
da ORE12/Controinformazione rossoperaia del 30/1
Una “passerella di delinquenti”, così ha gridato una donna
delle tante persone che a Niscemi, a causa della frana, ha perso la casa, ha
perso praticamente tutto. Così ha definito i politici che si sono presentati,
super scortati, naturalmente con una faccia tosta, impossibile da definire,
sempre alla ricerca naturalmente di voti.
Delinquenti, nel senso vero della parola, perché alcuni, da
Schifani, all'attuale Presidente dell'Assemblea Regionale Galvagno, sono stati
inquisiti, probabilmente quest'ultimo finirà in galera. Arriviamo pure a
Musumeci, attuale Ministro della Protezione Civile, che si autodefinisce un
"fascista per bene", che si è presentato sul posto per verificare
quello che sta succedendo. Ha verificato, ha detto che la linea del fronte
continua ad arretrare verso il centro abitato e l'area rossa è destinata ad
allargarsi... insomma ha avuto il coraggio non solo di presentarsi, di fare
affermazioni come se davvero fosse interessato alla situazione, mentre è stato
Presidente della Regione dal 2017 al 2022, ma ha pure chiesto (praticamente un
cretino) che cosa si è fatto in questi 30 anni: in questi 30 anni c'è stato
pure il tuo governo che non ha fatto assolutamente non solo niente, ma ha
complicato la situazione.
Niscemi è il precipitato di tutta questa attività politica
che si mangia il territorio e complica la vita delle persone, distruggendo
intere famiglie: è tempo di sciacalli praticamente e a cominciare dalla Meloni
che dopo quattro giorni, si è precipitata sul posto per cercare di capire anche
lei come poter dare un parere su quello che stava avvenendo e cercare di
tamponare.
Ma la vera realtà è stata quella che ha cercato di bloccare queste polemiche tutte all'interno dei partiti della maggioranza alla Regione che, contrariamente a quello che ha fatto il governo nell'immediato, cioè lo stanziamento di 100 milioni, diviso per 3 regioni, cioè 30 milioni a Regione, Sardegna, Sicilia e Calabria, contrariamente a questo invece ha approvato immediatamente 99 milioni...
Ma addirittura alla Regione si sono spinti anche più avanti
perché, visto che si devono fare tutta la campagna elettorale, hanno chiesto di
impiegare i famosi 5 miliardi del fondo che era per contributo al Ponte, di
investirli immediatamente per ristorare la situazione che c'è attualmente a
Niscemi. Quindi la Meloni, da un lato per i problemi che si sono creati, dall’altro
per cercare di bloccare questo contrasto è alla fine arrivata. Non solo, ma ha
detto - chiaramente allargandosi come fa al modo suo - che non si ripeterà
quanto è accaduto nel 1997. Adesso tutti si ricordano che nel 1997 ci fu una
frana simile a Niscemi che aveva messo in pericolo altre famiglie, una parte
del paese. “Saremo celeri” ha detto, questa volta saremo celeri, ma chiaramente
la verità è che la gente è arrabbiata - come ha detto un altro dei presenti
delle persone che sono state colpite pesantemente – “abbiamo una rabbia
pazzesca” e la rabbia pazzesca è dovuta al fatto che non solo dalle immagini si
vedono quattro chilometri di estensione della frana che coinvolge 1500 persone
che sono state sfollate, ma che la frana continua ad erodere la collina e
soprattutto, come dicono i tecnici, fino a quando pioverà non si ferma,
dovrebbero aspettare che smetta di piovere…
Ma è una situazione veramente difficile: è tutto uno
sperare, sperare, mentre la realtà è la catastrofe sotto gli occhi di tutti. E
quindi non ci sono parole, chiacchiere, “vicinanza” dei politici che possono
rimarginare le ferite di queste famiglie che di fatto hanno perso non solo la
casa fatta con anni di sacrifici, ma oggettivamente hanno perso tutto, come
dicono alcuni di loro, ma anche per l'umiliazione di andare elemosinando adesso
un'abitazione, un alloggio momentaneo per non dormire come fa uno di loro in
macchina in questi giorni, o cercare appunto di dormire nella palestra, nei
lettini che sono stati accomodati. Insomma, si tratta di “una rabbia pazzesca”
che cerca di superare questo momento, dicendolo in piazza laddove è stato
possibile ai politici che si sono
presentati per primi, e poi a tutti…
Questo disastro non si sta fermando, si allarga, si parla di
25 chilometri quadrati. Insomma, siamo davanti a una desolazione, alla
distruzione di queste famiglie, altro che problemi tecnici. Ma qui si parla di
soldi, la prima cosa che si fa non è che si pensa alla vita reale delle
persone, a quello che perdono, che non si può davvero rimarginare come ferita,
ma si parla di soldi, naturalmente soldi che si cerca di “trovare”…
Queste sono le prime cifre di cui si parla: 2 miliardi tra
infrastrutture da riparare e ristorare, bella parola, ristorare anche gli
imprenditori, pescatori, insomma, tutti, compresi i balneari, che sono stati
colpiti dal ciclone anche lungo tutte le coste. E quindi nel giro di pochi
giorni si sta correndo per cercare di mettere a disposizione una parte di
questi soldi.
Non si sa come andrà a finire da questo punto di vista,
perché nessuno vuole riaprire il dossier fondi per lo sviluppo della coesione,
perché dovrebbero dare conto e ragione a livello europeo e quindi questo ai
governi crea problemi politici seri. Mentre su Niscemi si sta concentrando
oggettivamente la malvagità di un sistema della catastrofe di cui, a quanto sembra,
adesso nessuno sapeva.
È un'altra di quelle falsità enorme, perché l'Istituto ISPRA
nel 2024 con un dossier aveva già parlato della “fragilità” a livello nazionale
del territorio, e contato oltre 30.000 frane più quelle che si possono
prevedere in futuro… In tutto questo c'è da dire che la corte dei conti, che è
quella che ha messo in dubbio la fattibilità del fondi sullo stretto, adesso
viene attaccata pesantemente con un decreto soprattutto ispirato da Salvini che
vorrebbe mettere il bavaglio, perché in casi come questo dove si tratta di utilizzo
dei fondi, dove e come si devono impiegare, la corte dei conti non potrebbe più
sollevare dei rilievi economici o ambientali.
L'attacco costante a tutto ciò che è di controllo
all'operato del governo continua anche in questi momenti, Salvini non vuole che
si tocchi il Ponte, mentre adesso è davanti agli occhi di tutti che il Ponte è
una fesseria allucinante a fronte di un territorio regionale e nazionale che è
ai minimi termini in quanto a consistenza e quindi frane, e tutto il resto, e
quindi famiglie e persone messi in pericolo, ma Salvini non vuole toccato il
Ponte perché appunto si sta spendendo al massimo dal punto di vista elettorale,
come carta da giocare, mentre il contributo annunciato dalla Meloni è da mentalità
delle elemosine, è di 400 euro a famiglie, più 100 euro a componente per un
massimo di 900 euro al mese per pagarsi l'affitto, ma qui ha già ricevuto la
risposta dalle persone che erano in piazza: una signora intervistata ha detto
che “a noi non c'è ne frega niente dei soldi che ci date per l'affitto, noi
vogliamo un alloggio, un alloggio decente, non solo momentaneo, ma vorremmo una
casa per sempre” come hanno detto anche altri, anche perché a proposito di
sciacalli ci sono anche i padroni di casa che hanno già alzato i prezzi, si
parla addirittura di un affitto a 2.000 euro al mese.
Sull'aspetto legale, per così dire, sono state aperte le indagini:
di chi è la colpa? la procura di Gela h aperto un'indagine per disastro colposo
e danneggiamento, ma questo - ci ricordano i quotidiani - è stato già fatto per
la frana del 1997, ma si concluse con l’assoluzione di tutti gli imputati,
quindi da questo punto di vista purtroppo nessuna garanzia, nemmeno con
l'apertura delle indagini, cosa di cui i politici possono essere relativamente
preoccupati solo perché può danneggiare la loro immagine.
Ma tale questione gravissima, con l'impiego dei fondi, dimostra
come viene gestita dal potere, al momento il governo Meloni moderno fascista,
innanzi tutto cercando di scaricarsi le responsabilità, ma qui hanno provato
per fino a scaricare le responsabilità sugli abitanti stessi: come le
avevano costruito le case? E qui la risposta
è stata veramente seria, e importante, innanzitutto, hanno detto gli abitanti
“non siamo tecnici”, noi abbiamo costruito con tutte le autorizzazioni del Comune,
erano aree edificabili e quindi nessuno ci aveva detto che non si poteva fare,
quindi anche questo tentativo miserabile di scaricare sul popolo, su chi
abitava in quelle case e ha perso di fatto tutto, è andato a vuoto e deve
andare a vuoto con la denuncia costante di questi politici che abbiamo detto sono
sciacalli per dire una cosa abbastanza leggera, perché il problema è che adesso
gli abitanti, circa 1.500, sono sempre in pericolo e a quanto pare può essere
di nuovo tutto il paese coinvolto in questo, l'intero paese di circa 30.000
abitanti, per la frana, e ricordiamo che ci sono attualmente 5.000 studenti che
non possono andare a scuola. A proposito: per smentire chi diceva che non c'era
un'autorizzazione per la costruzione delle case, in quella stessa zona sono
state costruite dall'amministrazione pubblica tre scuole, quindi smentite
costantemente anche da questo punto di vista…
Ma forse la cosa più fastidiosa in assoluto è che, come tutti sanno, a Niscemi c'è la base del Muos, la base americana per cui sono stati distrutti chilometri quadrati di sughereta, alberi salvaguardati dalle leggi sull'ambiente distrutti per fare spazio a una base americana di fatto militare, ebbene le ultime notizie a proposito di questa base - vedere come si usano due pesi e due misure – dicono che alla base sono in corso attualmente rapidamente e urgentemente interventi per metterla in sicurezza, si analizzano i problemi infrastrutturali, se ci possono essere smottamenti eccetera, guarda caso l'urgenza si fa dentro la base militare, uno strumento di morte, mentre per il paese naturalmente si fanno chiacchiere su chiacchiere come anche quelle che volevano mentire sugli interventi nel passato: chi ha la memoria del luogo ha detto che anni fa erano già previsti 9 milioni, tra i tanti stanziati, che non sono mai stati spesi, e che furono dirottati per altre “emergenze” in Sicilia, emergenze che, si sa, non finiscono mai perché qui non si tratta assolutamente di fatalità, di destino, ecc.. ma di una volontà politica chiara e determinata e quindi in questo senso possiamo ben dire che la politica ha una doppia responsabilità non solo per quello che non fa assolutamente per quanto riguarda per esempio la messa in sicurezza del territorio e dei soldi che vengono spesi nella maniera in cui decidono loro per le loro clientele, ma perché si nega anche il cambiamento climatico creato dall'imperialismo nel suo complesso che incide naturalmente con i nuovi fenomeni atmosferici come questi dei cicloni che adesso si sono abbattuti sul sud, in particolare qui, perché qui non si programma niente, l'unica cosa programmata è questo dissesto ambientale e il disastro sociale e questa, qualcuno ha scritto, è la “nuova normalità”, sì ma se è la nuova normalità non lo è non può esserlo per noi, non può esserlo per noi e nemmeno per chi in piazza ha protestato chiamando quella dei politici “passerella di delinquenti” che mette in campo, come abbiamo detto, “una rabbia pazzesca”, e questa rabbia si deve trasformare in ribellione popolare e continuare per cacciare il governo moderno fascista della catastrofe.
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