sabato 29 marzo 2025

pc 29 marzo - Voci e immagini dal presidio a L'Aquila per la Palestina e la resistenza palestinese. Libertà per Anan, Ali e Mansour

 







Segue rassegna stampa:


pc 29 marzo - "Chat with US”: Il “Falcone” di Giarre, istituto alberghiero dei Marines USA di Sigonella

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Opportunità in Uniforme: Testimonianze a Confronto tra USA e Italia. E’ stato questo il tema dell’incontro svoltosi martedì 25 marzo nell’aula magna dell’Istituto Professionale di Stato per i Servizi di Enogastronomia e Ospitalità Alberghiera“Giovanni Falcone” di Giarre, Catania.

Nell’ambito delle attività dell’ampliamento dell’offerta formativa e di orientamento, in particolare del progetto Chat with US, l’incontro si propone di sottolineare le opportunità lavorative offerte dalle forze dell’ordine”, riporta la circolare a firma della dirigente dell’istituto alberghiero, professoressa Monica Insanguine. “I protagonisti condivideranno la loro esperienza, che va ben oltre il ruolo di militari: raccontando sfide, sacrifici e vittorie, esploreranno anche il lato umano di una carriera che implica resilienza, determinazione e un forte senso del dovere”.

In occasione dell’incontro-conferenza con gli esponenti delle forze armate, è stato imposto ai partecipanti (gli studenti delle classi IV del “Falcone”) – letteralmente – di “indossare l’uniforme del percorso di appartenenza”. “Al termine dell’incontro sarà allestito un light lunch per gli ospiti intervenuti”; conclude la dirigente. “Sarà cura dei responsabili di sede sostituire le docenti coinvolte”.

Per comprendere cosa e chi si nasconde dietro la formula-progetto Chat with US basta leggere una

pc 29 marzo - In piazza contro Erdogan - Rileggiamo il testo dei compagni turchi: La salvezza non è nelle urne ma nelle strade! LA SOLUZIONE E' LA RIVOLUZIONE

 traduzione imperfetta e ufficiosa

Turkey - ‘Salvation is not in the ballot box but in the street’ SOLUTION IS IN REVOLUTION! - Özgür Gelecek Newspaper -

‘In poco tempo le strade e le piazze si sono riempite di decine di migliaia di giovani, lavoratori, studenti, giuristi, disoccupati, donne. Le masse hanno mostrato la loro rabbia e hanno reagito alle condizioni di vita, alle ingiustizie, alle aggressioni fasciste e ai soprusi che subiscono’

26 marzo 2025

[Nota: la seguente nota sugli sviluppi in Turchia è l’editoriale del quotidiano Özgür Gelecek, di orientamento marxista-leninista-maoista. Durante le proteste, gli account del giornale sui social media sono stati chiusi e sono state imprigionate migliaia di persone, tra cui molti lettori del giornale. Centinaia di persone sono state arrestate durante le proteste, tra cui molti lettori del Partizan. Questa non è una traduzione ufficiale].

L'attacco con arresto e incarcerazione di Ekrem İmamoğlu, sindaco della municipalità metropolitana di Istanbul (IBB), e del suo stretto entourage ha accentuato la lotta di potere tra le fazioni della classe dominante turca. L'annullamento del diploma universitario conseguito 35 anni fa dal sindaco E.İmamoğlu, probabile candidato presidenziale del principale partito borghese di opposizione, il fascista CHP, e il suo arresto e detenzione con l'accusa di "corruzione" e "favoreggiamento del terrorismo" sono l'ultima mossa nella lotta di potere tra le fazioni della classe dominante turca.

Nonostante l'arresto di E.İmamoğlu nell'ambito dell'indagine contro di lui per "corruzione" e la decisione di custodia giudiziaria emessa nell'indagine per "terrorismo" siano presentati come una mossa per impedire la nomina di un fiduciario a capo dell'IBB, in realtà, ciò che è accaduto va letto come "moneta di scambio" per calmare la rabbia e la reazione delle masse in piazza. Il Ministero degli Interni

pc 29 marzo - Il piano di Israele per Gaza ha un nome: campo di concentramento

di Miron Rapoport

Questa volta le IDF intendono evacuare tutti i residenti della Striscia di Gaza in una nuova zona umanitaria che sarà predisposta per una lunga permanenza, sarà demarcata e chiunque vi entri sarà prima controllato per assicurarsi che non sia un terrorista“. “L’IDF non permetterà che una popolazione ribelle non evacui questa volta. Chiunque rimanga fuori dalla zona umanitaria verrà perseguito. Il piano è sostenuto dagli Stati Uniti“.

Yinon Magal ha fatto queste dichiarazioni circa una settimana fa. Lo stesso giorno, il Ministro della Difesa Israel Katz ha diffuso un messaggio registrato con le seguenti parole: “Abitanti di Gaza, questo è un ultimo avvertimento. La prima Guerra di Sinwar ha distrutto Gaza e la seconda Guerra di Sinwar la distruggerà completamente. L’attacco dell’aviazione contro i terroristi di Hamas è stato solo il primo passo. Il resto sarà molto più difficile e ne pagherete il prezzo. L’evacuazione della popolazione dalle zone di battaglia ricomincerà presto. Se tutti gli ostaggi israeliani non saranno rilasciati e Hamas non sarà espulso da Gaza, Israele agirà con forze che non avete ancora conosciuto”.

Seguite il consiglio del Presidente degli Stati Uniti. Restituite gli ostaggi ed eliminate Hamas, e vi si apriranno altre possibilità, tra cui quella di recarvi in ​​altri posti del mondo per chi lo desidera. L’alternativa è la completa distruzione e devastazione.

La somiglianza tra le due dichiarazioni è notevole e non è irragionevole supporre che, anche se Magal non ha parlato direttamente con Katz, abbia sentito da fonti autorevoli nell’esercito qual era il Piano di Katz e del Capo di Stato Maggiore Eyal Zamir per la guerra a Gaza.

In un articolo sul quotidiano israeliano Ynet, Yoav Zeiton ha attirato l’attenzione sulla dichiarazione rilasciata dal Generale di Brigata riservista Erez Wiener, dopo essere stato licenziato per aver smarrito documenti classificati. “Sono triste perché dopo un anno e mezzo a ‘spingere il carro’ su per la montagna, quando finalmente sembra che abbiamo raggiunto la vetta e che la lotta prenderà la piega

pc 29 marzo - No other land: uno sguardo negli occhi della brutalità israeliana

Realizzato da quattro giovani attivisti palestinesi e israeliani, Basel Adra, Hamdan Ballal, Yuval Abraham e Rachel Szor, No Other Landdocumentario premiato con l’Oscar della categoria agli ultimi Academy Awards e proiettato l’altra sera a Napoli negli spazi del Civico7 Liberato in collaborazione con i giovani studenti di Chiamata alle Arti dell’Accademia di Belle Arti- racconta, giorno dopo giorno e violenza dopo violenza, la distruzione della piccola comunità rurale di Masafer Yatta, in Cisgiordania, da parte dell’esercito israeliano.

Non è solo un documentario dunque. Ma un vero e proprio urlo di dolore che attraversa le pieghe della storia e della geopolitica contemporanea.

Un film che, lontano dalle narrazioni edulcorate e ufficiali imbastite quotidianamente dai media occidentali e dalla propaganda euroatlantica, ci restituisce l’immagine di una Palestina in cui la lotta per la terra, per la propria identità e per la propria dignità resta imprescindibilmente il nucleo di un “conflitto” e di una feroce occupazione che non sembra mai cessare.

No Other Land mette in evidenza il dramma universale di un popolo che lotta contro

pc 30 marzo - Ancora sullo sciopero dei metalmeccanici - Torino

La piazza torinese ha visto la partecipazione di oltre 5 mila lavoratori, provenienti da tutta la regione. In piazza si respirava aria di determinazione nel portare avanti la lotta fino al raggiungimento del rinnovo contrattuale, secondo la piattaforma proposta e votata dagli stessi lavoratori. Da tempo ormai si susseguono all’interno dei posti di lavoro eterogenee iniziative come blocchi degli straordinari, delle flessibilità, e presidi fuori dalle fabbriche, oltre agli scioperi disarticolati su tutta la settimana, per fare pressione sulle aziende e sulle istituzioni al fine di riaprire il tavolo di trattative. 

La composizione del corteo era variegata, hanno partecipato molti lavoratori dell’indotto dell’automotive, ma anche del settore del bianco, dell’informatica, quest’ultimi non hanno il loro

pc 29 marzo - Alcune manifestazioni di oggi - lunedi a ORE 12 controinformazione rossoperaia info e interventi audio

 

TARANTO


pc 29 marzo - Il piano genocidio/deportazione - Ora è necessario che anche la solidarietà cresca ad un nuovo stadio, e trovi nuova forza, nuova estensione in una fase più difficile.

 Come giornalisti non asserviti scrivono: oggi "non basta la carneficina in corso. Israele sta già pianificando la deportazione forzata dei palestinesi da Gaza", riportando le parole del ministro delle finanze.

L'OK e la garanzia di massimo appoggio lo ha dato l'imperialismo Usa, Trump: Gaza deve essere liberata dal suo popolo, dai palestinesi, per farne una "riviera" per i coloni israeliani, i ricchi degli Usa e paesi imperialisti.

Il piano di deportazione prevede di cacciare 5mila palestinesi al giorno, ma già qualcuno del governo Netanyahu e della presidenza Trump dice che è troppo poco perchè i tempi di deportazione siano rapidi.

Si tratta di una pulizia etnica di un intero popolo più grave di ogni precedente. Accompagnata da un nuovo e più concentrato attacco genocida con nuove centinaia di morti, tantissimi bambini e donne, di

pc 29 marzo - Palestina: 50mila morti - come ora "alzare il tiro" della solidarietà

50.000 morti: è l'ultimo conteggio macabro del piano genocida di Israele, USA, appoggiato a diversi livelli dagli altri paesi e governi imperialisti e non certo contrastato dalle altre potenze imperialiste, Russia, Cina e meno che mai, al di là delle parole, dai governi e dai regimi arabi.

Il conto è destinato a crescere ora per ora, dato che siamo dentro la seconda fase del piano genocida indicato dalla nuova Presidenza Trump e da Netanyahu nel loro primo incontro dopo l'insediamento di Trump alla Presidenza, vale a dire: genocidio e deportazione, cancellare la popolazione palestinese da Gaza e successivamente dalla Cisgiordania, imporre la nuova Nakba, cioè l'espulsione di massa dei palestinesi verso destinazione in parte nota e in parte ignota, costruire un regime fantoccio in Palestina che si appoggi sull’ANP, sull'attuale Autorità palestinese e il suo partito di riferimento, l'ex forza della resistenza palestinese Fatah, in maniera che il piano di “Grande Israele” combinato con il piano di ripresa dell'egemonia mondiale e del dominio assoluto dell'imperialismo americano nell'area possa andare avanti.

Questo piano comprende anche l'occupazione militare parziale del Libano, del regime

pc 29 marzo - Lo sciopero degli operai come è e come dovrebbe essere: contro il capitale e i suoi governi - Notizie da BG-TA-PA-MI

Venerdi hanno scioperato i metalmeccanici a livello nazionale per il contratto.

Le prime notizie che abbiamo da questo sciopero sono di due tipi. In tante fabbriche non si sciopera, scioperano i delegati, gli attivisti stretti di Fim/Fiom/Uilm che molto spesso non scioperano ma in realtà sono in permesso sindacale e danno vita a presidi e manifestazioni che non vedono certo la partecipazione numerosa dei lavoratori. È il caso delle principali fabbriche del sud: ieri mattina alle Acciaierie, nell'appalto dove lavorano attualmente 3.000 operai, l'ingresso è stato massiccio e la partecipazione allo sciopero non è quantificabile, ma pensiamo che questo riguardi anche altre realtà.

C'è da tener conto che alle Acciaierie quasi più della metà degli operai nell'appalto non hanno il contratto metalmeccanico perché padroni e sindacati hanno via via accettato i livelli sempre maggiori di precarizzazione dei lavoratori. Tanti operai sono stati passati al contratto multiservizi che rende questi lavoratori meno pagati, più insicuri e più precari; ed è evidente che senza rimuovere questo ostacolo, per fare l'esempio dell'appalto dell'Acciaierie, è difficile poter fare uno sciopero unitario.

Naturalmente i presidi vengono pubblicizzati dalle organizzazioni sindacali e sostenuti dalla stampa amica nelle varie città, ma in realtà nella maggior parte delle fabbriche lo sciopero ha avuto una modesta riuscita. Noi non ne siamo certo contenti, soprattutto perché senza la mobilitazione degli operai nelle fabbriche - in tutte le fabbriche e non a macchia di leopardo come è attualmente sostanzialmente la partecipazione di operai a questi scioperi - è fondamentale per avere il clima adatto in cui discutere e far avanzare i lavoratori su tutti i temi della situazione politica nazionale e internazionale e prima fra tutti il piano di riarmo e di guerra che riguarda anche tante fabbriche o divenute belliche in espansione o che si vanno trasformando nel quadro dell'economia di guerra in fabbriche anch'esse legate alla partecipazione degli Stati e dei governi imperialisti alla guerra.

Certo il Capitale va dove ci sono profitti e se i profitti vengono dalla guerra i capitalisti vi si buttano a tuffo con le loro multinazionali, e di questo occorreva parlare anche con gli operai ieri in sciopero proprio perché siamo di fronte a un contratto in cui i padroni negano aumenti salariali dignitosi (non che fossero dignitosi quelli richiesti da Fim/Fiom /Uilm ma sicuramente si poteva e si doveva rivendicare molto di più).

Ma le rivendicazioni lasciano il tempo che trovano se poi di fronte ai padroni che offrono il nulla i sindacati che organizzano la maggioranza degli operai metalmeccanici tuttora non alzano il tiro nella lotta salariale, nella lotta contro la precarietà, nella lotta contro le morti sul lavoro e la situazione della

venerdì 28 marzo 2025

pc 28 marzo - Il 31 marzo la sentenza del processo contro i compagni di Askatasuna e Neruda di Torino: un contributo dagli imputati

In vista della sentenza del 31 marzo del processo per associazione a delinquere che vede imputati divers* compagn*, abbiamo provato a produrre questo breve contributo insieme ad avvocat* e imputat*.

Questo video tenta di raccontare a chi non la conosce la storia di questo processo, ma anche di condividere un ragionamento su quello che davvero è in gioco e quali meccanismi di repressione e criminalizzazione si sono attivati contro chi è colpevole solo di lottare.


pc 28 marzo - ORE 12 Controinformazione Rossoperaia - Lo sciopero degli operai come è e come dovrebbe essere: contro il capitale e i suoi governi

 

pc 28 marzo - Oggi anche le operaie metalmeccaniche scioperano, ma la loro condizione, i loro bisogni restano "invisibili" - Lottiamo per una piattaforma delle donne/Lavoratrici

Dal blog femminismorivoluzionario 

Oggi anche le operaie metalmeccaniche scioperano. Ma la prima cosa da dire è che in tante fabbriche metalmeccaniche non ci sono, con una discriminazione che nasce dall’origine. In altre sono presenti, e anche tante, per esempio nelle fabbriche Stellantis. Però anche in queste fabbriche sono spesso “invisibili” – certo “visibili” per i padroni e i capi per lo sfruttamento, per i contratti peggiori, ultraprecari, a termine, perché più ricattabili, licenziabili, ma invisibili nei loro diritti.

Ma in generale le operaie sono “invisibili” anche per i sindacati confederali, nonostante la loro condizione “gridi” in ogni momento il doppio sfruttamento e la doppia oppressione che subiscono; le pesanti discriminazioni che vivono sono al massimo materia di centri statistici delle segreterie sindacali, raramente di qualche inchiesta, come dei giornali, anche in questi giorni.

Le loro rivendicazioni di donne-lavoratrici non entrano nella piattaforma contrattuale; così come sono delle “mosche bianche” delegate donne nelle Rsu, Rls – e quindi viene tolto alle lavoratrici il diritto di decidere su rivendicazioni che riguardano le loro condizioni di lavoro o contro piani o accordi che penalizzano la maternità o aumentano le differenze di genere nei salari e nelle mansioni.

Noi negli anni, negli interventi alle fabbriche in cui lavorano le operaie – in particolare negli stabilimenti Stellantis/ex Fiat di Mirafiori, di Melfi - abbiamo raccolto in una specie di “piattaforma” alcune rivendicazioni – di cui non c’è traccia anche in questo contratto metalmeccanico e per cui Fiom, Fim, Uilm chiamano allo sciopero oggi.

Riportiamo le principali di queste rivendicazioni:

pc 28 marzo - Contro Macron e il suo governo in Francia verso la guerra - dalla Francia

Non à la marche à la guerre. Pas un euro et pas une vie pour leurs guerres.

N° 918 27/03/2025  Macron et le gouvernement se mettent sur le pied de guerre rassemblant industriels de l’armement, banquiers et investisseurs afin d’organiser l’augmentation de la production de poudre, de canons, de missiles, de chars, d’avions de chasse, de drones. Cette relance de l’industrie militaire est une nouvelle étape dans la marche à la guerre.  L’État va également distribuer un livret "kit de survie" pour préparer les esprits à la guerre, une trentaine de pages détaillant « tous les bons gestes à adopter en cas de menace imminente en France », de « se protéger », « que faire en cas d’alerte » et « s’engager ». Une propagande visant à faire peur et préparer les esprits dans un contexte de réarmement massif de l’ensemble du continent européen. Ne marchons pas dans leur endoctrinement. Cette préparation à la guerre est absolument contraire aux intérêts des travailleurs. 
Le gouvernement nous dit : impossible de trouver les milliards nécessaires pour les hôpitaux, la santé, l’éducation les transports, les retraites et il trouve 50 milliards pour porter le budget militaire à 100 milliards par an, après l’avoir déjà doublé depuis 2017 !  Il faudrait 20 à 30 Rafale supplémentaires, trois frégates de plus, des drones de toutes sortes et doubler la réserve militaire de manière à la faire passer de 44 500 soldats à 100 000 ! Une gigantesque manne pour tous les marchands d’armes pour défendre la place de l’impérialisme français dans le monde. Macron annonce une aide militaire supplémentaire de 2 milliards d'euros pour l'Ukraine, sa préoccupation est la même que celle des États-Unis : pour que les intérêts des capitalistes français accèdent à leur part de gâteau dans le dépeçage de l’Ukraine. 
Le gouvernement et les patrons se frottent les mains et n’ont plus que « l’effort de guerre » à la bouche pour forcer à travailler plus et d’en finir avec ce qu’ils appellent le modèle social français. Au nom de l’effort de guerre, ils disent vouloir « remettre la France au travail » et accélèrent de nouvelles régressions dans les écoles, les hôpitaux, les universités, la culture, les collectivités locales, les tribunaux. Au contraire, défendons la paix et la coopération entre les peuples, plus que jamais ces combats sont liés !
Leurs guerres ne sont pas les nôtres ! Nous n’avons pas besoin de Rafale ni de chars, mais de médecins, d’infirmières, d’enseignants, de logements…
Le nombre de demandeurs de logements sociaux atteint des sommets. 2,6 millions de ménages étaient en attente d'un logement social, selon un baromètre Unicef et Fédération des acteurs de la solidarité, un peu plus de 2 000 enfants se trouvent sans solution d’hébergement, une situation s’aggravant depuis 2020. Près de 900 000 ménages étaient en retard de paiement de leur loyer dans le parc social à fin 2022, selon l’enquête nationale de janvier 2024 de l’Union sociale pour l'habitat. Ce chiffre correspond à 19,6% des ménages locataires HLM marquant là aussi une augmentation. Vingt et un mille cinq cents ménages ont été expulsés de leur logement par les forces de l’ordre en 2023, +23 % par rapport à 2022 déjà une année record.
 
De futures attaques se profilent dans l’intérêt du patronat.

giovedì 27 marzo 2025

pc 27 marzo - Vita, terra e libertà per il popolo palestinese, no alla repressione della sua Resistenza! La mobilitazione a L'Aquila


Vita, terra e libertà per il popolo palestinese,
no alla repressione della sua Resistenza!

Secondo l’Euro-Mediterranean Human Rights Monitor, l'occupazione militare israeliana sta uccidendo più di 103 palestinesi al giorno dalla ripresa della guerra di sterminio a Gaza, portando il macabro bilancio delle vittime a oltre 50mila dal 7 ottobre 2023 (70mila secondo fonti come Lancet). Stime purtroppo ancora grossolane, che includono solo i martiri identificati per nome e numero di identificazione civile tramite il ministero della Salute assediato a Gaza.  Se a questi si aggiungono i decessi per fame, freddo, mancanza di cure mediche, il numero dei martiri, secondo uno studio di Susan Abulhawa pubblicato su The Electronic Intifada 9 mesi fa, supererebbe ragionevolmente questa cifra del 260%. Il tutto senza contare le migliaia di persone rapite e torturate a morte nei centri di detenzione israeliani, o i prigionieri e le prigioniere che sono morte in condizioni difficili, così come non includono i palestinesi uccisi e torturati a morte in Cisgiordania.

L’orrore poi non si misura solo nel numero delle vittime, ma nelle ferite inflitte alla dignità umana. L’uso sistematico della violenza sessuale, riproduttiva e altre forme di violenza di genere da parte di Israele dal 7 ottobre 2023 è stato nuovamente denunciato dalla Commissione internazionale e indipendente d’inchiesta sui territori palestinesi occupati, in un rapporto intitolato «Più di quanto un essere umano possa sopportare».

Oltre la distruzione fisica di Gaza, il documento svela un sistema di oppressione che si accanisce sui corpi delle donne, sulle loro scelte riproduttive, sulla loro stessa esistenza. Crimini efferati, feroci, «atti genocidari» calcolati dallo stato sionista, per «provocare la distruzione fisica dei palestinesi» e riconosciuti come i peggiori crimini dallo Statuto di Roma, trattato internazionale istitutivo della Corte penale dell’AIA. Il dossier descrive ospedali materni colpiti, accessi negati alle cure, donne costrette a partorire in condizioni medievali, mentre il cibo e l’acqua vengono usati come strumenti di sottomissione. E poi ci sono i racconti di violenze inflitte come forma di dominio, di umiliazione, di annientamento identitario. Il rapporto documenta casi di stupri, molestie sessuali e altre forme di violenza di genere perpetrate dalle forze di sicurezza israeliane e da coloni nei territori occupati. In particolare, denuncia episodi di violenza sessuale contro uomini e donne palestinesi durante arresti e detenzioni, sottolineando che questi atti sono stati filmati e diffusi come strumento di terrore psicologico.

E l’Italia, che pure ha aderito al Trattato, non solo tace di fronte ai crimini dello stato terrorista di Israele, ma vi partecipa, sia indirettamente con il sostegno politico, militare, industriale, commerciale ed accademico all’entità sionista, sia direttamente, imprigionando un partigiano palestinese, Anan Yaeesh, e processandolo insieme ad altri 2 cittadini palestinesi per terrorismo, facendo propria la narrazione sionista, tipicamente fascista, secondo cui i carnefici si dipingono come vittime e le vittime come carnefici.

La partecipazione attiva del governo italiano ai crimini di guerra israeliani emerge dalla stessa vicenda giudiziaria che ha portato Anan a processo, e che trapela dalla sua dichiarazione spontanea, quando afferma «Nella prima udienza estradizionale di febbraio 2024, ho chiesto alla Corte di Appello e al Procuratore Generale di non consegnare i contenuti dei miei telefoni cellulari agli israeliani, in quanto contenevano informazioni riservate che detenevo in qualità di resistente palestinese, di comandante partigiano. Mi è stato risposto che ciò non sarebbe accaduto, poiché erano consapevoli che eravamo in guerra e che l’Italia è neutrale. Tuttavia, sono rimasto sorpreso nel sapere che ad aprile scorso tutte le informazioni contenute nei miei cellari sono state passate agli israeliani. In questo modo, avete violato ogni principio di sicurezza e lo stesso diritto internazionale, diventando di fatto partecipi degli israeliani in questa guerra, aiutandoli nella repressione delle legittime aspirazioni di un popolo oppresso»
Processando Anan il 2 aprile, ciò che lo stato italiano vuole fare è processare la legittima lotta di liberazione del popolo palestinese, calpestando il diritto internazionale che riconosce esplicitamente il diritto dei popoli oppressi alla resistenza armata (un diritto che torna utile solo quando si invocano le piazze per il riarmo e per gli interessi delle potenze occidentali, ma che puntualmente viene negato quando riguarda un popolo che resiste a un’occupazione coloniale).
Noi non permetteremo che ciò accada sotto silenzio e che questo processo diventi un pericoloso precedente per la repressione della solidarietà e della lotta palestinese: il 2 aprile dalle ore 9:30 saremo ancora sotto il tribunale in solidarietà ai palestinesi sotto processo, perché la Resistenza non è un crimine, il genocidio sì.
E il 29 marzo, dalle ore 17, saremo in Presidio ai Quattro Cantoni per denunciare tutto questo, in solidarietà con le nostre sorelle e i nostri fratelli palestinesi, per difendere il diritto alla vita, alla terra, alla libertà, ma anche alla lotta del popolo palestinese che con questo processo si vorrebbe ancora una volta negare. E lo faremo proprio alla vigilia della giornata della terra palestinese, con cui si commemorano i 7 caduti arabi-palestinesi, tra cui una donna, barbaramente uccisi il 30 marzo 1976 dalle forze di occupazione israeliane durante una lotta popolare per difendere il proprio diritto alla terra.

Di seguito il volantino di Fuori Genere che sarà distribuito al presidio, e il messaggio di una donna palestinese di Tulkarem, la città di Anan, che leggeremo:


"#Anan Yaish 🇵🇸 ✌️ Non è un terrorista e non ha alcun legame con il terrorismo
Difendere la patria è un diritto legittimo, e il vero terrorismo è quello che il mondo ignora, soprattutto il governo italiano.
Il vero terrorismo è quello praticato contro il nostro popolo in Palestina e tutto ciò che viene fatto con l'arroganza della brutale occupazione nella nostra patria, dalle uccisioni, alle prigioni, ai saccheggi e alla privazione delle libertà.
Uccidere bambini, anziani e donne, come si chiama? Oppure il mondo e il governo italiano sono diventati ciechi di fronte al vero significato del terrorismo?"

pc 27 marzo - Beretta di Trezzo - la Cgil firma accordi bidoni sul salario

dal blog  https://cobasperilsindacatodiclasse.blogspot.com/

ACCORDO ALLA BERETTA, QUANTO VALGONO LE OPERAIE PER LA CGIL

 primo commento

Cgil firma un accordo senza e contro le operaie 

 al Salumificio Beretta di Trezzo

2.19 euro lordi al mese l’aumento di stipendio

Mpm e Cgil e le sue delegate hanno firmato a sorpresa e alle spalle delle operaie dell’appalto Beretta al Salumificio Beretta di Trezzo un accordo aziendale per 2,19 centesimi lordi di aumento dello stipendio al mese.

Un accordo visceralmente contro la ribellione delle operaie, che ne attacca la dignità e il diritto a decidere. Un accordo paternalisticamente spacciato come miglioramento del clima aziendale, da padroni e sindacato che odiano le operaie, insieme.

Un accordo che difende i profitti dei padroni, lo sfruttamento, l’intensificazione dello sfruttamento e legittima il contestatissimo appalto che taglia la paga, riduce i diritti precarizza il lavoro ed è elemento di divisione tra le operaie della fabbrica che pur hanno reparto, linee, lavoro uguali e la stessa direzione di fatto.

La firma di questo accordo da un esempio pratico del fascismo padronale che nega alle operaie la libertà, di parola nelle decisioni dell’azienda come nella scelta della rappresentanza sindacale e lo mette in pratica attraverso un sindacato che firma un accordo arbitrariamente, espropriando da ogni processo decisionale le operaie che al pari dell’azienda, considera come nullità a cui lasciare solo la fatica, l’oppressione e lo sfruttamento.

Un accordo che mette cifre minime sui turni disagiati e straordinari che sono uno misero indennizzo

pc 27 marzo - Stellantis - Sulla conversione da auto a mezzi per la guerra, i sindacati di Melfi dicono "si può fare..."

Che il governo, Urso, per la crisi dell'auto, in particolare della Stellantis, abbia un piano di riconversione da produzione di auto a produzione di veicoli e componenti per la Difesa non è una notizia dell'ultim'ora - ne abbiamo già parlato; ma è significativo per gli operai la posizione assunta dai sindacati confederali per quanto riguarda lo stabilimento di Melfi. 

Il primo a raccogliere questa proposta di Urso è, non a caso, l'Uglm, il suo segretario regionale, Palumbo, ha dichiarato: "Quello che ha detto il ministro in parte potrebbe essere una strada, una strada che si intreccia con le complicanze della tenuta occupazionale. Noi chiediamo un finanziamento per l'automotive. (Ma) quella della Difesa è un'alternativa...".

Segue il segretario regionale della Uilm, Lomio: "...è chiaro che se bisogna investire in questo modo ci devono spiegare come farlo...".

Ancora, il segretario regionale della Fim: "Per quanto riguarda la riconversione... se c'è anche questa

pc 27 marzo – Il governo fascista protegge l’assassino stupratore libico Elmasri mentre fa spiare chi salva vite umane

Le costanti menzogne del governo della fascista Meloni sparse a piene da tutti i suoi ministri in tutti gli ambiti, vengono smentite quotidianamente, in questo caso si tratta dello spionaggio messo in atto, con la tecnologia dei naziosionisti, contro le Ong che salvano vite umane.

Il vecchio fascista Mantovano, autorità delegata di governo nientemeno che per la sicurezza della Repubblica “avrebbe ammesso al Copasir che Mediterranea e i suoi attivisti sono stati spiati dai servizi segreti con il software militare Paragon Graphite perché considerati un «pericolo per la sicurezza nazionale»”, è questa la dichiarazione di Mediterranea Saving Humans sullo spionaggio da parte del governo che riportiamo sotto, pubblicata oggi da il manifesto

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La Libia è il buco nero della politica italiana

Spiati Il segreto è miseramente crollato. Siamo stati spiati perché denunciamo la complicità dello Stato con le bande criminali nella tratta degli esseri umani

Migranti intercettati e reclusi nel centro di detenzione di Zawiya, 50 km a ovest di Tripoli, Libia – foto Ansa

Beppe Caccia*

C’è un filo nero che lega i clamorosi casi che nel volgere di un mese hanno portato all’attenzione dell’opinione pubblica le scelte del governo e l’utilizzo degli apparati di Stato. Prima con il rilascio del criminale ricercato dalla Corte penale internazionale Elmasri.

Poi con l’indisturbata visita a Roma dell’altrettanto criminale Gheniwa, e nel mezzo con la vicenda dello spionaggio informatico con il potente spyware di Paragon. Questo filo si chiama Libia.

Ieri abbiamo appreso da fonti giornalistiche che, dopo quasi due mesi di pressione pubblica e

pc 27 marzo – L’imperialismo USA manda Hegseth in “visita” nelle Filippine: obbiettivo Cina

 
Preparazione operazioni militari congiunte Filippine/USA

L’imperialismo americano, con a capo il moderno fascista Trump, sta accelerando tutte le mosse e i preparativi militari (ma anche “economici”) che avvicinano una possibile guerra mondiale. In particolare, la notizia di questa “visita” alle Filippine del nuovo segretario alla Difesa Pete Hegseth, lo stesso della chat dei bombardamenti contro gli Houthi e delle affermazioni di disprezzo verso i paesi imperialisti dell’Europa, dimostra il vero obbiettivo di queste manovre, e cioè la Cina, considerata nemico numero uno degli Stati Uniti.

E al contempo, come viene riportato nella denuncia da parte del Fronte Democratico Nazionale delle Filippine del significato della “visita”, che pubblichiamo di seguito, gli Stati Uniti sostengono il regime di Marcos Jr (come hanno sostenuto e sostengono ogni regime reazionario) nella sua repressione della guerra popolare.

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La visita di Hegseth nelle Filippine significa far avanzare l'agenda di guerra degli Stati Uniti nell'Indo-Pacifico

Fronte Democratico Nazionale delle Filippine

Ufficio Internazionale

25 Marzo 2025

L'imminente visita del nuovo Segretario alla Difesa degli Stati Uniti Pete Hegseth nelle Filippine il 28-29 marzo mostra innegabilmente Marcos Jr. come il burattino preferito dell'imperialismo statunitense

pc 27 marzo - Sciopero degli operai metalmeccanici per il contratto - Slai cobas per il sindacato di classe -coordinamento nazionale

Il 28 marzo ci sarà lo sciopero dei metalmeccanici. 

1.500.000 operai metalmeccanici, il 6,2% della forza lavoro, sciopera giustamente perché sono senza contratto. Questo è sulla base però di una mobilitazione imperniata, per quanto riguarda Fiom/Fim/ Uilm, su delle posizioni che lasciano spazio, come sempre, ad una via di fuga per i padroni e per il Capitale. Si legge nella locandina di indizione che “è ora di contrattare per il bene dell'industria, dei lavoratori e del paese per aumentare i salari, ridurre l'orario, stabilizzare i rapporti di lavoro, garantire la salute e la sicurezza anche dei lavoratori dell'appalto”. Sicuramente queste parole d'ordine sono importanti, il problema è che dobbiamo fare i conti con la situazione oggettiva e inquadrarla nel punto centrale.

La trattativa del contratto dei metalmeccanici si è rotta su un problema essenziale per quanto riguarda lo scontro tra la classe operaia e il Capitale, tra lo sfruttamento e i livelli sempre più pesanti di rapina del plusvalore non pagato all'operaio, si è rotta sulla questione del salario.

Proprio in questi giorni viene messa al centro dalla borghesia, dai sindacati, la lotta per il salario, ma vediamo un attimino come viene descritta.

Giustamente Landini dice che il governo e i padroni stanno di fatto programmando la riduzione del potere di acquisto dei salari anziché tutelare il loro potere di acquisto. Questo sta avvenendo anche nel settore metalmeccanico, praticamente dicono che è fondamentale rinnovare il contratto – sottolineano

pc 27 marzo - Ravenna. Basta transito di armi nel porto. Nessuna complicità con Israele - 29 marzo

pc 27 marzo - Sbatti i prof in prima pagina: solidarietà a Gaia Righetto

FIRMATE LA PETIZIONE


Sempre più spesso, insegnanti e lavoratori/trici della scuola vengono messi alla gogna per le proprie idee e il proprio impegno civile.

da Global Project

È il caso di Gaia Righetto, attivista e docente precaria colpita da una campagna diffamatoria prima ancora di entrare in classe. Come già accaduto ad altri, si vuole trasformare il dissenso in colpa, l’impegno in pericolo, il pensiero critico in minaccia. Questa petizione nasce per dire basta al clima intimidatorio che colpisce chi, dentro e fuori la scuola, non rinuncia a pensare e ad agire. Solidarietà a Gaia Righetto.

SBATTI I PROF IN PRIMA PAGINA: BASTA CON QUESTO CLIMA INTIMIDATORIO.

A scuola insegniamo, in piazza manifestiamo. E quindi?

Siamo insegnanti, personale della scuola di ogni ordine e grado, di ruolo o precari/e; entriamo ogni giorno in classe cercando di appassionare, istruire, informare, far ragionare studenti e studentesse. 

Molti e molte di noi, al di là del lavoro, hanno un passato e presente di attivismo e impegno sociale; di militanza, di volontariato, di associazionismo, di partecipazione politica. Queste esperienze ci hanno arricchito e hanno contribuito a fare di noi gli insegnanti che siamo.

Quando non lavoriamo è tempo personale in cui abbiamo tutto il diritto di esprimere la nostra opinione. Quanto sta succedendo a Gaia Righetto, insegnante precaria di Treviso, è un caso destinato a creare un

mercoledì 26 marzo 2025

pc 27 marzo - Il regime di Modi avanza nella militarizzazione al servizio dell'imperialismo USA e delle proprie mire espansioniste in Sud Asia

Sosteniamo ora più che mai la guerra popolare in India guidata dal Partito Comunista dell'India (Maoista) nella settimama internazionale di azione dal 7 al 12 aprile 2025 

Il regime di Modi guidato ideologicamente da un suprematismo hindu di stampo reazionario e fascista (ideologia hindutva) si sta militarizzando puntando sull'industria militare nazionale al fine di diventare una potenza regionale sempre più agguerrita nel Sud Asia e di svolgere il proprio ruolo di partner affidabile dell'imperialismo yankee.

Questo doppio ruolo serve alla borghesia compradora e burocratica indiana per espandersi nell'area a danno degli Stati vicini ed in particolare Nepal e Buthan1 ma anche di Pakistan e Bangladesh.

Per quanto riguarda invece le relazioni con la Cina, essendo quest'ultima un paese social-imperialista, quindi molto più sviluppato economicamente, l'India in questa fase punta a svolgere il ruolo da testa di ponte al servizio dell'imperialismo USA contro il proprio vicino.

Infatti l'India attualmente non è in grado di competere direttamente con la Cina né sul piano economico né quindi su quello strettamente militare (e i numeri parlano chiaro: quest'anno la Cina ha destinato investimenti nel settore militare per 275 miliardi di dollari mentre la quota indiana, equivale a 75 miliardi di dollari, con un incremento di 7 miliardi rispetto all'anno precedente).

In ogni caso il regime hindutva di Modi non solo ha aumentato il proprio budget rispetto agli anni precedenti, ma da un punto di vista qualitativo sta puntando alla "nazionalizzazione" del settore limitando l'importazione di armi e sviluppando l'industria militare interna anche tramite il supporto di aziende private e startup nazionali nonché di joint ventures. 

India: la "più grande democrazia del mondo"?

L'India oggi è il paese più popoloso del mondo con circa 1 miliardo e 400 milioni di persone, un paese

pc 26 marzo - URLA STRAZIANTI DAL CPR DI TRAPANI, mentre c'era un PESTAGGIO IN CORSO

 https://www.instagram.com/reel/DHl-lsdsDgT/?igsh=Z21hN2d6OW4xNHhu

  • Pochi minuti fa ci è arrivato questo video registrato da una videocamera rotta insieme a messaggi da una persona in lacrime che prega di aiutare i detenuti rinchiusi nel CPR di Trapani.
    "Siamo tutti pieni di sangue, ci hanno menato tutti quanti! Aiutateci!"
    Le urla sono strazianti ma lasciamo giudicare a voi.

    Una persona è stata sorpresa con uno smartphone mentre filmava l'ennesima "corda" di questi giorni. Di qui la rappresaglia.

    In quel CPR non sono ammessi neppure i cellulari non smartphone: ci sono solo poche e costosissime cabine telefoniche.
    Questo isolamento (e quel che ne consegue) fa del CPR di Milo uno di quelli dove si viene trasferiti per punizione: da lì non può venire fuori nulla.
    Con quel telefono parlava tutto il modulo.

    Agenti in tenuta antisommossa hanno fatto irruzione picchiando chiunque gli si trovasse davanti con i manganelli. Si è salvato solo chi si è nascosto sotto al letto.
    Molte persone sarebbero sanguinanti ora e come è facile presagire per questi casi, non saranno portate in ospedale per evitare che riferiscano.
    A questo punto sarà difficile avere aggiornamenti. Ma ci proviamo.

    Intanto in queste ore apre il CPR di Torino e tornano a dieci questi luoghi di tortura che sarà troppo tardi quando saranno aboliti.

  • pc 26 marzo - Gino è libero... ma la lotta continua!

    France : Le militant antifasciste Gino libéré mais toujours menacé d’extradition

    Militant antifasciste emprisonné en France et sous le coup d’un mandat d’arrêt européen de la Hongrie, Gino Abazaj vient d’être remis en liberté dans l’attente de la décision de la justice sur son extraditionC’est une première victoire pour ses soutiens, mais la mobilisation continue pour que la France refuse son extradition.


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    26/03/2025

    pc 26 marzo - Turchia - dai compagni turchi: La salvezza non è nelle urne ma nelle strade! LA SOLUZIONE E' LA RIVOLUZIONE!

    Turkey - ‘Salvation is not in the ballot box but in the street’ SOLUTION IS IN REVOLUTION! - Özgür Gelecek Newspaper -

     allegato testo in inglese - traduzione non ufficiale

    ‘In poco tempo le strade e le piazze si sono riempite di decine di migliaia di giovani, lavoratori, studenti, giuristi, disoccupati, donne. Le masse hanno mostrato la loro rabbia e hanno reagito alle condizioni di vita, alle ingiustizie, alle aggressioni fasciste e ai soprusi che subiscono’

    26 marzo 2025

    [Nota: la seguente nota sugli sviluppi in Turchia è l’editoriale del quotidiano Özgür Gelecek, di orientamento marxista-leninista-maoista. Durante le proteste, gli account del giornale sui social media sono stati chiusi e sono state imprigionate migliaia di persone, tra cui molti lettori del giornale. Centinaia di persone sono state arrestate durante le proteste, tra cui molti lettori del Partizan. Questa non è una traduzione ufficiale].

    L'attacco con arresto e incarcerazione di Ekrem İmamoğlu, sindaco della municipalità metropolitana di Istanbul (IBB), e del suo stretto entourage ha accentuato la lotta di potere tra le fazioni della classe dominante turca. L'annullamento del diploma universitario conseguito 35 anni fa del sindaco E.İmamoğlu, probabile candidato presidenziale del principale partito borghese di opposizione, il fascista CHP, e il suo arresto e detenzione con l'accusa di "corruzione" e "favoreggiamento del terrorismo" sono l'ultima mossa nella lotta di potere tra le fazioni della classe dominante turca.

    Nonostante l'arresto di E.İmamoğlu nell'ambito dell'indagine contro di lui per "corruzione" e la decisione di custodia giudiziaria emessa nell'indagine per "terrorismo" siano presentati come una mossa per impedire la nomina di un fiduciario a capo dell'IBB, in realtà, ciò che è accaduto va letto come "moneta di scambio" per calmare la rabbia e la reazione delle masse in piazza. Il Ministero degli Interni ha la piena autorità di nominare suoi fiduciari all'IBB e il regime fascista ha l'autorità di nominare i fiduciari ogni volta lo ritienga opportuno.

    La realtà è che R.T .Erdoğan voleva liquidare il suo "maggiore rivale" E.İmamoğlu, che lo ha sconfitto

    pc 26 marzo - Sangue sul lavoro - dal blog https://cobasperilsindacatodiclasse.blogspot.com/

    Sangue sul lavoro. SANGUE OPERAIO FRUTTO DELLA GUERRA DI CLASSE DEL CAPITALE COPERTA DAL GOVERNO. SERVE UNA RIVOLTA SOCIALE

    Tre morti in una manciata di ore. Il primo, 22 anni, nella notte a Pordenone, in seguito all’esplosione di uno stampo di acciaio nella fabbrica Stm di Molino di Campagna. Il secondo, 51 anni, nel Napoletano, incastrato in un macchinario in una azienda di smaltimento rifiuti. Il terzo, 38 anni, sull’A1, all’altezza di Orvieto, travolto da autocarro

    Redazione - 25 marzo 2025 

    Pordenone, operaio 22enne muore in seguito all’esplosione di uno stampo

    Infortunio mortale sul lavoro nella notte in Friuli. Un giovane di 22 anni ha peso la vita nella fabbrica Stm di Molino di Campagna, in provincia di Pordenone. L’azienda è specializzata nella lavorazione dell’acciaio a caldo. Secondo una prima ricostruzione al vaglio degli inquirenti il giovane sarebbe stato colpito alla schiena da un frammento metallico mentre lavorava vicino a uno stampo che sarebbe esploso provocandogli gravissime lesioni interne

    All’arrivo dei sanitari allertati dai colleghi di lavoro con automedica e ambulanza il giovane è stato trovato in arresto cardiaco. Le prolungate manovre di rianimazione si sono rivelate purtroppo vane, l’uomo è deceduto. Sul posto i Vigili del Fuoco, i carabinieri di Spilimbergo e il personale dello Spisal (Servizio di prevenzione, igiene e sicurezza negli ambienti di lavoro). Il corpo è stato posto a disposizione dell’Ag di Pordenone. 

    Napoli, operaio 51enne muore incastrato in un macchinario nell’azienda di smaltimento rifiuti dove lavorava

    Nicola Sicignano, 51 anni, è morto mentre lavorava in una azienda di smaltimento rifiuti. L’incidente – si legge sui media online locali – si è verificato nella serata di ieri, 24 marzo, a Sant’Antonio Abate, nel Napoletano. L’operaio sarebbe rimasto incastrato con il braccio e la testa nel nastro trasportatore della linea di lavoro. L’area dove è avvenuto l’incidente è stata sequestrata e messa a disposizione del pm.

    Orvieto, operaio 38enne muore travolto da autocarro mentre lavora in A1

    Un operaio di 38 anni è morto investito da un mezzo pesante mentre stava lavorando sulla carreggiata nord dell’Autosole nei pressi di Orvieto dove era residente. Era dipendente di una ditta del posto impegnata in
    interventi di manutenzione in autostrada. L'operaio si trovava sulla carreggiata ed è stato investito dal un mezzo pesante in transito. Sulla dinamica sono in corso indagini della polizia stradale di Orvieto. Sul posto anche personale e dirigenti sia della ditta presso cui lavorava l’operaio e di Autostrade per l’Italia. 

    pc 26 marzo - L’ex capo della Digos che ha condotto le indagini contro Aska e No Tav coinvolto nel caso Almasri

    da InfoAut

    Secondo quanto riporta Il Post:

    “Almasri era stato dapprima fermato per un rapido controllo d’ordinanza mentre era in macchina nel centro di Torino insieme ad altri tre amici (due libici e uno statunitense), la mattina del 18 gennaio; poi, dopo ulteriori accertamenti, era stato raggiunto nell’hotel dove alloggiava, in Piazza Massaua, alle 3 e mezza del mattino seguente, e da lì portato negli uffici della DIGOS della Questura di Torino.

    Dopo le procedure burocratiche di rito, era stato trasferito nel carcere Lorusso e Cutugno, dove era rimasto fino al pomeriggio del 21 gennaio, quando era stato rimpatriato insieme agli altri suoi amici, con un aereo in dotazione ai servizi segreti italiani con un volo da Torino a Tripoli.”

    A far emergere la vicenda sarebbero state due improvvise promozioni: quella di Carlo Ambra e di Stefano Carvelli, un dirigente della Polizia di Stato che lavorava allo SCIP (Servizio per la cooperazione internazionale della Polizia). Ambra è stato promosso all’Ufficio centrale ispettivo a Roma, un importante organo di controllo e coordinamento delle indagini a livello nazionale incardinato nel

    pc 26 marzo - ORE 12 Controinformazione Rossoperaia - Lo sciopero dei metalmeccanici

     

    pc 26 marzo - Israele, Trump con il piano di massiccia e definitiva deportazione dei palestinesi pongono un nuovo stadio dello guerra genocida


    Come giornalisti non asserviti scrivono: oggi "non basta la carneficina in corso. Israele sta già pianificando la deportazione forzata dei palestinesi da Gaza", riportando le parole del ministro delle finanze.

    L'OK e la garanzia di massimo appoggio lo ha dato l'imperialismo Usa, Trump: Gaza deve essere liberata dal suo popolo, dai palestinesi, per farne una "riviera" per i coloni israeliani, i ricchi degli Usa e paesi imperialisti.

    Il piano di deportazione prevede di cacciare 5mila palestinesi al giorno, ma già qualcuno del governo Netanyahu e della presidenza Trump dice che è troppo poco perchè i tempi di deportazione siano rapidi.

    Si tratta di una pulizia etnica di un intero popolo più grave di ogni precedente. Accompagnata da un nuovo e più concentrato attacco genocida con nuove centinaia di morti, tantissimi bambini e donne, di

    pc 26 marzo - "A chi conviene il genocidio in Palestina" - Un articolo utile di Alberto Negri

    Unico appunto: non siamo d'accordo con l'analisi "definitiva" del giornalista rispetto alla resistenza contro il genocidio e all'affermazione che "Israele non potrà mai perdere una guerra". La situazione, la combinazione di genocidio e deportazione totale, rende certamente molto difficile la realtà. Ma, la storia insegna, che i popoli sanno, prima o poi, trovare la strada giusta, darsi la direzione politica, teorica, pratica che serve. 

    *****

    Alberto Negri

    Perché Israele non può fermare le guerre e noi non possiamo fermare il genocidio di Gaza? Perché è parte integrante del complesso militare industriale israelo-americano e anche del nostro, che mascheriamo.

    Dagli anni ’50 Tel Aviv ha ricevuto dagli Usa oltre 260 miliardi di dollari di aiuti militari.

    Soltanto nell’ultimo anno e mezzo, dall’attacco di Hamas del 7 ottobre, hanno superato i 20 miliardi di dollari. Israele, allo stesso tempo, è all’avanguardia nella ricerca scientifico-tecnologica militare, è uno dei maggiori esportatori di armi e contemporaneamente uno dei maggiori clienti delle americane Boeing, General Dynamics, Lockheed Martin e RTX (Raytheon Technologies).

    Queste società sono tra i principali fornitori di tecnologie militari, come caccia F-35, missili avanzati e sistemi di difesa aerea, utilizzati dall’esercito israeliano.

    Dietro queste aziende si cela una struttura finanziaria globale: i fondi d’investimento internazionali noti come le «Big Three»: Vanguard, BlackRock e State Street. I tre fondi d’investimento sono tra i maggiori azionisti di rilievo delle principali compagnie di armamenti e di molti settori. Vanguard, BlackRock e State Street detengono quote significative in Boeing, Lockheed Martin e RTX, influenzando la gestione e le strategie di queste società.

    L’aumento delle spese militari e l’acquisto di armamenti da parte di Israele sono strettamente collegati ai profitti di queste aziende. Lockheed Martin ha fornito i caccia F-35 a Israele, considerati un pilastro delle sue capacità militari. Gli F-35 il 26 ottobre hanno eliminato in un giorno l’80% delle difese anti-aeree iraniane. Boeing è responsabile della vendita di velivoli da combattimento e missili, mentre RTX ha fornito avanzati sistemi missilistici e difese aeree. Ogni vendita non solo rafforza l’apparato bellico israeliano ma genera anche grandi profitti. Le Big Three svolgono un ruolo di primo piano nell’alimentare una rete economica che beneficia direttamente dalle tensioni geopolitiche e militari.

    Mentre la popolazione civile di Gaza e Cisgiordania continua a soffrire per le operazioni militari e l’occupazione, le aziende belliche e i loro principali azionisti vedono aumentare i propri profitti