venerdì 30 novembre 2012

pc 30 novembre - Ritrovato il corpo di Francesco Zaccaria:ennesima vita spezzata all'Ilva


proletari comunisti si unisce al cordoglio di tutti gli operai Ilva e della famiglia e rinnova il suo impegno di lotta contro padron riva,governo e stato dei padroni


Era al lavoro, su una gru, a 20 metri d'altezza. Lavorava per l'Ilva di Taranto, Francesco Zaccaria, di soli 29 anni, quando è stato travolto dal tornado che ha provocato devastazioni e feriti tra Taranto e Statte.
Il suo corpo è stato spazzato via. Disperso nelle acque agitate del mare di Taranto. E' stato ritrovato questa mattina, all'interno della cabina guida della gru, sepolta da una coltre di fango, a 30 metri di profondità.




Dopo la morte del suo collega operaio, Claudio Marsella, anche lui 29 anni,  Francesco è' l'ennesima vita spezzata all'Ilva, per cui la dirigenza dovrà ancora nuovamente dare delle risposte e spiegazioni. Risposte e spiegazioni per questa ingiusta morte le dovrà dare alla famiglia di Francesco e alla sua città. Per ora resta solo un profondo dolore per questa perdita, ed un vuoto incredibile da colmare.


comunicato dello slai cobas ilva per il sindacato di classe

Un'altra vita di un giovane operaio di 29 anni ieri si è  persa. In poche settimane sono 2 morti in questa fabbrica.
E' colpa questa volta della tromba d'aria? O non doveva stare li o non era in sicurezza?
Siamo impegnati a capirlo con esattezza, perchè non si specula sugli operai morti, ma le responsabilità se ci sono devono essere accertate.
mercoledì all'Ilva però si è rischiata la strage e il disastro, le immagini di quegli operai in fuga sono drammatiche, ma anche in una certa misura inaccettabili.
La città ha vissuto ore di incubo per lo stesso rischio, anche questo purtroppo segna una pagina nera.
a questo bisogna aggiungere la situazione di distruzione e feriti a statte
Dobbiamo con la lotta operaia e popolare unita venire a capo della situazione.
Il governo invece cerca solo di salvare Riva e i suoi interessi con un decreto che respingiamo.
Vogliamo lavoro sicuro e non lavoro forzato.
Vogliamo che Riva e i suoi agenti paghino e che la magistratura vada a fondo su questo.
Vogliamo che il piano per mettere a norma la fabbrica sia deciso e confrontato con gli operai e non imposto con decreti, diktat.
Questo non è avvenuto, per questo il decreto va respinto e la lotta deve continuare
Noi vogliamo l'unità e l'autorganizzazione di classe in fabbrica contro padron riva,governo, sindacati confederali complici.
Noi lavoriamo per l'unità di lotta degli operai e per raccogliere la spinta generale autorganizzata per l'alternativa sindacale di classe, perchè il destino della fabbrica sia nelle mani degli operai e non di padroni,governo, stato, magistratura,
siamo perchè  il potere deve essere operaio, perchè nocivo è il capitale e non la fabbrica.

solidarietà e sostegno alla famiglia di francesco


sosteniamo la proposta di assemblea nazionale a taranto del 7 dicembre della
rete nazionale per la sicurezza sul lavoro.

slai cobas per il sindacato di classe taranto
slaicobasta@gmail.com
347-5301704
blog
tarantocontro.blogspot.com

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