giovedì 24 settembre 2015

pc 24 settembre - INDIA: la polizia tortura e uccide i maoisti - denuncia del poeta rivoluzionario Varavara Rao

Il poeta rivoluzionario Varavara Rao ruppe in pianto e si lamentava inconsolabilmente abbracciando le sorelle dei maoisti assassinati Sruthi alias Mahitha presso la camera mortuaria dell’ospedale MGM.
Dicendo che quello di cui parla la polizia è un “falso scontro”, il poeta rivoluzionario Varavara Rao ha affermato che la polizia ha torturato brutalmente e ucciso entrambi i naxaliti del Partito maoista - Sruthi e Vidyasagar Reddy.

Egli ruppe in pianto e si lamentava inconsolabilmente abbracciando le sorelle dei maoisti assassinati Sruthi alias Mahitha presso la camera mortuaria dell’ospedale MGM.

Esigendo che il governo dello Stato si assuma la responsabilità, egli ha detto che i giovani vengono attratti dal movimento rivoluzionario poiché il governo di KCR non è riuscito a mantenere le sue promesse per non parlare dell'attuazione delle rivendicazioni del Partito maoista, di cui ha tanto parlato. "Nessuno gli ha chiesto di attuare le rivendicazioni del partito maoista. Lui stesso ha sostenuto che lo avrebbe fatto. Noi tutti vogliamo che il governo funzioni per come previsto dalla Costituzione - dare ai cittadini la possibilità di parlare, esprimersi e dissentire," ha detto.

Secondo i rapporti dei servizi segreti, un totale di 36 persone si sono unite al Partito maoista da quando si è attuata la separazione del Telangana. Decine di giovani sono stati delusi dalle promesse e dal funzionamento del governo TRS. Il signor KCR aveva promesso un Telangana privo di scontri.

"KCR aveva promesso un paradiso e non meno di questo. Quello che sta accadendo nel Telangana tutti lo possono vedere. Nel solo distretto di Warangal, quasi 1.500 acri di terra sono stati trasformati in miniere dagli appaltatori. I tribali stavano chiedendo spiegazioni al governo e giovani guidati da ideali si sono messi al fianco di questi tribali innocenti. Perciò essi sono stati uccisi in falsi scontri", ha detto Varavara Rao.

pc 24 settembre - PD e LegaCoop sono un'associazione affaristico delinquenziale: il governo moderno fascista di Renzi è da cacciare

Minacce a sindaco anti-cemento, indagate 5 persone: ci sono anche dg Legacoop Bologna e 2 politici Pd

Notificati cinque avvisi di richiesta di proroga di indagine per l’inchiesta della Procura di Bologna nata da una denuncia della Conti. Il primo cittadino del Pd a dicembre 2014 aveva segnalato si aver subito pressioni dopo aver bocciato un progetto di un maxi-insediamento edilizio a Idice, ribattezzato 'La Colata'
di David Marceddu | 23 settembre 2015 


Colpo di scena nella vicenda della cosiddetta Colata di Idice. Cinque persone sono indagate dalla procura della Repubblica di Bologna. Tra loro anche il sindaco Pd di Castenaso, (alle porte di Bologna) Stefano Sermenghi, renziano di ferro che tra suoi assessori in giunta schiera anche la sorella dello stesso Matteo Renzi, Benedetta. A dicembre del 2014 Isabella Conti, sindaco Pd di San Lazzaro di Savena aveva denunciato di avere ricevuto delle pressioni dopo che la sua giunta comunale aveva deciso di bloccare la costruzione di un nuovo complesso residenziale a Idice, una

mercoledì 23 settembre 2015

pc 23 settembre - Ammazzato come un cane per un melone! L'omicidio razzista nelle campagne del foggiano è il frutto avvelenato del razzismo di Stato e dei fascio-leghisti

da Pro/Fuga

GLI SPARI SOPRA...

Nelle campagne del foggiano si continua a morire.
Questa volta la fatica nei campi, il caporalato e lo sfruttamento non c'entrano, almeno apparentemente.
Un bracciante africano originario del Burkina Faso (paese che in questi giorni sta vivendo momenti drammatici seguiti ad un colpo di Stato dell'Esercito) viene assassinato brutalmente a colpi di fucile dopo un inseguimento in auto.
La pena, capitale, perché avrebbe rubato dei meloni nel campo di un agricoltore di Lucera. Lo specchio di una società in crisi economica e sociale per cui la vita di una persona non vale il prezzo di un melone.
Un accanimento che porta ad ammazzare senza fare sconti.
E così agli agricoltori che volevano proteggere il campo di meloni non è bastato imbracciare il fucile per intimidire chi stava violando il campo, ma hanno pensato bene di portare a termine il lavoro. Farne fuori uno, e perché no due o tre.
Che “giustizia è fatta!” Come si legge in queste ore, con disgusto, nei commenti da tastiera dei Salvini nostrani.
Perchè questo è quello che alla fine rimane. Un omicidio a sfondo razziale. Puniti perchè stranieri, non cittadini. Perchè venuti da fuori, senza alcuna minima riflessione sul fatto che se non hai niente da perdere e hai fame una delle vie d'uscita rimane l'illegalità per sfamare una vita troppo amara. E poi c'è un territorio, il nostro, dove, senza generalizzare, la pratica di utilizzare braccianti nei campi e poi non pagarli è una triste realtà. Giustifichiamo chi ruba? E' niente in confronto a chi oggi giustifica chi ha premuto il grilletto. Razzismo e giustizialismo tipico degli "italiani brava gente" e dei fascio-leghisti, utilizzati per difendere strenuamente la sacralità della proprietà privata troveranno sempre la nostra opposizione.
La convinzione che i "ladri di meloni", poiché immigrati, siano dei criminali che meritano di essere sparati alla schiena è frutto dell'odio sociale fortemente voluto da chi vuole distrarci, da chi vuole dividerci.
E allora chi tutela il male quando il bene si prepara ad ammazzare?

A Sare Mamoudou, che la terra ti sia lieve.

da foggiacittaperta

Omicidio Lucera, spunta un'altra versione: "Non è stato un furto, avevano chiesto il permesso e Sare è morto per tre meloni marci"

Il drammatico racconto dei sopravvissuti
Ai microfoni di Foggia Città Aperta parla Issa, bracciante agricolo della Costa d'Avorio e residente nel capoluogo dauno da molti anni, nonché amico e compagno di lavoro di Sare Mamoudou e Adam

pc 23 settembre - Altro che promozione e protezione dei diritti umani, dietro la foglia di fico dell'ONU c'è sempre l'imperialismo

Capolavoro all’Onu. Da oggi a vigilare sui diritti umani ci sarà l’Arabia Saudita

Nella monarchia islamica, dove vige un’applicazione rigida della sharia, vengono violati tutti i principali diritti umani. «Ha fatto decapitare più persone dell’Isis»
Le minoranze, i perseguitati, i discriminati e chiunque nel mondo soffre per il mancato riconoscimento dei suoi diritti umani può stare tranquillo: nel 2016 sarà difeso dall’Arabia Saudita. Purtroppo non è uno scherzo: l’ambasciatore saudita Faisal bin Hassan Trad è appena stato eletto a capo del Consiglio per i diritti umani dell’Onu per l’anno 2016.

DIRITTI UMANI. Toccherà dunque a uno dei pochi paesi a non aver mai firmato la Dichiarazione universale dei diritti umani, difendere per conto dell’Onu i diritti umani nel mondo. Quest’anno la presidenza, che viene ricoperta a rotazione da un paese di una diversa area continentale, toccava al gruppo asiatico e la monarchia assoluta islamica l’ha spuntata su paesi come Bangladesh, Cina, Emirati Arabi Uniti, India, Indonesia, Giappone, Kazakistan, Maldive, Pakistan, Repubblica di Corea, Qatar e Vietnam.

«PIÙ DECAPITAZIONI DELL’ISIS». L’annuncio, comprensibilmente, ha destato molta perplessità. Hillel Neuer, direttore di UN Watch, ong di Ginevra che monitora il lavoro in difesa dei diritti umani delle Nazioni Unite, ha commentato così la notizia: «È scandaloso che l’Onu abbia scelto un paese che ha giustiziato più persone dello Stato islamico quest’anno per presiedere il Consiglio dei diritti umani. Petrolio, dollari e politica nuocciono a questi diritti».

RECORD MONDIALE. Neuer non ha usato mezzi termini, ma ha le sue ragioni. L’Arabia Saudita è il quarto paese al mondo per numero di esecuzioni capitali, dietro Iraq, Iran e Cina, che detiene il record assoluto e irraggiungibile con migliaia di condanne a morte contro le centinaia degli altri paesi. Nel 2014 in Arabia Saudita sono state decapitate in tutto 88 persone. Ad agosto è stata decapitata la 102esima del 2015. E mancano ancora quattro mesi alla fine dell’anno.

CONDANNE ALLA CROCIFISSIONE. Pochi giorni fa, il 17 settembre per la precisione, nel Regno è stato condannato alla crocifissione Ali Mohammed Al-Nimr, figlio di un critico della monarchia islamica, arrestato nel 2012 quando aveva appena 17 anni.

pc 23 settembre - Continuano i crimini dello Stato terrorista israeliano, sostenuto dall'imperialismo

Hadil Hashlamoun, di 18 anni, è stata uccisa dai nazisionisti israeliani in un posto di blocco nella città occupata di Hebron, controllata dalle autorità israeliane e colonizzata nel suo cuore, unico esempio di città in Cisgiordania dove i coloni vivono all’interno. Invece di essere soccorsa con urgenza, il suo corpo è stato trascinato finché esce dall’inquadratura della videocamera che ha ripreso il suo assassinio, il foulard scopre la testa che sbatte sul marciapiede.
La giovane donna è stata lasciata sanguinare per oltre 30 minuti.


Secondo le Nazioni Unite dall’inizio dell’anno le forze militari israeliane hanno ucciso 24 palestinesi e ne hanno feriti, in media, 40 alla settimana. Ed è facile immaginare che nei prossimi giorni le tensioni non scemeranno: in occasione dello Yom Kippur, Israele ha dispiegato migliaia di poliziotti a Gerusalemme e altri migliaia di soldati in Cisgiordania. Ha chiuso il valico di Erez con Gaza e si appresta a chiudere alcuni dei checkpoint che dalla Cisgiordania portano a Gerusalemme e alla Palestina ’48 (come i palestinesi chiamano lo Stato di Israele). Chiusure che impediranno a molti fedeli musulmani di raggiungere al-Aqsa per pregare in occasione della loro festa, l’Eid (i 70 giorni dalla fine del mese sacro di Ramadan).

Il timore è che le provocazioni che ormai ogni settimana hanno come sfondo la Spianata delle Moschee si ripeteranno per lo Yom Kippur: gli ultimi mesi hanno visto raid continui delle forze israeliane nel compound per permettere la visita e la preghiera di coloni e estremisti ebraici che rivendicano la Spianata come luogo di ricostruzione del Tempio. E puntano alla sua distruzione. Un obiettivo in parte condiviso dal governo: nessuna distruzione ma, dicono fonti interne, una divisione della Spianata in due, proprio come avvenuto ad Hebron e alla Tomba dei Patriarchi.

pc 23 settembre - Verso il 20 ottobre a Taranto: presidio-manifestazione nazionale. Il manifesto nazionale della Rete

pc 23 settembre - Operai nel Brasile della Rousseff si ribellano ai padroni e ai sindacati venduti

La mattina del 16 settembre, operai metallurgici licenziati dall'azienda Eisa Petro-Um, cantiere navale situato nella città di Niterói, dell'area metropolitana di Rio de Janeiro, hanno tenuto una manifestazione davanti all’ingresso dell’azienda contro il ritardo del pagamento degli stipendi arretrati e le rescissioni dei contratti.

Durante la protesta, i lavoratori si sono ribellati contro alcuni bonzi sindacali burocratici della CUT (la federazione sindacale padronale legata alla gestione reazionaria del partito di governo PT/FMI) che erano sul posto. La mafiosa CUT, come al solito, ha messo in mezzo i suoi teppisti della "sicurezza", ma non ha intimidito la categoria.

In un'intervista al canale SBT, l’operaio Reginald Dias ha detto:
- In nessun momento il personale della CUT ha alzato un dito per aiutare i lavoratori. Perciò tutto questo non è che un teatrino della CUT, che è legata al governo!

Ribellandosi alle ingiustizie, un altro lavoratore ha detto:
- Se fosse dipeso da questo sindacato dei metalmeccanici, sarei già da tre anni a morire di fame.

Dopo la rivolta, la polizia militare ha rafforzato la "sicurezza" e i lavoratori, ribellandosi giustamente, hanno bloccato il cancello. L'atmosfera era di intensa indignazione perché lì c'erano i lavoratori che non chiedevano altro che il loro legittimo diritto...

Altre informazioni si trovano nell’articolo “La MAFIA sindacalista sotto la gestione Petista (del partito di governo)”

http://www.anovademocracia.com.br/no-157/6098-a-mafia-sindicalista-sob-gerenciamento-petista

pc 23 settembre - Grecia: Torture della polizia di TSZIPRAS a Exarchia


Braccia spezzate a colpi di manganello, dita rotte per il passaggio ripetuto dei motorini delle squadre DELTA sui piedi di un ragazzo arrestato, denti spaccati a pugni. Questo è quanto riferiscono i tre avvocati Antonìa Legaki, Anny Paparoussou e Chrysa Petsimeri, che ora si trovano accanto ai nove arrestati accusati di aver partecipato all’assalto di ieri sera alla caserma di polizia di Exarchia. Oltre a due donne e a un diciannovenne, gli altri sono tutti minorenni.
«Dopo gli arresti hanno sistematicamente torturato le persone fermate. Le modalità di tortura coincidono perfettamente con il concetto di maltrattamenti e tortura definito dalla relativa legge. Si tratta di colpi metodici sferrati nello stesso punto per provocare danni fisici», denuncia l’avvocato Antonìa Legaki che, nel momento in cui parliamo, è accanto al diciannovenne arrestato, che racconta: «ho incontrato una squadra DELTA in uno dei vicoli di Exarchia, mi sono venuti addosso per arrestarmi, mi hanno buttato sull’asfalto e hanno iniziato a colpirmi sulla testa con il manganello. Lungo la strada verso la caserma, uno mi teneva per il collo mentre camminavo, e un altro ha iniziato a passarmi sui piedi con il motorino. Io cadevo, e quello che mi teneva mi faceva rialzare e mi colpiva perché non resistevo al dolore alle dita dei piedi, che alla fine si sono rotte».

pc 23 settembre - Il nuovo business sulla pelle delle donne: aborto fai da te. Abortire legalmente a causa della massiccia "obiezione di coscienza" è diventato per le donne un problema insormontabile. Contro gli attacchi ai diritti e all'autodeterminazione lotta dura contro questo sistema moderno fascista

Aborto fai da te, il kit si acquista online. Il nuovo business sulla pelle delle donne
(Da L'Espresso)

Prolificano i siti che vendono farmaci per l'interruzione di gravidanza. Poche domande, anonimato garantito, prezzi scontati. E immani rischi per la salute. Una versione 2.0 delle mammane. Perché nonostante la legge 194 sia in vigore da quasi 40 anni, interrompere una gravidanza in Italia è ancora molto difficile
DI ARIANNA GIUNTI

A pubblicizzare il prodotto c’è una bella dottoressa bionda, avvolta da un camice bianco, che sfodera un sorriso smagliante.  Sembra dirti: “Non avere paura”. La paura, in effetti, passa mano a mano che si scorrono le rassicuranti spiegazioni mediche sulla homepage del sito. Sono scritte in inglese, ma non occorre aver studiato a Oxford per capirne il senso:  “Niente rischi medici, niente complicazioni, niente conseguenze future”. E soprattutto: “Privacy più assoluta”. Quindi basta scegliere la quantità (poche singole pillole o un’intera confezione), digitare il numero della propria carta di credito e fornire un indirizzo. Et voilà: per meno di 180 euro, entro cinque giorni lavorativi, ben nascosto in un anonimo pacchetto, eccoti servito il kit per l’aborto. Più facile che bere un bicchier d’acqua.

La prima a lanciare l’allarme sul fenomeno è stata la Procura di Genova. Che nel 2013 ha avviato tre inchieste parallele e che cinque mesi fa ha arricchito i propri fascicoli con la testimonianza di

pc 23 settembre - Le ricette impossibili degli economisti borghesi - “Il vero limite della produzione capitalista è il capitale stesso” (K. Marx)

Da questo estratto di un articolo del Sole 24 ore di oggi emerge che i professori ed economisti borghesi non sanno più che pesci pigliare per spiegare come uscire dalla "crisi"… Ad esempio in questo caso si dice che la produttività è l'arma da usare, ossia aumentare lo sfruttamento dei lavoratori….
Italia, salari in deflazione. Perché siamo (quasi) gli unici in Europa a tagliare gli stipendi
Sdogati (Politecnico): ridurre i salari ha un effetto catastrofico
Fabio Sdogati, ordinario di economia internazionale al Politecnico di Milano, guarda «con preoccupazione» al calo dei salari. L'equazione tra tagli ai costi e produttività non lo convince, soprattutto quando passa per una scure più netta sulle retribuzioni: «Mi sembra la stessa interpretazione di quanti hanno chiesto deflazione salariale in Grecia perché il costo del lavoro avrebbe fatto aumentare le esportazioni e la produzione. Salvo dimenticare che in Grecia non esiste la manifattura – dice al Sole 24 Ore -. In una situazione in cui la domanda interna non tira e il reddito pro capite è molto minore dei livelli pre-crisi, ridurre i salari ha un effetto catastrofico». Ma l'alleggerimento nei costi del lavoro, in generale, non può essere inteso come un segnale incoraggiante? «Non è vero che le aziende beneficiano della deflazione salariale perché la produttività è determinata dagli investimenti e dalle innovazioni. La Germania ha un costo del lavoro pari a 31,4 euro l'ora, l'Italia del 28, Cipro di 15. Chi sta meglio? 

La produttività permette di pagare bene»

…Ma per ottenere una sempre maggiore produttività nel lavoro, vi è la necessità nell’economia capitalistica di introdurre nuovi e più efficienti metodi e strumenti di lavoro. Proprio l’aumento di produttività genera il fenomeno delle crisi cicliche di sovrapproduzione. Essa porta anche alla distruzione dei beni e alla disoccupazione. Genera altresì la caduta tendenziale del saggio di profitto

pc 23 settembre - Le mani sporche di sangue del Governo Renzi, servo dello stato nazi-sionista di Israele

Territori occupati. Ucciso un 21enne palestinese, l’Eid si sporca di violenza

Diyaa al-Talahmeh è morto stanotte vicino Hebron: ucciso dall’esercito israeliano, dicono fonti palestinesi; ucciso da un ordigno, dice Tel Aviv. In vista di Eid e Yom Kippur, sale la tensione intorno Gerusalemme

Una celebrazione di tensioni e violenze attende i palestinesi nei Territori Occupati. In concomitanza con la festa ebraica dello Yom Kippur, i palestinesi musulmani celebrano l’Eid, 70 giorni dalla fine del mese sacro di Ramadan.

Lo festeggeranno mentre fuori si accendono le tensioni, mai sopite da quando le autorità israeliane hanno preso di mira la Spianata delle Moschee. Ieri notte un giovane palestinese è stato ucciso durante un’operazione dell’esercito israeliano a sud della Cisgiordania. Aveva 21 anni, si chiamava Diyaa Abdul-Halim al-Talahmeh ed abitava a Dura. È stato colpito dal fuoco israeliano in una strada poco fuori Hebron, nel villaggio di Khursa. Secondo la portavoce dell’esercito di Tel Aviv è stato ucciso mentre si preparava a lanciare un ordigno ad una pattuglia militare, ma non dalle pallottole: sarebbe morto perché la bomba artigianale che stava confezionando è esplosa. Una versione che la parte palestinese smentisce: il giovane è stato ucciso dal fuoco dell’esercito.

pc 23 settembre - GIAPPONE: L’ECONOMIA IN CRISI… PREPARA LA GUERRA

Il Giappone, la terza economia mondiale, è in crisi economica da anni, e la famosa Abenomics che doveva dare una svolta, e cioè la politica propagandata dall’attuale primo ministro Shinzo Abe, come dice questo articolo di Affari e Finanza del 21, non ha funzionato. E d’altronde, ma qui il giornalista sembra non vedere né sentire, nell’attuale crisi mondiale, nessuna politica economica “funziona”.
Abe aveva parlato di tre frecce al suo arco e da qui parte la cosiddetta analisi dell’articolo che commentiamo tra parentesi quadre:

“Abenomics la terza freccia ha mancato il bersaglio
“Il segnale l’ha dato come al solito Standard e Poor’s: mercoledì scorso ha downgradato [vuole dire abbassato di livello!] il debito del Giappone togliendogli anche la doppia A (da AA- ad A+). Quanto al Pil, era già sceso dall’1,3% nel trimestre aprile-giugno, il primo per l’esercizio fiscale del Paese, e quasi certamente sarà negativo anche per il trimestre che sta finendo certificando la recessione. Ormai tutti gli uffici studi delle grandi finanziarie globali sono d’accordo: la tanto attesa Abenomics (dopo vent’anni di sostanziale stagnazione) ha mancato i suoi obbiettivi. Eppure era partita bene, due anni e mezzo fa: le prime due “frecce”, l’iniezione di capitale nel sistema [non era certo una grande trovata dato che questa “iniezione” l’hanno fatta tutti gli Stati, salvando tra l’altro le banche, nel tentativo disperato di “superare” la crisi] e il rilancio dei lavori pubblici, avevano dato i loro frutti. [Aveva dato i “frutti” previsti da una delle ricette dell’economia borghese, che si chiama keynesismo, e che si applica in caso di crisi e cioè lo Stato deve spendere quanto più possibile per “rimettere in moto la macchina” del capitale, ed è qui che i “frutti” attualmente non arrivano!]

“Ma tutto è svanito al momento di cogliere i benefici della “terza freccia” scoccata ormai un anno fa, quella delle riforme strutturali, dalle liberalizzazioni alla flessibilità fiscale, rimaste al palo. Intanto i consumi interni, malgrado la politica monetaria ultraespansiva non vogliono saperne di riprendersi, condannando Tokyo allo stillicidio di una persistente deflazione. La crisi del potente vicino cinese, partner industriale e commerciale privilegiato, ha fatto il resto. [E così il quadro della crisi che attanaglia l’economia globale è abbastanza chiaro!]

“Ma la critica più aspra al premier Shinzo Abe è ancora un’altra: per tutta l’estate anziché concentrarsi sulla crisi economica, ha perseguito una sua ossessione, quella di aumentare il ruolo militare all’estero del Giappone. Un’ossessione che buona parte dei cittadini giapponesi non condivide.”

[Questa “ossessione” è la “naturale” ossessione che i capitalisti hanno da sempre quando il loro sistema economico va in crisi profonda e cioè ricorrere alla guerra e distruggere persone e cose (c’è un loro economista, Schumpeter, che questa schifezza la chiama “distruzione creatrice”). Questa osservazione è abbastanza banale, perché è per questo che sono scoppiate le due guerre mondiali e le tante altre in corso dalla fine della seconda, ma il giornalista, che ci fa pentire di averlo mandato a scuola, o non lo sa o fa finta di non saperlo, attribuendo la manovra di Abe alla sua personale “ossessione”. Per i capitalisti e i loro governi le guerre, anche quando non vengono portate fino in fondo, sono un modo per “investire” soldi e “far girare la macchina dell’economia”].

pc 23 settembre - HOTSPOT IN SICILIA gestiti dalla UE... CENTRI DI PRIMO SOCCORSO O NUOVE CARCERI??

Sono cinque e tutti in Sicilia i centri per il ricollocamento dei migranti che gestirà l'Unione europea in Italia. Si chiamano hotspot e vedranno a lavoro, insieme, autorità italiane ed esperti delle agenzie Easo, Frontex, Eurojust ed Europol, già arrivati in Italia. «I ricollocamenti si potranno fare da inizio ottobre». Ad affermarlo è Natasha Bertaud, portavoce della Commissione Ue per l'immigrazione. I punti individuati sono Augusta, Pozzallo, Porto Empedocle, Trapani e Lampedusa. A Catania, nella sede di Frontex al monastero di Santa Chiara, ci sarà il quartier generale che dovrebbe avere ruolo di coordinamento. Luoghi che, secondo gli annunci, serviranno per identificare, registrare ed eventualmente inviare in un altro Paese europeo i migranti che ne hanno diritto - siriani ed eritrei - in base al sistema di quote concordato a Bruxelles. Ma se i migranti non vorranno farsi registrare, potrebbe scattare persino l'arresto. 

I piani di Italia e Grecia, i due Paesi dove saranno collocati questi centri, sarebbero arrivati oggi a Bruxelles. Sono quindi iniziati gli incontri operativi per l'attuazione dei programmi. Secondo quanto ribadito da Bertaud, «gli hotspot sono gruppi di persone delle agenzie Ue» che contribuiscono alla registrazione dei migranti e non si tratta di centri di accoglienza.
C'è già una data precisa. Il primo ottobre è prevista una riunione con le autorità greche, italiane e gli ufficiali di collegamento, che darà il via ai primi ricollocamenti dei 40mila siriani ed eritrei (24mila dall'Italia e 16mila in Grecia) in due anni. Secondo quanto riferito all'Ansa da fonti Ue, lo scopo della Commissione Ue è portare avanti in modo parallelo la registrazione dei migranti e il loro ricollocamento. «Per coloro che rifiutano di farsi registrare è prevista, come ultima risorsa, la detenzione», precisa l'agenzia. 

(tratto da meridionenews)

martedì 22 settembre 2015

pc 22 settembre - La "buona scuola" per gli studenti: Repressione e Lavoro gratuito per le aziende

Mentre in questi giorni gli studenti in tutta Italia stanno preparando le mobilitazioni contro la Buona Scuola del duo Renzi/Giannini, come bombe ad orologeria fioccano le denunce contro il movimento degli studenti che era sceso in piazza nel 2013. A questo si aggiungono i tirocini obbligatori dal terzo anno presso aziende, che di fatto sono una manna per le imprese visto che gli studenti non saranno retribuiti. Due ragioni, conosciute, ma che devono essere una spinta e stimolo perché gli studenti prendano a testa delle mobilitazioni contro "la buona scuola" fino alla cacciata del governo Renzi


Scontri a corteo a Milano, processo per quattro ragazzi
I quattro, tre ragazzi e una ragazza, sono accusati di violenza e resistenza a pubblico ufficiale per alcuni disordini avvenuti il 16 dicembre 2013 nel corso di una manifestazione organizzata dall'Unione degli studenti contro le riforme per la scuola
Milano, 22 settembre 2015 - Questa mattina, in Tribunale a Milano, si è aperto il processo a carico di quattro giovani, vicini al centro sociale Lambretta di Milano, accusati dei disordini avvenuti il 16 dicembre 2013 davanti al Pirellone, in piazza Duca D'Aosta, durante una manifestazione contro i provvedimenti di riforma della scuola. Gli atti del procedimento sono stati subito trasmessi dal giudice monocratico della decima sezione penale del Tribunale Milano, Mariarosa Busacca, al collegio della stessa sezione, presieduto dal giudice Gaetano La Rocca. I reati di cui sono accusati i giovani, difesi dagli avvocati Mirko Mazzali e Guido Guella, sono infatti di competenza del Tribunale in composizione collegiale. L'udienza è stata quindi fissata per il prossimo 8 ottobre, per le questioni preliminari e l'ammissione delle prove. Tre ragazzi sono accusati di resistenza a pubblico ufficiale aggravata perché in occasione del corteo indetto dall'Unione degli Studenti avrebbe usato 'violenza nei confronti degli appartenenti al Reparto Mobile della polizia'. Una ragazza, invece, è imputata per aver nascosto il volto durante i disordini con una sciarpa e un casco. 


Scuola, tirocini obbligatori: caccia allo stage per gli studenti milanesi
La riforma della Buona scuola impone anche ai licei periodi lavorativi da 200 ore a partire dal terzo anno. I dirigenti ora cercano aziende, musei, biblioteche e archivi disposti ad accogliere gli studenti
di TIZIANA DE GIORGIO
21 settembre 2015

Biblioteche di zona e archivi universitari, studi legali e aziende farmaceutiche. Ma anche musei, ospedali, case editrici, agenzie di pubblicità. Da quest'anno per i liceali arriva il tirocinio obbligatorio. La riforma della Buona scuola introduce una novità importante per le superiori: in tutti i licei - al

pc 22 settembre - Il 18 settembre a Palermo è partito il cineforum giovanile con il film I Piccoli Maestri

Il film è ambientato nell’autunno del 1943, quando degli studenti universitari vicentini decidono di dedicarsi alla lotta partigiana contro il nazifascismo. Quindi partono per le montagne nell’altopiano di Asiago nella speranza di incontrare gruppi partigiani per unirsi subito alla lotta e imparare a fare la guerra contro i nemici.
                                     

                                    
Per questo primo cineforum si è scelto proprio questo film per ricollegarsi al 70° anniversario della resistenza, per mantenere viva la memoria storica che in passato la borghesia e il governo hanno sempre cercato di cancellare. Come già tentano da sempre alcuni revisionisti storici come Giampaolo Panza. Ma quest’anno abbiamo avuto per così dire la riqualificazione della resistenza in Italia, con la rai che ha mandato in onda diversi documentari o film ma anche con lo stesso discorso di Mattarella del 25 aprile, che però dovrebbe adesso dimettersi per dissociarsi da un governo che esprime un moderno fascismo che avanza, facendo leggi antipopolari, antioperaie e contro il mondo del lavoro reso ogni giorno sempre più precario, rendendo anche molti giovani disoccupati perenni. 


Per questo abbiamo detto nella presentazione il fatto che oggi ci vuole una nuova resistenza come necessità dei giovani per contrastare la riproposizione del fascismo in forme moderne. In Italia la presenza dei giovani nella resistenza fu alta e per sconfiggere il fascismo alcuni hanno dato la vita, e quindi proprio per avere rispetto di questi morti non possiamo permetterci che avanzi di nuovo il fascismo guidato da governo e padroni ma anche attraverso forme organizzate letteralmente anticostituzionali come casapound o forzanuova.

Dopo il film c’è stato un dibattito tra i giovani interessante e di riflessione sulla necessità che l’unica via per spazzare questo sistema è quella della rivoluzione, ma ripartendo dalla nostra esperienza storica della resistenza e quindi costruire una nuova resistenza. Ci sono stati interventi che hanno spiegato anche le difficoltà che ritrovavano i giovani partigiani nelle scelte o decisioni da prendere; una compagna ha riportato come esempio le difficoltà che vengono descritte nel libro di Santo Peli "Storie di Gap", che descrive le azioni dei partigiani che operavano all’interno delle città chiamati gruppi d’azione patriottica.

C’è stato anche un intervento di una giovane compagna che ha avuto esperienza (per motivi di studio) in Egitto, descrivendo lo stato fascista di Al-Sisi, un regime poliziesco che alza sempre di più il tiro contro i giovani.  La compagna ha riportato un’esperienza di un giovane egiziano che una notte è stato arrestato senza motivo per dei sospetti che facesse parte di alcuni gruppi terroristici, per il fatto di essere un ultrà, ma sospetti comunque falsi per giustificare l’arresto, nella casa dove quella notte c’era anche lei. Poi è stato rilasciato, ma molti giovani per questi semplici sospetti restano in carcere fino a 2 anni alcune volte.

Infine abbiamo concluso con un aperitivo, brindando alla partenza (per motivi di lavoro) di un compagno che andrà in Tunisia, e che porterà avanti un lavoro molto importante tra le masse proletarie tunisine in tutti gli ambiti: giovani, studenti, donne, lavoratori e operai.

Facciamo gli auguri anche qui pubblicamente per l’importante lavoro a livello internazionale che il compagno porterà di nuovo avanti, dato che già ha avuto modo di essere in Tunisia per motivi di studio,e  che sicuramente continuerà a dare contributi ampliandoci la visuale della situazione tunisina, che oggi conosciamo grazie anche a questo importante lavoro.

pc 22 settembre - ANCORA MORTI SUL LAVORO, ALTRI 2 IN SICILIA

La Sicilia è tra le regioni con più morti sul lavoro, quasi 50 dall'inizio dell'anno
Incidenti sul lavoro: meccanico muore schiacciato, operaio annegato

A Lercara Friddi un uomo di 43 anni, Antonino Lo Presti è stato ucciso dall'auto sotto la quale stava lavorando. A Pozzallo un operaio cade nella stiva di una nave d'appoggio alla piattaforma petrolifera Vega

22 settembre 2015

Incidenti sul lavoro: meccanico muore schiacciato, operaio annegato. Due incidenti sul lavoro in poche ore in Sicilia. Un meccanico di 43 anni, Antonino Lo Presti di Lercara Friddi, è morto ieri sera mentre cercava di smontare parte di un motore da una Fiat Punto. Lo Presti era andato nel centro di autodemolizioni 'Cannizzaro', come faceva spesso, per cercare un pezzo di ricambio per eseguire una

pc 22 settembre - Tenaris-Rocca e la centralità delle fabbriche per fare profitti

Si accendono gli interruttori a TenarisBayCity Texas, progetto nato nel 2013, con una capacità produttiva di 600.000 tonnellate di tubi senza saldatura con 600 operai (vedi articolo allegato), mentre si spegne inesorabilmente la centralità dello stabilimento di Tenaris Dalmine, che produce lo stesso prodotto.
I Rocca, padroni della multinazionale leader nella produzione di tubi e infrastrutture legate al petrolio e non solo, si preparano ad uscire ancora più forte dalla “crisi” e ritagliarsi fette di mercato nella competizione globale capitalistica, utilizzando strumentalmente la variazione del prezzo del petrolio (vedi articolo allegato), per produrre dove maggiore è la possibilità di valorizzare il loro capitale e continuare a fare profitti sfruttando gli operai in ogni nazione.
Alla Dalmine negli ultimi 6 anni sono circa 1000 i posti di lavoro tagliati nella fabbrica, grazie agli accordi filopadronali di fiom-fim-uilm del 2009 e del 2015, senza conteggiare quelli persi dall'inizio della privatizzazione al gruppo Rocca-Techint. Questi agenti del padrone tra gli operai hanno il coraggio di dire che sono preoccupati per il contesto internazionale e che non c'è modo di contrastare la caduta del prezzo del petrolio, le stesse argomentazioni del padrone...(vedi articolo allegato)
Entro gennaio altri 250 posti di lavoro in meno mascherati con la mobilità volontaria, mentre per i lavoratori che restano in fabbrica è partito da settembre il contratto di solidarietà con riduzione di salario ed è in aumento la percentuale di contratti senza diritti con la conversione di una quota degli apprendisti con il contratto a tutele crescenti del jobsact, oltre al grave decadimento delle condizioni di sicurezza con l'aumento di situazioni a rischio e infortuni,

pc 22 settembre - INDIA: 400 OPERAI DELLA PIU' GRANDE MULTINAZIONALE DELLE GOMME BRIDGESTONE LICENZIATI PERCHE' VOGLIONO COSTRUIRSI IL PROPRIO SINDACATO

Più di 400 lavoratori impiegati nella fabbrica Bridgestone di Manesar sono stati illegittimamente licenziati da parte dei dirigenti dell’azienda dopo che gli operai hanno chiesto la registrazione del loro sindacato. I lavoratori stanno attualmente protestando fuori della fabbrica e si sono riuniti lì per far sentire la loro voce contro l'ingiustizia e l'oppressione che si trovano ad affrontare per mano della direzione della fabbrica.

Il 18 settembre 2015 i manager della Bridgestone insieme alla Polizia e buttafuori prezzolati hanno impedito agli operai che si sono riuniti davanti ai cancelli della fabbrica alle 6 del mattino di entrare

pc 22 settembre - Lo Stato del capitale 2 pesi e 2 misure: prescrizione per i padroni assassini, processi per i proletari

A pochi giorni dalla prescrizione del reato la solerte procura della repubblica della borghesia avvia il processo il 18 dicembre 2015 contro la manifestazione di massa del 2009: "70 anniversario della strage di Stato di piazza fontana", come sempre si cerca di colpire i singoli militanti delle lotte per quella che è stata una giusta e indignata reazione popolare ai divieti imposti dalla questura per quella manifestazione, il tutto fondando le accuse su testimonianze di parte della digos e polizia…

Invitiamo il movimento a fare anche di questo processo, 
una denuncia e mobilitazione contro lo stato di polizia del governo Renzi
 la repressione non spegne, ma accende la ribellione.






La notifica arrivata a circa 30 persone nei giorni scorsi
compreso Sebastiano Lamera operaio Dalmine di proletari comunisti

Il 12 dicembre del 2009 non volevano far entrare in piazza Fontana il corteo popolare - ci riprendemmo la piazza - con compagni di proletari comunisti in prima fila - ora vogliono processare i manifestanti! 

Lo Stato delle stragi non si smentisce mai!
Milano - Fischi, contestazioni e cariche. Quarant'anni dopo piazza Fontana divide ancora. Due cortei hanno attraversato Milano per commemorare la strage e poi, vicino a piazza Fontana, gli scontri. Tentativi di sfondare i cordoni di polizia e lanci di fumogeni.

pc 22 settembre - IL GOVERNO RENZI AUMENTA LA PRECARIETA'... PIU' CONTRATTI A TERMINE

Renzi è come Berlusconi, anzi peggio, ormai punta tutto sull’ottimismo, sulla “fiducia”, mentre i dati reali dimostrano esattamente il contrario di ciò che dice e di cui si vanta per “portare a termine le riforme” e cioè spianare completamente la strada ai padroni nella possibilità di fare profitti, essere competitivi, ecc. ecc.

I dati che smentiscono Renzi ce li fornisce direttamente il Sole 24 Ore, il giornale dei padroni, quelli che vogliono fare a Renzi un monumento!

E infatti l’editorialista del 20 settembre si chiede nel titolo: “Occupazione o produttività?” e questo lo chiama “Il rebus dell'Italia”, vediamo perché.