli oltre cento manifestanti che sono entrati negli scavi archeologici di Pompei per protestare contro il Ddl Gelmini e per la tutela dei beni culturali e del territorio campano hanno tutti pagato il biglietto . Ricercatori e studenti insieme alle mamme vulcaniche di Terzigno si sono diretti verso la scuola dei gladiatori e dopo circa un'ora sono usciti dal sito archeologico per raggiungere la manifestazione promossa dalla rete '29 aprilè per le strade di Pompei alla quale stanno prendendo parte docenti delle università campane, studenti medi e ricercatori. «Abbiamo pagato tutti il biglietto - spiega Paolo Donadio, della rete 29 aprile - anche gli studenti delle scuole superiori e le mamme vulcaniche. Siamo entrati a Pompei in quanto il sito rappresenta perfettamente la politica dei tagli del Governo nei confronti della cultura».

Pisa 13:22 'normalistì che hanno occupato la Scuola Normale hanno raggiunto la Sala degli Stemmi, all'ultimo piano di Palazzo alla Carovana, e dalle finestre hanno steso uno striscione con la scritta «Quale eccellenza tra queste macerie? Università e Scuola Normale occupate». Gli studenti hanno anche chiesto un incontro con il direttore della Scuola Fabio Beltram per consegnargli un documento approvato dall'Assemblea che motiva le ragioni del dissenso al ddl Gelmini. Intanto gli allievi della Scuola Superiore Sant'Anna hanno scritto una lettera aperta al ministro Gelmini nella quale chiedono che siano «garantiti la dignità e il ruolo primario dell'Università pubblica nella formazione e nella ricerca, ma anche l'autonomia, la stabilità, il pluralismo del sistema universitario». «Chiediamo - concludono gli allievi della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa - che il governo riveda le posizioni espresse in questo disegno di legge».

Bari 13:20 Circa 300 studenti delle facoltà di Giurisprudenza e Scienze Politiche e del polo umanistico dell'ateneo di Bari hanno occupato il ponte di corso Cavour, nel centro cittadino. Gli studenti protestano contro il disegno di legge del ministro Gelmini sulla riforma dell'Università

Venezia 13:00 Dopo la Basilica di San Marco, il Canal Grande come palcoscenico della protesta anti-Gelmini: a Venezia un gruppo di studenti e ricercatori oggi sono saliti sull'altana di Palazzo Cappello, la sede degli studi euroasiatici dell'Università Cà Foscari che si affaccia sul Canal Grande. Sull'altana, ampiamente visibile da chi transita in vaporetto, i manifestanti hanno steso uno striscione con la scritta «No al Ddl Gelmini, sì alla riforma vera dell'Universita» vergata in rosso e blu, i colori della vecchia matita per correggere gli errori. Venerdì scorso era toccato alla balconata della Basilica di San Marco, occupata da una quarantina di studenti. In cima a Palazzo Cappello sono presenti una ventina tra studenti e ricercatori, ma sono attesi 'rinforzì da parte dei docenti associati ed ordinari: la protesta, hanno annunciato infatti i manifestanti, si protrarrà per tutta la giornata

GINEVRA 12:50 STUDENTI PROTESTANO SU TETTO CERN GINEVRA Un gruppo di ricercatori, studenti e dottorandi italiani che lavorano al CERN di Ginevra, uno dei più grandi laboratori di fisica nucleare, si trova sul tetto del building dell'amministrazione centrale a «difesa» dell'Università pubblica. Lo rende noto lo stesso gruppo di ricercatori.«Noi, studenti, dottorandi e ricercatori italiani al CERN - spiegano i promotori della protesta - saliamo oggi sul tetto per esprimere la nostra solidarietà a tutti coloro che in Italia stanno difendendo l'università pubblica e la nostra preoccupazione per gli effetti devastanti della riforma Gelmini». I giovani ricercatori che lavorano al CERN, rilevano, «si dedicano con passione alla ricerca in uno degli ambienti più competitivi del mondo, ma l'abnegazione non basta: per mantenere la ricerca italiana al livello di quella degli altri paesi europei sono necessari finanziamenti adeguati ed un sistema universitario pubblico e libero». Secondo gli studenti e ricercatori italiani al Cern, «se questa riforma passasse si metterebbe in pericolo il ruolo di leadership nella ricerca che l'Italia ha conquistato con la fatica e la passione di tanti scienziati». Si tratta di un progetto, avvertono, «che costringe all'esilio molti di noi». Quindi un appello: «Facciamo appello a tutti i parlamentari perchè non votino con leggerezza questo provvedimento. Se passa questa riforma, il nostro futuro è un buco nero»

SIENA 12:40Tre diversi cortei di studenti stanno sfilando per le strade di Siena come forma di protesta nei confronti della Riforma Gelmini. Ogni corteo raccoglie le facoltà di una diversa zona della città: uno per Lettere e Ingegneria, un altro per Giurisprudenza, Scienze Politiche e Scienze Matematiche Fisiche Naturali (tutte e cinque sono facoltà occupate) e il terzo per l' Università per Stranieri e il Polo Scientifico, che stamattina era riunito in assemblea. I manifestanti dovrebbero riunirsi in Piazza del Duomo per sostare poi davanti alla Prefettura e quindi dirigersi verso il Rettorato. Al corteo partecipano anche alcuni professori e ricercatori.

Pisa 12:35 gli studenti della scuola Normale supportati dalla piazza da centinaia di studenti universitari, hanno 'occupatò stamani la Scuola Normale Superiore di Pisa. Per protestare contro il ddl Gelmini un gruppo di studenti è anche salito sul tetto della Torre di Ugolino dove hanno raggiunto la campana e l'hanno fatta suonare. La piazza dei Cavalieri, antistante il Palazzo della Carovana, sede storica della Normale, è invasa da un migliaio di studenti delle diverse facoltà dell'ateneo pisano, dove, di fatto, oggi la didattica è sospesa in seguito all'occupazione di aule, dipartimenti e facoltà.

Firenze 12:28 studenti universitari hanno ocuupato una sala del Rettorato dell'Università di Firenze, in piazza San Marco, dove era in corso una riunione della Commissione didattica di Ateneo, alla quale partecipavano anche alcuni presidi di Facoltà: la riunione è stata sospesa. Il blitz è scattato poco dopo le 11 quando gli studenti, entrati nel Rettorato, sono saliti al primo piano e sono entrati nella sala dove hanno esposto alcuni striscioni contro la riforma e chiesto di parlare con il Rettore Alberto Tesi. Durante l'incontro con Tesi i manifestanti hanno prima chiesto nuove spiegazioni sugli scontri con la polizia avvenuti giovedì scorso al polo di Novoli, poi hanno chiesto il blocco della didattica per la giornata di domani, in occasione della possibile approvazione del ddl Gelmini alla Camera. Infine hanno chiesto di sapere se gli organismi di ateneo intendano dimettersi qualora la riforma dovesse essere approvata. Terminato l'incontro con il Rettore, gli studenti sono rimasti all'interno della sala

L'AQUILA 12:25 Varca anche i confini della zona rossa del capoluogo di regione distrutto dal terremoto del 6 aprile 2009. L'annunciato sit-in in piazza Duomo in una delle poche aree agibili del centro, ha visto la partecipazione di circa 300 persone. Tra loro molti studenti della Facoltà di Lettere che hanno deciso di varcare le transenne e tornare a fare simbolicamente una lezione all'aperto davanti a Palazzo Camponeschi, uno degli edifici più lesionati. Davanti l'ingresso della vecchia Facoltà gli studenti hanno esposto lo stesso striscione «Contro la riforma salviamo l'Univaq» che due giorni fa era stato esposto sul tetto della sede provvisoria nel polo industriale di Bazzano, zona ovest della città, mentre alcuni giovani, hanno sfidato il rischio di entrare in una struttura pericolante per salire al piano superiore dell'edificio e appendere anche altri striscioni con scritto «L'Aquila monumento studentesco al Ddl» e «Università pericolante». «È questo il nostro modo - spiegano - per dire anche dall'Aquila che questa riforma provocherà la morte del nostro sistema universitario». Alla mobilitazione, che al momento non ha registrato incidenti, sono intervenuti anche presidi di Facoltà, prorettori universitari e ricercatori. Contemporaneamente continuano le assemblee in tutte le Facoltà dell'Aquila

COMUNICATO DA PALERMO 12:19 Domani gli studenti palermitani, in segno di protesta contro la riforma Gelmini, bloccheranno il capoluogo siciliano. Ad annunciarlo sono gli stessi studenti, sia medi che universitari. «Giovedì eravamo 15mila studenti medi scesi in piazza, che partiti in cortei spontanei dalle loro scuole si sono incontrati in un punto comune e hanno occupato la stazione per circa 2 ore, bloccando i treni - dicono i giovani in una nota -La mobilitazione di giovedì 25 è la prova che qualcosa può cambiare, e che la lotta paga.Tutti noi studenti infatti abbiamo ottenuto una notevole vittoria, in quanto la discussione parlamentare del ddl è stata rinviata a domani. Se la riforma non verrà bloccata, noi studenti bloccheremo tutto come abbiamo già fatto. Bloccheremo le scuole riappropriandocene (più di 200 sono attualmente occupate in tutta Italia) e siamo disposti a bloccare la città, a riprenderci ciò che ci spetta. La mobilitazione degli studenti di Palermo e di tutta Italia ha dimostrato che è possibile vincere e bloccare questa riforma».

Cosenza 12:10 Continua la protesta degli studenti all'Università della Calabria. Questa mattina un gruppo di giovani ha bloccato il traffico ad Arcavacata e sul ponte 'Buccì sta camminando un corteo. Alcune centinaia di studenti dell'Università della Calabria hanno occupato la zona della stazione dei bus del campus dell'Università della Calabria, ad Arcavacata di Rende, impedendo di fatto arrivi e partenze degli automezzi. Gli studenti dell'Unical, che protestano contro la riforma Gelmini hanno dato vita stamani a due cortei spontanei partiti uno dalla facoltà di Farmacia e l'altro dalla facoltà di Ingegneria, quasi ai due poli opposti del campus, che sono poi confluiti nell'area delle pensiline.Un docente sta invece tenendo una lezione di ingegneria all'aperto davanti al Municipio di Cosenza, dove ha portato anche una lavagna. Nel pomeriggio se ne terrà un'altra al Museo del Presente di Rende e poi l'ultima in notturna alla facoltà di ingegneria. Lo striscione esposto dagli studenti recita «Cultura vendesi». Nel pomeriggio si terrà un'assemblea in aula magna per discutere della prosecuzione delle forme di protesta in vista del voto al ddl Gelmini

Roma 12:00 BLITZ ALL'ARCO COSTANTINO CON FINTO CROLLO ROMA, STUDENTI ARCHEOLOGIA DELLA SAPIENZA CONTRO BONDI E GELMINI Hanno recintato l'Arco di Costantino a Roma con cartelli di pericolo e del nastro bianco e rosso, quello utilizzato per delimitare strutture a rischio crollo. È l'iniziativa degli studenti di archeologia e storia dell'arte dell'università La Sapienza di Roma, che hanno chiesto «la sfiducia» per il ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi e hanno protestato contro il ddl Gelmini. Gli studenti, un centinaio, hanno anche costruito un muro con delle scatole, che hanno poi fatto simbolicamente crollare su alcuni ricercatori. «Crolla Pompei, si rivoltano gli atenei», è stato lo slogan degli universitari, che hanno anche contestato «I nuovi provvedimenti sulla formazione professionale in ambito culturale». Prima di andare via, i manifestanti hanno esposto uno striscione riferito al governo, dalla scritta «Io non mi fido».

Roma 11:10 la Sapienza, si trasformerà da oggi nella roccaforte della rivolta con assemblee e le lezioni sui tetti. Obiettivo: occupare tutte le facoltà almeno per una notte fino al grande ritorno in piazza, domani, per marcare da vicino i lavori parlamentari e tentare l´assedio di Montecitorio, come accaduto mercoledì a Palazzo Madama.
Colosseo e Porta Pia saranno invece sede di due flash mob organizzati dagli studenti, che impacchetteranno i monumenti e faranno crollare finte macerie: un´azione ispirata a quanto realmente accaduto a Pompei. A mobilitarsi saranno però anche le scuole: centinaia di bambini, docenti e genitori del VII circolo Montessori torneranno in sit-in in viale Trastevere per portare al ministro Gelmini il gigantesco asino di plastica realizzato durante l´occupazione dell´istituto

Catania non si ferma più. In questo novembre caratterizzato dalla ribellione studentesca, dopo Lettere (occupazione aula A13), Fisica (occupazione aula E) e Scienze Politiche (sit-in in Piazza Cutelli) anche la Facoltà di Medicina si accoda all’ondata di proteste contro la Riforma Gelmini. E’ infatti notizia di questi minuti che i ragazzi del Collettivo Lupus hanno occupato la terrazza del Policlinico Universitario.
Si tratta di un’azione clamorosa che si sta svolgendo proprio in questi istanti e che i manifestanti stanno accompagnando a banchetti informativi e attività di volantinaggio relativo alle disposizioni del ddl Gelmini. A quanto sappiamo, l’occupazione – iniziata poco dopo le prime luci dell’alba – dovrebbe protrarsi almeno fino a sera. Questa ulteriore iniziativa anticipa di un giorno il grande corteo annunciato dal Movimento Studentesco Catanese che si terrà appunto domani a partire dalle 9,00 in Piazza Roma.

AnconaOCCUPAZIONE TETTO STASERA VEGLIA 'PER MORTE ATENEO',PRESIDIO PERMANENTE INGEGNERIA Riprende l'occupazione del tetto della Facoltà di Ingegneria ad Ancona, dove un gruppo di studenti e ricercatori ha anche organizzato, in vista della discussione e approvazione del ddl Gelmini prevista per domani, una veglia davanti al Rettorato a simboleggiare «la morte della nostra Università».

L'AQUILA 11:00 «Questa facoltà decide all'unanimità di occupare la Facoltà di Scienze, resteremo in assemblea permanente in attesa delle decisioni da Roma sul Ddl Gelmini». Megafono alla mano, un rappresentante degli studenti annuncia così la decisione da parte degli studenti di Scienze di occupare la facoltà, nucleo centrale del polo didattico di Coppito all'Aquila. La decisione è stata votata nel corso di un'assemblea organizzativa che si è svolta nell'atrio della facoltà, alla presenza di almeno 200 studenti. Decisioni analoghe potrebbero arrivare in mattinata da altre assemblee presso altre facoltà cittadine. Intanto, gli studenti si danno appuntamento in piazza Duomo per un sit-in in programma nella tarda mattinata. «Il destino di questa università - spiega una ricercatrice - va in parallelo con il destino di questa città colpita dal terremoto. Dobbiamo andare avanti con questa protesta».

Potenza 11:10Per protestare contro la riforma Gelmini, studenti e ricercatori dell'Università della Basilicata hanno occupato stamani il balcone del teatro Stabile, in piazza Mario Pagano, nel centro storico di Potenza, e il tetto del Campus del rione Macchia Romana. Sul balcone del principale teatro della città è stato esposto uno striscione con la scritta «Giù le mani dall'Unibas». La protesta degli universitari è sostenuta anche da centinaia di studenti delle scuole superiori, che hanno percorso in corteo alcune delle strade del capoluogo lucano, raggiungendo il Campus dove hanno partecipato alle manifestazioni. Sul tetto del Campus è stata montata una tenda canadese ed è stato esposto un altro striscione con lo slogan «Emergenza Unibas».

Napoli Uno striscione di protesta contro il Governo e la riforma Gelmini è stato esposto poco fa all'interno degli scavi di Pompei.

TorinoPerchè non sia l'ultima notte dell'università pubblicà. È il titolo della serata organizzata per oggi dal Politecnico di Torino, occupato dalla scorsa settimana, aperta a tutta la cittadinanza nel corso della quale studenti, ricercatori precari, docenti si confronteranno con rappresentanti della cultura torinese sul futuro dell'università, in vista della ripresa della discussione domani in Parlamento, del ddl Gelmini.

TRIESTE 9:10Cinque pupazzi che rappresentano i «caduti» della ricerca sono stati appesi nella notte lungo la Loggia del Lionello, nel centro di Udine. Lo segnala oggi il sito web degli studenti che stanno presidiando il rettorato dell'Ateneo friulano, per protesta contro la riforma Gelmini. «Appesi a quei fili - commentano gli occupanti, pubblicando le foto dei cinque 'impiccatì - ci siamo anche noi, con le nostre speranze ed il nostro futuro». Per quanto riguarda le iniziative di protesta, nel pomeriggio è stata programmata presso la Loggia del Lionello un'assemblea pubblica di studenti, ricercatori, professori e personale tecnico amministrativo dell'Università udinese. Domani, nello stesso luogo verrà invece allestito un presidio pubblico per seguire in diretta i lavori parlamentari dell'ultima giornata di discussione del ddl Gelmini.

Palermo 9:00 - Il 'fantoccio della rifomà questa mattina si è manifestato davanti il rettorato di Palermo, in piazza Marina. Oltre 30 manichini impiccati sono stati apposti nella notte davanti al rettorato. I manichini impiccati portano su un cartello con su raffigurate tutte le varie criticità della «riforma» Gelmini : Presunta Meritocrazia, attacco al diritto allo studio, precarietà, tagli, privatizzazioni, università-aziende. Questa protestaportata avanti dagli studenti della facoltà di Lettere e Filosofia Occupata, che da oltre una settimana stanno occupando i locali della facoltà, «sottolinea ancora una volta l'opposizione degli universitari Palermitani ad una »riforma fantoccio« che penalizza e mortifica le università pubbliche, sia dal punto divista dei tagli sia dal punto di vista della qualità della didatticache delle prospettive per il nostro futuro», dicono gli studenti. Gli studenti di Lettere e Filosofia danno apputamento a tutti per domani alle 9 proprio dalla Facoltà di Lettere e filosofia Occupata da cui partirà il 'Blocchiamo tutto day', giornata di blocchi e azioni diffusi e spontanei nella città «che facciano sentire forte ai palazzi del potere, ancora una volta, cosa pensano gli studenti Palermitani del governo Berlusconi e del Ddl Gelmini».

pc quotidiano 29 novembre - Nella crisi... aumentano i profitti, diminuiscono i salari

Piangono miseria in mille modi i padroni e corrono a salvare le loro banche, Grecia prima, Irlanda adesso (e il resto arriverà), ma alla fine “colgono l’opportunità” della crisi per continuare a ristrutturare, riorganizzarsi ed arricchirsi sulla pelle delle masse popolari, e qua e là ammettono chiaramente che comunque i profitti ci saranno, e in Europa più che negli USA.

Mentre l’Istat (e sono cifre ufficiali e quindi sottostimati) conferma che i salari sono fermi - in realtà vanno indietro, perdono potere d’acquisto perché aumentano i prezzi delle merci (aumenta l’inflazione).

Dice l’Istat che i salari non aumentano "a causa dell'impatto molto limitato degli adeguamenti contrattuali osservati nel mese"… ecco a cosa servono i contratti nazionali della cui firma si vantano i sindacati di regime, nessuno escluso! A TENERE BASSI I SALARI! A GARANTIRE I PROFITTI DEI PADRONI!

E in aumento sono anche la cassa integrazione e la disoccupazione.

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In Europa profitti più alti che negli Usa

L'idea forte è che, dal punto di vista dei profitti, nel prossimo futuro il sistema Europa – almeno secondo la maggioranza dei gestori – andrà meglio dell'America. «Nell'area euro – sottolinea l'ultima Lettera mensile di Axa Investment Managers – gli industriali hanno rivisto al rialzo i piani di produzione nell'ultimo ottobre. Inoltre, globalmente, pensiamo che un tasso di crescita degli utili.

«Gli investimenti industriali e le materie prime – si legge nello studio di Hsbc - sono la nostra scelta nei settori di crescita, mentre pensiamo che le tlc e i finanziari diversificati siano sottovalutati».

Sole24ore 29/11/2010

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Istat

Lavoro, retribuzioni ferme a ottobre

Variazione nulla rispetto a settembre. Su base annua l'aumento è dell'1,5%, più basso dell'inflazione che torna in lieve crescita all'1,7%. Contratti: in attesa di rinnovo ce ne sono 41 per circa 4,9 milioni di dipendenti.

Sempre l'Istat fa notare che nel mese di ottobre l'indice è rimasto invariato "a causa dell'impatto molto limitato degli adeguamenti contrattuali osservati nel mese"…

Salgono i prezzi e aumentano i disoccupati

Ad ottobre accelera l'inflazione: i prezzi al consumo sono cresciuti dell'1,7% su base annua e dello 0,2 su base mensile. Lo comunica l'Istat nella stima provvisoria, aggiungendo che ci sono brutte notizie anche sul fronte dell'occupazione. Il tasso di disoccupazione maschile e' risultato uguale al 7,3%, in diminuzione di 0,2 punti percentuali rispetto ad agosto e di 0,1 punti percentuali rispetto a settembre 2009. Il tasso di disoccupazione femminile e' stato invece pari al 9,7%, in aumento sia rispetto ad agosto (+0,6 punti percentuali)

Gli aumenti congiunturali più significativi dell'indice per l'intera collettività si sono verificati per i capitoli Bevande alcoliche e tabacchi (+1,6%), Istruzione (+1%) e Servizi ricettivi e di ristorazione (+0,7%). Variazioni congiunturali negative si sono verificate nei capitoli Comunicazioni (-0,9%) e Trasporti (-0,1%).

fonte (www.rassegna.it)

pc quotidiano 29 novembre - Solidarietà al medico che cura l'immigrato accusato di favoreggiamento...

Nella Milano sempre più nero/leghista/criminale c’è un particolare accanimento contro gli immigrati. Ma la solidarietà è un’arma efficace e in questo caso ha funzionato bene!

Tutta la nostra solidarietà al medico indagato!

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Milano, la polizia indaga sul medico che ha curato l'immigrato della torre

L'accusa è di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina: i soccorsi erano stati prestati

a un egiziano irregolare che si era sentito male durante la protesta alla ex Carlo Erba

di TIZIANA DE GIORGIO e MASSIMO PISA

Indagini per "accertare le responsabilità individuali del personale medico e di altre persone non appartenenti alla struttura sanitaria che avrebbero aiutato lo straniero a lasciare l'ospedale eludendo anche la sorveglianza degli organi di polizia". Ipotesi di reato: favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Reazione dura, piccata, quella della questura. Sorpresa dalla sparizione di Mahmoud, l'emigrato egiziano accompagnato al pronto soccorso del San Paolo sabato sera, con un principio di assideramento e conati di vomito e dolori al costato.

Convinto dalle pressioni della Digos e dall'intervento di un medico dell'ospedale, Andrea Crosignani, a scendere giù dalla torre della ex Carlo Erba dopo 23 giorni di protesta e arrivato in codice giallo al San Paolo. Avrebbe dovuto restare lì per tutta la domenica, per accertamenti, la digos aveva evitato di piantonarlo. Le dimissioni, firmate dallo stesso Crosignani, sono arrivate domenica mattina alle 7.42. Non c'erano poliziotti in corsia. Mahmoud se ne è andato. Una fuga, per via Fatebenefratelli, con un occhio chiuso da parte della struttura e un aiuto da parte delle associazioni che hanno sostenuto la lotta del 23enne egiziano e degli altri due immigrati rimasti sulla ciminiera. "I fatti costituenti reato saranno oggetto di denuncia all'autorità giudiziaria", promettono in questura.

In difesa di Crosignani, il medico che aveva visitato l'egiziano a 40 metri d'altezza, convincendolo a farsi portare in ospedale, è intervenuta immediatamente la direzione del San Paolo: "La procedura è corretta - fanno sapere - il paziente è stato rilasciato in base alle sue condizioni cliniche, non c'erano motivi per trattenerlo". Sulla vicenda, le parole calme del medico: "Ho semplicemente fatto il mio lavoro - spiega Crosignani - dopo aver soccorso Mahmoud sulla torre, sono passato a trovarlo in reparto. Succede spesso, quando interveniamo sul posto. Ieri mattina l'ho visitato e non c'era nessun motivo per trattenerlo in ospedale".

Crosignani si è precipitato sulla cima della torre sabato pomeriggio, dopo il via libera delle forze dell'ordine ai soccorsi dell'egiziano. Mahmoud aveva perso i sensi più volte. Quando il medico ha raggiunto la piattaforma, a quaranta metri di altezza, l'ha trovato avvolto nelle coperte, rigido come un pezzo di ghiaccio e febbricitante. Un principio di congelamento. "Non era grave, ma non poteva più rimanere lì al gelo ed erano necessari accertamenti". Dopo essere stato portato in ambulanza al pronto soccorso, Mahmoud è stato riconosciuto dalla polizia, che ha consegnato al ragazzo un ordine di comparizione in questura dopo cinque giorni.

"Del fatto che fosse sotto sorveglianza non mi ha informato nessuno: l'unico contatto che ho avuto con la Digos è stata la telefonata in cui mi chiedevano di dire al ragazzo di stare tranquillo perché per lui non ci sarebbero state conseguenze. Sapevo del mandato di comparizione in questura ma non c'erano impedimenti al suo ritorno a casa". Le dimissioni sono state firmate quindi ieri mattina, venti minuti prima che si presentassero gli agenti.

Di fronte all'ipotesi di denuncia del medico da parte della questura, i verdi annunciano un esposto in procura e uno alla Corte europea per i diritti dell'uomo di Strasburgo. "Un gesto di violenza senza precedenti che induce i medici a non tener fede al giuramento di Ippocrate - commenta il presidente, Angelo Bonelli - si è superato il limite dell'umana pietas".