mercoledì 17 giugno 2026

pc 17 giugno - ore 12 controinformazione rossoperaia oggi non esce - torna a uscire domani con un numero dedicato al G7 di Evian e alla manifestazione antimperialista di Ginevra

 

pc 17 giugno - branccianti sfruttati a Saluzzo che dormono su cartoni - info solidale

 

Quando si dorme su cartoni in attesa di un lavoro: i migranti invisibili del parco Gullino a Saluzzo

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La scorsa settimana, al parco Gullino, polmone verde di Saluzzo alle porte del centro città, dormivano una quarantina di africani, giovani (e meno giovani) arrivati nei giorni precedenti in cerca di un impiego stagionale nel distretto della frutta. Il fenomeno si ripete da tempo, ma quest’anno si è registrato con qualche settimana di anticipo rispetto al passato, nonostante le riunioni primaverili del Protocollo stagionali puntassero a prevenirlo.

Una quarantina di persone l’altra notte

L’altra notte il numero non era cambiato di molto: poco meno di quaranta persone tra il parco e i portici del condominio adiacente ai giardini. Domenica, in un incontro pubblico, il sindaco di Saluzzo Franco Demaria raccontava invece di «dieci o quindici presenze». Numeri diversi, su cui però non è necessario soffermarsi: sono piccoli rispetto al fenomeno complessivo del lavoro stagionale nel Saluzzese, che coinvolge migliaia di lavoratori ogni estate. Resta, tuttavia, una situazione da affrontare, anche per ragioni di igiene pubblica e di dignità.

Continua Maggi: «I dati sul lavoro stagionale sono elevati. La nostra Caritas - che lavora principalmente su questo, ma non solo, perché l’aiuto è rivolto a ogni situazione di indigenza -, può contare sul supporto di 148 volontari, serve 250 pasti al giorno tra pranzo e cena, mette a disposizione info point, docce, coperte, abiti nella “Boutique du Monde”, un servizio di riparazione biciclette e cerca di dotare i lavoratori di gilet catarifrangenti e luci led per le biciclette. Cerchiamo di esserci, dalle piccole alle grandi necessità».

Resta, quindi, centrale il tema dell’accoglienza stagionale, chiamata nelle prossime settimane, attraverso il Protocollo Prefettura e il Comune stesso, a dare una risposta concreta a una situazione che si è ripresentata con l’avvio della raccolta della frutta nel Saluzzese.

Il 

pc 17 giugno - notizie di mobilitazione operai iraniani

L'andamento oscillante delle trattative Iran-USA è dovuto, oltre che alla capacità negoziale degli Iraniani, anche all'influsso dei conflitti interni al regime. Riprendiamo un documento, anche se parziale, che indica la presenza di forze operaie che non si sono fermate mai nella protesta contro il regime e che difendono i loro rappresentanti dalla repressione in atto.

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Nei porti di Imam Khomeini e Mahshahr (in fondo al Golfo Persico) gli operai portuali dopo una settimana di sciopero e manifestazioni davanti alla prefettura hanno ottenuto il reintegro al lavoro di 68 loro compagni che erano stati licenziati a seguito della mancanza di lavoro nei porti bloccati.
Nel settore petrolio, che è e sarà molto critico e quindi soggetto a stretto controllo, l’organizzazione degli operai petroliferi è ancora alla testa delle organizzazioni popolari con le quali vi era stata una prima manifestazione unitaria per richiedere la liberazione dei primi arrestati (vedi l’articolo “Bucato il silenzio imposto dal regime iraniano” 16/1/26). Attualmente è stata lanciata una campagna per rivendicare la scarcerazione di Yaser Ahmadinejad, ex-operaio della National Drilling (perforazioni) che ha guidato lotte operaie e ha partecipato anche alle sollevazioni “Donna Vita Libertà” e gennaio/febbraio di quest’anno. La campagna coinvolge le organizzazioni popolari sfidando le accresciute difficoltà ed i pericoli per l’organizzazione fuori dagli impianti petroliferi.
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DICHIARAZIONE DEL CONSIGLIO PER L’ORGANIZZAZIONE DELLE PROTESTE DEI LAVORATORI DEL PETROLIO
Noi siamo lavoratori che chiedono giustizia. Noi facciamo richieste. Ascoltate il suono dei nostri passi
Uniti contro il massacro di Deymah 1404, uniti contro la distruzione del lavoro e del sostentamento, uniti contro le guerre scatenate dal governo e le aggressioni che ogni giorno colpiscono la vita di noi lavoratori e del popolo, e uniti contro la repressione, la prigione e la condanna a morte.
– Nel Deymah 1404, abbiamo gridato il nostro dissenso contro la povertà e l’aumento dei prezzi e voi, che non avevate risposte, avete massacrato spietatamente. Ma avete visto che siamo scesi in strada più forti che mai e abbiamo chiesto giustizia.
– Avete tagliato internet e intensificato la repressione nel silenzio digitale perché avete visto la nostra rabbia e avete avuto paura.
– Con le guerre scatenate avete portato il nostro lavoro e la nostra vita a una distruzione ancora maggiore. Soprattutto noi lavoratori del petrolio che migliaia abbiamo perso il lavoro.
– Nel corso della guerra non voluta, che è sempre stata imposta a noi lavoratori e al popolo oppresso a causa delle guerre interne ed esterne, ci avete usato come scudi umani nei progetti di sfruttamento petrolifero, usandoci strumentalmente.
– Nonostante i bombardamenti estesi ai centri petroliferi, i dirigenti responsabili dell’esecuzione dei contratti e i capi delle raffinerie e delle industrie petrolchimiche, sotto la pressione dei Pasdaran e delle agenzie di sicurezza, hanno obbligato i nostri colleghi a una presenza massima nei luoghi di lavoro in condizioni di guerra, giocando con le nostre vite.
(qui il documento è interrotto)




Campagna per Yaser Ahmadinejad

pc 17 giugno - L'accordo-tregua USA-Iran: dalla parte dell'imperialismo e dalla parte dei proletari e delle masse

Qual è la posizione proletaria e comunista a fronte dell'annuncio dell'accordo USA-Iran che dovrebbe mettere fine all'attuale guerra di aggressione imperialista e sionista all'Iran?

La prima cosa è che questo accordo va visto da due lati, dal lato della guerra che c'è, dal lato della posizione dei proletari e delle masse popolari dell'Iran, della Palestina e di tutto il Medio Oriente e degli operai e delle masse popolari del nostro paese e nei paesi imperialisti.

L'aggressione aveva lo scopo dichiarato di piegare l'Iran fino alla minaccia dell'uso dell'atomica, di rovesciare l'attuale regime iraniano - che noi non appoggiamo ma che comunque è legittimo rappresentante della nazione Iran - e di imporre un governo fantoccio scelto dagli americani e dai sionisti israeliani per imporre all'Iran i diktat dell'imperialismo, soprattutto americano, e i disegni e i piani guerrafondai ed espansionisti dello stato sionista di Israele.

Rispetto a questi obiettivi questa guerra ha fallito. L'imperialismo e il sionismo israeliano hanno perso, l'Iran ha vinto. Su questo non ci devono essere dubbi perché chi semina dubbi finisce per svalutare la resistenza dell'Iran contro un'aggressione imperialista e sionista che prevedeva di cancellarla.

L’altra questione fondamentale è che questa guerra ha dimostrato che, se da un lato vi è una chiara intenzione di marciare verso una terza guerra imperialista mondiale per ripartire il mondo secondo gli interessi dei vincitori - cioè dell'imperialismo americano, della presidenza Trump e di tutti i suoi alleati che pretendono di essere i vincitori a priori di questa contesa mondiale; dall'altro lato è evidente che questi piani di guerra hanno avuto un rallentamento e, nello stesso tempo, che è possibile per i popoli e le nazioni oppresse o comunque dipendenti o comunque obiettivi dell'azione dell'imperialismo, frenarli e sconfiggerli.

L'imperialismo è una tigre di carta e questo è un assunto fondamentale anche per valutare l'attuale aggressione imperialista e sionista degli americani e di Israele all'Iran.

Sui contenuti dell'accordo chiaramente bisogna anche aspettare, perchè le cose che vengono annunciate vengono contraddette da altre cose che vengono affermate e dai fatti concreti che dimostrano come tutto

pc 17 giugno - NO al carcere tortura! - Dal presidio al Tribunale di sorveglianza in udienza per il rinnovo del 41bis ad Alfredo Cospito

In ORE12 Controinformazione rossoperaia del 12.06.26 abbiamo trasmesso l'audio di questo intervento al presidio 

Il 41bis è una misura speciale di applicazione dello stato d'emergenza all'interno delle carceri, proprio per questo, quando è stato istituito, è stata promessa una durata limitata. Si tratta di una misura di isolamento totale che può avere un impulso molto grave sullo stato di salute psichico e fisico delle persone a cui viene comminata. Ecco perchè dovrebbe essere data in misura eccezionale per un periodo limitato.

Di fatto, come accade ad Alfredo e accade a tanti (per esempio a Nadia Lioce), questa misura viene costantemente rinnovata. Quindi le persone sottoposte al 41bis subiscono un rinnovo costante, finalizzato ovviamente a procurargli gravi danni psicologici e fisici. Per questo è una misura che noi definiamo di tortura, di "tortura bianca" che è una pratica che è stata pensata dalla CIA, dagli americani, praticata nelle carceri speciali in America, in Germania e poi in Italia. Questa tortura vuole mascherare la classica tortura, quella fisica, cioè le botte, le scosse elettriche, quindi le persone all'esterno non percepiscono la gravità della situazione, ma il livello di aggressione alla salute di una persona è equivalente.

E' una forma di vendetta dello Stato contro queste persone, come nel caso di Alfredo, finalizzata appunto a danneggiarli.

L'unico modo per uscirne è quello di prostrarsi allo Stato, di pentirsi, di vendersi, di far mettere qualcun

pc 17 giugno - Tarek è libero! da soccorso rosso proletario

Oggi, 16 giugno, Tarek Dridi torna finalmente in libertà dopo aver scontato una pena tanto severa quanto ingiusta, inflittagli per i fatti contestati in occasione della manifestazione del 5 ottobre 2024 a Roma.
Accogliamo con gioia la notizia della sua liberazione e attendiamo il momento di poterlo riabbracciare di persona. Al tempo stesso, non possiamo dimenticare la sproporzione della condanna che gli è stata comminata: un accanimento che non può essere separato dalla condizione di chi, in una società attraversata da dinamiche di esclusione e razzializzazione, viene troppo spesso considerato colpevole prima ancora di essere giudicato. Un sistema permeato da arabofobia e razzismo continua infatti a colpire con particolare durezza tutte le soggettività ritenute non conformi all’ordine dominante.
Quel 5 ottobre a Roma non si poteva non stare. Contro il genocidio in corso, contro lo stato sionista dell’apartheid e contro la complicità del Governo fascista italiano che quella manifestazione volle vietare, in decine di migliaia scendemmo in piazza per la libertà della palestina, con la resistenza palestinese, sfidando la repressione.
La liberazione di Tarek è motivo di felicità, ma non cancella l’ingiustizia che ha dovuto subire né le responsabilità politiche e sociali che l’hanno resa possibile.
Ciao Tarek!

martedì 16 giugno 2026

pc 16 giugno - Dall'India... studenti rivoluzionari maoisti con gli operai della Vizag Steel Plant

 riceviamo e pubblichiamo

info csgpindia@gmail.com 

Dichiarazione del Fronte Rivoluzionario degli Studenti (RSF) in solidarietà con i lavoratori copliti dal disastro del Vizag Steel Plant

12/06/2026

Il Fronte Rivoluzionario degli Studenti (RSF) esprime solidarietà alle famiglie dei lavoratori uccisi e feriti nel terribile disastro colposo accaduto l’8 giugno al Rashtriya Ispat Nigam Limited (RINLI) di Visakhapatnam. Esprimiamo la nostra angoscia e rabbia contro il grave sfruttamento e disumanizzazione dei lavoratori. La morte di nove lavoratori e con gravi lesioni per altri undici rappresentano un crimine sociale perpetrato da un sistema che antepone il profitto alla vita umana.

Negli ultimi mesi, tanti lavoratori sono stati uccisi in tutto il paese in disastri industriali, presso la centrale termoelettrica Vedanta nel Chhattisgarh, in fabbriche di esplosivi in Maharashtra, fabbriche di fuochi d'artificio in Andhra Pradesh e impianti chimici in Telangana. L'esplosione nelle industrie Sigachi in Telangana ha causato decine di morti. L'esplosione della centrale elettrica Vedanta diversi lavoratori morti e feriti. Questi incidenti mettono in luce le condizioni sempre più pericolose di sfruttamento in cui i lavoratori sono costretti a lavorare in tutta l'India, mentre il governo fascista brahmanico hindutva del BJP-RSS continua a

pc 16 giugno - ORE 12 Controinformazione rossoperaia - L'accordo-tregua USA-Iran: la valutazione proletaria e comunista

 

pc 16 giugno – INDIA: il governo fascista hindutva di Modi contro intellettuali e precari… la guerra contro il popolo continua

 

Ben lontano dai riflettori internazionali l’India del fascista hindutva Narendra Modi continua nella sua opera di guerra contro il proprio popolo.

Come riportiamo da tempo con i nostri articoli, l’attacco è rivolto alle masse indiane in generale nei loro diritti fondamentali: diritto al lavoro e alla casa, diritto alla terra e ad una vita dignitosa, diritto delle donne a non essere violentate, libertà di espressione, libertà di manifestazione, libertà religiosa… ma in particolare l’attacco è rivolto a chi si oppone da anni alla distruzione di case e villaggi soprattutto delle popolazioni tribali che vivono nella parte centrale, ma non solo, dell’India, per fare posto alle multinazionali industriali e minerarie interne ed esterne al Paese che sono nelle mani principalmente degli amici di Modi, e cioè i miliardari Adani, Ambani, Agarwal… e contro chi si oppone alla miseria e alla disoccupazione crescente, mentre il governo spende miliardi per la corsa al riarmo.

Questa guerra contro il popolo è fatta di continue atrocità: bombardamenti, uso di droni, migliaia di poliziotti, soldati, squadroni speciale che seminano terrore e morte con assassini extragiudiziali e prende di mira coloro che guidano le lotte delle popolazioni adivasi, ma non solo, anche chi solidarizza con queste lotte diventa oggetto di particolare attenzione da parte del governo: dagli studenti, ai professori universitari a poeti, scrittori e intellettuali in generale tutti accusati di essere “maoisti”.

pc 16 giugno - Tenaris dalmine - Gravissimo l’operaio colpito in volto da un gancio - info


Gravissimo l’operaio colpito in volto da un gancio in Tenaris: c’è un indagato

L’incidente nel capannone di fronte alla torre di raffreddamento, nell’area Etb del forno sequestrata dal pm

Dalmine. C’è un indagato per il grave infortunio sul lavoro avvenuto sabato all’interno dello stabilimento Tenaris. Si tratta del rappresentante legale della ditta esterna per la quale stava operando

pc 16 giugno - E' giusto ribellarsi! Sulla bruttissima morte dei due ragazzi di Torino, una denuncia dell'Avv. Ricci di Taranto

Noi vi condanniamo, maledetti del governo, polizia, giudici...! Avete voi ucciso i due ragazzi. Avete cercato di spegnere la loro energia, ribellione, volontà di un mondo migliore, la loro freschezza di partecipare alla lotta per questo. I ragazzi non ci sono stati. Prima che lo imponeste voi con la vostra repressione, col vostro schifo insopportabile, purtroppo ci hanno lasciato. Ma siete voi che dovete morire... Attenzione, chè tantissimi ragazzi di Torino, di ogni città scelgono invece di vivere e lottare con più forza per "farvi la festa", anche nel nome dei loro due compagni.

Ciao, ragazzi. Ribellarsi è giusto! 

proletari comunisti

Una denuncia della compagna avvocata Antonietta Ricci di Taranto

Per F. e C.

Il prezzo del dissenso.

La tragica vicenda di F. e C., due giovani militanti torinesi, impone una riflessione profonda sul rapporto tra esercizio del dissenso, repressione penale e tutela delle libertà fondamentali in uno Stato democratico.

Le loro morti hanno suscitato un diffuso interrogativo sul peso che procedimenti giudiziari, misure cautelari e dispositivi di controllo possano esercitare sulla vita delle persone, specialmente quando colpiscono giovani impegnati nell'attività politica e nei movimenti sociali. La loro storia richiama

pc 16 giugno - FORMAZIONE MARXISTA BERGAMO MILANO, n9, GIOVEDì 18 GIUGNO ORE 17.30

lunedì 15 giugno 2026

pc 15 giugno - L'accordo USA/Iran - Una valutazione proletaria e comunista a ORE 12 Controinformazione rossoperaia - martedi 16

 

pc 15 giugno - Per i ragazzi di Torino che ci hanno lasciato - un comunicato da Freedom Flotilla Italia -Taranto

FreedomFlotillaIta.Taranto  - COMUNICATO 
15 giugno 2026

Solidarietà alle famiglie colpite dal dolore. Basta con il clima di intimidazione verso chi sostiene il popolo palestinese.
Freedom Flotilla Italia esprime la propria più profonda vicinanza e solidarietà ai familiari dei giovani F. e C. tragicamente scomparsi nei giorni scorsi, condividendone il dolore e lo sgomento.
In un momento tanto drammatico, riteniamo doveroso interrogarsi sul clima che si è progressivamente costruito nel nostro Paese attorno a chi manifesta solidarietà al popolo palestinese e ne sostiene le legittime rivendicazioni di libertà, giustizia e autodeterminazione. Un clima fatto troppo spesso di delegittimazione, criminalizzazione, intimidazioni e campagne mediatiche che hanno finito per trasformare il dissenso e l'impegno civile in un bersaglio.
Denunciamo con forza l'atteggiamento del Governo guidato dalla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dei suoi Ministri, che riteniamo politicamente insufficiente e inadeguato rispetto alla gravità della situazione in Medio Oriente. A nostro giudizio, le iniziative intraprese nei confronti del Governo israeliano si sono rivelate deboli e prive della necessaria incisività, anche quando sono stati coinvolti cittadini italiani e imbarcazioni battenti bandiera italiana impegnate in missioni umanitarie nel Mediterraneo.
Riteniamo che le istituzioni italiane abbiano addosso una grave responsabilità ed hanno il dovere di garantire la tutela dei propri cittadini e, al contempo, di difendere senza ambiguità i principi del diritto internazionale, della pace e della libertà dei popoli.
Con altrettanta fermezza, denunciamo una narrazione pubblica e mediatica che troppo spesso ha contribuito a dipingere come estremista o sospetto chiunque esprima vicinanza alla causa palestinese o chieda il rispetto dei diritti umani e del diritto internazionale. Una deriva che rischia di restringere gli spazi democratici e di alimentare un clima di ostilità e isolamento nei confronti di attivisti, associazioni e semplici cittadini.
Rinnoviamo il nostro impegno affinché l'Italia torni a essere promotrice di dialogo, giustizia e rispetto dei diritti fondamentali, e affinché nessuno venga mai discriminato, intimidito o delegittimato per aver scelto di schierarsi dalla parte della solidarietà e della dignità umana.
Alle famiglie colpite dal dolore va il nostro abbraccio e la nostra vicinanza. A loro, e a tutti coloro che continuano a impegnarsi per la giustizia e per la pace, diciamo che non saranno lasciati soli.

pc 15 giugno - Alla Meloni, a Nordio, ai suoi ministri, alla loro stampa va ricordato che il fascismo non è un'opinione ma un crimine!

Nordio contro patentino antifascista: “Libro più importante per la giustizia
scritto da Mussolini”

1 - Suprematisti alla Caffarella, cinque anni e mezzo a Alessio Sabelli. “Voleva rifondare il nazismo”

Suprematisti alla Caffarella, cinque anni e mezzo a Alessio Sabelli. “Voleva rifondare il nazismo”

Le condanne di primo grado per i militanti dell’Unione Forze Identitarie, un’organizzazione paramilitare che secondo la procura voleva sovvertire l’ordine democratico. Condannato anche Kent Louis Restauri

rogettavano di sovvertire l’ordine democratico. Volevano instaurare “un sistema basato su idee e principi del nazismo e del fascismo”. Erano questi, per la procura, gli obiettivi dell’Unione Forze Identitarie: un’organizzazione “paramilitare con finalità di terrorismo” che operava da un covo segreto nel casale della Vaccareccia, nascosto tra il verde del parco della Caffarella.

Ora, davanti alla Corte d’Assise di Roma, sono arrivate le condanne di primo grado: il leader, Alessio Sabelli, 27 anni, conosciuto dai membri come “Cesare”, è stato condannato a cinque anni e mezzo. Tre

pc 15 giugno - Un incontro a Palermo con una delegazione cubana per parlare di sanità/vaccini - un report



Siamo stati invitati dal ricercatore del CNR di Palermo Fabrizio Chiodo ad un incontro da lui promosso e organizzato l’11 giugno presso i Cantieri Culturali a Palermo con una delegazione di rappresentanti cubani dell'Istituto  Finlay de Vacunas, centro di ricerca scientifica e produzione biofarmaceutica con sede all'Avana, importante a livello internazionale anche per lo sviluppo dei vaccini Soberana anticovid.

La delegazione era formata dal Prof. Vicente Veres Bencomo, leader scientifico nel campo della vaccinologia, membro dell'Accademia delle Scienze del Terzo Mondo, direttore generale del centro di chimica biomolecolare dal 2008 al 2014 e dell'Istituto di vaccini FIN dal 2014 al 2025. Il professor Vicente Veres Bencomo ha studiato ingegneria chimica nell’ex Unione Sovietica e ha ottenuto un dottorato di ricerca in Francia. Attualmente è presidente della società Finlay Vaccini, un'istituzione responsabile delle attività commerciali e di collaborazione dell'Istituto, eroe del lavoro della Repubblica cubana nell'anno 2022 per essere riuscito a sviluppare il vaccino cubano Soberana contro il covid e a garantire la vaccinazione massiva della popolazione cubana; dalla direttrice del comparto economico Rema Ferreri Trulli, specialista dei temi economici, contabili e finanziari, è stata quattro anni vicedirettrice economica dell'Istituto di Vaccini Finlay e attualmente è codirettrice della parte economica dell'Istituto; dal Dott. Yuri Valdés Balbín,  Direttore Generale dell'Istituto Finlay, ricercatore partecipante nello sviluppo di diversi vaccini umani sviluppati a Cuba, deputato dell'Assemblea nazionale del potere popolare della Repubblica di Cuba dall'anno 2013, attualmente membro del Consejo de Stato a Cuba, membro del Comitato centrale del Partito Comunista cubano, anche lui eroe del lavoro della Repubblica cubana per la costruzione dei vaccini contro il Covid-19 a Cuba.

La prima parte dell’incontro ha visto il ricercatore Chiodo fare alcune domande ai tre rappresentanti della delegazione a cui poi è seguita una parte con domande o commenti brevi di alcuni partecipanti.

Riportiamo una sintesi, a nostra cura, di quanto espresso dalla delegazione cubana che è stato interessante anche e soprattutto per capire direttamente la condizione di vita sempre più difficile e priva di diritti basilari, come la luce elettrica o l’acqua ad esempio, in cui versa il popolo cubano e alcune forme di resistenza contro quanto si subisce.  

Dall’introduzione di Fabrizio Chiodo - ricercatore

“… Il valore della ricerca scientifica non risiede unicamente nelle scoperte di laboratorio, ma nella sua

pc 15 giugno - "Ciao Chimi. Chi lotta non è mai solo, chi sogna non muore mai" - Il saluto dei compagni e compagne ad Andrea, uno dei ragazzi di Torino che si è tolto la vita

Lunedì 1 giugno 2026

Martedì mattina ci ha lasciato Andrea: un giovane compagno, un amico, un’anima generosa.

Andrea è sempre stato un grande esempio di empatia e lealtà. Una persona che al suo fianco ti faceva sentire valorizzato, preso in considerazione, sostenuto da un amico sincero che non ti avrebbe mai lasciato indietro.

È la sua profonda sensibilità che lo ha sempre portato ad adottare il punto di vista di chi soffre, di chi sogna una vita libera e serena.

A prima vista poteva apparire duro, a tratti distaccato. Ma Andrea ha delimitato i suoi confini perché la sua spinta a vivere e ad amare sono incompatibili con questo mondo così malsano, individualista e crudele.

Andrea ha conosciuto presto il costo di spendersi per gli ultimi, per i dimenticati, per i propri amici e compagni, senza mai chiedere niente in cambio.

Compagno di lotte e di tanta vita, Andrea ha camminato al nostro fianco per le strade della nostra città e per i sentieri delle Val di Susa. Sono inquantificabili i cortei, le assemblee, i momenti di socialità che abbiamo condiviso in quelle giornate e serate interminabili che spesso diamo per scontato nelle nostre frenetiche quotidianità, ma che oggi assumono significati incredibilmente importanti.

Ricordi indelebili nei nostri cuori.

Andrea è sempre stato un fiore sano, bellissimo quanto fragile, in una distesa di cemento ostile e sterile. 

Questo è un mondo che non lascia spazio all’autenticità, ai cuori che battono forte, che ti rende ostile se dalla vita pretendi qualcosa in più delle briciole.

È questo il mondo che ce l’ha portato via.

È questo il mondo che vogliamo distruggere anche per onorare Andrea e la sua vita.

I valori di libertà, di giustizia, di gioia collettiva che hanno caratterizzato la vita di Andrea, sono i nostri, sono la forza con cui andremo avanti incidendo nella nostra memoria e nella nostra pratica di vita di un ragazzo che con noi ha contribuito a piantare i semi del futuro.

Chi lotta non è mai solo, chi sogna non muore mai.

Ciao Chimi.

pc 15 giugno - Genova - Non lasciamoli soli il 16 giugno! - Hannoun, Dawoud, Yasser e Ryad liberi! - massima solidarietà e partecipazione

Non lasciamoli soli il 16 giugno!


Ci sono attese che pesano più di ogni altra cosa. Attese che si trascinano giorno dopo giorno, notte dopo notte, senza sapere cosa il futuro vorrà riservarci.

Dal 27 dicembre 2025, quattro famiglie vivono questa attesa sospesa: Hannoun, Dawoud, Yasser e Ryad sono rinchiusi in carcere in custodia cautelare e per chi li ama, ogni mattina è una lotta.

Il 16 giugno 2026, davanti al Tribunale di Genova, si aprirà un capitolo decisivo per questi quattro eroi. 

Un’udienza che inizierà alle 9 del mattino e durerà fino al pomeriggio. Ore lunghe, dense, pesanti. Ore in cui ogni minuto può sembrare un’eternità per chi aspetta dentro l’aula – e per chi aspetta fuori.

Oggi chiediamo qualcosa di semplice: presenza.

Chiediamo a chiunque possa esserci, di aggregarsi davanti a quel tribunale. 

Per questo rivolgiamo un appello ad associazioni, gruppi, movimenti, a tutte le realtà e a tutte le persone che credono nella dignità umana e nella vicinanza concreta: portate la vostra presenza, la vostra voce, il vostro simbolo di solidarietà. Unitevi a noi davanti al Tribunale di Genova il 16 giugno, per trasformare

pc 15 giugno - Filippine: mettere fine agli 80 anni di dominio semi-coloniale imperialista statunitense… e alle manovre degli USA per la guerra nell’Indo Pacifico

 

Nel riportare la dichiarazione di Ang Bayan, pubblicazione del Partito Comunista delle Filippine, torniamo a mettere in luce il fatto che i mezzi di comunicazione borghesi e la stampa in generale nel nostro Paese, anche quella di “movimento”, non si occupa di ciò che succede nelle Filippine e men che meno della guerra popolare in corso che vi si sviluppa da anni.

L’importanza di queste informazioni riguarda non soltanto la conoscenza del livello dello scontro in atto tra il governo di Marcos e l’opposizione popolare, soprattutto quella guidata dal Partito Comunista delle Filippine, ma si tratta di notizie che gettano luce anche su ciò che succede in quel quadrante politico mondiale che dimostrano quanto gli Usa, già dai tempi di Obama con il suo “pivot to Asia” del 2011, si preparino realmente allo scontro con il principale rivale, la Cina.

Questo “spostamento verso l’Asia” spiega anche l’insistenza di Trump per l’alleggerimento della presenza militare dall’ambito europeo. Movimenti che confermano la tendenza alla guerra totale.

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Da Ang Bayan: Mettiamo fine agli 80 anni di dominio semi-coloniale imperialista statunitense nelle Filippine

Ora più che mai nella storia del paese, c'è grande urgenza per il popolo filippino di lottare con tutta la sua energia per raggiungere la sua aspirazione di lunga data a una vera libertà dal controllo e dalla

pc 15 giugno - Cisgiordania, il massacro che il mondo non vuole vedere - un contributo

Tra il 2023 e il 2025, in #Cisgiordania – sotto l’illegale occupazione israeliana- sono stati uccisi (1.244 palestinesi, 268 bambini inclusi:. Oxfam denuncia sfollamenti di massa, 925 barriere e 540 attacchi dei coloni nel solo 2026. 

Più morti in tre anni che in diciassette: la Cisgiordania che non fa notizia

Mentre il mondo teneva gli occhi fissi su Gaza, in Cisgiordania si consumava qualcosa che assomiglia, nei numeri e nella logica, a una pulizia etnica metodica. Non è un’accusa retorica: è la sintesi fredda di dati raccolti dall’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (OCHA) e riletti dall’organizzazione umanitaria Oxfam in un rapporto che mette a confronto decenni di violenza con un’escalation recente senza precedenti documentati.

Tra il 2023 e la fine del 2025, le forze militari israeliane e i coloni hanno ucciso 1.244 palestinesi, 268 dei quali erano bambini. Negli stessi anni, più persone sono state ammazzate di quante ne fossero cadute nei diciassette anni precedenti messi insieme: tra il 2006 e il 2022 i morti erano stati 1.036, con 225 minori tra le vittime. Quando la matematica della violenza parla con questa chiarezza, il silenzio politico dell’Occidente smette di essere un’omissione e diventa una scelta.

Espulsione silenziosa, mattone per mattone

I morti sono la punta di un dispositivo assai più articolato. Secondo i dati palestinesi, dall’ottobre 2023

pc 15 giugno – Le balle della Meloni sull’occupazione continuano senza sosta, mentre si ingrossa l’esercito dei precari

 
In ogni occasione, come è ormai risaputo, la Meloni continua a sbrodolarsi addosso inutilmente e falsamente sui risultati del suo governo, risultati raggiunti praticamente in tutti i campi e tra questi le piace ricordare la “creazione di posti di lavoro”.

Ha ripetuto questa scenetta anche durante l’ultimo suo intervento all’assemblea della Confcommercio del 10 giugno scorso. Innanzi tutto, naturalmente, ha rassicurato i rappresentanti dei commercianti ancora una volta, come ha già fatto con la Confindustria, Confartigianato, Coldiretti, Confagricoltura ecc. ecc., che il suo governo è al loro completo servizio e a loro volta i rappresentanti di queste organizzazioni padronali non fanno mancare gli apprezzamenti e i complimenti al governo, come questo della Confagricoltura: “Ottime le parole del Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, alla Camera dei Deputati sui fertilizzanti…”

Ma dopo i saluti di rito la Meloni comincia a spararle grosse. Ma sarà sfortuna, in genere poco prima o poco dopo i suoi interventi vengono pubblicati report e notizie che smentiscono pari pari tutto quello che dice.

Uno degli argomenti che le piace tirare in ballo è proprio quello sull’occupazione che sarebbe

pc 15 giugno - Al corteo di Roma contro la manifestazione fascista/remigrazione - una corrispondenza di un compagno di proletari comunisti

Un corteo di 20.000 persone ha attraversato Roma, dal Colosseo a Piazza Vittorio Emanuele, nonostante il caldo ed il sole cocente, un corteo cittadino che ha soverchiato per numeri la manifestazione "nazionale" dei fascisti.


Un corteo composto da varie organizzazioni e partiti comunisti e dai centri sociali romani, con la presenza anche di alcuni partiti parlamentari, quale il M5S e da alcune delegazioni della CGIL.

La componente principale era rappresentata dagli spezzoni giovanili e studenteschi.

Il corteo ha espresso la propria rabbia contro il governo Meloni ed i gruppuscoli neofascisti che invocano la cosiddetta remigrazione e che ancora una volta attaccano la classe operaia ed il proletariato puntando a dividerne la componente indigena da quella immigrata e migrante mentre, allo stesso tempo, si attaccano i diritti a partire da quello al lavoro e alla sicurezza sul posto di lavoro, all'abitare e con il crescente carovita le masse popolari si arrabbattano per arrivare a metà del mese.

Il grido che ha unito il corteo è stato "Fuck remigration", ma anche "siamo tutte antifasciste" e "se ci sono tanti disoccupat, la colpa è dei padroni e non degli immigrati".

Proletari comunisti ha partecipato in delegazione denunciando il meeting del G7 che inizierà oggi in Svizzera, in cui in tale meeting dei rappresentanti degli Stati imperialisti occidentali si coordinano nell'attuare tali politiche antiproletarie, razziste e imperialiste, vedi ad esempio il nuovo regolamento UE sui respingimenti e sulle modifiche della procedure per i richiedenti asilo

Affisse decine di locandine contro il G7  a sostegno della manifestazione antifascista antimperialista di Ginevra al corteo e per la città/fermate metro - distribuzione di copie dell'ultimo numero di ORE 12 Controinformazione rossoperaia.

 

pc 15 giugno - Un solo colpo, alla tempia - non stancarsi di denunciare il barbaro genocidio di tipo nazista del popolo palestinese

114 (al ribasso) casi documentati di bambini uccisi con un solo proiettile dalle IDF

domenica 14 giugno 2026

pc 14 giugno - Ginevra - 4 - contro il G7 antifa - antimperialisti - internazionalisti


pc 14 giugno - Ginevra - 3 - contro il G7 una battaglia - 20.000, anche di più, in corteo - info e immagini

Un important cortège antifasciste et anti-impérialiste, composé notamment de plusieurs centaines de personnes encagoulées, est présent en fin de manifestation.
"Siamo tutti antifascisti", le cortège antifasciste de la manifestation contre le G7 de Genève défile en scandant ce slogan apparu cent ans plus tôt, contre l'Italie de Mussolini. ©Sylvia Bouhadra / FTV
 
Video
https://france3-regions.franceinfo.fr/auvergne-rhone-alpes/haute-savoie/videos-au-c-ur-de-la-manifestation-anti-g7-a-geneve-ambiance-festive-dans-le-defile-lacrymos-et-incendies-de-voitures-en-fin-de-cortege-3368584.html
Si grida "siamo tutti antifascisti" in italiano 
A l’avenue de France, à l’une des entrées du parc Mon Repos, des manifestants ont sorti des fumigènes rouges. On peut dire que c'est le chaos.
19:40
Des manifestants et la police se font face.



19:36
Côté quai Wilson, ça ne rigole pas du tout. Les échanges sont tendus et les lacrymos pleuvent.
19:32
Notre reporter Margaux nous a sorti ce qui sera probablement la photo du jour.
19:17
Encore des lacrymogènes lancées


La police disperse la manifestation anti-G7 à Genève après de nombreux dégâts, les heurts continuent

- Au moins 20'000 personnes selon les chiffres de la police, "des dizaines de milliers" selon la coalition No G7, ont rejoint dimanche la manifestation contre le sommet du G7, qui débute lundi à Evian. Les manifestants ont quitté le parc Mon Repos peu avant 15h15, sous haute sécurité. Ils sont revenus à leur point de départ vers 19h. La police a ordonné la dispersion de la manifestation.

- Vers 16h30, de premiers dégâts étaient signalés. Une voiture a notamment été incendiée, tandis que des heurts entre manifestants et forces de l'ordre étaient signalés près de la gare Cornavin. La tension est montée d'un cran vers 18h00 lorsque le cortège a atteint le quartier des Nations, où la police a dû faire usage de gaz lacrymogène. Plusieurs vitres ont été brisées le long du parcours.

- Interrogé dans Forum, le président de la Confédération Guy Parmelin a lancé un appel au calme. Il souhaite que les manifestations puissent "se dérouler dans le calme" et que "chacun puisse exprimer son opinion de la manière la plus pacifique", soulignant le droit constitutionnel de manifester.

- Le sommet réunissant sept puissances économiques mondiales (Allemagne, Canada, États-Unis, France, Italie, Japon et Royaume-Uni) se déroule à Evian du 15 au 17 juin. Des perturbations sont annoncées jusqu'au 19.

19h20

Les heurts se poursuivent près du parc Mon Repos

Alors qu'une majorité des manifestants quittent les lieux à la demande de la police, les heurts se poursuivent entre les forces de l'ordre et les black blocs à proximité du parc Mon Repos, au croisement rue de Lausanne et avenue de France.

Selon les journalistes de la RTS présents sur place, la police utilise des canons à eau en réponse à des projectiles non identifiés envoyés par les manifestants.

Fumigènes et gaz lacrymogène vers le parc de Mon Repos. [RTS]
Fumigènes et gaz lacrymogène vers le parc de Mon Repos. [RTS]

19h05

La police fait état d'un cortège plutôt festif avant l'arrivée des Black blocs

Quelque 20'000 manifestantes et manifestants ont participé au cortège anti-G7, dont 600 Black blocs, "un nombre conséquent", confirme dans Forum Alexandre Brahier, porte-parole de la police cantonale genevoise. Il ajoute que la police a recensé un véhicule en feu, des personnes qui ont tenté de forcer des barrières, une banque prise pour cible avec des vitrines brisées et des jets de projectiles.

La police a usé de contraintes suite à des jets de projectiles, précise Alexandre Brahier. La manifestation a été dispersée dans le secteur de la place des Nations, précise-t-il."

19h00

La police disperse la manifestation, de retour à son point de départ

La majorité pacifiste du cortège est de retour à son point de départ, dans le parc de Mon Repos, après avoir défilé dans les rues de Genève. La police est en train de disperser la manifestation, en annonçant par mégaphone qu'elle n'était désormais plus autorisée. Elle demande aux personnes présentes de quitter les lieux dans le calme.

18h55

Un socialiste et une PLR critiquent les black blocs

Des politiques invités dans Forum pour commenter les votations ont également réagi aux déprédations à Genève. Le conseiller d'Etat (PS/NE) Baptiste Hurni déplore que les black blocs mettent en danger les autres manifestants. La conseillère nationale Simone de Montmollin (PLR/GE) rappelle qu'il "ne s'agit pas de manifestants, mais de perturbateurs" et souligne la difficulté qu'ils représentent pour les forces de l'ordre.

18h45

Des black blocs repartent en direction du quartier des Nations

Alors que le cortège revenait peu à peu à son point de départ, dans le parc de Mon Repos, des black blocs ont fait demi-tour pour repartir en direction du quartier des Nations, a constaté un journaliste de la RTS présent sur place, qui évoque également le tir de gaz lacrymogène.

Des policiers équipés face aux manifestants. [RTS - Stéphanie Jaquet]
Des policiers équipés face aux manifestants. [RTS - Stéphanie Jaquet]

18h30

Les trains supprimés entre Genève et Lausanne

En raison de la manifestation, les CFF ont annoncé l'interruption totale de tout le trafic ferroviaire sur la ligne Genève - Lausanne entre Genève et Chambésy. Ils estiment pour l'instant que la restriction va durer jusqu'à 19h30. Les CFF expliquent chercher des bus de remplacement.

Le panneau en gare de Genève qui annonce l'interruption du trafic en direction de Lausanne. [RTS - Pietro Bugnon]
Le panneau en gare de Genève qui annonce l'interruption du trafic en direction de Lausanne. [RTS - Pietro Bugnon]

18h25

Heurts dans le quartier des Nations

La tension monte d'un cran entre manifestants et forces de l'ordre au niveau du quartier des Nations. La police a notamment fait usage de gaz lacrymogènes.

Confrontation dans le quartier des Nations. [RTS - Stéphanie Jaquet]
Confrontation dans le quartier des Nations. [RTS - Stéphanie Jaquet]

18h20

Des manifestants tentent d'entrer dans des bâtiments

Plusieurs manifestants cagoulés ont été vus en train de briser des vitres pour entrer dans un bâtiment de l'avenue Giuseppe-Motta, près du Palais des Nations. Il s'agit du site de PricewaterhouseCoopers, spécialiste des audits et de l'expertise comptable.

Des manifestants tentent d'entrer dans le bâtiment de PwC. [RTS]
Des manifestants tentent d'entrer dans le bâtiment de PwC. [RTS]

Un peu plus loin, les vitres de l'Union internationale des télécommunications ont aussi été endommagées.

Les vitres de l'Union internationale des télécommunications endommagées. [RTS - Elio Sottas]
Les vitres de l'Union internationale des télécommunications endommagées. [RTS - Elio Sottas]

18h15

Le dispositif sécuritaire renforcé était "nécessaire", selon le PLR Maxime Provini

"Avec le spectre de 2003 (ndlr avec les violences à Genève lors de la contestation anti G8), 

18h10

Plusieurs dizaines de milliers de manifestants

Selon la police, au moins 20'000 personnes ont participé à la manifestation, dont 600 black blocs. La coalition No G7 évoque elle plusieurs dizaines de milliers de personnes, mais attend encore un retour de son comptage.

18h00

Une "grande victoire" pour Françoise Nyffeler, membre de la coalition No G7

"C'est une grande victoire. Nous sommes des dizaines de milliers" de manifestants, se réjouit dans Forum Françoise Nyffeler, membre de la coalition No G7 et de la grève féministe qui manifeste en tête du défilé. De son côté, la police évoque 20'000 manifestants.

"La mobilisation est bien supérieure à ce que j'espérais", affirme-t-elle, "vu toute la propagande anti manifestants qui a été faite". Elle poursuit: "Je suis extrêmement fière de ce Genève qui est debout dans la rue". François Nyffeler appelle à se concentrer sur la mobilisation largement suivie par des militants pacifiques.

pc 14 giugno - Ginevra 2 - contro i padroni del mondo forte manifestazione in corso - immagini