mercoledì 17 settembre 2025

pc 17 settembre - "Milano: scontri tra polizia, carabinieri e manifestanti al corteo pro Palestina..." questi i titoli della stampa come Repubblica...

...ma la realtà è altra. ieri sera il movimento di solidarietà con la Resistenza del popolo palestinese si è presa la piazza ed ha attraversato le strade di Milano, riprendendosi in particolare  strade interdette da anni alle manifestazioni, in particolare Corso Buenos Aires, per concludersi al monumento dei Martiri di Piazzale Loreto, gemellaggio/collegamento con la gloriosa Resistenza italiana al nazi/fascismo

Il presidio convocato in emergenza dopo l'attacco genocida dei nazi/sionisti a Gaza a piazza Scala, davanti al comune complice, gemellato con Tel Aviv, iniziato in tono minore, circa 300 partecipanti, con interventi principalmente delle organizzazioni palestinesi e collegamenti con Gaza di esponenti di organizzazioni umanitarie, che hanno raccontato in diretta la situazione drammatica ma anche la determinazione dei gazawi di non voler andarsene; via via si è riempito raggiungendo numeri significativi, circa 5.000, che sia stanco dei continui, in chiave egemonica, di OSA-Cambiare Rotta-USB-PaP, sia perchè si voleva il corteo ha premuto per farlo e si è spostato sulla strada, nonostante i tentativi della digos

di farlo terminare a Palestro il corteo determinato-composito-trasversale, con al suo interno parte della gioventù che era scesa in piazza il 6 settembre contro lo sgombero-la società "civile", con famiglie al seguito disgustata de questo sistema e dal governo fascista Meloni e sfiduciata dal cosiddetto "centro sinistra", che si è unita convintamente al sostegno alla Resistenza non solo palestinese ma anche la Resistenza contro il fascismo che avanza nel mondo e in Italia in particolare.

Un corteo che ha rotto gli schemi, tentando prima di arrivare in Prefettura per mettere sul banco degli

martedì 16 settembre 2025

pc 16 settembre - Ultim'ora - La Fiom indice 4 ore di sciopero il 19 per fermare il genocidio a Gaza

Lo Slai cobas per il sindacato di classe aderisce e partecipa con proprio materiale in particolare ad Acciaierie/appalto Taranto, Dalmine e altre fabbriche metalmeccaniche Bergamo, Marcegaglia Ravenna, Fincantieri Palermo e appoggia tutte le iniziative nel gruppo Stellantis

Comunicato della Fiom-Cgil nazionale 16 Settembre 2025

Fiom: venerdì 19 settembre sciopero di 4 ore nell’ambito della giornata di mobilitazione generale indetta dalla Cgil per fermare il massacro a Gaza

Nell’ambito della mobilitazione decisa oggi dalla Cgil nazionale di fronte all’escalation militare in atto in Palestina con i bombardamenti alla popolazione civile, già allo stremo per la fame e la carestia, e l’odierna invasione di terra a Gaza, la Segreteria nazionale della Fiom-Cgil dichiara lo stato di mobilitazione generale della propria organizzazione e la proclamazione di 4 ore di sciopero, da effettuarsi in coordinamento con le Cgil territoriali, nella giornata di venerdì 19 settembre prossimo, anche per favorire la partecipazione alle manifestazioni nei territori.

Si tratta di mobilitarsi e scioperare per: fermare il genocidio e salvare vite umane; raccogliere e garantire aiuti umanitari alla popolazione civile; chiedere al Governo italiano e all’Unione Europea di sospendere i trattati commerciali e militari con Israele e avviare un processo diplomatico che porti alla fine dell’aggressione israeliana con il riconoscimento dello Stato di Palestina; garantire alla società civile che si è organizzata nella Global Sumud Flotilla, al personale sanitario come ad esempio quello di Emergency e ai giornalisti, di poter svolgere in sicurezza le iniziative di soccorso alla popolazione civile.

Lo stato di mobilitazione generale della Fiom-Cgil si realizzerà anche attraverso una campagna di assemblee dentro e fuori i luoghi di lavoro e la partecipazione il prossimo 12 ottobre alla Marcia per la Pace Perugia – Assisi

Ufficio stampa Fiom-Cgil

Roma, 16 settembre 2025

pc 16 settembre - ORE 12 Controinformazione Rossoperaia - Con la resistenza palestinese ora più che mai!

 

pc 16 settembre - Contro la canea fascio/nazista internazionale innescata da Trump in USA/Europa/Italia - ora e sempre Resistenza


Ascolta e diffondi in tutte le forme ORE 12 controinformazione rossoperaia di lunedì 15 settembre 

pc 16 settembre - Fronte Studentesco Rivoluzionario (RSF) dell'India sui recenti eventi in Nepal.

 Condividiamo qui la traduzione non ufficiale di un articolo pubblicato dal Fronte Studentesco Rivoluzionario (RSF) dell'India sui recenti eventi in Nepal. Il bilancio delle vittime più recente conta almeno 51 persone morti e oltre 1.300 sono feriti. È stato nominato un nuovo Primo Ministro, l'ex Presidente della Corte Suprema, Sushila Karki.

Nel quadro della rivolta di massa in corso in Nepal, sui social media indiani si osserva una curiosa unità "Ram-sinistra" [Ram Chandra Poudel è il presidente del Nepal, prima membro del Nepali Congress Party, ndt]. Quelli di "sinistra", complottisti compresi, vedono ovunque la mano della CIA (con ciò non vogliamo dire che non ci sia la mano della CIA dietro eventi in Nepal, ne parleremo più avanti), ma da quando il Rastriya Samachar Samiti, [il principale organo di stampa in Nepal, ndt] – il preferito dagli Stati Uniti, non riceve più acqua dal suo vecchio proprietario, da un po' di tempo, anch’esso si è unito al grido "CIA-CIA". Ma è solo CIA? È tutto un "piano meticoloso"?

La rivolta di massa in Nepal è iniziata con l'imposizione da parte del governo nepalese del bando contro 26 app di social media. Ma questo è stato solo il pretesto. Chiunque abbia seguito per qualche tempo i social media nepalesi sa che un neologismo si è imposto anche dopo il ritiro del bando sui social media: "Nepo Babies". Chi sono? Prima di cercare una risposta a questa domanda è necessario parlare un po' della storia recente del Nepal.

Il Nepal è attualmente una cosiddetta "repubblica democratica", ma ancora all'inizio del XXI secolo, il Nepal era una monarchia. Questa monarchia, agente dell'imperialismo e tutela del feudalesimo, era una sanguisuga per il popolo nepalese. Alla fine del XX secolo, con il sogno di sradicare ogni sistema di sfruttamento, il popolo nepalese si è lanciato in una guerra popolare rivoluzionaria con l'obiettivo di rovesciare il vecchio sistema statale antipopolare del Nepal, inclusa la monarchia. Questa guerra popolare, guidata dai comunisti rivoluzionari, ha scosso le fondamenta della monarchia del Nepal. I veri sponsor della monarchia, cioè i vari tipi di stati imperialisti, le istituzioni di rapina quali FMI-Banca Mondiale, la grande borghesia burocratica parassita e i latifondisti nepalesi si resero conto che se avessero ancora sostenuto il re, il popolo nepalese avrebbe distrutto l'intera struttura del loro saccheggio. Erano rappresentati dai partiti parlamentari come, tra gli altri, il Congresso Nepalese, il Partito Comunista del Nepal (Marxista-Leninista Unificato), [Partito guidato dall'attuale Primo Ministro, KP Sharma Oli, ndt]. Tutte queste forze e i partiti parlamentari che le rappresentavano sono

pc 16 settembre - Le mani dell'Italia grondanti di sangue - Le mani delle industrie belliche grondanti di profitti

 Leonardo e Fincantieri: vola l’Italia nella difesa mondiale

Crosetto si preoccupa che "l'Italia non è ancora pronta alla guerra"? Ma si sta rapidamente attrezzando...


Tra bolle d’innovazione e sfide navali, l’industria bellica italiana accelera: i conti di Leonardo e Fincantieri, le strategie, i rischi.

L’industria globale della difesa vive una fase di espansione che ridefinisce gerarchie e modelli di business. La pressione degli scenari internazionali, gli investimenti in tecnologie dual use e l’ingresso di player nativi digitali stanno modificando la mappa del potere industriale. In questo contesto, l’Italia gioca la sua partita con due protagonisti: Leonardo e Fincantieri.

Leonardo mostra progressi veri su ricavi, ordini e marginalità, spinta da elettronica per la difesa, aeronautica e soluzioni cyber. La società ha rafforzato la pipeline commerciale, incrementando il backlog e la visibilità sui flussi futuri. La crescita non è solo quantitativa: si sposta il baricentro verso prodotti a più alto contenuto tecnologico, con impatti positivi sui margini potenziali e sulla competitività internazionale.

Nel perimetro navale, Fincantieri combina crescita e trasformazione. La cantieristica tradizionale

lunedì 15 settembre 2025

pc 15 settembre - La scuola di Valditara: No cellulari/voto in condotta... - Non facciamo finta di non capire


Non facciamo finta di non capire. La circolare del Min. Valditara sul divieto di cellulari in classe e sul voto in condotta, è pienamente dentro la logica e la politica reazionaria/repressiva di questo governo. Non se ne importano niente di "responsabilizzare gli studenti", di "farli interessare ai contenuti delle lezioni", ecc. ecc. Valditara, il governo Meloni vogliono unicamente mettere sotto il loro controllo la scuola, gli studenti, per imporre non certo un maggior impegno culturale, un sapere critico, una migliore istruzione, ma la loro sottocultura, in cui lo scopo non è il sapere ma impedire una conoscenza  in dissenso con la "filosofia" di questo governo, improntata a "Dio, Patria e Famiglia". 
Tant'è che quando gli studenti e alcuni coraggiosi docenti aprono gli occhi e la testa e vogliono conoscere, prendere posizioni su quello che succede nel mondo, sulla Palestina, sulla guerra, la risposta è la repressione, il disciplinamento delle menti al pensiero borghese dominante che oggi è drammaticamente moderno fascista. A quando l'imposizione ad andare a scuola con la divisa?

Questa scuola è da tempo una scuola che deve amalgamare le teste. Alcune materie, come geografia, sono state in parte eliminate, prevalgono le materie tecnico/professionali su quelle umanitarie perchè i ragazzi e le ragazze devono predisporsi per un lavoro (che poi non c'è), per andare "sotto padrone" sempre precario, e basta; la storia è sempre più la storia dell'imperialismo, i popoli le loro lotte, rivoluzioni non si devono far conoscere, ecc. ecc. Valditara vuole sostituire alcune materie con la Bibbia, con il ritorno delle poesie a memoria, ecc. ecc. Usare il passato per impedire la conoscenza/coscienza del presente.  

Loro, con i loro invadenti mezzi di comunicazione, con i loro social, hanno ridotto la conoscenza, la scrittura, a mezze frasi e poi reprimono gli studenti che usano i cellulari, i loro social. 

Chi ha ridotto la cultura, il sapere a test standardizzati in italiano, in matematica - tanto che diversi esperti hanno giudicato questo quantomeno opinabile e problematico - pretende ora di parlare di impegno scolastico degli studenti.

Chi sta dando un colpo decisivo alla scuola di massa, ostacolando in vari modi - dati ufficiali - la presenza di stranieri, figli di immigrati, come dei bambini e ragazzi disabili (Nel 2024 per la prima volta l’Italia è scesa sotto il 10% per quota di abbandono scolastico), invece di occuparsi di questo ritorno a più di 50 anni fa, a questo apparire di una nuova divisione tra figli di benestanti e figli di lavoratori, precari, immigrati (sembrano tornare in auge i temi del '68), pensano ad una selezione maggiore e introducono il "voto in condotta". Un modello di scuola della destra, basato su un mix di autoritarismo e obbedienza. "Una scuola sempre più classista" - come denunciano non "rivoluzionari estremisti" ma democratici con

pc 15 settembre - La lotta per il salario contro padroni, governo e Cisl

Tutti i media a blaterare di violenza politica, morte della democrazia etc., ma come potremmo definire un sistema capitalista e dei governi che ritengono normale che i lavoratori che vendono la loro forza lavoro per vivere, sono sempre più poveri e sfruttati, non arrivano a fine mese, con tutto quello che comporta sulle condizioni di vita e di lavoro e di sicurezza, che producono tutta la ricchezza ma che hanno stipendi da fame, mentre i profitti di pochi aumentano sempre più!!

"L’Italia degli stipendi «minimi»: un lavoratore su quattro arriva a stento a mille euro al mese"

Partiamo da questo articolo del Corriere della sera che come tanti altri parlano della situazione che c’è per darne una lettura dal loro punto di vista borghese e quindi trovare le soluzioni per non inceppare il sistema di sfruttamento del capitale e che ovviamente devono essere a carico dei lavoratori; quindi il CdS parte dai dati  dell’OCSE e dice che: “l’Italia ha i salari medi più bassi del G7 e fra i più bassi del G20... sottolineando che 6,2 milioni di lavoratori guadagnano massimo mille euro netti al mese. Visto il numero complessivo degli occupati, significa che circa un lavoratore su quattro in Italia non guadagna più di mille euro netti al mese: troppo poco per potere avere una vita dignitosa. È (o almeno dovrebbe essere) essere una vera e propria emergenza nazionale.” Mentre in rapporto al costo della vita: «Pochi giorni fa l’area studi di Cna ha calcolato che il costo dell'affitto di un'abitazione in media assorbe il 43,7% della retribuzione netta di un operaio,

pc 15 settembre - Solidali con il popolo palestinese, solidali con la flotilla - Comunicato Slai cobas per il sindacato di classe

Lo Slai cobas sc esprime il massimo sostegno a tutte le iniziative di lotta a sostegno del popolo palestinese e chiaramente condividiamo la mobilitazione  solidale con la flotilla.

Ma lo 'sciopero generale' è un'altra cosa - esso è una cosa vera che vede i lavoratori fermarsi realmente sui posti di lavoro e/o promuovere iniziative visibili e incisive.

Su questo la nostra linea non coincide per nulla con quella di alcuni sindacati di base.

Noi proponiamo una fermata generale di 1 ora che coinvolga il maggior numero di sindacati di base e tutte le realtà del sindacalismo confederale che vogliano promuoverla e partecipare.

Nelle fabbriche la proponiamo per il 7 ottobre e stiamo facendo i passi necessari per realizzarla. Naturalmente pronti a confluire in un'altra data se ha le stesse caratteristiche. 

Per il 22 settembre i lavoratori iscritti allo Slai cobas aderiscono nelle forme possibili. Ma, ripetiamo, lo sciopero generale è un'altra cosa.

Slai cobas per il sindacato di classe - coordinamento nazionale 

slaicobasta@gmail.com wa 3519575628

pc 15 settembre - ORE 12 Controinformazione Rossoperaia - Fermare i nuovi mostri fascisti/nazi/reazionari in USA, in Europa, in Italia, con tutti i mezzi necessari

 

pc 15 settembre – Trump cerca alleati in Europa per la sua guerra “commerciale” contro la Cina e l’India con la proposta di dazi al 100%

 
Per fare pressione su Mosca in quanto principale fornitore di energia a Cina e India, Trump ha avuto la bella idea di proporre a una delegazione di funzionari dell’Unione europea “in visita a Washington per discutere di sanzioni alla Russia” di imporre dazi del 100% appunto ai due “due colossi asiatici.”

Se questa altra battuta di Trump può essere considerata quella di un esasperato imperialismo in crisi in cerca di una via d’uscita, è certo che non è piaciuta affatto ai responsabili dei paesi imperialisti europei che già in questa crisi hanno le loro gatte da pelare.

Uno dei portavoce di questo disaccordo è il quotidiano dei padroni il Sole 24 ore che accusa Trump che è “Alle prese con tre complessi fronti negoziali - Russia, Cina, India” di voler scaricare sull’Unione europea “l’onere finanziario dell'ipotetica operazione – e quello morale del suo insuccesso”, rimarcando

pc 15 settembre - Il 4 ottobre manifestazione unitaria per un anno di lotta unitario. Il comunicato conclusivo dell'assemblea nazionale ieri a Roma per la Palestina

Di fronte al genocidio in corso in Palestina e all'estensione del fronte della guerra, non possiamo restare a guardare, è responsabilità di tutte e tutti unirsi in una grande manifestazione nazionale, che partirà da Porta San Paolo a Piazza S. Giovanni, sabato 4 ottobre alle ore 14:30.

Come organizzazioni palestinesi in Italia, e come palestinesi in diaspora, vogliamo costruire un corteo unico, determinato e senza ambiguità, sotto la bandiera palestinese, accanto alla legittima resistenza del popolo palestinese e solidale con le iniziative di rottura dell'assedio, come la freedom flottilla, la global sumud flottilla e tutte le altre.

Dall'Italia affermiamo con decisione che bloccheremo tutto, non solo se verrà colpita la global sumud flottilla, ma se non si ferma il genocidio in Palestina e se non finisce l'occupazione della Palestina.

E' venuto il momento di costruire un anno intero di mobilitazione unitaria contro il governo italiano, non solo complice, ma partecipe di questo genocidio, contro il sionismo che agisce dentro le nostre istituzioni

Questo corteo è senza compromessi, è una comunicazione contro il sionismo in

domenica 14 settembre 2025

pc 14 settembre - Contro il genocidio e l'occupazione della Palestina, con la resistenza palestinese, per la liberazione di Anan Yaeesh, voci e immagini della grandissima manifestazione a Perugia


Migliaia di persone sono scese ieri in strada a Perugia in un corteo regionale, il più grande organizzato finora nel capoluogo umbro, che ha visto la partecipazione di un ampio fronte di associazioni e realtà locali e nazionali.


Un corteo determinato, con parole d'ordine chiare e nette: stop al genocidio, Palestina libera dal fiume al mare, con la resistenza palestinese, per la liberazione di Anan Yaeesh, contro il riarmo e contro la Nato.


Il corteo da piazza Danti, ha attraversato il centro storico fino a raggiungere borgo

pc 14 settembre - Milano per la Palestina

 

pc 14 settembre - Presidio a Taranto per la Palestina - donne e giovani in folto numero - dal blog Tarantocontro

Più di 50 persone ha partecipato nel corso del presidio in piazza Della Vittoria, soprattutto donne e giovani, studenti della Fgc, lavoratrici impegnate nel sociale, compagne della Casa del popolo, ecc.. Soprattutto delle donne hanno voluto dare subito una mano, un segno della solidarietà attiva, distribuendo i nostri volantini, chiamando chi passava a fermarsi, sottoscrivere la mozione #iostoconlapalestinadando la propria adesione alle prossime iniziative. Molti dibattiti.

Il presidio si è aperto con il canto di "Bella ciao", ormai assunto come canto della Resistenza in tutto il mondo, anche negli Usa di Trump.

Tanti interventi - di cui riportiamo solo una parte - di forte denuncia del genocidio, distruzione e deportazione del popolo palestinese; con la Resistenza palestinese fino in fondo, e per dire chiaro: giù le mani dalla Global Flotilla! L'appello alla mobilitazione nelle fabbriche, posti di lavoro per uno sciopero, raccogliendo il messaggio dei sindacati e lavoratori palestinesi.

Il presidio si è concluso dandosi appuntamento alle prossime iniziative: alla Leonardo il 22 settembre per parlare con gli operai e portare anche a loro il messaggio dei sindacati palestinesi; l'organizzazione della partecipazione da Taranto alla manifestazione nazionale del 4 ottobre a Roma. 

 


pc 14 settembre - il Movimento No Tav era, è e sarà sempre al fianco della resistenza palestinese: sosteniamo la Global Sumud Flotilla!

Il Movimento No Tav ribadisce la propria solidarietà incondizionata al popolo palestinese e alla sua resistenza contro l’occupazione coloniale, l’apartheid, l’assedio e genocidio in corso, ormai, dal 1948. La lotta del popolo palestinese è una lotta per la libertà, la dignità e la vita stessa: riguarda chiunque creda nei diritti e nell’autodeterminazione dei popoli.

da notav.info

Se Israele deciderà di fermare con la forza la Global Sumud Flottilla, impedendo ancora una volta l’arrivo di aiuti umanitari e provando a spegnere un atto di resistenza collettiva, noi non resteremo a guardare. Così come è stato lanciato dai camalli del Calp nel porto di Genova, accogliamo con entusiasmo e convinzione l’iniziativa dell’Assemblea Bassa Valle, presentata nel video diffuso in questi giorni, che chiama a raccolta ognuno di noi verso un atto di coraggio e un segnale di unione reale contro il massacro in atto: se bloccano la Global Sumud Flotilla, noi valsusini e valsusine bloccheremo il Frejus.

Come Movimento No Tav riconosciamo il valore della resistenza popolare e la forza, la determinazione

pc 14 settembre - Fuori Israele dal porto di Ravenna!

 

Sono già circa una 50ina le associazioni e i comitati che hanno aderito alla manifestazione, promossa da BDS  – Campagna globale per il Boicottaggio Disinvestimento Sanzioni a Israele -,  in programma il 16 settembre a Ravenna per chiedere che nel porto emiliano romagnolo non transitino i carichi di armi diretti in Israele e per chiedere che l’Autorità Portuale di Ravenna esca dal progetto Undersec, a cui aderisce anche il Ministero della Difesa Israeliano, oltre alla Rafael, che produce droni usati nelle operazioni militari nei territori palestinesi, e l’università di Tel Aviv.
“L’obbiettivo della manifestazione è dire no alla complicità nel genocidio che sta avvenendo a Gaza” ha spiegato Linda Maggiori, la giornalista autrice dell’inchiesta del Manifesto che ha raccontato del passaggio di un container di munizioni avvenuto, a giugno, nel porto di Ravenna. “La manifestazione è stata organizzata per il 16 settembre, poiché proprio quel giorno è previsto a Ravenna un incontro tra tutti i partecipanti al progetto Undersec.  Alle  17.30 partirà un corteo dalla Darsena di Ravenna, in testa al Candiano, che sfilerà fino alla sede dell’Autorità Portuale”.
All’incontro con la stampa, tenutosi questa mattina 13 settembre in Darsena, ha partecipato anche l’Avvocato Andrea Maestri che ha annunciato che l’11 settembre è stato depositato un esposto in Procura per fare chiarezza su eventuali profili di rilevanza penale e sulle responsabilità, in merito ai passaggi di armi nel porto di Ravenna, “poiché la legge 185/90 vieta ogni export e transito di armamenti verso paesi che violano i diritti umani e il diritto internazionale, come sta facendo Israele”.
Alla conferenza stampa hanno partecipato anche alcuni dei comitati che hanno aderito alla manifestazione, tra cui il Comitato Autonomo Portuale di Ravenna, che punta a sensibilizzare tutti i lavoratori del porto contro il transito d’armi.
“Scendiamo in strada a protestare e chiediamo all’autorità portuale di togliersi dal progetto Undersec, se non vuole essere complice di genocidio. Denunciamo anche le evidenti complicità del governo italiano e il velo di opacità a ogni livello (nazionale, regionale, locale) che copre il traffico di armi verso Israele. La Regione Emilia Romagna e il Comune di Ravenna, che hanno giustamente condannato il traffico di armi e dichiarato di rompere ogni legame con Israele, sono soci di Sapir e quindi co-proprietari del terminal container. I soci pubblici sanno cosa passa nel Terminal? E se non lo sanno perché non lo chiedono?” ha sottolineato Maggiori.
“Di fronte alla nuova banalità del male, alla burocrazia dello sterminio, alla pulizia etnica di un intero popolo, non si può restare indifferenti. Chiediamo che tutti i transiti di armi e dual use nel porto di Ravenna cessino. Chiediamo che il porto esca dal progetto Undersec. Ascoltiamo l’appello dei sindacati palestinesi e dei portuali di Genova e l’appello per lo sciopero generale del 22 settembre. Blocchiamo tutto!” hanno concluso.
Al termine della conferenza stampa è stato annunciato che il 26 settembre Francesca Albanese, Relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati, sarà a Ravenna per una conferenza pubblica.

Ultinmo aggiornamento:
Undersec ha appena annullato il workshop del 16 settembre, ufficialmente per mancanza di iscritti, di fatto perché gli abbiamo rotto le scatole. La manifestazione è confermata. Ora vogliamo che l'autorità portuale si tolga dal progetto.

pc 14 settembre - La guerra imperialista che avanza - Il riarmo e la lotta proletaria antimperialista

da ORE12/Controinformazione rossoperaia del 12.09.25

La guerra ormai è all'ordine del giorno secondo la Nato, secondo tutti i paesi imperialisti.


Da tempo denunciamo come ogni azione sviluppata dai paesi imperialisti, dall'invasione della Russia alla reazione della Nato che ha trasformato questa invasione in un pretesto per sviluppare una politica sempre più aggressiva che ha come obiettivo di attaccare la Russia, all'interno della più gigantesca contraddizione tra paesi imperialisti che vede da un lato l'imperialismo americano, la Nato, i governi europei ad essi allineati, di cui l'Italia ha un ruolo di prima linea essendo il nostro governo totalmente a servizio sotto la presidenza Meloni dei piani degli interessi dell'imperialismo americano e di Trump, e dall'altro la Russia e la Cina che contrastano i piani dell'imperialismo USA di diventare nuova potenza egemone e quelli dei paesi imperialisti europei che cercano un loro spazio vitale all'interno della crisi economica, della lotta per il controllo dell'energia e delle rotte commerciali.

In questo contesto di guerra imperialista “a pezzi” o di guerra imperialista in preparazione gli ultimi avvenimenti non fanno che accentuare la giustezza di questa nostra analisi e di questa nostra denuncia.

Un presunto sconfinamento della Russia nei confronti della Polonia - peraltro oscuro in molti aspetti come viene detto da diverse fonti che non siano quelle della Nato - ha acceso i motori di questo nuovo passaggio della guerra. Si parla di 40.000 soldati posti ai confini della Russia da parte della Polonia e del pieno appoggio che a questo viene dato da tutti i paesi europei che si dimostrano pronti a dare il loro sostegno e la loro presenza diretta, non soltanto i cosiddetti paesi “volenterosi” ma anche l'Italia che peraltro era presente con un suo aereo nel luogo dove si è generato l'ultimo cosiddetto “incidente militare” dello sconfinamento dei droni russi.

Ma è certo che quello che è partito dopo questa situazione rende davvero sempre più grave l'emergenza

pc 14 settembre – Nordio, Delmastro, Bartolozzi… il ministero della giustizia in mano agli indagati

...e il governo moderno fascista Meloni vuole la riforma della “separazione delle carriere” per controllare la magistratura.

Uno dei cavalli di battaglia della fascista Meloni, si sa, è la riforma della magistratura, quella che viene definita in generale “separazione delle carriere”, “vecchio pallino di Silvio Berlusconi e prima ancora di Licio Gelli, capo della loggia segreta P2.” scrive un articolo del quotidiano Domani (11/9).

Una riforma, andando alla sostanza, che modificando un’altra parte della Costituzione serve di fatto al governo ad avere il controllo dei magistrati per impedirgli di indagare contro i potenti.

E nelle mani di chi è la preparazione di questa riforma?  “… in mano a tre indagati” continua ancora Domani, “Si tratta nell’ordine del sottosegretario, Andrea Delmastro Delle Vedove, del ministro, Carlo Nordio e della capo di gabinetto, Giusi Bartolozzi.”

“Il primo – Delmastro - è stato condannato perché spifferava segreti all’amichetto di stanza e, in

pc 14 settembre - Oggi assemblea nazionale per preparare una grande manifestazione a Roma - La piattaforme che vogliamo

Si riuniscono oggi a Roma tutte le realtà palestinesi che stanno animando il movimento di solidarietà nel nostro Paese per promuovere una grande manifestazione a Roma il 4 ottobre. Le richieste di questa manifestazione sono chiare:

Ingresso immediato e senza condizioni della Flottilla. Sostegno incondizionato alla resistenza palestinese. Il popolo palestinese ha diritto a un suo Stato dal fiume al mare, come essi chiedono, perché la Palestina è dei palestinesi. Liberazione di tutti i prigionieri palestinesi incluso quelli rinchiusi nelle carceri italiane. Fermare la repressione di tutti coloro che sono solidali con la Palestina. Contro la criminalizzazione della solidarietà e contro l'infame decreto sicurezza, che mette insieme la solidarietà alla Palestina con l'antisemitismo.
Cessazione immediata della vendita e dell'esportazione di armi verso Israele come anche delle importazioni; embargo militare immediato, sanzioni economiche, diplomatiche e militari, boicottaggio accademico, culturale, politico, sportivo (la partita Italia-Israele non si deve fare ad Udine). Ma anche ritiro dei soldati italiani che stanno prendendo parte al genocidio a Gaza,