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giovedì 12 febbraio 2015

pc 12 febbraio - Quasi 400 morti . . .


Quasi 400 morti e l'uomo dell'uranio impoverito parla ancora una volta senza sapere quello che dice . . . o forse lo sa fin troppo bene!

Ancora un altro gommone con un centinaio di vite umane a bordo affondato nel Canale di Sicilia. I morti oscillano dai 300 ai 400 (nel totale dei 4 gommoni) secondo le testimonianze dei superstiti, partiti sabato da Tripoli con altri tre gommoni con a bordo almeno cento persone su ogni mezzo. Tra loro anche i profughi morti assiderati nonostante il soccorso della Guardia costiera al largo di Lampedusa. . . per le autorità non c'è niente di provato perché non sono stati ancora trovati relitti e corpi.
I pochi superstiti dicono che non volevano partire a causa del brutto tempo ma che i trafficanti di vite umane, li hanno minacciati, armi in mano e costretti a salire sui gommoni della morte – uno dopo l'altro sono affondati tutti
E' stata una tragedia, un incubo . . . che lo dica uno dei superstiti è triste realtà ma che queste parole escano dalla bocca del neo eletto presidente della repubblica renziana . . .pardon “italiana”, ci sembra chiaramente un insulto: ricordiamo ancora la storia dell'uranio impoverito!
E ancora vomitevole sentire che certe considerazioni escano dalla bocca del moderno fascista Matteo Renzi a Skytg24 : “ . . . è spiacevole utilizzare certe vicende per strumentalizzare in modo cinico quello che accade, da destra e da sinistra" ha aggiunto il premier in merito alle polemiche sull'operazione Triton. "Se guardiamo ai dati, non è che con Mare Nostrum non si moriva e adesso si muore. Chi pone il problema Mare Nostrum o Triton è come quello che guarda al dito e non alla luna". Per il premier, "se vogliamo mettere fine al Mediterraneo come cimitero la priorità è risolvere il problema in Libia".
E già . . . e proprio lì che lui ha la testa . . . vuole ricreare un impero coloniale (?!?)

Egli utilizza tutto a suo uso e consumo – non ha remore di alcun tipo – una vita umana vale meno di una sigaretta . . . ma la colpa è sempre degli altri: Berlusconi Docet.

martedì 16 dicembre 2014

pc 16 dicembre - Compagni è l'ora! Un intervento di un compagno di proletari comunisti di Palermo

E' un Ansa del 4 dicembre . . ."Una parte dei nostri elettori, delusa, si è rifugiata nell'astensione, mentre alcuni protagonisti politici, da Alfano a Salvini, hanno pensato che potesse essere venuto il loro turno. Io non ho mai sofferto di ambizioni politiche ma ancora oggi come allora non vedo nessun altro che possa esercitare una leadership in grado di unificare il mondo del centrodestra". E' quanto afferma all'Huffington Post Silvio Berlusconi sottolineando come la grande rivoluzione liberale del '94 sia "incompiuta".

E mi piace che uno dei suoi elettori dica:
Ma quale rivoluzione liberale incompiuta? In 15 anni di governo non ha fatto assolutamente nulla. E giustamente il centrodestra si è ridotto ai minimi termini.
Per una nuova politica deve farsi da parte, solo così si può risollevare quell'area. Non gode più di alcun credito.



E' chiaro (questo siamo noi a dirlo) che oltre l'abuso delle

scemenze di cui approfittano Eletti e Elettori e che la parola

rivoluzione dovrebbero cancellarla dal loro vocabolario . . ., è

chiaro che è una falsità dire che il centro destra “si è ridotto

ai minimi termini” . . ., ai minimi termini è arrivato sicuramente

il popolo “votante” . . . Per il resto non c'è aria di sinistra da

nessuna parte, nelle istituzioni, nemmeno di quella più

becera, revisionista alla quale avevamo fatto il callo.

La società “per come la si intende oggi” è arrivata al suo capolinea o meglio, come scientificamente dimostrava K.Marx, il capitalismo giunto al suo “apice” prima o poi doveva implodere . . . noi molto più elementarmente ma sempre consci delle verità della scienza del Marxismo, aggiungiamo che sono i colpi di coda che ci preoccupano, perché nonostante ferita a morte, la bestia è enorme e i suoi tentativi “di salvezza” continuano a procurare danni colossali: NON MI VENGANO A PARLARE DI DESTRE E/O DI SINISTRE . . . tutto ciò che ci circonda è in mano a una classe morente, la borghesia e gli unici al mondo ai quali è affidata la salvezza del pianeta, SIAMO NOI COMUNISTI.

No, non vogliamo fare una lezione di scienza e nemmeno una sintesi storica degli ultimi secoli . . . vogliamo che il proletariato si svegli da questo sonno profondo “indotto” dai veleni della globalizzazione e della “produzione a tutti i costi” . . . anche se di MERDA si tratta, vogliamo che la rivoluzione venga fuori da tutto ciò che il proletariato ma in genere le classi “dominate” subiscono: siamo convinti che è giunta l'ora!


Il moderno fascismo è dilagante sotto tutte le sue forme e 


oramai parla una sola lingua, quella del “potere a tutti i costi” 



. . . in Europa, come in America o negli stati “Islamici” - 



l'ultimo viaggio di Renzi in Turchia e per restare in tema, il 



tenero “amore” tra governo turco e Isis, ne sono una piccola 



ma ampia dimostrazione: L'ORA E' GIUNTA DAVVERO!

giovedì 30 ottobre 2014

pc 30 ottobre - Tra Pasti e Rimpasti alla regione Sicilia

Ci siamo ancora una volta – sembra che questo governo regionale pur di continuare a vivere, sia divenuto un enorme pastificio, infatti l'unica attività evidente è quella del rimpasto!

In questo “Crocetta Ter”, sono confermate Lucia Borsellino e Linda Vanchieri ma su questo non avevamo dubbi.

Lo spazio c'è per tutti (?), che importanza può avere se ne viene fuori una squadra di calcio anzicchè una di governo?

Si accontenta l'ex segretario regionale del PD, Lupo se Antonio Purpura va agli Enti Locali o magari al Turismo – con Bruno Caruso, l'area Cuperlo dovrebbe rimanere soddisfatta (ma...) anche perché la delega al Lavoro “conta”.

Maurizio Croce, nipote dell'ex procuratore di Messina dovrebbe invece avere la delega al territorio.

C'è una donna per tutte le stagioni, senza per questo volere mancare di rispetto alle signore dell'alta borghesia, si chiama Cleo Li Calzi che in qualche modo ci ricorda Cammarata e Lombardo . . . adesso si è quasi convinta a dire di si all'offerta giunta dai cuperliani del PD (ovviamente ci saranno cuperliani un po' ovunque) anche se la parola definitiva la dirà quando saranno definite “deleghe e competenze”.

Il governatore non è comunque del tutto tranquillo perché si gioca sulla lama del rasoio . . . la forbice è stretta.

Continuando con i nomi, c'è il problema di Giovanni Pizzo che sembra in bilico a causa di una questione giudiziaria mentre per Alessandro Bacci indicato dalla sede dell'impero renziano, sembra certa la delega all'economia.

Alle Autonomie Locali andrà sicuramente Marcella Castronovo, già vice- segretario della presidenza del consiglio.

Certo . . . ci sono molti scontenti, non potrebbe essere diversamente.
In un trafiletto di Repubblica si legge che [ la formazione di Leanza si è ormai rotta verticalmente. La componente che fa capo a Luca Sammartino, ieri ha diffuso una nota per dire che << il movimento non è rappresentato nel nuovo governo >> ].

Tra gli scontenti anche una buona fetta di Pddini – Pippo Di Giacomo (ancora un cuperliano ?) pretende le scuse da Crocetta [ il riferimento è allo scontro sull'appalto per l'efficentamento energetico ( ma non esistono più le parole di un tempo?) allì'ASP di Palermo e alla lista dei “raccomandati” del Di Giacomo stesso.]

La lista Musumeci commenta in una sua nota che il “Crocetta-ter” è un'operazione a tavolino, mentre Valentina Zafarana capogruppo M5S, definisce il nuovo “esecutivo” come pieno di “riciclati” e senza nomi di “spessore”.

COSA POSSIAMO DIRE NOI PROLETARI COMUNISTI ?

I governi, siano essi spostati a “destra” o protesi a “sinistra”, sono e rimangono  sempre “combriccole” al servizio della più becera borghesia e come tali non ci stanno bene, al di la dei nomi. Le maggioranze nate nei salotti o nelle “cabine di pilotaggio” che esaltano come diritto di voto, sono e saranno sempre contro i lavoratori – le donne – I GIOVANI, e proprio perché siamo convinti che saranno questi ultimi a dare la spallata finale al sistema,

 Pillole Comuniste  ritrae perfettamente la commedia:


La putrefazione del sistema politico ed economico 

finisce per rappresentarsi con facce putrefatte di 

morti viventi alla testa delle istituzioni.

Spazzare via questo sistema e i suoi uomini è 

compito della gioventù proletaria ma essa 

oggi non ha 

ancora coscienza e organizzazione per  farlo.



Da pillole comuniste 1 – 22/04/2013




mercoledì 21 luglio 2010

pc quotidiano 21 luglio - il blog e il lavoro di proletari comunisti

il quotidiano comunista blog è realizzato sempre più con la partecipazione organizzata di tutti i compagni attivi in proletari comunisti,
anche se ci sono ancora compagni della nostra organizzazione che non danno il necessario contributo, perchè non vedono il blog come uno strumento da combattenti politici d'avanguardia quali noi siamo e vogliamo sempre più essere...
....bisogna organizzare una propaganda del blog e una circolazione del blog in internet verso tutti i compagni e le aree politiche proletarie, comuniste, rivoluzionarie interessate.....
...stiamo preparandoci a una forma di stampa quotidiana del blog verso gli attivi delle fabbriche e delle realtà di lotta in cui operiamo con anche una presenza in fabbrica del quotidiano in forma di giornale murale....
Il quotidiano blog, la rivista la nuova bandiera, la rivista maoist road, i classici e gli opuscoli sono strumenti per la nascita, costruzione, sviluppo dei circoli di proletari comunisti, essenzialmente circoli operai....
Il nostro lavoro di massa ha al centro le lotte operaie e proletarie, l’antifascismo-antirazzismo-antirazzismo, il movimento delle donne e della gioventùproletaria e studentesca,l’internazionalismo....
In tutti questi campi il nostro metodo di lavoro di massa è quello del primato delle lotte e dell’orientamento e direzione di esse, il sistema organizzativo delle reti come fronte..... questa attività di massa è finalizzata in questa fase a far avanzare la lotta politica per il rovesciamento del governo Berlusconi per contrastare il regime moderno fascista, poliziesco e presidenzialismo dittatoriale in formazione .. per affermare l’esigenza di un governo operaio e popolare che possa essere o almeno aprire la strada attraverso una rivoluzione al potere nelle mani dei lavoratori e a una società socialista.....
....la tappa attuale di questo lavoro è formare i compagni, costruire le strutture di base porli alla testa delle lotte e dell’organizzazione di massa, ...fare delle città in cui siamo e in cui possiamo essere presenti degli esempi, delle basi, dei punti di riferimento locali e nazionali di questo lavoro

proletari comunisti
21 luglio 2010

martedì 20 luglio 2010

pc quotidiano 20 luglio - TREMONTI: "ECCO LA VERA P3"

Tremonti nell'intervista di domenica scorsa a La Repubblica, contrastando una affermazione del giornalista: “Ministro, a parte i tagli alle Regioni, nella manovra non c'è niente di strutturale”, risponde:
“Nella manovra è stata fatta la riforma delle pensioni più seria d'Europa in questi anni e in pari data c'è stata Pomigliano, con il lavoro che non esce ma torna in Italia e nel Mezzogiorno. E forse queste due, pensioni e Pomigliano, sono due P più importanti della P3. Con rispetto parlando, e con orgoglio parlando, l'azione del governo contro la criminalità organizzata ha un'intensità e un'efficacia finora non conosciute. E forse anche questo va messo sul piatto della giustizia.”.

In generale nei commenti di questi giorni sulle varie cose dette da Tremonti nell'intervista questa frase è stata (volutamente?) trascurata, ma per la politica e per la filosofia di questo governo, dal punto di vista del proletariato, è forse la frase più significativa, emblematica e appunto “strutturale”.

Tremonti è “uomo d’onore” e le cose le dice per quelle che sono: questi attacchi sono ben più che provvedimenti economici per contrastare la crisi, sono passaggi politici, ideologici dell’azione moderno fascista di padroni e governo. Tremonti, che si propone come il nuovo serio rappresentante della borghesia italiana che può sostituire nei fatti il pagliaccio e compromesso Berlusconi, dice che la vera P3 ha come punti strategici l’affermazione di un nuovo schiavismo operaio e il doppio sfruttamento e oppressione delle donne.
Lo dice lui, quindi, che l’attacco ai diritti di operai e donne sono decisivi. Ma, nello stesso tempo, ci sta dicendo anche che soprattutto operai e donne potrebbero far saltare questa P3?

Ma Tremonti dichiara ancora altro. Nella stessa risposta al giornalista aggiunge: “Con rispetto parlando, e con orgoglio parlando, l'azione del governo contro la criminalità organizzata ha un'intensità e un'efficacia finora non conosciute”.
Apparentemente non ci sarebbe un legame tra la prima affermazione sulla manovra del governo e questa. Perché allora? Tremonti sa bene di cosa parla: da un lato parla ai “suoi”, alle marionette manovrate che si fanno trovare con le mani nella marmellata e sputtanano la serietà del processo di moderno fascismo; dall’altro lancia un messaggio alla gente che serva ad oscurare l’azione antipopolare del governo. E’ un caso che in questo periodo nei mass media, nei telegiornali, alle notizie (molto scarse) sull’opposizione a Pomigliano, sulle lotte degli operai, sulle lotte delle masse siano spesso seguiti ampi, enfatici resoconti, con interviste al seguito, sulle operazioni contro la criminalità organizzata, in particolare nel napoletano?

Tremonti, infine, afferma un’altra cosa: quando nella risposta mette l’accordo di Pomigliano come se facesse parte della manovra governativa, svela anche lui apertamente quello che noi comunisti diciamo da sempre, che il governo è dei padroni, che il programma del governo è solo la difesa degli interessi dei padroni, che difesa dell’economia dell’Italia coincide con la difesa del capitalismo italiano, contro gli interessi della stragrande maggioranza della popolazione. Quindi dichiara apertamente che il governo è di parte (di una piccola parte che ha però tutta la ricchezza, il potere nelle mani).
Ma se un governo, uno Stato sono di “parte”, Tremonti stesso dichiara che non sono legittimi; e se sono illegittimi, se sono la vera “P3”, possono e devono essere rovesciati dall’altra parte che è la maggioranza.

venerdì 16 luglio 2010

pc quotidiano 16 luglio - MARX: RENDERO' ONORE AGLI OPERAI...


Agli operai e alle operaie,
nel gennaio '09 abbiamo fatto un opuscolo che è una libera sintesi dell’importante e fondamentale testo di Karl Marx “Lavoro salariato e capitale”.
Oggi lo riproponiamo, invitando a richiederlo all' e mail: ro.red@libero.it.

Riportiamo la presentazione dell'opuscolo.

MARX: ”Renderò onore agli operai che non hanno nulla, che sono considerati una classe pericolosa e parteciperò attivamente alla loro organizzazione, perchè essi sono il motore collettivo della Storia dell’emancipazione, i principali costruttori di una società egualitaria”.

Oggi il peggioramento e l’impoverimento crescente della condizione degli operai, la crisi in cui si dibatte il capitalismo a livello mondiale e l’irrisolvibilità della attuale situazione economica nonostante tutte le “soluzioni” che i governi cercano di inventarsi, stanno dimostrando una cosa semplice: Marx aveva e ha ragione. E l’ironia della sorte è che sono costretti a riscoprire Marx e a chiederne lumi anche alcuni economisti borghesi.
Marx ha già dimostrato, analizzato le crisi e il perchè delle crisi, ha dimostrato che “il re è nudo”, che il cuore di tutto è nel rapporto lavoro salariato e capitale; un rapporto necessario per l’esistenza stessa del capitale, della classe dei padroni, ma che, se è la vera fonte delle rovinose condizioni di esistenza della classe operaia, di tutti i lavoratori e della maggioranze della popolazione, esso costituisce per i capitalisti anche la causa della loro rovinosa fine, un cappio in cui più i capitalisti si dibattono, tentando di salvare la loro classe, più esso si stringe intorno al loro collo.

Ma Marx ha dimostrato soprattutto che il rapporto lavoro salariato e capitale, sfruttamento/profitti, operai/padroni non è eterno, non è una maledizione inevitabile, ma una contraddizione che inevitabilmente si acuirà sempre di più e che spetta proprio agli operai farsi i “becchini” del sistema capitalista ed essere il motore collettivo della nuova Storia.

gennaio 2009

mercoledì 14 luglio 2010

pc quotidiano 14 luglio - Fiat dilaga il fascismo padronale per fermare le lotte operaie e imporre intensificazione dello sfruttamento e schiavismo

Alla Fiat Mirafiori da alcuni giorni si fermano gli operai delle Carrozzerie e della Power Train (ex Meccaniche) e un corteo di 1200 lavoratori sfila dalla porta 2 davanti al Motor Village. Anche i lavoratori dell'Iveco danno vita ad uno sciopero e a un corteo. Gli scioperi a Mirafiori sono nati sul problema del mancato pagamento del 'premio di risultato' che viene corrisposto a luglio; già l'anno scorso era stato ridotto da 1300 a 600 euro e ora si tema venga ulteriormente decurtato.
Si è trattato di scioperi fondamentalmente spontanei o con una forte spinta dal basso, dettati dalla rabbia e con il segno di una forte preoccupazione per il rapido peggioramento della condizione operaia.
La reazione agli scioperi di Torino è stata all'insegna del nuovo fascismo padronale che Marchionne da Pomigliano vuole imporre a tutti gli stabilimenti e che ha come base programmatica l'accordo di Pomigliano e la “Lettera di Marchionne”. Martedì, quindi, è partita la lettera di licenziamento per un impiegato della Fiom, Pino Capozzi, colpevole di aver inviato per e mail a 40 suoi colleghi di lavoro la lettera degli operai di Tychy – Polonia, che nei giorni precedenti al referendum a Pomigliano lanciava un messaggio di solidarietà e di unità di lotta a tutti gli operai Fiat.
L'azienda parla di “messaggio denigratorio nei confronti dell'azienda”; proprio in quei giorni le e mail aziendali erano piene dei messaggi dell'azienda e dei sindacati padronali che invitavano i lavoratori a votare Si al referendum.

Il licenziamento di Torino si aggiunge alle minacce di licenziamento dei 3 operai di Melfi, tra cui due delegati della Fiom, colpevoli questa volta di aver fermato il reparto a fronte dell'aumento dei ritmi di lavoro; ritmi di lavoro originati dall'aumento del 10% della velocità delle linee di montaggio, in atto anche allo stabilimento di Cassino. Anche qui il bersaglio sono gli scioperi partiti alla Fiat Sata contro questo aumento dei ritmi e da giovedì contro le minacce di licenziamento.
Gli operai della Fiat Sata non si sono fatti intimidire, hanno proseguito negli scioperi e nei cortei interni, una manifestazione ha avuto luogo sotto la sede dell'Assindustria di Potenza.

Quello che avviene ai due stabilimenti Fiat è parte però della grande operazione messa in atto a Pomigliano. A Pomigliano quello che è in atto è il disprezzo degli operai, l'oppressione e il ricatto, fino alla provocazione.
Lunedì mattina si è dovuti arrivare al malore, dovuto al caldo e allo stress, che ha colto due operai ai cancelli di Pomigliano dove erano in fila i lavoratori per la frima della documentazione relativa alla cassintegrazione straordinaria, “trattati come bestie” - dicono i lavoratori. Nei giorni del referendum la Fiat si era invece organizzata benissimo!
Ma di scandalosa e inaudita gravità, anche se il fascismo padronale è questo, è quello che è avvenuto in occasione dell'assemblea della Fismic tenutasi il 13 luglio. In un'assemblea organizzata in un albergo ubicato a pochi passi dalla Fiat di Pomigliano, il segretario di questo sindacato giallo ha sciorinato tutti i particolari di come prosegue “l'operazione Pomigliano”, confermando che la via scelta è quella del licenziamento di massa e del ricatto individuale della cosiddetta “Newco”: “La nuova società sarà pronta a giorni, probabilmente entro la fine di questo mese, e non sarà necessario licenziare tutto il personale per poi riassumerlo sotto nuove insegne. Alla Fiat basterà trasferire i cespiti a un'altra azienda dotata di capitale sociale sufficiente, ai sensi dell'art. 2112 del codice civile”. Insomma, trasferimento di uomini e mezzi ad altra impresa e contestuale apertura della sede della nuova società all'interno del G.B. Vico.
“Qui i dipendenti saranno chiamati a visionare il nuovo contratto che potranno liberamente firmare o meno, chi non firmerà ovviamente resterà disoccupato. Il nuovo contratto sarà modulato sull'intesa separata del 15 giugno, poi approvata a larga maggioranza dai dipendenti di Pomigliano nel referendum di fabbrica”. I sindacati firmatari, quindi, si fanno loro gestori diretti della violenza e del ricatto padronale. Angeletti per la Uil difende questa scelta: “Nella trattativa di Pomigliano non abbiamo subito nessun ricatto. Circa le questioni di incostituzionalità dell'intesa, esiste una Corte Costituzionale, in ogni caso non contiene nessuna violazione”.
“La scelta della Newco – come informa un articolo de Il Mattino - viene fatta di fronte alla verifica che non è praticabile la via istituzionale in tempi brevi. Il disegno di legge, infatti, presentato da Ichino del PD che prevede che un accordo anche se non sottoscritto da tutti i sindacati maggiormente rappresentativi vincola comunque erga omnes pure quelli che non firmano l'intesa. Questa strada presenta due ostacoli alla sua applicazione all'accordo Fiat, la legge dovrebbe essere retroattiva e i tempi di approvazione brevissimi”.
Completano l'opera, naturalmente, le dichiarazioni di Sacconi che con ignobile faccia tosta dice che l'accordo tra Fiat e i lavoratori di Pomigliano “fa scuola”, “il referendum è andato benissimo. Ma i referendum non si debbono più fare, il potere dei lavoratori in azienda deve organizzarsi solo attraverso una forma di democrazia delegata”. E' il conseguente fascismo istituzionale a tutela del fascismo padronale.
A fronte di questa marcia a carroarmato della Fiat, lo sciopero dichiarato per venerdì dalla Fiom va sostenuto in tutti gli stabilimenti Fiat, ma serve una risposta generale.
Giustamente Cremaschi dalle pagine di Liberazione riconosce che si tratta di fascismo, ma come si risponde al fascismo è un problema che si pone anche all'interno del suo sindacato, e non alludiamo alla direzione della Cgil - che in tutta questa vicenda procede in parallelo con la Fiat: dal Si al referendum alla sottovalutazione dell'attacco, ai mancati appoggi alle lotte operaie in corso e all'opera di convinzione e di pressione per allineare la Fiom - ma anche alle dichiarazioni del coordinatore nazionale del settore auto Masini che sembrano non andare oltre il ricorso legale rispetto ai licenziamenti, anche al segretario della Fiom piemontese che diventa ridicolo dichiarando “Marchionne deve decidere se rimanere Marchionne o trasformarsi in Valletta.

La sfida iniziata con il No a Pomigliano, proseguita con gli scioperi a Melfi e a Mirafiori, in attesa che entrino realmente in campo gli operai di Termini Imerese, va raccolta e proseguita.

NO AI LICENZIAMENTI REPRESSIVI
NO AI LICENZIAMENTI DI MASSA A POMIGLIANO
NO ALLA CHIUSURA DI TERMINI IMERESE
NO ALL'INTENSIFICAZIONE DELLO SFRUTTAMENTO E AI TAGLI DEL SALARIO

proletari comunisti
14 luglio 2010

martedì 13 luglio 2010

pc quotidiano 13 luglio - Ganzer .. come De Gennaro ...come i capi degli sbirri torturatori di genova .. come gli altri godono la fiducia del ministro

14 anni di carcere per traffico di droga, Ganzer uno dei pezzi grossi storici dello stato borghese dietro a innumerevoli operazioni contro le avanguardie comuniste, contro i movimenti antagonisti è stato messo a nudo dalla sentenza emessa ieri...
per noi comunisti non è certo una novità.. tanti conoscono storicamente e attualmente simili personaggi.
E' da diversi anni che i capi delle forze dell'ordine ai diversi gradi - fino agli esempi eclatanti di Genova sono dei veri delinquesti e dei fuorilegge di Stato
chiaramente dei fuorilegge per modo di dire
ogni tanto incappano nella giustizia ma restano al loro posto, sono intoccabili e inamovibili per i loro crimini perché i loro sono crimini di stato, dietro di essi ci sono governo e classi dominanti di cui sono uomini di fiducia
la fiducia pronta del governo Berlusconi , tramite le parole dell'ignobile ministro leghista è quindi rendere esplicito, ciò che è implicito.
Bene, ne prendiamo atto
L'unica giustizia è quella proletaria.

proletari comunisti
13 luglio 2010

pc quotidiano 13 luglio - Maschi assassini, Berlusconi e giornalisti nella guerra contro le donne



In due mesi 12 donne sono state uccise. Gli assassini sono ex fidanzati e ex mariti, uomini che passano dalla violenza psicologica delle persecuzioni a quella omicida di inaudita brutalità. Una tale carica di violenza che nessuna legge è in grado di fermare perchè affonda le sue radici in questo sistema sociale e viene da esso alimentata quotidianamente.
Riportiamo le affermazioni di chi ha in mano il potere politico, il presidente del consiglio al forum mediterraneo di Milano di ieri: "ambasciatori, portate ogni tanto qualche bella ragazza mediterranea. Apprezzeremmo. Siamo latini", "in Italia siamo playboy, ci teniamo a conquistare", "vogliamo tenere intatta la possibilità di manifestare il nostro senso estetico".
Della stessa questione - la sottomissione della donna- trattano sia la cronaca che le affermazioni di Berlusconi. C'è un legame evidente tra la violenza compiuta e le idee di un capo del governo che sanno molto di fascismo perchè fascista è l'ostentato modello machista che fonda il suo potere sulla sopraffazione, sul dominio sulla donna, vista non come un soggetto autonomo ma alla stessa stregua di un oggetto di proprietà, quella stessa radice della "proprietà" di questo sistema sociale capitalista di una classe che esercita il suo dominio sugli altri esseri umani.
A pulire dal sangue le mani degli uomini assassini poi ci pensano gli "specialisti" delle idee della classe dominante, giornalisti/opinionisti/educatori/psicologi, che, parlando della guerra contro le donne, descrivono la violenza maschile come fosse inevitabile o, comunque, in qualche modo giustificabile, quando titolano o sottolineano che l'uomo assassino lo ha fatto per troppo amore, che abbiamo di fronte uomini fragili che non reggono al rifiuto di una donna, fidanzati delusi, amori impossibili...
Cosa c'entra l'amore -seppure deviato- con le uccisioni di donne? Proprio niente, infatti. C'entra solo l'odio del proprietario che non permette a nessuno di sottrargli il potere. L'unico amore che conoscono gli uomini che odiano le donne.

prolcomra
13/07/2010

pc quotidiano 13 luglio campeggio della gioventù ribelle



L’organizzazione è il punto di partenza, senza organizzazione non si può vincere alcuna lotta.Convinti di ciò i giovani di Red Block lanciano nuovamente la pratica del campeggio come mezzo organizzativo e formativo per i giovani ribelli
Questo governo che non assicura ai giovani un futuro è lo stesso governo che non è neanche in grado di garantire un presente alle masse proletarie costrette ad arrivare a stento a fine mese e a essere sfruttate per un lavoro con salario ridotto e tempi stressanti.
Le fabbriche chiudono, gli operai licenziati, continua disoccupazione, riforme sull’istruzione che impongono il modello sociale della classe dominante, razzismo e fascismo dilagante avanzato dal governo, doppia oppressione della donne sono questi i campanelli d’allarme che porteranno l’Italia ai livelli della Grecia.
Consci di tutto ciò il nostro campeggio serve per organizzarsi, organizzarsi per un prossimo autunno ricco di lotte sociali, da quelle studentesche a quelle dei disoccupati, dei lavoratori, degli operai e delle masse stanche che subiscono gli effetti della crisi.
Tre saranno le giornate di formazione:
- Lotte giovanili e studentesche; Antifascismo;
- Quartieri popolari; Lotte operaie e giovani precari;
- Come i giovani e i lavoratori greci rispondono alla crisi del capitale;
Rivoluzioni nel mondo, le guerre popolari;
E poi le conclusioni:
- “Necessità di organizzare la gioventù proletaria e ribelle”.
Il campeggio si terrà nel sud Italia, in Sicilia, terra in cui le contraddizioni del sistema capitalista sono sempre più evidenti e peggiorano le condizioni di vita delle masse.
discussioni e proiezioni video, non mancherà nel tempo libero musica e svago tra compagni: piscina, mare, tornei di calcio e pallavolo.

red block
Palermo

pc quotidiano 13 luglio: CONTRO UNA CLASSE PROFONDAMENTE E INEVITABILMENTE IMMORALE E' LEGITTIMO RIVOLTARSI!

“Intreccio tra affaristi, politici e malavitosi, scambi di favori e appalti truccati”.Così i giornali più onesti parlano della nuova P3.
Si tratta di una vera e propria associazione a delinquere al potere con a capo il governo Berlusconi e che resta comunque fermamente al potere – a parte qualche indagato (come gli ultimi, ma i soliti, Dell’Utri e Casentino) di cui proprio non possono fare a meno.
Non si tratta di un’associazione a delinquere circoscritta e fuori da una normalità, ma di un sistema generale politico, economico, malavitoso, strutturale, che arriva dappertutto e succhia sangue (denaro) come un vampiro dappertutto.
E’ l’imbarbarimento del sistema imperialista che mostra ormai, senza più possibilità di nasconderle dietro il trucco, le sue fattezze mostruose.
E’ sempre più si mostra l’abisso tra i fiumi di milioni di euro, l’arricchimento senza limiti di ministri, sottosegretari, padroni, finanzieri, e loro corte, e la crescente miseria a cui stanno portando la gente, i proletari, le masse popolari.
Basta aprire un giornale: da un lato i teatri dell’horror, dall’altro e contemporaneamente: tolte a migliaia di disoccupati di Napoli anche le misere 600 euro al mese, licenziati 3700 lavoratori della Telecom, negato anche un minimo premio di risultato agli operai della Fiat di Mirafiori, taglieggiati i salari di tutti i lavoratori, imposto il pagamento delle tasse, come usurai, alla gente de L’Aquila; ecc. ecc.
Questo sistema di potere proprio perché sempre più si mostra come profondamente illegale, deve fare carta straccia di ogni legalità democratica, soprattutto verso le masse e i proletari: è un caso che oggi il governo è impegnato a cancellare lo Statuto dei Lavoratori e il programma della P2 di Gelli, oggi rinnovata con la P3 di Carboni, Verdini, Dell’Utri, ecc., aveva nei suoi punti l’eliminazione dello Statuto dei Lavoratori?
Lo squallido Bersani PD dice nell’intervista a Repubblica apparsa oggi: “Berlusconi ha fallito”. Ma è stupido o ci fa? Dov’è questo fallimento? Gli sporchi affari che doveva fare li ha fatti e li continua a fare. Dov’è il fallimento? L’attacco ai minimi principi democratici, ai diritti delle masse, lo ha fatto e lo continua a fare. Chi ha sempre fallito è il PD!

Questo sistema non può essere aggiustato. L’unica “pulizia” deve venire dalle rivolte dei proletari e delle masse! Rivolte che sempre più sono inevitabili! E noi come comunisti le sosteniamo, le auspichiamo, le organizziamo.

Chiudiamo riportando la descrizione che faceva Engels della borghesia ne “la situazione della classe operaia in Inghilterra”, che sembra scritta oggi: “… (la borghesia) una classe profondamente immorale, inguaribilmente corrotta, intimamente corrosa e resa del tutto incapace di ogni progresso dall’egoismo… per essa nulla esiste al mondo se non per amore del denaro, essa stessa compresa, perché non vive che per guadagnare denaro, non conosce altra beatitudine che un guadagno rapido, altro dolore che la perdita di denaro… è del tutto indifferente che i suoi operai muoiano o no di fame, purchè egli guadagni del denaro. Tutti i rapporti umani vengono misurati secondo il guadagno, e ciò che non procura denaro è cosa stupida, inopportuna, idealistica…”

pc quotidiano 13 luglio -Ma davvero Formigoni è contro Berlusconi?

MISERIA E NOBILTA’ DI UNO SCONTRO PREVISTO E PREVEDIBILE.
Pronto a consegnare la delega di Governatore, tuona da giorni Formigoni, e da “buon vecchio democristiano” (si intende la creatura di don Sturzo, la DC) si ritrova al proprio fianco gli amici di merende di sinistra, come Vasco Errani. Ma è credibile il “buon” Roberto?, Ma davvero è intenzionato a farsi da parte?
Se tutti i giornali tendono nel dare risalto e ad enfatizzare lo “scontro” tra, da una parte, l’asse Berlusconi/Bossi/Tremonti e, dall’altra, l’insana (visto il passato-presente e futuro ciellino del buon Roby) alleanza tra governatori di destra e sinistra, i fatti sono ben diversi. Partiamo da un fatto banale nella sua semplicità, ma che non è stato trattato dai nostri “bravi” giornalisti, ovvero la tenace e aggressiva ri/candidatura di Formigoni alle regionali lombarde. Oltre la querelle delle liste taroccate, l’indomito Formigoni non avrebbe dovuto nemmeno pensare alla presentazione di una lista elettorale, perché una quarta candidatura era incostituzionale. Ma questa anomalia non ha trovato nessun ostacolo, tranne timidi tentativi, in particolare della lista 5 stelle. Dato questo non diverso dal metodo berlusconiano di occupare militarmente e illegalmente i gangli vitali del potere. E le “ragioni” vere sono ancora una volta “i picciuli”. E il solerte Formigoni, animato da ardore cristiano, è molto legato ad una, quasi sua, “creatura” : la Compagnia delle Opere. Vera e fiorente impresa che spazia in vari campi, dall’industria ai servizi (come la Sanità), dalla formazione al turismo; e che occupa sempre un posto di primo piano al Meeting ciellino di Rimini. Va da se che il padre sia orgoglioso della propria creatura, al pari del suo vate, il berluska, che di creature se ne intende, potendo vantare l’impero Fininvest; ed essendo creature di natura aurea è sicuramente difficile mollare la presa. Questi primi indizi sarebbero già sufficienti per capire che il soggetto non ha nessuna intenzione di farsi da parte, ma non bastano. Infatti non si capisce perché per molto tempo gli analisti di turno abbiano caldeggiato la “candidatura” del Formigoni, come naturale successore di Berlusconi alla guida del polo di centrodestra, come e meglio del delfino Fini, e il pio Roby ha sempre declinato. La risposta risiede in un patto non scritto, ma che a Milano e dintorni, conoscono tutti. Gli affari sono affari e in Lombardia, Compagnia delle Opere e Lega delle Cooperative, si sono spartiti la torta d’amore e d’accordo. E quindi chi glielo faceva fare a Formigoni di imbarcarsi in un avventura nazionale, conoscendo bene l’atavica fame di potere e protagonismo del “Capo”, e rinunciare ad una consolidata e remunerativa rendita di posizione?
Ma siamo in periodo di Crisi e di protagonismo leghista, intesa la Lega di Bossi, che richiedono decisioni impopolari, e la Lega si sa “le palle” per queste contingenze c’è l’ha. Questo vuol dire che Formigoni non è in grado di prendere decisioni impopolari e tagliare dove c’è da tagliare? No, ed è lo stesso governatore a fugare ogni dubbio, che in una intervista al Secolo XIX dell’11 luglio ha dichiarato : “In fatto di autonomia nessuno può darmi lezioni: stanno dicendo la stessa cosa che dico io, solo con altre parole” – e in un altro passaggio – “Restituire le deleghe al governo non è una minaccia bensì un fatto che si redimerà automaticamente se questa manovra resterà com’è ora. Semplicemente le Regioni non avranno più i soldi per i trasporti, per le famiglie, per i servizi” – e in un altro ancora – “Restituire le deleghe è un modo per dire che quei servizi speriamo, nel qual caso sarà Tremonti a spiegare a invalidi e pendolari che i loro treni e i loro contributi non glieli abbiamo tolti noi, bensì lui”. Tutto chiaro. Il cuore del problema è chi si dovrà assumere la responsabilità di far pagare ai lavoratori e alle masse popolari la loro Crisi. Per brevità di sintesi e per comprendere meglio lo “scontro” in corso, citiamo due fatti. Prendiamo ad esempio uno dei servizi cardine di una società che vuol definirsi civile, la Sanità. Il prode Formigoni ha fatto vanto della eccellenza, in questo campo, del modello lombardo. Metodo che per molti versi ha fatto da battistrada al metodo Brunetta-Sacconi, fatto di continui tagli alla Sanità pubblica e fondi continui a quella privata, quando, a partire dallo scandalo della Clinica S. Rita, il sistema privatistico ha mostrato tutto il marciume di cui è intessuto – aumento delle consulenze e dirigenti (manager), a fronte di un blocco delle assunzioni di personale, che di fatto hanno smantellato un servizio che funzionava e che non pesava nelle tasche dei lavoratori e della cosiddetta utenza (in questo senso si vedano i tanti articoli dei giornali degli scorsi anni, che in periodi di vacanze natalizie o ferie estive, hanno gridato ai buchi d’organico, paventando, come fa il Sole 24 ore del 1° luglio 2010, la paralisi delle cure)-. L’altro fatto riguarda gli interessi della Lega in tema di Federalismo, cioè mettere le mani sulle Banche e lottare contro gli sprechi. E lotta agli sprechi per la Lega vuol dire basta finanziamenti regionali al Meeting di CL, come ha tuonato il 5 luglio il leghista S. Galli, “dimenticando” che è una vita che questa kermesse viene finanziata dalla Regione Lombardia – che questi finanziamenti sono diminuiti, passando dai 237.000 euro del 2006 ai 120.000 del 2009 – e che sono sempre stati buoni frequentatori del Meeting, Tremonti e Calderoli -.
Insomma una guerra tra “Padrini”, da far invidia alla saga di M. Puzo, a cui i lavoratori non possono rimanere alla finestra a vedere chi vince o per chi parteggiare, ma una battaglia da fare propria per spazzarli entrambi.