domenica 19 aprile 2026

pc 19 aprile - Cariche poliziesche al corteo a Roma per Cospito e i due compagni anarchici morti - info solidale - Soccorso Rosso Proletario

pc 19 aprile - In piazza a Torino per la Palestina e contro la Guerra

Video: https://www.torinotoday.it/cronaca/manifestazione-corteo-18-aprile-palestina-percorso-askatasIMG_2848una-vanchiglia.html

 

Note di cronaca 

Vietata la detenzione caschi, maschere, mascherine respiratorie, passamontagna, ma anche di fumogeni e materiale esplodente. Il corteo ha raggiunto piazza Castello, dopo aver bruciato le bandiere di Stati Uniti e Israele

20:13  |  18 Aprile

Partito ora il secondo corteo della giornata

È partito da piazza Santa Giulia il secondo corteo di giornata, la «street parade» che attraverserà a ritmo di musica le strade del quartiere torinese di  Vanchiglia. 

19:38  |  18 Aprile

Inizia la street parade

L’esibizione della prima band dal palco allestito su un furgone al centro di piazza Santa Giulia dà il via alla street parade. «Finalmente c’è un cambio di registro e musica in questa piazza — spiegano gli attivisti di Askatasuna —. Questo quartiere è un modo di vivere, da quattro mesi è pieno di poliziotti in assetto antisommossa. Tutti i gironi vengono spesi migliaia di euro per fare la guardia a un posto vuoto. Un posto che prima accoglieva persone e momenti di socialità e quattro mesi fa hanno deciso di sgomberarlo. Serate come queste ci ricordano che vogliamo stare insieme in un altro modo e ce ne saranno tante altre nelle prossime settimane per continuare a costruire qualcosa che Askatasuna a la Torino partigiana hanno costruito in tutti questi anni. Ora tocca a noi essere partigiani contro guerra, genocidio e lo schifo che viene fatto nell’altra parte del mondo e in Vanchiglia»

19:20  |  18 Aprile

Palazzina militarizzata e blindata

Coperto da fischi e insulti, col megafono in mano all’incrocio tra via Balbo e via Buniva, un dirigente della polizia ha invitato i manifestanti a rispettare il percorso presentato in questura. La street parade si prepara a partire mentre la palazzina sgomberata il 18 dicembre è militarizzata: decine di mezzi e centinaia di uomini delle forze dell’ordine circondano lo stabile, davanti alla porta d’ingresso è posizionato anche l’idrante della polizia.

19:20  |  18 Aprile

Il corteo vicino al centro sociale 

Il corteo ha raggiunto via Balbo, a pochi metri dalla palazzina sgomberata il 18 dicembre. «Askatasuna vuol dire libertà, mai nessuno ci fermerà», lo slogan intonato durante il percorso, tra quelli contro la premier Meloni e il ministro Piantedosi. Le strade che portano al centro sociale sono blindate, in piazza

pc 19 aprile - Milano forte protesta antifascista contro il raduno dei patrioti: "tout le monde deteste la police!"



pc 19 aprile - Livorno: la polizia attacca il blocco della nave Freeberg, carica di armi provenienti dalla base NATO di Camp Darby

 

pc 19 aprile - La parola alla resistenza palestinese sul cessato il fuoco in Libano

🚨 Le organizzazioni della resistenza hanno rilasciato dichiarazioni sul cessate il fuoco in Libano, affermando che è il risultato della fermezza del popolo libanese e dei sacrifici della resistenza, e un punto di svolta nel corso del confronto.

⚪️ Il Movimento dei Mujahidin palestinesi si è congratulato con il popolo libanese e la sua resistenza per la sua fermezza e i grandi sacrifici, affermando che il cessate il fuoco riflette il fallimento dell'occupazione nell'imporre le sue equazioni o raggiungere i suoi obiettivi militari nonostante 46 giorni di distruzione, e affermando la solidarietà con il Libano, i martiri, i feriti, gli sfollati e i prigionieri.

🔴 Il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (PFLP) ha affermato che costringere l'occupazione a fermare la sua aggressione è il risultato della fermezza del popolo libanese e degli immensi sacrifici della resistenza, sottolineando che questa brutale aggressione fa parte di una più ampia campagna in corso che mira alla regione, e chiedendo il ritiro completo da ogni centimetro del territorio libanese, avvertendo di continui piani di aggressione.

⚔️ I Comitati di Resistenza Palestinesi hanno descritto la cessazione dell'aggressione come una grande vittoria per la Resistenza Islamica e Hezbollah, affermando che l'unità dei fronti non è uno slogan ma una dottrina, e che la resistenza ha imposto una nuova equazione dimostrando l'incapacità del nemico di raggiungere i suoi obiettivi, sottolineando la coesione dell'asse della resistenza e la sua capacità di alterare i calcoli del nemico.

⚫️ Il Movimento della Jihad Islamica Palestinese ha elogiato la eroica fermezza sulle linee del fronte nel sud del Libano, affermando che la resistenza ha sventato gli obiettivi del nemico e stabilito una nuova fase che avrà un impatto su tutti i campi di confronto, ponendo fine all'arroganza della macchina di uccisione e infrangendo l'illusione di un dominio imposto.

🟢 Hamas ha accolto con favore il cessate il fuoco come risultato della fermezza del popolo libanese e dei sacrifici della resistenza, affermando l'incapacità del nemico di raggiungere i suoi obiettivi nonostante la sua potenza distruttiva, e inquadrando l'aggressione come parte di un unico progetto che mira ai popoli della regione e che continua ad essere ostacolato dalla resistenza.

♦️ Il Fronte Democratico per la Liberazione della Palestina (DFLP) ha affermato che la fermezza del popolo libanese è stata un fattore decisivo nel costringere il nemico a fermare il cessate il fuoco, lodando i sacrifici che hanno infranto le sue ambizioni e i suoi progetti coloniali, e sottolineando il ritorno degli sfollati alle loro case come una potente scena di dignità, unità e attaccamento alla terra.

pc 19 aprile - Milano: al corteo palestina/contro reimmigrazione l'intervento dell'Udap - immagini

 

vedi video https://www.facebook.com/reel/1496710321969948




pc 19 aprile - Estensione della Legge anti-sciopero: la nuova beffa per i lavoratori

Da la città futura

La longa manus dei padroni si serve della Commissione di Garanzia sugli Scioperi per limitare fortemente il diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali

Estensione della Legge anti-sciopero: la nuova beffa per i lavoratori 

Con la Deliberazione n. 26/88 dell’11 Marzo scorso la Commissione di Garanzia sugli Scioperi ha introdotto una nuova interpretazione della L. 146/1990, ritenendo “superate” tutte le precedenti letture. Dal momento che l’oggetto della questione è rappresentato dalla limitazione del diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali, la cui esecuzione è regolata proprio dalla Commissione, la Deliberazione ha non solo rilevanza giuridica ma potrà avere valore sia in sede processuale che di contrattazione sindacale.

Lo stratagemma dietro alla limitazione

In base alla Legge del 1990 sono ritenuti essenziali “l’approvvigionamento di energie, prodotti energetici, risorse naturali e beni di prima necessità, nonché la gestione e la manutenzione dei relativi impianti, limitatamente a quanto attiene alla sicurezza degli stessi”[1]. La Commissione di Garanzia ha adottato un’interpretazione estensiva del concetto di approvvigionamento, considerandolo comprensivo de “l’intero insieme delle attività finalizzate alla distribuzione dei beni elencati nella norma” [2], ossia dell’intero indotto logistico relativo alle attività essenziali, inclusi i servizi di immagazzinamento dei beni.

Al fine di giustificare questa posizione – a nostro avviso estremistica, dal punto di vista giurisprudenziale – la Commissione cita il CCNL Logistica, Trasporto merci e Spedizione, firmato

pc 19 aprile - Da Orban a Magyar - Cambiare tutto nella facciata e continuare sulla stessa strada?

pc 19 aprile - L'attacco al diritto di sciopero voluto dai padroni realizzato dal governo tramite magistratura padronale e commissione di garanzia

IL TRIBUNALE DI TORINO ORDINA SU RICHIESTA DI STELLANTIS LA FINE DEGLI SCIOPERI NELL’INDOTTO

Dapprima Stellantis non compare come responsabile dei licenziamenti nell’indotto. Poi, come alla Transnova, se gli operai si oppongono e organizzano proteste che toccano anche Stellantis,  questa mobilita subito  il braccio legale pronto all’uso, il  tribunale di Torino ordina la sospensione immediata di ogni agitazione.

Dapprima Stellantis non compare come responsabile dei licenziamenti nell’indotto. Poi, come alla Transnova, se gli operai si oppongono e organizzano proteste che toccano anche Stellantis, questa mobilita subito il braccio legale pronto all’uso, il tribunale di Torino ordina la sospensione immediata di ogni agitazione.

Quando si mette il dito nella piaga dell’indotto dell’industria automobilistica italiana, lo spettro di Stellantis aleggia ovunque ci siano stabilimenti in crisi e in chiusura. A Melfi dove le fabbriche Brose e PMC, hanno già chiuso battenti, a Cassino dove le principali aziende dell’indotto stanno seguendo la lenta agonia dello stabilimento centrale Stellantis e a Pomigliano con i licenziamenti programmati di Trasnova e le subappaltatrici Logitech e Teknoservice. Tutto l’indotto automobilistico gira attorno al processo di dismissione avviato da Stellantis, eppure in nessuna delle vertenze aperte sui vari territori Stellantis interviene o è stata costretta ad intervenire, ad esempio in uno dei tanti inutili tavoli aperti al ministero. Molte fabbriche dell’indotto stanno chiudendo perché Stellantis ha avviato una riorganizzazione delle lavorazioni che appaltava, ora riportate all’interno dei principali stabilimenti, per