sabato 31 gennaio 2026

pc 31 gennaio - prime immagini e info dalla stampa sul grande corteo a Torino/Askatasuna


Askatasuna, in migliaia da tutta Italia:  "Torino è partigiana" "Askatasuna vuol  dire libertà". I tre spezzoni si uniscono in una sola grande manifestazione. Dall'impianto di amplificazione: "non si vede la fine. Siamo più di 50 mila".  Radio onda d'Urto





Manifestazione Askatasuna a Torino, le notizie in diretta: i tre cortei riuniti in un unico grande serpentone. Slogan contro Meloni e a favore di Mohammad Hannoun

Slogan contro Meloni: Qualche minuto fa è partito anche lo spezzone del corteo pro Askatasuna che si era ritrovato alle 14,30 a Porta Nuova, principale stazione ferroviaria di Torino. Numerosi striscioni, alcuni a difesa di  Hannoun, presidente dell’associazione palestinesi d’Italia (finito in una inchiesta relativa a finanziamenti ad Hamas) e altri cotro Giorgia Meloni: «Meloni sionista sei tu la terrorista» - Corriere Torino

15:55 da La Repubblica Torino

In testa allo spezzone di Porta Nuova ci sono bandiere della Palestina, canzoni pro-Pal e cartelli per chiedere la libertà di Mohammed Hannoun, Dawoud ed Yaser Elasaly, con riferimento all'inchiesta sui fondi ad Hamas. "Intifada fino alla vittoria!" ha scandito al microfono una rappresentante dei giovani palestinesi in Italia. Più indietro sventolano le bandiere No Tav, quelle delle associazioni per il Kurdistan e dei movimenti transfemministi.  "Se tutte queste gocce si uniscono diventiamo uno tsunami", ha detto un'altra ragazza in testa al corteo, che al momento è fermo in attesa di essere raggiunto dalla parte di attivisti in arrivo da Porta Susa.

Gli abitanti di Vanchiglia: “Quartiere militarizzato e tolgono spazi di socialità”

Anche i rappresentanti del comitato quartiere Vanchiglia sono in piazza: “Non potevamo non esserci. Nel momento in cui vengono cancellati degli spazi di socialità fondamentali per un quartiere, il quartiere viene militarizzato, i ragazzini entrano nelle scuole scortati dalle forze dell'ordine e si chiedono cosa sta succedendo. Noi non possiamo voltare la faccia dall'altra parte, quindi crediamo che ci siano dei bisogni molto diversi e che ci sia un tentativo di rubare l'attenzione usando lo sgombero di Askatasuna come un trofeo. Mentre i bisogni e le necessità delle persone normali sono l'istruzione, la sanità che funzioni, il lavoro, un ambiente tutelato, la crisi climatica che avanza senza delle risposte da questo governo. Ecco, noi siamo per un'altra strada e vogliamo esserci proprio in un momento in cui viene. Questa strategia della tensione viene lanciata per spaventare le persone, per spingerle all'individualismo. Bene, è essenziale esserci qui con le nostre famiglie, anziani, studenti, padri, madri e figlie. Esserci per raccontare che noi siamo qui per creare qualcosa di ben diverso...


Traffico in tilt su autostrade e statali per i controlli

Il traffico è paralizzato su autostrade e statali verso Torino. Si registrano posti di blocco a Rondissone, Trofarello, Caselette, Rivoli, Avigliana, Bruere, Santhià, Santena, Vercelli e Carmagnola. In quest’ultimo caso sono stati bloccati i passaggi con telepass e caselli automatici: si passa solo dove c’è l’operatore e la polizia controlla ogni automobile. In corso identificazioni anche sui treni diretti a Torino, in particolare sulle linee provenienti da Roma e Milano. Controlli attivi anche in città: personale della Digos sta perlustrando corso San Maurizio e l’area attorno alla palazzina sgomberata. Sono invece presenti posti di blocco in corso Unità d’Italia, corso Maroncelli e corso Giulio Cesare. 

 | 31 Gennaio

Già identificate 747 persone

Nella sola giornata di ieri (venerdì 30) sono già state identificate 747 persone, controllati 236 veicoli e 4 voli aerei  - Corriere Torino 

pc 31 gennaio - Niscemi: la passerella di delinquenti e il "governo della catastrofe"

da  ORE12/Controinformazione rossoperaia del 30/1


Una “passerella di delinquenti”, così ha gridato una donna delle tante persone che a Niscemi, a causa della frana, ha perso la casa, ha perso praticamente tutto. Così ha definito i politici che si sono presentati, super scortati, naturalmente con una faccia tosta, impossibile da definire, sempre alla ricerca naturalmente di voti.

Delinquenti, nel senso vero della parola, perché alcuni, da Schifani, all'attuale Presidente dell'Assemblea Regionale Galvagno, sono stati inquisiti, probabilmente quest'ultimo finirà in galera. Arriviamo pure a Musumeci, attuale Ministro della Protezione Civile, che si autodefinisce un "fascista per bene", che si è presentato sul posto per verificare quello che sta succedendo. Ha verificato, ha detto che la linea del fronte continua ad arretrare verso il centro abitato e l'area rossa è destinata ad allargarsi... insomma ha avuto il coraggio non solo di presentarsi, di fare affermazioni come se davvero fosse interessato alla situazione, mentre è stato Presidente della Regione dal 2017 al 2022, ma ha pure chiesto (praticamente un cretino) che cosa si è fatto in questi 30 anni: in questi 30 anni c'è stato pure il tuo governo che non ha fatto assolutamente non solo niente, ma ha complicato la situazione.

Niscemi è il precipitato di tutta questa attività politica che si mangia il territorio e complica la vita delle persone, distruggendo intere famiglie: è tempo di sciacalli praticamente e a cominciare dalla Meloni che dopo quattro giorni, si è precipitata sul posto per cercare di capire anche lei come poter dare un parere su quello che stava avvenendo e cercare di tamponare.

Ma la vera realtà è stata quella che ha cercato di bloccare queste polemiche tutte all'interno dei partiti della maggioranza alla Regione che, contrariamente a quello che ha fatto il governo nell'immediato, cioè lo stanziamento di 100 milioni, diviso per 3 regioni, cioè 30 milioni a Regione, Sardegna, Sicilia e Calabria, contrariamente a questo invece ha approvato immediatamente 99 milioni...

pc 31 gennaio – Hannoun: cade un altro pezzo della montatura, le “prove” fornite dai nazisionisti di Israele sono illegali, ma i giudici insistono nella persecuzione…

Questo è il “il succo delle motivazioni depositate ieri dal tribunale del riesame di Genova” e quindi Hannoun dovrebbe essere liberato subito, ma i giudici di Genova continuano con l’accanimento giudiziario arrampicandosi sugli specchi, o meglio fregandosene volutamente di ogni “logica” perché il loro impianto persecutorio deve essere portato avanti ad ogni costo: «emergono solidi elementi indizianti per ritenere che Hannoun sia a capo di una cellula italiana dell’associazione Hamas», così dicono, ma da dove “emergono” gli “elementi” che poi sarebbero “indizianti”?

Per l’informazione sulla decisione del tribunale riportiamo l’articolo del manifesto di oggi, mentre ribadiamo che Hannoun deve essere liberato, tutti i prigionieri politici che solidarizzano con la Palestina devono essere liberati!

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Hannoun, illegali le prove fornite da Israele

Giansandro Merli

Le motivazioni del riesame Per i giudici l’impianto accusatorio resta comunque «solido». Gli avvocati difensori annunciano ricorso in Cassazione

Edizione 31/01/2026

Un momento del presidio davanti al palazzo di Giustizia di Genova

Un momento del presidio davanti al palazzo di Giustizia di Genova – Ansa/Luca Zennaro

Le prove offerte all’Italia dalle autorità israeliane non sono utilizzabili e vanno scartate, ma l’impianto accusatorio contro Mohammad Hannoun è comunque «solido». È il succo delle motivazioni depositate ieri dal tribunale del riesame di Genova, che il 18 gennaio aveva confermato il carcere preventivo per il presidente dell’Associazione benefica di solidarietà con il popolo palestinese (Abspp) e per altri tre indagati nell’inchiesta sui presunti finanziamenti ad Hamas. Tutti finiti dietro le sbarre con l’accusa di associazione terroristica il 27 dicembre scorso su ordine del gip del capoluogo ligure. Con loro altre quattro persone che il riesame ha invece liberato. Altri due uomini restano tuttora ricercati.

pc 31 gennaio – Il ministro della guerra Crosetto porta i militari dentro il Parlamento…

 

Il ministro della guerra Crosetto ha deciso di far presentare la nuova “riforma della Difesa” direttamente ai militari nelle aule parlamentari, come riporta un articolo di Milano Finanza: «Voglio che siano proprio coloro che operano sul campo a indicare a quest’Aula, con chiarezza, le necessità e le risposte di cui hanno bisogno per proteggere e difendere il loro Paese e le loro istituzioni».

Nel suo Comitato Strategico, che è “incaricato di avviare i lavori preliminari per la definizione del ddl di revisione della Difesa” infatti, “siedono principalmente uomini in divisa”, per non lasciare alcun dubbio sulla sua instancabile attività da guerrafondaio.

L’impegno di Crosetto si concentra anche sulla richiesta di soldi, e per questo, come ha scritto Avvenire, ha inviato alle Camere “14 ulteriori programmi di spesa, dal valore complessivo di 5,3 miliardi di euro. Un’accelerazione netta, che ha portato in poche settimane da 60 a 74 i programmi attivi in legislatura, per un importo complessivo di oltre 60 miliardi di euro, 25 dei quali già impegnati.”

Ma i soldi, sempre più miliardi come si vede, da soli non bastano, ci vuole la “carne da cannone” per fare le guerre ed è per questo che sebbene “I dettagli del ddl non sono ancora stati svelati” c’è allo studio l’aumento del numero dei militari e per questo “il ministero «sta sviluppando il concetto di riserva volontaria, che sia moderna e flessibile, composta da cittadini che hanno competenze decisive a gestire le minacce ibride, cyber e tecnologiche proprie di questo tempo».

Tutti alla guerra, dunque!

Crosetto si inventa costantemente minacce di vario tipo che incombono sul Paese e indica ciò che fanno gli altri paesi “il rafforzamento strutturale avviato dalla Francia, l’obiettivo di 265 mila militari della Germania nonché quello della Polonia di passare da 215 a 500 mila militari professionisti.”

Il governo italiano, come si vede, non solo conferma la sua politica di riarmo, contribuendo ad accentuare la corsa verso una guerra totale, ma con questo tipo di iniziative continua senza sosta il tentativo di rendere normale la presenza militare in ogni  ambito della società, dalle scuole alle piazze alle aule parlamentari…

Contro la guerra imperialista

Contro le spese per il riarmo

Cacciamo il governo moderno fascista guerrafondaio

venerdì 30 gennaio 2026

pc 30 gennaio - La scuola di Meloni/Valditara impedisce ad un giornalista di tenere un incontro con gli studenti sulla mafia in una scuola in provincia di Ravenna. Solidarietà al giornalista dallo Slai Cobas e azione di denuncia

 


Lo Slai Cobas di Ravenna esprime solidarietà al giornalista Donato Ungaro a cui è stato impedito l’incontro con gli studenti di una scuola media di Conselice in provincia di Ravenna per parlare di mafia. Il giornalista sta portando il suo messaggio in diversi istituti scolastici d’Italia e per le sue inchieste, in particolare sull’attività mafiose a Brescello, in provincia di Reggio Emilia, la prima amministrazione sciolta per mafia in Emilia-Romagna, è stato minacciato dalla ‘ndrangheta e per questo vive sotto scorta.

L’Associazione della stampa Emilia-Romagna (Aser) denuncia: "è stato invitato a lasciare senza indugio l’edificio scolastico perché si è rifiutato di firmare un documento che dava alla Dirigenza facoltà insindacabile di revocare in ogni tempo l’eventuale incarico, senza necessità di motivazione, nel caso la Dirigente avesse riscontrato “opinioni non gradite”, e il tutto prima dell’incontro con gli studenti.

Il clima intimidatorio rivela la natura reazionaria di questo governo innanzi tutto, della sua concezione di una scuola irreggimentata, repressiva, una concezione da scuola-caserma dove la coscienza critica viene soffocata, dove alcuni Dirigenti e Collegi docenti eseguono direttive repressive contro la libertà di espressione nascondendosi dietro grigi (meglio dire, neri) adempimenti burocratici, dove l’ organizzazione giovanile neofascista, Azione Studentesca, del partito di Meloni/Valditara, può lanciare campagne di delazione contro gli “insegnanti di sinistra” e non trovare nessuna istituzione scolastica pronta a denunciarli immediatamente, come è successo in una scuola di Faenza.

L’attacco censorio è avvenuto nella cittadina nota per il monumento alla stampa clandestina e alla libertà di stampa che riuniva i tipografi antifascisti della Bassa Romagna che durante la lotta di Liberazione lavorarono ininterrottamente per informare di quanto succedeva sul fronte del Comitato di Liberazione Nazionale e sei di questi coraggiosi tipografi furono trucidati dai nazifascisti per questo.

Di questo bisogna parlare nelle scuole per difendere la memoria storica contro il revisionismo storico e invece il governo non solo regala soldi alle scuole private ma ha tagliato i fondi all’Anpi e alle associazioni combattenti antifasciste.

Lo Slai Cobas di Ravenna esprime solidarietà al giornalista e all’Associazione della stampa Emilia-Romagna (Aser) che ha denunciato il fatto e chiede le dimissioni della Dirigente dell’istituto attraverso una denuncia che inoltreremo al Provveditorato/Ufficio Scolastico Regionale.

 

Slai Cobas per il sindacato di classe di Ravenna

339/8911853

il comunicato dell'Associazione dei giornalisti Emilia-Romagna

“L’Associazione della stampa Emilia-Romagna (Aser) esprime sconcerto e preoccupazione per quanto accaduto questa mattina (29 gennaio 2026) a Conselice, in provincia di Ravenna. Nelle scuole medie del paese era previsto l’incontro dei ragazzi di più classi con un giornalista minacciato dalla ‘ndrangheta che porta il suo messaggio in diverse scuole d’Italia. Però, per poter parlare, il collega Donato Ungaro, al quale va la piena solidarietà del sindacato, avrebbe dovuto firmare un documento con il quale “riconosceva pienamente l’insindacabile facoltà dell’Istituto di revocare in ogni tempo l’eventuale incarico, senza necessità di motivazione alcuna”. In sostanza, una cambiale in bianco che autorizzava qualsiasi censura delle sue parole da parte della dirigente scolastica, la quale lo avrebbe addirittura potuto interrompere e cacciare in qualsiasi momento. Cosa che è comunque avvenuta, in quanto – di fronte alla indisponibilità a firmare la clausola capestro – Ungaro è stato invitato a lasciare senza indugio l’edificio scolastico. Che un fatto del genere sia accaduto nel “Comune della libertà di stampa”, come si legge sui cartelli all’ingresso del paese, dove esiste l’unico monumento del genere in Italia, rende l’atteggiamento della scuola non solo illegittimo ma anche antistorico. Che l’istituto scolastico si metta al di sopra (e al di fuori) della libertà di espressione è di certo anticostituzionale e costituisce una pericolosa deriva autoritaria. Per l’Aser la cosa è ancor più spiacevole perché da almeno un decennio l’istituto di Conselice beneficia di una borsa di studio, intitolata alla memoria dell’ex presidente dell’Assostampa, Camillo Galba, che fu tra i promotori della realizzazione del monumento. Poiché la borsa è finalizzata alla realizzazione di progetti che pongano al centro la democrazia e la libertà di stampa, Aser si aspetta che – come segnale di coerenza e soprattutto di rispetto per la figura di Galba – l’istituto rinunci e restituisca la borsa di studio consegnata in occasione dell’anniversario della fucilazione degli stampatori clandestini di Conselice, morti appunto per la libertà e la democrazia. Aser auspica inoltre che l’Ufficio scolastico provinciale di Ravenna intervenga con chiarezza su quanto accaduto a Conselice: la Costituzione e la democrazia vengono prima di qualsiasi voglia di protagonismo”.

 



 

pc 30 gennaio - SABATO 31 GENNAIO E DOMENICA 1° FEBBRAIO, DUE GIORNATE DI MOBILITAZIONE PER LA “MILANO PALESTINESE”

 

SABATO 31 A TORINO ORE 14.30 PORTA NUOVA CONCENTRAMENTO SPEZZONE PALESTINESE

DOMENICA 1° FEBBRAIO A MILANO ORE 15.00 PRESIDIO IN PIAZZA CASTELLO Indetto dall’ Associazione palestinesi in Italia e Associazione Donne Palestinesi.

Il prossimo fine settimana continua l’ininterrotta e attiva mobilitazione della Milano Palestinese.

Il 31 gennaio aderiamo alla manifestazione nazionale a Torino lanciata dai compagni e dalle compagne dell’Askatasuna (che in lingua basca significa libertà) sgomberati a fine dicembre 2025. In una città segnata e lacerata dalla feroce ristrutturazione capitalistica che aveva frammentato l’avanzato e storico tessuto sociale operaio, l’Askatasuna è una realtà politica che negli anni è riuscita da un lato a integrarsi in un quartiere proletario, la Vanchiglia di Torino, costruendo resistenza e diventando punto di riferimento anche per le lotte contro la gentrificazione e dall’altro, con un respiro più ampio, essere protagonista di mobilitazione popolari contro la devastazione dei territori in nome della voracità del profitto (la No Tav in Val di Susa).

pc 30 gennaio - ORE 12 Controinformazione rossoperaia - Niscemi: la passerella di delinquenti e il "governo della catastrofe"

 

pc 30 gennaio - La delegazione internazionalista al parlamento di Bruxelles per l’India

Il 27 gennaio si è tenuto a Bruxelles un presidio al Parlamento europeo. Il presidio ha avuto l'obiettivo di sollecitare la Commissione europea nella sezione diritti umani e sezioni esteri a prendere posizione e intervenire per fermare in India il regime fascista hindutva di Modi che con una operazione repressiva chiamata “operazione Kagaar” in diverse regioni e Stati, in un’area di 50 milioni di abitanti, conduce una repressione senza limiti con massacri, arresti di massa, bombardamenti, deportazioni, in particolare nei confronti delle popolazioni indigene delle foreste, gli adivasi e le altre realtà indigene, in nome della lotta al "terrorismo maoista", responsabile per il regime di aver organizzato la lotta di liberazione di queste popolazioni, lotta di liberazione nella forma di guerra di popolo in queste regioni con l'aspirazione di realizzarla nell'intera India.

Questo ha dato il pretesto al governo Modi per procedere in questa politica che perfino le realtà palestinesi non esitano a dichiarare essere simile a quella in atto a Gaza e quindi inserita in un vero genocidio verso queste popolazioni.

Il regime Modi sta perseguendo in questa maniera i guerriglieri maoisti e le popolazioni adivasi perché esso è al servizio delle grandi multinazionali indiane che si insediano con la forza delle polizie, gruppi paramilitari e dello stesso esercito per appropriarsi del territorio, abbattere foreste, distruggere la fauna,

pc 30 gennaio - Sabato tutti a Torino per Askatasuna, contro lo Stato di polizia, la guerra e il genocidio in Palestina e nel mondo


Domani 31 gennaio una grande manifestazione nazionale si svolgerà a Torino. Essa nasce dopo lo sgombero del centro sociale Askatasuna, attuato con violenza dalla polizia e dopo la catena senza fine di provvedimenti, perquisizioni, arresti, persecuzioni verso tutta l'area di Torino che fa riferimento ad Askatasuna e verso tutte le realtà di lotta degli studenti e organizzazioni e partecipanti alla grande mobilitazione contro la Palestina.

Questa manifestazione va oltre lo sgombero del centro sociale, va oltre l'ondata repressiva che colpisce i militanti, le organizzazioni, i giovani, gli studenti, i lavoratori a Torino, perché questo processo di attacco a tutte le realtà solidali, di lotta con la Palestina, si sviluppa in tutta Italia e si unisce alla repressione diretta dei palestinesi e del movimento palestinese nel nostro Paese. Si tratta di centinaia di provvedimenti, così come è pienamente in atto la montatura giudiziaria contro Hannoun e altre associazioni palestinesi solidali con le popolazioni di Gaza e la resistenza. Così come c'è stata la condanna di Anan, il resistente, il combattente palestinese rinchiuso nel carcere di Melfi, processato all'Aquila e condannato a cinque anni e sei mesi sulla base di documenti forniti da Israele e dai suoi servizi segreti. 

Il processo repressivo contro il movimento palestinese fa parte della più generale marcia verso lo Stato di polizia, verso un sistema moderno fascista, verso governi di dittatura aperta nei confronti del proletariato e delle masse popolari del nostro paese, di stampo trumpista, come quello che stiamo vedendo negli Stati Uniti/MinnEapolis ad opera del nazi-imperialista Trump.

Quindi questa manifestazione di Torino è anche contro tutto questo. Ed è quindi dovere di tutti coloro che sono all'opposizione, contro questo governo, contro lo Stato di polizia, contro il fascismo, di tutti coloro che sono contro la guerra imperialista e i piani di riarmo, peraltro scaricati sui proletari e le masse popolari, di tutti coloro che sono solidali e continuano ad esserlo con la popolazione di Palestina così come con le popolazioni curde attaccate e bombardate, contro gli interventi militari che l'imperialismo fa in Venezuela e quello che minaccia in Iran, esserci.

Il popolo, come dicono i compagni di Askatasuna, resiste, ed è il popolo che viene chiamato a scendere in piazza in questa manifestazione e sono i rappresentanti di questo popolo che lotta contro tutto questo che si ritroveranno, speriamo in decine e decine di migliaia, nella manifestazione di domani.

Chiaramente questa manifestazione preoccupa il governo, lo Stato del Capitale, preoccupa tutti coloro che invece sono ben dentro questo processo di trasformazione reazionaria aperta dello Stato italiano, preoccupa i padroni perché è evidente che i padroni temono il risveglio generale del movimento di lotta proletario e popolare contro la politica antioperaia e antigovernativa, contro i padroni, il loro sistema che licenzia e sfrutta nelle fabbriche, sui posti di lavoro, fino ad essere responsabile della catena infinita di morti sul lavoro.

Sono preoccupati tutti coloro che stanno regalando ai proletari, alle masse e in particolare alle masse povere più miseria, meno servizi sociali, meno possibilità di vivere quotidianamente, preoccupa tutti coloro che scaricano la crisi sui proletari nella forma del carovita, dell'attacco ai salari.

E' chiaro, quindi, che la manifestazione di Torino, pur nata dentro la questione specifica dello sgombero del centro sociale Askatasuna, è parte di questo necessario movimento per combattere e rovesciare lo stato di cose esistente. In questo senso "siamo tutti Askatasuna", in questo senso siamo tutti a Torino e chiamiamo tutti ad esserci, sia pure con le rappresentanze, data la lontananza della città, i costi dei trasporti che per esempio rendono molto difficile che le realtà solidali che vogliono partecipare dal sud possano farlo.

Siamo certi che la manifestazione di Torino sarà una risposta a tutto questo e siamo parte di un messaggio chiaro a governo, polizia e istituzioni torinesi che questa manifestazione non può essere fermata e che si terrà comunque nelle condizioni indicate dagli organizzatori.

pc 30 gennaio - Formazione rivoluzionafia delle donne - Su patriarcato e capitalismo - Parte 2° - Analisi e critica sulla base della teoria marxista

Anuradha Ghandy

Publichiamo in questa seconda parte stralci del lavoro di Anuradha Ghandy, dirigente maoista del Partito Comunista dell'India (Maoista) su "Feminism and its Critique" (tradotto dal Mfpr in italiano), in cui analizza criticamente le teorie, e posizioni politiche conseguenti, del femminismo occidentale che, in particolare il "femminismo socialista", pur avendo contribuito a mettere in luce le oppressioni delle donne, non si basa sul materialismo storico dialettico, che lega l'oppressione delle donne alla proprietà privata e oggi al sistema capitalista, e di fatto vuole "correggere", fino a contrapporsi al marxismo, scadendo in realtà nel riformismo, e deviando dalla necessità di una rivoluzione proletaria socialista.


Questo ampio scritto affronta, quindi, le teorie analizzate nella FRD su "Patriarcato e capitalismo - Parte 1°, pubblicata il 25 gennaio.

 https://femminismorivoluzionario.blogspot.com/2026/01/formazione-rivoluzionafia-delle-donne.html

giovedì 29 gennaio 2026

pc 29 gennaio - DIRITTO ALL'ABITARE E LE RISPOSTE DEL GOVERNO FASCISTA MELONI: I CASI DI MILANO E PISA

 Una pratica al tempo del war welfare che è fatta di sgomberi che colpiscono i proletari e, in particolare, si accaniscono contro le donne sole con figli e in difficoltà economica e dall'altro lato, in nome di una maggior sicurezza (sic!... quella degli speculatori, dei ricchi, delle forze del dis/ordine) assegna gli alloggi ai poliziotti

Milano, minaccia di sgombero per una donna e la figlia di 9 anni. Il quartiere protesta in difesa della famiglia

di Youssef Taby

Altre mamme hanno accompagnato a scuola la piccola per evitare che la donna uscisse di casa.

Ispezioni a sorpresa e sgomberi annunciati nel giro di poche ore”. Succede a Calvairate, quartiere popolare di Milano, dove il Comitato Inquilini denuncia che gli ispettori di Aler (Azienda Lombarda Edilizia Residenziale Milano) hanno effettuato controlli in diversi alloggi occupati, “concentrandosi in particolare su donne sole con figli minori”. E “in almeno un caso, quello di una madre e di sua figlia, all’ispezione è seguito il distacco dell’energia elettrica e l’ordine di lasciare l’abitazione entro due o tre giorni”. La vicenda che sta sollevando maggiori polemiche riguarda una donna e la figlia, che vivevano da circa sei anni in un alloggio Aler di via Tommei 2. Secondo quanto riferito dal Comitato Inquilini Molise-Calvairate-Ponti, giovedì 22 gennaio gli ispettori si sono presentati nell’appartamento: nello stesso giorno il contatore della luce è stato rimosso e alla donna è stato comunicato che lo sgombero sarebbe avvenuto a breve. L’utenza elettrica era intestata al precedente inquilino, ma la donna si è difesa dicendo che la bolletta veniva regolarmente pagata: una condizione frequente per chi occupa senza titolo, dal momento che gli occupanti abusivi non possono intestarsi le forniture. Il caso di via Tommei non sarebbe isolato. Secondo il Comitato Inquilini Molise-Calvairate-Ponti, negli ultimi giorni situazioni simili stanno interessando diverse famiglie del quartiere, tutte composte da donne sole con bambini. “Gli ispettori stanno minacciando sgomberi senza rispettare i normali iter previsti dalla normativa”, spiega a ilfattoquotidiano.it Grazia Casagrande, del Comitato. “In alcuni casi si tratta di nuclei con minori con disabilità”. Tutte le famiglie coinvolte, sottolinea il Comitato, sono seguite da anni dai servizi sociali del Comune di Milano e dal Comitato. “Il problema è che gli sgomberi vengono annunciati all’improvviso e poi scaricati sui servizi sociali, che hanno tempi di intervento lunghi. In questi casi l’unica alternativa che riescono a proporre è l’accoglienza provvisoria alla Casa Jannacci, una soluzione che per un minore è insostenibile. Nel frattempo le persone restano senza casa o senza utenze essenziali” aggiunge Casagrande. Ispezioni a sorpresa e sgomberi annunciati nel giro di poche ore”. Succede a Calvairate, quartiere popolare di Milano, dove il Comitato Inquilini denuncia che gli ispettori di Aler (Azienda Lombarda Edilizia Residenziale Milano) hanno effettuato controlli in diversi alloggi occupati, “concentrandosi in particolare su donne sole con figli minori”. E “in almeno un caso, quello di una madre e di sua figlia, all’ispezione è seguito il distacco dell’energia elettrica e l’ordine di lasciare l’abitazione entro due o tre giorni”.

La vicenda che sta sollevando maggiori polemiche riguarda una donna e la figlia, che vivevano da circa sei anni in un alloggio Aler di via Tommei 2. Secondo quanto riferito dal Comitato Inquilini Molise-Calvairate-Ponti, giovedì 22 gennaio gli ispettori si sono presentati nell’appartamento: nello stesso giorno il contatore della luce è stato rimosso e alla donna è stato comunicato che lo sgombero sarebbe avvenuto a breve. L’utenza elettrica era intestata al precedente inquilino, ma la donna si è difesa dicendo che la bolletta veniva regolarmente pagata: una condizione frequente per chi occupa senza titolo, dal momento che gli occupanti abusivi non possono intestarsi le forniture. Il caso di via Tommei non sarebbe isolato. Secondo il Comitato Inquilini Molise-Calvairate-Ponti, negli ultimi giorni situazioni simili stanno interessando diverse famiglie del quartiere, tutte composte da donne sole con bambini. “Gli ispettori stanno minacciando sgomberi senza rispettare i normali iter previsti dalla normativa”, spiega a ilfattoquotidiano.it Grazia Casagrande, del Comitato. “In alcuni casi si tratta di nuclei con minori con disabilità”. Tutte le famiglie coinvolte, sottolinea il Comitato, sono seguite da anni dai servizi sociali del Comune di Milano e dal Comitato. “Il problema è che gli sgomberi vengono annunciati all’improvviso e poi scaricati sui servizi sociali, che hanno tempi di intervento lunghi. In questi casi l’unica alternativa che riescono a proporre è l’accoglienza provvisoria alla Casa Jannacci, una soluzione che per un minore è insostenibile. Nel frattempo le persone restano senza casa o senza utenze essenziali” aggiunge Casagrande.

A complicare ulteriormente il quadro è l’assenza di alternative. Gli occupanti abusivi, per normativa, non possono presentare domanda per una casa popolare né accedere a soluzioni abitative transitorie per cinque anni. “Si tratta di donne sole con figli a carico. Nel caso di questa famiglia il padre è scomparso durante la gravidanza e la madre ha potuto contare solo su lavori saltuari e irregolari. In un altro caso parliamo di una donna con quattro figli rimasta vedova dopo la morte del marito, avvenuta due o tre anni fa all’ortomercato, dove lavorava in nero. Oggi vive di lavoretti e uno sgombero sarebbe una tragedia. Ci sono anche due madri sole con figli con disabilità che, pur avendo un lavoro regolare, non riuscirebbero comunque a sostenere i costi degli affitti privati a Milano” aggiunge Casagrande.

Il Comitato denuncia come le case popolari rimangano vuote. Nel quartiere di Calvairate, secondo i dati raccolti, gli alloggi Aler sfitti sarebbero circa 300, chiusi con lastre di acciaio e inutilizzati. “Qui si riprendono le case e poi restano vuote, mentre famiglie fragili vengono allontanate senza preavviso. È questa la contraddizione” conclude Casagrande.

Welfare ed equità nelle politiche abitative: il caso della polizia a Pisa

Un sindacato di Polizia, sulle pagine di cronaca del quotidiano Il Tirreno uscito in edicola il 27 gennaio 2026, ha fatto appello al Comune di Pisa per costruire delle politiche abitative a favore degli agenti che opereranno nella città e provincia di Pisa.

Non si capisce la logica che spinge un sindacato a rivendicare una sorta di piano casa solo per alcune figure professionali, come se la carenza di alloggi riguardasse solo le forze dell’ordine. E non è umanamente comprensibile per quale ragione si rivendichi un trattamento privilegiato solo per le forze dell’ordine e non ai ricercatori, agli infermieri, ai docenti e a chiunque venga chiamato a lavorare da altre città.

Tuttavia, a pensarci bene, la richiesta (corporativa e divisiva) ha una logica ossia la pretesa che il pubblico debba restituire parte dei benefici recati ai quartieri dalla maggior presenza delle forze dell’ordine. Ma i benefici per la salute derivanti da medici, personale sanitario operante nei nostri ospedali?

pc 29 gennaio - L’omicidio di Abderrahim Mansouri, le crepe della versione ufficiale e la corsa allo scudo penale... Un contributo condivisibile


Un colpo sparato da almeno venti metri. Una sagoma intravista nella penombra. Una “reazione istantanea”. È così che l’agente di polizia ha spiegato al pubblico ministero Giovanni Tarzia perché, nel pomeriggio di lunedì, in via Impastato a Milano, ha ucciso Abderrahim Mansouri, 28 anni, cittadino marocchino con permesso di soggiorno valido, noto alle forze dell’ordine e con precedenti per spaccio e rapina. Un colpo solo, esploso verso una persona che impugnava quella che sembrava un’arma vera e che si è poi rivelata una pistola a salve.

Da qui inizia una storia che non riguarda solo un fatto di cronaca, ma il modo in cui lo Stato esercita il suo

pc 29 gennaio - ICE, F**K You - A Protest Song for Minneapolis: MUSICA CONTRO IL NAZISTA TRUMP E LE SUE TRUPPE

pc 29 gennaio - Il Centro Culturale Handala Ali è nel mirino della stampa sionista. INFO SOLIDALE

 

di Centro Culturale Handala Ali

Da ieri 27 gennaio il Centro Culturale Handala Ali è al centro di un’aggressione mediatica da parte de “Il giornale” e di altre testate. Negli articoli viene messa in discussione la libertà di associazione, diritto sancito dalla costituzione e con un linguaggio diffamatorio e privo di riscontri giudizari veniamo “accusati” di essere stati presenti alle mobilitazioni al fianco della resistenza del popolo palestinese, insieme ad altre realtà palestinesi, l’UDAP e i GPI – come se questo potesse essere incriminante. Inoltre, vengono citate le dichiarazioni di una deputata di estrema destra che, per il lancio della nostra giornata di tesseramento, ci accusa di star fondando un “partito filo Hamas”.

Ma quale partito? Il nostro centro nasce 6 anni fa, un progetto di diffusione culturale – dunque politica – in memoria di Ali Oraney, storico esponente della diaspora palestinese a Napoli. Come ogni anno, il Centro Culturale Handala Ali rilancia in questo periodo la campagna di tesseramento associativo. Infatti, come associazione culturale no-profit, la

pc 29 gennaio - ORE 12 Controinformazione rossoperaia - 31 gennaio tutti a Torino per Askatasuna, contro lo stato di polizia, la guerra e genocidio in Palestina e nel mondo - La delegazione internazionalista al parlamento di Bruxelles per l’India

 

pc 29 gennaio - Siamo tutti Askatasuna - proletari comunisti a Torino

 

pc 29 gennaio - Usa/Trump: moderno nazismo

 

pc 29 gennaio - Niscemi: Governo, amministrazioni, militarizzazione: siete voi i responsabili del disastro ambientale!

Il ministro Salvini e tutta la feccia al governo tacciono su questo ennesimo scempio del territorio mentre perseguono il loro progetto del ponte sullo stretto 


comunicato del movimento No muos:

La frana che in questi giorni ha colpito Niscemi, costringendo all’evacuazione centinaia di persone, non può essere ridotta a un evento meteorologico né archiviata come fatalità.

Niscemi è da anni una cartina di tornasole delle fragilità che possono caratterizzare alcuni territori: spopolamento progressivo, consumo di suolo, abbattimento di alberi, assenza di investimenti produttivi, infrastrutture

pc 29 gennaio - Il nazista Trump e il genocida Netanyahu preparano un nuovo attacco militare all'Iran/l'Italia di Meloni complice

Trump: "Una grande Armada è diretta verso l'Iran. Si muove velocemente, con forze, entusiasmo e un obiettivo. È una flotta più grande di quella mandata in Venezuela. Come per il Venezuela, anche questa flotta è pronta, desiderosa e capace di compiere la propria missione..."


da antoniomazzeoblog.blogspot.com

Si rafforza l’ipotesi di un’opzione militare USA anti-Iran. Il Comando Centrale unificato delle forze armate degli Stati Uniti (U.S. Centcom) con un laconico comunicato ha reso noto che nella giornata di

mercoledì 28 gennaio 2026

pc 28 gennaio - Scuole chiuse il 6 febbraio all’inizio dei Giochi, appelli e lettere per il dietrofront: “In difficoltà 150mila famiglie”......

La presenza dei nazisti dell'ICE, che ci saranno se no Trump si arrabbia, il piano "sicurezza" per le Olimpiadi invernali mostra tutto il suo aspetto di guerra interna contro studenti-bambini-famiglie, contro la libera circolazione ma soprattutto contro ogni dissenso.

La decisione riguarda tutti gli istituti dentro la circonvallazione esterna. È polemica, genitori e associazioni chiedono di tenerle aperte. Comune: “Misure per garantire la sicurezza”

Anche la giunta Sala, e il PD che lo sostiene, dice che non è un problema, uguali alle dichiarazioni di Valditara

Cosa hanno detto Sala e Valditara

Interpellato dai cronisti, il sindaco Giuseppe Sala risponde che a Torino (in occasione dei Giochi del 2006, ndr) le chiusure si erano protratte per più giorni. “Posso invitare a riflettere sulla possibilità di fare più smart working. La città non sarà in una situazione di invivibilità ma le problematiche ci saranno”. E in una comunicazione inviata ai presidenti di Municipi, la

pc 28 gennaio - Il presidio dei centri antiviolenza finisce assediato dalla polizia. DDL STUPRO: IL GOVERNO MODERNO FASCISTA SCHIERA I SUOI UOMINI CHE ODIANO LE DONNE


pc 28 gennaio - Torino 31 gennaio

 

martedì 27 gennaio 2026

pc 27 gennaio - MILANO: ABDERRAHIM MANSOURI, 28 ANNI, UCCISO DA UN COLPO ALLA TESTA DURANTE UN’OPERAZIONE DI POLIZIA...

...ucciso uno spacciatore armato, pistola giocattolo, o ennesimo abuso in divisa in stile ICE? Primo: di sicuro la dinamica non è "chiara" essendo unico testimone il poliziotto che ha sparato, in borghese e sprovvisto di bodycam. Ha detto di aver sparato per paura e mirato alla sagoma, e alla faccia della paura e della sagoma fa centro alla testa. Sembra di essere a Minneapolis durante l'omicidio dell'infermiere da parte dei criminali ICE che subito avevano dichiarato che l'infermiere era armato, cosa smentita dai filmati di persone che ormai riprendono questi criminali. Secondo: come sottolineato dal giornalista Mastrodonato a radio Onda D'Urto, il commissariato di appartenenza del poliziotto, Mecenate, non è "nuovo" a questi casi, come nel 2011 quando fu ucciso Michele Ferulli e nel 2022 un altro ucciso, in casa, in zona commissariato. Terzo: il post fatto da Salvini, 1 minuto dopo l'uccisione, in cui lo stesso dice

“Basta indagare le forze dell’ordine”. E annuncia la riforma nel nuovo pacchetto sicurezzachiarisce bene qual è il vero obiettivo: impunità per le forze di polizia tale e quale alla linea di Trump.

Infine, ciliegina sulla torta, "l'aggressione" alla troupe di ORE 14 di Rai2, che suona strana visto il dispiegamento di polizia, ma che con le dichiarazioni di Milo Infante (che conduce la trasmissione) mettono in luce una informazione(sic) al servizio di uno stato di polizia: Esprimo piena solidarietà ai colleghi - ha affermato Milo Infante – e la ferma condanna dell'ignobile aggressione da parte di spacciatori che si sentono padroni di un territorio che deve ritornare sotto il controllo dello Stato. Ringraziamo il 118 e gli agenti

pc 27 gennaio - Ravenna contro l'"operazione Kagaar" in India a sostegno della delegazione internazionale oggi al Parlamento europeo di Bruxelles

immagini e video del presidio

https://www.ravennawebtv.it/manifestazione-a-ravenna-contro-gli-arresti-e-le-deportazioni-delle-popolazioni-indigene-in-india/

Manifestazione a Ravenna contro "l'operazione Kagaar", la guerra contro il suo stesso popolo che il fascista Modi in India sta portando avanti con la complicità dell'imperialismo USA/UE




Il 27 gennaio lo Slai Cobas ha organizzato un sit-in a Ravenna, a Porta Adriana, a sostegno di una delegazione internazionale di cui fa parte anche il nostro sindacato andata a Bruxelles con un presidio davanti al parlamento per protestare davanti alla Commissione europea, sezione diritti umani e sezione esteri, a prendere posizione e intervenire contro gli arresti e le deportazioni in corso in India nei confronti delle popolazioni indigene Adivasi delle foreste che. 

In questa giornata la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha incontrato Modi per stringere accordi economici che si tradurranno in inasprimento delle violazioni dei diritti umani in India,