domenica 1 febbraio 2026

pc 1 febbraio - Askatasuna: la diretta di ieri momento per momento di Radio Onda d'Urto...

 


50.000 persone alla manifestazione nazionale di sabato 31 gennaio 2026: “Torino è partigiana. Contro governo, guerra e attacco agli spazi sociali”, come condiviso nell’assemblea nazionale del 17 gennaio, a sua volta convocata dopo lo sgombero poliziesco del 18 dicembre 2025 dello storico centro sociale Askatasuna

LA DIRETTA – 

Ore 19.45 – Chiudiamo qui, dopo 5 ore, la diretta su Radio Onda d’Urto dal corteo nazionale di Torino per Askatasuna e contro governo, guerra e attacchi agli spazi sociali. Il corteo è arrivato al Regio Parco, davanti al cimitero, conclusione del corteo. La testa attende che arrivi la coda, per concludere tutti e tutte insieme. Al momento risulterebbero una decina di fermi.

Ore 19.30 La corrispondenza conclusiva e un primo bilancio con Umberto e Michele, della Redazione di Radio Onda d’Urto. 

Ore 19.20 – Il corteo si è ricompattato sul ponte di Corso Regio Parco, imboccato ora da migliaia di manifestanti, diretti in maniera collettiva ai bus delle delegazioni di fuori Torino e all’altezza del cimitero di fronte al Parco Regio, chiusura della manifestazione. Alle spalle ancora lacrimogeni e alcuni focolai di scontri. Segnalati una decina di fermi e diversi tra feriti e contusi.

Ore 19.15 – Cariche e copiosi lacrimogeni nella zona di via Rossini, all’incrocio con il LungoDora, dove compagne-i cercavano di sganciarsi dalle vicinanze con corso Regina Margherita. Si segnalano nelle vie adiacenti, sulla sponda sud della Dora, fermi e tentativi di fermi. Ancora Siham, della Redazione.  

pc 1 febbraio – Genocidio continuo in Palestina…

 


Tre mesi di finta «tregua», alla luce del “piano di pace” di Trump, sostenuto da tutti i paesi imperialisti a cominciare dall’Italia della fascista Meloni, gli attacchi del nazionismo non si sono mai fermati e hanno ucciso circa 530 palestinesi… mentre l’entità israeliana ammette esplicitamente di avere ucciso oltre 70.000 palestinesi, senza contare le migliaia che si trovano sotto le macerie…

Riportiamo l'articolo del manifesto di oggi

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La finta tregua riporta Gaza sotto le bombe. Decine di morti e feriti

Michele Giorgio

Striscia di sangue La Striscia era in attesa della riapertura del valico di Rafah. Israele invece ha mandato i bombardieri. Bambini tra le vittime

Edizione 01/02/2026

 

Soccorritori alla stazione di polizia di Sheikh Radwan colpita dai jet israeliani, foto Ap

Soccorritori alla stazione di polizia di Sheikh Radwan colpita dai jet israeliani – Jehad Alshrafi/Ap

Le bombe hanno ucciso, ferito, distrutto, riportando Gaza ai giorni più bui dei due anni di offensiva militare israeliana dopo il 7 ottobre 2023. Almeno 32 palestinesi, tra cui bambini, sono stati fatti a pezzi dalle esplosioni o sono morti sotto le macerie degli edifici colpiti. La Protezione civile ha riferito anche di decine di feriti: alcuni sono in condizioni gravissime. I video giunti da Gaza hanno mostrato esplosioni, fumo, macerie ed esseri umani che si aggiravano come fantasmi nelle nuvole di polvere, con abiti strappati e in stato confusionale. Doveva essere una giornata con aspetti positivi per la popolazione della Striscia. Riapre dopo un anno e mezzo, oggi in modo parziale e domani a pieno regime, il valico di Rafah con l’Egitto, fondamentale per i movimenti dei civili: i tanti che vogliono tornare a Gaza e gli ammalati e feriti in attesa di cure all’estero. Al contrario, è stata una delle giornate più insanguinate di questi tre mesi di finta «tregua», in cui attacchi e spari israeliani hanno ucciso circa 530 palestinesi, in buona parte civili, sottolineano i gazawi.