mercoledì 30 aprile 2025

pc 30 aprile - All'ex Ilva di Taranto il 1° Maggio è già cominciato - Interventi, foto....

Questa mattina alle 7 c’era 1 ora di assemblea dei metalmeccanici esterna all'appalto per il contratto e questo ci ha aiutato per parlare molto agli operai con vari interventi.

Mentre diffondevamo il volantino con la Dichiarazione congiunta internazionale, diffuso in tutto il mondo. 

GLI INTERVENTI

IL VOLANTINO CON ESTRATTI DALLA DICHIARAZIONE INTERNAZIONALE





 

pc 30 aprile - Il 1° Maggio proletario comincia oggi alle fabbriche con proletari comunisti

pc 30 aprile - Report sulla straordinaria settimana internazionale di mobilitazione e sostegno alla guerra popolare in India: 7-12 aprile /NON E' CHE L'INIZIO

Successo straordinario della Campagna Internazionale di Sostegno alla Guerra Popolare in India e al Partito Comunista dell'India (Maoista) del 07-12 aprile 2025! Avanti con la campagna prolungata fino a marzo 2026!

La Campagna Internazionale lanciata dal Comitato Internazionale di Sostegno alla Guerra Popolare in India (CISGPI) con le parole d'ordine:

Stop all'Operazione Kagar!
Contro la repressione di regime per il rilascio di tutti i prigionieri politici in India!
Lottiamo contro la guerra imperialista e in solidarietà con il popolo palestinese!
Con la guerra popolare ed il Partito Comunista dell'India (Maoista) fino alla vittoria!
Lunga vita all'internazionalismo proletario!

si è sviluppata in 12 paesi toccando tutti i continenti, con l'adesione di 19 tra partiti e organizzazioni comunisti, rivoluzionari ed in particolare marxisti-leninisti-maoisti e di organizzazioni di massa dei lavoratori, degli studenti, delle donne e dei contadini.

In Brasile la campagna è stata organizzata unitariamente dal New Popular Revolutionary Students Movement, dal Women's Revolutionary Movement e dalla newsletter Cultural Revolution ed è stata massiccia, si è sviluppata tramite assemblee di massa con studenti nelle università e lavoratori e tra le masse contadine, in cui si è denunciata la campagna genocida Kagar da parte del regime di Modi

martedì 29 aprile 2025

pc 29 aprile - Gloria Eterna a Piazzale Loreto

 

pc 29 aprile - Bergamo - i solidali con la palestina del 25 aprile contro la provocazione filosionista sostenuta dalla polizia NON SI TOCCANO!

 Se seminerete vento, raccoglierete tempesta

dall'eco di bergamo

Scontri del 25 Aprile, la Digos esamina i filmati

    Tensioni al corteo
  • Gli agenti della Digos stanno visionando i filmati delle numerose telecamere del centro città per cercare gli altri manifestanti della Rete Bergamo per la Palestina che hanno tentato di affrontare i rappresentanti della Brigata ebraica che sfilavano e si sono scontrati con le forze dell’ordine.

pc 29 aprile - Guerra e algoritmi: la nuova frontiera di Israele nella sperimentazione militare a Gaza

Guerra e algoritmi: la nuova frontiera di Israele nella sperimentazione militare a Gaza

Secondo il quotidiano statunitense, citando interviste condotte con nove funzionari israeliani e americani della difesa, Israele ha impiegato la sua offensiva per testare e implementare rapidamente tecnologie militari basate sull’intelligenza artificiale, raggiungendo livelli mai visti prima. Droni capaci di inseguire autonomamente bersagli, software di riconoscimento facciale distribuiti ai checkpoint, chatbot che analizzano conversazioni in arabo.

Gran parte di questi sistemi sono il frutto di una collaborazione tra l’Unità 8200 – l’intelligence militare israeliana – e riservisti che lavorano in aziende di punta come Google, Microsoft e Meta. All’interno di un centro chiamato The Studio, questi esperti civili si sono ritrovati a progettare sistemi di guerra computazionale capaci di processare masse di dati in tempo reale. Un “Silicon Wadi” in uniforme, dove la logica del venture capital incontra quella dell’azione militare.

“Dopo il 7 ottobre – riferisce il New York Times – molte di queste tecnologie sono state autorizzate ed

pc 29 aprile - La voce del Mfpr nel 25 aprile - sul blog femminismorivoluzionario

ascolta sul blog gli interventi

https://femminismorivoluzionario.blogspot.com/2025/04/la-voce-del-mfpr-nel-25-aprile.html

pc 29 aprile - In tempi di governo Meloni e moderno fascismo - Vietate le bandiere rosse alla commemorazione per Gramsci

La direzione del cimitero “acattolico” di Roma, dove riposa dal 1937 Antonio Gramsci, ha giudicato “divisivo” il rosso delle bandiere portate ieri dai militanti che intendevano ricordare la morte del segretario del PCd’I avvenuta il 27 aprile del 1937 dopo oltre 10 anni di incarcerazione e confino subite dal regime fascista.

Si tratta di un episodio che si commenta da solo e che si allinea a tante altre, grandi e piccole, manifestazioni di intolleranza verso l’antifascismo e le ricorrenze di questi giorni tra il 25 aprile e il 1 maggio tra le quali si inseriva anche la commemorazione gramsciana.

Appare del tutto superfluo in questa sede ricordare Antonio Gramsci come gigante della cultura italiana del ‘900 e come esponente politico della sinistra a lungo perseguitato fino alla morte.

Soprattutto ci preme sottolineare la motivazione della “divisività” del colore rosso: il colore delle nostre bandiere, il colore delle organizzazioni del movimento operaio, il colore che contraddistinse le brigate Garibaldi durante la Resistenza.

Un ulteriore sfregio alla storia che non deve essere sopportato.

pc 29 aprile - Imperialismo USA e regime sionista di stampo nazista israeliano bombardano Beirut e Yemen mentre proseguono nel genocidio a Gaza

info

Un missile ha colpito domenica pomeriggio un edificio nella periferia sud di Beirut, nel quartiere di Dahiyeh...

L’esplosione è stata udita a chilometri di distanza, secondo media locali, mentre nella zona si possono ancora udire spari e droni in sorvolo. La protezione civile libanese ha dichiarato di non avere trovato vittime, dopo che le fiamme sono state spente.

...Gli Stati Uniti e la Francia “devono assumersi le loro responsabilità e costringere” Israele a fermare “immediatamente” i propri attacchi in Libano, “in quanto garanti dell’intesa sulla cessazione delle ostilità”

pc 29 aprile - Il nazimperialismo USA di Trump in azione con criminali rapimenti ed espulsioni


....l’amministrazione Trump in azione per seminare il terrore in tutto il paese; si rapiscono ed espellono persone con l’obiettivo di mettere a tacere le critiche a Israele e stroncare la solidarietà con le vittime palestinesi del genocidio israeliano in corso nella Striscia di Gaza, sostenuto dagli Stati Uniti.

Ufficialmente, più di 50.000 palestinesi sono stati massacrati dall’ottobre 2023; da quando Israele ha violato il cessate il fuoco a marzo, le Nazioni Unite riportano che almeno 100 bambini sono stati uccisi o feriti ogni giorno a Gaza. Agli occhi degli Stati Uniti, tuttavia, nulla di tutto ciò costituisce un reato. L’unico reato è opporsi al genocidio.

A tal fine, il governo statunitense ha avviato la sparizione di persone come Rumeysa Ozturk, una dottoranda turca di 30 anni alla Tufts University nel Massachusetts. Borsista Fulbright che studia lo sviluppo infantile, Ozturk è stata aggredita il 25 marzo da sei agenti in borghese, alcuni dei quali mascherati, mentre si recava a una cena iftar.

Visibilmente terrorizzata, Ozturk è stata ammanettata e costretta a salire su un furgone anonimo. Non si è saputo più nulla di lei per quasi un giorno intero, quando i suoi avvocati hanno scoperto che era stata trasportata in aereo dall’altra parte

lunedì 28 aprile 2025

pc 28 aprile - Torniamo a parlare della Resistenza/Lotta Partigiana/ Ruolo della classe operaia perchè c''è bisogno oggi per la Nuova resistenza

dalla stampa

Il 25 Aprile di Torino e gli inglesi che sospesero l'attacco dei partigiani: volevano essere loro a liberare la città

L’atteggiamento rigido e non negoziabile degli inglesi che volevano evitare che Torino venisse liberata dai partigiani di sinistra prima del loro arrivo in città

Quella che per tutti noi costituisce la data della vittoria, della liberazione del nostro Paese dal regime fascista e dall’occupazione tedesca, il 25 aprile 1945 cioè, è in realtà una data convenzionale, scelta perché il 24 aprile 1945, Radio Londra e poi tutte le piccole Radio clandestine della resistenza, avevano ripetuto la frase in codice: «Aldo dice 26 × 1». Era il segnale dell’insurrezione generale che doveva scattare all’una di notte del 25 indirizzato a tutte le unità partigiane dal Comitato Nazionale di Liberazione Alta Italia. A Milano, nel pomeriggio, in Prefettura, dopo l’incontro tra i rappresentanti del Cln Alta Italia e Mussolini, con la mediazione del cardinale Schuster, si prende atto dell’impossibilità di un accordo. Sarà l’ultimo incontro prima della decisione del Duce di lasciare una Milano ormai liberata e con i tedeschi che si stavano ritirando senza scontri a fuoco verso nord. A Milano, dunque, la liberazione avviene proprio in coincidenza del 25 aprile. A Torino, invece, la situazione è ben diversa, tutt’altro che chiara e definita.

I comandi militari della Repubblica Sociale Italiana, avendo avuto notizia dei movimenti partigiani di avvicinamento a Torino pongono in allarme le truppe e predispongono 22 posti di blocco intorno alla

pc 28 aprile - Operaio muore in una cava di marmo a Carrara nella giornata mondiale della sicurezza sul lavoro

Operaio muore in una cava di marmo a Carrara nella giornata mondiale della sicurezza sul lavoro

La cava dell'incidente
La cava dell'incidente (ansa)

L’incidente a Miseglia. La vittima aveva 59 anni

pc 28 aprile - "L'Università" marxista per i proletari, giovani, donne - Oggi 3° lezione a Taranto

 

pc 28 aprile - L'asse Trump/Modi, una parte determinante della crisi economica mondiale e della preparazione delle alleanze verso la guerra interimperialista mondiale

Contro questa alleanza e il regime fascista indutva di Modi abbiamo iniziato una campagna internazionalista mondiale nella settimana 7-12 aprile e nuove iniziative si preparano anche in Italia

Gli USA premono sull’India per concedere ad Amazon e Walmart pieno accesso al mercato

© Reuters.

Investing.com — L’amministrazione di Donald Trump sta facendo pressione sull’India affinché conceda pieno accesso al suo mercato dell’e-commerce da $125 miliardi ai giganti statunitensi Amazon (NASDAQ:AMZN) e Walmart Inc (NYSE:WMT) nell’ambito dei colloqui commerciali in corso, ha riportato martedì il Financial Times, citando dirigenti del settore e funzionari statunitensi.

Walmart possiede Flipkart, la più grande piattaforma di e-commerce dell’India. Washington sta cercando condizioni di parità per i rivenditori elettronici americani, contestando le restrizioni di Nuova Delhi che limitano le aziende straniere a operare come marketplace, mentre i concorrenti nazionali come Reliance Retail (NSE:RELI) possono produrre e vendere i propri prodotti, ha affermato il rapporto del FT. L’India permette alle aziende di e-commerce statunitensi di funzionare esclusivamente come piattaforme online che facilitano le vendite da parte di venditori terzi.

La questione fa parte di più ampie discussioni commerciali che abbracciano alimenti, automobili e tecnologia, e si svolgono sotto la minaccia di tariffe del 26% sulle esportazioni indiane se non si raggiunge un accordo entro 90 giorni, secondo il rapporto.

Il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance ha incontrato il primo ministro indiano Narendra Modi a Nuova Delhi lunedì, con entrambe le parti hanno notato progressi su un patto commerciale "reciprocamente vantaggioso".

L’amministratore delegato di Walmart Doug McMillon e l’amministratore delegato di Amazon Jeff Bezos hanno entrambi sollevato preoccupazioni riguardo alle regole dell’e-commerce indiano in recenti incontri con il presidente Trump e funzionari dell’amministrazione, ha riportato il FT.

I negoziati posizionano i rivenditori statunitensi contro Mukesh Ambani di Reliance, il cui dominio nel commercio al dettaglio indiano ha complicato l’accesso al mercato per le aziende straniere, ha aggiunto il rapporto.


pc 28 aprile - A Torino dopo il 25 aprile si prepara il 1° maggio

Stop al riarmo, contro il Partito della Guerra. Organizziamoci verso e oltre il primo maggio

Le parole d’ordine uscite dall’assemblea per la costruzione dello spezzone del primo maggio torinese parlano chiaro: organizzarsi per stoppare il riarmo generale, contrastare il partito della guerra che si riassume nelle posizioni liberal-sovraniste, rappresentare una proposta praticabile per chi non si riconosce in un futuro di militarizzazione di ogni ambito dell’esistente.

In primo luogo il piano europeo del Rearm Eu va considerato come la bussola da rompere e riorientare in direzione opposta. Il piano prevede l’aumento delle spese militari per ogni Stato europeo il che implica flessibilità fiscale per permettere di aumentare la spesa militare per la difesa; l’offerta di prestiti per 150 miliardi di euro per progetti di difesa congiunti; la riorganizzazione del bilancio e quindi dirottare altri fondi come quelli Coesione e Sviluppo – che dovrebbero essere destinati ai territori – negli investimenti per la difesa; il sostegno delle aziende nel settore della difesa stimolando anche gli investimenti privati. Per quanto riguarda l’Italia aumentare la spesa militare almeno al 2% del pil è un disastro annunciato per quanto riguarda il disinvestimento conseguente in tutti i settori del welfare, della sanità e della formazione già al collasso. Il cambiamento del nome in “Readiness” non ne sposta di una virgola la sostanza, così come la denuncia della commissione europea sulla votazione avvenuta senza il parere dell’Eurocamera: pallidi palliativi per edulcorare la pillola. L’autoillusione generale sulla creazione di un piano di difesa autonomo e condiviso dagli stati membri per contrastare la Russia e per sostenere l’Ucraina in una guerra che ha già perso porta con sé qualcosa di macabro oltre che di

pc 28 aprile - i fatti ci dicono che la lotta per chiudere i CPR è giusta, necessaria in dispensabile !

 

Dal Cpr di Torino un ragazzo chiede aiuto all’esterno, lamenta mancanza di cure e l’ambulanza lo porta in ospedale

Secondo quanto riferito dai manifestanti che hanno ascoltato la sua voce oggi pomeriggio, ha una patologia che non viene curata all’interno del centro

TORINO – Nel pomeriggio di oggi, 26 aprile, un ragazzo detenuto nel Cpr di Torino é stato portato in ospedale. È riuscito a chiedere aiuto contattando i manifestanti che si erano radunati all’esterno del centro per un presidio, iniziato intorno alle 15,30. Nella breve telefonata, il ragazzo (di circa 19 anni) ha riferito di avere una patologia che richiede regolari trasfusioni di sangue e che il personale della struttura della coop Sanitalia gli avrebbe negato di recarsi in ospedale.

I manifestanti quindi hanno contattato un’ambulanza, che é riuscita ad entrare nel centro e, dopo un’ora, uscire con a bordo un ospite (come confermato dalla polizia).

Il centro torinese ha riaperto a fine marzo, in precedenza era stato chiuso per due anni dopo che i reclusi avevano dato fuoco a una parte della struttura, facendo emergere violenze e trattamenti disumani. É ancora in corso il processo di primo grado per la morte di Moussa Balde.

Nel frattempo, le reti di solidarietà che hanno contattato i detenuti sostengono che “si sono registrati diversi scioperi della fame, tra cui uno durato 3 giorni”. Non solo: “nei giorni scorsi una persona é stata pestata talmente forte dalle guardie da renderne necessario il trasferimento in ospedale”.

Altri detenuti che sono riusciti ad avere un contatto all’esterno con operatori e avvocati non hanno fatto cenno a questi episodi e la prefettura non risponde ai giornalisti.

Cpr di Torino, ancora un pomeriggio di proteste fuori dalla struttura

La situazione oggi pomeriggio è rimasta sempre sotto controllo, senza mai dare segni di tensione

TORINO – Una nuova manifestazione si è tenuta oggi pomeriggio davanti al Cpr di corso Brunelleschi a Torino. “Indipendenza, hurriya, autonomia”: sono questi i tre termini ripetuti più volte nel pomeriggio di oggi. A intonarli, con l’ausilio di megafoni e cori, alcune decine di partecipanti al presidio, decisi a ribadire la loro opposizione alla riapertura della struttura.

Imponente la presenza delle forze dell’ordine, con polizia e carabinieri sul posto, mentre agenti della polizia municipale bloccavano l’accesso alle strade circostanti per i veicoli. Tuttavia, la situazione è rimasta sempre sotto controllo, senza mai dare segni di tensione.

I manifestanti, radunatisi nell’area verde che divide le due carreggiate di corso Brunelleschi, nei pressi della pista ciclabile, hanno ripetutamente intonato slogan contro il Cpr e parole di sostegno per le persone attualmente trattenute all’interno. Sul finale della protesta, sono stati lanciati alcuni fuochi d’artificio, accompagnati da appelli a resistere e dalla promessa di tornare ancora davanti ai cancelli del Cpr per portare la loro vicinanza. Le contestazioni si sono poi spostate anche in via Santa Maria Mazzarello, sull’altro lato della struttura.

Il Cpr di corso Brunelleschi ha riaperto lo scorso 24 marzo, dopo un periodo di chiusura di due anni per lavori di ammodernamento.

pc 28 aprile - Contro il decreto sicurezza nelle scuole - che succede a Bologna

Bologna: il decreto sicurezza entra a scuola dalla porta principale

di Giuseppe Scandurra da Monitor

Negli anni Novanta veniva chiamata “novembrite”, un neologismo tutto interno al mondo della scuola, che indicava quel periodo in cui si moltiplicavano in tutto il paese, le proteste e le occupazioni degli istituti. Oggi, dopo anni di riforme e decreti sempre più restrittivi, si è arrivati alla concessione da parte dei presidi, della settimana dello studente; un rito stanco che prevede un paio di giorni in cui la didattica tradizionale viene sostituita da attività ricreative miste a noiose conferenze.

Non è così in tutta Italia, tantomeno a Bologna, dove gli studenti dello storico liceo classico Minghetti, promuovendo uno stato di agitazione basato su contenuti chiari, sono arrivati a occupare la scuola. Lo scorso 18 marzo hanno convocato un’assemblea nel cortile della sede centrale del liceo e hanno proclamato l’occupazione della scuola. Forte la volontà di “esprimere il dissenso al piano per il riarmo europeo, al Ddl sicurezza, alla riforma della scuola Valditara e alle complicità del nostro governo con la pulizia etnica in corso contro il popolo palestinese”.

Dopo alcune “positive interlocuzioni”, come aveva dichiarato la stessa dirigenza, che spingeranno quest’ultima ad accettare i quattro giorni di occupazione e la sospensione dell’attività didattica, gli studenti vengono a sapere leggendo i giornali, alla fine dell’occupazione, di denunce penali e provvedimenti disciplinari. Il collegio docenti ha votato infatti quasi all’unanimità la mozione della

domenica 27 aprile 2025

pc 27 aprile - L'Aquila, in risposta alla violenta campagna diffamatoria e mediatica intorno al 25 aprile

Il 25 aprile è dei lavoratori e non del Carrefour

In Piazza 9 martiri, dove ogni 25 aprile a L’Aquila si tiene una "colazione resistente" a microfono aperto, quest’anno abbiamo preso la parola per ricordare che oggi essere antifascista vuol dire essere antisionista, vuol dire sostenere la rivoluzione palestinese e la resistenza di tutti i popoli oppressi. Abbiamo ribadito in più interventi la necessità di lottare per il diritto alla Re-esistenza del popolo palestinese, contro il genocidio e la violenza coloniale sionista, contro il piano di riarmo europeo, contro il DDL ex 1660, contro tutte le misure di chiaro stampo fascista di questo governo.

Ma soprattutto abbiamo dato voce ai partigiani e ai martiri palestinesi.

Abbiamo dato voce ad Anan Yaeesh, partigiano palestinese in Cisgiordania, arrestato e sottoposto, insieme ad Ali e Mansour, ad un ignobile processo-farsa con l’accusa infamante di terrorismo, mentre migliaia di cittadini italiani arruolati nell'esercito di occupazione israeliano sono liberi di fare a pezzi donne e bambini a Gaza.

E abbiamo dato voce a Rafat Radwan, paramedico di Gaza giustiziato il 23 marzo in un agguato dell’esercito israeliano insieme ad altri 14 volontari della mezza luna rossa e della protezione civile palestinese.

Con queste testimonianze abbiamo esortato tutte e tutti ad agire ora per fermare il genocidio in Palestina e la persecuzione dei resistenti palestinesi, portando la propria presenza solidale alle future udienze che ci saranno a L’Aquila e boicottando attivamente le aziende complici del genocidio in Palestina, come il Carrefour, attraverso un corteo funebre, improvvisato, che ha sfilato fino a Piazza Regina Margherita, passando dentro il punto vendita in centro della multinazionale francese (https://abruzzoweb.it/carrefour-laquila-manifestanti-nessun-atto-di-violenza-semplice-flashmob/).

Il racconto di questa flashmob lo lasciamo al comunicato di Casematte (https://www.instagram.com/reel/DI8Z18eMKQD/?utm_source=ig_web_copy_link&igsh=MzRlODBiNWFlZA==) e a questo video

Come Slai cobas per il sindacato di classe vogliamo invece arrivare al cuore e al cervello di lavoratori e lavoratrici, non solo del Carrefour, rivendicando a pieno l’azione compiuta come una delle tante forme di lotta, e dal nostro punto di vista il minimo sindacale, che sempre più lavoratori e lavoratrici dovrebbero mettere in campo per riprendersi i propri diritti negati, perché ciò che unisce i lavoratori e i proletari di tutto il mondo è la classe e non il padrone.

Chi oggi, dalla destra alla falsa sinistra, ci accusa di vile azione squadristica nei confronti dei lavoratori del Carrefour, dando per buone e scontate le dichiarazioni di un imprenditore, non sta dalla parte dei lavoratori ma della classe dei padroni.

pc 27 aprile - Torino: manifestazione attacca il CPR



pc 27 aprile - Stellantis e India, passando dalla Cina

 Ancora un elemento per comprendere il perchè dell'azione internazionalista che svolgiamo dalla Stellantis per l'unità proletaria anticapitalista e antimperialista.

Verso una iniziativa negli stabilimenti Stellantis in Italia e in India 

proletari comunisti

Stellantis punta a India per veicoli elettrici sviluppati da partner cinese

© Reuters. Il logo Stellantis presso la sede dell'azienda a Poissy, vicino Parigi, Francia. REUTERS/Stephanie Lecocq/

(Reuters) - Stellantis (BIT:STLAM) ha in programma di vendere in India veicoli elettrici di marca cinese sviluppati dal partner Leapmotor già entro la fine dell’anno.

Lo ha detto Tianshu Xin, responsabile delle operazioni di Stellantis in Cina e Ceo della joint venture Leapmotor International. "Considerata la portata del mercato automobilistico, anche l’India ha sicuramente un grande potenziale", ha affermato.

"Stiamo accelerando l’ingresso nel mercato indiano", ha detto Xin a Reuters a margine del salone dell’auto di Shanghai. Xin non ha specificato quale modello Stellantis avrebbe intenzione di vendere in India tramite Leapmotor, né se i veicoli sarebbero esportati dalla Cina o assemblati in loco.

La joint venture controllata da Stellantis ha in programma di utilizzare gli stabilimenti Stellantis in