Sono operaio dell’ex Ilva di Taranto dello Slai cobas e dico che votare per il NO è un dovere a cui non possiamo sottrarci. Recarci alle urne non è un qualcosa che facciamo a cuor leggero. Più volte abbiamo sostenuto la pratica dell'astensionismo attivo, riteniamo infatti che nel contesto attuale di avanzamento a vele spiegate della marcia imperialista non ci sia alcun partito dell'arco parlamentare che possa rappresentare le istanze dei lavoratori e delle masse proletarie, nemmeno quelli che ad una prima occhiata sembrano più vicini alle esigenze del popolo come può esserlo un partito come AVS, Come può infatti rappresentarci se immediatamente dopo l'arresto di Hannoun ha preso le distanze dal sostegno alla solidarietà verso il popolo palestinese, e come può rappresentarci se dopo gli avvenimenti del 31 gennaio scorso a Torino ha immediatamente condannato la sacrosanta rivolta dei manifestanti, esprimendo solidarietà alle infami e violente forze di polizia che si sono dimostrate ad oggi un cumulo di menzogne proprio riguardo a quegli stessi avvenimenti.
L'assenza di un vero partito proletario è ormai radicata nel tempo che viene da lontano. Una delle primissime visite, se non proprio la prima, che la ruffiana neofascista presidente del consiglio dei ministri ha compiuto non appena insediatasi sulla poltrona di Palazzo Chigi è stata quella alla mostra su Berlinguer. A molti è apparso strano, se non addirittura come un ammorbidimento della linea revisionista. In realtà si è trattato niente meno che del riconoscimento verso la figura dell'ex segretario riformista del PC del suo ruolo cruciale nel disfacimento del glorioso partito fondato da Antonio Gramsci e nel quale al suo interno avevano militato molti dei partigiani che avevano sacrificato la propria vita alla lotta al nazifascismo.
Tornando a noi. Riteniamo che astenersi alle elezioni sia cruciale per poter edificare un senso di rabbia e di rivolta verso le classi dominanti, responsabili delle condizioni di vita miserabili della stragrande maggioranza della popolazione. È fondamentale incanalare questa idiosincrasia verso il potere precostituito nelle lotte e manifestazioni di piazza. Ma c'è un ma. Ci sono casi in cui l'astensione non è sempre la pratica migliore da mettere in atto, bensì è
necessario votare e l'occasione per dimostrarlo sta spesso nei referendum, come dimostra il prossimo che si terrà il 22-23 marzo.Questo referendum sulla riforma della giustizia sarà fondamentale per l'assetto che questo paese prenderà. Il progetto del dominio incontrastato delle classi dominanti, tanto sognato dalla P2, potrebbe avverarsi nel caso di vittoria del Sì. I membri di questo governo e della maggioranza parlamentare si stanno spendendo a più non posso per la campagna sul Sì.
Ma quale interesse possono avere questi signori nella riforma della giustizia se tra di loro si nascondono come dei ratti nelle fogne almeno 50 tra indagati e condannati? È ovvio che sottomettere la magistratura alla volontà dell'esecutivo sia una priorità di chi vuole imporre il proprio dominio senza alcun contraddittorio. Niente contraddittorio che il fascistissimo ministro Valditara ha imposto nelle scuole se nei dibattiti scolastici si parla di ciò che è un tabù, come lo è ad esempio la questione palestinese. Il ministro della giustizia, Nordio, lo ha anch’egli dichiarato apertamente.
Se vincesse il sì, anche chi oggi è all'opposizione potrebbe trarne vantaggio nel caso si trovasse a governare. Cosa che in realtà difficilmente la casta attuale che detiene il potere lascerebbe fare, visto che un altro grande loro progetto ed il prossimo passo da effettuare è il presidenzialismo tanto sbandierato sin dall'inizio del loro insediamento. A queste oscene dichiarazioni, dette con la consueta nonchalance, fanno seguito quelle agghiaccianti della sua capo di gabinetto Bartolozzi in cui afferma che, votando si, potranno finalmente togliersi di mezzo la magistratura che rappresenta per loro un vero e proprio “plotone di esecuzione”.
Ricordate quanto ho detto poco fa sui tanti indagati e condannati tra i figli della maggioranza? Rendere la magistratura completamente dipendente dalla politica è il fine ultimo di questa riforma, far sì che il modello Ungheria di Orban diventi il modello da seguire. E quali sono le armi di distrazione di massa utilizzate dalla Premier per portare consensi? Qual è la storia a cui fa appiglio attraverso i suoi sporchi mezzi di propaganda? Cade proprio a fagiolo la vicenda dei novelli Tarzan e Jane, mediaticamente conosciuti come la famiglia nel bosco. Qui ne facciamo accenno non perché presi dalla volontà di dire la nostra sull'argomento del gossip del momento, ma perché è proprio questo avvenimento la discriminante che questa imbonitrice usa per venderci le ragioni della riforma.
Questa miserabile ciarlatana fa leva sulla pancia dei più impressionabili colpevolizzando a più riprese la magistratura responsabile, a suo dire, di aver strappato i figli alla coppia, criminalizzando l'applicazione di una legge che il suo stesso governo presentò come il “decreto caivano”. In realtà, stando alla suddetta legge, ci sarebbe addirittura l'arresto sino a due anni per i genitori responsabili di non garantire l’istruzione ai propri figli, dunque si potrebbe dire che il giudice sia stato addirittura sin troppo poco rigoroso. Ma ora le piace parlare di magistratura ideologizzata, ma che come dimostra questo, ma anche innumerevoli altri, di ideologizzato non ha nulla.
Un governo che ha fatto esso stesso dell'ideologia la propria bandiera, che applica le leggi sulla base della convenienza - basti vedere il rimpatrio con un volo di Stato per il torturatore libico ricercato internazionale Almasri, oppure l'aver concesso al genocida Netanyahu il sorvolo dello spazio aereo italiano, oppure che dire della bambola gonfiabile Santanche?
Ma non di sola ideologia vive la Meloni ma anche di balle, come, a titolo d'esempio, quando ha dichiarato che i componenti del CSM saranno estranei alle influenze politiche perché “estratti a sorte”, cosa che è tutto un programma se i magistrati dovranno essere sorteggiati piuttosto che eletti per le loro competenze (peccato però che ha volutamente dimenticato di dire che comunque i membri laici saranno estratti a sorte da un elenco selezionato dal Parlamento); oppure quando ha fatto riferimento agli errori giudiziari che, senza questa riforma, continueranno ad esserci – ma sulla base di quale criterio afferma che gli errori saranno eliminati lo sa soltanto lei.
Ho quasi concluso, ma prima di farlo vorrei rivolgermi ai miei compagni di lavoro, esortandoli a non lasciarsi ingannare dalle menzogne che vengono propugnate quotidianamente e sistematicamente da questi reggenti ed andare a votare convintamente per il NO. I fatti ad oggi hanno dimostrato come non ci sia stata una sola proposta a favore dei lavoratori da parte di questi luridi parassiti e la riforma così com'è stata scritta non farà altro che peggiorare anche la nostra situazione. Apparentemente avrebbe poca attinenza col mondo del lavoro, in realtà colpirà anche noi.
Più volte in passato lavoratori ingiustamente licenziati sono stati reintegrati dopo una sentenza, così invece si vuole dare completa libertà di agire ai padroni. Che cosa ne sarà allora dei tanti omicidi sui posti di lavoro che quotidianamente vengono perpetrati in questo Paese?
Lavoratore scuola di Ravenna - Sono dello Slai Cobas per il sindacato di classe di Ravenna, impegnato nelle lotte dei lavoratori, nella solidarietà internazionalista, antifascista, e intervengo sul referendum perchè l’attacco alla magistratura non allineata al governo è un tema che come lavoratori ci riguarda. Il Referendum è politico, lo affermano ogni giorno governo, ministri, parlamentari, quindi è sul terreno politico che dobbiamo agire. Voterò nettamente NO al Referendum del 22 e 23 marzo!
Ora, a parte il peggioramento delle nostre condizioni di vita e di lavoro, il carobollette, i provvedimenti di un governo fascista e guerrafondaio che trova sempre i soldi per la guerra, per questo governo infame cosa è una priorità in questo momento? Attaccare i giudici.
Non abbiamo certo fiducia o simpatia per chi amministra la giustizia borghese, è una giustizia di classe, che va bene al governo dei padroni fin quando reprime l'opposizione dei proletari, dei lavoratori, dei giovani, ma che va punita e riportata sotto il suo controllo se indaga sul potere politico, cioè sui personaggi al governo, o sottogoverno; questi magistrati il governo non vede l’ora di toglierseli di torno.
Il governo nella sua campagna referendaria dice solo menzogne, come le rapine in casa, la famiglia nel bosco, i campi Rom, il caso Tortora, e altro ancora, che non centrano nulla con gli obiettivi della controriforma che sono fumo negli occhi per disorientare le masse, i cittadini, i lavoratori.
Ma i processi che riguardano i lavoratori, le morti sul lavoro, saranno forse accelerati da questa
controriforma? No di certo, ma non si parla assolutamente di questo. Se vince il Sì, i tempi dei processi che hanno a che fare con i nostri diritti continueranno a non avere corsie preferenziali, e con un governo che non considera una priorità le morti sul lavoro, questi processi continueranno ad essere dimenticati e ai padroni verrà garantita l’impunità.
L'intento della propaganda governativa è nascondere il fine ultimo della riforma che è una controriforma. Questo governo Meloni ha come stile comunicativo quello dell'inganno, propagandando menzogne continue su tutti gli ambiti ed è per questo che abbiamo Telemeloni che ci bombarda con le sue fake news per confondere e impedire il conflitto sociale e avanzare verso la formazione di un regime antioperaio e antipopolare: dal riarmo alla guerra, alla condizione dei lavoratori, agli immigrati, ma anche con le controriforme degli apparati dello Stato.
Ora, se prendessimo singolarmente ogni provvedimento del governo avremmo sì la visione reazionaria di questa casta politica sugli aspetti che riguardano i rapporti sociali e la trasformazione dei poteri dello Stato (e questa controriforma della magistratura riguarda proprio questo aspetto), ma il fine di questo governo si può comprendere, al di là dei tecnicismi specifici, se leggiamo questi provvedimenti tutti interni ad un disegno politico che è eversivo, che è repressivo, che è fascista, perché punta alla trasformazione dello Stato nato dalla Costituzione, demolisce la stessa democrazia borghese e va avanti pezzo a pezzo, provvedimento per provvedimento, attraverso le esternazioni di rappresentanti di governo e maggioranza usati come picconate alla Costituzione antifascista, verso l'edificazione di un regime, di una dittatura aperta in nome e per conto di chi ha già il potere nella società, cioè i padroni, le banche. La controriforma della giustizia del governo Meloni/Nordio risponde a questo disegno, è la giustizia dei ricchi, come giustamente qualcuno ha detto, dei potenti che vogliono fare quello che vogliono e rimanere impuniti.
Dittatura è repressione, è bavaglio alla stampa non allineata, è attacco ad intellettuali non allineati, e molti sono i fatti che dimostrano l'avversione di questo governo per una magistratura indipendente, non allineata al governo, per le inchieste che ha fatto contro ministri e parlamentari della maggioranza (Santanchè, Sangiuliano, Delmastro, la stessa Meloni e gli stessi Nordio, Piantedosi e Mantovano sono indagati per la liberazione e la consegna del criminale libico Almasri alla Libia, e poi i lager antimmigrati in Albania, e poi deputati e consiglieri indagati per i rapporti con la mafia, per corruzione). Puntano all'impunità per gli sbirri violenti e fascisti (come quello che ha potuto tranquillamente affermare che durante il fermo di polizia non c'è alcun diritto da far valere). Il governo vorrebbe che tutta l’opposizione non avesse possibilità neanche di una difesa legale di fronte all’azione repressiva poliziesca.
Non solo i contenuti ma anche il metodo usato da questo governo nei rapporti con il Parlamento va in quella direzione: sono decreti legge senza alcuna discussione parlamentare, nella logica tipica di questi fascisti al governo che tutto è "necessario e urgente". Il governo sta costruendo il suo ordine fascista e non vuole avere ostacoli, né dalle lotte sociali, sindacali, né dalla stampa indipendente né dagli altri apparati dello Stato. Sono i padroni a cui invece dà conto questo governo, per loro ha cancellato il reato dell'abuso di ufficio, per loro non interviene sulle morti dei lavoratori nei luoghi di lavoro garantendo così l'impunità ai padroni assassini.
Ci sarebbero ancora moltissimi fatti da denunciare ma basta questo elenco sommario per descrivere la politica del governo Meloni, la marcia verso l'edificazione di un moderno fascismo, ed è anche la premessa per il NO al referendum del 22 e 23 marzo.
Quando Nordio afferma: "non vogliamo la giustizia domestica" riferendosi con disprezzo al CSM, l'organo di autogoverno dei magistrati, in realtà non vuole l'indipendenza della magistratura ma assoggettarla al governo e quando gli viene ricordato che la sua controriforma della giustizia con al centro la separazione delle carriere era già uno dei punti eversivi della P2 di Gelli, questo ministro non si scandalizza affatto, anzi ha affermato che era comunque "giusta" e che il suo governo ora la vuole attuare.
Il fascismo storico aveva eliminato le correnti della magistratura e questo governo è su quella stessa scia, anticipata da Berlusconi nell'attacco alla magistratura che faceva i processi contro la sua corruzione, evasione fiscale, processi per i suoi legami con la mafia. Il fascismo storico sciolse le correnti per obbligare i giudici ad avere la sola tessera del fascio.
Non è affatto una riforma della giustizia, manipolando la realtà il governo Meloni ha tirato fuori l'argomento che funziona come uno specchietto per le allodole che è la separazione delle carriere, ma la realtà è che il governo vuole assoggettare a sè la magistratura.
Gli scopi di questa controriforma sono detti apertamente dalla Meloni. Dopo la grande e determinata manifestazione di Torino contro lo sgombero di Askatasuna le parole della presidente del consiglio sono state: "è tempo che la magistratura non ostacoli le scelte della politica e del governo". Se per questo governo manifestare contro le sue scelte è antinazionale, antipatriottico, e chi lo fa è chiamato "terrorista", non mancherà che dichiari lo sciopero come un crimine da punire e cancellare pezzo a pezzo, e una volta per tutte, la Costituzione antifascista.
Quella del governo, come ha giustamente detto qualcuno, è la giustizia dei ricchi, dei parassiti rappresentati in politica dalla feccia di essi, è la casta che si blinda per continuare a fare i porci comodi suoi sulla pelle dei proletari, dei lavoratori, delle masse.
La vittoria del NO rappresenterebbe un duro colpo per il governo e noi lavoriamo perché questi farabutti facciano la stessa fine che fece il referendum Renzi.
Nessun commento:
Posta un commento