domenica 22 febbraio 2026

pc 22 febbraio - Ieri giornata importante di solidarietà ad Anan al carcere di Melfi e a tutti i prigionieri palestinesi - in legame/collegamento con i presidi alle carceri di Rossano e Ferrara

 Una bella, combattiva, sentita iniziativa al carcere di Melfi per dire forte: Anan siamo di nuovo qui con te; lotteremo fino alla tua liberazione, ancora di più contro la grave condanna - Palestina libera! Ora più che mai con la Resistenza palestinese.

Da vari posti della Basilicata, da Taranto, da Brindisi a Bisceglie, Bari, alla Campania, ecc. rappresenti e delegazioni di compagne e compagni, di donne, giovani, operai. 

Abbiamo gridato per far arrivare la nostra voce all'interno del carcere; tanti importanti interventi di denuncia del genocidio che continua, dei mostri Netanyahu, Trump, contro la complicità del governo Meloni che chiede da serva il suo tornaconto affaristico sulla "ricostruzione" di Gaza, contro la repressione, lo Stato di polizia che tiene in galera tanti palestinesi e solidali con la Palestina, ecc. ecc.

L'appello alle prossime mobilitazioni nazionali e locali, in particolare quella del 1° marzo per la liberazione di Hannoun a Terni; 

in legame con la mobilitazioni contro Eni, Leonardo, Fondo Flacks e con le nuove iniziative in preparazione al consolato onorario affaristico di Bari e alle Basi militari contro la militarizzazione e il riarmo

Bello, emozionante è stato il collegamento telefonico con i presidi in contemporanea a Rossano e a Ferrara, dove sono rinchiusi altri prigionieri politici palestinesi.

Rabbia, combattività, ma anche gioia, per essere sempre e ancora qui uniti e determinati, ogni realtà con il suo apporto - Questo ha significato anche il ballo palestinese davanti al carcere - di cui pubblichiamo un breve video. 

In questo blog vogliamo dare una prima immagine del presidio a Melfi con alcune foto e il video.

Seguiranno interventi  




pc 22 febbraio - Per Valerio Verbano migliaia in corteo a Roma - Ora e sempre Resistenza!

 

pc 22 febbraio - La Multinazionale indiana Jindal messa sotto accusa dalla commissione Onu diritti umani per la sua azione contro gli operai e le popolazioni indigene in India

UN Experts Raise Alarm: JSW Steel Project in Odisha Under Global Human Rights Scrutiny

In a significant intervention that underscores the growing global concern over corporate-led resource extraction in India, a group of United Nations Special Rapporteurs has issued a strongly worded communication to JSW Steel Ltd., flagging serious allegations of human rights violations linked to its proposed integrated steel plant in Odisha’s Jagatsinghpur district.

The letter dated 17 November 2025, sent under the UN Human Rights Council’s Special Procedures, points to potential violations affecting over 30,000 people—primarily Adivasis, forest dwellers, Dalits, and fishing communities—whose lives and livelihoods are deeply intertwined with the region’s

pc 22 febbraio - Formazione rivoluzionaria delle donne - Perchè la piattaforma delle donne, non per migliorare ma per rovesciare questo sistema - Unire pratica e teoria

 

Dossier richiedibile a mfpr.naz@gmail.com
o WA 3408429376
Avvicinandosi l'8 marzo e lo sciopero delle donne che quest'anno si terrà il 9 marzo, riteniamo che nella FRD di questa settimana è importante spiegare il significato della "piattaforma delle donne/lavoratrici" che l'Mfpr porta nello sciopero, e le caratteristiche/differenze di questa piattaforma.

pc 22 febbraio - Da Antonio Mazzeo una dettagliata denuncia della complicità dell'Italia e delle sue industrie a Gaza all'assemblea a Taranto

Dall'intervento di Antonio Mazzeo, ricercatore, all'assemblea della Freedom Flotilla del 14 febbraio a Taranto


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ho accumulato un altro debito con i compagni palestinesi perché credo che dobbiamo assolutamente rafforzare ulteriormente il nostro impegno sapendo benissimo che gli spazi di agilità per noi si sono ridotti.

Non lamento nulla, questo tempo oggi è orribile. Mi sono messo a leggere il decreto Romeo sull'antisionismo e l'antisemitismo.

Quello che a me personalmente preoccupa molto più del sostegno che questo Paese sta fornendo a Israele per perpetuare il genocidio sulla popolazione palestinese è esattamente mutuare da Israele le modalità con cui gestisci il Paese, con cui gestisci l'economia, con cui gestisci la finanza. E nel resto, le sorelle, i fratelli migranti e quello che succede nel Mediterraneo sono i laboratori scientifici per poi applicare le modalità di controllo sociale e di limitazione dei diritti fondamentali verso quelli che oggi ritengono di essere fortunati perché hanno la cittadinanza che oggi viene negata alle sorelle, ai fratelli palestinesi.

Tra l'altro, attenzione, perché nell'ultimo decreto, quello della militarizzazione del Mediterraneo, quello che formalmente dichiara guerra con il blocco navale, si riproduce in territorio italiano esattamente quello che Israele fa con le armi ormai, nei due terzi del Mediterraneo. E quello che oggi viene minacciato alle imbarcazioni dei migranti serve soltanto per impedire le operazioni di soccorso, quelle

pc 22 febbraio - Contro la canea fascista in Francia cavalcata in Italia da Meloni - controinformazione e sostegno a tutti gli antifascisti francesi

La verità su Lione e altro sulla situazione francese

L’intervista di Radio Onda d’Urto a Pierre, della redazione di Contre Attaque.

Pierre, è un piacere averti con noi perché, con il collettivo Contre Attaque, avete condotto una vera contro-inchiesta che ha messo in discussione la versione iniziale diffusa dalla procura e da alcuni media. Avete fatto emergere come in realtà gli aggressori siano i gruppi fascisti. Pierre, puoi spiegare a chi ci ascolta le dinamiche che siete riusciti a ricostruire e citare le fonti che vi hanno permesso di ribaltare la narrazione?

D’accordo. Prima di tutto, per gli amici e le amiche che ci ascoltano in Italia, bisogna precisare il contesto di quanto accaduto il 12 febbraio a Lione. Quel giorno c’è stata un’azione condotta dall’estrema destra che da anni organizza provocazioni e attacchi ai meeting di sinistra in tutta la Francia.

Si tratta di dispositivi piuttosto astuti, messi in atto da un gruppo chiamato Némésis, che si definisce femminista ma che in realtà strumentalizza il femminismo per denigrare i musulmani, l’Islam e gli stranieri. È un’operazione di propaganda ben congegnata: il gruppo filma tutte le sue azioni, si presenta davanti agli eventi di sinistra per disturbarli, provoca i militanti e poi diffonde i video delle eventuali reazioni per dire che la sinistra li ha aggrediti.

Questo accade da anni. Il gruppo Némésis ha già proceduto così per esempio durante le manifestazioni femministe come quella dell’8 marzo, presentandosi con cartelli razzisti e un servizio d’ordine di

pc 22 febbraio - Riprendono le azioni a Torino - Nessun passo indietro, dopo il 31 gennaio..., anzi andiamo avanti!

Torino, azioni dimostrative contro Città dell’Aerospazio, Leonardo e Politecnico, ritenuto complice della guerra

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TORINO – Dopo il presidio della mattinata al Balon, nel pomeriggio gli attivisti di Assemblea antimilitarista si sono spostati tra il Politecnico di Torino e la sede torinese di Leonardo, annunciando in una nota una serie di azioni dimostrative contro il cantiere della futura Città dell’Aerospazio, nell’area di corso Marche.

Secondo quanto riferito dagli stessi promotori, il cancello d’ingresso del cantiere sarebbe stato chiuso con un lucchetto e sarebbe stato esposto uno striscione con la scritta “No città delle armi”. L’area è

pc 22 febbraio - Il governo autorizza RWM Italia a raddoppiare la produzione di armi in Sardegna - Sono questi gli accordi Meloni/Merz

19 Febbraio 2026 - 19:26

«Il sito di RWM Italia (Gruppo Rheinmetall) diviene pienamente operativo». Così il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ha annunciato il via libera per il rilancio dello stabilimento dell’azienda tedesca delle armi Rheinmetall di Domusnovas, nel Sulcis, in Sardegna. Il progetto permette all’azienda partner di Leonardo per lo sviluppo di sistemi d’arma e carri armati di raddoppiare la propria produzione di armi. La decisione del ministero dell’Ambiente è arrivata dopo un lungo percorso nelle aule di tribunale, al termine del quale la Regione avrebbe dovuto pronunciarsi sull’autorizzazione in merito alla Valutazione di Impatto Ambientale. Dopo settimane di inazione da parte della giunta, è subentrato il MASE, che ha dato il via libera al piano. Le nuove linee di produzione sono contestate da diverse realtà ambientaliste e pacifiste sarde, che chiedono la riconversione dell’impianto nell’ottica della diversificazione della produzione e del rispetto degli ideali di pace.

L’approvazione dell’autorizzazione ambientale per l’ampliamento della produzione nella fabbrica di RWM Italia da parte del MASE è arrivata il 17 febbraio, ma il provvedimento del ministero non è