
Gli attivisti si sono riuniti in assemblea
Dopo i tavoli di discussione e dibattito, gli attivisti si sono riuniti in assemblea, dalla quale sono emersi tanti nuovi appuntamenti, che mira a coinvolgere altre anime del sindacalismo di base, delle comunità migranti e dell'attivismo locale: la data della prossima iniziativa "uscirà nei prossimi giorni", ma ad ora sono emerse due assemblee in programma - al momento - per il 18 e il 30 settembre. "Continueremo la mobilitazione finché non avremo verità e giustizia per Abderrahim - racconta Alexander, delegato Si Cobas in una ditta di logistica all'Interporto -, con tutti i modi che saranno necessari, nel rispetto della legge e in modo pacifico".
Tra le mobilitazioni, nuovi blocchi all'Interporto ("crediamo che anche il padrone del settore del Trasporto e Logistica sia complice dell'omicidio di Fakir", tuona il lavoratore), come fatto nella notte tra il 20 e il 21 luglio, mentre in centro storico si consumava la guerriglia urbana (per la quale sono già 26 i denunciati segnalati in Procura). E in più, anche una protesta davanti all'Ufficio Immigrazione della Questura che si trova in via Bovi Campeggi. Nei prossimi giorni "uscirà un lancio di sciopero generale. E' ancora presto per dire la data, perché mettere in campo tutti i sindacati di base, i lavoratori migranti sfruttati. In prima linea per Fakir, ma anche per altri problemi che ci sono a livello nazionale, come il carovita e il caro carburante, le bollette e molto altro".
Insomma, "capiremo come riuscire a fare una sintesi di questi appuntamenti", spiega Anna di Cua, che annuncia il continuo della giornata odierna con un concerto benefit e di raccolta fondi per la famiglia di Fakir.




