mercoledì 18 marzo 2026
pc 18 marzo - aggiornamento sui prigionieri palestinesi detenuti dallo Stati Sionista
Aggiornamento basato su dati riportati dalle organizzazioni per i diritti dei prigionieri palestinesi e dalle statistiche ufficiali dell'amministrazione carceraria israeliana nei territori occupati.
Nel solo marzo 2026 il numero dei prigionieri politici palestinesi è cresciuto del 2.15%
A inizio marzo 2026 i prigionieri politici palestinesi sono 9500
73 sono donne detenute nel carcere di Damon
350 sono minori detenuti nei carceri di Mediddo e Ofer
I prigionieri in detenzione amministrativa sono 3442 il 36% del totale- la maggior parte dei detenuti sono quelli in attesa di giudizio o quelli classificati come “combattenti illegali”
I prigionieri arrestati a Gaza dalle forze di occupazione e detenuti secondo la legge sui “combattenti illegali” sono 1249.
In questa categoria sono compresi i prigionieri arrestati in Libano e Siria ma non tutti i prigionieri Gazawi detenuti nei campi militari
pc 18 marzo - Referendum - 6: tante voci dicono NO! Compagna dell'MFPR - Ricercatore impegnato nel campo dei vaccini
Lavoratrice della scuola
Sono lavoratrice della scuola, impegnata nella solidarietà internazionalista, compagna del mfpr.
Mi esprimo nettamente per il NO e invito a votare NO a questo referendum. Questa decisione parte proprio dall’essere donna: questo governo ha usato continuamente il tema delle donne e delle sue politiche verso le donne per affermare in netto contrasto con la realtà che mai come ora si è ridotta la disoccupazione delle donne, è migliorata in generale la loro condizione. Non ha mai smesso di intervenire da un punto di vista legislativo per affermare che si occupa di tutto ciò che riguarda le donne, interviene in loro difesa, mentre, a partire dal reato di femminicidio come reato autonomo, le leggi che fa hanno come effetto solo più repressione, più oppressione, più controllo, per finire col ddl Bongiorno per cui si cancella il concetto di consenso libero per sostituirlo con quello di dissenso, è la donna che deve dimostrare di aver resistito abbastanza.
Tutte queste leggi promosse da questo governo apparentemente a favore delle donne, sempre a ridosso di date simbolicamente e praticamente importanti quali 25 novembre e l’8 marzo, in realtà servono per
pc 18 marzo - UN APPELLO AGLI OPERAI ASTENSIONISTI: ANDARE A VOTARE E VOTARE “NO”
Non difendiamo una magistratura che favorisce sempre i ricchi ma usiamo il voto per dare un colpo alla Meloni e al suo governo.
La magistratura non è indipendente, fra
operai e padroni, fra i ricchi e i poveri è sempre dalla parte di chi ha
il potere economico e politico.
La magistratura – dicono – applica
la legge e la legge è uguale per tutti, ma non tutti i cittadini sono
uguali di fronte alla legge. E’ andato forse in galera qualche padrone
grande o piccolo per la morte sul lavoro di 1032 operai nel 2025? No!
L’indipendenza
della magistratura si riduce al suo ruolo di garanzia che i diversi
gruppi di potere e i singoli che li compongono rispettino le regole di
gestione del potere economico e politico che loro stessi si sono dati.
Se ad un gruppo di potere, ad un governo, in questo caso la Meloni e i
padroni grandi e piccoli che rappresenta, queste regole vanno strette,
si mobilitano per modificare il funzionamento della magistratura, per
poter controllare direttamente la sua attività e volgerla a proprio
favore.
Il SI al referendum per il governo e la banda che lo sostiene ha questo compito.
Votare
NO, per gli operai e gli strati poveri della popolazione non ha niente a
che fare con la difesa della
pc 18 marzo - Ancora sugli arresti in Tunisia dei membri della GlobalSumudFlotilla - una nota da infoaut - proseguire nella informazione, denuncia e solidarietà
A partire dal 6 marzo le autorità tunisine hanno arrestato diversi membri, attuali ed ex, della Global Sumud Flottilla e li hanno portati all’Unità Investigativa della Garde National a El Aouina, Tunis Capital.
Attualmente 7 persone sono detenute a El Aouina e sottoposte a interrogatori da parte della Garde Nationale. Dopo i primi 5 giorni, la Garde Nationale può prolungare il periodo di dentenzione e interrogatorio di altri 5 giorni. Dopo questo primo passaggio, le persone possono: o andare in tribunale davanti al giudice e finire in carcere, o essere rilasciate.
Questa ondata di arresti coincide con i preparativi per la seconda Global Sumud Flottilla, che dovrebbe partire da Tunisi la prossima primavera. Gli arresti si collocano in un contesto regionale e globale di
martedì 17 marzo 2026
pc 17 marzo - Il governo Meloni è complice di Israele genocida nel bombardamento al Libano. Altro che le menzogne con cui ci inganna, che "l'Italia non è in guerra"
Un KC-767A italiano completa due missioni consecutive nel contesto dell'escalation in Libano
info da itamilradar
Nelle ultime 48 ore, un singolo Boeing KC-767A dell'Aeronautica Militare Italiana ha mantenuto una presenza costante tra la Sardegna e il Libano. Queste missioni si svolgono mentre Beirut è soggetta a intensificati raid aerei israeliani e il contingente italiano dell'UNIFIL rimane in stato di massima allerta
Un velivolo, due missioni: il riassunto operativo.
Sebbene i numeri di volo siano cambiati, la cellula è rimasta la stessa. L' MM62227 ha effettuato due
pc 17 marzo - Solidarietà con i membri della Flotilla arrestati a Tunisi - info e solidarietà da Palermo e Cagliari - info srpitalia@gmail.com
Il Comitato Congiunto di Coordinamento per la Palestina (JAC) è costernato dopo l'arresto, avvenuto questa mattina, dei suoi membri Wael Nouar, Jawhar Chenna e Sanaa Mesahli, insieme ai membri del Comitato della Flottiglia del Maghreb, Nabil Chennoufi e Mohamed Amine Ben Nour, tutti trasferiti alla caserma di El Aouina. Secondo i loro avvocati, sono stati accusati di malversazione finanziaria in relazione agli sforzi della Flottiglia del Maghreb per rompere l'assedio di Gaza, del cui comitato direttivo gli arrestati erano membri.
Il Comitato Congiunto di Coordinamento per la Palestina:
condanna questo comportamento incomprensibile da parte di un'autorità che da sempre si erge a paladino della causa della Palestina ed esprime piena solidarietà ai compagni.
denuncia la diffamazione sistematica e la campagna di calunnie e voci incontrollate contro questi attivisti, che vuole trasformare il loro importante attivismo a sostegno della Palestina, di Gaza e della resistenza, in un'indagine giudiziaria.
chiediamo l'immediato rilascio dei detenuti e la fine di tutti i procedimenti giudiziari contro i membri della Global Sumud Flotilla Authority, e riteniamo l'autorità politica responsabile delle conseguenze di questo ingiusto attacco, e allo stesso tempo mettiamo in guardia dall'ulteriore tensione che questo attacco aggiungerà alla situazione politica del Paese.
Comitato di coordinamento dell'azione congiunta per la Palestina
Tunisia - new arrest of member of the Joint Action Coordination Committee for Palestine - maximum solidarity
pc 17 marzo - 28 marzo in tutti i paesi contro l’Operazione Kagaar! Sostenere la guerra popolare! Sostenere il PCI (maoista) in questa fase difficile
Manifestazione internazionale e internazionalista a Zurigo
info per adesioni e partecipazione csgpindia@gmail.com
La
campagna mondiale contro l'Operazione Kagaar ha denunciato
l'obiettivo che imperialisti e governo di Modi si sono posti:
annientare il movimento rivoluzionario indiano e il PCI (maoista),
che rappresentano la vera alternativa politica per i proletari e le
masse popolari dell'India.
Modi ha proclamato che annienterà la
guerra popolare, il movimento rivoluzionario e il PCI(M) entro il
2026.
Il Comitato Internazionale a Sostegno della Guerra
Popolare in India (ICSPWI) ha invitato tutti i partiti e le forze
rivoluzionarie, gli amici e compagni della rivoluzione indiana, a
raccogliere la sfida lanciata dal governo di Modi con una campagna di
un anno, da marzo 2025 a marzo 2026. Una mobilitazione nelle strade,
nei luoghi di lavoro, nelle piazze.
Il
CPI(M) e le masse in India stanno resistendo e respingendo
l'Operazione Kagaar, sulla base della difesa degli interessi
materiali e delle condizioni di vita e di lavoro dei proletari, dei
contadini e delle masse indiane.
In ogni settore dell'economia,
il regime di Modi sta scaricando sulle masse la crisi causata
dall'imperialismo, dai suoi lacchè e dalle politiche al servizio dei
grandi capitalisti indiani, come Adani, Ambani e altri.
Ma il
sistema capitalistico non ha alcuna possibilità di uscire dalla sua
profonda crisi; al contrario, produce una nuova ondata di lotte e
rivolte di massa.
Il regime indiano appoggia la campagna genocida in Palestina perché esso stesso, con l'Operazione Kagaar, commette massacri, deportazioni forzate, omicidi di abitanti dei villaggi e leader delle masse tribali, attivisti sociali e leader rivoluzionari, oltre a perseguitare giornalisti e attivisti per i diritti umani che si oppongono ad essa.
Sostenere
la guerra popolare in India e il Partito Comunista Indiano (Maoista)
è uno dei compiti fondamentali dei movimenti comunisti
rivoluzionari, antifascisti e antimperialisti di tutto il mondo.
Il
Partito Comunista dell’India (Maoista) guida una guerra popolare
per la Rivoluzione di Nuova Democrazia, per liberare il Paese e le
masse lavoratrici dallo sfruttamento e dall'oppressione e, unito ai
proletari e alle masse popolari di tutto il mondo, marciare verso la
rivoluzione proletaria e socialista mondiale.
Perciò è dovere di tutti noi fermare l'imperialismo, il regime di Modi e la sua mano genocida, come parte della lotta mondiale contro l'imperialismo, che porta guerre, fascismo, povertà e oppressione dei popoli.
Tutti
in lotta il 28 marzo 2026!
STOP
OPERATION KAGAAR!
LIBERTÀ PER TUTTI I PRIGIONIERI POLITICI IN INDIA!
FERNARE IL GENOCIDIO DEGLI ADIVASI!
SOSTENERE LA GUERRA POPOLARE IN INDIA, SOSTENERE IL PCI (MAOISTA) FINO ALLA VITTORIA!
VIVA L’INTERNAZIONALISMO PROLETARIO!
pc 17 marzo - Ilva Taranto - dopo le 2 morti servono fatti e concrete urgenti iniziative - Da Slai cobas sc
Lo Slai cobas per il sindacato di classe, subito dopo la morte/assassinio di Claudio Salamida, e riproponendo la denuncia alla morte di Loris Costantino, ha inviato una richiesta di intervento al Procuratore della Repubblica, all'Ispettorato del Lavoro, all'Asl/Spesal, all'Inail, al Prefetto di Taranto, perchè sia posta all'interno dell'ex Ilva una postazione fissa degli organi ispettivi.
Stiamo anche chiedendo un incontro diretto con il PM Buccoliero (PM principale del processo "Ambiente svenduto di 1° grado) che segue il processo per la morte di Claudio Salamida.
Una postazione permanente degli organi di controllo, di Ispettorato del lavoro, Spesal, Inail, Arpal, sarebbe una azione concreta che può funzionare sia da deterrenza, controllo permanente e preventivo, sia da immediato riferimento per lavoratori e delegati sindacali per denunce e richieste di interventi immediati, che possono portare a fermi immediati di impianti e attività lavorative pericolose
Questa proposta è da tempo che lo Slai cobas la porta avanti, ma trovando un ostacolo proprio dai sindacati confederali e Usb.
Oggi che succede. Vi è stato un incontro tra i Commissari Acciaierie-ex Ilva, una delegazione del ministero del Lavoro e Inail e le organizzazioni sindacali metalmeccaniche. E il prossimo appuntamento è per il 24 marzo a Taranto.
Quello che ne è uscito ancora non sembra voler andare effettivamente verso passi avanti concreti sulla questione della sicurezza.
"Si è parlato dell’"imminente attivazione dei Gruppi di Analisi sulla sicurezza, cioè presidi permanenti
pc 17 marzo - Un altro morto per razzismo - dal Comitato Lavoratori delle Campagne
Un’ennesima vita spezzata dalla violenza razzista. Venerdì scorso Mamina Nyasi è stato ucciso all’Arena di San Severo da un altro abitante della struttura, una persona con evidente disagio psichico che aveva già mostrato atteggiamenti violenti, a cui era seguita la solita risposta poliziesca: un internamento di un paio di giorni e poi nuovamente l’abbandono, le cui conseguenze sono ora irreparabili.
pc 17 marzo - Solidarietà piena e incondizionata per Hannoun, Dawoud, Yaser e Riyad
L' Associazione dei Palestinesi in Italia sta costituendo ufficialmente un Comitato di Solidarietà a sostegno loro e delle loro famiglie. Riceviamo e giriamo la loro comunicazione con il nostro invito ad aderire come realtà politica, sindacale o sociale, come associazione o come singola o singolo.
Info: comitatoprigionieripal@gmail.com
pc 17 marzo - Referendum - UN NUOVO ORDINE REPRESSIVO CON L’INGANNO DEL GARANTISMO
di Claudio De Fiores 15/03/2026
Referendum Questa revisione costituzionale è parte di una torsione autoritaria che sta intossicando la vita democratica del Paese. E che non accresce le garanzie, le deprime
C’è un equivoco che pervade l’intera campagna referendaria. Non riguarda la separazione delle carriere. Quell’equivoco si è dissolto già all’inizio del dibattito pubblico, quando è emerso con chiarezza che quella soluzione era stata già introdotta per legge.
In coerenza con quanto stabilito dalla Corte costituzionale (sent. n. 37/2000). L’equivoco perdurante è, invece, un altro. Ed è quello alimentato dalla rappresentazione mediatica che si ostina a presentarci la consultazione referendaria come se fosse un derby tra due corporazioni, tra magistratura e ceto politico.
Si tratta di un approccio distorto e fuorviante. Innanzitutto, per ragioni di postura costituzionale. Le revisioni della Carta devono essere sempre analizzate e valutate assecondando un punto di vista diverso. E questo angolo visuale non può che essere quello dei diritti, della loro tutela, della coerenza della riforma con il sistema delle garanzie disegnato dalla Costituzione. Non a caso il procedimento di revisione è collocato nel Titolo VI della Costituzione, dedicato proprio alle “garanzie costituzionali”.
Ciò che però stupisce è che oggi a rivendicare le ragioni del garantismo sia proprio il fronte del Sì. Occorre allora chiedersi: di quali garanzie parlano i sostenitori della riforma?
Non certo di quelle previste dall’art. 138 della Costituzione, che impone tempi lunghi e passaggi
pc 17 marzo - Referendum - 5: tante voci dicono NO! Dall'avvocata A. Ricci
Sono Antonietta Ricci, avvocata, e al prossimo referendum del 22 e 23 marzo sulla giustizia voterò NO.
Voterò NO perché la riforma non risolve neanche uno dei problemi reali della giustizia, non una riga di questa riforma darà sentenze più giuste e più veloci; non una riga di questa riforma risolverà tutti gli attuali squilibri del processo che invece hanno origine complessa e molteplice: il numero troppo elevato dei procedimenti, la conseguente eccessiva durata dei processi, un sistema normativo smisurato e la conseguente incertezza interpretativa di leggi e regolamenti, una carenza di personale sia dal punto di vista dei giudici che dal punto di vista dei personale degli uffici. Questa riforma, quindi, sebbene sia spacciata come una riforma che apporterà aspetti positivi alla gestione della giustizia, in realtà è una falsità, una emerita fuffa.
Piuttosto questa riforma rappresenta l'ennesimo attacco alla democrazia ed è un fatto che deve preoccupare veramente tutti, perché questa riforma vuole riscrivere l'assetto costituzionale, introduce infatti la modifica di ben sette articoli della Costituzione e la conseguenza sarà uno sbilanciamento dei poteri dello Stato in favore del potere politico. A conferma di ciò sono le dichiarazioni, incaute ma rivelatrici del vero intento, che abbiamo sentito pronunciare dalla capa di gabinetto del ministro Nordio, che ha detto chiaro e tondo in televisione che “ se vince il sì, ci togliamo di mezzo la magistratura”.
Ovviamente una frase del genere è un lapsus freudiano, che non vuol dire cancelliamo formalmente la magistratura, vuol dire ci togliamo di mezzo la funzione di controllo, di legalità che svolgono la magistratura e il potere giudiziario, quindi eliminiamo uno dei contrappesi costituzionali che rendono la nostra Costituzione realmente democratica. Questo è il vero obiettivo, ovvero smantellare il sistema delle garanzie costituzionali. E come vogliono ottenere ciò? Vogliono ottenere ciò modificando il metodo di elezione del CSM.
Il CSM è un organo di rilevanza costituzionale, è l'organo di autogoverno della magistratura ordinaria in
pc 17 marzo - Mass online Rally - March 21 2026 - proletari comunisti aderisce
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lunedì 16 marzo 2026
pc 16 marzo - Cagliari: Solidarietà ai compagni tunisini della Global Sumoud Flottilla arrestati
Durante la presentazione del romanzo "Quando i picchetti sono fioriti" dell'autore palestinese Aysar al Safi, il 13 marzo presso il circolo culturale e politico Su Tsirculu di Cagliari (Sardegna), un membro del Soccorso Rosso Proletario ha espresso la solidarietà ai compagni tunisini della Global Sumoud Flottilla arrestati tra il sei e l'otto marzo a Tunisi.
E' stata denunciata la montatura giudiziaria e l'ipocrisia del regime tunisino che mentre dichiara di sostenere la Palestina, in realtà colpisce chi veramente sostiene concretamente, e non solo a parole, la Resistenza ed il popolo palestinese.
Inoltre in questa occasione è stata annunciata il lancio di una campagna di solidarietà nello Stato italiano, dalla Sardegna alla Sicilia (vedi nostro post di ieri su questo blog) da Milano a Bergamo e ovunque sia possibile organizzare iniziative.
Alcuni presenti hanno espresso il desiderio di sostenere i compagni arrestati in diversi modi, ad esempio contribuendo alle spese legali e di aderire immediatamente alla campagna.
pc 16 marzo - Referendum - 4 - Tante voci dicono NO - Dall'ex Ilva di Taranto alla scuola di Ravenna
Operaio Ilva Taranto - Sono operaio dell’ex Ilva di Taranto dello Slai cobas e dico che votare per il NO è un dovere a cui non possiamo sottrarci. Recarci alle urne non è un qualcosa che facciamo a cuor leggero. Più volte abbiamo sostenuto la pratica dell'astensionismo attivo, riteniamo infatti che nel contesto attuale di avanzamento a vele spiegate della marcia imperialista non ci sia alcun partito dell'arco parlamentare che possa rappresentare le istanze dei lavoratori e delle masse proletarie, nemmeno quelli che ad una prima occhiata sembrano più vicini alle esigenze del popolo come può esserlo un partito come AVS, Come può infatti rappresentarci se immediatamente dopo l'arresto di Hannoun ha preso le distanze dal sostegno alla solidarietà verso il popolo palestinese, e come può rappresentarci se dopo gli avvenimenti del 31 gennaio scorso a Torino ha immediatamente condannato la sacrosanta rivolta dei manifestanti, esprimendo solidarietà alle infami e violente forze di polizia che si sono dimostrate ad oggi un cumulo di menzogne proprio riguardo a quegli stessi avvenimenti.
L'assenza di un vero partito proletario è ormai radicata nel tempo che viene da lontano. Una delle primissime visite, se non proprio la prima, che la ruffiana neofascista presidente del consiglio dei ministri ha compiuto non appena insediatasi sulla poltrona di Palazzo Chigi è stata quella alla mostra su Berlinguer. A molti è apparso strano, se non addirittura come un ammorbidimento della linea revisionista. In realtà si è trattato niente meno che del riconoscimento verso la figura dell'ex segretario riformista del PC del suo ruolo cruciale nel disfacimento del glorioso partito fondato da Antonio Gramsci e nel quale al suo interno avevano militato molti dei partigiani che avevano sacrificato la propria vita alla lotta al nazifascismo.
Tornando a noi. Riteniamo che astenersi alle elezioni sia cruciale per poter edificare un senso di rabbia e di rivolta verso le classi dominanti, responsabili delle condizioni di vita miserabili della stragrande maggioranza della popolazione. È fondamentale incanalare questa idiosincrasia verso il potere precostituito nelle lotte e manifestazioni di piazza. Ma c'è un ma. Ci sono casi in cui l'astensione non è sempre la pratica migliore da mettere in atto, bensì è




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