La scorsa settimana, al parco Gullino, polmone verde di Saluzzo alle porte del centro città, dormivano una quarantina di africani, giovani (e meno giovani) arrivati nei giorni precedenti in cerca di un impiego stagionale nel distretto della frutta. Il fenomeno si ripete da tempo, ma quest’anno si è registrato con qualche settimana di anticipo rispetto al passato, nonostante le riunioni primaverili del Protocollo stagionali puntassero a prevenirlo.


Una quarantina di persone l’altra notte

L’altra notte il numero non era cambiato di molto: poco meno di quaranta persone tra il parco e i portici del condominio adiacente ai giardini. Domenica, in un incontro pubblico, il sindaco di Saluzzo Franco Demaria raccontava invece di «dieci o quindici presenze». Numeri diversi, su cui però non è necessario

soffermarsi: sono piccoli rispetto al fenomeno complessivo del lavoro stagionale nel Saluzzese, che coinvolge migliaia di lavoratori ogni estate. Resta, tuttavia, una situazione da affrontare, anche per ragioni di igiene pubblica e di dignità.

Continua Maggi: «I dati sul lavoro stagionale sono elevati. La nostra Caritas - che lavora principalmente su questo, ma non solo, perché l’aiuto è rivolto a ogni situazione di indigenza -, può contare sul supporto di 148 volontari, serve 250 pasti al giorno tra pranzo e cena, mette a disposizione info point, docce, coperte, abiti nella “Boutique du Monde”, un servizio di riparazione biciclette e cerca di dotare i lavoratori di gilet catarifrangenti e luci led per le biciclette. Cerchiamo di esserci, dalle piccole alle grandi necessità».

Resta, quindi, centrale il tema dell’accoglienza stagionale, chiamata nelle prossime settimane, attraverso il Protocollo Prefettura e il Comune stesso, a dare una risposta concreta a una situazione che si è ripresentata con l’avvio della raccolta della frutta nel Saluzzese.