Lo Slai cobas per il sindacato di classe di Taranto ha parlato nei giorni scorsi con alcuni operai della Stellantis di Melfi - Riportiamo questa lunga discussione che da un quadro ampio della situazione in fabbrica, ma anche di come è necessario cambiarla
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Slai
cobas -
Volevamo
sapere come è proseguita la situazione a Melfi. Sta andando avanti
quel piano che ci dicevate del lavoro soli per tre giorni alla
settimana, martedì, mercoledì e giovedì?
Lavoratore
Stellantis
- Adesso per i lunedì hanno fatto il “senza lavoro” tutta la
giornata. Questi tre giorni sono anche diminuiti adesso, perché
questa settimana si è lavorato solo quattro turni, cioè due giorni
alla settimana. Quindi praticamente se non inseriscono la nuova
macchina, la DS7, è un problema.
Slai
cobas
- Ma
che possibilità ci sono, c'è un’effettiva prospettiva di
aumentare il lavoro?
Lavoratore
Stellantis
- Il problema è che è rimasta solo una linea di produzione, quindi
per l'assemblaggio di quelle macchine che sono grandi e hanno bisogno
di molte operazioni, tecnicamente puoi fare massimo 600 vetture al
giorno. Se dovesse esserci un picco di produzione dovrebbero inserire
il turno di notte, però il problema è che alcuni reparti, come
lastratura, non ce la fanno. Infatti una squadra di lastratura, dove
assemblano le scocche, fa lavoro anche di notte per portarsi avanti
con l'assemblaggio delle scocche.
Il
problema poi è che hanno distrutto l'indotto, quindi molte
lavorazioni sono saltate, e quindi si va a rilento nell'assemblaggio.
Slai
cobas
- Quegli
altri modelli che stavate facendo, C-SUV, Compass, sono terminati?
Lavoratore
Stellantis -
La Compass è l'unica, adesso stiamo facendo la DS8, che è una
macchina che costa tantissimo, per cui se ne producono molto poche,
parliamo di 10-20 macchine al giorno, in più facciamo una produzione
per turno di Jeep Compass, la J4 si chiama. In teoria dovrebbero
inserire, dicono, da fine giugno-luglio, la DS7, il terzo modello.
Però il problema è che sono macchine che costano tanto, quindi non
hanno grossi volumi.
Slai
cobas
- Cioè
non c'è mercato?
Lavoratore
Stellantis - Non
c'è mercato, ma anche se ci fosse il mercato, il problema è che
avendo una sola linea di produzione, e quella linea ha una produzione
di 350 vetture a turno, anche se aumentano i modelli, il numero di
macchine che si può fare è sempre quello. Non è che aumenta i
modelli e puoi fare 2.000 macchine, oppure 1.500, come facevamo con
la Renegade, perché avevamo due linee gemelle, quindi
automaticamente facevi 750 su una linea, su tre turni e 750
sull'altra. Adesso avendo solo una di linea, sempre quello è il
passo, cioè le operazioni, la tempistica è sempre quella.
Slai
cobas -
C'è
un'unica linea perché? Per i problemi che si sono ridotti gli arrivi
di materiali dalle ditte dell’indotto?
Lavoratore
Stellantis - No,
perché un'altra linea l'hanno smontata e se la sono portata in
Francia. In pratica Melfi aveva due linee gemelle, si chiamavano
Melfi 1 e Melfi 2. Adesso è rimasta solo una linea di produzione, al
montaggio. L'unica soluzione è fare il turno di notte e
potresti portare, diciamo per assurdo, 900 vetture al giorno per come
è adesso impostata la linea di produzione. Questa è la realtà. Quindi, anche se inseriscono nuovi modelli noi lavoratori siamo
ancora troppi, per loro siamo ancora troppi.
Hanno saturato le postazioni, quindi fanno “morire” la gente.
In
assemblea qualcuno ha chiesto come avevano calcolato i tempi di
produzione, cioè la tempistica delle operazioni che un operaio deve
fare sulla linea. Hanno risposto: i tempi sono stati presi in
Turchia. Quando in Turchia fanno la Tipo, una macchina molto snella,
con molti meno pezzi da assemblare