giovedì 3 aprile 2025

pc 3 aprile - Il tribunale dell'Aquila succursale di Tel Aviv: sì agli interrogatori sotto tortura dei palestinesi arrestati a Tulkarem, no alle testimonianze avanzate dalla difesa, traduzione scorretta e fuorviante della dichiarazione di Anan Yaeesh


Dopo settimane di mobilitazione in tutta Italia e all’estero, ieri mattina eravamo a l'Aquila, davanti e dentro al tribunale per sostenere Anan, Ali e Mansour. Presenti un centinaio di compagne e compagni provenienti da varie regioni, i giovani palestinesi, l’UDAP e tantissime persone solidali dall’Abruzzo, che con le loro iniziative di solidarietà concreta hanno voluto, almeno in parte, alleggerire una giornata dura e vergognosa come quella di ieri, contrassegnata, sin dall' inizio del dibattimento dall’atteggiamento ostile, denigratorio e minimizzante della corte nei confronti della difesa, dall’arroganza servile di una PM, che dietro il suo linguaggio burocratico non ha fatto altro che avallare e legittimare la violenza coloniale, da una traduzione in gran parte errata e fuorviante, che distorceva gravemente la dichiarazione resa da Anan.

Dichiarazione che Anan aveva chiesto fosse letta dal suo avvocato in italiano, ma che di fronte al diniego del giudice, che non voleva si parlasse del contesto palestinese, ha scelto di leggere lui.

Eppure anche la sua voce è stata scientemente travisata e falsata con il contributo di una interprete scelta dalla corte tra i collaboratori della polizia, tant’è che poi anche il pubblico ha protestato, anche se in maniera composta, ed il giudice ha ordinato di sgomberare l’aula per non avere troppi testimoni.

La compagna di srp nel frattempo era stata fatta uscire dall’aula con la scusa che ci fossero problemi fuori al presidio, perché si era andati oltre gli orari comunicati alla questura per il preavviso. Dato che in realtà problemi non ce n’erano, la compagna è rientrata e ha cercato di registrare le ultime fasi dell’udienza, ma un carabiniere le ha strappato il cellulare di mano e la compagna ha reagito urlando “la resistenza non è reato, Anan Yaeesh va liberato”. Speriamo che almeno questo grido di solidarietà sia giunto ad Anan.

Le interviste agli avvocati

Legittimando 77 anni di occupazione e 18 mesi di genocidio, nonostante le numerose e accertate violazioni dei diritti umani e dopo gli innumerevoli crimini di guerra commessi da Israele, il Tribunale dell’Aquila ieri, in ossequio alle direttive dello stato nazisionista di Israele e del governo fascista italiano è riuscito a ricondurre ogni tentativo di liberazione di un intero popolo a un atto terroristico.

La PM, che ha esordito dicendo “questo processo non è politico e la questione israelo-palestinese non dovrebbe entrare in questa aula”, ha presentato come prova di accusa un faldone di verbali contenenti gli interrogatori di 22 detenuti palestinesi di Tulkarem deportati in Israele, a cui è stata negata l'assistenza legale da parte di un difensore dopo essere stati sottoposti a tortura da parte dei servizi segreti israeliani prima e dall’autorità giudiziaria poi. Dopo la sua dichiarazione è stato un continuo di interruzioni, tentativi di banalizzazione e svilimento degli interventi dei difensori da parte del giudice Giuseppe Romano Gargarella, e di incalzanti suggerimenti della PM alla corte e di quanto questa avrebbe dovuto sentirsi oltraggiata dagli atteggiamenti della difesa, che per inciso chiedeva solo di poter finire la sua esposizione.

Questa prima giornata termina con l'acquisizione, per il principio di “reciproca fiducia tra Stati” di 15 verbali di interrogatori ottenuti presumibilmente sotto tortura nelle carceri israeliane, sicuramente in assenza di un avvocato, senza la possibilità, per la difesa, di dibatterli.

Dei 47 testi proposti dalla difesa, tra cui la relatrice speciale dell' ONU Francesca Albanese e il dirigente dei servizi segreti Israeliani, solo 3 sono stati ammessi, e solo per Mansour. Testimoni tra l’altro di pochissima, o quasi nulla rilevanza.

Anche la calendarizzazione delle udienze mira a ostacolare il diritto di difesa e la solidarietà. E’ stato fissato un calendario fittissimo,  l’ultima udienza è al 9 luglio, la prossima il 16 aprile, poi vi sono due udienze a maggio e tre a giugno, a cadenza ravvicinata.  

Un processo quindi esclusivamente politico, dove tutto è già stato deciso. Un processo che mira a criminalizzare la resistenza palestinese nel suo insieme, colpendo chi ha lottato e chi continua a difendere la libertà del proprio popolo, infangando tutto questo con il nome di “terrorismo”.

Un processo che mira a logorare anche la solidarietà che si è espressa in questi giorni e a normalizzare e legittimare le atrocità commesse dallo stato sionista e la repressione della resistenza ad esso

A maggior ragione sarà importante esserci alle prossime udienze e amplificare al massimo la lotta e la denuncia contro questo processo

Giù le mani dai partigiani palestinesi!

LA RESISTENZA NON SI ARRESTA E NON SI PROCESSA!

Di seguito il Comunicato stampa del collegio difensivo

pc 3 aprile - Per la Formazione rivoluzionaria delle donne

https://femminismorivoluzionario.blogspot.com/2025/04/formazione-rivoluzionaria-delle-donne_3.html


pc 3 aprile - Onore alle compagne e compagni maoisti combattenti della guerra popolare in India

 Dal 7 al 12 aprile campagna internazionale e internazionalista del Comitato internazionale di sostegno alla guerra popolare in India, che si svolgerà in Italia e in tanti paesi nel mondo

STOP OPERAZIONE KAGAAR!
CONTRO LA REPRESSIONE DI REGIME PER LA LIBERAZIONE DI TUTTI I PRIGIONIERI POLITICI IN INDIA!
LOTTIAMO CONTRO LA GUERRA IMPERIALISTA E IN SOLIDARIETÀ CON IL POPOLO PALESTINESE!
CON LA GUERRA POPOLARE E IL PCI (maoista) FINO ALLA VITTORIA!

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Fino all'ultima goccia di sangue hanno sventolato la bandiera della rivoluzione

Harsh Thakor
Sul retroscena di due delle più mortali o dolorose operazioni di rastrellamento che hanno ucciso 31 persone il 20 marzo e 16 persone, 3 giorni fa, in un epicentro delle attività maoiste nel Chhattisgarh meridionale, sono stati giustiziati 2 leader maoisti, che hanno svolto un ruolo fondamentale nel far brillare incrollabilmente la bandiera del maoismo e simboleggiato il percorso della resistenza rivoluzionaria armata. Senza esitazione, qualsiasi democratico rivoluzionario riconoscerebbe il proprio ruolo nell'eroica condotta della resistenza rivoluzionaria.

Nessun umanitario dovrebbe pensarci due volte nel condannare l'esecuzione di uno qualsiasi dei suoi quadri e riconoscere la dolorosa condizione che stimola la resistenza.
I recenti massacri sono una testimonianza dell'ascesa del neofascismo, per promuovere il saccheggio aziendale e spegnere senza pietà qualsiasi resistenza democratica.
G.Renuka
Ieri, 31 marzo 2025, mentre aspettava in un villaggio a Dantewada, il DRG/Stato

pc 3 aprile - Fabbriche: i lati oscuri e antioperai dell’ex-Ilva agli azeri


Centrale in questa fase è tornare alle fabbriche per analizzarne le condizioni strutturali e le ricadute sui lavoratori dei piani dei padroni in materia di lavoro, salario, condizioni di lavoro, salute, sicurezza. Per noi rimangono centrali le grandi fabbriche, sia pure in una situazione in cui sono tutte praticamente in crisi, perché solo dalle grandi fabbriche è possibile ripartire con la forza operaia che possa via via coinvolgere tutte le fabbriche del Paese e offrire un punto di riferimento operaio all'intero movimento, sia sul piano sindacale, sia oggi soprattutto sul piano politico, per l'opposizione ai piani dei padroni che sono orientati verso la guerra imperialista.

Parlare delle grandi fabbriche significa entrare nel merito delle contraddizioni che si stanno vivendo, non solo per analizzarle e denunciarle ma anche per cogliere gli elementi su cui è importante che la classe operaia e soprattutto le organizzazioni che operano nelle file della classe operaia, sindacali e politiche, possano intervenire per poter ricostruire una minoranza operaia all'interno delle fabbriche su posizioni classiste e combattive e di opposizione ai padroni e al governo, sia interni - il governo Meloni, i padroni italiani -  sia europei, sia mondiali, caratterizzati oggi dalla guerra di tutti i contro tutti ispirata innanzitutto dall'imperialismo americano e dalla nuova presidenza Trump.

E' in questo quadro che torniamo ancora una volta sulla situazione del gruppo ex Ilva/Acciaierie Italia e in particolare sullo stato delle cose del più grande stabilimento siderurgico del nostro paese che resta Acciaierie d'Italia a Taranto, che è oggi anche uno dei più grandi stabilimenti europei dell'acciaio, e quindi una partita che al di là delle contraddizioni specifiche che presenta, in particolare nella città di Taranto, richiede che la classe operaia di questa grande fabbrica assuma un ruolo attivo all'interno dello

pc 3 aprile - Lo stato di polizia moderno fascista in salsa francese avanza... con Le Pen o senza Le Pen - info

Francia. Scioglimento gruppi ultras, Retailleau sempre più nemico pubblico n.1 

In Francia, il week end calcistico appena trascorso ha emesso più di qualche verdetto, fuori e dentro il rettangolo verde di gioco. 

Il campo ci ha detto che per il PSG di Luis Enrique la vittoria del campionato è solo rimandata di una settimana e che la lotta per il secondo posto è sempre più serrata con il Monaco che ha nuovamente sopravanzato il Marsiglia di De Zerbi e con il Nizza e il Lille che nutrono ancora qualche speranza di rimonta. 

Gli spalti invece hanno sentenziato l’elezione a nemico pubblico numero uno per il mondo del tifo francese di Bruno Retailleau, il Ministro degli Interni del governo Macron, che ha dichiarato guerra agli ultras con il suo progetto di scioglimento di diversi gruppi di ultras della Ligue 1 e della Ligue 2, a cui sta lavorando dalla fine del 2024, e con cui dice di voler porre fine alla violenza negli stadi. 

A metà marzo, ben 128 associazioni di supporters di tantissimi club francesi avevano sottoscritto il comunicato unitario dell’Association Nationale des Supporters contro il pericolosissimo progetto di legge di Retailleau. 

I gruppi di tifosi francesi desiderano esprimere il loro incrollabile sostegno ai Magic Fans e ai Green Angels di Saint-Étienne, così come alla Brigade Loire di Nantes, tutti e tre minacciati di scioglimento

pc 3 aprile - MILANO: PRESIDIO SOTTO LA RAI 3 APRILE ORE 18

 

partecipa e fai girare, la lotta non si arresta fino alla liberazione della Palestina!

PRESIDIO SOTTO LA RAI,

GIOVEDI 3 APRILE ORE 18

PARLATE DEI COLLEGHI DI GAZA!

LA RAI ROMPA IL SILENZIO SU PIU' DI 200 

GIORNALISTI PALESTINESI STERMINATI IN 18 MESI DI GENOCIDIO!

pc 3 aprile - Dolore Rabbia RIBELLIONE! - dal blog femminismorivoluzionario

 Basta dire NO e si muore!

Sara è stata uccisa a Messina perchè ha detto di NO ad un ragazzo che la perseguitava da due anni.
Un omiciattolo, frustrato può togliere la vita ad una ragazza...
Questi omiciattoli sono fascisti, perchè pieni di misera protervia, non sopportano di essere rifiutati, che le donne possano decidere, ribellarsi. Si abbeverano di humus fascista. L'altra faccia atroce è che lo possono fare!
Ragazze, donne, ribelliamoci prima che questi maledetti possano ucciderci! Ribelliamoci a questo sistema, governo fascista che fa schifosa autopropaganda sulla nostra pelle: aumentano le pene, ma intanto tu muori!

Un'altra di noi uccisa - ANCORA UNA VOLTA: SEMPRE LA STESSA STORIA!

Ieri Sara Campanella, oggi Ilaria Sula. Due giovanissime donne, uccise per mano di un giovane uomo. L’ennesimo femminicidio. L’ennesimo approccio ai fatti che sposta la responsabilità sulla vittima mentre il problema è un altro: un sistema di prevenzione che non funziona.

Era invaghito e non corrisposto”; “Non aveva mai denunciato”; “Non si era accorta del pericolo”.

Le parole pronunciate dal procuratore di Messina non spiegano un femminicidio. Lo minimizzano, lo spostano sulla donna che ha subìto violenza. Ancora una volta, davanti a un femminicidio, si sposta l’attenzione sulla donna, sulla sua presunta incapacità di riconoscere il pericolo, sulla sua mancata denuncia.

Ancora una volta, davanti a un femminicidio, si evita di parlare di un sistema che

pc 3 aprile - Il manifesto internazionale per la settimana internazionalista di azione 7-12 aprile

pc 3 aprile - Prosegue la formazione operaia su Lenin Stato e Rivoluzione

https://open.spotify.com/episode/0OJ6WqSXGQ3kZWnVXqAR5q?si=9HbcAo4oRtqhh6x3XxXOMw

pc 3 aprile - Crimini come quelli dell’ISIS: un addetto alla difesa civile a Gaza decapitato dagli israeliani

infopal

Gaza-Quds News. La difesa civile ha dichiarato che uno dei membri del suo gruppo è stato decapitato dalle forze israeliane a Rafah, nel sud della Striscia di Gaza. La dichiarazione ha suscitato paragoni con i crimini feroci commessi dall’ISIS.

Le truppe israeliane hanno giustiziato a sangue freddo paramedici palestinesi e medici della Mezzaluna Rossa, ha affermato la difesa civile. I loro veicoli avevano i simboli di protezione riconosciuti internazionalmente, eppure le forze israeliane li hanno attaccati senza preavviso.

Il massacro ha portato il numero delle vittime tra i soccorritori di Gaza a 110. La Difesa civile ha

pc 3 aprile - "La resistenza non si processa” . A L'Aquila - Come è andata

info stampa da gaeta.it

Processo per terrorismo all’Aquila: sit-in di protesta e accuse contro tre palestinesi

A L’Aquila, un sit-in di manifestanti sostiene tre palestinesi accusati di terrorismo, sollevando interrogativi su diritti umani e leggi internazionali nel contesto del conflitto israelo-palestinese.
Processo per terrorismo all27Aq

Davanti al Tribunale dell’Aquila, un gruppo di manifestanti ha organizzato un sit-in in corrispondenza dell’apertura del processo a carico di tre palestinesi, accusati di sostenere il terrorismo. Le autorità israeliane sostengono che Anan Kamal Afif Yaeesh, Ali Saji Ribhi Irar e Mansour Doghmosh abbiano finanziato un gruppo armato nel campo profughi di Tulkarem. La manifestazione ha attirato l’attenzione con striscioni, bandiere palestinesi e slogan che affermano che “la resistenza non si processa”accuse e il contesto del processo

Il processo ha suscitato grande interesse e dibattito. I tre uomini sono accusati di terrorismo, un termine che solleva interrogativi sul significato e sull’applicabilità in questo contesto. Secondo le autorità, le loro attività avrebbero contribuito alla formazione e al supporto di formazioni armate nel campo profughi. Il caso ha portato alla luce questioni più ampie riguardanti i diritti umani e le leggi internazionali, specialmente nel contesto del conflitto israelo-palestinese.

Durante l’udienza, i legali hanno presentato una lista di testimoni e consulenti, intendendo fornire un quadro chiaro degli eventi riferiti. È emerso che molte delle azioni attribuite ai tre uomini si sono svolte nei Territori Occupati, sollevando preoccupazioni sulla giurisdizione e sulla correttezza delle accuse stesse.

Un elemento significativo emerso dal dibattito è il diritto per il popolo palestinese di resistere, riconosciuto dal diritto internazionale e dalle convenzioni di Ginevra. Questo aspetto potrebbe influenzare significativamente la difesa degli imputati durante il processo.

La posizione dei manifestanti e le parole di un testimone

La manifestazione di supporto si è focalizzata sulla richiesta di giustizia per i tre uomini accusati. Tra i

pc 3 aprile - Il Libro bianco della UE sul riarmo: Minacce, falsità... Chi vuole la guerra?

 
La UE per la corsa al riarmo ha avviato una campagna sfrenata e pubblicato un documento "Libro Bianco" che - come dice l'articolo di Paolo Mauri, di cui riprendiamo stralci - è "unico nel suo genere per la UE"; un documento dai toni terroristi, con una propaganda tra il minaccioso e il falso, volta a "convincere", con le buone o con le cattive, che da un lato c'è tutto il male, dall'altro tutto il bene: un mondo di pace e prosperità.   

La premessa del "Libro Bianco" infatti è una vera e propria minaccia, ricatto a riarmarsi e subito: "ci si chiede se si vuole cavarsela negli anni a venire, tentando di adattarsi alle nuove sfide in modo graduale e cauto, oppure decidere per il proprio futuro, libero da coercizione e aggressione". Da cui, se si opta per la prima strada praticamente la UE andrebbe verso un fallimento del proprio ruolo, spazio internazionale; se invece si opta per la seconda strada il futuro è luminoso: si assicurerà "che i popoli d’Europa siano in grado di vivere in sicurezza, pace, democrazia e prosperità", "si rafforzerà “il nostro posto nel mondo” e "si rinnoveranno le alleanze internazionali su una base più sostenibile, rinnovando il progetto europeo e migliorando la sicurezza, la prosperità e il benessere dei cittadini europei. Al contrario, se si continua sulla stessa strada, si finirà per essere sminuiti, divisi e vulnerabili".

Dichiarazioni che sono piene di falsità. Primo, non è affatto vero che la Difesa europea porterà sicurezza, benessere ai cittadini europei; è invece esattamente il contrario! Riarmo vuol dire partecipare alle guerre o rispondere con la guerra ad eventuali "aggressioni". E guerra per i popoli, anche dei paesi europei, significa, la storia ce l'ha insegnato, mettere in pericolo migliaia, milioni di vite, significa mandare al macello giovani (coloro che devono usare poi quelle armi), significa economia di guerra, riduzione al massimo della democrazia, altro che benessere, e prosperità, ecc. ecc. Secondo, i paesi europei sono già divisi e "sminuiti", non c'è una "Europa" imperialista, ma paesi europei imperialisti anche in concorrenza tra loro nel partecipare alla rapina dei paesi oppressi, nel mettere le mani su materie prime,  fonti energetiche da parte dei propri capitali. Nè i proletari e le masse popolari europee possono avere interesse ad una Europa "unita e forte", perchè sarebbe una Europa dei padroni, degli Stati, di governi sempre più in marcia verso un moderno fascismo, anche moderno nazismo con l'ascesa al potere dell'estrema destra. Terzo, la campagna per il riarmo europeo sembra la pulce che si crede grande addosso all'elefante, mentre i servi degli Usa, come il nostro governo Meloni, cercano di tenere il piede in due staffe. 

Nel 'Libro Bianco' "le minacce alla sicurezza continentale vengono individuate nella Russia, che ha ampliato in modo massiccio la sua capacità di produzione militare-industriale aumentando la spesa fino al 9% del PIL e che nel 2025 si prevede supererà la spesa per la Difesa degli Stati membri in termini di parità di potere d’acquisto. Si afferma anche che se alla Russia verrà consentito di raggiungere i suoi obiettivi in Ucraina, la sua ambizione territoriale si estenderà oltre e che Mosca alimenta costantemente tensioni e instabilità nei Paesi limitrofi all’Europa".

Fermo restando che la Russia è imperialista, i toni che usa il "Libro Bianco" sembrano quelli dei manifesti degli anni '50, quando era Unione sovietica, demonizzata come il male assoluto. Per dare questa versione si capovolgono i fatti dell'Ucraina, dove la guerra è cominciata per gli obiettivi di estensione della Nato/imperialismo Usa, di fatto appoggiati dalla UE, a cui la Russia di Putin ha risposto con l'invasione dell'Ucraina.

Ma questa rappresentazione, per cui l'Occidente è il bene e tutto il resto è il male, va avanti senza ritegno, senza analisi seria. 

"Il documento afferma anche che la Cina, benché sia un partner commerciale chiave per l’UE, sta aumentando la spesa per la Difesa... la sua crescente proiezione militare nel Pacifico Meridionale e nell’Oceano Indiano sta suscitando preoccupazioni tra i partner europei...
In Medio Oriente, il legame diretto dell’Iran con la Russia, le sue ambizioni militari, il suo sostegno ai proxy e il suo ruolo nella destabilizzazione della regione continuano a essere una seria preoccupazione per la sicurezza europea. I conflitti in tutta l’Africa, compresi Sahel, Libia e Sudan, hanno implicazioni dirette per la sicurezza e l’economia dell’Europa... risultano in crescita le minacce ibride come attacchi informatici, sabotaggi, interferenze elettroniche nei sistemi di navigazione e satellitari globali, campagne di disinformazione e spionaggio politico e industriale, nonché lo sfruttamento delle ondate migratorie.... Si è individuato che le attività marine e marittime e le infrastrutture sottomarine critiche sono sotto minaccia insieme alla libertà di azione nell’aria e nello spazio.

Si potrebbe dire: "Tu UE te la canti e te la suoni". Tutti vogliono attaccare l'Europa... Una Europa rappresentata come finora pacifica, costretta a subire, nascondendo che i paesi europei stanno dietro tanti conflitti in Africa, sono complici, attivi nel sostegno in armamenti, del genocidio di Israele e delle conseguenze in Medio Oriente, che i paesi imperialisti europei sono pienamente interni alla guerra commerciale - e potremmo continuare.  

Ma chi si vuole preparare alla guerra e per cosa è chiarito dal seguente passaggio:

"Va garantita la sicurezza dell'approvvigionamento di materie prime critiche per la nostra produzione economica e industriale, capacità di difesa e competitività". 

Il documento  dice che "è necessaria una capacità di deterrenza credibile per scongiurare attacchi di qualsiasi tipo, non solo convenzionali ma anche nello spettro della guerra ibrida". Ma è l'Europa che si vuole preparare ad attaccare, alla guerra; e per legittimare questa preparazione militare addebita agli altri paesi quello che vuole fare lei; e affermando che questa operazione non vuole scavalcare i singoli paesi membri della UE ma "supportare e coordinare gli sforzi per rafforzare l’industria della Difesa e la prontezza, creando le condizioni necessarie per anticipare massicciamente gli investimenti... L’UE quindi si propone di essere un moltiplicatore di forze generando economia di scala e migliorando i tempi di consegna, agevolando la collaborazione, l’intercambiabilità, riducendo i costi di acquisto, sostenendo le infrastrutture a duplice uso per la mobilità, le comunicazioni, la navigazione e abilitando partnership...", incita ad un'accelerata per prepararsi ai conflitti.

Abbiamo parlato prima di propaganda "terrorista", e altri passaggi la confermano in pieno. 

Il parlamento europeo sta prendendo a riferimento una specie di "manuale di sopravvivenza" per la guerra, fatto dal governo di Stoccolma, che pone una serie di indicazioni alle famiglie, ai giovani per prepararsi alla "guerra futura". 

Da Il Fatto Quotidiano: “Impara a cucinare da zero. Cavolo, patate, cipolle e carote sono poco costosi. Praticate la cucina ogni giorno con quello che già avete in casa”. E poi, tenere sempre in casa kit di pronto soccorso, ma anche “articoli di igiene, come salviettine umidificate, disinfettanti per le mani, pannolini e asciugamani sanitari”. E “batterie extra”, “contanti” nel caso le "carte di credito smettino di funzionare… E poi “esercitazioni ad hoc” e poi il “Preaparedeness Union Strategy, un piano di in cui si prevede anche un kit di sopravvivenza per 72 ore”; e poi il parlamento “Invita la UE e i suoi Stati membri a mettere a punto programmi educativi e di sensibilizzazione, in particolare per i giovani, volti a migliorare le conoscenze e a rafforzare la resilienza e la preparazione della società alle sfide in materia di sicurezza…"

Al di là che sembra di leggere un libretto di fantascienza orrorifico...

Allora, chi, in nome della sicurezza e della propria difesa, vuole in realtà la guerra?

E noi, i proletari, i popoli dobbiamo sì prepararci, ma a fare la guerra di classe, la guerra rivoluzionaria contro questi kostri che vogliono l'orrore senza fine.

pc 3 aprile - La Stellantis continua a scaricare la crisi sugli operai in tutti gli stabilimenti - info

Stellantis: 350 esuberi tra Pomigliano e Pratola Serra. 

L'azienda incentiverà l'uscita di 300 operai dall'impianto in provincia di Napoli e 50 da quello irpino. E altri 14 giorni di cassa integrazione ad Atessa.
Una sforbiciata della forza lavoro nello stabilimento che più produce in questo momento e nell’impianto dove si assemblano i motori. Stellantis taglia ancora. “Uscite volontarie”, tecnicamente. Di fatto, esuberi. L’azienda taglierà il costo del personale con 300 operai in meno al lavoro a Pomigliano d’Arco e 50 a Pratola Serra, nell’Avellinese. C’è il benestare del ministero delle Imprese e del Made in Italy, la firma di Uilm e Fim e il “no” della Fiom. . E le cattive notizie non finiscono qui: la direzione della fabbrica di Ducato ad Atessa, nel Chietino, ha comunicato altri 14 giorni di cassa integrazione (dal 28 aprile all’11 maggio) per l’abbassamento della richiesta di furgoni dal Messico.Nel 2024 sono state quasi

pc 3 aprile - Torino - La Procura (sconfitta) si vendica sugli studenti!

Riprendiamo qui di seguito il comunicato degli studenti e delle studentesse torinesi che continuano a battersi per chiedere giustizia per Ramy e per un futuro migliore per tutti e tutte.

Vogliamo però fare qualche riflessione rispetto alla gravità dell’operazione poliziesca messa in campo e al suo “tempismo”.
Partiamo dai reati contestati alle persone arrestate: sono tutti di modesta entità e vertono in grossa parte sul concetto giuridico di concorso esteso all’inverosimile, tendenza già vista negli anni nelle procure di mezza Italia ma che a Torino trova la sua forzatura più becera. Le cosiddette “violenze” contestate ai ragazzi e ragazze arrestati sono: l’aver solo parlato al megafono sostenendo la protesta (che è costato i domiciliari a Stefano e Sara e le firme giornalire a Nicola), aver spostato delle transenne per proteggere il corteo dalle cariche delle forze dell’ordine, aver allontanato i lacrimogeni sparati sul corteo, e dulcis in fundo aver dato dei “maiali” ai carabinieri, dileggiando “la Benemerita” di non venire mai bene nelle foto.

Chi ha anche solo visto i filmati della manifestazione, si renderà subito conto che quanto contestato è poca cosa rispetto a quanto accaduto al corteo, che ricordiamo spontaneo e seguito di pochi giorni all’uscita del

pc 3 aprile - Genova - repressione contro chi lotta contro la guerra imperialista

Manifestazione antimilitarista e blocco del porto di Genova: 20 indagati 

Nella manifestazione del 25 giugno 2024 erano state imbrattate le sedi di Leonardo e Hitachi e infrante le vetrine di una banca. Il Calp: "Le denunce non fermeranno la nostra lotta ai traffici di armi"

Genova La procura di Genova ha chiuso le indagini per la manifestazione antimilitarista e in solidarietà con il popolo palestinese del 25 giugno 2024 che aveva bloccato i varchi del porto e sfilato per le vie della città dietro lo striscione ‘La guerra comincia qui’ per evidenziare il ruolo del porto e di alcune aziende genovesi nella “logistica della guerra”.

Gli indagati sono 20 e sono accusati a vario titolo di interruzione di pubblico servizio, manifestazione

mercoledì 2 aprile 2025

pc 2 aprile - ORE 12 Controinformazione Rossoperaia - Fabbriche: i lati oscuri e antioperai dell’ex-Ilva agli azeri

 

pc 2 aprile - Per ANAN mobilitazione internazionale

Liberté pour Anan Yaeesh, militant palestinien détenu depuis plus d’un an en Italie!

 

Signez cet appel à actions !

Le 1er avril, la veille du procès d’Anan et de ses camarades, exprimons notre solidarité et exigeons sa libération!

Militant et réfugié palestinien originaire de Tulkarem en Cisjordanie, Anan Yaeesh est détenu depuis plus d’un an en Italie. 

Fin janvier 2024, il a été arrêté par la police italienne et incarcéré dans la prison de haute sécurité de Terni. L’occupant sioniste a émis une demande d’extradition à l’Italie mais celle-ci a été rejetée le 12 mars 2024 par la Cour d’appel de L’Aquila qui estimait qu’il risquait d’être soumis à des traitements inhumains et à la torture. Il est toutefois maintenu en détention et accusé par l’Etat italien d’« association de malfaiteurs à des fins terroristes internationales » - des allégations rapportées par l'occupant sioniste. Le procès contre Anan Yaeesh et ses deux colocataires - Ali Irar et Mansour Doghmosh, réfugiés palestiniens, qui ont été arrêtés et détenus 6 mois avec lui - s’ouvrira le 2 avril 2025 au tribunal de L’Aquila. 

Comme Anan ou encore Mahmoud Khalil, un étudiant palestinien de l’Université de Columbia à New

pc 2 aprile - Riarmo europeo: profitti per i padroni delle industrie - guerra, miseria e lutti per le popolazioni

L'aumento dei pochi posti di lavoro nelle industrie degli armamenti si accompagna sempre a licenziamenti nelle altre fabbriche, ad un economia di guerra, a carovita, taglio dei fondi per servizi sociali, sanità, scuola, attacco ai diritti democratici per i proletari e le larghe masse. 

E siccome le armi devono servire a fare le guerre, i profitti delle industrie belliche, la cosiddetta "crescita, benefici" si poggiano sulle morti e distruzioni.

E' mai questo che possiamo volere? 

Dall'intervista al CdS

Gli investimenti previsti dal piano Readiness 2030 non si limitano alla difesa, ma si estendono a tutta l'economia europea, spiega la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, in un’intervista.

Ursula von der Leyen, ha sottolineato che questo piano non solo rafforzerà la sicurezza dell'Europa, ma sarà anche un motore di crescita per settori chiave come quello della difesa, con benefici diretti per l'industria italiana, quindi per Leonardo, Fincantieri e Avio

Le industrie italiane della difesa al centro

L'Italia, con il suo settore manifatturiero avanzato e una solida tradizione nell'industria della difesa, sarà

pc 2 aprile - Portuali di Genova: un documentario

a cura della bottega del barbieri

Il documentario:
Portuali
Regia di Perla Sardella
Durata 1h 21 min
Anno 2024
Guarda il trailer.
Visione on demand: Distribuzioni dal basso.

Recensione di Ossydiana Speri (*)

“La chiamata”: così, con enfasi quasi biblica, era ribattezzata la convocazione degli aspiranti camalli che ogni mattina affollavano il porto di Genova. Una massa sgomitante a cui, caso più unico che raro, veniva comunque corrisposto un obolo qualora non avessero ottenuto il lavoro. Lavoro che non era certo un bagno di salute (basti pensare alle vittime da bollettino di guerra mietute dalla silicosi), ma che quantomeno vedeva in campo un sindacato battagliero e un padronato meno spietato che altrove. Quest’ultimo lato della barricata ha da tempo cambiato faccia: “Il porto è una macchina inesorabile, una miniera infernale. È l’immagine stessa del capitalismo globale nel ventunesimo secolo”, apprendiamo dal libro-inchiesta “Le frontiere del mondo” di Andrea Bottalico, dedicato all’oscuro universo geometrico dei container. Ancora intatta è invece la pelle dura dei nuovi lavoratori del porto, mirabilmente ritratti nel primo lungometraggio della marchigiana Perla Sardella, autrice anche della fotografia e del montaggio.

Ad aprirlo e chiuderlo, sulle note strozzate del sax di Alabaster DePlume, sono materiali d’archivio che documentano quel mondo di fatica e orgoglio. Tirare in ballo la pellicola qui non è certo un vezzo hipsteroide, semmai la prova del filo diretto tra le lotte di ieri e di oggi. Ulteriore nota di merito, il

pc 2 aprile - Sempre peggio nelle fabbriche - serve la lotta vera e lo sciopero generale

Stellantis, Pratola Serra / ArcelorMittal san mango

Stellantis, a Pratola Serra nuova ondata di uscite volontarie. La Regione prova a salvare Arcelor
Tentativi di salvataggio e uscite a senso unico. Le trattative nei vari stabilimenti produttivi disseminati in Irpinia seguono queste due direttrici. La grande malata sotto i riflettori del momento è l’ArcelorMittal di San Mango sul Calore-Luogosano. Il pesante diniego a qualsiasi richiesta avanzata dalle sigle sindacali, supportate trasversalmente da tutto il mondo sociale e politico, è stato accolto con una certa sorpresa e una profonda amarezza. Voci di corridoio non lasciavano trasparire ottimismo, né prima né tantomeno durante gli incontri con i vertici societari, ma il muro eretto dal gruppo lussemburghese ha spiazzato anche i più pessimisti.