martedì 17 marzo 2026

pc 17 marzo - Il governo Meloni è complice di Israele genocida nel bombardamento al Libano. Altro che le menzogne con cui ci inganna, che "l'Italia non è in guerra"

Un KC-767A italiano completa due missioni consecutive nel contesto dell'escalation in Libano

Il ritmo operativo del 14 ° Stormo dell'Aeronautica Militare Italiana ha raggiunto il picco
nel fine settimana del 13-14 marzo 2026. I dati di tracciamento dei voli confermano che
un singolo Boeing KC-767A (matricola MM62227) è stato il fulcro di un vitale "ponte aereo"
che collega l'Italia al Levante.

info da itamilradar

Nelle ultime 48 ore, un singolo Boeing KC-767A dell'Aeronautica Militare Italiana ha mantenuto una presenza costante tra la Sardegna e il Libano. Queste missioni si svolgono mentre Beirut è soggetta a intensificati raid aerei israeliani e il contingente italiano dell'UNIFIL rimane in stato di massima allerta

Un velivolo, due missioni: il riassunto operativo.

Sebbene i numeri di volo siano cambiati, la cellula è rimasta la stessa. L' MM62227 ha effettuato due

pc 17 marzo - Solidarietà con i membri della Flotilla arrestati a Tunisi - info e solidarietà da Palermo e Cagliari - info srpitalia@gmail.com

Solidarietà con  i membri della Flotilla arrestati a Tunisi 

Il Comitato Congiunto di Coordinamento per la Palestina (JAC) è costernato dopo l'arresto, avvenuto questa mattina, dei suoi membri Wael Nouar, Jawhar Chenna e Sanaa Mesahli, insieme ai membri del Comitato della Flottiglia del Maghreb, Nabil Chennoufi e Mohamed Amine Ben Nour, tutti trasferiti alla caserma di El Aouina. Secondo i loro avvocati, sono stati accusati di malversazione finanziaria in relazione agli sforzi della Flottiglia del Maghreb per rompere l'assedio di Gaza, del cui comitato direttivo gli arrestati erano membri.

Il Comitato Congiunto di Coordinamento per la Palestina:

  • condanna questo comportamento incomprensibile da parte di un'autorità che da sempre si erge a paladino della causa della Palestina ed esprime piena solidarietà ai compagni.

  • denuncia la diffamazione sistematica e la campagna di calunnie e voci incontrollate contro questi attivisti, che vuole trasformare il loro importante attivismo a sostegno della Palestina, di Gaza e della resistenza, in un'indagine giudiziaria.

  • chiediamo l'immediato rilascio dei detenuti e la fine di tutti i procedimenti giudiziari contro i membri della Global Sumud Flotilla Authority, e riteniamo l'autorità politica responsabile delle conseguenze di questo ingiusto attacco, e allo stesso tempo mettiamo in guardia dall'ulteriore tensione che questo attacco aggiungerà alla situazione politica del Paese.

Comitato di coordinamento dell'azione congiunta per la Palestina


Tunisia - new arrest of member of the Joint Action Coordination Committee for Palestine - maximum solidarity

 

pc 17 marzo - Chi siamo, cosa vogliamo, per che cosa lavoriamo - proletari comunisti/PCm Italia


pc 17 marzo - ORE 12 Controinformazione rossoperaia - Referendum costituzionale: tante voci dicono NO!

pc 17 marzo - Ascolta, sostieni, fai circolare, diffondi ORE 12 controinformazione rossoperaia nelle fabbriche, sui posti di lavoro, nelle manifestazioni


Organizzati con proletari comunisti pcro.red@gmail.com

pc 17 marzo - 28 marzo in tutti i paesi contro l’Operazione Kagaar! Sostenere la guerra popolare! Sostenere il PCI (maoista) in questa fase difficile


manifestazione internazionale e internazionalista a Zurigo info per adesioni e partecipazione csgpindia@gmail.com 

La campagna mondiale contro l'Operazione Kagaar ha denunciato l'obiettivo che imperialisti e governo di Modi si sono posti: annientare il movimento rivoluzionario indiano e il PCI (maoista), che rappresentano la vera alternativa politica per i proletari e le masse popolari dell'India.
Modi ha proclamato che annienterà la guerra popolare, il movimento rivoluzionario e il PCI(M) entro il 2026.
Il Comitato Internazionale a Sostegno della Guerra Popolare in India (ICSPWI) ha invitato tutti i partiti e le forze rivoluzionarie, gli amici e compagni della rivoluzione indiana, a raccogliere la sfida lanciata dal governo di Modi con una campagna di un anno, da marzo 2025 a marzo 2026. Una mobilitazione nelle strade, nei luoghi di lavoro, nelle piazze.

Il CPI(M) e le masse in India stanno resistendo e respingendo l'Operazione Kagaar, sulla base della difesa degli interessi materiali e delle condizioni di vita e di lavoro dei proletari, dei contadini e delle masse indiane.
In ogni settore dell'economia, il regime di Modi sta scaricando sulle masse la crisi causata dall'imperialismo, dai suoi lacchè e dalle politiche al servizio dei grandi capitalisti indiani, come Adani, Ambani e altri.
Ma il sistema capitalistico non ha alcuna possibilità di uscire dalla sua profonda crisi; al contrario, produce una nuova ondata di lotte e rivolte di massa.

Il regime indiano appoggia la campagna genocida in Palestina perché esso stesso, con l'Operazione Kagaar, commette massacri, deportazioni forzate, omicidi di abitanti dei villaggi e leader delle masse tribali, attivisti sociali e leader rivoluzionari, oltre a perseguitare giornalisti e attivisti per i diritti umani che si oppongono ad essa.

Sostenere la guerra popolare in India e il Partito Comunista Indiano (Maoista) è uno dei compiti fondamentali dei movimenti comunisti rivoluzionari, antifascisti e antimperialisti di tutto il mondo.
Il Partito Comunista dell’India (Maoista) guida una guerra popolare per la Rivoluzione di Nuova Democrazia, per liberare il Paese e le masse lavoratrici dallo sfruttamento e dall'oppressione e, unito ai proletari e alle masse popolari di tutto il mondo, marciare verso la rivoluzione proletaria e socialista mondiale.

Perciò è dovere di tutti noi fermare l'imperialismo, il regime di Modi e la sua mano genocida, come parte della lotta mondiale contro l'imperialismo, che porta guerre, fascismo, povertà e oppressione dei popoli.


Tutti in lotta il 28 marzo 2026!

 
STOP OPERATION KAGAAR!

LIBERTÀ PER TUTTI I PRIGIONIERI POLITICI IN INDIA!

FERNARE IL GENOCIDIO DEGLI ADIVASI!

SOSTENERE LA GUERRA POPOLARE IN INDIA, SOSTENERE IL PCI (MAOISTA) FINO ALLA VITTORIA!

VIVA L’INTERNAZIONALISMO PROLETARIO


I

 28 march in all countries -against Operation Kagar /support people's war! support CPI (maoist) 


All in struggle 28 march 2026!

The world campaign against Operation Kagaar has denounced that imperialists and Modi’s government set the target to wipe put the Indian revolutionary movement and the CPI (Maoist), that are the real political alternative for the proletarians and the people’s masses of India.

 Modi claims he will wipe out the people’s war, the revolutionary movement and the CPI(M) by 2026.
The International Committee to Support the People’s War In India (ICSPWI)  has called all the revolutionary parties and forces, the friends and comrades of the Indian revolution, to meet the challenge launched by the Modi’s government with a one-year-long campaign from March 2025 to March 2026.  . A mobilization in the streets, in the workplaces, in the squares.

The CPI(M) and the masses in India are withstanding and repelling the Operation Kagaar, based on the defense of material interests and living and working conditions of proletarians, peasants and masses of India.
In any sector of the economy, the Modi’s regime is unloading on the masses the crisis brought by imperialism, its lackeys and  the policies at the service of the big Indian capitalists, as Adani, Ambani and others.
However, there is no chance for capitalist system to way out its deep crisis; rather it produces a new wave of struggles and mass uprising.
The Indian regime supports the genocidal campaign in Palestine because itself, with the Kagaar operation, commits massacres, forced deportations, murders of villagers and leaders of the tribal masses, social activists and revolutionary leaders, as well as persecute the journalists and human rights activists who oppose it.

To support the people’s war in India and the Communist Party of India (Maoist) is one of the fundamental tasks of the revolutionary, anti-fascist, anti-imperialist communist movements of the world.
The Communist Party of India Maoist leads a people’s war to make the New Democratic revolution, to free the country and the working masses from exploitation and oppression and, united with the proletarians and the popular masses in the world, march to the proletarian and socialist revolution in the world.
For this reason, it is due to all of us to stop imperialism, Modi’s regime and their genocidal hand, as part of the global struggle against imperialism, that leads to wars, fascism, poverty and oppression of peoples.
 

all in struggle 28 march 2026!

 
STOP OPERATION KAGAAR! RELEASE ALL POLITICAL PRISONERS IN INDIA/ STOP ADIVASI'S GENOCIDE! 

SUPPORT PEOPLE'S WAR IN INDIA - SUPPORT CPI (MAOIST)  UNTIL THE VICTYORY!

Long live proletarian Internationalism !

ICSPWI 

Public info csgindia@gmail.com

pc 17 marzo - Ilva Taranto - dopo le 2 morti servono fatti e concrete urgenti iniziative - Da Slai cobas sc

Lo Slai cobas per il sindacato di classe, subito dopo la morte/assassinio di Claudio Salamida, e riproponendo la denuncia alla morte di Loris Costantino, ha inviato una richiesta di intervento al Procuratore della Repubblica, all'Ispettorato del Lavoro, all'Asl/Spesal, all'Inail, al Prefetto di Taranto, perchè sia posta all'interno dell'ex Ilva una postazione fissa degli organi ispettivi. 

Stiamo anche chiedendo un incontro diretto con il PM Buccoliero (PM principale del processo "Ambiente svenduto di 1° grado) che segue il processo per la morte di Claudio Salamida.

Una postazione permanente degli organi di controllo, di Ispettorato del lavoro, Spesal, Inail, Arpal, sarebbe una azione concreta che può funzionare sia da deterrenza, controllo permanente e preventivo,  sia da immediato riferimento per lavoratori e delegati sindacali per denunce e richieste  di interventi immediati, che possono portare a fermi immediati di impianti e attività lavorative pericolose

Questa proposta è da tempo che lo Slai cobas la porta avanti, ma trovando un ostacolo proprio dai sindacati confederali e Usb.

Oggi che succede. Vi è stato un incontro tra i Commissari Acciaierie-ex Ilva, una delegazione del ministero del Lavoro e Inail e le organizzazioni sindacali metalmeccaniche. E il prossimo appuntamento è per il 24 marzo a Taranto. 

Quello che ne è uscito ancora non sembra voler andare effettivamente verso passi avanti concreti sulla questione della sicurezza. 

"Si è parlato dell’"imminente attivazione dei Gruppi di Analisi sulla sicurezza, cioè presidi permanenti

pc 17 marzo - Un altro morto per razzismo - dal Comitato Lavoratori delle Campagne

Un’ennesima vita spezzata dalla violenza razzista. Venerdì scorso Mamina Nyasi è stato ucciso all’Arena di San Severo da un altro abitante della struttura, una persona con evidente disagio psichico che aveva già mostrato atteggiamenti violenti, a cui era seguita la solita risposta poliziesca: un internamento di un paio di giorni e poi nuovamente l’abbandono, le cui conseguenze sono ora irreparabili.

I ghetti sono anche questo, un luogo in cui si riversa il disagio di chi è vittima di un sistema razzista, che tortura le persone fino alla follia. Chi vive nei ghetti pratica la cura e la solidarietà quotidiana come può, fino a subire le estreme conseguenze. Da anni chi vive all’Arena chiede un intervento istituzionale per avere garantita una minima vivibilità dinanzi all’abbandono delle istituzioni, che rifiutano anche i più banali interventi infrastrutturali e garanzie basiche come la residenza. E allora, di chi è la responsabilità di questo omicidio, se non loro?
In tutta risposta, la sindaca di San Severo parla senza vergogna di “tragedia” inaccettabile in un “paese civile e accogliente come l’Italia, dove il rispetto della vita e della dignità delle persone deve rappresentare un valore irrinunciabile”, rivendicando interventi inesistenti nonostante le ripetute richieste degli abitanti. E ovviamente si appella alla sicurezza e al “contrasto alla clandestinità e a numerosi reati già sanzionati dalle forze dell'ordine locali”, come se questa fosse la risposta adeguata.
Davanti a questo ribaltamento evidente delle responsabilità e delle priorità non possiamo che ribadire che lotteremo perché questo tipo di logiche venga cancellato dalla storia, per rispedire questa violenza al mittente. Basta razzismo, basta morti.
Casa, documenti e contratti per tutt!

pc 17 marzo - Solidarietà piena e incondizionata per Hannoun, Dawoud, Yaser e Riyad

L' Associazione dei Palestinesi in Italia sta costituendo ufficialmente un Comitato di Solidarietà a sostegno loro e delle loro famiglie. Riceviamo e  giriamo la loro comunicazione con il nostro invito ad aderire come realtà politica, sindacale o sociale, come associazione o come singola o singolo.

Info: comitatoprigionieripal@gmail.com







pc 17 marzo - Referendum - UN NUOVO ORDINE REPRESSIVO CON L’INGANNO DEL GARANTISMO

di Claudio De Fiores  15/03/2026

Referendum Questa revisione costituzionale è parte di una torsione autoritaria che sta intossicando la vita democratica del Paese. E che non accresce le garanzie, le deprime

C’è un equivoco che pervade l’intera campagna referendaria. Non riguarda la separazione delle carriere. Quell’equivoco si è dissolto già all’inizio del dibattito pubblico, quando è emerso con chiarezza che quella soluzione era stata già introdotta per legge.

In coerenza con quanto stabilito dalla Corte costituzionale (sent. n. 37/2000). L’equivoco perdurante è, invece, un altro. Ed è quello alimentato dalla rappresentazione mediatica che si ostina a presentarci la consultazione referendaria come se fosse un derby tra due corporazioni, tra magistratura e ceto politico.

Si tratta di un approccio distorto e fuorviante. Innanzitutto, per ragioni di postura costituzionale. Le revisioni della Carta devono essere sempre analizzate e valutate assecondando un punto di vista diverso. E questo angolo visuale non può che essere quello dei diritti, della loro tutela, della coerenza della riforma con il sistema delle garanzie disegnato dalla Costituzione. Non a caso il procedimento di revisione è collocato nel Titolo VI della Costituzione, dedicato proprio alle “garanzie costituzionali”.

Ciò che però stupisce è che oggi a rivendicare le ragioni del garantismo sia proprio il fronte del Sì. Occorre allora chiedersi: di quali garanzie parlano i sostenitori della riforma?

Non certo di quelle previste dall’art. 138 della Costituzione, che impone tempi lunghi e passaggi

pc 17 marzo - Referendum - 5: tante voci dicono NO! Dall'avvocata A. Ricci

Sono Antonietta Ricci, avvocata, e al prossimo referendum del 22 e 23 marzo sulla giustizia voterò NO.

Voterò NO perché la riforma non risolve neanche uno dei problemi reali della giustizia, non una riga di questa riforma darà sentenze più giuste e più veloci; non una riga di questa riforma risolverà tutti gli attuali squilibri del processo che invece hanno origine complessa e molteplice: il numero troppo elevato dei procedimenti, la conseguente eccessiva durata dei processi, un sistema normativo smisurato e la conseguente incertezza interpretativa di leggi e regolamenti, una carenza di personale sia dal punto di vista dei giudici che dal punto di vista dei personale degli uffici. Questa riforma, quindi, sebbene sia spacciata come una riforma che apporterà aspetti positivi alla gestione della giustizia, in realtà è una falsità, una emerita fuffa.

Piuttosto questa riforma rappresenta l'ennesimo attacco alla democrazia ed è un fatto che deve preoccupare veramente tutti, perché questa riforma vuole riscrivere l'assetto costituzionale, introduce infatti la modifica di ben sette articoli della Costituzione e la conseguenza sarà uno sbilanciamento dei poteri dello Stato in favore del potere politico. A conferma di ciò sono le dichiarazioni, incaute ma rivelatrici del vero intento, che abbiamo sentito pronunciare dalla capa di gabinetto del ministro Nordio, che ha detto chiaro e tondo in televisione che “ se vince il sì, ci togliamo di mezzo la magistratura”.

Ovviamente una frase del genere è un lapsus freudiano, che non vuol dire cancelliamo formalmente la magistratura, vuol dire ci togliamo di mezzo la funzione di controllo, di legalità che svolgono la magistratura e il potere giudiziario, quindi eliminiamo uno dei contrappesi costituzionali che rendono la nostra Costituzione realmente democratica. Questo è il vero obiettivo, ovvero smantellare il sistema delle garanzie costituzionali. E come vogliono ottenere ciò? Vogliono ottenere ciò modificando il metodo di elezione del CSM.

Il CSM è un organo di rilevanza costituzionale, è l'organo di autogoverno della magistratura ordinaria in

pc 17 marzo - Mass online Rally - March 21 2026 - proletari comunisti aderisce


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Mass Online Rally:

Stand with Iran Against

US Imperialist and Zionist Assault!

Saturday March 21: 9 AM PDT, 12 PM EDT, 5 PM CET, 7:30 PM TEHRAN

Join the International League of Peoples Struggles, the Resist US-Led War Movement, and the United National Antiwar Coalition in a mass online indignation rally against the joint assault by the Zionist entity of

lunedì 16 marzo 2026

pc 16 marzo - Cagliari: Solidarietà ai compagni tunisini della Global Sumoud Flottilla arrestati


Durante la presentazione del romanzo "Quando i picchetti sono fioriti" dell'autore palestinese Aysar al Safi, il 13 marzo presso il circolo culturale e politico Su Tsirculu di Cagliari (Sardegna), un membro del Soccorso Rosso Proletario ha espresso la solidarietà ai compagni tunisini della Global Sumoud Flottilla arrestati tra il sei e l'otto marzo a Tunisi.

E' stata denunciata la montatura giudiziaria e l'ipocrisia del regime tunisino che mentre dichiara di sostenere la Palestina, in realtà colpisce chi veramente sostiene concretamente, e non solo a parole, la Resistenza ed il popolo palestinese.

Inoltre in questa occasione è stata annunciata il lancio di una campagna di solidarietà nello Stato italiano, dalla Sardegna alla Sicilia (vedi nostro post di ieri su questo blog) da Milano a Bergamo e ovunque sia possibile organizzare iniziative.

Alcuni presenti hanno espresso il desiderio di sostenere i compagni arrestati in diversi modi, ad esempio contribuendo alle spese legali e di aderire immediatamente alla campagna.

pc 16 marzo - Referendum - 4 - Tante voci dicono NO - Dall'ex Ilva di Taranto alla scuola di Ravenna

Sono operaio dell’ex Ilva di Taranto dello Slai cobas e dico che votare per il NO è un dovere a cui non possiamo sottrarci. Recarci alle urne non è un qualcosa che facciamo a cuor leggero. Più volte abbiamo sostenuto la pratica dell'astensionismo attivo, riteniamo infatti che nel contesto attuale di avanzamento a vele spiegate della marcia imperialista non ci sia alcun partito dell'arco parlamentare che possa rappresentare le istanze dei lavoratori e delle masse proletarie, nemmeno quelli che ad una prima occhiata sembrano più vicini alle esigenze del popolo come può esserlo un partito come AVS, Come può infatti rappresentarci se immediatamente dopo l'arresto di Hannoun ha preso le distanze dal sostegno alla solidarietà verso il popolo palestinese, e come può rappresentarci se dopo gli avvenimenti del 31 gennaio scorso a Torino ha immediatamente condannato la sacrosanta rivolta dei manifestanti, esprimendo solidarietà alle infami e violente forze di polizia che si sono dimostrate ad oggi un cumulo di menzogne proprio riguardo a quegli stessi avvenimenti.

L'assenza di un vero partito proletario è ormai radicata nel tempo che viene da lontano. Una delle primissime visite, se non proprio la prima, che la ruffiana neofascista presidente del consiglio dei ministri ha compiuto non appena insediatasi sulla poltrona di Palazzo Chigi è stata quella alla mostra su Berlinguer. A molti è apparso strano, se non addirittura come un ammorbidimento della linea revisionista. In realtà si è trattato niente meno che del riconoscimento verso la figura dell'ex segretario riformista del PC del suo ruolo cruciale nel disfacimento del glorioso partito fondato da Antonio Gramsci e nel quale al suo interno avevano militato molti dei partigiani che avevano sacrificato la propria vita alla lotta al nazifascismo.

Tornando a noi. Riteniamo che astenersi alle elezioni sia cruciale per poter edificare un senso di rabbia e di rivolta verso le classi dominanti, responsabili delle condizioni di vita miserabili della stragrande maggioranza della popolazione. È fondamentale incanalare questa idiosincrasia verso il potere precostituito nelle lotte e manifestazioni di piazza. Ma c'è un ma. Ci sono casi in cui l'astensione non è sempre la pratica migliore da mettere in atto, bensì è

pc 16 marzo - ORE 12 Controinformazione rossoperaia - Referendum: tante voci dicono NO!

 

pc 16 marzo - 28 marzo internazionalista contro Modi/Trump/Netanyahu


 

Campagna Internazionale di Emergenza

contro l’Operazione Kagaar

Il Comitato Internazionale a Sostegno della Guerra Popolare in India (ICSPWI) chiama le forze democratiche, progressiste, antifasciste, antimperialiste e rivoluzionarie di tutto il mondo a unirsi alla Campagna Internazionale di Emergenza contro l'Operazione Kagaar.

Cos'è l'Operazione Kagaar?

Dal gennaio 2024, lo Stato indiano sotto il regime fascista Hindutva di Narendra Modi conduce l'Operazione Kagaar, un'operazione militare il cui obiettivo dichiarato è la completa distruzione del movimento rivoluzionario in India entro marzo 2026. In realtà, si tratta di una guerra totale contro il popolo, principalmente contro la popolazione Adivasi, i contadini poveri, gli attivisti rivoluzionari, i giornalisti, gli studenti e i prigionieri politici. Intere regioni vengono occupate dai militari, i villaggi sono bombardati e incendiati, i civili usati come scudi umani, i prigionieri torturati ed giustiziati stragiudizialmente in cosiddetti "scontri simulati".

L'Operazione Kagaar è la continuazione ed escalation di precedenti operazioni militari controrivoluzionarie quali Samadhan-Prahar e Green Hunt. Con l’impiego di esercito, paramilitari e avizione, lo stato indiano sta tentando di distruggere il Partito Comunista dell'India (Maoista), l'Esercito

pc 16 marzo - Diritto di sciopero - Importante bocciatura del Comitato europeo dei diritti sociali (Ceds) delle nostre norme troppo restrittive della CGS

Questa decisione del Ceds sembra importante e stiamo vedendo di utilizzarla per rimettere in discussione non solo il divieto e sanzione conseguente per lo sciopero delle donne del 2020 durante il covid (ricordiamo che anche su questo divieto vi fu una presa di posizione contro la decisione della Commissione Garanzia Sciopero proprio di Giovanni Orlandini, uno degli estensori del ricorso al Ceds), ma anche contro il divieto e sanzione sempre allo Slai cobas sc di un precedente nostro sciopero delle donne del 2018, per cui la CGS imponeva - in nome della cosiddetta "franchigia" e di una estensione eccessiva dei "servizi pubblici essenziali" - l'esonero di alcuni settori e quindi di tener fuori dallo sciopero tutte le lavoratrici di questi settori.

Purtroppo, mentre viene avviata questa nuova procedura di ricorso, la sanzione (di 2500 euro + 700 euro per il rigetto del ricorso alla Procura) continua ad avere i suoi effetti.
Per questo, noi lavoratrici Slai cobas rinnoviamo l'appello ai sindacati di base, a Nudm, agli avvocati e operatori della giustizia, ad associazioni, a realtà contro la repressione, a singole compagne e compagni, democratici, ecc., perchè 

Chiunque vuole e può, mandi il contributo a c/c bancario UNICREDIT BANCA ROMA agenzia Taranto via Marche, 52 intestato a SLAI COBAS PER IL SINDACATO DI CLASSE, avente le seguenti coordinate bancarie: IT 49 W - ABI 02008 - CAB 15807 n. conto 000011056357. - con la motivazione: contributo per sanzione della CGS sciopero 9 marzo 2020.

Lavoratrici Slai cobas per il sindacato di classe
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Appena pubblicata la decisione dell'organismo internazionale. Anche la Commissione di garanzia per lo sciopero nei servizi pubblici essenziali dovrà tenerne conto, malgrado le pressioni di Matteo Salvini per precettare i lavoratori

“In Italia è eccessivamente limitato il diritto di sciopero”; questa è la sonora bocciatura arriva dal Comitato europeo dei diritti sociali (Ceds), con una decisione appena pubblicata. Secondo l’organismo internazionale, infatti, le nostre norme sono troppo restrittive, riducono in modo esagerato il diritto di scioperare per i lavoratori dei servizi pubblici. Questo rappresenta un bel guaio per il governo Meloni, che ora dovrà adeguarsi al provvedimento arrivato dopo un ricorso presentato nel 2022 dall‘Unione sindacale di base (Usb), curato dal giuslavorista Giovanni Orlandini e dagli avvocati Danilo Conte e Marco Tufo. L’obiettivo dichiarato del centrodestra, in questi anni, era semmai ridurre ancora di più il diritto di sciopero con regole ancora più aspre. 

Il Ceds è il comitato che vigila sul rispetto della Carta sociale europea da parte degli Stati membri del

pc 16 marzo - Binari per viaggiare, non per la guerra! – La Spezia, 18 marzo, stazione centrale, ore 17.30


pc 16 marzo - info dalla Stellantis di Cassino - verso lo sciopero del 20 marzo

pc 16 marzo - Occupa & Resisti Il nostro contributo sui Centri Sociali Occupati oggi - per il dibattito

Molte cose sono state dette e molte analisi politiche si sono avvicendate riguardo il ruolo e l’utilità dei centri sociali occupati nel contesto attuale.
Contesto che, sotto gli occhi di tuttə, è radicalmente mutato rispetto al periodo di maggiore prosperità e diffusione delle occupazioni.
Riteniamo tuttavia semplicistica e poco utile la visione dicotomica che sembra delinearsi troppo spesso: da una parte chi ritiene la pratica dell’occupazione ormai obsoleta e totalmente superata/superabile, la “fine di un’era”; dall’altra chi ne continua a ribadire la centralità, sottostimando tuttavia i mutamenti socio-politici in corso che ne impongono un ripensamento.

Due posizioni comprensibili, ma poco soddisfacenti nel tenere insieme più livelli di complessità.
Se ci sembra evidente la necessità di fuoriuscire dalle logiche burocratiche e immobilizzanti, che spesso

domenica 15 marzo 2026

pc 15 marzo - LA SOLIDARIETA' AI MILITANTI PRO-PALESTINA E SUMUD GLOBAL FLOTILLA ARRESTATI IN TUNISIA nella manifestazione a Trapani

Con un grande cartello  esposto alla manifestazione che si è svolta ieri pomeriggio a Trapani contro gli F35/Birgi, le basi militari e la guerra imperialista, e la diffusione ai presenti della denuncia/appello  del Comitato Congiunto di Coordinamento per la Palestina (JAC), abbiamo espresso e portato nella piazza massima solidarietà ai militanti sotto repressione del governo della Tunisia e arrestati, in quanto solidali con la Palestina, con Gaza e la resistenza e membri della Global Sumud Flotilla. 



VIDEO  

La solidarietà e la richiesta di liberazione immediata dei militanti è stata espressa al microfono  dalla compagna di proletari comunisti a cui è seguito un altro intervento di un attivista della Global Sumud Flotilla che ha denunciato l'arresto dei militanti tunisini. 

                                                                                  VIDEO  
Presenti al presidio anche alcuni lavoratori tunisini che hanno apprezzato la solidarietà espressa prendendo l'appello e informandosi di quanto accaduto. 


Proletari Comunisti Palermo 

pc 15 marzo - Rilanciamo il foglio ALT di intervento teorico - Gli autori sono ora impegnati nella sua traduzione in inglese e nella preparazione del 2° numero

Richieste dall'estero - Dalla Grecia:

Come la vostra organizzazione, sono impegnato nelle lotte dei migranti, femministe e operaie, nell'antimperialismo, nell'antisionismo e nell'organizzazione comunista in patria, nonché nella solidarietà con i movimenti maoisti e rivoluzionari all'estero. Ho letto alcune delle opere più datate di Negri (Marx oltre Marx, 33 lezioni su Lenin) e lo trovo molto brillante e illuminante. 

Ho letto l'introduzione pubblicata sul blog Maoist Road del foglio ALT di intervento teorico. Sia io che un altro compagno abbiamo apprezzato questi testi e vi incoraggiamo vivamente a tradurre e pubblicare il volume anche in inglese!

pc 15 marzo - Manifestazione a Trapani contro la militarizzazione del territorio, contro la guerra - Presente proletari comunisti di Palermo

Abbiamo partecipato ieri pomeriggio alla manifestazione a Trapani promossa dal Comitato No F35 nel centro storico della città. 

Un sit-in con una cinquantina di presenti giunti anche da Palermo che ha visto il susseguirsi di diversi interventi di denuncia contro la militarizzazione dei territori che avanza a livello nazionale partendo proprio dalla  Sicilia con la presenza già attiva nella guerra attuale, a fronte delle menzogne che dice il governo Meloni servo degli USA/Trump e complice di Israele nazisionista, delle basi come Sigonella,  Birgi/Trapani che si vuole utilizzare come centro internazionale di addestramento per i piloti F35 e il MUOS di Niscemi, che trasformano la Sicilia in una grande base militare della guerra imperialista da un lato e di fatto in un obiettivo militare da colpire dall'altro, con tutte le possibili conseguenze nefaste per le popolazioni e i territori. 

Un'iniziativa in cui i compagni del Comitato NO F35, nel loro intervento iniziale, hanno anche posto le difficoltà che si incontrano quotidianamente nella mobilitazione contro la guerra, ma essendo oggi più che necessaria, occorre anche partire da iniziative come quella di ieri a Trapani non scontate in territori che sono più difficili in termini di coinvolgimento popolare, iniziative che devono continuare collegandosi con le altre città e mobilitazioni. 

                                                                             Comitato NoF35

Abbiamo distribuito anche a diversi cittadini un volantino contro il governo Meloni fascista e guerrafondaio che continua a dire che l'Italia non è in guerra mentre spudoratamente mente perchè l'Italia è già in guerra,  intervenendo anche durante il sit-in. 

                                                               compagna di proletari comunisti 

pc 15 marzo - Perché è importante bloccare i treni militarizzati – Ferrovieri contro la guerra - Massimo appoggio

Blocco effettuato nella stazione di Pisa, giovedì 12, di un treno carico di mezzi militari da parte di decine di compagne/i chiamati a mobilitarsi dal Movimento “No base né a Coltano né altrove”.

pc 15 marzo - Roma - Al corteo bruciate foto di Meloni... qual'è il problema? - Generalizzare l'iniziativa in tutto questo periodo!

Corteo a Roma, bruciato cartellone con Meloni e Nordio

Corteo a Roma

Foto di Giorgia Meloni e Carlo Nordio che bruciano in piazza. I fumogeni che danno fuoco alle immagini si alzano durante il corteo a Roma, indetto contro il "governo liberticida e la guerra" ma anche per il NO al referendum 

"Scende in campo l'odio rosso", scrive FdI sui social. La prima immagine raffigurava la premier mentre teneva al guinzaglio, con tanto di museruola, il ministro della Giustizia; la seconda rappresentava la stretta di mano tra Meloni e Netanyahu. 

pc 15 marzo - Trump: Cuba come il Venezuela? Il blocco economico finanziario e commerciale colpisce l'accesso ai vaccini - UN'analisi del ricercatore Fabrizio Chiodo

Da Le Monde diplomatique - marzo 2026

"Cuba, così sola - Dopo il Venezuela, Cuba. Donald Trump continua la sua politica aggressiva in America latina. Vietando a Caracas (ma anche agli altri paesi che forniscono petrolio a Cuba) di rifornire l’Avana di petrolio, sta ponendo il paese comunista, già scosso da una serie di crisi devastanti, in una situazione economica e sociale insostenibile. Sperando di fargli mordere la polvere...

...In cerca di un nuovo trofeo imperiale, Trump e il suo segretario di Stato Marco Rubio, stanno applicando il metodo già sperimentato con successo contro il Venezuela... il ricorso alla forza bruta... (dice Trump) Un intervento militare a Cuba? "non sarebbe un'operazione molto difficile...".,

Questo blocco sta causando anche la difficoltà di accesso ai vaccini, causando la morte di migliaia di bambini

Il ricercatore del Consiglio nazionale delle ricerche, Fabrizio Chiodo, ci ha inviato questa illuminante analisi





pc 15 marzo - Referendum 3 - Tante voci dicono NO - Operai delle grandi fabbriche

Basterebbe citare un operaio che a pelle dice: se questo governo dice di votare sì, io per principio voto no, a prescindere se non ancora approfondito.

Questo da un certo punto di vista è quello che serve, perché è quello che subito bisogna mettere in chiaro. Il sì vuol dire dar via libera al governo fascista.

C'è una guerra che ogni giorno sta facendo questo governo antioperaio e antipopolare, che attacca le condizioni di vita e di lavoro, fa sempre leggi a favore di chi ci sfrutta ogni giorno, e deve sempre più dare mano libera a padroni e borghesia; e questo avviene in un contesto internazionale di guerra, di genocidi.

Il mio no, il nostro no di operai deve essere molto chiaro ed esplicito. Non vogliamo stare a guardare mentre avanza passo dopo passo un regime fascista, che vuol dire dittatura aperta dei padroni e dei loro interessi.

Questa è la posta in gioco in questa questione del referendum.

Quindi votare no al referendum significa schierarsi, prendere parte attiva, ma nella prospettiva di riprendere l'unica strada e la fiducia; l'unica strada è la lotta e gli scioperi nei posti di lavoro contro padroni e governo, contro un governo che odia praticamente gli operai, i proletari e marcia verso un regime fascista. I fascisti parlano alla pancia del popolo, usano la demagogia populista, usano le balle,

sabato 14 marzo 2026

pc 14 marzo - I popoli del mondo scrivono la storia... Manifestazione internazionalista a Zurigo 28 marzo

pc 14 marzo - Corteo per la Palestina e contro la repressione a Torino - brucia in piazza la bandiera di Israele

La pioggia battente non ha fermato il corteo per Gaza, oggi pomeriggio lungo le vie del centro. Poco prima delle 15, in diverse centinaia sono partiti da piazza XVIII Dicembre al grido di «Il Piemonte sa da che parte stare, Palestina libera dal fiume fino al mare». Il corteo è cresciuto fino in piazza Castello dove la manifestazione si è conclusa () con la bandiera di Israele data alle fiamme.

Le motivazioni

La manifestazione regionale, promossa dal gruppo Torino per Gaza, ha raccolto diversi collettivi studenteschi e comitati da tutto il Piemonte, oltre a diverse sezioni del partito comunista e compagini di attivisti, come quelli di «Extintion Rebellion» e «Non una di meno». Tra slogan come «Free free Palestine» e riferimenti diretti alle 18 misure cautelari collezionate da attivisti in diversi contesti di cortei sempre riguardanti la questione palestinese e l'assalto a La Stampa dello scorso novembre.

Gli slogan

«Il regime israeliano e gli Usa vogliono annientare la Palestina definitivamente contando sull'amnesia collettiva», dicono al microfono i manifestanti. Ancora: «Saremo sempre contro le guerre imperialiste,

pc 14 marzo - Smascheriamo le menzogne della Meloni in Parlamento

La Meloni in Parlamento non ci va, prova fastidio per il Parlamento, fastidio per la stampa che accetta solo quando deve fare monologhi o interviste esclusive, ma si rifiuta di incontrarli per rispondere alle domande effettive. In sostanza, la sua presenza in Parlamento è stata un cumulo di menzogne, a partire dal fatto che l'Italia non è in guerra.

L'Italia non è in guerra, ma le navi da guerra italiane sono a Cipro, l'Italia non è in guerra ma la Base militare ad Erbil in Iraq è stata fatta segno - e giustamente - delle azioni di reazione dell'Iran all'aggressione imperialista, Stati Uniti/Israele. L'Italia non è in guerra eppure tutte le Basi militari sono a disposizione o pronte ad essere a disposizione dell'imperialismo americano, della NATO, proprio per partecipare a questa guerra. L'Italia non è in guerra, ma allo stretto di Hormuz, nel Mar Rosso, navi italiane ci sono da tempo con una funzione a protezione di Israele e delle stesse vie di comunicazione che vengono considerate cosa propria dall'imperialismo, dai signori del petrolio, dai governi quando legittimamente sono in territorio iraniano o nei territori dei Paesi vicini.

Quindi è una menzogna assoluta che viene sostenuta dalla claque rappresentata dai suoi parlamentari e

pc 14 marzo - Referendum 2: tante voci dicono NO! - Militante politico e sindacale Slai Cobas di Ravenna

Sono dello Slai Cobas per il sindacato di classe di Ravenna, impegnato nelle lotte dei lavoratori, nella solidarietà internazionalista, antifascista, e intervengo sul referendum perchè l’attacco alla magistratura non allineata al governo è un tema che come lavoratori ci riguarda. Il Referendum è politico, lo affermano ogni giorno governo, ministri, parlamentari, quindi è sul terreno politico che dobbiamo agire.

Voterò nettamente NO al Referendum del 22 e 23 marzo!

Ora, a parte il peggioramento delle nostre condizioni di vita e di lavoro, il carobollette, i provvedimenti di un governo fascista e guerrafondaio che trova sempre i soldi per la guerra, per questo governo infame cosa è una priorità in questo momento? Attaccare i giudici.

Non abbiamo certo fiducia o simpatia per chi amministra la giustizia borghese, è una giustizia di classe, che va bene al governo dei padroni fin quando reprime l'opposizione dei proletari, dei lavoratori, dei giovani, ma che va punita e riportata sotto il suo controllo se indaga sul potere politico, cioè sui personaggi al governo, o sottogoverno; questi magistrati il governo non vede l’ora di toglierseli di torno.

Il governo nella sua campagna referendaria dice solo menzogne, come le rapine in casa, la famiglia nel bosco, i campi Rom, il caso Tortora, e altro ancora, che non centrano nulla con gli obiettivi della controriforma che sono fumo negli occhi per disorientare le masse, i cittadini, i lavoratori.

Ma i processi che riguardano i lavoratori, le morti sul lavoro, saranno forse accelerati da questa

pc 14 marzo - Trapani/sostegno a tutte le manifestazioni contro la guerra imperialista e le basi militari in Italia - info

pc 14 marzo - ORE 12 Controinformazione rossoperaia - Speciale Referendum costituzionale: tante voci dicono NO!

pc 14 marzo - Ex Ilva - Nessuna soluzione dal Governo, dai padroni, dai sindacati in fabbrica - La voce differente dello Slai cobas sc


Questo governo sembra non in grado di risolvere alcune delle vertenze su cui sono impegnati i lavoratori. In particolare quelle legate alle grandi fabbriche, ai due grandi gruppi che sono maggiormente in sofferenza in questa fase, Stellantis e ex Ilva.

Innanzitutto il gruppo ex Ilva dove in questi giorni è passato di tutto e di più.

Prima di tutto vi sono stati i due operai morti sul lavoro a breve distanza e in circostanze simili che hanno messo in luce che assassino non è la fabbrica ma chi la gestisce. I commissari dell'ex Ilva avevano come uno dei compiti fondamentali in questa fase quello appunto di assicurarne la messa in sicurezza, di assicurarne la manutenzione, di assicurare la salute e la sicurezza dei lavoratori in un periodo di cassa integrazione, di scarso lavoro e di bassa produzione e di difficile attesa di un esito futuro. Ebbene, su questo commissari hanno totalmente fallito perché le due morti sono avvenute proprio per mancanza di manutenzione, per mancanza di controllo della manutenzione: e per questo sono morti prima un operaio diretto dell'Acciaieria e un mese e mezzo dopo un operaio dell'appalto, la Geopower.

Purtroppo su questo la risposta sindacale è stata fiacca e la risposta dei lavoratori è stata di sconcerto, preoccupazione e attesa e ricerca di una soluzione. Atteggiamenti che non hanno certo favorito né una ripresa effettiva della lotta dei lavoratori né di porre come centrale che nessun operaio debba più morire in questa fabbrica.

Analogamente, la soluzione di questa fabbrica anche sul terreno dell’inquinamento sul territorio ancora