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mercoledì 22 aprile 2015

pc 22 aprile - Con i compagni Turchi all'università di Palermo

Oggi, nel nostro lavoro quotidiano di Proletari Comunisti, siamo stati all'università degli studi di Palermo a dare la nostra solidarietà ai compagni Turchi colpiti dalla repressione nella "democratica Europa" . . . uno striscione e tanti volantini e la calorosa ed entusiasta partecipazione degli studenti ci hanno, per l'ennesima volta, convinti che  . . . NON SIAMO SOLI!


















Giù le mani dalle compagne di Donna Nuova arrestate insieme ai compagni di ATIK in Germania 

martedì 3 marzo 2015

domenica 22 febbraio 2015

pc 22 febbraio - Da Palermo - No alla guerra coloniale in Libia!

Sabato pomeriggio il Circolo "Proletari Comunisti di Palermo" era davanti al Teatro Massimo, splendida cornice artistica della città, per dire No alla guerra del moderno fascista Renzi, in Libia !



NON UN SOLDO - NON UN SOLDATO
PER LA LORO SPORCA GUERRA
LO ABBIAMO GRIDATO A VOCE ALTA!


ABBIAMO DISTRIBUITO 200 VOLANTINI
E PARLATO CON ALTRETTANTE PERSONE
ERA UN CORO UNANIME
"NO ALLE GUERRE DELL'IMPERIALISMO"



Riproponiamo il volantino distribuito 
che nei giorni scorsi avevamo già pubblicato su questo blog:

NO ALL'INTERVENTO MILITARE IN LIBIA!

Da qualche giorno i media nazionali stanno amplificando il cosiddetto “pericolo ISIS” in Libia facendo eco alla propaganda del gruppo islamista che proclama di “essere alle porte di Roma”.
Ma è davvero così?
La Libia post-Gheddafi è un paese caotico dove milizie islamiste, capi tribali e il governo “legittimo” si contendono il potere in una guerra civile in cui vige la regola del tutti contro tutti. Anche i gruppi islamisti si combattono tra di loro. Quindi è necessario approfondire la questione e sfatare alcuni miti:
  • l’ISIS non ha il controllo della Libia come vorrebbero fare credere i media, anzi con i pochi uomini che ha è impegnato a lottare contro le fazioni libiche rivali.
  • l’ISIS non ha la capacità militare di colpire la Sicilia con i missili scud in proprio possesso che hanno una gittata di 280 km ben al di sotto di quella necessaria per raggiungere le nostre coste, non ha aviazione, non ha imbarcazioni adeguate per raggiungere il nostro paese.
Quindi perché il ministro Gentiloni dice con arroganza che “siamo pronti a combattere”? Per cosa?
Con la scusa della “lotta al terrorismo” questo  governo con i suoi improbabili ministri  Gentiloni e Pinotti si prepara a trascinarci in una guerra imperialista e neocoloniale in Libia, per gli interessi dell'ENI, del petrolio, dei mercanti d'armi ..

l'Italia va in Libia a parteggiare nella guerra tra bande in corso creata dall'intervento precedente delle potenze occidentali, Italia compresa, contro Gheddafi. Questo governo, questo parlamento, non hanno nessun diritto di trascinarci in guerra in spregio dell'art.11 della Costituzione. L’ipocrisia del governo italiano dovrebbe essere abbastanza chiara se si considera il fatto che la soluzione per indebolire queste organizzazioni sarebbe altra come spiegano alcuni analisti, ovvero interrompere immediatamente il commercio d’armi verso quelle parti del mondo e rompere qualsiasi rapporto commerciale e diplomatico con i paesi dell’area che finanziano questi gruppi (in particolare Arabia Saudita e Qatar) in realtà questo governo e tutti i governi al soldo dei padroni in particolare di chi produce armi come l’italianissima Beretta non farà mai questo passo; al contrario un intervento militare va incontro agli interessi di questi industriali che lucrano sulla vita dei popoli del mondo. Inoltre come dimostrano i bombardamenti della coalizione internazionale contro l’ISIS in Siria e Iraq, con mezzi ben superiori da quanto previsto dal governo italiano, essi non sono per niente efficaci. Gli unici risultati li ha ottenuti il popolo curdo che si è armato e sta riuscendo a respingere le forze neo-medievali e fasciste dell’ISIS. Non possono essere gli eserciti occidentali invasori la soluzione del problema al contrario essi alimentano e danno linfa vitale al fondamentalismo islamico che ha una giustificazione per una lotta contro i “crociati” come già è stato definito il nostro governo dalla sezione libica dell’ISIS. Inoltre il popolo libico si ricorda ancora la criminale colonizzazione italiana, un’eventuale invasione del nostro paese avrà come effetto quello di favorire il proselitismo delle formazioni islamiste, ISIS compreso, rafforzandole.

Sul “fronte interno” il governo non fa altro che tagliare la spesa sociale che grava sempre di più sui cittadini, i lavoratori e le masse popolari!
Siamo in crisi, la gente non ha lavoro, ne soldi e loro ci trascinano in guerra mentre una massa di migranti sfugge da miseria, fame e guerre e approdano, se riescono a non morire annegati, sulle nostre coste e il governo va ad alimentare la spirale di queste guerre che ne alimenterà l'immane flusso.

Non un soldo, non un soldato per la loro sporca guerra!
Lavoro non guerra!
Diritto alla vita ,salute non morte sotto le bombe!
Soldi per vivere e non per spese militari e armamenti!


Circolo proletari comunisti Palermo

prolcompa@libero.it 3408429376 f.ip.21/02/15

martedì 10 febbraio 2015

pc 10 febbraio - sul P.C. di tipo nuovo . . . da pillole comuniste 1

Nei paesi imperialisti il partito comunista di tipo nuovo deve mostrare sin dall'inizio della sua esistenza i suoi caratteri, se vuol partire col il piede giusto.

...da pillole comuniste 1 del 26/08/2013


Crediamo nell'internazionalismo della lotta di classe e per questo ci definiamo tali . . . 
rimaniamo però convinti che nei paesi imperialisti, il partito debba mostrare già al suo nascere la pasta di cui è fatto
perchè non possa mai confondersi 
con il revisionismo e/o il populismo dei "tanti"
e non dare mai la falsa illusione di "alleanze clandestine" alla borghesia
e l'incertezza della lotta di classe
ai lavoratori!

martedì 8 novembre 2011

pc 8 novembre - Andi libera! solidarietà militante a tutti i rivoluzionari prigionieri!

Dalla fine di Settembre è in corso in Svizzera un processo politico contro la compagna zurighese Andi, militante di Revolutionarer Aufbau Schweiz (costruzione rivoluzionaria Svizzera) e per la costruzione di un Soccorso Rosso Internazionale, nota nel movimento politico svizzero e non solo, per il suo impegno sociale e la dedizione alla causa rivoluzionaria.

Lo stato borghese svizzero con una vera e propria montatura giudiziaria vuole sanzionare questa compagna per il suo impegno attivo contro il sistema capitalista che ogni giorno provoca morte e distruzione.
Si accusa la compagna della paternità di azioni simboliche con l'utilizzo di vernice e fuochi d'artificio verso obiettivi quali la polizia cantonale svizzera, i servizi segreti svizzeri, compagnie aree spagnole e greche cosi come altri obiettivi che poi sono stati cancellati dall'imputazione perché, come i precedenti, non sussiste nessuna prova tangibile che la compagna in questione ne sia responsabile.

Alla compagna Andi va tutta la nostra solidarietà militante e di classe

Andi libera subito!

Libertà per tutti i prigionieri politici!

La solidarietà è un'arma, è necessario costruire un soccorso rosso in ogni paese contro la repressione borghese che avanza e che si struttura sempre di più in stato di polizia che avanza a tappe forzate verso il moderno fascismo!

Red Block Palermo

martedì 27 settembre 2011

pc 27 settembre - "CON LA RIVOLTA SOLIDARIETA', PER GLI IMMIGRATI LIBERTA' "



Domenica 25 Settembre il circolo di proletari comunisti Palermo ha partecipato in delegazione all'appuntamento antirazzista autoconvocatosi due giorni prima in seguito alla notizia che nel porto cittadino erano ancorate ben 3 "galere", nel reale senso della parola, con ben 700 tunisini pronti ad essere rimpatriati e guardati a vista da 500 poliziotti.
Dopo qualche decina di minuti il concentramento "non autorizzato" si andava infoltendo arrivando alla presenza di circa 250 compagne e compagni antirazzisti, dalle più disparate aree politiche: dallo studentato occupato anomalia appena riconquistato il giorno prima fino ai partiti della sinistra ex parlamentare come Rifondazione Comunista e Sel a compagni anarchici e sindacati di base quali USB e Cobas Confederazione e molto più in generale lavoratori, operai, disoccupati, studenti e precari della scuola.
Quasi spontaneamente ma anche in parte consci della propria forza, in primis morale secondariamente numerica, si è dato vita ad un corteo selvaggio che partendo dall'ingresso principale del porto lo ha costeggiato in direzione dello stabilimento Fincantieri. Lungo il percorso si è comunicato con i passanti tramite slogan antirazzisti e contro le politiche discriminatorie e di deportazione illegale portate avanti dal governo italiano. Giunti ai cancelli del cantiere navale e trovandolo sbarrato si è assediato simbolicamente per qualche minuto per poi ritornare al punto di partenza sempre in corteo non autorizzato tenendo a debita distanza i "soliti noti" infiltrati della questura...
Infine a seguito di un tentativo riuscito di ingresso nel porto con l'obiettivo di avvicinarsi quanto più possibile alle 2 navi rimaste cariche di tunisini, è seguito qualche minuto di tafferuglio con le truppe di occupazione blu stanziate nel porto.
Una grande giornata di lotta "al di fuori degli schemi", per ribadire che la Palermo genuina non tollera che venga fatto uso del porto cittadino come prigione o punto d'approdo per galere illegali, che le politiche razziste e moderno fasciste di questo governo non troveranno pace bensì una reale opposizione.
I tunisini che a seguito delle vicende dei mesi scorsi sono fuggiti dal loro paese hanno diritto a seguire le regolari procedure di richiedenti asilo in Italia o a ricongiungersi ai familiari in paesi terzi.
E' chiaro che il governo di transizione tunisino agisce come logico prosecutore del precedente governo retto da Ben Ali che le masse hanno cacciato sicuramente non per far si che quello attuale continui a mercanteggiare con i governi imperialisti quali il nostro sulle spalle del popolo tunisino!
La lotta dei popoli arabi continua ancora anche dopo la cacciata dei rais, ma per approfondire questo attendiamo con interesse il meeting sulle rivolte arabe che si terrà il prossimo 15 Dicembre a Parigi,ampiamente propagandato su questo blog, dove prenderanno la parola compagni rivoluzionari marocchini e tunisini

mercoledì 21 luglio 2010

pc quotidiano 21 luglio - Afghanistan: la conferenza dei predatori

L'imperialismo Usa ha convocato a Kabul i ministri e alti responsabili di quasi 70 paesi per una Conferenza per fare il punto della situazione sull'occupazione e lanciare improbabili decisioni strategiche per contenere una sconfitta che non vogliono ammettere. Hanno tenuto quella che chiamano Conferenza arroccati in una capitale blindata e l'hanno tenuta in tutta fretta (è durata solo 4 ore, non si sa mai che la guerriglia decidesse di rompere la tregua).
La parola d'ordine che maschera il fallimento imperialista a guida Usa è "transizione".
Hanno fatto dire al loro fantoccio Karzai che il paese si prepara "ad assumere le responsabilità della sua sicurezza all'orizzonte del 2014" aprendo il "negoziato" con la resistenza talebana e creando le basi per una guerra civile come Petraeus ha già messo in campo in Irak. Così i "donatori" daranno a Karzai 600 milioni di euro per 'comprare' la resa di 36mila combattenti della resistenza afgana e circa 11 miliardi di euro all'anno per corrompere i signori della guerra e della droga e i politici. Continuando, cioè, a fare quello che hanno fatto fino ad ora, portando ancora di più alla fame il popolo afghano e facendo vivere nel lusso politici e mafiosi.
'La nostra missione - ha dichiarato Rasmussen, segretario generale della Nato - finirà quando, solo quando gli afgani saranno in grado di garantire la propria sicurezza. Il processo di transizione sarà basato sulle reali condizioni del momento, non su calendari. Le forze internazionali non lasceranno l'Afghanistan (nel 2014, ndr): acquisiranno semplicemente un ruolo di supporto. Non abbiamo alcuna intenzione di abbandonare la nostra missione di lungo termine: quella di ottenere un Afghanistan
stabile, sicuro e pacificato. Troppe nazioni, specialmente l'Afghanistan, hanno troppo sofferto per vedere questo Paese scivolare indietro''.
Intanto si preparano ad allestire una base in Azerbaigian a supporto della guerra in Afghanistan.
Le truppe Nato, quindi, rimarranno ad oltranza, ben oltre quella data, solo che adesso vogliono fare degli afghani carne da macello e lavorare nell'ombra addestrando polizia ed esercito, continuando anche la guerra a bassa intensità con l'intelligence e facendo affari.
Lo scorso dicembre Obama ha indicato luglio 2011 come la data per avviare il ritiro delle truppe statunitensi. "Questa data - ha precisato Hillary Clinton- è l'inizio di una nuova fase, non la fine del nostro coinvolgimento". Cambia la forma, ma c'è una sostanziale continuità nella politica imperialista Usa anche perchè Obama, il "riformatore", non ha mai tagliato neanche un'euro per le spese militari, anzi.
L'Italia ha un ruolo fondamentale nell'occupazione a guida Usa. Lo ha ricordato Obama nella recente intervista al Corriere della sera. E, come un servo riconoscente, Frattini ripete che "l'impegno militare non può essere a tempo determinato".
Intanto la "ricostruzione" comporta che lo sfruttamento di rame, litio, zinco, oro, marmo, petrolio possa avvenire in condizioni di sicurezza e investendo sulla logistica. La Stampa riporta la notizia che al contingente italiano è destinato il distretto di Gulram, straricco di materiali ferrosi e con una forte presenza iraniana.
Gli imperialisti s'illudono di potere spartirsi le risorse che appartengono al popolo afghano. Glielo ha ricordato la resistenza popolare che nel mese di giugno è arrivata a colpire 103 soldati occupanti (60 americani) e ha accolto con una pioggia di razzi l'arrivo del segretario generale Onu per la Conferenza.
Via le truppe imperialiste dall'Afghanistan!

prolcomra
21/07/2010

pc quotidiano 21 luglio - grenoble la rivolta continua



Quinta notte di ribellione nella banlieu di villeneuve - grenoble
le tracotanti dichiarazioni di Sarkozy e i suoi, il massiccio e selvaggio schieramento delle forze repressive non fermano ma alimentano la protesta

Nelle banlieus, nella gioventù proletaria francese e immigrata, dal 2005 in particolare, ogni scintilla può incendiare la prateria...

proletari comunisti
21 luglio 2010

pc quotidiano 21 luglio - avanza la guerra di popolo nelle Filippine

Partito comunista delle Filippine
Ufficio informazioni
Il PCF saluta il successo dell’imboscata messa in atto dal Nuovo Esercito del Popolo nella Provincia di Montagna
10 Luglio 2010
Il Partito Comunista delle Filippine (PCF) oggi si è congratulato con il Nuovo Esercito del Popolo (NEP) per il successo del suo agguato poco prima di mezzogiorno di ieri nei confronti di una squadra scelta dell'esercito filippino della 52a Divisione della Compagnia di Riconoscimento a Chawer, Samoki, Bontoc, Provincia di Montagna.
L' intero contingente di sette uomini della 501a Brigata, compreso il suo leader 1° Lt. Lito Punio è stato cancellato. Il NEP ha catturato quattro lanciagranate M203, un fucile M14, una carabina M4, una radio HH e vario materiale bellico.
"Il popolo filippino celebra la vittoria esemplare del NEP attuata ieri a Bontoc", ha detto il PCF. "Con dedizione rivoluzionaria e il solido sostegno del popolo, i combattenti rossi del NEP hanno messo a frutto la loro maestria nelle tattiche di guerriglia cancellando la presunta unità d'élite militare del governo e catturate tutte le sue armi ".
" L'unità fascista pesantemente armata è caduta in un'imboscata vicino alla base della 501a Brigata del comando tattico da dove era partita per andare a sostenere le truppe della 5a divisione di fanteria impegnate in operazioni di combattimento contro l’NEP nella zona della Cordillera, nell’area della concessione mineraria, che stanno proteggendo contro gli interessi e la resistenza del popolo. Il fatto che l’imboscata contro il contingente nemico sia avvenuta vicino alla base del comando tattico del suo campo di battaglia mostra quanta fiducia fosse l'unità del NEP nella sua superiorità tattica e nel sostegno del popolo".
"Che questa unità militare dovesse partecipare a una missione medica è la solita propaganda disperata ordita dagli agenti della guerra psicologica delle Forze Armate delle Filippine per coprire la loro sconfitta", ha detto il PCF.
Il PCF ha aggiunto che "L'attacco vittorioso contro le forze fasciste delle FAF a Bontoc è uno schiaffo sul viso al Capo di Stato Maggiore tenente generale Ricardo David, appena insediatosi, che ha detto che le FAF saranno in grado di spazzare via il NEP entro tre anni. "
"Il regime Aquino sta cercando di ridipingere la sua campagna controrivoluzionaria per ingannare il popolo e reprimere la sua resistenza. Ma non può, tuttavia, cambiare il fatto che la guerra fascista che sta conducendo in difesa del sistema marcio e fallito è destinata a fallire. "
"Nei prossimi anni, le forze rivoluzionarie lanceranno altre offensive tattiche contro le forze fasciste dello stato reazionario fantoccio mentre il popolo in maniera più vigorosa ed intensa porterà avanti la lotta democratica e patriottica", ha aggiunto il PCF.

martedì 20 luglio 2010

pc quotidiano 20 luglio - Azad - un intellettuale comunista al servizio della rivoluzione indiana

Omaggio al compagno Azad
Questo è l'ultimo saggio pubblicato da Rajkumar Cherukuri, noto come compagno Azad, portavoce del CPI ( maoista ) assassinato dalle forze dell’Indian Special Intelligence Bureau il 2 luglio 2010. Si tratta della risposta ad un articolo di un noto intellettuale borghese indiano. E' stato pubblicato nella rivista Outlook, Domenica 11 Luglio , 2010).
di Cherukuri Rajkumar ( Azad )
Fiducia nella multinazionale: uno scherzo crudele!
Nel leggere l’articolo di B.G. Verghese “Daylight at the Thousand-Star Hotel” in Outlook (del 3 maggio), si rimane storditi dalla povertà abissale di pensiero e dalla mentalità coloniale di questo noto intellettuale. Come è possibile che un illetterato, apparentemente incivile, arretrato, adivasi seminudo pensa, analizza e agisce molto meglio di un intellettuale consolidato, ben istruito, altamente qualificato come Verghese?
La storia della libertà nel nostro paese presenta innumerevoli simili contrasti: l'uomo bianco altamente istruito, con la sua vasta e profonda conoscenza del mondo e delle scienze naturali e sociali, che glorifica il Raj britannico come un regime con una missione civilizzatrice; e il mezzo nudo, analfabeta indiano che brama la libertà e l'indipendenza. Per giustificare l’oppressione dei loro sudditi nelle colonie, gli “educati” intellettuali coloniali hanno inventato espressioni come "il peso dell'uomo bianco", “missione civilizzatrice” etc. Il combattente per la libertà, tuttavia, non è stato colpito dallo 'sviluppo' che i colonialisti britannici hanno portato in India attraverso le loro ferrovie, strade, reti di comunicazione, le piantagioni, miniere ecc.
Verghese è un tipico esempio di sedicenti civilizzatori dell’India moderna, simile al bianco 'civilizzatore' di ieri, che sarebbe stato l'orgoglio di un Rudyard Kipling. Egli rivela questa mentalità coloniale con veemenza, sostenendo tesi a favore della missione civilizzatrice dei pescecani imperialisti e dello Stato indiano per trasformare i poveri, gli arretrati Adivasi da selvaggi in persone civili attraverso un 'sviluppo' che distrugge l'economia della gente, la vita sociale, la cultura e tutti i valori umani. Ironia della sorte, ignoranti come lui immaginano che gli adivasi siano le vittime del non-sviluppo.
Gli avvoltoi delle imprese e i loro servi politici, hanno detto, attraverso Verghese, che cosa pensano di un dialogo con i maoisti. Citando dalla mia intervista a The Hindu, Verghese dà una propria interpretazione alla mia proposta per i colloqui. Egli deride la mia affermazione: "i colloqui daranno qualche sollievo al popolo oppresso e represso sotto il tallone dello Stato indiano ... ", e lo interpreta come " tregua per gli oppressi (i quadri)". Tale è il pio desiderio, il cinismo, la banalizzazione e la volgarizzazione di una questione di vita o di morte cui si trovano di fronte milioni di persone infelici!
Verghese ritiene inoltre che l'abolizione della messa al bando del nostro partito, la liberazione dei leader incarcerati per farli partecipare alle trattative, e la tregua per gli oppressi sono condizioni irragionevoli. Può qualcuno, ad eccezione di Verghese e altri falchi della guerra – immaginare che i maoisti abbiano posto la tregua come condizione preliminare? Avevamo solo spiegato perché pensiamo che un cessate il fuoco sia necessario per dare sollievo agli oppressi e repressi nelle zone devastate dalla guerra.
In ogni guerra ci possono essere diversi periodi di pace che dipendono da molti fattori, quali calamità naturali che colpiscono una fetta significativa della popolazione e la necessità di relativa pace per la ricostruzione e l'assistenza alle vittime; una guerra di aggressione da parte di un altro paese che chiede la resistenza unita di tutti e di ciascuno; stanchezza da guerra tra la gente e anche tra i belligeranti; condizioni di carestia cronica per una percentuale significativa della popolazione derivante essenzialmente da prolungati periodi di guerra; le esigenze di entrambe le parti di una pausa, per vari motivi, e così via. Tuttavia, è solo quando entrambe le parti nella guerra sentono il bisogno di pace che nascono un cessate il fuoco reciproco e una situazione utile per iniziare un dialogo.
Verghese non parla come un osservatore imparziale, ma tradisce i suoi motivi coscienti per denigrare i maoisti, con la sua retorica ideologica da bancarotta. La sua parzialità intrinseca risulta da alcune delle sue osservazioni, come la sua accusa che i maoisti si atteggiano a "Robin Hood ma governano con la paura e il comando autoritario su intimiditi seguaci". Dice ancora: «Molti compagni hanno lasciato i ranghi disgustati dalla brutalità e dalla superbia dei maoisti". Può egli citare alcuna fonte autentica per la sua accusa, lasciando stare la campagna di disinformazione scatenata dai governanti reazionari e la loro intelligence? Quanti compagni hanno lasciato i ranghi disgustati dalla nostra "brutalità e arroganza"? Lo sfidiamo a fornirci un elenco.
Per un uomo comune che non vede altro che una cultura di paura e di autoritarismo dappertutto, virtualmente ogni partito guidato da uno o due individui autoritari che si tratti di Indira Gandhi, Sonia Gandhi, LK Advani, M. Karunanidhi , Y.S.R. Reddy, Chandrababu Naidu, Jyoti Basu e così via, è difficile immaginare una vera democrazia e la fiducia reciproca che è il marchio di un partito proletario come il nostro. I maoisti non hanno mai considerato se stessi Robin Hood ed hanno anche fatto una profonda analisi di come il culto della personalità faccia parte della cultura borghese, e come le masse siano i veri eroi. Oltre ad una forte unità ideologico-politica, i maoisti sono riconoscibili dal loro sforzo cosciente di promuovere il diritto al funzionamento collettivo dal comitato centrale ai comitati delle organizzazioni di massa, che è uno dei motivi per cui ogni tentativo di dividere il partito non è riuscito fin dai tempi di KG Sathya Murthy e Kondapalli Seetharamayya nell’ex PW o Bharath Badal nell’ex MCCI .
Uno è anche esterrefatto nel sentire Verghese rimproverare Arundhati Roy dicendo: "Perché si fanno beffe di un ospedale oncologico costruito vicino Raipur da Vedanta, la multinazionale dell'alluminio o la proposta di una Università Vedanta lungo la costiera dell’Orissa? Sono queste, per definizione, tutte imprese malvagie?" Egli passa poi a ripetere le osservazioni della signora Roy sulle povere condizioni di salute e la mancanza di qualsiasi assistenza sanitaria in Dandakaranya e chiede: "Da dove cominciare? Bruciando l'ospedale Vedanta?"
Si deve pensare che sia a causa della sua innocenza o per la sua falsa coscienza derivata dalla propaganda ininterrotta da parte dei pescecani delle multinazionali che Verghese pone una domanda così stupida? Vedanta può apparire a Verghese come una multinazionale benevola, ma la vita ha insegnato agli adivasi ciò che essa rappresenta. Anche se Verghese ne esce come un apologeta dei peggiori colpevoli di crimini contro l'umanità, ci sono organizzazioni come la Chiesa di Inghilterra, e diversi azionisti di Vedanta che sono più razionali e ritirano le loro azioni dalla Vedanta. Anche i colonialisti sembrano più umani e razionali degli intellettuali servili delle loro ex colonie! Inoltre, anche la Corte suprema dell'India e il ministero dell'ambiente hanno sollevato obiezioni alla proposta dell’Università Vedanta e dell’impresa mineraria. Solo un Chidambaram, che ha servito come membro del suo consiglio di amministrazione fino al 2004, e Verghese, con la sua “compassionevole" mentalità coloniale tesa a "civilizzare" il popolo arretrato, può sostenere gli avvoltoi come Vedanta, Tata, POSCO , Jindal ....
La mentalità coloniale di Verghese si esprime al meglio quando dice: "Sì, ci saranno acquisizioni dei terreni e deportazioni, questa è la storia della civiltà; ma ci saranno anche nuove sistemazioni, risarcimenti e formazione per nuove vocazioni." Gli Adivasi e i contadini poveri nel nostro paese non potranno mai immaginare come la gente come Verghese possa falsare la storia così spudoratamente. Chiedete ai 60 milioni di persone che sono state sfollate con l'acquisizione della terra da parte dei "civilizzatori". Come e perché tale barbarie si chiami storia della civiltà, solo Verghese lo sa. Per convincere gli scettici, dice ancora: «Certo, questa (nuova sistemazione, compensazione) non sempre è stata fatta bene o al meglio. Ma i tempi stanno cambiando. Nuovi quadri giuridici, una migliore normativa, un più stretto monitoraggio, il miglioramento delle attività di R & R (Reasoning and Rehabilitation) e pacchetti di mezzi di sussistenza sono continuamente stati messi in atto".
Verghese qui viene fuori come una incarnazione del tipico burocrate indiano, come un GK Pillai. Qui appare tutta la pretenziosità dell’intellettuale che si rivela come un fedele servitore dei pescecani-compradore indiani. Allora perché tutto questo baccano sull’acquisizione dei terreni e lo spostamento forzato messo su da persone come Arundhati Roy e gli altri?
Verghese afferma le virtù da lui immaginate delle multinazionali, senza senso di vergogna: "C'è molta virtù nel tradurre il concetto di Gandhi di fiducia in un nuovo, e in evoluzione, idioma della corporate social responsibility (responsabilità sociale dell’impresa) cui le multinazionali, lo Stato e i tribunali hanno variamente dato espressione. I nuovi accordi messi in atto da POSCOs , Vedanta, Tata, Mittals e altri sono molto più avanti di ciò che veniva offerto anche cinque anni fa." Ciò che Verghese sta cercando di dire è: lasciate che le multinazionali godano delle ricchezze minerarie e saccheggino il paese a piacimento, purché gettino qualche briciola di carità o 'responsabilità sociale' ai poveri, indifesi, miseri esseri che vengono gettati fuori dalle loro case e terre. Perché Verghese non visita Balitutha, Dhinkia e Jagatsinghpur Nuagaon, nel distretto di Orissa e convince gli agitatori anti-POSCO che capiscano il nuovo paradiso che viene costruito per loro da parte dei suoi capi industriali? Oppure visiti Baligotha, Chandia e Baragadia in Kalinganagar per far tornare alla ragione gli “arretrati” Adivasi che protestano contro il progetto della Tata Steel? Dopo secoli di rapace saccheggio da parte di bande capitaliste che hanno portato al controllo monopolistico delle risorse mondiali di una manciata di multinazionali, Verghese può effettivamente fare appello alla fiducia verso queste multinazionali!
Un altro esempio interessante dove Verghese distorce fatti è nella crescita delle popolazioni tribali. Al fine di confutare la preoccupazione di Arundhati Roy sul probabile genocidio di tribali a causa della guerra condotta dallo Stato indiano, Verghese afferma che "la popolazione tribale dell'India era 19,1 milioni nel 1951, è salita a 84,3 milioni secondo il censimento del 2001 e si stima a poco meno di 100 milioni (8,1 per cento della popolazione) oggi." Se avesse fatto un piccolo sforzo, egli avrebbe saputo che la crescita apparentemente enorme nel numero di membri delle tribù in India non è a causa di un aumento della la popolazione delle tribù stesse, ma a causa dell'inclusione di persone fino ad ora non appartenenti ad alcuna tribù nella categoria ST (Tribù Censite).
L’atteggiamento di Verghese verso l'occupazione delle scuole da parte delle forze di sicurezza è altrettanto superficialmente criminale. Dice: "Sì, le scuole nelle zone colpite dai Naxaliti sono spesso occupate dalle forze di sicurezza, non per impedire l'educazione, ma perché la scuola e le altre attività di sviluppo, così come sono, non hanno futuro." Ancora peggio, egli accusa i maoisti di opporsi alle scuole e di essere interessati solo ai "centri di agitazione e propaganda per indottrinare i giovani". Ciò rivela la portata dell’indottrinamento subito da questa mente intellettuale da parte degli onnipotenti media imperialisti e del sistema di istruzione servile di cui egli è un prodotto. Egli continua dicendo: "Sviluppo e connettività li minacciano. Perciò essi distruggono strade, canali sotterranei, ponti. Di qui gli attacchi sfrenati alla ferrovia e progetti autostradali che, se completati, potrebbero collegare e aprire aree remote e arretrate. Se l'educazione, la sanità, le strade, l’irrigazione, i mercati e le comunicazioni venissero forniti e la povertà diminuisse, i maoisti sarebbero fuori mercato".
In tutto il suo articolo, Verghese agisce come un apologeta delle gesta dei governanti reazionari, e, a volte il suo linguaggio è indistinguibile da quello di Chidambaram. Per esempio, Chidambaram ha detto anche alla JNU (Università di Delhi) recentemente: "I maoisti vogliono che i tribali siano isolati e inaccessibili (alle correnti politiche principali), e fanno saltare in aria edifici, binari e prendono di mira progetti di sviluppo. Stanno cercando di creare un museo archeologico nelle aree tribali, mantenendo i tribali lontani dallo sviluppo?"
Mentre si può comprendere Chidambaram, che in qualità di rappresentante leale dei pescecani delle multinazionali, emette tale spazzatura, è davvero divertente vedere intellettuali come Verghese immaginare queste cose e trarre conclusioni fantastiche e soggettive. In diverse occasioni, abbiamo chiarito queste questioni. Abbiamo spiegato perché stiamo prendendo di mira strade, ponti ecc. Altro che opporsi, il nostro partito ha diretto anche lotte popolari per chiedere la costruzione di scuole, la nomina di insegnanti, servizi sanitari, mercati, irrigazione e così via. Ma, vedendo la totale apatia dei governanti, noi stessi abbiamo creato scuole, pozzi e cisterne per lo sviluppo dell'irrigazione e per aumentare la produttività e le rese delle colture, organizzato cooperative, addestrato i medici locali, costruito strade e ponti nel profondo della foresta.
Perché mai i maoisti dovrebbero essere minacciati dallo sviluppo e dalla connettività? Se Verghese e gli intellettuali della stessa pasta pensano che le strade di cemento siano il barometro dello sviluppo, allora vivono in un paradiso per sciocchi. Egli è preda dello schema di sviluppo della classe dominante che sposta con la forza gli Adivasi e distrugge le loro vite, le terre e culture. Dice che strade e ferrovie aprono zone remote ed arretrate. Per chi? Per il popolo o per una manciata di compagnie minerarie e industriali, imprese boschive e aguzzini della polizia che rendono la vita degli adivasi un inferno vero e proprio?
Ancora più divertente è l’affermazione di Verghese secondo cui i maoisti stanno lavorando solo tra gli adivasi e che essi saranno "fuori mercato" una volta che le aree adivasi si saranno sviluppate. Lui non conosce nemmeno il programma dei maoisti, che è quello di mobilitare la stragrande maggioranza delle persone che soffrono in tutto il paese. Possono i maoisti impadronirsi del potere e instaurare lo "Stato totalitario" di cui parla Verghese senza organizzare la maggioranza non adivasi che vive nelle regioni avanzate del paese?
Verghese si riferisce al Salwa Judum come una macchia selvaggia, ma conclude che "la protezione strategica" si limitava ad un distretto ed è stato impedito che si estendesse a qualsiasi altro distretto, anche in Chhattisgarh. Ma chi lo ha impedito e come, su questo preferisce tacere. E’ stata l'eroica resistenza, armata e non armata, delle masse adivasi guidate dai maoisti, dalla fine del 2005, che ha stravolto i piani subdoli dei governanti reazionari di sradicare l'intera popolazione adivasi . Egli non dice che Salwa Judum fu sconfitto e gli è stato impedito di creare scompiglio nelle nuove aree, perché i maoisti e le masse adivasi avevano inferto un colpo mortale a questa banda terrorista sponsorizzata dallo stato effettuando audaci offensive militanti come in Ranibodili e Errabore; che i governanti non avevano mai rinunciato al loro appassionato desiderio di spostare l'intera popolazione adivasi nei villaggi strategici, e che il Salwa Judum parte II è stato scatenato dalla banda Sonia- Manmohan-Chidambaram proprio per raggiungere tale obiettivo incompiuto.
Infine, il signor Verghese spera con ardore: "I maoisti scompariranno, l'India democratica e la Costituzione prevarranno, nonostante il tempo che sarà necessario e il dolore che produrrà." Se i maoisti svaniranno grazie alla superiorità del vostro modello di sviluppo, perché allora i sostenitori del vostro sviluppo sono così appassionati alla brutale soppressione dei maoisti e degli adivasi che questi guidano? In quale parte dell'India vige la Costituzione, sig Verghese? Nel Dantewada, Bijapur, Kanker, Narayanpur, Rajnandgaon? In Jharkhand, Orissa? A Lalgarh, Jangalmahal? Nella valle del Kashmir? Manipur? Dove si nascondeva la vostra Costituzione per 25 lunghi anni, mentre migliaia di Sikh venivano massacrati? Quando migliaia di musulmani venivano decimati? Quando migliaia di contadini sono costretti a commettere suicidio? Quando migliaia di persone vengono assassinate dalle bande del Salwa Judum sponsorizzate dallo stato? Quando le donne adivasi subiscono lo stupro di gruppo? Quando le persone vengono semplicemente rapite dagli scagnozzi in divisa? La vostra Costituzione è un pezzo di carta che non ha nemmeno il valore della carta igienica per la stragrande maggioranza del popolo indiano.
Infine, questo commento di Verghese - "I Tribunali del Popolo continuano a lanciare stanche parole d’ordine di ieri.... Non vedono il domani, forse lo temono"- vale più per gente come lui. Egli continua a ripetere vecchie parole d’ordine, monotone di ieri come "fine della storia","non c’è alternativa","morte del comunismo","Stato totalitario", e così via. Egli non vede il domani. Egli addirittura lo teme. Lo spettro del comunismo gli fa correre brividi lungo la schiena.
(Outlook, 13 July)

lunedì 19 luglio 2010

pc quotidiano 19 luglio - sostenere la rivoluzione nepalese - no alla linea revisionista del gruppo dirigente del PCUm Nepal

Il Partito Comunista Unificato maoista del Nepal ha presentato un piano di integrazione dei guerriglieri nell'esercito ufficiale nepalese
Secondo questo piano,il leader del partito Prachanda, cederebbe il comando dei 19.602guerriglieri che si trovano nei campi sulla base dell'accordo di pace del 2006 a un comitato speciale con rappresentanti dei tre partiti PCUmaoista- UML -Partito del Congresso
Successivamente i combattenti si dividerebbero in due gruppi e sceglierebbero in forma volontaria se integrarsi nell'esercito ufficiale o se tornare alla vita civile
in due mes.
Poi entro un mese i tre partiti deciderebbero se c'è consenso i dettagli del piano.

Si tratta di un piano che completerebbe il processo di disarmo della rivoluzione nepalese.
Un piano che non può essere appoggiato dai comunisti maoisti autentici nel Partito e nel Nepal, nè dai partiti e organizzazioni marxiste-leniniste-maoiste nel mondo.

proletari comunisti - PCm Italia
19 luglio 2010

pc quotidiano 19 luglio - la borghesia indiana ..il terrore sistematico contro il popolo

Il brutale assassinio a sangue freddo del portavoce del Partito Comunista dell’India (Maoista), Azad, e del giovane giornalista Pandey che si trovava con lui, perpetrato dalle forze militari indiane il 1° luglio scorso, non è riuscito a fermare, come era nelle intenzioni e nelle speranze del governo, l’azione rivoluzionaria in corso che, anzi, ha già dato una prima risposta ai reazionari mettendo a segno una serie di attacchi militari che insieme alla grande solidarietà verso la guerra popolare suscitata in tutto il mondo a causa di questo ennesimo deliberato omicidio ha gettato ancor più nella disperazione il governo indiano ai suoi massimi livelli, perché con le sue profonde ingiustizie e barbarie alimenta anziché spegnere la guerra rivoluzionaria.

Davanti a questo ennesimo scacco il governo indiano ha pensato bene di accelerare il ritmo della guerra civile non dichiarata che chiama Operazione Green Hunt per approfondire l’intervento militare contro le masse più povere del paese (e del mondo intero!).

Infatti, il 14 luglio scorso, dice un articolo della stampa borghese (indianexpress del 18 luglio) il governo ha tenuto una riunione dei Primi Ministri degli stati “colpiti dal naxalismo” (così viene definito il maoismo) presieduta dal Primo Ministro Manmohan Singh insieme al Ministro degli Interni P. Chidanbaram, nella capitale, per istituire il Comando Unificato per la lotta contro i naxaliti, che avrà sede nella capitale di ognuno dei quattro Stati scelti: Chhattisgarh, Jharkhand, Orissa e West Bengal al cui comando saranno i rispettivi segretari di stato affiancati dal direttore generale della polizia di stato, dal commissario per lo sviluppo, dall’ispettore generale (per le operazioni antinaxalite) della polizia di stato e della CRPF (central reserve police force), un ufficiale dei servizi segreti (Intelligence Bureau-IB) e un ufficiale dei servizi segreti dello stato insieme ad un General Maggiore dell’esercito in pensione.

Il Comando Unificato coinvolgerà oltre alla CRPF, il Border Security Force, e Indo Tibetan Police Force (polizia di frontiera) e la polizia di stato e appronterà i piani di azione per lo sviluppo di iniziative una volta che queste forze dominano un’area. Potrà usare gli elicotteri per operazioni di salvataggio e rafforzamento delle truppe; nel frattempo il governo centrale in coordinazione con questi quattro stati sta inoltre pianificando nuove basi d’atterraggio per gli elicotteri in modo tale da sviluppare ulteriormente le operazioni aeree in queste aree.

Il settore aereo delle BSF sarà fornito di altri elicotteri ALH (Advanced Light Helicopter) e altri della Idian Air Force…

Ma il rafforzamento spropositato sul piano militare non basta al governo che cerca anche di conquistare l’opinione pubblica contrastando, con le denigrazioni e le minacce, gli intellettuali che prendono posizione e si schierano al fianco della lotta denunciando, tra l’altro, le atrocità della polizia del Chhattisgarh che cerca di reclutare giovani tribali nell’organizzazione paramilitare e fascista sostenuta dallo Stato, Salwa Judum; intellettuali come Arundhati Roy, che ha dichiarato che non le interessa se l’arrestano per il suo sostegno alle popolazioni che insorgono.

Ma il governo naturalmente si illude di poter conquistare l’opinione pubblica o ancor di più “le menti e i cuori” di centinaia di milioni di indiani che quotidianamente subiscono le angherie del governo centrale e dei governi dei vari stati ad ogni livello e che hanno sentito come ulteriore segno di profonda ingiustizia la sentenza, 25 anni dopo, sul disastro industriale di Bhopal: la notte tra il 2 e il 3 dicembre 1984, quaranta tonnellate di gas letali fuoriuscirono dalla fabbrica di pesticidi della multinazionale americana Union Carbide. 8000 furono i morti nell'immediato. Oggi si contano 25000 vittime. I sopravvissuti non hanno mai ricevuto un risarcimento adeguato. Il sito non è stato bonificato e la gente continua a bere acqua contaminata…

Dunque UN SOLO “INCIDENTE” causato dalle multinazionali ha fatto 8.000 morti nell’immediato, 25.000 morti fino ad oggi e non si sa quanti ancora ne moriranno. Ma per la borghesia questi morti non contano... mentre quasi tutti gli articoli della BBC, per citare solo una fonte, che si occupano della guerra popolare in India, per destare avversione e orrore nell’opinione pubblica, concludono dicendo che i “ribelli” maoisti dal 1967 (anno della prima rivolta naxalita) ad oggi hanno provocato 6.000 morti. Non dice mai nemmeno che di questi 6.000 la maggior parte è composta da “civili”, e cioè da indigeni inermi massacrati dalla polizia o dall’esercito. La borghesia ha uno strano modo di contare i morti!

Ci vuole una gigantesca opera di “controinformazione” per controbattere e “chiarire” questi e altri punti della lotta in corso ed è questo uno dei compiti portati avanti dal PCI (Maoista), sostenuto anche da singoli e organizzazioni che condividono la rabbia contro il governo.

Altro che “conquistare le menti e i cuori” con lo “sviluppo industriale” questo orrore senza fine, fatto di assassini a sangue freddo, infiniti stupri di donne, deportazioni di interi villaggi, inimmaginabili angherie non si ferma davanti ad alcuna atrocità: in una recente operazione contro le varie tribù della giungla i militari sono stati fotografati mentre trasportavano i corpi dei “maoisti” morti, tra cui alcune donne, legati mani e piedi e appesi a canne di bambù, “come animali” ha piagnucolato il ministro degli affari interni che ha espresso la sua “disapprovazione”, MA, aggiunge comprensivo il ministro, “si capisce che all’interno della foresta ciò è comprensibile, ma una volta fuori dalla foresta si possono ben trovare altri modi”[!!!].

Questa “morale” non è che il risultato necessario del “terrorismo delle multinazionali” come lo ha chiamato qualcuno, che con quella parte di borghesia indiana burocratico-compradora al proprio servizio continua a rubare tutte le risorse naturali possibili, a sfruttare milioni di operai nelle fabbriche, mentre i contadini, che sempre più si suicidano per la disperazione, imparano a proprie spese, avvelenandosi e morendo nelle miniere, i nomi dei minerali indispensabili per la tecnologia moderna.

Questa è la “morale della borghesia indiana, che come quella di altri paesi, fa carta straccia della propria Costituzione quando cerca di far passare per scontri armati le esecuzioni sommarie, quando fa addestrare i propri servizi segreti, l’APSIB (Andra Pradesh Special Intelligence Burdal) in parte dal Mossad; quando scatena operazioni in stile nazista come l’Operazione Green Hunt, quando organizza battaglioni della morte come il Salwa Judum, e tanto altro ancora.

Il ricorso al terrore sistematico contro il popolo, nella speranza di spegnerne la giusta rabbia e fermarne la lotta, uccidendone i capi, che invece trasforma in combattenti immortali come esempio da seguire, è una delle “risorse” della borghesia quando si sente minacciata nel suo potere, e nel caso della borghesia indiana questa minaccia si fa ogni giorno più vera…

pc quotidiano 19 luglio - grenoble terza notte di rivolta



L'uccisione da parte della polizia del 24enne Karim Boududa nella banlieu di Villeneuve in Grenoble ha scatenato una nuova rivolta giovanile nella notte di venerdì 16 luglio. I giovani con il cappuccio calato sulla faccia si sono riuniti nella sera "con mazze, bastoni, benzina " e hanno cominciato a bloccare le strade con bus messi di traverso, quindi alcune vetture sono state date alle fiamme
E' una nuova rivolta contro la polizia, l'oppressione, lo sfruttamento
E' dentro il nuovo ciclo di rivolte avviatosi con la grande ribellione del novembre 2005, che non si è mai spento , ma che è riapparso in fiammate diverse volte nelle banlieus parigine e non solo
Questa in corso a Grenoble è una vera battaglia con tutti i mezzi a disposizione dei giovani e che conta sul controllo del territorio per mettere in scacco la polizia superarmata
La polizia ora spara, ma questo non fa che innanzare il livello di scontro
La polizia di sarkozy nella mattinata di sabato dichiarava
"siamo venuti per ristabilire l'ordine e l'autorità dello stato" , la risposta è stata altre due notti di rivolta
proletari comunisti appoggia e sostiene la rivolta nelle banlieus, ritiene queste rivolte di carattere proletario, giovanile e di massa
in occasione della rivolta del 2005, abbiamo fatto molto, inviato giovani, fatta inchiesta, presi contatti, fatto un importante meeting a parigi, per l'analisi strategica di esse nella viose della guerra popolare nei paesi imperialisti
gli atti attualissimi di questo meetimg sono contenuti nella rivista
marxista-leninista-maoista la nuova bandiera che invitiamo a richiederci, leggere, diffondere, discutere

proletari comunisti
19-7-2010

sabato 17 luglio 2010

pc quotidiano 17-18 luglio - lo stato terrorista di Israele ha voluto uccidere. Per riscrivere il diritto internazionale nel nome dell'"autodifesa"

Un articolo del supplemento di questo mese del il manifesto, le Monde diplomatique, spiega le ragioni del massacro alla flottiglia umanitaria.

Nel nome della lotta al "terrorismo", lo stato terrorista d'Israele è intenzionato a riscrivere le norme del diritto umanitario internazionale per colpire impunemente le ong pacifiste. Dopo l'Iran, Hamas ed Hezbollah, sono nel mirino le organizzazioni di difesa dei diritti umani. Il massacro della Freedom Flottiglia "Mavi Marmara" ha isolato Israele a livello internazionale e ancora di più lo ha contribuito il rapporto Onu sul genocidio del popolo palestinese di Gaza ("operazione piombo fuso" del natale 2008), tanto che Netanyahu ha parlato di una "possibile ferma risposta da parte di dirigenti ed eminenti giuristi internazionali" per contrastare "l'effetto Goldstone" che gli ha procurato grossi problemi denunciando i crimini contro l'umanità dello stato d'Israele. Gli stessi problemi che sul campo di guerra afghano sta attraversando il suo protettore americano con l' organizzazione umanitaria Emergency, di cui ha sequestrato il personale volontario medico per scambiare la loro liberazione con la chiusura dell'ospedale nella zona di operazioni di guerra delle truppe d'occupazione.
"Siate certi che questo rapporto dell'Onu non è un problema esclusivo di Israele - aveva detto Netanyahu. Esso minaccia di legare le mani a tutti gli stati che lottano contro il terrorismo".
Le organizzazioni umanitarie, secondo lo stato terrorista israeliano, sono nemici "terroristi", altro che pacifisti, per questo il parlamento israeliano ha privato dei benefici fiscali le ong umanitarie e della possibilità di portare in un tribunale non israeliano alti ufficiali o funzionari.
Col pieno sostegno di USA ed Europa, Israele potrà continuare ad essere una minaccia per le masse arabe in Medio Oriente legittimandosi nel nome del falso "diritto all'autodifesa". Brandendo quel "diritto" hanno occupato, terrorizzato, oppresso, ucciso, incarcerato almeno 3 generazioni di palestinesi.

prolcomra

pc quotidiano 17-18 luglio - libertà per i lavoratori tunisini arrestati

SOLIDARIETÀ
con Rafik MAATALLAH, Mohmed NHERI e Hamza NHARI,
lavoratori immigrati tunisini, rispettivamente di 32, 24 e 20 anni,
feriti nel corso di una rissa (scoppiata ieri notte nella tendopoli di Boncuri- Nardò, Lecce)
e, subito dopo, arrestati e rinchiusi nel carcere di Lecce.

DIGNITÀ = LAVORARE MENO PER LAVORARE TUTTI

ROTAZIONE DEI LAVORATORI
AD OGNI RICHIESTA DI FORZA LAVORO
DA PARTE DEI DATORI DI LAVORO

E...”Balordo” sarà CHI, pur potendo, non ha garantito, né garantisce a tutt'oggi, una vera accoglienza, egregio Sig. assessore ai sevizi Sociali del comune di Nardò, Carlo Falangone.
Pretendete di gestire i bisogni dei lavoratori affermando di voler garantire i servizi minimi dei lavoratori, fungendo da mediatori del conflitto per frenare il malcontento e la giusta rabbia di chi viene sfruttato nelle campagne salentine e poi, ancor oggi, manca più della metà delle tende necessarie per soddisfare le esigenze di tutti i lavoratori immigrati presenti nel campo di Boncuri.
Non eravate forse voi, illustri rappresentanti delle istituzioni che, in data 25/06/2010, nel corso di una conferenza stampa, presso il Palazzo Adorno (sede della Provincia) avevate parlato di 470-500 braccianti necessari per la raccolta delle angurie nell'agro di Collemeto – Nardò – Copertino ?
Ebbene, dove sono le vostre tanto millantate tende promesse e, di cui, già il 18 giugno qualcuno denunciava la mancanza ? Forse non si era già scritto che “le tende da campo tipo Montana da otto posti e anche se di tela, per garantire il fabbisogno a 400 braccianti le avrebbe fornite l'assessorato alle Attività produttive della Provincia di Lecce ?
Tutto ciò è, a dir poco, VERGOGNOSO! A decine sono, infatti, i lavoratori che, a tutt'oggi, 15 luglio 2010, nel campo di Boncuri (Nardò), dormono per terra.
E si ha pure la sfrontatezza come ha fatto qualche giornalista nostrano - (cfr. Il Paese Nuovo di oggi) – di scrivere che la “rissa” era “scaturita probabilmente da futili motivi, alimentati dall'eccessiva quantità di alcool ingerita”.
Quante foto ha scattato di bottiglie vuote di alcool, illustre giornalista ? E quante altre foto, invece, non ha scattato di lavoratori bianchi e neri schiavizzati nelle campagne salentine ?
È la mancanza di lavoro e di un alloggio decente, è la quotidianità della miseria, è l'incertezza del futuro, è la ghettizzazione “fuori-porta”, lontano dalla vista di tutti, che determina rabbia, esasperazione e, spesso, purtroppo, contraddizioni interne fra i lavoratori.
È soltanto ciò che fomenta e potrebbe ulteriormente fomentare la rissa e guerra tra poveri!
Ma NON DEVE ACCADERE ! E NON ACCADRÀ SOLO SE RAFFORZIAMO E CONSOLIDIAMO L' UNITÀ DI CLASSE!
E tutto ciò è necessario e - poiché non ci interessa tutelare gli interessi dei proprietari terrieri ma solo quelli dei proletari agricoli – riteniamo urgente e non più rinviabile il diritto ad una VITA DIGNITOSA PER TUTTI/E lanciamo la parola d'ordine che è ora di INIZIARE con la ROTAZIONE DEI TURNI DI LAVORO affinché non ci siano più, all'interno del Campo di Boncuri, lavoratori - che lavorano - di serie “A” e lavoratori - che non lavorano - di serie “C”.

W L'UNITÀ DEI LAVORATORI

CONTRO LO SFRUTTAMENTO DEL CAPITALE
SOLIDARIETÀ DI CLASSE

Collettivo di Solidarietà Internazionalista “Dino Frisullo” - Lecce
Lecce, 15/07/20010

venerdì 16 luglio 2010

pc quotidiano 16 luglio - rivolta in nord irlanda


El distrito católico de Ardoyne fue el escenario donde se registraron los mayores enfrentamientos entre grupos opuestos, y la intervención de la policía a bordo de vehículos blindados desató más violencia, destacó la edición electrónica de The Belfast Telegraph.

En los disturbios se registró la participación mayoritaria de jóvenes, incluso de niños de hasta siete y ocho años de edad, que han formado barricadas en las calles mientras policías antidisturbios con carros dotados de cañones de agua han tratado de controlarlos.

Los enfrentamientos se registraron cuando jóvenes católicos trataron de atacar la marcha protestante de la Orden Naranja del 12 de julio, que celebra una victoria militar del rey William de Orange sobre el también rey James II en el siglo XVII.

En los disturbios del pasado lunes los participantes detuvieron la marcha del tren que cubre la ruta entre Belfast y Dublín y trataron de incendiarlo pero sin éxito, reportó la británica Press Association (PA).

El jefe policial Matt Baggott acusó a republicanos opuestos al proceso de paz en Irlanda del Norte de fomentar las tensiones con los protestantes y generar así los disturbios, que han dejado 82 policías heridos, 55 de ellos la noche del lunes.

La policía de Belfast se ha defendido de críticas de representantes políticos por su actuación, y la víspera difundió un video tomado desde uno de sus helicópteros donde se ve como los agentes del orden son los atacados.

De acuerdo a las imágenes, un línea formada por agentes antidisturbios es embestida varias veces por hombres enmascarados que usaban barras de metal y de madera.

Mas información en el blog Norte de Irlanda
http://nortedeirlanda.blogspot.com/

pc quotidiano 16 luglio - rivolta in irlanda


Nel cuore dell'Europa imperialista, dietro la retorica dell'unione dei popoli europei all'interno dell'UE, una parte del popolo irlandese che vive nell'Ulster (Irlanda del Nord) è tuttora assoggettato al dominio coloniale inglese.

La "questione irlandese" cosi come la "questione basca" non accenna ad essere risolta, anzi come si è visto dagli scontri di lunedi scorso, una nuova generazione di giovani indipendentisti è scesa in campo a centinaia per reclamare ciò che è loro di diritto: la propria terra, il diritto all'autodeterminazione. Lo Sinn Fein, il partito storico indipendentista ormai si è venduto da anni al governo britannico e agisce da vera e propria forza collaborazionista nel governo dell'Ulster accanto agli unionisti. La politica collaborazionista e capitolazionista dello Sinn Feinn si è palesata ancor più durante la sigla degli accordi di pace del 1998 dove lo Sinn Feinn ha sostanzialmente rinunciato all'indipendenza e all'unione dell'Ulster con il resto della repubblica irlandese e ha disarmato L'IRA (Irish Republican Army).

Tra i partiti che si sono rifiutati di firmare questo infame accordo di pace che nulla porta agli irlandesi ci sono L'IRSP (Partito Socialista Repubblicano Irlandese) ed il 32CSM (Movimento per la Sovranità delle 32 Contee).

Esistono anche due fazioni dell'IRA che non hanno aderito all'accordo di pace : l'INLA ( Esercito Irlandese di Liberazione Nazionale) e la Rira (Vera Ira).

In questo quadro dopo il tradimento dello Sinn Feinn e un decennio di "relativa calma" sembra che il movimento indipendentista stia risorgendo e si stia riorganizzando.

Red Block saluta la rivolta dei giovani indipendentisti irlandesi contro lo stato imperialista britannico che ancora una volta ha permesso che avesse luogo l'oscena marcia unionista (organizzata dai sostenitori del dominio britannico in Ulster) passante vicino i quartieri cattolici e nazionalisti: una vera e propria provocazione.

Tutti i popoli oppressi hanno il diritto di ribellarsi contro l'invasore,

La lotta per l'indipendenza nazionale può essere vittoriosa soltanto se alla sua testa vengono poste le istanze della classe operaia e lavoratrice del popolo oppresso che ne guidino la battaglia.




A sostegno della lotte di liberazione nazionale e sociale dei proletari e del popolo irlandese
Sosteniamo la rivolta della gioventù proletaria indipendentista !

red block palermo

mercoledì 14 luglio 2010

pc quotidiano 15 luglio - Basta accordi di "pace" sulla pelle del popolo palestinese!

Oltre l'aiuto concreto al popolo di Gaza sotto assedio, le navi pacifiste hanno il merito di tenere alta la
denuncia sui crimini dello stato d'Israele, a cominciare dall'embargo contro la popolazione sopravvissuta
al massacro. L'uccisione dei pacifisti con l'assalto israeliano del 31 maggio alla Gaza Fredoom Flottilla
non ha fermato i convogli umanitari che vogliono rompere l'assedio ed ha mostrato alle masse di tutto il
mondo l'arroganza di questo stato terrorista sostenuto da USA ed Europa che può permettersi qualunqhe cosa, come uccidere in acque internazionali e crearsi una propria commissione d'inchiesta sulla strage con elementi scelti dallo stesso governo terrorista. E in risposta a questo, l'Europa imperialista riconosce il "diritto" di Israele al blocco navale di Gaza.
L'Italia di Berlusconi-Frattini è in prima fila nell'appoggio a Israele e l'accordo Italia-Israele, stabilito
dalla Legge 17 maggio 2005 n. 94, rimane il caposaldo della cooperazione militare, che riguarda l’importazione, esportazione e transito di materiali militari, la formazione/addestramento delle forze armate.
Ma ora la parola e le azioni devono passare al popolo palestinese, dato che la politica della "soluzione
finale" contro il popolo palestinese del cane da guardia degli interessi imperialisti in Medio Oriente,
Israele, sta proseguendo senza soste.
Come sempre nella storia della resistenza palestinese i negoziati di pace sono la legittimazione dell'occupazione dello stato sionista che non riconoscerà nessun punto della piattaforma storica del
movimento di liberazione nazionale palestinese, dal diritto alla sua terra occupata nel '48 e '67, al ritorno
dei profughi, da Gerusalemme alla liberazione dei prigionieri.
Infatti sono ricominciate le riunioni preparatorie per un nuovo negoziato: Netanyahu incontra Obama
per avere l'appoggio e per continuare gli insediamenti delle colonie in Cisgiordania e Gerusalemme est,
mentre il capo del governo di Ramallah, Salam Fayyad, ha incontrato il boia Barak, ministro della difesa
israeliano.
In quest'ultima riunione, l'ANP si è detta disponibile, addirittura, a fare intervenire la Nato in Palestina
a "garantire" i confini del nuovo stato! Cosa significhi questo basta pensare a cosa è successo nei Balcani
per il Kossovo.
L'ANP è ormai screditata dal suo stesso popolo e persegue la politica repressiva al suo interno contro
giornalisti, intellettuali e insegnanti accusati di essere simpatizzanti di Hamas.
Le forze della resistenza armata contrari alla linea negoziale, Hamas, Jihad e FPLP, però sono realtà che,
in questi anni, non hanno fatto avanzare la causa palestinese.
Da queste premesse non può che scatenarsi una nuova Intifada per rispondere all'aggravarsi della
condizione di vita del popolo palestinese. Da questa nuova stagione di guerriglia contro lo stato
colonizzatore e terrorista d'Israele può emergere una nuova classe dirigente che, sul campo di battaglia,
si dimostri alternativa alle due più importanti organizzazioni della resistenza palestinese, L'ANP e
Hamas, e che si formi nel nuovo internazionalismo portato dalle guerre popolari nel mondo, dall'India al
Nepal, Filippine, Perù, Turchia. La lotta armata per l'autodeterminazione nazionale del popolo
palestinese è a queste esperienze vincenti che deve guardare per vincere.

prolcomra
14/07/2010

pc quotidiano - 14 luglio: Francia la legge contro il burqa è repressione verso le donne.

In Francia ieri l'assemblea nazionale ha approvato a quasi totale maggioranza, solo 1voto contrario, il progetto di legge che vieta l'uso del velo integrale islamico; se verrà ratifico a settembre in Senato, le donne che lo porteranno in luoghi pubblici o anche per strada saranno multate con 150 euro - ma è prevedibile anche di peggio,azioni da "caccia alle streghe".
Il ministro della giustizia con un'enorme faccia tosta ha dichiarato che questa legge è "una vittoria per la democrazia e per il valore francese di "uguaglianza tra uomini e donne".
MA NON E' AFFATTO COSI'! Questa legge è parte, e non è affatto altra cosa, delle norme e delle politiche del governo francese contro gli immigrati, per imporre con la repressione l'assoggettamento degli immigrati e delle immigrati ai "sacri valori delle democrazie occidentali" che nei paesi oppressi vengono imposti con le armi, la guerra, la morte e nei propri paesi con la persecuzione.
Noi siamo con le parole che disse anni fa la giornalista/attrice afghana Niloufar Pzira: "Noi che odiamo così tanto il burqa non permetteremo che sia l'imperialismo occidentale a togliercelo. Sarebbe come uno 'stupro'!".
Le donne immigrate subiscono non una ma una triplice oppressione, ma all'oppressione patriarcale delle famiglie d'origine si unisce l'oppressione moderno/imperialista dei paesi occidentali.
Ciò che accade in Francia sulla questione del velo, e che in certe forme è inziato ad essere discusso in Italia, non è altro che l'ennesima sporca strumentalizzazione dei governi imperialisti che per anni hanno accettato senza muovere un dito la brutale condizione di schiavitù delle donne vedi l'Afghanistan per esempio, sostenendo e finanziando il governo dei Talebani, e ora si allargano la bocca con proclami di volere portare "la libertà" alle donne.
Chi poi dovrebbe essere "difensore della democrazia" e dei diritti di uguaglianza delle donne? Un Sarkozy, simile al suo compagno di merende Berlusconi, che istituisce ogni giorno uno stato di polizia indirizzato soprattutto contro gli immigrati,che istituisce ben altri burqa, vedi le condizioni di soffocante controllo in cui si vive in Francia nelle banlieues?
Questi campioni della "democrazia" a senso unico non hanno certo di che vantarsi dei valori occidentali visto che grazie a questi "valori" sempre più nei paesi imperialisti, come stiamo vedendo anche nel nostro paese in questi giorni, le donne occidentali, senza alcun velo islamico, vengono uccise e violentate da uomini occidentalissimi.

pc quotidiano 14 luglio -sostenere la via rivoluzionaria in Nepal

Dopo 10 anni di vittoriosa Guerra Popolare e la conseguente vittoria elettorale per l’ Assemblea Costituente nepalese che ha consacrato il PCN (m) come partito di maggioranza relativa, la rivoluzione nepalese sembra attualmente trovarsi ad un punto di stallo.

Da un lato i lavoratori, i giovani e le donne organizzati da più di 10 anni dal PCN (m) nel processo rivoluzionario continuano a sostenere la propria rivoluzione continuando ad occupare le terre dei latifondisti, i giovani rivoluzionari nepalesi facenti parte della Lega della Gioventù Comunista sono impegnati in prima linea nel contrastare gli elementi reazionari della società in primis gli elementi della borghesia compradora filo monarchica nonché i partiti borghesi al governo filo indiani come il Nepali Congress ed il revisionista PCN-UML.

Dall’altro lato i partiti della vecchia società sconfitti dalle elezioni si ostinano a mantenere il loro governo antipopolare sostenuto dall’imperialismo americano e dall’espansionismo indiano.

Ancora dopo quattro anni dall’accordo di pace, la neonata repubblica nepalese è priva di una costituzione, i compagni dell’Esercito Popolare di Liberazione languiscono nei campi monitorati dall’Onu aspettando, ormai con poche speranze, l’integrazione nell’esercito ufficiale così come da accordo, che i partiti borghesi al potere stanno tentando sempre più di ritardare e snaturare.

Il 28 Maggio scorso scadeva il termine per promulgare la costituzione e con esso anche l’Assemblea Costituente ed il governo.

Il Partito Comunista Unificato Maoista (il nuovo nome che ha assunto il partito poco dopo l’accordo di pace) aveva indetto un grande sciopero generale a partire dal Primo Maggio richiamando nella capitale centinaia di migliaia di quadri che hanno sfiorato il milione.

Lo sciopero generale aveva l’obiettivo di rovesciare il governo illegittimo, il cui mandato stava per scadere, e sarebbe dovuto durare ad oltranza fino al raggiungimento dell’obiettivo.

La grande massa accorsa in città ha dimostrato che il partito è ancora in grado di mobilitare il popolo in maniera coordinata e disciplinata.

Ma sotto le pressioni internazionali e interne il partito ritira lo sciopero dopo pochi giorni di blocco totale e si accorda con gli altri partiti per estendere di un anno l’Assemblea Costituente (fino al 28 Maggio 2011) con la condizione che il governo si sarebbe dimesso per dare la possibilità ai maoisti di formarne uno proprio e portare a compimento la scrittura della nuova costituzione ed il processo di pace. A quasi due mesi di distanza i maoisti rimangono all’opposizione, il governo si è dimesso due settimane fa ma i partiti borghesi si stanno accordando per formarne un altro sotto la loro guida.

È chiaro che in questa difficile congiuntura della rivoluzione nepalese il sostegno a livello internazionale è importante. Tutti i sinceri rivoluzionari e progressisti sono chiamati a sostenere il popolo nepalese ed i rivoluzionari all’interno del UCPN (m) che si battono anche perché all’interno del partito prevalga una linea politica rivoluzionaria che continui a guidare il proletariato ed il popolo nepalese verso il socialismo ed il comunismo contro la linea revisionista di una parte della dirigenza capeggiata da Prachanda che tende all’accordo e alla capitolazione con la borghesia, in un contesto molto simile a quello italiano nel dopoguerra quando il massimo dirigente del PCI Togliatti tradì il proletariato italiano disarmando i partigiani che lottarono per la Rivoluzione nel nostro Paese.