Nell’uovo di pasqua di quest’anno non è mancata una gradevole sorpresa per i padroni
che avevano fortemente protestato perché il governo aveva diminuito il fondo di
aiuti di stato chiamato Transizione 5.0 di circa 800 milioni su una cifra complessiva
di 1 miliardo e 300 milioni.
Questi soldi di Transizione 5.0 così come quelli precedenti
di Transizione 4.0 servono all’acquisto di macchinari a maggior efficienza
energetica o all’installazione di impianti fotovoltaici. Significa che
di fatto è lo Stato che compra i macchinari alle aziende.
È per questo che la Confindustria ha gridato forte sul “tradimento
della fiducia” tra Stato e imprese per bocca del suo capo Orsini, parlando
addirittura di padroni “esodati”, equiparando volgarmente, per non dire altro, i
padroni rimasti fuori dal fondo ai lavoratori, grida che hanno fatto tremare le
orecchie di tutto il governo che è corso immediatamente ai ripari, prima con la
“convocazione di un tavolo con le imprese” e poi con un decreto urgente che ha rimesso
le cose a posto. E per farsi perdonare in questi tempi piuttosto difficili per
il governo di stampo fascista, oltre a ripristinare il fondo di 1,3 miliardi
sono stati “trovati” immediatamente altri 200 milioni per cui il totale del “contributo”
adesso ammonta a 1 miliardo e 500 milioni.
Insomma, anche la Meloni ha risposto “obbedisco” alla
sfuriata dei padroni, e solo allora Orsini ha detto “adesso il governo va bene”.
E anche qui la Meloni conferma lo sfacciato servilismo nei confronti dei
padroni (come del resto fa con il nazimperialista Trump).
Il taglio a Transizione 5.0 serviva, nelle intenzioni confuse
di questo governo, da Giorgetti all’incredibile Urso a coprire il decreto sulle
bollette, ma bisognava sanare immediatamente la ferita inferta ai profitti dei
padroni che continuano ad incassare miliardi attraverso ogni tipo di “incentivo”
a spese delle lavoratrici, dei lavoratori e delle masse popolari di questo paese.
Questa difesa ad ogni costo dei padroni, con una politica
che aggrava ogni giorno di più le condizioni di vita e di lavoro delle masse, chiama
in maniera ancora più forte alla battaglia per la cacciata di questo governo servo
dei padroni e guerrafondaio.
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