giovedì 8 ottobre 2026

pc 8 ottobre - Con la rivolta studentesca in Francia. Sì, signori, viva la Comune!

Stanno crescendo le proteste contro i governi che scaricano le loro scelte di guerra sul popolo, sui lavoratori, sui proletari e sulle masse, il loro sistema fondato sul profitti del Capitale imperialista vengono contestati, ci sono riprese di movimenti di protesta in Germania dove studenti e lavoratori stanno scendendo in piazza contro il riarmo, il servizio militare, i tagli allo stato sociale del governo, così come dilagano le proteste in India, dalle studentesse contro i crimini contro le donne e contro il patriarcato, così come contro la corruzione del governo fascista indù tornano di nuovo in piazza gli "scarafaggi" il movimento studentesco che ha già costretto alle dimissioni il ministro dell'istruzione; poi in Spagna, a Madrid, dove è esplosa la mobilitazione vasta, spontanea che vede lavoratori, giovani, donne, studenti, universitari sul problema della casa, contro gli sfratti.

Questa trasmissione vuole dare sostegno e dare qualche informazione su quello che in questi giorni, in queste ore, sta accadendo in Francia dove la protesta dilaga con i giovani studenti in prima fila. Proteste che sono partite dalla lotta contro la scuola classista, dove avanzano solo i figli dei ricchi, dalla lotta contro i tagli alla scuola da parte di un governo che destina risorse alla guerra, una guerra che serve solo a fare uscire dalla crisi economica i padroni e farli arricchire ancora di più, lotte contro la precarietà estesa oramai a tutta la vita delle masse, ma una protesta che comincia a mettere in discussione tutto questo marcio sistema capitalista/imperialista, i suoi rappresentanti che sono i governi, che mette in discussione il rovesciamento della crisi sulle masse, sul popolo, sui proletari che vedono peggiorare giorno per giorno le loro condizioni di vita, non c'è niente che può andare bene: dai salari da fame, dal

carovita, dal carobollette, dal caro-casa, da una Sanità pubblica che viene smantellata con i tagli, con il degrado dei territori senza risorse, la scintilla parte da una lotta che può essere uno sfratto di un'anziana signora a Madrid ma poi dilaga in tutta la Spagna portandosi dietro tutto il malessere delle masse stanche di vivere come vogliono i governi in rappresentanza dei ricchi, del profitto, così in Francia sta accadendo in queste ore.

E questa oppressione fa aumentare il conto ai padroni, ai loro governi, alle forze della repressione, perché si saldano tutte le ragioni per ribellarsi, dal peggioramento delle condizioni di vita, alla repressione poliziesca, al razzismo di Stato e a quello dilagante nella società aizzato da forze fasciste/naziste, alla solidarietà alla Palestina contro il genocidio sionista sostenuto dall'imperialismo, quello americano in prima fila (e non è un caso che il caporione dei fascisti al governo, Trump, nei confronti del movimento degli studenti in Francia vomita il suo odio fascista contro il movimento degli studenti francesi mettendo al centro Islam ed immigrazione, odio fascio-razzista che a casa sua ha significato leggi liberticide e la politica delle deportazioni forzate).

E' un futuro diverso quello per cui questi giovani stanno lottando.

Ed ecco in piazza le bandiere rosse, e oggi il quotidiano il Manifesto mette in prima pagina una studentessa che innalza un cartello con la scritta "Viva la Comune!".

Si, viva la Comune!, signori, è questa l'aspirazione di una gioventù che non accetta l'imposizione di repressione, guerra, di un sistema borghese, ma che ora vuole un nuovo mondo, una nuova società, e quella della Comune di Parigi del 1870 è - e rimarrà sempre, fino a che non diventerà di nuovo una esperienza concreta dei proletari, dei giovani e delle masse oppresse - la bandiera della rivolta proletaria! Un nuovo potere in mano agli operai e alle masse oppresse, a questo allude il riferimento alla Comune.

Certo, è ancora un'aspirazione, è solo l'inizio, ma è comunque una scintilla di un fuoco che cova sotto la cenere.

Qualcuno l'ha definita la più grande mobilitazione della gioventù dai tempi del Maggio 1968, anche se ancora non è diventata la rivolta del Maggio che ha fatto paura ai borghesi agitando lo spettro della Rivoluzione proletaria e socialista.

Alcune stime dicono che ci siano circa mezzo milione di manifestanti, la maggior parte minorenni, che stanno partecipando ai blocchi studenteschi e alle manifestazioni, molti giovani proletari delle banlieues.

Lavoratori, professori, maestri, alcuni sindacati si stanno unendo alla protesta.

Secondo l’Union syndicale lycéenne (Usl) e l’Union étudiante, i due sindacati studenteschi maggioritari rispettivamente negli istituti superiori e nelle università, ieri sono stati chiusi o bloccati «1.800 licei» e il «90% delle facoltà». Secondo il governo, gli istituti chiusi erano 891, su di un totale di circa 3.600.

La polizia carica, spara lacrimogeni e granate, uno studente ha perso un occhio ed un altro la mano, migliaia sono gli arresti (si parla di 6500). La brutalità poliziesca deve fermarsi.

Il ministro dell’Interno Nunez lo ha spiegato chiaramente : «Non c’è alcuna disposizione alla cautela e nessun ordine di non utilizzare tutto l’armamentario a disposizione delle forze di sicurezza interna».

Ma la protesta dilaga comunque, la verità è che "la repressione genera la ribellione", e che "ribellarsi è giusto!". Contro la repressione ancora blocchi e cortei con lo slogan: "siamo tutti antifascisti"

Questo mentre Macron era ad assistere al lancio di un missile intercontinentale da un sottomarino nucleare, dove ha dichiarato: "Per essere liberi, bisogna essere temuti. E per essere temuti, bisogna essere potenti", questa è la voce della borghesia imperialista francese.

Gli studenti chiedono un cambio di sistema, basta con il famigerato Parcoursup, la piattaforma di selezione all'università introdotta da Macron nel 2018, governata da un algoritmo che filtra e gestisce in base al curriculum il futuro accesso ai vari rami del sistema scolastico.

Lottano contro il sovraffollamento delle classi-pollaio: in Francia il numero medio di allievi per classe di liceo è di 30,3, che comporta l'esistenza di classi da 25 (il numero massimo ideale secondo i criteri di base per le elementari è di 24 allievi per ogni classe) ma anche di 35.

Strettamente legata a questa rivendicazione è quella del numero di insegnanti: i prof - protestano gli studenti - non vengono più sostituiti quando c'è un trasferimento, o anche una lunga malattia, e le classi vengono accorpate, "+ prof e - sbirri" vogliono gli studenti. Chiedono, oltre all'assunzione di professori, anche quella di infermieri e di assistenti sociali. La riduzione degli allievi per ogni classe dovrebbe andare di pari passo con l'alleggerimento degli orari di lavoro sfiancanti.

Le rivendicazioni prevedono anche, fra l'altro, un aumento globale delle risorse destinate alla scuola, alla cultura, oltre che al rinnovamento degli edifici - rallentato negli ultimi anni - buona parte fatiscenti e non sono a norma con le regole della sostenibilità termica. E - in qualche caso - anche senza riscaldamento.

E, ovviamente, chiedono anche fine della repressione, basta polizia.

Continueremo a dare informazioni e a sostenere questa lotta e vediamo che questa comincia a manifestare qualche scintilla anche in Italia, contro la scuola Meloni/Valditara, scuola dei padroni, scuola a cui il governo vuole mettere il suo marchio fascista nell'indirizzo scolastico e nella repressione, scuola dove non si può parlare di genocidio come a Novi Ligure dove il governo vuole impedire la manifestazione in programma sabato come ha fatto e sta facendo ancora nelle scuole, un atteggiamento che dimostra la piena complicità di questo governo con Netanyahu.

Per concludere, si è evocato lo spettro della Comune di Parigi nelle manifestazioni giovanili e studentesche in Francia.

Gli diamo il senso con le parole di Lenin: "Il rombo dei cannoni di Parigi ha risvegliato dal loro sonno profondo gli strati più arretrati del proletariato e ha dato dappertutto un impulso alla propaganda socialista rivoluzionaria. Per questo la causa della Comune non è morta, per questo continua a vivere fino ad oggi in ognuno di noi. La causa della Comune è la causa della rivoluzione sociale, è la causa della completa emancipazione politica ed economica dei lavoratori, è la causa del proletariato mondiale. E in questo senso è immortale".

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