martedì 9 gennaio 2018

pc 9 gennaio - LA MAILING LIST "NOCONFINI" CHIUDE, MA NON CHIUDONO AFFATTO IL LAVORO, SOPRATTUTTO IN PUGLIA, PER LE LOTTE DEI MIGRANTI E I NOSTRI RAPPORTI CON "CAMPAGNE IN LOTTA"

DA CAMPAGNE IN LOTTA:
abbiamo deciso di chiudere la mailing list Noconfini, data la scarsa partecipazione e il mancato interesse mostrato dai più a questo percorso. Ci tenevamo però a sottolineare che siamo felici della vostra vicinanza e del tutto intenzionati a portare avanti con voi di Taranto e con le lotte da voi sostenute un percorso comune soprattutto sulla Puglia. Non credo ahinoi che riusciremo ad organizzare un'assemblea a Gennaio, anche se apprezziamo la proposta e la teniamo in serbo per il futuro; vi aggiorneremo sui prossimi sviluppi nelle campagne foggiane, dove ci auguriamo inizi un nuovo anno di forti mobilitazioni.
Vi chiediamo anche, se vi fa piacere, di continuare a tenerci aggiornati sulla situazione delle lotte delle persone immigrate a Taranto, sugli ultimi sviluppi in seguito agli attacchi repressivi subiti.
Vi auguriamo un grande anno di lotte, speriamo fianco a fianco, e sempre più numerose

Un abbraccio
Campagne in Lotta
 
DA SLAI COBAS SC:
Come abbiamo anni fa iniziato con voi di Campagne in lotta così sicuramente continueremo a tenerci in contatto, e a realizzare un percorso comune, soprattutto in Puglia.
Anche a tutte voi un grande augurio di un nuovo anno di lotta - che i/le migranti e noi siamo sempre più una spina nel fianco del governo, dello Stato italiano.

Un saluto rosso
da Slai cobas per il sindacato di classe

RIPORTIAMO ALCUNE COMUNICAZIONI PRECEDENTI.
 
Da Campagne in lotta - Tempo fa, avevamo scritto per capire se e come proseguire il percorso di ’noconfini’, iniziato ormai più di un anno fa, e più in generale per farne un bilancio. Con dispiacere prendiamo atto della evidente non volontà di confronto, espressa indirettamente attraverso il silenzio, e crediamo quindi che questa esperienza si possa e si debba considerare conclusa.
Noi ovviamente, nonostante la repressione e il forte isolamento che stiamo subendo, continuiamo a sostenere le lotte di chi vive nei ghetti, in Puglia come in Calabria. Lotte che, come ci hanno raccontato più volte le stesse persone che lì sono costrette a vivere, ricalcano le quotidiane mobilitazioni che gli immigrati portano nelle strade, in ogni angolo di questo paese. 
Così come rimaniamo apert alla discussione per unire realmente le lotte - senza nessun riformismo, velato o meno - come abbiamo provato a fare all'interno del percorso "noconfini".

Da Slai cobas per il sindacato di classe - noi pensiamo che invece questa esperienza debba continuare e che, anche rispetto alla situazione in corso, è ancora più necessario delineare e rilanciare un fronte/area di lotta, autonomo da sindacati di base da IV sindacato, e da gruppi elettoralisti (lo slai cobas sc ha appoggiato e appoggerà anche nelle prossime elezioni politiche il boicottaggio elettorale, invitando tutte le realtà di lotta dei lavoratori, sociale a organizzarlo).
Pensiamo anche che dobbiamo ancora di più essere diversi anche nei nostri metodi di organizzazione, noi siamo perchè i migranti in lotta, le loro avanguardie possano essere effettivamente protagonisti in tutto, nelle lotte, come nelle assemblee, e che questo debba pesare anche nelle nostre decisioni di dove e come organizzare i momenti nazionali.
Proponiamo, quindi, che a gennaio 2018 facciamo un incontro pubblico nel foggiano, per fare un bilancio e ripartire.

pc 9 gennaio - L'ACCUSA E' "DIFFAMAZIONE", LA "COLPA" E' LA SOLIDARIETA' FEMMINISTA

Il 22 gennaio a L’Aquila, tre femministe saranno processate per aver difeso uno spazio di donne dall’ingresso di Antonio Valentini, difensore di Francesco Tuccia, ex militare stupratore e quasi assassino di “Rosa”.
Nel Novembre 2015, l’associazione “Ilaria Rambaldi Onlus” invita a partecipare l’Avvocato Antonio Valentini ad un convegno su Commissione Grandi Rischi, organizzato presso la Casa Internazionale delle Donne di Roma, un luogo simbolico per la libertà delle donne. Molte donne si mobilitano e alla fine la Casa delle donne di Roma segnala all’organizzazione del convegno che Valentini non può varcare quella soglia, perché indesiderato.
Ma l’avvocato non ci sta e querela, manu militari, 3 donne, colpevoli di aver diffuso la lettera di una compagna del MFPR dell’Aquila, in cui si denunciava: il securitarismo emergenziale con cui lo Stato nascose le sue responsabilità sulla mancata prevenzione del terremoto e degli affari delle cricche; la persistente militarizzazione del territorio con cui favorì la desertificazione della città e l’atteggiamento predatorio di chi, in virtù di quella divisa, si sentiva padrone delle sue strade e in diritto di stuprare in nome dello Stato; il pesante clima

pc 9 gennaio - Modena - i sindacati confederali sono il puntello dei padroni nelle fila della classe operaia

(un contributo)

di Giovanni Iozzoli
Eccolo, ci mancava un ingrediente decisivo. Arrivano sulla scena quei sindacati complici che firmano un accordo, separato e truffaldino, per soccorrere il padrone e dividere i sommersi dai salvati.
Alla vicenda della Castelfrigo mancava solo questo elemento tradizionale – la corruzione sindacale – per avvicinarsi compiutamente alla Chicago anni Trenta: mafiosi capi di cooperative, narcotrafficanti addetti alle risorse umane, lavoratori schiavizzati, spremuti e buttati sul lastrico e adesso, finalmente, scendono in campo anche i sindacalisti venduti.
Così, se Sergio Leone dovesse decidere di reincarnarsi, tra qualche anno potrà girare un nostalgico “C’era una volta a Castelnuovo Rangone” dove non mancherà nessuno degli stereotipi classici della

pc 9 gennaio - Modena 1950-2018 - Il sangue versato non va mai dimenticato!

Modena, 9 gennaio 1950: il sangue della classe operaia

di Franco Astengo

Una tragedia nella storia del movimento operaio che non deve essere dimenticata.
Questi i nomi degli uccisi dalla “Celere”, in quel giorno fatidico per la storia d’Italia.
Angelo Appiani [30 anni, partigiano, metallurgico] colpito in pieno petto. Immediatamente dal terrazzo della fabbrica altri carabinieri spararono con la mitragliatrice sulla folla di lavoratori che si trovava sulla Via Ciro Menotti oltre il passaggio a livello chiuso per il transito di un treno.
Arturo Chiappelli [43 anni, partigiano, spazzino] e Arturo Malagoli [21 anni bracciante] vennero colpiti a morte, molti furono feriti, alcuni gravemente. La gente scappava, cercava riparo dai colpi

pc 9 gennaio - Osceno caso di razzismo di stato contro i migrati a Ventimiglia - multa con detrazione dal pocket money!

(una corrispondenza)
E’ notizia di martedì due gennaio – la dà Il Secolo XIX sulla sua pagina digitale imperiese, in un articolo firmato Patrizia Mazzarello – che il nuovo regolamento comunale di Ventimiglia (Im) vieta la questua, non importa se molesta o meno, davanti ai supermercati cittadini.
Proprio il giorno prima, scrive la giornalista, «la polizia locale ha fermato due giovani stranieri per un controllo e per contestare loro una serie di comportamenti. E ha scoperto che si trattava di due richiedenti asilo, regolarmente ospiti del Cas di Pian della Castagna a Sanremo gestito da una cooperativa».
E continua: «Colpiti da una sanzione complessiva di 100 euro (50 euro a testa), pagata anticipatamente dalla coop, i richiedenti asilo saranno tenuti a rimborsare la multa con detrazioni al proprio pocket money giornaliero, che ammonta a pochi euro al giorno»: per la precisione a Euro 2,50 che peraltro spesso nemmeno vengono distribuiti.
Il perché di questa notizia è presto scoperto, basta leggere le prime righe del pezzo: «Il fondato sospetto che molti dei giovani sorpresi a chiedere l’elemosina nel centro cittadino della città di confine… non avessero nulla a che fare con i migranti in transito a Ventimiglia… c’era da sempre».
A chi scrive, invece, viene il legittimo dubbio che questa scribacchina sia soltanto una razzista travestita da sincera democratica: se così non fosse, non avrebbe presentato gli avvenimenti nella forma da lei utilizzata, separando i richiedenti asilo dalle normali “persone in transito” bloccate qui dalla chiusura delle frontiere con la Francia.
Infine, trovo indecente il comportamento di Romana Siccardi, presidente della cooperativa Caribu – quella toccata da questo “scandalo” – che ha scritto al sindaco sedicente democratico Enrico Ioculano chiedendo scusa per l’avvenimento e annunciando provvedimenti.
Sì, certo, a lei ed alla sua organizzazione “umanitaria” conviene sia pagare – per non vedersi magari togliere il business migranti dalle mani – sia rivalersi nei confronti dei due “rei”: in questo modo li lascia senza un centesimo per venti giorni, mentre lei ed i suoi accoliti godono dei loro soldi.
Genova, 05 gennaio 2018

Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova

http://pennatagliente.wordpress.com

lunedì 8 gennaio 2018

pc 8 gennaio - Repressione antipopolare in Catalogna

(in spagnolo comprensibile)

Detienen a Carles Duran por el caso “Somos 27 y más” y le ponen en libertad horas más tarde


Carles Duran, joven activista cercano a la CUP ha sido detenido este domingo por la mañana a raíz del caso “Somos 27 y más”. Los hechos tuvieron lugar en 2013 en la Universidad Autónoma de Barcelona, cuando un grupo de unas 200 personas entró en el rectorado de la UAB reclamando que el

pc 8 maggio - Maternità vuol dire disoccupazione? In 25 mila costrette a lasciare il lavoro

Secondo i dati forniti dall’Ispettorato nazionale del lavoro tra le donne che si sono licenziate 24.618 hanno specificato motivazioni legate alla difficoltà di assistere il bambino e di conciliare la vita da mamma con il lavoro.
Dalla Lombardia alla Sicilia: nonostante differenze anche sostanziali nel mondo del lavoro e nella rete familiare, per le donne ritornare al lavoro dopo la nascita di un figlio sta diventando sempre più problematico in tutte le regioni d’Italia, anche in quelle dove solitamente l’occupazione femminile è maggiore rispetto alla media nazionale. Alla base restano i problemi da affrontare quando si prova a conciliare carriera e cura della famiglia nei primi anni di vita di un bambino tra costi alti per i nidi, stipendi bassi e nonni, spesso ancora in servizio, che non possono badare ai nipoti. 
In Italia le dimissioni volontarie per genitori con figli fino a 3 anni d’età sono state 37.738. Secondo i dati forniti dall’Ispettorato nazionale del lavoro le donne che si sono licenziate sono state 29.879. Tra le mamme, appena 5.261 sono i passaggi ad altra azienda, mentre tutte le altre (24.618) hanno specificato motivazioni legate alla difficoltà di assistere il bambino (costi elevati e mancanza di nidi) o alla difficoltà di conciliare lavoro e famiglia. Per gli uomini la situazione è capovolta: su 7.859 papà che hanno lasciato il lavoro, 5.609 sono passaggi ad altra azienda e solo gli altri hanno deciso di farlo per difficoltà familiari. I dati si riferiscono al 2016, gli ultimi a disposizione di ministero del Lavoro e Ispettorato.

La Lombardia è in testa con un numero altissimo di dimissioni convalidate, ben 8.850. Tra queste 3.757 sono dovute al passaggio ad altra azienda, ma tutte le altre (5.093) sono legate a motivi familiari. Tra le donne, che sono state 6.767, quasi la metà (3.105) si sono licenziate per mancato accoglimento al nido, assenza di parenti di supporto e elevata incidenza dei costi di assistenza del pargolo.
Tante, ancora troppe se si considera che la Lombardia garantisce una delle reti di nidi e supporto tra le più sviluppate in Italia. Non va meglio in Veneto, seconda regione per numero di dimissioni, 5.008 (3.658 mamme e 1.350 papà). In questo caso, a differenza delle altre zone d’Italia, sono 770 i genitori che sottolineano come nella scelta abbia inciso la mancata concessione del part time e la modifica dei turni. Terze, in questa classifica infelice, sono il Lazio (3.616) e l’Emilia Romagna (3.609), quasi a pari merito nonostante le enormi differenze sociali e lavorative dei due territori. In questi casi hanno scelto di perdere il lavoro perché non riuscivano a conciliarlo con la famiglia rispettivamente 1.519 e 1.243 donne.

Considerando i dati aggregati, il numero più alto di dimissioni è stato registrato al Nord, 23.117, mentre al Centro sono state 8.562 e al Sud 6.059. In generale i cambi di azienda non incidono così tanto (al Nord sono stati circa 8.000). Ma al Sud sono davvero pochissimi, appena 350. Fanalino di coda è la Calabria. Nonostante il numero di abitanti, le dimissioni sono state appena 517. Si fa presto a considerare che in questo caso incide tanto la disoccupazione femminile.

Analizzando la qualifica delle donne che lasciano il lavoro emerge chiaramente come meno guadagni più sei sola e “costretta” a dimetterti. Ecco che tra operaie e impiegate si arriva a 28.102 convalide, mentre quelle di dirigenti e quadri sono state 680. Con uno stipendio che a stento raggiunge i mille euro i conti sono presto fatti: ne spendi almeno 500 tra tata e nido e dai 500 che avanzano bisogna ancora sottrarre costi base come pannolini e prodotti per l’igiene. Sono in molte a pensare che non valga la pena stare almeno 7 ore lontano da casa per guadagnare così poco e non dedicarsi al figlio. 

pc 8 gennaio - Lo sciopero nella scuola apre l'anno

LAPRESSE
Primo giorno di scuola del 2018 con sciopero. Migliaia di maestre e di maestri incrociano le braccia per protesta dopo che la plenaria del Consiglio di Stato prima di Natale ha messo fuori dalle Gae, Graduatoria ad esaurimento, i docenti con diploma magistrale.


A ROMA LA MANIFESTAZIONE DAVANTI AL MIUR
I maestri e le maestre che rischiano di essere licenziati o estromessi dalla Graduatoria ad esaurimento (GAE) si sono riuniti, a partire dalle 9 di questa mattina, davanti al palazzo del Ministero dell’Istruzione, in viale Trastevere, per manifestare contro la sentenza del Consiglio di Stato che ha stabilito che il diploma magistrale non è un titolo abilitante per accedere all’insegnamento. gli insegnanti gridano: «Contro la sentenza noi facciamo resistenza».

SIT-IN A TORINO


A MILANO BLOCCANO LE STRADE

ecc. ecc

pc 8 gennaio - La marcia del moderno fascismo contro i senza casa - il caso di Firenze

Sfratti: Confedilizia organizza le squadracce contro i morosi

Confedilizia lancia a Firenze l'appello alla formazione di una "squadra supporto sfratti" per intervenire contro gli inquilini morosi e liberare gli immobili. L'appello è stato pubblicato sul mensile ufficiale dell'associazione e definito "un esempio da imitare".
Siamo di fronte ad una vera e propria provocazione rivolta alle centinaia di famiglie che si trovano ad affrontare i costi della crisi economica e della disoccupazione, a tutti coloro che non possono più

pc 8 gennaio - Sempre peggiore la condizione delle lavoratrici sui posti di lavoro - prepariamo e organizziamo lo sciopero delle donne proletarie - 8 marzo - Mfpr

Così si lavora a Mondo Sofferenza



Attenzione: l’assunzione prolungata può provocare attacchi di panico, tachicardia, insonnia, nausea, tremori, dermatiti, cefalee e pianto nervoso. Non sono gli effetti collaterali di un farmaco ma quelli di un lavoro. Un impiego come venditrice di mobili a Mondo Convenienza.
“C’era questo gioco, la Master Seller. Il torneo dei venditori. Ognuno era una pedina. Doveva risalire la strada fino alla cima della montagna e superare gli altri, o finiva maglia nera”. Maglia nera?! Quale Montagna? “Quella disegnata sulla parete. Se non superavi le prime due curve eri maglia nera, un gregario”.
C’era scritto proprio così, sulla grande lavagna, accanto al nome e cognome: “gregario”. Con tanto di esortazione: “Noi crediamo in te.. tu no? Forza!”. Era pieno di “esortazioni”, sulle pareti del punto vendita di Prato. Moniti per spronare i dipendenti a lavorare di più, per ricordargli che la loro permanenza in negozio non era scontata “Esserci ≠ Rimanerci”.
E allora, anche se il contratto a tempo indeterminato prevede una paga fissa e la sicurezza dello stipendio, ci si affanna a vendere ogni singola cassettiera come un lavoratore a cottimo per passare maglia bianca: “Fai del tuo meglio… scendi in campo da protagonista!”, poi maglia ciclamino, azzurra, verde e rosa, all’ultima curva: “Sei il numero uno… non ti fermare ora!”. E vincere il premio previsto dal regolamento. “Un prestigiosissimo trofeo di Vincitore della master Seller Challenge”. Un sistema per mettere i venditori in competizione misurandone “la produttività oraria” attraverso “il ranking settimanale”.
Lucia che non si chiama così, ma non vuole che il suo nome venga associato a quello dell’azienda dove si è ammalata, non riesce a star ferma sulla sedia del dottore mentre lo racconta. Non regge più i ritmi le pressioni, non sopporta più i motti alle pareti “Non c’è mai una seconda occasione per fare una prima buona impressione” e Benjamin Franklin piegato a vendere cucine componibili: “Dimmi e io dimentico, mostrami e io ricordo, coinvolgimi e io imparo”.
Si licenzia e ottiene dall’Inail il riconoscimento per malattia professionale. Un fatto raro per una venditrice, che non fa un lavoro “usurante”: non solleva carichi, non è esposta al caldo dell’altoforno o al freddo delle celle frigo, eppure si ammala di lavoro, per le condizioni sempre più spesso imposte a commessi e cassieri, tenuti a domandare, per contratto, a chi ordina un caffè se non vuole anche un cornetto, a piazzare il secondo paio di calzini a chi compra il primo, a lavorare a tempo pieno con un part-time e durante le feste con l’indeterminato.
Parte l’indagine della Asl, che raccoglie per mesi le testimonianze dei dipendenti. “È dal 2014 che i lavoratori si rivolgono a noi raccontandoci delle pressioni psicologiche che hanno provocato in molti di loro stati di stress, nausea, insonnia”, racconta Simona Baldanzi, della Camera del Lavoro di Prato, che con Filcams Cgil ha presentato un esposto in procura: “Abbiamo capito che queste condizioni di salute precaria sono dovute ai richiami verbali e scritti aggressivi, ai controlli ossessivi, al carico eccessivo di lavoro”.
L’azienda replica che è il contrario: “Nei nostri punti vendita rispettiamo tutte le prescrizioni previste in tema di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro e l’analisi Stress Lavoro Correlato non ha mai evidenziato alcuna criticità sul punto”. I lavoratori raccontano la loro versione su una pagina Facebook, “Mondo sofferenza” facendo il verso alla ditta che si vanta di “crescere con serenità” grazie al “senso di responsabilità” ma che, come altri colossi della grande distribuzione da Ikea a Amazon, è finita sotto inchiesta per le pesanti condizioni di lavoro.

Ad Agosto l’azienda nega a un dipendente di Bologna il permesso di partecipare al battesimo di suo figlio: la Cgil proclama uno sciopero. Arrivano due condanne del tribunale che annulla le sanzioni disciplinari a dieci lavoratori: si erano rifiutati di lavorare a Ferragosto e l’8 dicembre. Il giudice punisce l’azienda per aver punito i lavoratori, condannando La Primula Mobili srl, che gestisce il negozio di Bologna, a restituire la paga trattenuta e pagare le spese.
Report denuncia lo sfruttamento dei magazzinieri ai quali viene ridotta la paga di 300 euro grazie a un cambio di contratto e di cooperativa. L’azienda si difende spiegando che gli autotrasportatori e i montatori non sono alle dirette dipendenze di Mondo Convenienza, che si avvale di ditte esterne. “Attendiamo il pronunciamento del Tribunale – dice Simona Baldanzi – che deve verificare la relazione tra malattia professionale e responsabilità aziendali, ma continuiamo a ricevere segnalazioni da ex dipendenti che si licenziano per i ritmi e le pressioni”. “Ex” perché lottare per i diritti sul posto di lavoro è troppo oneroso: “Due iscritti Cgil, una coppia di genitori, venivano sistematicamente ostacolati nell’organizzazione dei turni, il che rendeva impossibile la vita familiare”.
Tra gli ex, anche una delle firmatarie della lettera in difesa dell’azienda che trenta venditori – meno della metà – hanno sottoscritto e inviato al Tirreno, per riscattare la reputazione di Mondo Convenienza dopo la malattia professionale: “Noi siamo parte di questa azienda, crediamo nel rispetto, nella responsabilità, nella lealtà, nello spirito di iniziativa”, scrivono citando nell’ordine i capisaldi della filosofia aziendale riportati sul sito della ditta alla voce “valori”. “Il restyling ci ha dato la possibilità di veder rinnovare non soltanto l’ambiente ma anche noi stessi, Il recap ha regalato nuove motivazioni. Quando un uomo ha posto un limite a quanto farà ha posto un limite a quanto può fare. Grazie per aver rinnovato il nostro limite.”
Via così, con altre citazioni stile “maestro che apre la porta ma tu devi entrarci da solo”. “Ero arrivata da poco, mi hanno chiesto di firmare e ho detto ok. Poi ho chiesto una domenica libera e mi hanno detto no”.
Dall’inchiesta dell’autrice per Il Fatto Quotidiano

pc 8 gennaio - Il coordinamento nazionale dello Slai cobas per il sindacato di classe porta sui posti di lavoro e nei quartieri la lotta contro il carovita

pc 8 gennaio - Seminario di proletari comunisti lancia una grande campagna nazionale per il boicottaggio attivo delle elezioni

pc 8 gennaio - Sui blog internazionalisti forte rilancio delle due giornate di mobilitazione internazionale a sostegno dei prigionieri politici in India

India: Impulsar una poderosa jornada de solidaridad para los presos políticos y prisioneros de guerra en la Indi.

Libertad a todos los prisioneros políticos

26/27 de enero, días de acciones por la libertad de SAIBABA / KOBAD GANDHY / AJITH contra la operación "Green Hunt" 

ICSPWI

(Comité Internacional de Apoyo a la Guerra Popular de la India)

pc 8 gennaio - Perù si prepara una nuova grande mobilitazione nazionale. l'11 gennaio, contro la scarcerazione di Fujimori

PERÚ: Aprestan movilización nacional contra el indulto a genocida Fujimori.


correovermello-noticias
Lima, 05.01.18
Fuentes de la prensa peruana informan del llamado de la CGTP para una gran movilización nacional para el proximo día 11 de enero, en repudio del indulto al genocida y vendepatria Alberto Fujimori.
Al llamado se habrian sumado organizaciones de las universidades, los colectivos juveniles, las organizaciones culturales, de familiares de víctimas, de derechos humanos, gremiales, campesinas, de mujeres.
Las marchas anteriores fueron un éxito
Gabriel Salazar, vocero de la asamblea abierta “El Indulto No Va, Fuera PPK”, dijo que las marchas contra el indulto del 24, 25 y 8 de diciembre fueron exitosas y que se espera que el 11 la manifestación será mucho más grande que las anteriores.

pc 8 gennaio - Massimo sostegno alle lotte delle maestre, in sciopero oggi dal nord al sud

Lettera di una maestra: "Ai nostri politicanti piace tanto parlare di donne, ne stanno lasciando 60.000 a casa"

Care tutte e tutti,
sono una maestra che lavora ormai da anni nella scuola. Sono coinvolta nel disastro che sta succedendo agli insegnanti della scuola primaria in questi giorni.  Mi rendo conto che, dietro i tecnicismi giuridici, forse la situazione non è chiara, provo a riassumere cosa ci sta capitando.
Dal 1923 al 2002, ovvero fino a quando è esistito l istituto magistrale, tutte le maestre e maestri italiani hanno avuto come qualifica per poter insegnare il diploma magistrale che è un’abilitazione all’ insegnamento come da parere del consiglio di stato n 3813 dell’ 11/09/13, recepito con decreto dal presidente della repubblica. Infatti gli insegnanti avevano fatto ricorso, in quanto negli anni precedenti i diplomati magistrali erano stati collocati nelle graduatorie di terza fascia, ovvero quella

giovedì 4 gennaio 2018

pc 4 gennaio - AL FIANCO DELLE CORAGGIOSE DONNE IRANIANE

pc 4 gennaio - IL "PROTOCOLLO D'INTESA SU ILVA" SEMPRE NELLA LOGICA DEL RICATTO, E NON E' UN EFFETTIVO PASSO AVANTI

Calenda inizia il nuovo anno con una altra "mossa tattica" sull'Ilva, che però è sempre nella logica di prima, della serie "Io faccio vedere che ti concedo qualcosa (?) ma tu devi ritirare il ricorso". Il Protocollo, infatti, prevede espressamente "la rinuncia ai ricorsi da parte di Regione e Comune, entro 8 giorni dalla sottoscrizione del protocollo, pena la sua risoluzione"; quando si dimostra che mantenendo il ricorso è il governo che deve passare da "minacce di spegnimento" (tra l'altro impossibili e ridicole) a dichiarazioni che vorrebbero tranquillizzare e riprendere i Tavoli, senza cambiare effettivamente nulla e andando avanti per la strada annunciata.

Anche questa bozza - di cui sotto riportiamo i punti principali - non è, infatti, affatto un passo avanti. Da un lato si tratta di messa per iscritto di dichiarazioni già fatte nelle settimane passate, che sono già state considerate negativamente - in particolare i tempi di copertura dei parchi minerali, e l'immunità penale che restano come prima; dall'altro non dice nulla sugli esuberi, mentre ci si inventa una ipotetica Commissione per "interventi di sostegno assistenziale e sociale per le famiglie disagiate delle aree di Taranto e dei comuni limitrofi" - chi sarebbero queste "famiglie"? E perchè un Tavolo su Ilva e bonifiche affronta questo problema - per lenire l'impatto dei più di 3mila esuberi?
Dall'altro ancora su 'decarbonizzazione', 'tecnologia avanzata' si rimanda a "studi", sottolineando, comunque, che devono essere "tecnicamente ed economicamente preferibile rispetto a quella attualmente in uso", cioè devono salvaguardare i profitti del padrone, altrimenti, niente!

Nello stesso tempo, come dice anche il sindaco di Taranto, questa bozza di protocollo (al posto di un "accordo di programma") in realtà si tratta di "un generico protocollo di intesa, che riteniamo non conservi analoga efficacia"; quindi affatto vincolante al di là delle assicurazioni di Calenda.

Ancora una volta a dove vengono gli applausi? Dal fronte sindacale, naturalmente, con la Uil che plaude e invita al ritiro del ricorso."Riteniamo - scrivono Tiziana Bocchi, segretaria confederale della Uil, e Rocco Palombella, segretario generale della Uilm nazionale - che la proposta di protocollo costituisca un atto giuridicamente rilevante". Per i sindacati la lettera è "utile a far ritirare alle istituzioni locali suddette il ricorso al Tar di Lecce". "Il protocollo - continuano - rappresenta il giusto punto di mediazione per poter assicurare un piano di ambientalizzazione per il sito di Taranto idoneo, celere (?!), efficace e, soprattutto, anticipatore rispetto ai tempi finora prefissati". E aggiungono che solo ritirando il ricorso si possono salvaguardare occupazione e produzione del gruppo in questione e che possa assicurare futuro alla più grande azienda italiana della siderurgia".
Dichiarazioni che dimostrano che chi decide per gli operai e per la salute dei cittadini sono il governo e i nuovi padroni, e i sindacati confederali servono solo per far passare i loro piani antioperai e anti popolazione, tra gli operai.
 
LA BOZZA DI "PROTOCOLLO D'INTESA"

13 pagine e 9 articoli. All'inizio del Protocollo viene fatto un lungo richiamo ai diversi provvedimenti, decreti e leggi sull’Ilva varati negli anni, sia la serie degli articoli, al nono punto, poi,

pc 4 gennaio - 280!!! Indagati per fatture false e riciclaggio… a Roma da “Mafia Capitale” a “Evasione Capitale”… si concentra la vera essenza della borghesia al potere

Evasione Capitale: fondi neri per appalti. Indagati 280 tra imprenditori e commercialisti

Gli investigatori la definiscono «evasione Capitale»: un maxi sistema per frodare il fisco, che ha portato la Procura della Repubblica di Roma a iscrivere nel registro degli indagati 280 tra imprenditori, commercialisti e faccendieri, alcuni dei quali già coinvolti nell’inchiesta Mondo di Mezzo. Un intricato «sistema» di false fatturazioni, riciclaggio e autoriciclaggio che avrebbe consentito agli imprenditori di costituire fondi neri che potrebbero essere stati utilizzati per pagare tangenti e manipolare appalti con la Pubblica amministrazione.
L’OPERAZIONE  28 dicembre 2017
Gdf: arrestati 4 imprenditori romani per fatture false e riciclaggio
Fondi neri per appalti pubblici
 ... Si tratta di un fronte dell’indagine che ha già portato all’arresto tre persone: Massimo Tilli,

pc 4 gennaio - ALTRA INDECENTE SENTENZA MASCHILISTA DEL TRIBUNALE DI TORINO... LA LOTTA RIVOLUZIONARIA DELLE DONNE DEVE "SOPRAFFARE" IN OGNI AMBITO QUESTO SISTEMA SOCIALE FINO A DISTRUGGERLO!

Torino, se il marito picchia la moglie ogni tanto «non si può parlare di maltrattamenti in famiglia»

... In parole povere, se le aggressioni non sono «frequenti e continue» non si può parlare di «maltrattamenti in famiglia». Soprattutto se non c’è una sopraffazione sistematica della vittima. La quinta sezione penale del Tribunale di Torino ha così accolto la tesi dell’avvocato difensore Vincenzo Coluccio, che assisteva un 41enne disoccupato finito sotto processo con l’accusa di aver maltrattato la moglie per anni...

http://torino.corriere.it/cronaca/18_gennaio_03/se-botte-non-sono-frequenti-non-si-puo-parlare-maltrattamenti-famiglia-sentenza-torino-df297182-f079-11e7-b9c8-ca7b03c62ba9.shtml?refresh_ce-cp

pc 4 marzo - Solidarietà con i palestinesi

I documenti inseriti in questa settimana
( 24 Dicembre  -  30 Dicembre 2017 )


30 Dicembre 2017
   
Free Ahed Tamimi !
PETIZIONE
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Restano in prigione Ahed, Nariman e Nour Tamimi
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Vignetta di Naser Jafari
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29 Dicembre 2017
   
Refusnik: “Non saremo parte dell’occupazione”
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Israele ha ferito oltre 100 giornalisti da quando gli Stati Uniti hanno fatto la mossa di Gerusalemme
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Israele chiamera' una stazione ferroviaria 'Donald' Trump
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28 Dicembre 2017
   
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Israele ha trasformato la Palestina nella più grande prigione al mondo
Intervista di Mustafa Abu Sneineh a Ilan Pappe
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Giorno della Memoria antifascista e antisionista 2018
Appello
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Lorde cancella il concerto di Tel Aviv dopo l’appello al boicottaggio di Israele
di Daniel Kreps
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A Capodanno regala/ti un testo di storia e critica antisionista
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27 Dicembre 2017
   
Estese le detenzioni di Ahed e Nariman Tamimi
di Jaclynn Ashly
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12 morti e 3666 feriti in due settimane
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"Tuo figlio è un cane."
VIDEO shock del deputato israeliano che insulta le donne palestinesi
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26 Dicembre 2017
   
I palestinesi stanno vincendo la battaglia online per Gerusalemme
di Yousef Alhelou
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Il Guatemala segue il padrone USA: trasferirà l'ambasciata a Gerusalemme
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Il voto all'Onu su Gerusalemme
di Richard Falk
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25 Dicembre 2017
   
Trump prova a rovinare il Natale a Betlemme
di Michele Giorgio
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Lo chutzpah di una ragazza palestinese. Ahed Tamimi
di Gideon Levy
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Sondaggio:  la maggior parte di israeliani vorrebbe le dimissioni di Netanyahu
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24 Dicembre 2017
   
La scalata africana di Israele: Tel Aviv divide il continente
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Nasrallah alla delegazione Fronte popolare per la liberazione Palestina:
“Ora è tempo di affrontare Israele“