giovedì 9 aprile 2026

pc 9 aprile - Notizie dall'Ungheria alla vigilia del voto che potrebbe portare alla caduta di Orban

In Ungheria stanno succedendo cose interessanti:

- Orban tenta di confondere gli elettori creando dal nulla liste civetta apparentemente indipendenti e che promettono le stesse cose del partito Tissa (l’opposizione favorita) ma anche di più (per esempio chiusura totale delle fabbriche di batteria cinesi molto inquinanti invece che solo imporre loro norme di sicurezza e rispetto ambientale come promette Majar); ma poi grazie alle intercettazioni sta venendo fuori il collegamento di queste liste con Fidez.

- alcuni grandi finanziatori di Fidez iniziano a portare i loro capitali a Dubai.

- alcuni ufficiali di esercito e polizia hanno dichiarato che la maggioranza di loro e dei soldati e agenti voterà per l’opposizione.

- Comizio finale del candidato Peter Majar si svolgerà sabato a Debrecen, storica roccaforte orbanista e si prevedono migliaia di persone.

- l’atmosfera da “rivolta elettorale“ è palpabile e coinvolge la gente comune tradizionalmente non politicizzata o che in passato ha votato Orban. Ogni giorno non si

parla d’altro al lavoro e nei luoghi della socialità, i social condividono notizie di scandali di corruzione che diventano virali e aumentano il sentimento antigovernativo, si condividono meme ironici ed esortazioni a votare (contro Orban).

- Peter Majar ha lanciato un appello ai cittadini a offrirsi come osservatori il giorno delle elezioni per denunciare brogli e in tanti stanno rispondendo .

D’altro canto:

1. il Governo ha imposto una inchiesta sulla pedofilia informatica ma poi si è scoperto che era solo un tentativo maldestro di appropriarsi dei dati personali degli elettori e militanti di Tissa. A denunciare il caso pubblicamente è stato lo stesso capo investigatore della polizia che aveva avuto l’incarico di sequestrare i computer a degli informatici accusati senza prove di pedofilia e avviare la falsa inchiesta. 

2. Comunque sono stati resi pubblici su internet indirizzi e numeri di telefono di attivisti e simpatizzanti dell’opposizione, in un chiaro tentativo di intimidazione e di segnalazione alle squadracce naziste al servizio del Governo 

3. Ogni settimana vi è un simpatizzante di Tissa che viene licenziato dal lavoro per sole motivazioni politiche. L’ultimo è il caso di un giovanissimo cuoco che lavorava per lo Stato dopo aver pubblicato sui social una foto di un candidato dell’opposizione.

4. Orbán accusa l’opposizione di preparare violenze e disordini di piazza per il giorno delle elezioni ma in realtà il rischio concreto è che sia lui che voglia crearle o fomentarle in caso di sconfitta.

5. Operazioni di brogli sono già in corso in particolare tra la comunità ungherese di Romania e gli emigrati all’estero (che votano nei consolati). Molti ungheresi all’estero per questo hanno deciso di tornare a votare in Ungheria di persona.

6. ⁠Rischi di voto di scambio anche nei tantissimi villaggi poveri e isolati e tra le comunità rom, più vulnerabili e ricattabili. Alcuni di questi tentativi sono già venuti fuori 

I rumors dicono che, in caso di sconfitta totale, per Orban sia già pronto un volo di sola andata che lo porti fuori dal Paese. 

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