martedì 25 settembre 2018

pc 25 settembre - il Ministro fasciorazzista imperialista Salvini giovedì a Tunisi


Roma, 25 set 13:45 - (Agenzia Nova) - Il ministro dell’Interno e vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini, si recherà giovedì 27 settembre in visita a Tunisi dove incontrerà in mattinata il presidente Beji Caid Essebsi e il ministro dell'Interno Hichem Fourati. Lo si apprende in una nota del Viminale. Alle 11.00 (ora locale) è previsto un punto stampa nella sede del ministero dell’Interno, Avenue Habib Bourguiba 17, a Tunisi, cui saranno presenti i ministri Salvini e Fourati. Per il titolare del Viminale si tratta della prima missione nel paese nordafricano. Fra i temi al centro della visita di Salvini la lotta al terrorismo e il contrasto alle migrazioni irregolari. I migranti tunisini risultano al primo posto nelle nazionalità dichiarate al momento dello sbarco in Italia. Secondo una tabella del Dipartimento di pubblica sicurezza aggiornata alle 8:00 di stamane, 25 settembre, in Italia sono sbarcati soprattutto cittadini tunisini (4.478), eritrei (3.047), sudanesi (1.595), pachistani (1.353), nigeriani (1.248), ivoriani (1.047), algerini (976), maliani (875), guineani (809). Per una parte dei rimanenti 4.234 migranti sono ancora in corso le attività di identificazione.

Fra Italia e Tunisia è in vigore un accordo bilaterale che prevede il rimpatrio di 80 persone con due voli charter due volte a settimana. Fra gli obiettivi di Salvini vi è probabilmente quello di rinforzare il meccanismo sui rimpatri.  Il ministro Salvini, infatti, aveva sottolineato che la Tunisia, sebbene non sia scenario di guerra e abbia un governo democraticamente eletto, è il primo paese di esportazione di immigrati.

La visita di Salvini in Tunisia è stata rimandata di diverse settimane a causa dei problemi all’interno della maggioranza di governo tunisina. L’esecutivo guidato dal premier Youssef Chahed, infatti, ha cambiato il ministro dell’Interno, Lofti Brahem, lo scorso 6 giugno a seguito del naufragio avvenuto la notte tra il 2 e il 3 giugno al largo dell’isola di Kerkennah, che con 112 fra morti e dispersi è la più grave tragedia in mare del 2018 secondo l’Organizzazione mondiale per le migrazioni (Oim). Solo il successivo 29 luglio, l'Assemblea dei rappresentanti del popolo (Arp), il parlamento monocamerale della Tunisia, ha garantito la fiducia al neo nominato ministro dell’Interno tunisino, Hichem Fourati, con 148 voti a favore, 13 contrari e otto astensioni. L'esito del voto è stato incerto fino all'ultimo e ha causato peraltro una spaccatura all’interno di Nidaa Tounes, il partito del fronte laico nazionale fondato dal presidente Essebsi. (Res)

pc 25 settembre - sabato ore 17 - manifestazione antifascista e antirazzista a bari

Sabato 22 settembre al termine della conferenza stampa indetta per denunciare le violenze squadriste al termine del corteo Mai con Salvini – Bari si era concordato fra organizzatori della manifestazione e i coinvolti nell’aggressione un percorso di mobilitazione generale per denunciare quanto accaduto e per protestare contro le scelte razziste e classiste del governo M5S-Lega rilanciando una manifestazione per sabato 29 settembre. Il percorso prevedeva due assemblee, una politica in Ex-Caserma Liberata per lunedì 24 alle 18:00 e una cittadina, aperta e plurale in piazza Prefettura per martedì 25 alle ore 18:00
Mentre l’assemblea politica di ieri in Ex-Caserma Liberata è stata ampia e partecipata da tante realtà cittadine e provinciali, per quanto riguarda l’assemblea prevista per oggi a piazza del ferrarese, l’organizzazione di questo evento è stata di fatto assunta totalmente dalla Cgil e resta un’iniziativa slegata dalla mobilitazione che è stata portata in piazza finora.
Ci preme ribadire l’importanza della mobilitazione di sabato prossimo e per questo saremo in quella piazza, nonostante quanto accaduto; per ribadire tra la gente le motivazioni che ci hanno spinto a scendere in strada per le vie del quartiere Libertà la settimana scorsa, la solidarietà ai compagni e alle compagne colpite dalla violenza squadrista di casa pound e per ribadire che nessuna agibilità politica e nessuno spazio può essere concesso ai razzisti, ai fascisti e ai tirapiedi di questo governo.
Collettivo Ex-Caserma Liberata
Mai con salvini Bari

pc 25 settembre - DECRETO SICUREZZA: "PIU' EMARGINAZIONE, PIU' SFRUTTAMENTO DEI MIGRANTI" - UN REPORT DA TERRE LIBERE

Il “decreto Salvini” propone una riforma per i richiedenti asilo. La conseguenza? Più irregolari, più emarginazione e sfruttamento. Ma chi sono le persone in attesa? Raccontiamo un anno di incontri nei ghetti e un paradosso: in troppi aspettano solo di lavorare ma si trovano in un limbo.

“Se mi danno un documento, io lavoro e pago le tasse. Qual è il problema per lo Stato italiano?”. Un ragazzo del Ghana ha una domanda che gli brucia dentro, ma nessuno riesce a rispondergli. C’è una lunga fila di africani nella baraccopoli di San Ferdinando, vicino Rosarno. Sono in attesa di una consulenza legale.
È la stessa coda di Borgo Mezzanone e di tutti i ghetti pugliesi. Fogli A4 con lo stemma della Repubblica, volti perplessi, parole da decifrare. Le stesse scene si vedono a Campobello di Mazara e ovunque – come in un esperimento di chimica – si mescolano dinieghi e lavoro a giornata. Il risultato è sempre lo stesso: baraccopoli e varie forme di caporalato.

Il provvedimento salviniano di abolizione del permesso umanitario cancella l’unica possibilità di ottenere un documento per un numero enorme di persone. Solo il 5% dei richiedenti asilo ottiene lo status di rifugiato. Gli altri possono allargare subito il bacino degli sfruttati e degli emarginati. Ma chi sono i richiedenti asilo? Non sono solo numeri, né figure stereotipate. Tantomeno disperati, poveretti o “anime in pena”.

Gli esiti delle richieste d’asilo
Nel 2016 e nel 2017 circa 20mila persone hanno ottenuto il permesso umanitario. Invece in 100mila –

pc 25 settembre - Contro il decreto fascio-razzista approvato dall'infame governo Salvini - Di Maio

Proletari comunisti denuncia il decreto fascio-razzista approvato 
dall'infame governo Di Maio/Salvini.

Invita alla massima mobilitazione unitaria nazionale per farlo cadere e a opporsi ad esso con tutti i mezzi necessari. 

Diamo sin da oggi spazio e adesione ad ogni presa di posizione contro di esso e ad ogni iniziativa che si sviluppi nel parlamento, nelle istituzioni, nella magistratura, nella stampa e mass media e soprattutto nelle piazze e sui posti di lavoro

Decreto Salvini: guerra ai poveri e leggi razziali di Sergio Scorza - contropiano


Qualche minuto dopo che il Consiglio dei Ministri aveva approvato all’unanimità il decreto legge in materia di “sicurezza e immigrazione”, ovvero, il provvedimento che modifica la normativa in materia di accoglienza dei richiedenti asilo – abolendo i permessi umanitari – ed inasprisce ulteriormente la guerra ai poveri inaugurata dal precedente

pc 25 settembre - 1992-2018 - 26° anniversario del discorso dalla gabbia del presidente Gonzalo

Ricordiamo, celebriamo il 26° anniversario del discorso dalla gabbia del presidente Gonzalo, da 26 anni detenuto nelle carceri del regime peruviano e dell'imperialismo 

Il 25 settembre 1992, dalla oscena gabbia in cui l'aveva rinchiuso il regime corrotto, genocida e antipopolare di Fujimori sostenuto dall'imperialismo e dalla Cia, il Presidente Gonzalo, capo della rivoluzione peruviana, teneva il suo discorso, in cui, tra l'altro, affermava netto e chiaro:
“Noi siamo qui come figli del popolo e stiamo combattendo da queste trincee che sono anche trincee di lotta, di combattimento, e lo facciamo come comunisti perchè noi difendiamo qui gli interessi del popolo, i principi del partito, la guerra popolare. Questo è quello che facciamo, lo stiamo facendo e continueremo a fare... il cammino è lungo e lo continueremo, trionferemo... Di cosa abbiamo bisogno? Necessitiamo che il maoismo sia incarnato e lo si sta facendo e che si vadano generando Partiti Comunisti, capaci di condurre e infine dirigere questa nuova grande ondata della rivoluzione proletaria mondiale che si annuncia...”.


A 26 anni di distanza il Presidente Gonzalo, la Guerra Popolare in Perù soffre ancora di una crisi ma le parole del Presidente restano il punto di riferimento di come avanzare in Perù e sono di grande importanza nel mondo.
Il nostro Partito alla difesa di questo discorso e del Presidente Gonzalo, al sostegno al Pcp e alla guerra popolare non ha mai rinunciato, anzi per anni è stata l'unica forza nel MRI, nel MCI e nel nostro paese ad attenersi coerentemente e a portarli avanti.
Noi sosteniamo i compagni peruviani che in Perù e all'estero portano avanti la l'ideologia, la linea e la pratica della Guerra Popolare indicata dal Presidente Gonzalo.
L'applicazione del maoismo e dei contributi del Presidente Gonzalo non possono avvenire in forma dogmatica e stereotipata, perchè questo origina effettivi partiti 'membrete', incapaci di applicare alla realtà concreta il mlm con le necessarie innovazioni che i cambiamenti dell'imperialismo e le differenze nei singoli paesi domandano.
Questa linea è fallita già nel nostro movimento e ha provocato danni e deviazioni, crea feudi e non partiti.
Così come è assolutamente necessario il bilancio storico del PCP e della fase della sconfitta della GP per il suo effettivo rilancio strategico.
Nessuno addebiti al Presidente Gonzalo le semplificazioni di molti dei suoi sostenitori in Perù e all'estero:
Quali sono per noi i contributi del Presidente Gonzalo:
— l’affermazione, nel fuoco della guerra popolare, del maoismo come terza tappa del marxismo-leninismo;
— l’affermazione teorica e pratica dell’universalità della guerra popolare come strategia vincente del proletariato in tutti i paesi del mondo, e in essa, la concezione del partito comunista m., costruito in funzione della preparazione, inizio e sviluppo della guerra popolare;
— la necessità dell’elaborazione di un “pensiero specifico”, frutto dell’applicazione creativa del m-l-m alla realtà di ogni paese, come arma per definire, affermare il programma, la strategia e la tattica della rivoluzione; è solo attraverso lo sviluppo di un “pensiero specifico” che si afferma in ciascun paese l’universalità del m-l-m, la rivoluzione proletaria mondiale e il comunismo;
— la concezione scientifica della Direzione, basata sull’elaborazione del Pensiero specifico sul piano ideologico e strategico, frutto dell’esperienza e della lotta rivoluzionaria del proletariato che forma i suoi capi, che rappresentano l’incarnazione e sintesi avanzata, capaci di condurre la rivoluzione fino alla vittoria."

Nel ricordare quindi il coraggioso e combattivo discorso del Presidente Gonzalo dalla gabbia del regime peruviano e dell'imperialismo in cui è rinchiuso in isolamento da 20 anni, rilanciamo con forza lo studio, l'analisi critica al servizio dell'applicazione dei contributi del Presidente Gonzalo, così come va rilanciato il sostegno alla via della guerra popolare in Perù,

Partito Comunista maoista-Italia
25 settembre 2018

lunedì 24 settembre 2018

pc 24 settembre - L'USB getta definitivamente la maschera: da sindacato di base a servile e obbediente strumento... dentro il sindacalismo di base

dei padroni e della repressione... 

come avevamo pubblicato il documento della USB contro il SI COBAS sul blog nei giorni scorsi
oggi pubblichiamo il documento di attacco alla USB  da parte del SI COBAS

Negli ultimi giorni ha destato scalpore e sconcerto nel movimento di classe la pubblicazione di un audio in cui erano registrate le dichiarazioni fatte da Roberto Montanari, dirigente USB di Piacenza, durante un'assemblea degli iscritti alla sua organizzazione, nel corso della quale questo personaggio, a seguito di presunte (e probabilmente inventate) minacce di morte per via telefonica, dopo aver sporto denuncia individuando i “colpevoli” nei lavoratori SI Cobas di Piacenza, si vantava di essere stato ricevuto in Questura e di aver avuto la rassicurazione che “ci avrebbero pensato loro”, arrestandoli e rimandandoli “in Egitto, in Marocco o da dove cazzo vengono” (vedi video 1). Tali affermazioni, dato il contesto in cui sono state pronunciate (e su cui entreremo nel merito tra breve) sono apparse fin dall'inizio talmente chiare e inequivocabili da non essere soggette ad interpretazione. L'imbarazzo nelle fila di USB è apparso evidente: mentre il personaggio in questione tentava una disperata quanto inconcludente autodifesa con una dichiarazione dalla sua cameretta in cui sputava veleno contro i lavoratori iscritti al SI Cobas e si ergeva, in maniera patetica, goffa e delirante, a supremo paladino del rispetto dell'ordine e della legalità nei magazzini della logistica, per diversi giorni in tutta l'USB è regnato il silenzio su questa squallida e torbida vicenda. Tanto tuonò che

pc 24 settembre - Caserta antifascista - spazio Sales - cacciati i fascisti e riappropriazione dello spazio pubblico


pc 24 settembre - [NAPOLI] Libertà di espressione nei luoghi di lavoro: il 30/09 convegno e spettacolo






Due anni fa lanciammo una campagna contro il licenziamento di cinque lavoratori cassintegrati della Fiat di Nola “rei” di aver violato un fantomatico “obbligo di fedeltà” nei confronti dell’azienda.
Quella mobilitazione portò a un enorme risultato: la sentenza della Corte di Appello di Napoli, con la quale, nel settembre 2016, venne imposto alla FCA il reintegro in fabbrica dei cinque operai che avevano inscenato, fuori dall’orario e dal posto di lavoro, il finto suicidio dell’allora amministratore delegato.

Si era trattato di un estremo tentativo di far udire la propria protesta di fronte ai suicidi – veri – verificatisi fra i loro compagni di lavoro del reparto confino di Nola.
Quella vittoria è stata completamente azzerata dalla recente sentenza della Cassazione, che ha confermato i licenziamenti in virtù proprio di un “obbligo di fedeltà” che limiterebbe drasticamente la possibilità dei lavoratori dipendenti di esprimere critiche nei confronti del datore di lavoro.
Con questa sentenza la Cassazione – malgrado i principi di libertà di espressione del proprio pensiero e di eguaglianza dei cittadini di fronte alla legge messi a fondamento della nostra Carta costituzionale – ha di fatto sancito l’esistenza di una categoria di cittadini di serie B, con libertà limitate.
Contro questa nuova ferita al diritto di esprimere un pensiero contrario, e in appoggio alla lotta dei cinque licenziati, abbiamo lanciato un nuovo appello in difesa della libertà di espressione dei lavoratori.
La campagna prenderà avvio a Napoli, il prossimo 30 settembre, con un convegno e uno spettacolo teatrale ospitato dal Comune di Napoli a chiusura della rassegna “Estate a Napoli”, nella prestigiosa cornice del Maschio Angioino.

Sul palco si alterneranno gruppi musicali, intellettuali e artisti.

Di seguito il programma dell’evento:

pc 24 settembre - 140.000 LAVORATORI RISCHIANO LA FINE DELLA CIGS E DEL POSTO DI LAVORO

140mila lavoratori da oggi possono restare senza ammortizzatori sociali e rischiano il licenziamento. Infatti, per migliaia di lavoratori di ogni settore produttivo, soprattutto metalmeccanici, iniziano a scadere i 36 mesi di cassa integrazione e i contratti di solidarietà a disposizione nel quinquennio (come previsto dal Jobs act). 
Ai padroni, invece è stato permesso, e si continua a permettere, di procedere a delocalizzazioni, chiusure di stabilimenti, tagli di posti di lavoro, per salvaguardare i loro profitti, che hanno fatto sulla pelle di questi stessi operai. 

Di Maio visitando la scorsa settimana lo stabilimento della Bekaert, aveva annunciato che col «decreto urgenze» sarebbe stata ripristinata la cassa integrazione straordinaria per cessazione. Dopo l’ok arrivato il 13 settembre da parte del Consiglio dei ministri questo provvedimento però è sparito.
"I metalmeccanici per oggi hanno promosso una giornata di mobilitazione e di scioperi ed hanno programmato un presidio a Roma davanti al ministero dello Sviluppo. Al governo avanzano una richiesta precisa, la stessa fatta al precedente governo: prolungare di almeno 12 mesi la cassa integrazione in scadenza in modo tale da poter completare i processi di riorganizzazione e di ristrutturazione aziendale in corso e le iniziative di reindustrializzazione". 

I numeri della crisi  
Secondo le stime di Fiom, Fim e Uilm sono circa 140mila i metalmeccanici coinvolti da situazioni di crisi in comparti che vanno dalla siderurgia agli elettrodomestici, dall’elettronica all’automotive, dall’itc alle telecomunicazioni, con 80 mila lavoratori in cassa integrazione straordinaria. Per metà sono concentrati nelle regioni del Nord, con punte di 16mila unità in Lombardia, 9.900 in Liguria, 9.800 in Piemonte e 5.900 in Veneto e un’ampia diffusione anche al Sud (14.700 in Puglia, 9.000 in Campania e 8.200 in Basilicata). Al Mise sono 144 i tavoli di crisi aziendali ancora aperti, mentre sono 31 le aziende che hanno cessato l’attività per delocalizzare le loro attività all’estero mettendo a rischio altri 30mila posti di lavoro. In tutto i i gruppi di imprese interessati da procedure di amministrazione straordinaria sono invece 147. 

Si dice che per risolvere il problema servirebbero 3 miliardi, ma si aggiunge "Cifra che di questi tempi il governo farebbe molta difficoltà reperire".  

pc 24 settembre - REDDITO DI CITTADINANZA - IL "GIOCO DELLE TRE CARTE"

Alla fine i soldi escono da una tasca e - dovrebbero - entrare nell'altra. Ma sono sempre i lavoratori, i disoccupati, i settori delle masse povere, in difficoltà a pagare. Cioè, se voglio il Reddito di cittadinanza me lo devo pagare io, rinunciando ad altri sussidi, pure ad una parte degli assegni familiari!

Che questo "gioco delle tre carte" era nel piano del governo fascio-populista e dell'ingannapopolo Di Maio era nell'area, ma ora alcuni giornali lo scrivono esplicitamente:

(da il Messaggero) - "...i soldi per il reddito di cittadinanza, i 780 euro per ognuno dei cinque milioni di poveri assoluti italiani. Servono una decina di miliardi. Il Movimento Cinque Stelle vorrebbe finanziare buona parte della cifra, almeno 7 miliardi, facendo salire il deficit ben oltre la soglia del 2%. Il resto verrebbe pescato dai 2,7 miliardi del Rei, il reddito di inclusione per i più poveri varato dal governo Gentiloni. Ma accanto a questo piano, che potrebbe essere definito «A», ce n'è anche uno «B»...  utilizzando allo scopo altri aiuti garantiti alle famiglie bisognose e ai disoccupati. Nel mirino da tempo c'è la Naspi, il nuovo assegno di disoccupazione introdotto dal jobs act e che vale un altro miliardo e mezzo circa. Poi ci sono i 500 milioni della «social card», la tessera ricaricata con 40 euro al mese per le persone in difficoltà. In questo modo, il conto del reddito scenderebbe a circa 5 miliardi. Se ancora non bastasse, si starebbe valutando anche di attingere agli assegni per il nucleo familiare. L'altra via esplorata, è quella di abbassare il costo dell'operazione. Per questo al Tesoro si starebbe valutando di rivedere i cosiddetti «coefficienti» con i quali il sussidio viene adeguato alla composizione della famiglia... per abbassare gli importi. 
Il vero nodo, però, restano le platee". A parte i migranti, con una esplicita manovra razzista e anticostituzionale, anche buona parte delle persone italiane non lo avranno. 
Si dice, infatti che, siccome vi sarebbero i "furbetti" tra i lavoratori, ne teniamo fuori un bel pò: "Una quota di lavoratori a basso stipendio, magari part time, con compensi vicini alla soglia del reddito, potrebbero decidere di lasciare il lavoro per ottenere il sussidio. Anche questo effetto spiazzamento dovrà essere calcolato per le coperture".

pc 24 settembre - Anche nel nord-est sfruttamento schiavistico nelle campagne e negli allevamenti. E' necessario organizzare le lotte per colpire i caporali ma, soprattutto, i padroni bastardi

L'unica cosa che ha saputo dire Salvini dopo la strage di braccianti a Foggia è che la legge sul caporalato “complica” la vita ai padroni. Siccome nessun provvedimento è stato preso contro padroni e caporali, tutto può continuare come prima

da la Stampa
Caporalato anche in Romagna, al lavoro negli allevamenti di polli per 3 euro all’ora.
Africani sub-sahariani impegnati dalla mattina al tramonto e poi costretti a pagare tra i 50 e i 150 euro a testa per dormire in tuguri senza bagno


FRANCO GIUBILEI
CESENA
Lavoravano in nero per cifre ridicole (3-6 euro all’ora), fino a 14 ore al giorno, in condizioni terribili. La notte, poi, la passavano ammassati in appartamenti-tuguri privi di servizi igienici. I soldi dell’affitto, fra i 50 e i 150 euro a persona, finivano nelle mani dei caporali che ogni mattina all’alba andavano a prenderli coi furgoni per portarli sul luogo di lavoro. Sembra un quadro classico di sfruttamento nelle campagne del sud del Paese e invece ci troviamo in Romagna, fra Forlì e Cesena, dove la guardia di finanza, dopo un anno e mezzo di indagini, ha arrestato tre cittadini marocchini del Veronese con le accuse di caporalato e di utilizzo di manodopera clandestina. Si tratta di soggetti in regola col permesso di soggiorno e con tanto di partita Iva che, grazie a cooperative gestite in prima persona o attraverso dei prestanome, schiavizzavano almeno una quarantina di persone.
Le vittime degli abusi provengono dall’Africa sub-sahariana e, spiegano le Fiamme gialle, sono «persone particolarmente fragili e prive di alternative esistenziali: richiedenti protezione internazionale in attesa di risposta, stranieri irregolari, soggetti con temporanei permessi di soggiorno». Venivano impiegate in tre allevamenti di polli i cui titolari, due imprenditori del Cesenate, sono indagati per occupazione di manodopera irregolare. Esposti a un caldo insopportabile d’estate e al freddo d’inverno, i lavoratori a volte non potevano mangiare né bere, per non parlare dei problemi di salute cui andavano incontro e della scarsa sicurezza in cui operavano. Minacce e un clima intimidatorio completavano la loro situazione. Il gip, oltre all’arresto dei tre marocchini, ha disposto il sequestro dei mezzi usati per trasportare gli operai.

pc 24 settembre - Manifestazioni in tutta la Germania contro la visita di Erdogan


pc 24 settembre - DALLE IMMAGINI, LA LUNGA E ARTICOLATA CAMPAGNA MFPR E SRP PER NADIA LIOCE E I PRIGIONIERI POLITICI RIVOLUZIONARI

Presidi al Tribunale de L'Aquila ad ogni udienza 
del processo per Nadia Lioce 

24 novembre 2017
4 maggio 2018


Davanti al carcere de L'Aquila 
dove è rinchiusa Nadia Lioce
24 novembre 2017 
4 maggio 2018

Il 4 maggio giornata di presidi in varie città
per portare ai lavoratori, alle donne,
la denuncia della repressione, del carcere e
l'appello alla solidarietà proletaria

Taranto
Palermo
Bergamo
La lunga ed estesa campagna di raccolta firme 
nei banchetti e on line. 
Raccolte finora circa 2700 firme e messaggi 

 Taranto, raccolta firme al Tribunale
Nella manifestazione al carcere di Poggioreale
la forte denuncia delle condizioni di Nadia e 
dei prigionieri politici rivoluzionari

L'assemblea a Napoli del Mfpr e Mensa Occupata 
con compagni del CS, rappresentanti detenuti,
avvocati

La battaglia per la libertà di Nadia Lioce portata 
nella grande manifestazione delle donne del 25 novembre 2017


Anche a Parigi nella manifestazione per G. I. Abdallah
del 23 giugno 2018 "Libérons Nadia Lioce!" 

pc 24 settembre - NO AI LICENZIAMENTI A TELEPERFORMANCE - NO AL DECRETO "DIGNITA'" CHE ATTACCA I LAVORATORI E FAVORISCE I PADRONI

(dal blog tarantocontro)
"Esistono già una sessantina di casi di lavoratori in scadenza che stanno per essere sostituiti da altro personale appena sfornato dai corsi di formazione di Teleperformance: un circolo vizioso che ammazza professionalità, esperienza e storie personali, consentito da una legge che proprio la ‘dignità’ non restituisce a lavoratori con contratti a tempo determinato”. Così Daniele Simon, segretario del NIDIL CGIL di Taranto.
“Oltre la metà dei contratti italiani – sottolinea ancora il referente del NIDIL locale – è in questa condizione e ci attendiamo pertanto che impresa ma anche il Governo facciano la loro parte interrompendo subito questa carneficina”.
Come si ricorderà con il decreto dignità viene introdotto il rinnovo con causale e la riduzione delle proroghe possibili per il rinnovo contrattuale per i lavoratori in somministrazione (da 5 a 4) nell’arco complessivo di 24 mesi.".

MASSIMA SOLIDARIETA' DALLO SLAI COBAS per il sindacato di classe ai lavoratori e alle lavoratrici di Teleperformance di Taranto. 

Come abbiamo detto fin dall'inizio il "Decreto dignità" non difende affatto i lavoratori dagli abusi e dalla super precarietà delle aziende, favorita dai governi precedenti.
Gli effetti sono ancora una volta solo contro gli stessi lavoratori che passano dalla "padella alla brace": da una serie di contrattI a termine, brutti a NIENTE LAVORO! E non passano certo da

pc 24 settembre - Polizia fascista, governo fascista e padroni uniti per creare povertà

Una segnalazione che sembra come tante, ma invece coglie perfettamente l’intreccio fascio-mafioso tra potere-polizia-fascisti e politiche a favore “della proprietà”.
Un agente della Digos a un compagno – un ex di Lotta Continua – sgombrato senza preavviso da una casa che occupava da decenni in un quartiere della periferia di Milano, con un’operazione repressiva che ha messo in campo quasi un centinaio di militari, consiglia di rivolgersi alla vicina sede dei fascisti di Forza Nuova, perché loro “aiutano italiani come lui in difficoltà”… 

Creare la povertà e il bisogno, o aggravare le “difficoltà”, e contemporaneamente fornire indicazioni su chi possa fare “consulenza” su base razzista.

La polizia italiana è sempre stata fascista (del resto a dirigere le scuole di polizia, nel dopoguerra, fu messo Guido Leto, ex fondatore e capo assoluto dell’Ovra, il servizio segreto interno del fascismo; uno che avrebbe meritato cento volte la fucilazione alla schiena), ma con l’arrivo di un governo fascista, e di un ministro dell’interno “adeguato”, ora il cerchio sembra chiudersi.

Quelle piccole formazioni di fascisti nostalgici stipendiati (Forza Nuova e Casapound) tornano addirittura utili come elementi di finta “sussidiarietà”, quasi fossero un pio albergo tribulzio del terzo millennio…

Un ciclo completo: per garantire la speculazione e il profitto si demolisce il welfare e l’edilizia popolare, si sgomberano le occupazioni, si creano più “bisognosi” grazie all’uso abnorme della polizia. E si usa quest’ultima come “sportello informativo” che indirizza i disperati verso la manovalanza fascista.

da contropiano

pc 24 settembre - GIU' LE MANI A CHI E' AL FIANCO DEI MIGRANTI NELLA LOTTA! MASSIMA SOLIDARIETA'

Lunedì 1 ottobre, avrà inizio a Palmi uno dei processi contro chi supporta le lotte autorganizzate dalle persone immigrate che vivono nei ghetti e sono sfruttate nelle campagne.
In questo caso, l’accusa rivolta a due nostre compagne è di aver aiutato una persona a sfuggire all’identificazione e, per una di loro, di averlo fatto con l’uso della forza contro un carabiniere, durante la giornata di lotta del 22 marzo 2017 a San Ferdinando.
Questo processo, così come alcune segnalazioni e i verbali di perquisizione che attestano il ritrovamento di volantini e striscioni, è alla base del foglio di via impartito la scorsa estate a 3 compagni, conseguentemente alla giornata di resistenza che ha visto gli abitanti della tendopoli puntare i piedi davanti all’ennesimo tentativo di sgombero. Operazione umanitaria-militare che ha

pc 24 settembre - NO TAV TORNANO AI CANCELLI

No Tav ai cancelli del cantiere di Chiomonte con i flessibili: "E' la nostra analisi costi-benefici"

(da Repubblica - Liguria) - Dispersi con i lacrimogeni: in cinquanta denunciati

Domenica di tensioni in val di Susa fra No Tav che hanno cercato di rompere la recinzione del cantiere della linea dell'Alta velocità e forze dell’ordine che hanno lanciato i lacrimogeni per disperdere i manifestanti e proceduto con le denunce. Gli attivisti, circa un’ottantina, nel pomeriggio si sono avvicinati al cantiere della Torino-Lione, nel territorio di Chiomonte percorrendo i sentieri tra le montagne. Con le maschere antigas sul volto e utilizzando delle seghe elettriche hanno provato a tagliare la recinzione del cantiere inattivo. “Iniziativa a sorpresa in Clarea – hanno scritto gli attivisti No Tav sulla pagina Facebook -. Di nuovo cancelli e filo spinato, offesa al territorio e alle nostre vite” per poi aggiungere “così continua la nostra analisi costi-benefici”.
Cinquanta sono stati denunciati dalla Procura. Polizia e carabinieri, presenti come disposto dal questore di Torino, hanno lanciato i lacrimogeni per fermare e disperdere i manifestanti, che si ritiene appartengano al centro sociale Askatasuna, capeggiati da Rossetto insieme con altri esponenti locali No Tav. Quello di oggi è stato l'ennesimo tentativo, nelle ultime settimane, di abbattere le recinzioni.

domenica 23 settembre 2018

pc 23 settembre - "Stefano Cucchi muore in piazza, tra rabbia e commozione"

GENOVA - Folla per la proiezione "clandestina" del film di Alessandro Cremonini

Alla fine Stefano Cucchi muore, e anche se la sua storia la conoscono tutti, eccome se la conoscono tutti, a parecchi vengono gli occhi lucidi, una ragazza singhiozza e uno sconosciuto seduto accanto a lei la consola.
La proiezione pubblica di venerdì scorso del film Sulla mia pelle - regia di Alessandro Cremonini e una recitazione incredibile, perfetta, di Alessandro Borghi - è stata un successo che può apparire inspiegabile. La piazza Vittime di tutte le mafie, dietro la facoltà di Giurisprudenza, era strapiena. Forse 300, 400 persone, la maggior parte sedute per terra, pazienza per la scomodità: non è volata una mosca per oltre un'ora e mezzo. E pensare che l'organizzazione dell'evento, gestita dai ragazzi del centro sociale Aut aut 357, era partita malino. Nel senso che Facebook aveva rimosso l'evento, su richiesta di Netflix e Lucky Red ( "intenzionate a tutelare i propri profitti sulla memoria di Stefano, hanno segnalato l'appuntamento ai gestori del social network l'evento facendolo oscurare; la stessa cosa è accaduta a molte altre realtà sociali che hanno organizzato visioni collettive del film", spiegavano dal centro sociale).

Ma il caro vecchio passaparola ha fatto il suo dovere. E quindi, come si faceva una volta: una specie di cineforum, con due

pc 23 settembre - Palermo: la polizia fascista al servizio del governo Salvini/Di Maio attacca gravemente il diritto a manifestare al gay pride

I compagni di proletari comunisti e la compagna dell'mfpr si oppongono all'azione repressiva della polizia...

http://proletaricomunisti.blogspot.com/2018/09/22-settembre-gravissimo-atto-repressivo.html

queste le locandine e i volantini ritenuti "non adatti alla manifestazione" dalla polizia




sulla stampa
Giornale di Sicilia pag. 47

pc 23 settembre - Prolegomeni per la costruzione del Partito Comunista maoista/Italia - 24

precedenti puntate

pc 21 settembre - Prolegomeni per la costruzione del Partito Comunista maoista/Italia - 23

pc 19 settembre - Prolegomeni per la costruzione del Partito Comunista maoista/Italia - 22
pc 17 settembre - Prolegomeni per la costruzione del Partito Comunista maoista/italia - 21
pc 15 settembre - Prolegomeni per la costruzione del Partito Comunista maoista/Italia - 20
pc 13 settembre - Prolegomeni per la costruzione del Partito Comunista maoista/Italia - 19 
pc 31 luglio -Prolegomeni per la costruzione del Partito Comunista maoista/Italia - 18
pc 30 luglio -Prolegomeni per la costruzione del Partito Comunista maoista/Italia - 17
pc 25 luglio -Prolegomeni per la costruzione del Partito Comunista maoista/Italia - 16
pc 23 luglio -Prolegomeni per la costruzione del Partito Comunista maoista/Italia - 15
pc 21 luglio -Prolegomeni per la costruzione del Partito Comunista maoista/Italia - 14
pc 19 luglio -Prolegomeni per la costruzione del Partito Comunista maoista/Italia - 13
pc 16 luglio -Prolegomeni per la costruzione del Partito Comunista maoista/Italia - 12
pc 15 luglio -Prolegomeni per la costruzione del Partito Comunista maoista/Italia - 11
pc 14 luglio -Prolegomeni per la costruzione del Partito Comunista maoista/Italia - 10
pc 12 luglio -Prolegomeni per la costruzione del Partito Comunista maoista/Italia - 9
pc 11 luglio -Prolegomeni per la costruzione del Partito Comunista maoista/Italia - 8 
pc 10 luglio -Prolegomeni per la costruzione del Partito Comunista maoista/Italia - 7
pc  9 luglio - Prolegomeni per la costruzione del Partito Comunista maoista/Italia -  6
pc  8 luglio -Prolegomeni per la costruzione del Partito Comunista maoista/Italia -   5
pc  6 luglio -Prolegomeni per la costruzione del Partito Comunista maoista/Italia -  4
pc  5 luglio -Prolegomeni per la costruzione del Partito Comunista maoista/Italia -  3
pc  3 luglio -Prolegomeni per la costruzione del Partito Comunista maoista/Italia -  2
pc  1 luglio -Prolegomeni per la costruzione del Partito Comunista maoista/Italia -  1

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La borghesia punta i dirigenti e le avanguardie militanti per arrestarli, perseguirli, metterli in condizioni di non nuocere. Salvaguardare i dirigenti e queste avanguardie militanti  è uno degli aspetti principali della lotta di classe del proletariato e delle masse popolari. Non si tratta di un problema di persone, ma di risolvere un problema politico che influenza in maniera consistente la vita del partito e lo sviluppo della lotta di classe.

L'insidia alla tenuta dell'organizzazione comunista viene però anche dall'interno dell'organizzazione stessa.
Nelle fasi iniziali di debolezza numerica e di limitata influenza politica, il peso delle singole persone è grande.
Perdere compagni importanti fa arretrare tutto il lavoro di Partito.