mercoledì 4 febbraio 2026

pc 4 febbraio - Francesca Albanese: “Quello che si sta tentando di fare a Gaza non ha niente a che vedere con la pace"

Francesca Albanese ha partecipato ieri alla proiezione speciale a Roma del film documentario di Cristophe Cottaret, “Disunited Nations”.

Dal suo intervento: “Quello che si sta tentando di fare a Gaza non ha niente a che vedere con la pace. Non si può ricostruire sulle fosse comuni e su quella che è la scena di un crimine, il crimine dei crimini, quello di genocidio“. “Negli ultimi tre mesi abbiamo iniziato a parlare di tregua. Pochissimi di noi ci hanno creduto. È di due giorni fa la notizia di un nuovo raid israeliano, oltre 30 civili palestinesi uccisi, moltissimi bambini sotto le bombe, di nuovo hanno ripreso a camminare come fantasmi”.

“Si è realizzato quello che io prevedevo quattro mesi fa. I palestinesi a Gaza continueranno a morire di fame, di stenti, di malattie e di bombe. Imporre la parola pace col pugno è stato necessario per mettere a tacere la voce delle piazze, la mobilitazione che stava

scuotendo i Paesi occidentali, soprattutto l’Italia, e che stava scuotendo dall’interno Paesi i cui governi sono a sostegno o alleati di Israele e degli Stati Uniti“. “Il Board of peace di Trump? Non ci può essere pace lì dove c’è usurpazione, c’è pace invece dove si rispetta il diritto internazionale. I palestinesi hanno diritto ad essere liberi dall’apartheid, dall’oppressione e dal genocidio ed è questo che chiede il diritto internazionale. Si tratta di un progetto di immobiliaristi americani, israeliani e di altre parti del mondo, incluso il mondo arabo. Non è possibile che chi ha finanziato, chi ha armato il genocidio, ovvero gli Stati Uniti, abbia il potere di decidere le sorti di un popolo. Credo che il governo italiano abbia fatto bene a non associarsi, invocando la Costituzione italiana. Auspicherei che l’esecutivo, al netto di tutto ciò che è stato fatto, cambiasse rotta e seguisse il dettato costituzionale”.

"Nelle scorse settimane “mai tanta gente si è mobilitata contro un genocidio”: “Il potere non reagisce perché il potere fa questo da sempre, protegge se stesso. Ma questa per noi è un’opportunità di democratizzazione. Dobbiamo continuare a resistere”.

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