sabato 7 marzo 2020

pc 8 marzo - E' uscito il nuovo numero di 'proletari comunisti' - da lunedì in diffusione in fabbriche, quartieri, scioperi, assemblee, manifestazioni

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pc 8 marzo - LA PANDA COMPIE 40 ANNI, LA FATICA OPERAIA 120


A Pomigliano hanno festeggiato i 40 anni della Panda. I rappresentanti degli azionisti brindano assieme ai valletti sindacali e plaudono al nuovo piano industriale. Da 120 anni si lavora sulle linee della Fiat, di modelli ne sono passati tanti, quello che è rimasta è la fatica e un salario da fame.
A Pomigliano hanno festeggiato i 40 anni della Panda. I rappresentanti degli azionisti brindano assieme ai valletti sindacali e plaudono al nuovo piano industriale. Da 120 anni si lavora sulle linee della Fiat, di modelli ne sono passati tanti, quello che è rimasta è la fatica e un salario da fame.
Come operai non ci riguarda proprio esprimere giudizi sul tipo di auto da produrre, sui livelli di investimenti da realizzare, sono comunque mezzi e strumenti per intensificare il nostro sfruttamento. Da questo punto di vista ci interessa quanto inciderà la tecnica di produzione sulla nostra pelle, se riusciremo o no a difendere il salario, ad opporci alla cassa integrazione. Ma visto che tanti si impegnano, pur

pc 7 marzo - Oggi manifestazione a Bruxelles in solidarietà con i membri del Group Yorum

I membri del Grup Yorum, sono accusati di "appartenere ad un'organizzazione terroristica", in questo caso il Partito del Fronte Rivoluzionario di Liberazione del Popolo (DHKP-C).fo grup yorum demo590

BRUXELLES / TURCHIA: MANIFESTAZIONE SABATO PER I MEMBRI DEL GRUPPO YORUM
La cantante Helin Bölek e il chitarrista del Gruppo Yorum İbrahim Gökçek sono in sciopero della fame dal 16 maggio 2019. İbrahim Gökçek è stato imprigionato a causa delle dichiarazioni di un testimone "segreto". Rischia la prigione a vita e aspetta da due anni che il suo caso sia completato, prima di poter finalmente conoscere le accuse e preparare la sua difesa. Una prima udienza non è ancora stata annunciata. I membri del Grup Yorum sono accusati di "appartenere a un'organizzazione terroristica", in questo caso il Partito rivoluzionario del Fronte di liberazione popolare (DHKP-C). Sei membri del gruppo, İnan Altın, Selma Altın, Ali Aracı, İbrahim Gökçek, Emel Yeşilırmak, İhsan Cibelik, sono ricercati dal Ministero degli Interni turco, che offre a potenziali informatori una taglia di 46.000 euro "a testa".

Le persecuzioni contro il gruppo Yorum è permanente. I concerti del gruppo sono stati banditi dal 2015. Il loro locale, il Centro Culturale İdil, situato nel quartiere Okmeydanı di Istanbul, è stato violentemente perquisito dalla polizia a ottobre e novembre 2016, a maggio e settembre 2017 e a ottobre e novembre 2018. Durante queste incursioni, i loro strumenti musicali sono stati fracassati. Un totale di 30 persone sono state arrestate durante questi raid. Gli artisti in sciopero della fame rivendicano: lo stop alle perquisizioni e ai raid contro il centro culturale. L'abolizione del divieto di concerti del Grup Yorum e l'abbandono dei procedimenti contro i membri del gruppo ...
Helin Bölek, la chanteuse, et İbrahim Gökçek le guitariste du groupe Yorum, sont en grève de la faim

pc 7 marzo - Francia - continua la repressione dei lavoratori e sindacalisti in sciopero

Sviluppiamo anche in Italia l'informazione e la solidarietà - Slai cobas per il sindacato di classe CN - info slaicobasta@gmail.com

FRANCIA: SOSTEGNO AGLI SCIOPERANTI REPRESSI DELLA RATP
Ieri, nonostante la pioggia, diverse centinaia di sostenitori si sono radunati davanti a Place Lachambeaudie a Parigi per sostenere Patrick e Yassine in occasione del loro consiglio disciplinare. Alla fine della manifestazione, gli scioperanti entrano nei locali del RATP per il loro consiglio disciplinare. Nessuna invasione di massa questa volta, solo gli agenti RATP sono autorizzati ad entrare nell'edificio, sorvegliati dai CRS (Compagnies Républicaines de Sécurité, polizia antisommossa) per l'occasione. Infine, la RATP li minaccia con due mesi di licenziamento, una sanzione meno pesante del licenziamento, ma totalmente sproporzionata. Per la decisione finale, sarà necessario attendere il ritorno del direttore del dipartimento. Nel frattempo gli scioperanti e i sostenitori rimangono mobilitati, per dare forza in occasione del consiglio disciplinare di François, un altro scioperante di Vitry, che si terrà oggi, ma anche per rimanere all’erta per le decisioni finali dell'azienda .

Syndicalkistes sanctionnés à la RATP

pc 7 marzo - India massiccia mobilitazione del PCI (Maoista) in occasione della visita di Trump



pc 7 marzo - L'uso padronale del Coronavirus - Cassa integrazione sì, assemblea dei lavoratori NO - all'ArcelorMittal di Genova

Ex Ilva, ArcelorMittal mette in cassa integrazione 130 lavoratori a Genova

GENOVA - ArcelorMittal nega ai lavoratori l'assemblea convocata per lunedì mattina, 9 marzo, spiegando che per ottemperare al decreto dell'esecutivo sull'emergenza sanitaria le assemblee potranno svolgersi solo a partire dal 4 aprile. L'assemblea era stata convocata dopo l'avvio da parte dell'azienda della procedura di cassa integrazione per 130 lavoratori   

Il giorno dopo l'accordo tra la multinazionale dell'acciaio e il governo italiano che ha stoppato la causa civile e la rescissione del contratto, l'azienda comunica di aver aperto la procedura per mettere in cassa integrazione a zero ore 130 lavoratori dello stabilimento di Cornigliano, a Genova.
Nel dettaglio, si tratta di 32 tra quadri e impiegati, 14 intermedi e 84 operai. Le persone interessate dovranno stare a casa per 13 settimane, a partire dal 30 marzo, eventualmente anche a rotazione. L'azienda incontrerà il prossimo 13 marzo, alle 10.30, i sindacati che, nel frattempo, stanno gia' decidendo come muoversi e si riuniranno in assemblea nei prossimi giorni. La decisione, spiega Mittal, "è scaturita dal permanere delle criticita' di mercato e dall'insufficienza della domanda di acciaio, nonostante le iniziative gestionali, industriali e le strategie di marketing poste in campo, funzionali all'acquisizione di ulteriori quote di mercato".
Nello stabilimento di Genova, al momento, lavorano 1.013 persone, tra cui sei dirigenti, 222 tra quadri e impiegati, 105 intermedi e 680 operai. In particolare, prosegue l'azienda, "la cause che inducono alla richiesta di intervento dell'ammortizzatore sono riconducibili al progressivo deteriorarsi degli indicatori del mercato manifatturiero, che ha determinato negli operatori.

pc 7 marzo - Scuole chiuse. La critica e le richieste degli studenti

Scuole chiuse. La critica e le richieste degli studenti



La notizia ormai certa della sospensione delle attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado e negli atenei a causa dell’avanzare del coronavirus è stata comunicata nel tardo pomeriggio del 4 marzo dal ministro dell’istruzione Azzolina.
La linea dura assunta dal governo è dovuta sicuramente ad una situazione emergenziale ma, a detta anche di Conte, la scelta di chiudere le scuole è dovuta ad una crisi del Sistema Sanitario che rischia di andare in sovraccarico.
È per questo che non possiamo esimerci dal ribadire che la continua privatizzazione e i diktat europei (che hanno determinato un drastico taglio nell’apparato pubblico) hanno indebolito enormemente il sistema sanitario nazionale costringendoci a questo stato di

pc 7 marzo - Coronavirus nelle carceri. Appello per la sospensione pene a detenuti malati e anziani - un appello che Soccorso Rosso Proletario appoggia

Coronavirus nelle carceri. Appello per la sospensione pene a detenuti malati e anziani



“Vista la drammatica emergenza sanitaria che sta colpendo la popolazione tutta riteniamo che le misure di prevenzione adottate rispetto alla popolazione detenuta siano assolutamente inadeguate a fronteggiare i rischi connessi ad un contagio che metterebbe a rischio oltre 61.000 persone.
Va tenuto conto che tra la popolazione detenuta il 50% circa ha una età compresa tra i 40 e gli 80 anni, oltre il 70% presenta almeno una malattia cronica e il sistema immunitario compromesso.
È del tutto evidente che la diffusione del virus all’interno delle carceri assumerebbe dimensioni catastrofiche. Limitare o proibire i colloqui familiari, l’accesso dei volontari e i permessi di uscita non mette al riparo dal rischio contagio.
Quello che si è creato, e che va crescendo di ora in ora, è un clima di paura e insicurezza tra la popolazione detenuta, i familiari e il personale penitenziario che comunque è obbligato a garantire il servizio.
Gli istituti penitenziari sono a tutti gli effetti luoghi pubblici, sovraffollati e promiscui con un via vai continuo di personale e fornitori che potrebbero diventare veicolo di contagio e scatenare una vera epidemia, pertanto non bisogna dimenticare che la popolazione detenuta, al pari del resto della popolazione, è tutelata dalla Costituzione e dalle carte internazionali dei diritti umani.
Chiediamo che si intervenga con un provvedimento immediato di sospensione della pena per tutte le persone detenute ammalate ed anziane; chiediamo che il Parlamento vari una amnistia urgente per la rimanente popolazione detenuta”.
4 marzo 2020
Associazione Yairaiha Onlus, Osservatorio Repressione, Associazione Liberarsi, Associazione Bianca Guidetti Serra, Rifondazione Comunista, Associazione Memoria Condivisa, Associazione Il Viandante, Associazione Lasciateci Entrare, Ass. Culturale Papillon-Rebibbia, sezione Bologna, Associazione Fuori dall’Ombra, Comune-info, Federazione dei Verdi – Foggia, e altri firmatari

pc 7 marzo - Imperialismo e colonizzazione nei contributi di Fanon e Memmi - un intervento dalla Tunisia

La “follia” della colonizzazione e le sue ricadute sul colonizzatore e sul colonizzato nei contributi di Frantz Fanon e Albert Memmi

Introduzione

La lettura dei due autori che ha ispirato questo intervento ci mostra alcuni punti di contatto tra loro: entrambi provengono dal mondo coloniale francese, entrambi accademici, entrambi analizzando il fenomeno del Colonialismo e utilizzando il metodo dialettico, considerano come punto di partenza la struttura economica e materiale del mondo coloniale, per sfociare su un piano sovrastrutturale nelle ricadute intime e psicologiche del colonizzatore e del colonizzato.
Nella sua principale opera “I dannati della Terra”, Frantz Fanon partendo dall’esperienza algerina analizza le dinamiche della cosiddetta “decolonizzazione” analizzandone molteplici aspetti: politici, economici, psicologici, artistici e così via.
I popoli oppressi che intraprendono il cammino della propria liberazione, che secondo Fanon può avvenire solo tramite la violenza rivoluzionaria, sono in primo luogo costretti a “fare i conti con sé stessi” o meglio con l’identità che per secoli il colonizzatore ha imposto al popolo colonizzato

pc 7 marzo - I SINDACATI DI BASE E DI CLASSE CONTRO IL DIVIETO DI SCIOPERO DEVONO OPPORRE LA LOTTA, NON LE PAROLE

Alle lavoratrici e lavoratori del Si.Cobas
Quando vi è un divieto illegittimo, anticostituzionale, fascista, come questo di attacco al diritto di sciopero (la prima volta nella storia della Repubblica che si blocca uno sciopero nazionale per queste ragioni), non basta la denuncia, bisogna sfidare i divieti, respingerli con le azioni! Fare disobbedienza civile. Bisogna fare lo sciopero - che lo Slai cobas per il sindacato di classe ha confermato e che tante operaie e lavoratrici faranno (indipendentemente dall'iscrizione sindacale).
Quindi uniamoci nello sciopero del 9 marzo!
Slai Cobas per il sindacato di classe


SOTTO IL COMUNICATO DEL SI.COBAS CHE, COMUNQUE, NON AVEVA INDETTO A LIVELLO NAZIONALE LO SCIOPERO DELLE DONNE

Un 8 marzo schiacciato tra emergenza e divieti

Il DPCM 4 marzo 2020 che stabilisce in tutto il territorio nazionale la chiusura delle scuole e rafforza i precedenti decreti regionali e prefettizi che impongono da giorni divieti di assembramento in luoghi pubblici e privati, impone una quarantena sociale che limita o cancella le iniziative che erano state programmate in occasione della giornata internazionale di lotta delle donne, ivi compreso lo sciopero del 9 marzo.
Ma il coronavirus, lungi dall’azzerare le ragioni dello sciopero e delle mobilitazioni, le rende ancor più attuali ed urgenti.
Se da un lato il governo Conte impedisce di scioperare e obbliga a disdire scadenze preparate da settimane, dall’altro lato migliaia di lavoratori e lavoratrici sono costretti dai

pc 7 marzo - TANTE LAVORATRICI DICONO: IL 9 MARZO NOI SCIOPERIAMO! - In uscita per l'8 marzo il foglio speciale del MFPR

Continuano ad arrivare messaggi, prese di posizioni di lavoratrici, donne per dire SI allo sciopero delle donne, NO ai divieti strumentali e gravi. Li pubblicheremo nel foglio del Mfpr che esce domani 8 marzo.

Non possiamo permettere alla CGS, al governo, ai Ministeri di usare una seria emergenza sanitaria (per cui il governo oltre chiusure e divieti, sta facendo molto poco, anche verso le lavoratrici e lavoratori, in particolare quelli attualmente ipersfruttati della sanità) per creare "terrorismo", un pericoloso precedente di attacco al diritto di sciopero e alla condizione delle donne - che anche quest'anno muoiono più di femminicidi, sfruttamento e infortuni sul lavoro, di stress e malattie per tutto il lavoro domestico, di cura, scaricato sempre su di loro che di coronavirus.
Non siamo d'accordo con il governo che di fatto sta dicendo: "tutto chiuso, tutti in casa" (proprio quello che le donne non vogliono, perchè significa oppressione, fatica, dipendenza e a volte morte), ecc; una situazione che rischia di peggiorare anche in futuro la nostra condizione e quella in generale delle masse popolari.
I padroni, dai grandi ai piccoli, stanno usando strumentalmente il coronavirus per licenziare o mettere in cassintegrazione (vedi ultimo Alitalia), o tagliare i salari; ma anche per impedire assemblee, minacciare le operaie di provvedimenti (come alla NW di Bergamo), in aperta violazione del diritto di sciopero- che è pienamente legittimo anche se solo una sigla sindacale, come in questo caso, lo

pc 7 marzo - Bari - contro il decreto Salvini una sentenza pro/migranti - ma tocca al movimento proletario e popolare lottare subito per abolirli

"Il Comune Bari deve iscrivere all'anagrafe richiedente asilo": la sentenza disapplica il decreto Salvini
"Comune Bari iscrive all'anagrafe richiedente asilo": la sentenza disapplica il decreto Salvini
Per il giudice con la mancata iscrizione "verrebbe impedito l'accesso a tutti i servizi ad essa connessi"


Il Comune di Bari dovrà provvedere alla iscrizione anagrafica di un cittadino originario del Bangladesh, richiedente asilo, residente in Italia dal luglio 2016. Lo ha stabilito il Tribunale di Bari, prima sezione civile (giudice Giuseppe Marseglia) con una ordinanza con la quale ha accolto il ricorso del richiedente asilo, assistito dall'avvocato Felice Patruno. Per il giudice con la mancata iscrizione "verrebbe impedito l'accesso a tutti i servizi ad essa connessi".

Il provvedimento adottato dal giudice ordina l'iscrizione "disapplicando le norme del decreto Salvini (dl 113/2018) - spiega il legale - di cui si riserva di rimettere la questione alla Corte di Giustizia Ue e alla Corte costituzionale per contrasto con le norme europee e nazionali".

Il cittadino bengalese si era visto negare l'asilo dalla Commissione territoriale per la protezione

pc 7 marzo - Combattere l'infame strumentalizzazione padronale del coronavirus

pc 7 marzo - Decreti sicurezza e l'ipocrisia del Governo: la propaganda non nasconde la continuità

Un contributo al dibattito
rilanciare la mobilitazione - dare continuità e organizzazione all'assemblea nazionale dell'8 febbraio a Roma - vedi su questo blog resoconto e informazioni - a cura di pcro.red@gmail.com

Alessandro Mustillo | senzatregua.it
21/02/2020

Poche ore fa la ministra dell'Interno Lamorgese, ha presentato in Consiglio dei Ministri le linee guida della modifica dei decreti sicurezza varati dal precedente Governo su proposta dell'allora ministro Salvini. Una semplice modifica dunque e non l'abrogazione, con un impianto generale che mira a attenuare le sanzioni previste dal decreto e non a cancellarle, con una trattativa in corso tra le forze di maggioranza sulla portata effettiva delle correzioni da apportare. Una partita politica quindi, nel contesto di un esecutivo traballante impegnato a trovare una sintesi tra le posizioni delle forze più a sinistra che vorrebbero la cancellazione, il Movimento Cinque Stelle che difende l'operato del governo con la Lega, la volontà di non fornire a Salvini un argomento di propaganda sul tema immigrazione, e la posizione del PD intenta a salvare il governo a tutti i costi.

Anche il movimento delle Sardine si è spaccato sul tema: i decreti sicurezza rappresentano l'essenza stessa delle contestazioni mosse a Salvini e la base giustamente preme per l'abrogazione. I vertici, telecomandati dal PD, invece sono cauti e cercano di evitare qualsiasi sgambetto o pressione

pc 7 marzo - Genova - la spudorata strumentalizzazione di ArcelorMittal del coronavirus



Coronavirus, Mittal nega l’assemblea ai lavoratori: lunedì appuntamento davanti allo stabilimento

Manganaro: "Cinismo e arroganza: vogliono impedire ai lavoratori di informarsi sulla cassa integrazione"
Genova. ArcelorMittal nega ai lavoratori l’assemblea convocata per lunedì mattina utilizzando l’emergenza sanitaria e il decreto emanato ieri dal presidente del consiglio. L’assemblea era stata convocata qualche ora fa dopo l’avvio da parte dell’azienda della procedura di cassa integrazione per 130 lavoratori su 1000 per la durata di tredici settimane.

“Questa è la prova del suo cinismo ed arroganza – dice il segretario genovese della Fiom Bruno Manganaro – utilizza coscientemente il coronavirus per impedire ai lavoratori di difendersi dalla loro prepotenza pianificando la richiesta di cassa integrazione dopo l’accordo bidone fra governo e azienda, e nel momento in cui ci sono problemi sanitari”.

Secondo la Fiom si tratta di un tentativo di “impedire che i lavoratori siano informati e decidano come reagire alle provocazioni aziendali perché sennò le mense? Gli spogliatoi? allora dovrebbero fermare la fabbrica”. Ovviamente la risposta dei lavoratori è quella di darsi appuntamento comunque lunedì 7 febbraio alle 7 davanti alla fabbrica e decidere che iniziative intraprendere. “Hanno fatto male i loro calcoli – dice il segretario della Fiom – lotteremo comunque contro il tentativo che hanno messo in atto di far morire la fabbrica”

pc 7 marzo - Turchia/Grecia - riceviamo e pubblichiamo per il dibattito e sollecitiamo prese di posizioni unitarie

Da giorni, ai confini di terra e di mare tra Turchia e Grecia è in atto un altro capitolo della guerra dell'Unione Europea e dell'Italia agli emigranti dal Medio Oriente e dall'Africa.
Delle brutalità e infamie di questa guerra ci arriva solo qualche frammento che è appena la punta dell'iceberg: sappiamo di due ragazzi uccisi negli ultimi giorni dalla polizia greca, di un bambino morto a Lesbo; sappiamo di attacchi omicidi in mare di questa stessa polizia alle povere imbarcazioni degli emigranti a rischio di affondarle; sappiamo di spedizioni punitive contro di loro (e contro qualche giornalista testimone scomodo) organizzate dai fascisti di Alba Dorata, forza di complemento degli apparati repressivi democratici; sappiamo di un clima di intimidazione e repressione estremo anche nei campi profughi e attorno ad essi, che sta portando a respingimenti di massa di siriani,

venerdì 6 marzo 2020

pc 6 marzo - I Lavoratori della Scuola Auto-Organizzati pubblicano e sostengono l'appello urgente allo sciopero del 9 marzo


Riceviamo e pubblichiamo
Alla luce delle posizioni in larga maggioranza per il mantenimento dello sciopero delle donne, soprattutto da parte di operaie di fabbrica e lavoratrici, che stanno via via arrivando
lo Slai cobas per il sindacato di classe conferma lo sciopero del 9 marzo c.a.
Di seguito il precedente appello
APPELLO URGENTE
Per lo sciopero del 9 marzo siamo praticamente rimasti solo noi dello Slai cobas per il sindacato di classe (vedete anche l'articolo di oggi su Il Manifesto, con la variante che purtroppo anche l'USI ha proceduto alla revoca).
Il divieto della CGS è gravissimo. E' la prima volta nella storia della Repubblica che viene bloccato uno sciopero a livello nazionale! Mentre non è certo la prima volta che vi sono "avvenimenti eccezionali di particolare gravità o di calamità naturale", come scrive la CGS; in una situazione tra l'altro in cui arbitrariamente stanno facendo diventare "zona rossa" tutta l'Italia.
Questo costituisce pertanto un precedente molto grave e rischioso per le libertà fondamentali delle

pc 6 marzo - L'unica occupazione che cresce è quella della Leonardo, fabbrica degli F35

Leonardo, la fabbrica dei “caccia” trasforma 76 contratti a tempo indeterminato

Leonardo, l’ex Alenia, lo stabilimento del polo aeronautico, assume in via definitiva 76 giovani dipendenti che fino ad oggi lavoravano con contratto a termine. La fabbrica dei caccia F35 trasforma i contratti dalla tipologia di somministrazione a tempo indeterminato.
A Cameri lavorano ormai quasi mille addetti, e negli ultimi anni la filosofia di Leonardo è stata quella di trasformare gradualmente i contratti con l’obiettivo della stabilizzazione, un’operazione concordata con il sindacato. I prossimi 76 sono gli ultimi dipendenti con contratto a somministrazione e la trasformazione avverrà, a seconda dei casi, tra l’inizio di aprile e la fine del mese di giugno.
«Da anni abbiamo sottoscritto con l’azienda - dice il responsabile sindacale della Cisl metalmeccanici, Gianluca Tartaglia - un accordo per cui gradualmente i lavoratori vengono stabilizzati. Si tratta di personale giovane e con una specializzazione molto elevata, che ha svolto presso Leonardo un periodo che può essere definito di rodaggio, brillantemente superato. L’azienda si è dimostrata molto collaborativa, ed ha anche tutto l’interesse a mantenere nel proprio organico addetti particolarmente qualificati».
Il sindacato è ottimista anche sui volumi di lavoro che avrà lo stabilimento di Cameri: «In questo sito - precisa il responsabile sindacale - si sta sviluppando l’hub per la manutenzione degli F35, e questo si aggiunge all’attività di assemblaggio di alcune parti dei velivoli. Il programma di lavoro è già sicuro fino a tutto il 2025, e in una fase come questa significa davvero dare una garanzia occupazionale al territorio».

Anche Leonardo sta poi procedendo all’incremento dello smart working, ma non tanto per i problemi da coronavirus, quanto per una precisa filosofia aziendale: «Questo tipo di mansione - osserva Tartaglia - è naturalmente possibile solo per alcune figure di impiegati, però viene favorito, per quanto è fattibile, il telelavoro».

Per quanto riguarda l’evoluzione della produzione a Cameri, si profila la possibilità concreta della vendita da parte degli Stati Uniti degli F35 all’Egitto. I velivoli verrebbero assemblati a Cameri, ma il paese nordafricano potrebbe acquistare l’intero pacchetto che include l’addestramento dei piloti e la manutenzione. Una seconda possibilità è l’acquisto dei caccia anche da parte della Germania; gli analisti Heinrich Brauss e Christian Molling sono gli autori del rapporto della German Society for Foreign Policy che è stato presentato il mese scorso al governo tedesco. La Germania deve sostituire i vecchi caccia da combattimento Tornado, ormai desueti, e i due specialisti hanno suggerito di includere fra gli aerei da acquistare proprio gli F35, sempre con assemblaggio a Cameri.                

pc 6 marzo - Un'altra partigiana ci ha lasciato... ma il suo esempio più vivo che mai

Addio alla staffetta partigiana Andreina Bertolotti

Andreina Bertolotti, 96 anni, staffetta partigiana a Cherasco, dove fu a lungo segretaria in Municipio prima di trasferirsi a Borgo San Dalmazzo, è morta all’ospedale “Santa Croce” di Cuneo. Originaria di Cherasco, di famiglia antifascista, si unì alla Resistenza e collaborò con i partigiani cheraschesi che sotto la guida di Francesco Dogliani (detto Ricci) formarono la guardia del Comando Mauri. Un’esperienza di cui Andreina Bertolucci andava orgogliosa e che le valse, nel 2016, a Cuneo, il riconoscimento della “Medaglia della Liberazione”, concessa dalla Repubblica a partigiani, internati e combattenti.
...così la ricorda la presidente Maddalena Forneris: “Se ne va una donna straordinaria che ha scritto importanti pagine di storia nella lotta di Liberazione. AI funerali sono stati celebrati oggi.  

pc 6 marzo - CORONAVIRUS: LO DEVONO PAGARE AL DOPPIO LE DONNE? IL 9 SCIOPERIAMO!

Con le scuole chiuse le donne sono costrette a stare chiuse in casa, a perdere giorni 
di lavoro per badare ai figli o a spendere soldi per baby sitter;
ma nello stesso tempo da un lato le lavoratrici ATA invece devono andare a lavorare, 
dall'altro quelle precarie delle cooperative vengono licenziate.
Mentre le lavoratrici delle fabbriche, degli ospedali, del commercio, delle pulizie, ecc. 
lavorano come prima, senza nessuna maggior tutela, Dpi, ecc.
Alla fine, chi pagherà al doppio, anche in questa occasione, saranno le donne!

E PRETENDONO PURE CHE LE DONNE NON SCENDANO IN LOTTA, 
NON SCIOPERINO.

Le azioni del governo, dei padroni di queste settimane sono invece una ragione in più 
per scendere in sciopero e in piazza l'8 e il 9 marzo!
Altro che revoca della lotta!

Nessuna lavoratrice deve perdere giornate di salario - se sono costrette loro, o i padri, 
a stare a casa devono essere giorni di congedo parentale retribuiti al 100%;
nessuna lavoratrici precaria, a tempo determinato deve perdere il lavoro

NON DA SOLE IN CASA, MA INSIEME IN STRADA!

MFPR

pc 6 marzo - NO TAV: ancora un altro arresto e altre denunce. Massima solidarietà.

Apprendiamo in queste ore che un nostro compagno, Alessandro, è stato arrestato per le azioni di disturbo al cantiere No Tav.
Ale è stato per molti anni un militante No Muos e, come spesso accade ai siciliani, recentemente si era trasferito al nord, a Torino.
Lì ha continuato la sua attività politica, lottando contro le grandi opere inutili e dannose.
Ad Ale e a tutti i denunciati va la nostra massima solidarietà.

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★ ALE LIBERO SUBITO! ★
Emergenza Coronavirus?
C’è sempre tempo per arrestare i notav!

Stamattina è stato rintracciato e arrestato Alessandro, accusato di aver preso parte alle azioni di disturbo al cantiere del 7 dicembre scorso, alla vigilia della marcia notav che ha invaso, ancora una volta, le strade della Val di Susa in occasione dell’anniversario della liberazione di Venaus. Apprendiamo dalla stampa che ci sono anche altri 33 notav che sarebbero stati denunciati a piede libero.
L’oscena persecuzione giudiziaria con cui lo Stato prova a vendicarsi di un movimento che non vuole abbassare la testa è sotto gli occhi di tutti. Fa però impressione vedere che, in piena emergenza coronavirus, con processi sospesi e udienze rinviate, le priorità della polizia e della procura di Torino sono quelle di arrestare chi si batte a difesa della salute e del territorio contro un’opera nata vecchia, che mostra oggi più che mai quali sono le conseguenze sulla vita di tutti di una classe politica e imprenditoriale che ha pensato soltanto a fare andare più veloci le merci invece di proteggere le persone.

Forza Ale, forza notav! A sara düra!
Notavinfo Notav

giovedì 5 marzo 2020

pc 5 marzo - Sabato esce il n° 10 di proletari comunisti - organizziamo una massiccia diffusione - richiedere copie anche online a pcro.red@gmail.com

In questo numero

Editoriale/appello - Operai/organizzazione e rivoluzione
Coronavirus - Diciamo No ai piani di governo e Stato 
Ex Ilva - NO al nuovo piano Governo/ArcelorMittal
USB proposte utili ai padroni grandi, medi e piccoli, travestite da proposte operaie
Perchè ci interessa il salario minimo garantito
Decreti sicurezza e repressione - Sì al Patto e alla campagna unitaria
8 marzo - importante documento del MFPR
Formazione Operaia

pc 5 marzo - Milano l'infamia di un processo a 5 compagni - Antisionismo non è antisemitismo! - Massima solidarietà Soccorso Rosso Proletario




L’ANTISIONISMO NON E’ANTISEMITISMO!!!

L’ANTISIONISMO NON E’ANTISEMITISMO!!!
Sembra persino un'idiozia dover evidenziare questa banale nozione storico politica, ma è proprio sulla base di questa falsa, criminale e strumentale equazione che 5 compagni, ai quali va tutta nostra solidarietà, andranno a processo il 22 aprile a Milano.
Un'imputazione oltretutto offensiva dal punto di vista etico/politico per chi si batte dalla parte della barricata della solidarietà antimperialista, anticapitalista, antisessista e antifascista contro l'aggressione, lo sfruttamento e il genocidio del popolo palestinese.
Un'imputazione, palesemente falsa, costruita per far terra bruciata intorno al popolo palestinese ed eliminare, criminalizzandola, ogni voce di dissenso alle politiche di sterminio e di genocidio attuate giorno dopo giorno dal criminale governo sionista israeliano rubando terra, acqua e la vita stessa dei palestinesi.
L'antisionismo è una legittima lotta contro le mire espansionistiche,

pc 5 marzo - Gli scioperi antifascisti del marzo '43

Torino, 5 marzo 1943, ore 10: inizia nell'officina 19 lo sciopero degli operai della Fiat Mirafiori. In pochi giorni centomila lavoratori incrociano le braccia: è la prima grande ribellione operaia che si estenderà presto in tutte le fabbriche del Nord. L'episodio, passato alla storia come "gli scioperi del marzo 1943", segna l'inizio del crollo del regime fascista e rappresenta il primo, vero e corale, episodio della Resistenza antifascista

"Il cinque di marzo del quarantatre
nel fango le armate del duce e del re;
gli alpini che muoiono
traditi lungo il Don.
Cento operai in ogni officina
aspettano il suono della sirena;
rimbomba la fabbrica di macchine e motori,
più forte è il silenzio di mille lavoratori"
Stormy Six
https://youtu.be/VJphoR5WH9U?list=RDVJphoR5WH9U&t=327

"Nella mia vita di operaio — racconta Magno Barale, uno di quelli che 'pagarono' lo sciopero col deferimento al tribunale speciale — ho partecipato a tanti scioperi ma non ho mai visto una partecipazione così totale. Tutti si fermarono e devo precisare che alla Fiat Ricambi eravamo soltanto in tre a non avere la tessera del partito fascista".


da Pietro Secchia | da “Lotta antifascista e giovani generazioni”, La Pietra (1973)
Con le manifestazioni in ricordo degli scioperi di Torino e di Milano del marzo 1943 sono iniziate le celebrazioni del trentesimo anniversario della Resistenza.

Quegli scioperi scoppiati non a caso il 5 marzo 1943 segnarono una svolta decisiva nella lotta contro il fascismo che accusò il colpo (1), furono la scesa in campo della classe operaia in modo possente e decisivo. Poiché, se è vero che durante il ventennio fascista non erano mancati scioperi, fermate di lavoro, agitazioni, si era sempre trattato di movimenti locali e parziali riguardanti alcune fabbriche, ora in questa, ora in quest'altra città. Essi ferivano la «legalità» fascista, ma non riuscirono mai a spezzarla, come la spezzarono gli scioperi del marzo 1943.
Senza sottovalutare il duro, lungo, difficile lavoro di chi li aveva organizzati (2), non si possono vedere quegli scioperi al di fuori del quadro degli sviluppi della situazione internazionale, delle battaglie sui vari fronti e delle loro ripercussioni in Italia.
Non si può ignorare o dimenticare che la vittoria definitiva di Stalingrado porta la data del 2 febbraio

pc 5 marzo - FORMAZIONE OPERAIA - Lenin su Engels e 'la situazione della classe operaia in Inghilterra'

Così Lenin illustra il lavoro di Engels in occasione dell'anniversario della sua morte - ne illustra l'opera in generale e cita il ruolo svolto dal libro "La situazione della classe operaia in Inghilterra".
Sono le stesse ragioni perchè noi lo stiamo usando nella Formazione Operaia, per consegnare ai compagni e alle avanguardie operaie e proletarie questo strumento indispensabile per la loro coscienza e lotta

Lenin: Friedrich Engels - Scritto nell'autunno 1895


...Qui Engels non se ne stette soltanto nell'ufficio della fabbrica; visitò i luridi quartieri dove erano stipati gli operai, vide coi suoi occhi la loro miseria e le loro sventure. E non si accontentò delle sue sole osservazioni personali; lesse tutto quanto era stato scritto prima di lui sulla situazione della classe operaia inglese e studiò accuratamente tutti i documenti ufficiali a lui accessibili. Frutto di questi studi e osservazioni fu il libro La situazione della classe operaia in Inghilterra, pubblicato nel 1845...

...Abbiamo già ricordato in che cosa consiste il merito principale di Engels quale autore del libro La situazione della classe operaia in Inghilterra. Anche prima di Engels, numerosi autori avevano descritto le sofferenze dei proletariato e avevano detto che era necessario venirgli in aiuto...
... Engels per primo affermò che il proletariato non è soltanto una classe che soffre; sostenne che appunto la vergognosa situazione economica nella quale esso si trova lo spinge irresistibilmente in avanti e lo incita a lottare per la sua emancipazione definitiva. Il proletariato in lotta si aiuterà da se stesso...
...Il movimento politico della classe operaia condurrà inevitabilmente gli operai a riconoscere che per loro non vi é altra via d'uscita all'infuori del socialismo. D'altra parte, il socialismo sarà una forza soltanto quando diventerà lo scopo della lotta politica della classe operaia. 
Ecco le idee fondamentali del libro di Engels sulla situazione della classe operaia in Inghilterra, idee che oggi sono assimilate da tutto il proletariato che pensa e lotta, ma che allora erano assolutamente nuove. Questi pensieri furono esposti nel libro, scritto in uno stile piacevole e denso di scene impressionanti e fedeli al vero che descrivono le sventure del proletariato inglese...

...Il libro fu un terribile atto d'accusa contro il capitalismo e la borghesia. L'impressione da esso prodotta fu straordinaria. Da ogni parte si cominciò a citare il libro di Engels come il quadro più esauriente della situazione del proletariato contemporaneo. E infatti, né prima del 1845, né dopo, é mai apparsa una descrizione così limpida e fedele delle sventure della classe operaia....

mercoledì 4 marzo 2020

pc 4 marzo - Brasile - i lavoratori manifestano e affrontano la repressione in occasione della votazione per la riforma della previdenza




Servidores públicos que reivindicavam entrar na Assembleia Legislativa do Estado de São Paulo (Alesp) para protestar contra a votação do criminoso ataque à Previdência estadual dos trabalhadores, no dia 3 de março, foram atacados pelo Batalhão de Choque da Polícia Militar de Dória(PSDB).

Milhares de manifestantes chegaram por volta das 7h e se concentraram em frente ao prédio da Alesp, na avenida Pedro Alvares Cabral, em frente ao Parque do Ibirapuera.
Por volta das 9h teve início a sessão para votação do draconiano pacotaço antipovo.
Contudo, já às 10h da manhã a concentração em frente à Alesp contava com centenas de servidores, muitos dos quais ainda não haviam conseguido adentrar o prédio, barrados pela Polícia Militar, por meio de agressões, bombas de gás lacrimogêneo e spray de pimenta.
Neste momento os trabalhadores decidiram revidar arremessando pedras e outros artefatos em cima dos policiais como forma de repelir e resistir à injusta agressão.
Houve tumulto também dentro do prédio. Os policiais agrediram até mesmo os trabalhadores que conseguiram adentrar a Assembléia para assistir à votação. O pronto-socorro da Alesp atendeu pelo menos 20 pessoas que passaram mal com o cheiro do gás disparado pelos policiais dentro do ambiente fechado.
O caso mais grave foi de um homem que foi atingido por um tiro de bala de borracha no rosto, tendo ferimento próximo do olho.

Trabalhadores exibem ferimentos causados pelos tiros de bala de borracha disparado pelos 
Aprovação do ataque
Aprovada em segunda votação com 59 votos, o criminoso ataque contra a Previdência dos trabalhadores não precisará de sanção do governador João Doria (PSDB), pois o texto do “Projeto de Emenda à Constituição” (PEC) partiu diretamente do Executivo. Manobra esta que visa justamente acelerar a implementação do achaque contra os servidores.
Eram necessários 57 votos favoráveis para a aprovação em segundo turno e o corte de direitos aprovado deve entrar em vigor 90 dias após a publicação.
Os principais ataques contra os direitos são: exigência do tempo mínimo de contribuição de 25 anos no caso de aposentadoria voluntária; aumento da alíquota de contribuição de 11% para 14%; aumento da idade mínima para as aposentadorias comuns: 62 anos para as mulheres e 65 anos para os homens; Serão atingidos pelos ataques professores, policiais civis, agentes de vigilância e de escolta penitenciários. Já no caso dos servidores que tenham condições especiais ou com deficiência, as regras são diferenciadas, porém certamente serão bem mais duras do que antes da aprovação deste pacote anti-Previdência.
Governador anti-povo
O governador de São Paulo João Dória (PSDB), o mesmo que elogiou a bárbara ação da PM na favela de Paraisópolis que resultou no assassinato de nove jovens em 2019, defendeu mais este o covarde ataque da PM contra os servidores.
Dória defendeu a agressão cometida pelos militares contra os servidores alegando cinicamente que os PMs foram agredidos e não o contrário: "não posso deixar de registrar meu repúdio aos atos de vandalismo presenciados durante a votação, dentro e fora da Alesp. Depredação do patrimônio público, intimidação aos parlamentares, agressão a policiais e desrespeito à democracia", afirmou o parasita.
O parlamentar ainda comemorou a aprovação da criminosa “reforma” da Previdência: “Parlamentares que honraram os votos que receberam nas urnas, permitindo que o Governo de SP tenha equilíbrio fiscal e recupere sua capacidade de investimento. O gasto com a previdência em SP já é maior que o orçamento da saúde, segurança e educação", afirmou.

Momento em que um policial dispara a queima-roupa contra os servidores dentro da Alesp. Foto: Redes Sociais




pc 4 marzo - India Il PCI (Maoista) lancia la celebrazione della Giornata internazionale della donna lavoratrice per l'8 marzo

correovermello-noticias
New Delhi, 03.03.20
Pancartas llamando a celebración del Día Interrnacional de la Mujer Trabajadora, el proximo 8 de marzo, han aparecido en la aldea de Tadgaon, distrito de Gadchiroli, Maharashtra.
Así mismo, se informa que militantes del Partido colocaron falsas minas terrestres para impedir el acceso a la zona.
Las bombas ficticias fueron retiradas por los expertos del Escuadrón de Detección y Eliminación de Bombas (BDDS).

pc 4 marzo - Nuovo tentativo di sgombero al Cara di Borgo Mezzanone - Organizziamoci e sosteniamoci a vicenda, la solidarietà ha tante forme - dicono le compagne e gli immigrati di campagne in lotta - rendiamo agente il patto di unità d'azione proposto dall'assemblea di roma dell' 8 febbraio


Stamattina alla sette e mezza le forze dell’ordine si sono presentate al Cara di Borgo Mezzanone con l’intento di sgomberare 18 container e 13 bagni dove al momento vivono circa 300 persone. Appena arrivata, la polizia ha subito staccato elettricità e acqua corrente. Gli e le abitanti ovviamente non si sono lasciati intimorire e, dopo essere usciti tutti dicendo che non se ne sarebbero andati, sono rimasti in presidio tutta la mattina fino a che la polizia non ha demorso, riattaccando acqua e corrente elettrica, pur restando schierati come si vede in questo video girato da un abitante.
Alla determinazione e all’insistenza di chi vive lì e non ha nessuna intenzione di andarsene senza una migliore alternativa abitativa, la prefettura tramite le forze dell’ordine ha vagamente concesso “qualche giorno” prima di riprendere le operazioni di sgombero. Questo tentativo di sgombero è l’ultimo di una lunga serie di operazioni di smantellamento iniziate un anno fa ai danni sia delle persone che vivono sulla ex-pista di Borgo Mezzanone che di quelle che vivono abusivamente all’interno del Cara. Non a caso, in una riunione del 28 febbraio al ministero dell’Interno, prefettura regione e governo avevano espresso la volontà di attuare rapidamente un piano di smantellamento della ex-pista.
Ancora una volta questo sgombero arriva senza nessuna alternativa per le persone che su questo territorio vivono e lavorano. Questo è solo uno degli aspetti della repressione contro cui dobbiamo lottare quotidianamente insieme, perché mentre le lavoratrici e i lavoratori immigrati delle campagne vengono cacciati dalle proprie abitazioni precarie, i e le solidali vengono allontanati con misure restrittive per impedire loro di lottare insieme per condizioni di vita e di lavoro migliori per tutti/e. Contro questa e ogni repressione stiamo costruendo questa campagna di solidarietà --> http://campagneinlotta.org/limmigrazione-non-e-un-crimine-…/
GLI E LE ABITANTI DEL CARA E DEL GHETTO DI BORGO MEZZANONE NON MOLLANO E NON SE NE VANNO! NIENTE SGOMBERI, CASE PER TUTTI I LAVORATORI E LE LAVORATRICI DELLE CAMPAGNE!

pc 4 marzo - riceviamo un appello da Campagne in Lotta L'IMMIGRAZIONE NON È UN CRIMINE, LA SOLIDARIETÀ NON È UN REATO!


Baraccopoli senza acqua, riscaldamento né corrente elettrica nel mezzo delle campagne, turni di lavoro nei campi di 10/12 ore al giorno, paghe da fame e contratti veri solo sulla carta, continue aggressioni, morti sulle strade o bruciati vivi in tende e baracche. Questi sono solo alcuni aspetti delle durissime condizioni in cui sono costrette a vivere (e morire) in Italia, e in particolare al Sud, migliaia di persone che provengono da altri paesi, dalla Romania al Senegal. Le loro condizioni lavorative assomigliano a quelle di molti italiani e italiane, aggravate però dalla mancanza di reti sociali e familiari e dal fatto di non essere cittadini, con tutto ciò che questo comporta in termini di accesso a servizi e tutele.
Da molti anni chi vive e lavora nelle campagne del Made in Italy, in particolare nella provincia di Foggia e nella Piana di Gioia Tauro, ha iniziato un processo di rivendicazione con le istituzioni - Comuni, Prefetture, Questure, Regioni, fino ad arrivare al Ministero dell’Interno. Obiettivo principale: avere un permesso di soggiorno, con il quale poter ottenere un contratto e magari poter cambiare lavoro, avere la possibilità di vivere in una casa oppure spostarsi altrove, e mille altre cose che molti danno per scontate. La sordità delle istituzioni davanti alla pur banale richiesta di garanzie minime, peraltro in gran parte previste dalla legge, ha spinto lavoratori e lavoratrici delle campagne e solidali ad intraprendere azioni di protesta, consapevoli che soltanto l'unione e la determinazione possono portare risultati.

pc 4 marzo - Thyssenkrupp - l'unica giustizia è quella proletaria

Un mese fa l’annuncio dell’arresto. Ma i manager tedeschi sono liberi


Giustizia non è ancora fatta, la notizia dell’arresto imminente lanciata da un’agenzia di stampa il 4 febbraio, un mese dopo, rimane un annuncio. Con l’ex ad e l’ex dirigente di ThyssenKrupp, Harald Espenhahn e Gerald Priegnitz (che pare siano ancora) liberi. Facendo risuonare forti le parole di Graziella Rodinò, madre di Rosario, uno dei sette operai morti il 6 dicembre di 13 anni fa, che commentando il via libera alla carcerazione dei condannati tedeschi, mentre qualcuno parlava di caso chiuso e ferite finalmente rimarginate, preferì la cautela. Non tanto perché non si può gioire per un atto dovuto, quanto piuttosto per l’esperienza fatta sulla propria pelle. «Troppe volte – diceva Graziella – questa gente ha trovato il modo di evitare la prigione, ci crederemo solo quando saranno dietro le sbarre». Questo, confermavano ieri fonti giudiziarie, non è ancora avvenuto. Ma sapere perché non è possibile.


pc 4 marzo - IL GOVERNO USA IL CORONAVIRUS PER BLOCCARE I MIGRANTI

La Ocean Viking e la Sea Watch 3 bloccate da giorni a poche centinaia di metri dai porti di Pozzallo e Messina, rispettivamente dal 23 e dal 27 febbraio. A bordo nessun sintomo di coronavirus. Sono le uniche due navi in quarantena in tutta Italia.

Finora nessun migrante risulta ammalato di coronavirus. I contagiati, i morti sono tutti italianissimi. 

Si vuole usare anche questa emergenza sanitaria - di cui tu imperialismo sei responsabile! - per attaccare i migranti, per fomentare razzismo. 


Da Il manifesto: «È UNA QUARANTENA POLITICA, un pretesto per tenerci lontano dalle operazioni di salvataggio», afferma Gennaro Giudetti, mediatore culturale di Sea Watch. Giudetti e gli altri 21 membri dell’equipaggio sono all’ancora a 500 metri da Messina da cinque giorni e dovranno rimanerci fino al 12 marzo. I 194 migranti salvati in tre diversi interventi tra il 19 e il 24 febbraio, invece, sono stati fatti sbarcare e messi a loro volta in quarantena nella caserma Gasparro... Quando abbiamo detto alle persone soccorse che avrebbero dovuto fare la quarantena a terra sono state contente, pensavano fosse una misura per proteggere loro dal coronavirus che c’è in Italia. Invece…».

DA SUBITO le organizzazioni umanitarie hanno sottolineato come non ci siano state analoghe disposizioni verso le altre imbarcazioni che quotidianamente raggiungono l’Italia. «Quest’azione sembra prendere di mira solo le navi delle Ong, dal momento che altre navi nei porti italiani non vanno incontro alla stessa sorte...»

pc 4 marzo - Mentre in Israele si consuma la farsa elettorale sionista/imperialista - 90 palestinesi feriti in Cisgiordania

da secours rouge
Les affrontrements sur le mont d’al-Orma

Les Palestiniens de la ville de Beita occupent le mont Al-Orma pour le protéger d’un projet d’installation d’une colonie sioniste. L’armée d’occupation est intervenue massivement, bouclant la région et prenant le mont d’assaut, lançant des bombes sonores et lacrymogènes en direction des civils et désarmés. Des dizaines de palestiniens ont été asphyxiés au moment où les forces d’occupation poursuivaient les jeunes du village aux alentours du mont. Les secouristes du Croissant Rouge palestinien sont intervenus auprès des blessés par les balles en caoutchouc et les bombes lacrymogènes. Un enfant de seize ans a reçu une balle réelle dans le dos, un citoyen a reçu une bombe lacrymogène en plein tête, deux autres avaient des fractures et des entorses suite à des chutes, alors qu’un secouriste du Croissant Rouge a reçu une balle en caoutchouc dans la tête.

pc 4 marzo - Dal Cile in lotta che fronteggia la nuova repressione del governo Pinera l'eterna voce di Violeta Parra

Violenti scontri a santiago

Affrontements à Santiago du Chili

Des affrontements ont opposé lundi au Chili manifestants et forces de l’ordre et un bâtiment a été incendié à Santiago, à l’orée d’un mois de mars où sont prévues plusieurs manifestations. Une manifestation s’est tenue à Santiago sur la Plaza Italia. A la tombée de la nuit, des manifestants masqués ont affronté les policiers anti-émeutes dans les rues adjacentes de cette “Place de la Dignité”, comme les manifestants ont rebaptisé l’épicentre de la contestation qui secoue le pays depuis plus de quatre mois. Les affrontements se sont étendus à d’autres quartiers de la capitale, où des manifestants ont érigé et brûlé des barricades, bloquant d’importantes avenues, avant d’être dispersés par la police qui a utilisé des gaz lacrymogènes et des lances à eau. Des manifestations se sont également produites jusqu’à l’aube dans d’autres villes du pays comme Valparaiso (centre) et Concepcion (sud), avec là aussi des affrontements.

Miren cómo sonríen — Violeta Parra


Miren como sonríen los presidentes
cuando le hacen promesas al inocente
Miren como le ofrecen al sindicato
este mundo y el otro los candidatos
Miren como redoblan los juramentos
pero después del voto, doble tormento
Miren el hervidero de vigilantes
para rociarle flores al estudiante
Miren como relumbra el carabinero
para ofrecerle premios a los obreros
Miren como se visten cabo y sargento
para teñir de rojo los pavimentos

Miren como profanan la sacristía
con pieles y sombreros de hipocresía
Miren como blanquearon mes de María
y al pobre le negaron la luz del día
Miren como le muestran una escopeta
para quitarle al pobre su marraqueta

Miren como se empolvan los funcionarios
para contar las hojas del calendario
Miren como gestionan los secretarios
las páginas amables de cada diario
Miren como sonríen angelicales
Miren como se olvidan que son mortales