Il governo nega il diritto alla salute per i migranti
A Ravenna per i blocchi al Porto a sostegno del popolo palestinese del 28 novembre scorso ci sono 32 denunce, l’ultima è stata notificata oggi al coordinatore dello Slai Cobas per il sindacato di classe di Ravenna.
Non basta la sola difesa legale, l’attacco repressivo della questura è in sintonia con il clima politico nazionale del governo Meloni, dei decreti sicurezza contro le lotte, dell'attacco repressivo al sostegno del popolo palestinese, della repressione antimmigrati, dell’attacco ai magistrati e ai giornalisti scomodi per avere indagato sul governo e i suoi ministri e onorevoli.
Ora la repressione a Ravenna ha preso di mira alcuni medici dell’Ospedale per i certificati di inidoneità per il rimpatrio dei migranti. La repressione antimmigrati da parte del governo Meloni/Salvini/Piantedosi non solo ha creato galere fuori dei confini nazionali (vedi centri in Albania), non solo ha appaltato i respingimenti a Libia, Tunisia, non solo sta accelerando le procedure per i rimpatri, non solo ha colpito le ong che si occupano di soccorsi, non solo è responsabile delle disumane condizioni dei migranti dentro i lager di Stato, i Cpr, ora a Ravenna ha colpito i medici che si sono occupati della salute dei migranti mentre questo governo li vuole trasformare in poliziotti al servizio delle sue politiche razziste.

