mercoledì 16 settembre 2026

pc 16 settembre - Dalla parte degli Houthi in Yemen contro l'imperialismo Usa, il sionismo genocida e i regimi arabi al loro servizio

Da Ore12/Controinformazione rossoperaia del 15.09


Le notizie sulla stampa dei padroni sono sempre orientate secondo i loro interessi, per cui stabiliscono un ordine prioritario, stabiliscono i contenuti degli articoli che devono corrispondere a questi interessi.

ORE12, invece, si riferisce ai proletari, alle masse giovanili ribelli e a chi le lotte le fa in prima persona, perchè prendano il proprio punto di vista sugli avvenimenti, con chiarezza. 

Oggi parliamo di un avvenimento molto importante all’interno della guerra interimperialista in corso che ha colpito l’asse imperialista Usa e sionista, questi mostri che sono in prima fila nel seminare terrore nei popoli, in particolare tra le masse arabe e, tra di esse, il popolo palestinese.
Ma costoro che si presentano al mondo come grandi potenze, proprio in questi giorni hanno subito un durissimo colpo, Trump/Netanyahu e i loro servi sauditi, dall’avanzata irresistibile - che proletari comunisti appoggia e sostiene - delle forze Houthi dello Yemen, conosciute come movimento Ansarallah. Questo gruppo sciita zaydita islamico emerso negli anni '90 nello Yemen nord-occidentale come movimento che combatteva contro l'autoritarismo e la corruzione del governo. Questa forza si vuole fare passare a livello di informazione come una creatura dell’Iran, ma, in realtà, è sì appoggiata militarmente dall’Iran, ma ha una storia e un’identità proprie ed in proprio ha accelerato il suo armamento contro l’asse imperialista/sionista/saudita.
Questa forza politico-militare, che comprende ora le Forze Armate yemenite, in sole 18 ore ha occupato il porto strategico - strategico anche per gli interessi commerciali e delle rotte del petrolio degli imperialisti americani, europei, sionisti e dei regimi arabi al loro servizio, in particolare Arabia Sauditaed Emirati Arabi Uniti - di Al-Mokha, che vuol dire pieno controllo dello stretto di Bab al-Mandeb, attraverso cui, assieme allo stretto di Hormuz, normalmente transitano circa il 7% della produzione mondiale di petrolio via mare e il 12% del commercio mondiale complessivo negli ultimi anni.

Trump aveva fatto l' annuncio a sorpresa che gli Stati Uniti avrebbero abbandonato ogni ostilità contro lo Yemen, aveva lanciato una delle sue solite fake news, la promessa di Ansarallah di non attaccare le navi mercantili americane nel Mar Rosso, aveva sostenuto che il gruppo della Resistenza yemenita avrebbe "capitolato" davanti alla sua amministrazione e che "non voleva più combattere". La verità - che è davanti agli occhi del mondo - è che lo Yemen ha inflitto un duro colpo all'imperialismo americano, a Trump, lo ha umiliato davanti al mondo, per cui il controllo del traffico marittimo è fondamentale. Ora, però, questa potenza economica, commerciale, che pretende di dettare legge al mondo, è rimasta intrappolata.

Quello che è in gioco nella questione delle rotte commerciali è il dominio globale americano, marittimo dei 2 stretti.

L’imperialismo americano con Trump e il suo cane ringhioso israeliano hanno scatenato la guerra in Iran, in quell’area hanno spostato armamenti e forze militari, anche dall’Indo-Pacifico hanno fatto arrivare forze navali per colpire l’Iran, hanno bombardato ma hanno dovuto fermarsi davanti alla risposta iraniana che gli ha distrutto basi, soldati e veicoli militari prima e ora è costretto a misurarsi con l’avanzata di questi giorni degli Houthi dello Yemen.

L’aggressione americana e sionista all’Iran ha causato morti tra il popolo e distruzioni, e, all’interno dei paesi imperialisti, il peggioramento delle condizioni di vita dei lavoratori e delle masse, con l’aumento del carovita, della benzina, delle bollette, degli alimenti; ma ora quella guerra che questi mostri hanno scatenato ha subito un nuovo e più duro colpo. 
I governi imperialisti continueranno a scaricare questa situazione sulle masse, come hanno fatto fino ad ora del resto; sono allarmati che l’interruzione del commercio mondiale possa avere un effetto sproporzionato sulle spedizioni globali, sui costi assicurativi e sui prezzi del petrolio, fabbriche con generi alimentari, bollette e le merci in generale che subiranno ulteriori aumenti. Ma questa è una situazione che hanno causato gli stessi imperialisti. Anche la guerra in Ucraina, i piani di riarmo e le spese militari conseguenti decisi dai governi imperialisti avevano già peggiorato le condizioni di vita e di lavoro delle masse. 

Da questa crisi si rafforzano forze fasciste, razziste, al governo come in Italia o in ascesa come in Germania.

Ora i governi imperialisti e i loro media servi si stracciano le vesti perché è il proprio stile di vita che viene colpito, ma nessuno denunciava prima quando il blocco aereo e navale della coalizione a guida saudita appoggiata dai governi imperialisti bombardava e condannava alla morte per fame il popolo yemenita!

Il punto centrale per i popoli è fare fallire i piani di guerra degli imperialisti che sono una minaccia per la vita e la libertà dei popoli e che fanno peggiorare le condizioni dei proletari e delle masse. 

Quindi per chi lotta per la pace, per la solidarietà ai popoli oppressi, al popolo palestinese, l’avanzata degli Houthi è una buona notizia perché attacca i piani di guerra dei governi imperialisti, anche del nostro prostrato ai piedi di Trump, piani di guerra che puntano a spingere l’Arabia Saudita ad invadere lo Yemen come spinta ulteriore dopo 11 anni di guerra portata avanti dall’Arabia Saudita appoggiata dagli imperialisti. La resistenza e il contrattacco del movimento Houti/Ansarallah ha fatto saltare questo piano.

L’imperialismo americano non è riuscito a prendersi lo stretto di Hormuz per la resistenza dell’Iran, contro di esso ha usato una forza militare che gli iraniani gli hanno distrutto e ora puntavano allo stretto di Bab al-Mandeb, entrambi passaggi vitali per i commerci e i traffici di petrolio e gas verso i paesi imperialisti.

La verità dev’essere sempre tenuta presente: “gli imperialisti sono tigri di carta”, feroci e genocidi ma con i piedi d’argilla che si possono battere, si possono fare fallire i loro piani. Lo dimostra la storia delle resistenze dei popoli contro l’imperialismo e il colonialismo, e l’avanzata e la conquista militare degli Houthi di questi giorni lo conferma.

Queste sono lezioni per tutti, dal popolo palestinese a noi che viviamo e lottiamo in un paese imperialista come l’Italia.

Con questa avanzata e conquista della costa occidentale dello Yemen, il movimento Houthi/Ansarallah controlla il blocco marittimo dello stretto attraverso la conquista della città portuale di Al-Mokha che si trova a nord dello stretto, lungo la costa orientale del Mar Rosso. Al-Mokha era anche la principale roccaforte politica e militare di Tariq Saleh, comandante delle Forze di Resistenza Nazionale e vicepresidente del Consiglio di Presidenza dello Yemen, la parte dello Yemen sostenuto dall'Arabia Saudita, dall’imperialismo americano e dai governi imperialisti europei. Da quella base l’Arabia Saudita e gli imperialisti/sionisti pensavano di sviluppare un’invasione nei territori dello Yemen controllati dagli Houthi.

Perché Bab al-Mandeb è importante? 

Bab al-Mandeb collega il Mar Rosso con il Golfo di Aden e l'Oceano Indiano. Forma parte del principale corridoio marittimo che collega l'Asia e il Golfo con il Canale di Suez, il Mediterraneo e l'Europa.

Lo stretto è largo circa 30 chilometri nel suo punto più stretto ed è diviso in due canali dall'isola di Mayyun, nota anche come Perim. Questo stretto del Mar Rosso è particolarmente importante per il trasporto commerciale tra l'Asia e l'Europa, per le esportazioni di petrolio e carburante, per il traffico di merci in transito attraverso il Canale di Suez in Egitto, inoltre è un accesso marittimo al porto meridionale israeliano di Eilat. Le navi che viaggiano tra Eilat e l'Oceano Indiano devono passare attraverso lo stretto, quindi anche l’entità sionista e l’India del fascista Modi sono state colpite da questa avanzata degli Houthi.

L'India importa circa il 60% del suo fabbisogno di gas di petrolio liquefatto (GPL) dal Golfo Persico. Quindi due dei più importanti punti di strozzatura marittimi della regione sono finiti sotto l'influenza diretta di forze allineate contro Stati Uniti, Israele e Arabia Saudita.

Gli Houthi/Ansarallah avevano già dichiarato un divieto per le navi in entrata o in uscita dai porti sauditi, hanno risposto colpo su colpo, come dicono "aeroporto per aeroporto e assedio per assedio" dopo gli attacchi sauditi contro lo Yemen e il crollo della tregua firmata nel 2022.

Gli Emirati Arabi Uniti hanno addestrato formazioni che hanno combattuto contro gli Houthi. L'Iran ha contribuito a trasformare il “movimento delle montagne” in una forza missilistica e di droni in grado di fare pagare alti costi in mare alle navi imperialiste.

Gli Stati Uniti hanno trattato lo stretto come un problema di sicurezza internazionale e hanno mandato avanti, al posto suo, l’entità sionista e l’Arabia Saudita, e ora tutti questi nodi si aggrovigliano nello stretto.

A marzo, Riad ha lanciato un’operazione militare con l'obiettivo dichiarato di ripristinare il suo governo e invertire l'avanzata Houthi. L'Arabia Saudita ha fornito aerei e denaro, gli Emirati Arabi Uniti hanno inviato forze di terra e formazioni locali, gli Stati Uniti hanno fornito armi, supporto di intelligence, manutenzione e protezione diplomatica.

La conquista di Al Mokka è anche la risposta contro tutto questo.

La guerra di Gaza ha allargato il consenso, c’è stato un ampio sostegno in tutto lo Yemen e nel mondo arabo: le navi non potevano trasportare merci attraverso acque vicine perché Gaza riguarda anche il popolo yemenita, gli Houthi hanno lanciato missili contro Israele e contro le navi commerciali nel Mar Rosso, con l'obiettivo dichiarato di imporre l'ingresso incondizionato di aiuti nella Striscia di Gaza. Gli attacchi hanno costretto quasi il 70% del traffico marittimo a deviare e passare attraverso il Capo di Buona Speranza, aumentando così le tariffe del trasporto container del 50%, aggiungendo 10-14 giorni alla spedizione e comportando un costo di deviazione di 1 milione di dollari per viaggio.

Gli attacchi sono continuati fino al cessate il fuoco a Gaza nel gennaio 2026. Verso la fine di marzo 2026, il movimento Houthi ha lanciato missili verso Israele, aprendo formalmente un nuovo fronte di guerra e allineandosi con l'Iran, visto come parte dell'"Asse della Resistenza”.

Il popolo yemenita è un popolo portato alla fame e bombardato, un popolo che ha subito la più grande epidemia di colera della storia moderna documentata, con oltre un milione di casi sospetti dal 2016.

L'offensiva sulla costa occidentale è passata attraverso luoghi che già soffrivano di sfollamenti e fame. All'inizio del 2026, 19,7 milioni di yemeniti necessitavano di assistenza umanitaria, secondo l'UNICEF. L'agenzia ha previsto che 18,1 milioni di persone avrebbero dovuto affrontare una crisi di insicurezza alimentare o peggio, il quaranta percento delle strutture sanitarie era parzialmente funzionante o fuori servizio e circa mezzo milione di bambini avrebbe sofferto di malnutrizione acuta grave.

Lo Yemen importa oltre il novanta percento dei suoi generi alimentari di base e per questo è importante per loro anche il controllo dello stretto.

La guerra civile tra il governo sostenuto dall’Arabia Saudita e il movimento Houthi è scoppiata nel 2015.

Gli Stati Uniti e il Regno Unito, insieme ad altri paesi, con l'Operazione Guardian of Prosperity e le successive campagne hanno bombardato obiettivi Houthi, e anche qui sono falliti.

L'Unione Europea aveva inviato navi militari con la missione Aspides, nel Mar Rosso, a difesa delle proprie merci che venivano scortate, sotto la minaccia delle forze militari Houthi.

E anche l’Italia è stata ed è attiva contro le masse yemenite. Lo ha fatto con l’appoggio di tutti i governi, da Renzi a Meloni, all’Arabia Saudita che nel 2015 iniziò a bombardare lo Yemen, con le bombe d'aereo prodotte in Italia dall'azienda RWM Italia e impiegate nei bombardamenti della coalizione a guida saudita - contro questo si è sviluppata la denuncia e la mobilitazione nel nostro paese e in Sardegna in particolare.

Ora il deputato di Avs, Marco Grimaldi, denuncia “nuovi movimenti dal Golfo verso la base di Aviano in Friuli”. Provenienti proprio dall’Arabia Saudita sarebbero atterrati in Italia “un cargo Boeing e un Boeing per trasporto di truppe. Il 747 avrebbe trasportato personale militare in ricambio per le operazioni in Medio Oriente”. Se confermato, per Grimaldi, “si tratterebbe dell’ennesima prova del ruolo attivo nello scacchiere mediorientale di Aviano in particolare e dell’Italia in generale”.

Per concludere: ogni colpo all’imperialismo, a quello americano oggi che è il principale nemico dei popoli del mondo, ogni colpo ad esso come al sionismo genocida va sostenuto.

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