pc 18 marzo – INDIA: Il governo fascista indù di Modi applica la “nuova dottrina” Prahaar contro le masse popolari e la guerra popolare

“Voglio assicurare al popolo indiano che entro il 31 marzo 2026 l'India sarà libera dal naxalismo. Coloro che sognano di creare un Corridoio Rosso da Tirupati a Pashupati [dal sud al nord! ndr] saranno completamente sconfitti e le nostre forze di sicurezza ristabiliranno il pieno controllo.”

Questo è stato ripetuto da Amit Shah, il ministro degli interni dell’India “Intervenendo alla celebrazione del 57° anniversario della Central Industrial Security Force a Cuttack”. (https://www.thehindu.com/news/national/amit-shah-reiterates-commitment-to-eliminate-maoism-by-march-31/article70710822.ece)

Ma il 31 marzo si avvicina e non sembra che il proposito del duo fascista indù Modi-Shah possa andare in porto, ed è per questo che hanno deciso di accentrare tutte le operazioni di repressione finora messe in atto dal governo, mettendolo nero su bianco in un documento chiamato Prahaar, che è un lungo acronimo dei vari aspetti di questa politica.

Ne hanno parlato naturalmente i mezzi di informazione indiani ma anche linkiesta.it vi ha dedicato un lungo e dettagliato articolo da cui traiamo alcuni pezzi.

Si tratta,  dice l’articolo, di “una dottrina completa di contrasto al terrorismo, con l’obiettivo di coordinare le diverse strutture statali e adattare gli strumenti di sicurezza alle nuove forme di minaccia.” La “minaccia” di cui si parla ma che non viene esplicitamente citata è quella ricordata invece da un attento articolo del febbraio scorso di un quotidiano giapponese online: “Secondo l'ex

pc 18 marzo - La Comune di Parigi nelle parole e le pagine di Marx-Lenin-Mao




Mao e la Comune di Parigi

È DI ESTREMA IMPORTANZA PER IL POPOLO RIVOLUZIONARIO AVERE IN MANO IL FUCILE

L’esperienza storica della Comune di Parigi ha provato appieno che è di estrema importanza per la rivoluzione proletaria e la dittatura del proletariato possedere forze armate rivoluzionarie.
Parlando dell’esperienza della Comune di Parigi, Lenin cita un’importante tesi di Engels, ossia che in Francia, dopo ogni rivoluzione, gli operai erano armati; il disarmo degli operai era quindi il primo comandamento per i borghesi che si trovavano al governo dello Stato. Lenin ritiene che in questa conclusione di Engels, “l’essenza del problema, come del resto l’essenza della questione dello Stato (la classe oppressa dispone di armi?), è afferrata in modo ammirevole”

La Comune di Parigi nacque durante l’accanita lotta tra la rivoluzione armata e la controrivoluzione armata. I 72 giorni di vita della Comune di Parigi furono 72 giorni di insurrezione armata, di lotta armata e di autodifesa armata. Ciò che provocò un timor panico tra i reazionari borghesi fu proprio il fatto che il proletariato di Parigi aveva impugnato il fucile. L’errore fatale della Comune di Parigi risiedette precisamente nel fatto che essa si dimostrò troppo clemente verso la controrivoluzione e non marciò immediatamente su Versailles, ciò che permise a Thiers di riprendere fiato e di radunare le sue truppe reazionarie per gettarsi furiosamente su Parigi rivoluzionaria. Come disse Engels: “Sarebbe la Comune di Parigi durata un solo giorno se non si fosse servita di questa autorità del popolo armato contro i borghesi? Non si può al contrario rimproverarle di non essersene servita abbastanza?”

Il compagno Mao Tse-tung ha ricapitolato in modo conciso l’importante significato della lotta armata e dell’esercito popolare e ha formulato la famosa tesi secondo la quale “il potere politico nasce dalla canna del fucile”

Egli ha sottolineato: “Secondo la teoria marxista dello Stato, l’esercito è la principale componente del potere statale. Chiunque voglia impadronirsi del potere statale e conservarlo, deve possedere un forte esercito”.

La rivoluzione violenta è un principio universale della rivoluzione proletaria. I partiti marxisti-leninisti devono seguire con fermezza questo principio universale e applicarlo alla pratica concreta dei loro paesi. L’esperienza storica dimostra che là dove il proletariato e i popoli oppressi hanno preso il potere e conquistato la vittoria, essi l’hanno fatto con la forza del fucile, sotto la direzione dei partiti proletari, in conformità delle condizioni specifiche dei propri paesi, costituendo gradualmente forze armate popolari e conducendo la guerra popolare sulla base dell’ampia mobilitazione delle masse nella lotta e ingaggiando ripetute lotte contro gli imperialisti e i reazionari. Ciò vale per la rivoluzione russa, per la
rivoluzione cinese e per la rivoluzione dell’Albania, del Vietnam, della Corea e di altri paesi, senza alcuna eccezione.
Al contrario, quando i partiti proletari non cercano di creare forze armate rivoluzionarie o vi rinunciano, essi causano rovesci alla rivoluzione; esistono serie lezioni a questo proposito. Avendo rinunciato a impugnare il fucile, alcuni partiti sono stati presi alla sprovvista di fronte a un attacco di sorpresa dell’imperialismo e dei suoi lacchè e alla loro repressione controrivoluzionaria e di conseguenza milioni
di rivoluzionari sono stati massacrati; in altri casi, poiché volevano ottenere posti di alti funzionari nei governi borghesi o sono caduti nella trappola tesa dai reazionari, alcuni partiti hanno consegnato loro le forze armate popolari, rovinando i frutti della rivoluzione, quando il popolo rivoluzionario aveva già impugnato le armi e le forze armate popolari si erano già sviluppate notevolmente.
In questi cento anni, molti partiti comunisti hanno partecipato alle elezioni e sono entrati nel parlamento, ma nessuno di essi ha potuto instaurare la dittatura del proletariato con tale mezzo. Anche se un partito comunista ottiene la maggioranza nel parlamento o entra nel governo, ciò non significa che il carattere borghese del potere politico sia cambiato e ancora meno che la vecchia macchina statale sia demolita. La classe dominante reazionaria potrà proclamare non valide le elezioni, sciogliere il parlamento o addirittura ricorrere alla violenza per estromettere i comunisti. Se un partito proletario, invece di svolgere il lavoro tra le masse e di impegnarsi nella lotta armata, sostiene con zelo le elezioni parlamentari, esso non farà altro che addormentare le masse e corrompere se stesso. La borghesia compra i partiti comunisti attraverso le elezioni parlamentari e li trasforma in partiti revisionisti, in partiti borghesi. La storia non ci fornisce forse numerosi esempi di questo genere?
Il proletariato deve conquistare il potere politico con il fucile e deve anche difenderlo con il fucile. Un esercito popolare sotto la direzione di un partito marxista-leninista è il solido pilastro della dittatura del proletariato e il fattore principale tra i vari fattori per prevenire la restaurazione del capitalismo. Con un
esercito popolare armato dell’ideologia marxista-leninista, si può affrontare qualsiasi situazione, per quanto complessa possa essere, nella lotta di classe sia all’interno che fuori del paese e difendere il potere del proletariato...

pc 18 marzo - aggiornamento sui prigionieri palestinesi detenuti dallo Stati Sionista

 


Aggiornamento basato su dati riportati dalle organizzazioni per i diritti dei prigionieri palestinesi e dalle statistiche ufficiali dell'amministrazione carceraria israeliana nei territori occupati.

  • Nel solo marzo 2026 il numero dei prigionieri politici palestinesi è cresciuto del 2.15%

  • A inizio marzo 2026 i prigionieri politici palestinesi sono 9500

  • 73 sono donne detenute nel carcere di Damon

  • 350 sono minori detenuti nei carceri di Mediddo e Ofer

  • I prigionieri in detenzione amministrativa sono 3442 il 36% del totale- la maggior parte dei detenuti sono quelli in attesa di giudizio o quelli classificati come “combattenti illegali”

  • I prigionieri arrestati a Gaza dalle forze di occupazione e detenuti secondo la legge sui “combattenti illegali” sono 1249.

  • In questa categoria sono compresi i prigionieri arrestati in Libano e Siria ma non tutti i prigionieri Gazawi detenuti nei campi militari

pc 18 marzo - Referendum - 6: tante voci dicono NO! Compagna dell'MFPR - Ricercatore impegnato nel campo dei vaccini

Lavoratrice della scuola

Sono lavoratrice della scuola, impegnata nella solidarietà internazionalista, compagna del mfpr. 

Mi esprimo nettamente per il NO e invito a votare NO a questo referendum. Questa decisione parte proprio dall’essere donna: questo governo ha usato continuamente il tema delle donne e delle sue politiche verso le donne per affermare in netto contrasto con la realtà che mai come ora si è ridotta la disoccupazione delle donne, è migliorata in generale la loro condizione. Non ha mai smesso di intervenire da un punto di vista legislativo per affermare che si occupa di tutto ciò che riguarda le donne, interviene in loro difesa, mentre, a partire dal reato di femminicidio come reato autonomo, le leggi che fa hanno come effetto solo più repressione, più oppressione, più controllo, per finire col ddl Bongiorno per cui si cancella il concetto di consenso libero per sostituirlo con quello di dissenso, è la donna che deve dimostrare di aver resistito abbastanza.

Tutte queste leggi promosse da questo governo apparentemente a favore delle donne, sempre a ridosso di date simbolicamente e praticamente importanti quali 25 novembre e l’8 marzo, in realtà servono per

pc 18 marzo - UN APPELLO AGLI OPERAI ASTENSIONISTI: ANDARE A VOTARE E VOTARE “NO”

Non difendiamo una magistratura che favorisce sempre i ricchi ma usiamo il voto per dare un colpo alla Meloni e al suo governo.

La magistratura non è indipendente, fra operai e padroni, fra i ricchi e i poveri è sempre dalla parte di chi ha il potere economico e politico.
La magistratura – dicono – applica la legge e la legge è uguale per tutti, ma non tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge. E’ andato forse in galera qualche padrone grande o piccolo per la morte sul lavoro di 1032 operai nel 2025? No!
L’indipendenza della magistratura si riduce al suo ruolo di garanzia che i diversi gruppi di potere e i singoli che li compongono rispettino le regole di gestione del potere economico e politico che loro stessi si sono dati. Se ad un gruppo di potere, ad un governo, in questo caso la Meloni e i padroni grandi e piccoli che rappresenta, queste regole vanno strette, si mobilitano per modificare il funzionamento della magistratura, per poter controllare direttamente la sua attività e volgerla a proprio favore.
Il SI al referendum per il governo e la banda che lo sostiene ha questo compito.

Votare NO, per gli operai e gli strati poveri della popolazione non ha niente a che fare con la difesa della

pc 18 marzo - Ancora sugli arresti in Tunisia dei membri della GlobalSumudFlotilla - una nota da infoaut - proseguire nella informazione, denuncia e solidarietà

A partire dal 6 marzo le autorità tunisine hanno arrestato  diversi membri, attuali ed ex, della Global Sumud Flottilla e li hanno portati all’Unità Investigativa della Garde National a El Aouina, Tunis Capital.

Attualmente 7 persone sono detenute a El Aouina e sottoposte a interrogatori da parte della Garde Nationale. Dopo i primi 5 giorni, la Garde Nationale può prolungare il periodo di dentenzione e interrogatorio di altri 5 giorni. Dopo questo primo passaggio, le persone possono: o andare in tribunale davanti al giudice e finire in carcere, o essere rilasciate.

Questa ondata di arresti coincide con i preparativi per la seconda Global Sumud Flottilla, che dovrebbe partire da Tunisi la prossima primavera. Gli arresti si collocano in un contesto regionale e globale di

martedì 17 marzo 2026

pc 17 marzo - Il governo Meloni è complice di Israele genocida nel bombardamento al Libano. Altro che le menzogne con cui ci inganna, che "l'Italia non è in guerra"

Un KC-767A italiano completa due missioni consecutive nel contesto dell'escalation in Libano

Il ritmo operativo del 14 ° Stormo dell'Aeronautica Militare Italiana ha raggiunto il picco
nel fine settimana del 13-14 marzo 2026. I dati di tracciamento dei voli confermano che
un singolo Boeing KC-767A (matricola MM62227) è stato il fulcro di un vitale "ponte aereo"
che collega l'Italia al Levante.

info da itamilradar

Nelle ultime 48 ore, un singolo Boeing KC-767A dell'Aeronautica Militare Italiana ha mantenuto una presenza costante tra la Sardegna e il Libano. Queste missioni si svolgono mentre Beirut è soggetta a intensificati raid aerei israeliani e il contingente italiano dell'UNIFIL rimane in stato di massima allerta

Un velivolo, due missioni: il riassunto operativo.

Sebbene i numeri di volo siano cambiati, la cellula è rimasta la stessa. L' MM62227 ha effettuato due

pc 17 marzo - Solidarietà con i membri della Flotilla arrestati a Tunisi - info e solidarietà da Palermo e Cagliari - info srpitalia@gmail.com

Solidarietà con  i membri della Flotilla arrestati a Tunisi 

Il Comitato Congiunto di Coordinamento per la Palestina (JAC) è costernato dopo l'arresto, avvenuto questa mattina, dei suoi membri Wael Nouar, Jawhar Chenna e Sanaa Mesahli, insieme ai membri del Comitato della Flottiglia del Maghreb, Nabil Chennoufi e Mohamed Amine Ben Nour, tutti trasferiti alla caserma di El Aouina. Secondo i loro avvocati, sono stati accusati di malversazione finanziaria in relazione agli sforzi della Flottiglia del Maghreb per rompere l'assedio di Gaza, del cui comitato direttivo gli arrestati erano membri.

Il Comitato Congiunto di Coordinamento per la Palestina:

  • condanna questo comportamento incomprensibile da parte di un'autorità che da sempre si erge a paladino della causa della Palestina ed esprime piena solidarietà ai compagni.

  • denuncia la diffamazione sistematica e la campagna di calunnie e voci incontrollate contro questi attivisti, che vuole trasformare il loro importante attivismo a sostegno della Palestina, di Gaza e della resistenza, in un'indagine giudiziaria.

  • chiediamo l'immediato rilascio dei detenuti e la fine di tutti i procedimenti giudiziari contro i membri della Global Sumud Flotilla Authority, e riteniamo l'autorità politica responsabile delle conseguenze di questo ingiusto attacco, e allo stesso tempo mettiamo in guardia dall'ulteriore tensione che questo attacco aggiungerà alla situazione politica del Paese.

Comitato di coordinamento dell'azione congiunta per la Palestina


Tunisia - new arrest of member of the Joint Action Coordination Committee for Palestine - maximum solidarity

 

pc 17 marzo - 28 marzo in tutti i paesi contro l’Operazione Kagaar! Sostenere la guerra popolare! Sostenere il PCI (maoista) in questa fase difficile

Manifestazione internazionale e internazionalista a Zurigo 

info per adesioni e partecipazione csgpindia@gmail.com 

La campagna mondiale contro l'Operazione Kagaar ha denunciato l'obiettivo che imperialisti e governo di Modi si sono posti: annientare il movimento rivoluzionario indiano e il PCI (maoista), che rappresentano la vera alternativa politica per i proletari e le masse popolari dell'India.
Modi ha proclamato che annienterà la guerra popolare, il movimento rivoluzionario e il PCI(M) entro il 2026.
Il Comitato Internazionale a Sostegno della Guerra Popolare in India (ICSPWI) ha invitato tutti i partiti e le forze rivoluzionarie, gli amici e compagni della rivoluzione indiana, a raccogliere la sfida lanciata dal governo di Modi con una campagna di un anno, da marzo 2025 a marzo 2026. Una mobilitazione nelle strade, nei luoghi di lavoro, nelle piazze.

Il CPI(M) e le masse in India stanno resistendo e respingendo l'Operazione Kagaar, sulla base della difesa degli interessi materiali e delle condizioni di vita e di lavoro dei proletari, dei contadini e delle masse indiane.
In ogni settore dell'economia, il regime di Modi sta scaricando sulle masse la crisi causata dall'imperialismo, dai suoi lacchè e dalle politiche al servizio dei grandi capitalisti indiani, come Adani, Ambani e altri.
Ma il sistema capitalistico non ha alcuna possibilità di uscire dalla sua profonda crisi; al contrario, produce una nuova ondata di lotte e rivolte di massa.

Il regime indiano appoggia la campagna genocida in Palestina perché esso stesso, con l'Operazione Kagaar, commette massacri, deportazioni forzate, omicidi di abitanti dei villaggi e leader delle masse tribali, attivisti sociali e leader rivoluzionari, oltre a perseguitare giornalisti e attivisti per i diritti umani che si oppongono ad essa.

Sostenere la guerra popolare in India e il Partito Comunista Indiano (Maoista) è uno dei compiti fondamentali dei movimenti comunisti rivoluzionari, antifascisti e antimperialisti di tutto il mondo.
Il Partito Comunista dell’India (Maoista) guida una guerra popolare per la Rivoluzione di Nuova Democrazia, per liberare il Paese e le masse lavoratrici dallo sfruttamento e dall'oppressione e, unito ai proletari e alle masse popolari di tutto il mondo, marciare verso la rivoluzione proletaria e socialista mondiale.

Perciò è dovere di tutti noi fermare l'imperialismo, il regime di Modi e la sua mano genocida, come parte della lotta mondiale contro l'imperialismo, che porta guerre, fascismo, povertà e oppressione dei popoli.


Tutti in lotta il 28 marzo 2026!

 
STOP OPERATION KAGAAR!

LIBERTÀ PER TUTTI I PRIGIONIERI POLITICI IN INDIA!

FERNARE IL GENOCIDIO DEGLI ADIVASI!

SOSTENERE LA GUERRA POPOLARE IN INDIA, SOSTENERE IL PCI (MAOISTA) FINO ALLA VITTORIA!

VIVA L’INTERNAZIONALISMO PROLETARIO!


pc 17 marzo - Ilva Taranto - dopo le 2 morti servono fatti e concrete urgenti iniziative - Da Slai cobas sc

Lo Slai cobas per il sindacato di classe, subito dopo la morte/assassinio di Claudio Salamida, e riproponendo la denuncia alla morte di Loris Costantino, ha inviato una richiesta di intervento al Procuratore della Repubblica, all'Ispettorato del Lavoro, all'Asl/Spesal, all'Inail, al Prefetto di Taranto, perchè sia posta all'interno dell'ex Ilva una postazione fissa degli organi ispettivi. 

Stiamo anche chiedendo un incontro diretto con il PM Buccoliero (PM principale del processo "Ambiente svenduto di 1° grado) che segue il processo per la morte di Claudio Salamida.

Una postazione permanente degli organi di controllo, di Ispettorato del lavoro, Spesal, Inail, Arpal, sarebbe una azione concreta che può funzionare sia da deterrenza, controllo permanente e preventivo,  sia da immediato riferimento per lavoratori e delegati sindacali per denunce e richieste  di interventi immediati, che possono portare a fermi immediati di impianti e attività lavorative pericolose

Questa proposta è da tempo che lo Slai cobas la porta avanti, ma trovando un ostacolo proprio dai sindacati confederali e Usb.

Oggi che succede. Vi è stato un incontro tra i Commissari Acciaierie-ex Ilva, una delegazione del ministero del Lavoro e Inail e le organizzazioni sindacali metalmeccaniche. E il prossimo appuntamento è per il 24 marzo a Taranto. 

Quello che ne è uscito ancora non sembra voler andare effettivamente verso passi avanti concreti sulla questione della sicurezza. 

"Si è parlato dell’"imminente attivazione dei Gruppi di Analisi sulla sicurezza, cioè presidi permanenti

pc 17 marzo - Un altro morto per razzismo - dal Comitato Lavoratori delle Campagne

Un’ennesima vita spezzata dalla violenza razzista. Venerdì scorso Mamina Nyasi è stato ucciso all’Arena di San Severo da un altro abitante della struttura, una persona con evidente disagio psichico che aveva già mostrato atteggiamenti violenti, a cui era seguita la solita risposta poliziesca: un internamento di un paio di giorni e poi nuovamente l’abbandono, le cui conseguenze sono ora irreparabili.

I ghetti sono anche questo, un luogo in cui si riversa il disagio di chi è vittima di un sistema razzista, che tortura le persone fino alla follia. Chi vive nei ghetti pratica la cura e la solidarietà quotidiana come può, fino a subire le estreme conseguenze. Da anni chi vive all’Arena chiede un intervento istituzionale per avere garantita una minima vivibilità dinanzi all’abbandono delle istituzioni, che rifiutano anche i più banali interventi infrastrutturali e garanzie basiche come la residenza. E allora, di chi è la responsabilità di questo omicidio, se non loro?
In tutta risposta, la sindaca di San Severo parla senza vergogna di “tragedia” inaccettabile in un “paese civile e accogliente come l’Italia, dove il rispetto della vita e della dignità delle persone deve rappresentare un valore irrinunciabile”, rivendicando interventi inesistenti nonostante le ripetute richieste degli abitanti. E ovviamente si appella alla sicurezza e al “contrasto alla clandestinità e a numerosi reati già sanzionati dalle forze dell'ordine locali”, come se questa fosse la risposta adeguata.
Davanti a questo ribaltamento evidente delle responsabilità e delle priorità non possiamo che ribadire che lotteremo perché questo tipo di logiche venga cancellato dalla storia, per rispedire questa violenza al mittente. Basta razzismo, basta morti.
Casa, documenti e contratti per tutt!

pc 17 marzo - Solidarietà piena e incondizionata per Hannoun, Dawoud, Yaser e Riyad

L' Associazione dei Palestinesi in Italia sta costituendo ufficialmente un Comitato di Solidarietà a sostegno loro e delle loro famiglie. Riceviamo e  giriamo la loro comunicazione con il nostro invito ad aderire come realtà politica, sindacale o sociale, come associazione o come singola o singolo.

Info: comitatoprigionieripal@gmail.com


pc 17 marzo - Referendum - UN NUOVO ORDINE REPRESSIVO CON L’INGANNO DEL GARANTISMO

di Claudio De Fiores  15/03/2026

Referendum Questa revisione costituzionale è parte di una torsione autoritaria che sta intossicando la vita democratica del Paese. E che non accresce le garanzie, le deprime

C’è un equivoco che pervade l’intera campagna referendaria. Non riguarda la separazione delle carriere. Quell’equivoco si è dissolto già all’inizio del dibattito pubblico, quando è emerso con chiarezza che quella soluzione era stata già introdotta per legge.

In coerenza con quanto stabilito dalla Corte costituzionale (sent. n. 37/2000). L’equivoco perdurante è, invece, un altro. Ed è quello alimentato dalla rappresentazione mediatica che si ostina a presentarci la consultazione referendaria come se fosse un derby tra due corporazioni, tra magistratura e ceto politico.

Si tratta di un approccio distorto e fuorviante. Innanzitutto, per ragioni di postura costituzionale. Le revisioni della Carta devono essere sempre analizzate e valutate assecondando un punto di vista diverso. E questo angolo visuale non può che essere quello dei diritti, della loro tutela, della coerenza della riforma con il sistema delle garanzie disegnato dalla Costituzione. Non a caso il procedimento di revisione è collocato nel Titolo VI della Costituzione, dedicato proprio alle “garanzie costituzionali”.

Ciò che però stupisce è che oggi a rivendicare le ragioni del garantismo sia proprio il fronte del Sì. Occorre allora chiedersi: di quali garanzie parlano i sostenitori della riforma?

Non certo di quelle previste dall’art. 138 della Costituzione, che impone tempi lunghi e passaggi

pc 17 marzo - Referendum - 5: tante voci dicono NO! Dall'avvocata A. Ricci

Sono Antonietta Ricci, avvocata, e al prossimo referendum del 22 e 23 marzo sulla giustizia voterò NO.

Voterò NO perché la riforma non risolve neanche uno dei problemi reali della giustizia, non una riga di questa riforma darà sentenze più giuste e più veloci; non una riga di questa riforma risolverà tutti gli attuali squilibri del processo che invece hanno origine complessa e molteplice: il numero troppo elevato dei procedimenti, la conseguente eccessiva durata dei processi, un sistema normativo smisurato e la conseguente incertezza interpretativa di leggi e regolamenti, una carenza di personale sia dal punto di vista dei giudici che dal punto di vista dei personale degli uffici. Questa riforma, quindi, sebbene sia spacciata come una riforma che apporterà aspetti positivi alla gestione della giustizia, in realtà è una falsità, una emerita fuffa.

Piuttosto questa riforma rappresenta l'ennesimo attacco alla democrazia ed è un fatto che deve preoccupare veramente tutti, perché questa riforma vuole riscrivere l'assetto costituzionale, introduce infatti la modifica di ben sette articoli della Costituzione e la conseguenza sarà uno sbilanciamento dei poteri dello Stato in favore del potere politico. A conferma di ciò sono le dichiarazioni, incaute ma rivelatrici del vero intento, che abbiamo sentito pronunciare dalla capa di gabinetto del ministro Nordio, che ha detto chiaro e tondo in televisione che “ se vince il sì, ci togliamo di mezzo la magistratura”.

Ovviamente una frase del genere è un lapsus freudiano, che non vuol dire cancelliamo formalmente la magistratura, vuol dire ci togliamo di mezzo la funzione di controllo, di legalità che svolgono la magistratura e il potere giudiziario, quindi eliminiamo uno dei contrappesi costituzionali che rendono la nostra Costituzione realmente democratica. Questo è il vero obiettivo, ovvero smantellare il sistema delle garanzie costituzionali. E come vogliono ottenere ciò? Vogliono ottenere ciò modificando il metodo di elezione del CSM.

Il CSM è un organo di rilevanza costituzionale, è l'organo di autogoverno della magistratura ordinaria in

pc 17 marzo - Mass online Rally - March 21 2026 - proletari comunisti aderisce


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Mass Online Rally:

Stand with Iran Against

US Imperialist and Zionist Assault!

Saturday March 21: 9 AM PDT, 12 PM EDT, 5 PM CET, 7:30 PM TEHRAN

Join the International League of Peoples Struggles, the Resist US-Led War Movement, and the United National Antiwar Coalition in a mass online indignation rally against the joint assault by the Zionist entity of

lunedì 16 marzo 2026

pc 16 marzo - Cagliari: Solidarietà ai compagni tunisini della Global Sumoud Flottilla arrestati


Durante la presentazione del romanzo "Quando i picchetti sono fioriti" dell'autore palestinese Aysar al Safi, il 13 marzo presso il circolo culturale e politico Su Tsirculu di Cagliari (Sardegna), un membro del Soccorso Rosso Proletario ha espresso la solidarietà ai compagni tunisini della Global Sumoud Flottilla arrestati tra il sei e l'otto marzo a Tunisi.

E' stata denunciata la montatura giudiziaria e l'ipocrisia del regime tunisino che mentre dichiara di sostenere la Palestina, in realtà colpisce chi veramente sostiene concretamente, e non solo a parole, la Resistenza ed il popolo palestinese.

Inoltre in questa occasione è stata annunciata il lancio di una campagna di solidarietà nello Stato italiano, dalla Sardegna alla Sicilia (vedi nostro post di ieri su questo blog) da Milano a Bergamo e ovunque sia possibile organizzare iniziative.

Alcuni presenti hanno espresso il desiderio di sostenere i compagni arrestati in diversi modi, ad esempio contribuendo alle spese legali e di aderire immediatamente alla campagna.

pc 16 marzo - Referendum - 4 - Tante voci dicono NO - Dall'ex Ilva di Taranto alla scuola di Ravenna

Operaio Ilva Taranto - Sono operaio dell’ex Ilva di Taranto dello Slai cobas e dico che votare per il NO è un dovere a cui non possiamo sottrarci. Recarci alle urne non è un qualcosa che facciamo a cuor leggero. Più volte abbiamo sostenuto la pratica dell'astensionismo attivo, riteniamo infatti che nel contesto attuale di avanzamento a vele spiegate della marcia imperialista non ci sia alcun partito dell'arco parlamentare che possa rappresentare le istanze dei lavoratori e delle masse proletarie, nemmeno quelli che ad una prima occhiata sembrano più vicini alle esigenze del popolo come può esserlo un partito come AVS, Come può infatti rappresentarci se immediatamente dopo l'arresto di Hannoun ha preso le distanze dal sostegno alla solidarietà verso il popolo palestinese, e come può rappresentarci se dopo gli avvenimenti del 31 gennaio scorso a Torino ha immediatamente condannato la sacrosanta rivolta dei manifestanti, esprimendo solidarietà alle infami e violente forze di polizia che si sono dimostrate ad oggi un cumulo di menzogne proprio riguardo a quegli stessi avvenimenti.

L'assenza di un vero partito proletario è ormai radicata nel tempo che viene da lontano. Una delle primissime visite, se non proprio la prima, che la ruffiana neofascista presidente del consiglio dei ministri ha compiuto non appena insediatasi sulla poltrona di Palazzo Chigi è stata quella alla mostra su Berlinguer. A molti è apparso strano, se non addirittura come un ammorbidimento della linea revisionista. In realtà si è trattato niente meno che del riconoscimento verso la figura dell'ex segretario riformista del PC del suo ruolo cruciale nel disfacimento del glorioso partito fondato da Antonio Gramsci e nel quale al suo interno avevano militato molti dei partigiani che avevano sacrificato la propria vita alla lotta al nazifascismo.

Tornando a noi. Riteniamo che astenersi alle elezioni sia cruciale per poter edificare un senso di rabbia e di rivolta verso le classi dominanti, responsabili delle condizioni di vita miserabili della stragrande maggioranza della popolazione. È fondamentale incanalare questa idiosincrasia verso il potere precostituito nelle lotte e manifestazioni di piazza. Ma c'è un ma. Ci sono casi in cui l'astensione non è sempre la pratica migliore da mettere in atto, bensì è

pc 16 marzo - 28 marzo internazionalista contro Modi/Trump/Netanyahu


 

Campagna Internazionale di Emergenza

contro l’Operazione Kagaar

Il Comitato Internazionale a Sostegno della Guerra Popolare in India (ICSPWI) chiama le forze democratiche, progressiste, antifasciste, antimperialiste e rivoluzionarie di tutto il mondo a unirsi alla Campagna Internazionale di Emergenza contro l'Operazione Kagaar.

Cos'è l'Operazione Kagaar?

Dal gennaio 2024, lo Stato indiano sotto il regime fascista Hindutva di Narendra Modi conduce l'Operazione Kagaar, un'operazione militare il cui obiettivo dichiarato è la completa distruzione del movimento rivoluzionario in India entro marzo 2026. In realtà, si tratta di una guerra totale contro il popolo, principalmente contro la popolazione Adivasi, i contadini poveri, gli attivisti rivoluzionari, i giornalisti, gli studenti e i prigionieri politici. Intere regioni vengono occupate dai militari, i villaggi sono bombardati e incendiati, i civili usati come scudi umani, i prigionieri torturati ed giustiziati stragiudizialmente in cosiddetti "scontri simulati".

L'Operazione Kagaar è la continuazione ed escalation di precedenti operazioni militari controrivoluzionarie quali Samadhan-Prahar e Green Hunt. Con l’impiego di esercito, paramilitari e avizione, lo stato indiano sta tentando di distruggere il Partito Comunista dell'India (Maoista), l'Esercito

pc 16 marzo - Diritto di sciopero - Importante bocciatura del Comitato europeo dei diritti sociali (Ceds) delle nostre norme troppo restrittive della CGS

Questa decisione del Ceds sembra importante e stiamo vedendo di utilizzarla per rimettere in discussione non solo il divieto e sanzione conseguente per lo sciopero delle donne del 2020 durante il covid (ricordiamo che anche su questo divieto vi fu una presa di posizione contro la decisione della Commissione Garanzia Sciopero proprio di Giovanni Orlandini, uno degli estensori del ricorso al Ceds), ma anche contro il divieto e sanzione sempre allo Slai cobas sc di un precedente nostro sciopero delle donne del 2018, per cui la CGS imponeva - in nome della cosiddetta "franchigia" e di una estensione eccessiva dei "servizi pubblici essenziali" - l'esonero di alcuni settori e quindi di tener fuori dallo sciopero tutte le lavoratrici di questi settori.

Purtroppo, mentre viene avviata questa nuova procedura di ricorso, la sanzione (di 2500 euro + 700 euro per il rigetto del ricorso alla Procura) continua ad avere i suoi effetti.
Per questo, noi lavoratrici Slai cobas rinnoviamo l'appello ai sindacati di base, a Nudm, agli avvocati e operatori della giustizia, ad associazioni, a realtà contro la repressione, a singole compagne e compagni, democratici, ecc., perchè 

Chiunque vuole e può, mandi il contributo a c/c bancario UNICREDIT BANCA ROMA agenzia Taranto via Marche, 52 intestato a SLAI COBAS PER IL SINDACATO DI CLASSE, avente le seguenti coordinate bancarie: IT 49 W - ABI 02008 - CAB 15807 n. conto 000011056357. - con la motivazione: contributo per sanzione della CGS sciopero 9 marzo 2020.

Lavoratrici Slai cobas per il sindacato di classe
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Appena pubblicata la decisione dell'organismo internazionale. Anche la Commissione di garanzia per lo sciopero nei servizi pubblici essenziali dovrà tenerne conto, malgrado le pressioni di Matteo Salvini per precettare i lavoratori

“In Italia è eccessivamente limitato il diritto di sciopero”; questa è la sonora bocciatura arriva dal Comitato europeo dei diritti sociali (Ceds), con una decisione appena pubblicata. Secondo l’organismo internazionale, infatti, le nostre norme sono troppo restrittive, riducono in modo esagerato il diritto di scioperare per i lavoratori dei servizi pubblici. Questo rappresenta un bel guaio per il governo Meloni, che ora dovrà adeguarsi al provvedimento arrivato dopo un ricorso presentato nel 2022 dall‘Unione sindacale di base (Usb), curato dal giuslavorista Giovanni Orlandini e dagli avvocati Danilo Conte e Marco Tufo. L’obiettivo dichiarato del centrodestra, in questi anni, era semmai ridurre ancora di più il diritto di sciopero con regole ancora più aspre. 

Il Ceds è il comitato che vigila sul rispetto della Carta sociale europea da parte degli Stati membri del

pc 16 marzo - Occupa & Resisti Il nostro contributo sui Centri Sociali Occupati oggi - per il dibattito

Molte cose sono state dette e molte analisi politiche si sono avvicendate riguardo il ruolo e l’utilità dei centri sociali occupati nel contesto attuale.
Contesto che, sotto gli occhi di tuttə, è radicalmente mutato rispetto al periodo di maggiore prosperità e diffusione delle occupazioni.
Riteniamo tuttavia semplicistica e poco utile la visione dicotomica che sembra delinearsi troppo spesso: da una parte chi ritiene la pratica dell’occupazione ormai obsoleta e totalmente superata/superabile, la “fine di un’era”; dall’altra chi ne continua a ribadire la centralità, sottostimando tuttavia i mutamenti socio-politici in corso che ne impongono un ripensamento.

Due posizioni comprensibili, ma poco soddisfacenti nel tenere insieme più livelli di complessità.
Se ci sembra evidente la necessità di fuoriuscire dalle logiche burocratiche e immobilizzanti, che spesso

domenica 15 marzo 2026

pc 15 marzo - LA SOLIDARIETA' AI MILITANTI PRO-PALESTINA E SUMUD GLOBAL FLOTILLA ARRESTATI IN TUNISIA nella manifestazione a Trapani

Con un grande cartello  esposto alla manifestazione che si è svolta ieri pomeriggio a Trapani contro gli F35/Birgi, le basi militari e la guerra imperialista, e la diffusione ai presenti della denuncia/appello  del Comitato Congiunto di Coordinamento per la Palestina (JAC), abbiamo espresso e portato nella piazza massima solidarietà ai militanti sotto repressione del governo della Tunisia e arrestati, in quanto solidali con la Palestina, con Gaza e la resistenza e membri della Global Sumud Flotilla. 



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La solidarietà e la richiesta di liberazione immediata dei militanti è stata espressa al microfono  dalla compagna di proletari comunisti a cui è seguito un altro intervento di un attivista della Global Sumud Flotilla che ha denunciato l'arresto dei militanti tunisini. 

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Presenti al presidio anche alcuni lavoratori tunisini che hanno apprezzato la solidarietà espressa prendendo l'appello e informandosi di quanto accaduto. 


Proletari Comunisti Palermo 

pc 15 marzo - Rilanciamo il foglio ALT di intervento teorico - Gli autori sono ora impegnati nella sua traduzione in inglese e nella preparazione del 2° numero

Richieste dall'estero - Dalla Grecia:

Come la vostra organizzazione, sono impegnato nelle lotte dei migranti, femministe e operaie, nell'antimperialismo, nell'antisionismo e nell'organizzazione comunista in patria, nonché nella solidarietà con i movimenti maoisti e rivoluzionari all'estero. Ho letto alcune delle opere più datate di Negri (Marx oltre Marx, 33 lezioni su Lenin) e lo trovo molto brillante e illuminante. 

Ho letto l'introduzione pubblicata sul blog Maoist Road del foglio ALT di intervento teorico. Sia io che un altro compagno abbiamo apprezzato questi testi e vi incoraggiamo vivamente a tradurre e pubblicare il volume anche in inglese!

pc 15 marzo - Manifestazione a Trapani contro la militarizzazione del territorio, contro la guerra - Presente proletari comunisti di Palermo

Abbiamo partecipato ieri pomeriggio alla manifestazione a Trapani promossa dal Comitato No F35 nel centro storico della città. 

Un sit-in con una cinquantina di presenti giunti anche da Palermo che ha visto il susseguirsi di diversi interventi di denuncia contro la militarizzazione dei territori che avanza a livello nazionale partendo proprio dalla  Sicilia con la presenza già attiva nella guerra attuale, a fronte delle menzogne che dice il governo Meloni servo degli USA/Trump e complice di Israele nazisionista, delle basi come Sigonella,  Birgi/Trapani che si vuole utilizzare come centro internazionale di addestramento per i piloti F35 e il MUOS di Niscemi, che trasformano la Sicilia in una grande base militare della guerra imperialista da un lato e di fatto in un obiettivo militare da colpire dall'altro, con tutte le possibili conseguenze nefaste per le popolazioni e i territori. 

Un'iniziativa in cui i compagni del Comitato NO F35, nel loro intervento iniziale, hanno anche posto le difficoltà che si incontrano quotidianamente nella mobilitazione contro la guerra, ma essendo oggi più che necessaria, occorre anche partire da iniziative come quella di ieri a Trapani non scontate in territori che sono più difficili in termini di coinvolgimento popolare, iniziative che devono continuare collegandosi con le altre città e mobilitazioni. 

                                                                             Comitato NoF35

Abbiamo distribuito anche a diversi cittadini un volantino contro il governo Meloni fascista e guerrafondaio che continua a dire che l'Italia non è in guerra mentre spudoratamente mente perchè l'Italia è già in guerra,  intervenendo anche durante il sit-in. 

                                                               compagna di proletari comunisti 

pc 15 marzo - Perché è importante bloccare i treni militarizzati – Ferrovieri contro la guerra - Massimo appoggio

Blocco effettuato nella stazione di Pisa, giovedì 12, di un treno carico di mezzi militari da parte di decine di compagne/i chiamati a mobilitarsi dal Movimento “No base né a Coltano né altrove”.

pc 15 marzo - Roma - Al corteo bruciate foto di Meloni... qual'è il problema? - Generalizzare l'iniziativa in tutto questo periodo!

Corteo a Roma, bruciato cartellone con Meloni e Nordio

Corteo a Roma

Foto di Giorgia Meloni e Carlo Nordio che bruciano in piazza. I fumogeni che danno fuoco alle immagini si alzano durante il corteo a Roma, indetto contro il "governo liberticida e la guerra" ma anche per il NO al referendum 

"Scende in campo l'odio rosso", scrive FdI sui social. La prima immagine raffigurava la premier mentre teneva al guinzaglio, con tanto di museruola, il ministro della Giustizia; la seconda rappresentava la stretta di mano tra Meloni e Netanyahu. 

pc 15 marzo - Trump: Cuba come il Venezuela? Il blocco economico finanziario e commerciale colpisce l'accesso ai vaccini - UN'analisi del ricercatore Fabrizio Chiodo

Da Le Monde diplomatique - marzo 2026

"Cuba, così sola - Dopo il Venezuela, Cuba. Donald Trump continua la sua politica aggressiva in America latina. Vietando a Caracas (ma anche agli altri paesi che forniscono petrolio a Cuba) di rifornire l’Avana di petrolio, sta ponendo il paese comunista, già scosso da una serie di crisi devastanti, in una situazione economica e sociale insostenibile. Sperando di fargli mordere la polvere...

...In cerca di un nuovo trofeo imperiale, Trump e il suo segretario di Stato Marco Rubio, stanno applicando il metodo già sperimentato con successo contro il Venezuela... il ricorso alla forza bruta... (dice Trump) Un intervento militare a Cuba? "non sarebbe un'operazione molto difficile...".,

Questo blocco sta causando anche la difficoltà di accesso ai vaccini, causando la morte di migliaia di bambini

Il ricercatore del Consiglio nazionale delle ricerche, Fabrizio Chiodo, ci ha inviato questa illuminante analisi





pc 15 marzo - Referendum 3 - Tante voci dicono NO - Operai delle grandi fabbriche

Basterebbe citare un operaio che a pelle dice: se questo governo dice di votare sì, io per principio voto no, a prescindere se non ancora approfondito.

Questo da un certo punto di vista è quello che serve, perché è quello che subito bisogna mettere in chiaro. Il sì vuol dire dar via libera al governo fascista.

C'è una guerra che ogni giorno sta facendo questo governo antioperaio e antipopolare, che attacca le condizioni di vita e di lavoro, fa sempre leggi a favore di chi ci sfrutta ogni giorno, e deve sempre più dare mano libera a padroni e borghesia; e questo avviene in un contesto internazionale di guerra, di genocidi.

Il mio no, il nostro no di operai deve essere molto chiaro ed esplicito. Non vogliamo stare a guardare mentre avanza passo dopo passo un regime fascista, che vuol dire dittatura aperta dei padroni e dei loro interessi.

Questa è la posta in gioco in questa questione del referendum.

Quindi votare no al referendum significa schierarsi, prendere parte attiva, ma nella prospettiva di riprendere l'unica strada e la fiducia; l'unica strada è la lotta e gli scioperi nei posti di lavoro contro padroni e governo, contro un governo che odia praticamente gli operai, i proletari e marcia verso un regime fascista. I fascisti parlano alla pancia del popolo, usano la demagogia populista, usano le balle,