domenica 5 aprile 2026

pc 5 aprile - La Formazione marxista - Gli intellettuali e il Partito della classe operaia

"Un intellettuale marxista non può essere che un intellettuale organizzato, cioè a dire inserito nel processo attraverso cui il proletariato organizza la memoria e la direzione della sua pratica dispersa di conoscenza. Gli intellettuali non apportano il marxismo al movimento operaio che nella misura in cui il movimento operaio apporta agli intellettuali l'organizzazione di classe. Il rapporto degli intellettuali rivoluzionari con il movimento operaio reale non è un rapporto di esteriorità, bensì si fonda sulla scissione di questo movimento nella sua esistenza oggettiva di massa e la sua esistenza soggettiva di classe, luogo di depurazione e di concentrazione delle idee rivoluzionarie prodotte dalla pratica delle masse". (dal libro Teoria della contraddizione - Alain Badiou).

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Scopo del nostro lavoro di Formazione marxista è porre in "rapporto gli intellettuali rivoluzionari con il movimento operaio reale"; questo avviene ponendo al centro l'organizzazione di classe che si chiama "Partito"

Dall'intervento di proletari comunisti alla 7° lezione di FM tenuta a Taranto dal Prof. Di Marco

Dobbiamo fare un ragionamento di metodo del lavoro della Formazione che stiamo facendo. Le lezioni del Prof. Di Marco servono a mettere su un piano scientifico le questioni del capitale e del lavoro fondamentalmente. Esse ci danno gli strumenti necessari per costruire la coscienza soggettiva che non è volontaristica ma scientifica del modo come intervenire nella contraddizione tra capitale e lavoro nell'epoca odierna e trasformarla in un movimento reale che abbatte lo stato di cosa esistente...

La contraddizione vera a cui si arriva è che una società se non arriva a determinate condizioni oggettive per il suo superamento non è superabile né con un atto di volontà né tantomeno con l'attesa che si creino queste condizioni. Gli uomini fanno la società e quindi l'intervento soggettivo dell'uomo è una costante

nella dinamica di questo processo; ma l'intervento soggettivo dell'uomo non è volontaristico, puramente soggettivo ma parte innanzitutto dalla corrispondenza di questa visione soggettiva alla realtà oggettiva. Quindi se non conosci la realtà oggettiva non puoi pensare di avere una soggettività che possa trasformarsi in movimento reale che abbatte lo stato di cose esistenti...

...non si può abbattere il sistema capitalista con il volontarismo di una singola azione - altra distinzione fondamentale tra violenza rivoluzionaria che i comunisti riconoscono e il terrorismo; il volontarismo di una singola azione non può cambiare lo stato delle cose, invece l'utilizzo della violenza rivoluzionaria come sistema dell'organizzazione sociale che lotta per il cambiamento è la pratica di massa, nel senso che la massa in questo processo svolge la funzione di “levatrice”, forza materiale che realizza il passaggio, ma ci vuole un'intera organizzazione sociale che durerà molto tempo perché abbiamo a che fare con un intero processo storico che con la violenza è nato e non può essere sostituito con una pacifica metamorfosi ma deve essere necessariamente abbattuto. L’organizzazione è rapporto di forza in senso molto ampio e azione politica alimentata della scienza.

La forma organizzata di questo lavoro si chiama partito. Il partito della rivoluzione non è l'ennesimo gruppo che si presenta alle elezioni ma è l'incarnazione di questo processo storico in cui il processo oggettivo trova la forma soggettiva per realizzarsi... 

Ogni idea che la formazione serva alla persona, al compagno perché debba capire qualcosa è un'idea sbagliata... senza Partito non c'è coscienza individuale, senza organizzazione partitica la coscienza individuale è alla mercè della dinamica spontanea.

E’ il Partito della rivoluzione fondato sulla scienza e trasformato in soggetto politico agente lo scopo di questa formazione, non è l'educazione astratta al marxismo o l'arricchimento culturale. Ma è il contributo alla costruzione del soggetto collettivo capace di interpretare il movimento storico, riconoscere la situazione oggettiva e trasformarla in azione collettiva...

Diceva Marx i sindacati fanno un ottimo lavoro ma anche il miglior sindacato resta sempre all'interno della contraddizione capitale/lavoro e quindi non può essere il sindacato la forma per cambiare la società ma un anello della lotta dei lavoratori per cambiare la società.

Ci vuole il partito della rivoluzione, senza il partito della rivoluzione tutto il resto sono chiacchiere, sia pure fatte a buon fine, fatte da brave persone; ma le brave persone possono andare in paradiso ma sono le cattive che comprendendo pienamente lo stato delle cose, il modo di produzione capitalista della società, lo Stato borghese e le sue conseguenze nella vita quotidiana degli esseri umani, partono da qui per agire diciamo di conseguenza.

Chi si vuole impegnare nella lotta di classe, cioè il comunista marxista deve sapersi giocare questa dimensione epocale. E’ un lavoro complesso che richiede prima di tutto organizzazione; l'organizzazione serve a essere il lievito di un processo di unità della classe che la riporta alle sue vere ragioni...

Quindi capiamo bene che la formazione marxista che stiamo facendo serve a costruire le condizioni soggettive scientifiche, il fattore soggettivo necessario di trasformazione dello stato di cose esistenti.

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