domenica 4 febbraio 2024

pc 4 febbraio - Vincenzo Ruggieri - la criminalità del capitale - un saluto militante

 E’ morto Vincenzo Ruggiero, studioso della devianza e della criminalità del capitale

Si è spento a Londra dove viveva e lavorava ormai da decenni, Vincenzo Ruggiero, uno degli studiosi più originali delle devianze e della criminalità del capitale.

 Animatore prima del bollettino Senza Galere e poi della storica rivista “Controinformazione”, Vincenzo Ruggiero ha sviluppato nel tempo la sua elaborazione critica sul carcere, le devianze ma soprattutto sul carattere insitamente criminale del capitale.

Vincenzo insegnava al Middlesex Politecnic di Londra. Molti suoi libri sono stati tradotti e pubblicati in Italia: I crimini dell’economia. Una lettura criminologica del pensiero economico; Perchè i potenti delinquono; Delitti dei deboli e dei potenti. e molti altri. Ci sentiamo di segnalare poi un saggio non firmato apparso su Controinformazione e poi in una pubblicazione “Gli ostelli dello Sciamano”, in cui veniva affrontata con grande capacità di elaborazione la devastante questione dell’eroina e delle tossicodipendenze che dalla fine degli anni Settanta fino a tutti gli anni Ottanta devastarono una generazione.

pc 4 febbraio - 4000 in corteo a Torino per la Palestina - Info

Quattromila in corteo a Torino per la Palestina, in piazza anche No Tav e Askatasuna

 "Sono quattro mesi che il genocidio sionista va avanti grazie alla complicità dello governo italiano e dei governi europei - spiegano dal microfono - la propaganda israeliana dice che stanno colpendo i terroristi ma non è così. Noi stiamo con la resistenza palestinese, sia chiaro. Non ci stancheremo di ripeterlo non possiamo mettere allo stesso livello oppressi e oppressori".
    In testa al corteo uno striscione con i colori della bandiera palestinese, rosso-bianco-verde-nera, e un altro con scritto "contro il governo di Nato e guerra. Con la resistenza palestinese fino alla vittoria". Sono stati accesi fumogeni rossi. "Giù le mani dai bambini" "Gaza libera", tra gli slogan.
    La manifestazione terminerà in piazza Castello.

«Cessate il fuoco subito», «Stop alle armi a Israele», «Per la fine dell’occupazione», «Corridoi

pc 4 febbraio - Avanza nelle scuole la repressione di stampo moderno fascista - un 'processo' agli studenti del Virgilio di Roma

Interrogati 286 alunni, di cui 239 minorenni. I genitori: «Modalità intimidatoria»

di Luciana Cimino da il manifesto

Oggi alle 14 nell’aula magna dello storico liceo Virgilio di Roma cominceranno a sfilare, per essere interrogati dal consiglio disciplinare, i 286 studenti e studentesse che la dirigenza dell’istituto ha individuato come responsabili dell’occupazione dello scorso dicembre. Di questi 239 sono minorenni e saranno accompagnati dai genitori. Comincia quindi il «grande processo collettivo» agli occupanti: centinaia di consigli disciplinari per gruppetti di due o tre studenti, una manciata di minuti a volta.

«Se fosse un vero processo, potremmo portare delle prove – dice un ragazzo del collettivo della scuola – invece abbiamo tutti gli elementi ma nessuno che ci ascolta». Per loro si tratta di «un procedimento senza presunzione di innocenza ma anzi con presunzione di colpevolezza». La modalità di gestione delle sanzioni adottata dalla dirigenza dell’istituto ha suscitato in questi giorni un acceso dibattito.

L’«Atto d’incolpazione d’addebito disciplinare» arrivato alle famiglie era parso subito contestabile, a partire dalla scelta di indicare in chiaro i nomi dei presunti responsabili. Una «inaccettabile violazione

pc 4 febbraio - Condannare Israele per genocidio è importante - insistere con la corte di giustizia europea

La Corte internazionale di giustizia ha ordinato a Israele di "prevenire" qualsiasi rischio di genocidio

Olivier Mukuna | investigaction.net
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

26/01/2024

La sentenza integrale della Corte internazionale di giustizia è disponibile qui: https://www.icj-cij.org/sites/default/files/case-related/192/192-20240126-ord-01-00-en.pdf

Le sentenze emesse dalla Corte internazionale di giustizia (CIG) contro Israele venerdì 26 gennaio possono piacere o deludere. Vanno decifrate. Tre domande all'avvocato Jan Fermon.

Investigation'Action: Cosa pensa del verdetto della Corte internazionale di giustizia, che il Sudafrica ha definito "storico" ma che ha deluso molti palestinesi?

Jan Fermon: Penso che il Sudafrica abbia ragione. È una decisione molto importante che deve essere letta nel suo complesso. È vero che molte persone nel mondo arabo sono deluse dal fatto che la Corte internazionale di giustizia non abbia ordinato la fine di tutte le operazioni militari israeliane. Contrariamente a quanto la CIG ha stabilito contro la Russia e le sue operazioni militari contro

pc 4 febbraio - Il matrimonio fra sionismo e imperialismo - un contributo

Il matrimonio fra sionismo e imperialismo

Marc Vandepitte | iacenter.org
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

11/01/2024

L'autore è un antimperialista belga, collaboratore di Investig'action, Rebelion, Solidaire e altre riviste. Ha contribuito con questo articolo al meeting per il Centenario di Lenin del 21 gennaio a New York.

Il genocidio che l'esercito israeliano sta perpetrando oggi a Gaza non è un errore, ma la logica conseguenza di un progetto imperialista e coloniale nato alla fine del XIX secolo: Il sionismo. Per comprendere correttamente ciò che sta accadendo oggi, è necessario capire le origini e le poste in gioco di questa ideologia e movimento.

La questione ebraica

Da sempre, il popolo ebraico vive disperso in tutto il mondo. Anche secoli prima della caduta di Gerusalemme in mano all'Impero Romano (70 d.C.), 3,5 milioni di ebrei vivevano in diaspora, mentre solo mezzo milione risiedeva in Palestina.

La situazione delle varie comunità ebraiche nella diaspora era molto diversa. Alcune erano prospere e libere. In quelle regioni, i notabili ebrei occupavano persino posizioni di autorità. In altre, gli ebrei vivevano ai margini della società, erano oppressi ed erano facilmente oggetto di antisemitismo.

Alla fine del XIX secolo, il capitalismo era in grave crisi. Ampie fasce della popolazione erano impoverite. Per promuovere l'unità nazionale e distogliere l'attenzione dalla crisi, l'establishment aveva

pc 4 febbraio - Lavoratori Carrefour contro l’occupazione della Palestina

 

Siamo lavoratori e lavoratrici del gruppo Carrefour che si sono messi insieme perché convinti che sia importante creare qualcosa, dare un segno tangibile che siamo per il cessate il fuoco israeliano e la libertà del popolo palestinese.

Ma cosa c’entra Carrefour con la Palestina?
Il gruppo Carrefour è attualmente oggetto di una campagna internazionale di boicottaggio per aver sottoscritto, nel marzo 2022, contratti di franchising con le società israeliane Electra Consumer Products e Yenot Bitan.
Queste aziende sono coinvolte attivamente nella colonizzazione israeliana, un crimine di guerra secondo il diritto internazionale. Oggi ci sono negozi Carrefour negli insediamenti israeliani illegali nella Palestina occupata. Carrefour beneficia così direttamente della colonizzazione.
Non solo. Carrefour fornisce le razioni militari all’esercito sionista d’Israele, mentre è in atto un genocidio dei palestinesi (dal 7 ottobre a oggi sono 23 mila morti).
Questa decisione rende Carrefour complice dei crimini di guerra commessi dal regime israeliano di

pc 4 febbraio - E’ una strage infinita quella dei lavoratori che muoiono sul lavoro. - da ore 12 Controinformazione Rossoperaia

Si chiamava Rolando Lima Martins ed era di nazionalità portoghese l’operaio morto sui binari un paio di giorni fa poco dopo la mezzanotte alla stazione di Chiari, mentre era al lavoro. Nessuno l’aveva informato, né le Ferrovie né il responsabile del cantiere, che sarebbe passato un treno che poi lo ha travolto.

La strage dei 5 operai di Brandizzo nella notte tra il 30 ed il 31 agosto scorso non ha insegnato nulla.

I giornali cominciano a far calare il silenzio, cominciano il depistaggio, parlano di questa morte sul lavoro come “colpa della nebbia” e nulla si dice di appalti, di mancanza di sicurezza per gli operai della manutenzione. A Brandizzo non c’era la nebbia nella notte di agosto eppure a Chiari è successo ancora come a Brandizzo.

L’operaio era dipendente di una ditta esterna a Rfi, ed è stato investito dal treno Bergamo-Napoli mentre si trovava sui binari per svolgere lavori a un traliccio dell’alta tensione. La Procura di Brescia ha aperto un’inchiesta e attende le relazioni per ricostruire nel dettaglio l’accaduto.

Come a Brandizzo gli operai della manutenzione non hanno salva la vita perché il protocollo sicurezza o non esiste oppure nessuno lo fa rispettare e così sono mandati a morire sui binari al passaggio dei treni.

E se manca la sicurezza è perché per i profitti dei padroni i costi di questa sono fastidiosi, sono un intralcio ai bilanci aziendali.

E poi l’organizzazione del lavoro la fanno i padroni, i ritmi li impongono i capi, i contratti precari agiscono come ricatto sui lavoratori, i salari non bastano a vivere. I lavoratori, date queste condizioni,

sabato 3 febbraio 2024

pc 3 febbraio - L'Italia imperialista ha il comando della missione militare in Mar Rosso e partecipa con gli aerei-spia acquistati da Israele

FUORI L'ITALIA IMPERIALISTA DAL MAR ROSSO!
CONTRO IL GOVERNO GUERRAFONDAIO MELONI/CROSETTO!


L'intervento militare nel Mar Rosso a comando italiano è benzina sul fuoco in un contesto in cui l'imperialismo USA attacca con raid aerei Iraq e Siria. Ci sarebbero 39 morti stando a quanto riportato dall’Osservatorio siriano per i diritti umani e dal portavoce del governo iracheno, Bassem al-Awadi.
E lo Stato terrorista di Israele si fa sempre più aggressivo nel Libano, contro il popolo palestinese e in funzione anti-Iran.

“All’Italia il comando tattico della missione UE nel MarRosso”.
 Meloni: non ci sarà alcuna autorizzazione del Parlamento

L’Italia guiderà la missione “Aspides” nell’Indo Mediterraneo con il ruolo di Force Commander, passo significativo per il ruolo di Roma per la sicurezza delle rotte marittime globali e dunque per la sicurezza collettiva. Come afferma il ministro della Difesa Guido Crosetto, “è un onore e una responsabilità che affrontiamo con impegno e professionalità”.

Come Force Commander, avrà la responsabilità di coordinare le operazioni, pianificare le missioni e garantire la collaborazione tra le forze navali coinvolte. “L’Italia è pronta a guidare con fermezza e saggezza. La nostra esperienza e dedizione saranno fondamentali per il successo della missione”.

Oltre alle navi da guerra, Aspides impiegherà asset aerei “spia”. Questi aeromobili forniranno sorveglianza e intelligence essenziali per monitorare attività sospette e prevenire minacce. Si tratta dei modernissimi Gulfstream G550 Caew (Conformal airborne early warning), velivoli all’avanguardia per la sorveglianza aerea e il comando e controllo.

La collaborazione con Israele

In dotazione al 14° Stormo dell’Aeronautica militare (Pratica di Mare-RM), i mezzi sono stati acquistati nel 2012 dall’israeliana Israel aerospace industries (Iai) e attualmente la Forza armata ne ha a disposizione due, con un’altra coppia ordinata nel 2022. 

La sede centrale della missione sarà a Larissa, in Grecia.

pc 3 febbraio - CONTINUEREMO LA NOSTRA SOLIDARIETA’ CONTRO L’OCCUPAZIONE… MA ANCHE CONTRO I DIVIETI E LA REPRESSIONE DEL GOVERNO E DELLA POLIZIA

 

  A SOSTEGNO DI TUTTE LE MOBILITAZIONI PER LA PALESTINA

"Saremo ancora in piazza sabato prossimo

…non molleremo mai

continueremo la nostra solidarietà contro l’occupazione

contro il genocidio,

per la fine dell’occupazione sionista.

Grazie alle forze dell’ordine

grazie a tutti voi,

grazie a tutte le delegazioni…"

 Alle forti parole di incoraggiamento seguono i ringraziamenti alle forze dell'ordine dal palco degli organizzatori della manifestazione di Milano.

 


 NO!!! Abbiamo manifestato il 27 gennaio per difendere il diritto di manifestare e continueremo a farlo anche oggi contro la repressione dello Stato, del governo, delle forze dell'ordine. La Resistenza contro l’occupazione, è il più grande esempio contro i divieti. Contro tutti i divieti, per la Palestina, per la fine del genocidio, con la Resistenza.

Non può esserci sostegno contro l'occupazione sionista, senza la lotta contro il nostro governo filo israeliano, il nostro imperialismo oggi anche impegnato nella missione di guerra nel mar Rosso contro il popolo Yemenita solidale con la causa palestinese; la solidarietà è lotta contro la repressione del governo fascista Meloni, che dal 7 di ottobre fino ai divieti del 27 gennaio, ha cercato tutti i pretesti per reprimere il movimento di solidarietà alla causa palestinese, scontrandosi proprio con la forte partecipazione e determinazione delle iniziative di piazza e delle tante altre mobilitazioni, in particolare a Milano.

La solidarietà internazionalista ha bisogno di contare sulle sue forze, lo si è vede nella storia di tutti i popoli oppressi che lottano per la loro liberazione, fino alle singole testimonianze di chi ha manifestato a Milano. Nella parte finale del video, i poliziotti colpiscono le manifestanti a colpi di manganello quando sono già finite a terra inciampate nei motorini parcheggiati.

pc 3 febbraio - Mobilitazione internazionale per Ilaria e gli antifascisti in prigione

Hongrie: Solidarité avec les antifas de Budapest

Un appel à deux semaines de solidarité avec les antifas de Budapest a été lancé (du 29 janvier au 13 février).

pc 3 febbraio - Stellantis - La difesa del lavoro non verrà nè da padroni nè dal governo - Da CR

Per la Stellantis vi è stato un incontro a Roma da cui gli operai dei diversi stabilimenti si aspettavano molto e anche un presidio al ministero. Ma cosa è stato deciso in questo incontro in realtà? Niente. Sono stati riaffermate a parole ciò che vanno dicendo da tempo: bisogna raggiungere un milione di auto. E, chiede Tavares, bisogna mettere un miliardo di incentivi per poterli raggiungere. Si sta ipotizzando, anche qui come per Acciaierie d’Italia, una forma di partecipazione statale al gruppo Stellantis, ma, ora come ora, questa ipotesi non sta tra le intenzioni del gruppo Stellantis, che vuole gli aiuti di Stato ma non lo Stato nel gruppo, esattamente come quello che sta avvenendo in Francia.

Nello stesso tempo, nè i piani Stellantis nè i piani del governo garantiscono assolutamente la difesa del lavoro in tutti gli stabilimenti e meno che mai la difesa degli operai dell'appalto.

Per questo si stanno predisponendo dei piani, A Mirafiori, a Melfi, che sono di pura cassa integrazione, corsi di formazione che comportano comunque l'espulsione degli operai dal ciclo produttivo della Stellantis. E si è già visto che tutto ciò che è uscito fuori dal ciclo produttivo della Stellantis non è più rientrato ed è diventato precarietà, disoccupazione.


Per questo noi pensiamo che gli operai e le organizzazioni sindacali debbano dire no a questi piani, ma

pc 3 febbraio - La lotta degli agricoltori - la nostra posizione


La lotta degli agricoltori ha raggiunto un picco molto alto a livello europeo, e anche in Italia, con le contestazioni del Vertice europeo a Bruxelles. 

Da diverse parti ci chiedono di prendere posizione su questa lotta.

Noi siamo a favore di tutte le lotte e le proteste, contro le multinazionali e contro i governi europei. Questi governi e questi multinazionali sono la causa nel sistema capitalistico di tutto quello che succede, anche nell'agricoltura. 

Non c'è alcun dubbio che tutto il mondo agricolo è colpito dai processi della concentrazione capitalistica, degli interessi delle grandi multinazionali, compreso, ormai molto importanti, tutta la rete dei grandi centri commerciali. Ed è chiaro lo stridente contrasto tra i quattro soldi che danno a chi produce i prodotti agricoli di ogni genere e tipo e il riscontro che hanno sui prezzi nel mercato. 

La crisi di questo settore si scarica sui lavoratori delle campagne da un lato - che lavorano in condizioni di lavoro nero, sotto salario. massimo sfruttamento, con una grande fascia rappresentata dai lavoratori immigrati - e dall'altro sui proletari e masse popolari che si trovano alti prezzi dei prodotti

pc 3 febbraio - Libertà per Ilaria Salis - Contro lo sporco "gioco" Europa/Orban e nel governo Meloni - da CR del 2/2/24


Non c'è da aggiungere altro sulle condizioni barbare di detenzione di Ilaria, che sono di dominio pubblico. Verso Ilaria, viene attuata una persecuzione grave che ne mette in discussione libertà e perfino la stessa vita, in nome della difesa del regime di Orban e della difesa che fa Orban dei nazisti. 
Proprio nella prossima settimana l'11 Febbraio, mentre Ilaria è in catene tra topi e scarafaggi, ancora una volta a Budapest si tiene un raduno dei nazisti della peggiore feccia di quella più delinquenziale, se si può parlare di differenza di delinquenza tra i nazisti, che hanno fatto di Budapest la loro casa, ben protetti da Orban. 
Questo è il punto. E su questa base che la solidarietà a Ilaria deve essere incondizionata. 
Nello stesso tempo la vicenda Ilaria sta diventando "pedina nel gioco" in Europa, in cui i governi europei vogliono ulteriormente inchiodare l'Ungheria nel sostegno militare alla guerra in Ucraina. Quindi questo è il loro problema anche quando ora alzano la voce nei confronti di Orban e del suo infame regime, su cui poco si dice e ancor meno si fa. 
Il regime di Orban, per ragioni nazionalistiche, sovraniste e degli interessi dell'oligarchia che comanda anche in Ungheria, vuole mantenere un qualche legame con la Russia; mentre nello stesso tempo l'interesse dell'Europa è di fare corpo unico nell'aggressione verso la Russia travestita da sostegno all'Ucraina.
Quindi Ilaria è entrata in un gioco grande ed è diventata un elemento di questi interessi. 
Giustamente il padre di Ilaria in tutte le interviste sta fortemente denunciando questa situazione e cercando di portare a casa Ilaria, che è interesse di tutti noi. Perché Ilaria dovrebbe essere premiata per ciò che ha fatto, non certo incarcerata, buttata la chiave e lasciata in mezzo a topi e scarafaggi. 
Chiaramente questo scontro politico rientra anche nel nostro paese, attraverso l'infame posizione di Salvini che utilizza anche lui Ilaria, non solo per mostrare quanto fa schifo su tutte le cose che dice, sia nei confronti di Ilaria, sia nei confronti delle carceri, degli oppositori ecc., ma per usare la vicenda di Ilaria nella guerra che sta facendo con la Meloni a chi è più fascista, a chi è più reazionario. 
E questa condizione si riversa completamente nella trattazione di questa vicenda. Questo governo, tutto insieme, è amico di Orban. Al suo interno ci sono diverse sfumature di questa amicizia, che in clima di campagna elettorale si accentuano e stanno diventando una sorta di contrasto interno. Si parla di Ilaria per attaccare la Meloni e Meloni utilizza questa vicenda per consolidare il suo ordine in Europa è salvaguardare l'interesse generale dei governi tipo Orban. 

Tutto questo è una ragione in più per pretendere la liberazione di Ilaria dalle carceri ungheresi.
Bene ha fatto il padre di Ilaria nel querelare immediatamente la lurida bestia di Salvini che meriterebbe di essere trascinato lui in catene, mentre Ilaria deve tornare a casa. Il padre di Ilaria riceve tutto il nostro appoggio.
Ma chiaramente l'appoggio principale è quello che riusciamo a produrre nel nostro paese in termini di solidarietà, reazione attiva.

venerdì 2 febbraio 2024

pc 2 febbraio - L'Italia aumenta spese per armi e interventi militari "senza regole"... - L'intervista di Crosetto


Sui lavoratori e sulle masse il governo della guerra Meloni/Crosetto scarica le sue scelte politiche, che sono scelte coerenti con tutta la sua azione politica: questo governo ha scelto di prostrarsi e ingrassare i padroni italiani, ha scelto di colpire duramente le condizioni di vita delle masse per favorire i ricchi, gli evasori, i corrotti, scegliendo di tagliare le spese sociali, la sanità, la scuola, le pensioni. Ma le spese per la guerra, per i profitti dei padroni delle armi, quelle invece no. Altro che tagli. Anzi, le spese per la guerra vengono aumentate per far partecipare lo Stato imperialista italiano in questo contesto di guerre interimperialiste con il governo italiano sempre più attivo.

Sono scelte che sono uno schiaffo in faccia ai desideri di pace e di lavoro delle masse e dei lavoratori.

Sono scelte in aperta violazione dell’art. 11 della Costituzione antifascista.

Il governo Meloni, con la complicità dei partiti che lo sostengono e dei partiti di una opposizione quasi inesistente, con l’occupazione del potere e con la copertura delle istituzioni fino ai massimi organi istituzionali, con un ministro della Difesa che è un padrone delle industrie di armi, sul libro paga della Leonardo, espressione e rappresentante dell'apparato militare-industriale dello Stato imperialista italiano, questo governo che ha il controllo dei giornali e della televisione, questo governo ci sta trascinando direttamente nelle guerre.

Manda armi e sostegni militari al servo nazista degli oligarchi ucraini, Zelensky, che ha mandato a

pc 2 febbraio - Il Vertice Italia-Africa è terminato... ma a cosa è servito?


La presentazione del Piano Mattei è stato fatta dalla Meloni in pompa magna il 28 gennaio al Vertice Italia-Africa. Il giorno dopo, 29 gli incontri sono continuati.

Ma che si trattasse solo di una grande sfilata lo ha ammesso lo stesso Tajani in un commento riportato dal Sole 24 Ore… “il vertice Italia-Africa del 29 gennaio non serviva a ‘presentare il Piano Mattei’ ma a chiedere la partecipazione’ delle controparti internazionali. Su questo fronte – continua il quotidiano dei padroni – i lavori effettivi del summit sembrano essersi concentrati quanto – o più – nel giorno successivo al vertice di Palazzo Madama fra governo italiano, vertici europei e i rappresentanti di 46 Paesi africani.

La prosopopea del 29 quindi è sfumata negli incontri veri, quelli che parlano chiaro e che il Sole24Ore, voce dei padroni di Confindustria, non nasconde, vale a dire le “prospettive per gli

pc 2 febbraio - ORE 12 Controinformazione Rossoperaia - Basta morti sul lavoro - Ancora su ex-Ilva Taranto e Stellantis - info La lotta degli agricoltori - Libertà subito per Ilaria Salis!

 

giovedì 1 febbraio 2024

pc 1 febbraio - Formazione operaia - I comunisti devono deviare dalla spontaneità - Lenin "Che fare?"

 "Perciò il nostro compito, il compito della socialdemocrazia (del partito comunista - ndr), consiste nel combattere la spontaneità, deviare il movimento operaio dalla tendenza spontanea del tradunionismo a rifugiarsi sotto l'ala della borghesia e avviarlo sotto l'ala della socialdemocrazia rivoluzionaria". LENIN

Un commento di un compagno operaio di proletari comunisti 

Nella fabbrica, centrale nell’attività politica rivoluzionaria, per la classe operaia che emancipando se stessa emancipa le altre classi, per le contraddizioni tra capitale e lavoro che si concentrano, Lenin mette in allerta di come possa la lotta sindacale degli operai diventare un recinto, un gabbia se i comunisti rivoluzionari non comprendono che è nostro dovere utilizzare nell'attività lo strumento della denuncia politica, rapida e clamorosa, per elevare la coscienza della classe operaia. E se "non abbiamo saputo - dice Lenin - organizzare vaste rapide denunce di tante infamie, la colpa è solo nostra, è del nostro ritardo...".

Nella battaglia polemica con gli economisti, Lenin analizza e dimostra come l’azione politica rivoluzionaria deve imprime un carattere diverso. E denuncia coloro che abbassano ‘l’attività socialdemocratica all’attività tradunionista’, induce la classe operaia ad osservare solo se stessa, mentre il nostro lavoro deve essere orientato ad elevare la coscienza della classe operaia, ‘perché possa imparare il rapporto tra se e tutte le classe’.

Non si tratta affatto di presunti problemi di "mancanza oggi delle condizioni" - come tanti rivoluzionari affermano per giustificare il loro sottrarsi alla propaganda e agitazione politica nella classe - ma di economismo, che sia chiaro in generale non afferma di negare la lotta politica, ma sostiene di fatto che essa segue la lotta economica.

In questo modo l’azione rivoluzionaria per il rovesciamento del sistema di sfruttamento del capitale, l’azione per abbattere questo sistema sociale che costringe i nullatenenti a vendersi ai padroni, viene abbassata al livello delle rivendicazioni per migliorare la vendita della forza lavoro. 

Questo lo si fa tirando indietro dai suoi compiti rivoluzionari il Partito, che rappresenta la classe operaia nel suo rapporto con tutte le classi della società’, con lo Stato, come forza politica organizzata, lo si fa oscurando, e ostacolando, ai proletari la comprensione di questi rapporti. Tutto il contrario dell’educazione politica della classe operaia, dello sviluppo della sua coscienza politica, perché per la classe operaia la coscienza di se stessa è indissolubilmente legata alla coscienza esatta dei rapporti reciproci di tutte le altre classi, ottenuta attraverso l’esperienza della vita politica.

Per cui anche l’utilizzo dei fogli di fabbrica, che possono diventare un'estensione e rafforzamento della lotta di fabbrica, che denunciano le condizioni di lavoro, che incitano alla lotta di per se non realizzano una attività rivoluzionaria, perchè le denunce si riferiscono ai rapporti di una data categoria di operai e i loro padroni, alla lotta economica, restano nella sfera dell’indicazione alla classe operaia a vendere meglio la propria forza lavoro.

Il promettere risultati tangibili, perchè vengano sostenuti più attivamente dalla classe operaia, è affermare che la classe operaia non sia capace di lottare per altri obiettivi che non appaiono concreti, immediati. 

Di fatto si tratta di una sottomissione alla parte arretrata dei lavoratori, per guadagnare la fiducia delle masse operaie. Ma questo al massimo permette di ottenere dei risultati solo inizialmente. E oggi meno che mai.

Lenin denuncia e attacca la pretesa di voler dare un carattere politico alla lotta economica, e lo fa mettendo al centro l’importanza delle denunce politiche come ‘tirocinio dell’attività rivoluzionaria’.

Lenin mette in guardia da un'attività che si limita a fare dell’agitazione politica sul terreno economico, indicando l’organizzazione delle denunce politiche in tutti i campi della vita, come condizione necessaria per educare la coscienza politica e suscitare l’attività rivoluzionaria delle masse, per portare cioè gli operai a reagire da un punto di vista rivoluzionario, contro ogni manifestazione di arbitrio e oppressione qualunque sia la classe che ne viene colpita.

La battaglia necessaria sta nel deviare questo percorso, deviarlo dalla spontaneità, che si alimenta di rassegnazione e individualismo.

Non si tratta chiaramente della rinuncia alle rivendicazioni economiche, di fabbrica, sociali, o del non approfittare delle faville di coscienza che la lotta economica accende, ma della consapevolezza ‘di come la coscienza politica di classe può essere portata all’operaio solo dall’esterno, cioè dell’esterno della lotta economica, dall’esterno della sfera dei rapporti tra operai e padroni". E Lenin aggiunge "Il solo campo dal quale è possibile attingere questa coscienza è il campo dei rapporti di tutte le classi e di tutti gli strati della popolazione con lo Stato e con il governo, il campo dei rapporti reciproci di tutte le classi’.

pc 1 febbraio - Askatasuna non si sgombera più... si legalizza - intanto diamo informazione, poi se ne dovrà parlare

da 'La stampa'

Askatasuna un bene comune”: la giunta Lo Russo legalizza il centro sociale

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Comunicato Askatasuna : "Così è, se vi pare. 

 “Apriamo spazi al quartiere per i bisogni collettivi!” così 27 anni fa scrivevamo su uno striscione il giorno in cui in tante e tanti occupavamo il Centro Sociale Askatasuna. Lo diciamo chiaramente il percorso che porterà il centro sociale ad essere “bene comune” della città, rientra nella consequenzialità di quella frase, la prerogativa del centro sociale è sempre stata quella di essere aperto ai bisogni collettivi.

Negli ultimi mesi la Procura di Torino, la Questura e il Governo, hanno costruito le condizioni e il terreno per arrivare ad un possibile sgombero, puntando alla cancellazione della possibilità stessa di organizzarsi collettivamente. Il percorso che abbiamo intrapreso, insieme ad un nutrito gruppo di cittadini e cittadine solidali della nostra città, rappresenta la possibilità che abbiamo scelto. Vogliamo dare priorità a questa, impedendo l’eliminazione dell’esperienza del centro sociale e di tutte le attività che questo costruisce quotidianamente per il quartiere e le persone, molte, che lo attraversano.

Le ispezioni e le inchieste orchestrate ad hoc contro di noi, sfiorando spesso il ridicolo, mirano a mettere una pietra sopra tutto quello che dentro il centro sociale viene fatto, in tutta la sua diversità ed

pc 1 febbraio - Intanto a Torino arriva l'esercito nei quartieri con grossa presenza di immigrati - Intervento su CR di un compagno di Torino


È ormai da tempo che a Torino uno degli argomenti di cui più si sta dibattendo è ciò che sta avvenendo a Barriera di Milano.

Barriera di Milano è il nome di un quartiere dell'area nord di Torino, un quartiere proletario, uno dei quartieri in realtà più poveri della città, un quartiere con una grossa presenza di immigrati. È il quartiere dove avvengono più sfratti, dove ci sono più morosità per quanto riguarda utenze e l'accesso in generale ai servizi sociali. È uno dei quartieri di Torino con il reddito più basso. È uno dei quartieri dove c’è più popolazione incarcerata, soprattutto tra i giovani, al carcere di Torino la percentuale di popolazione carcerata che proviene da Barriera è altissima, questa percentuale aumenta ancora di più se si parla dei detenuti più giovani.

Questo quartiere sta diventando un pò il simbolo dell'impoverimento di una grossissima parte della popolazione di Torino che ormai da tempo è una città con percentuali di disoccupazione giovanile

pc 1 febbraio - ORE 12 Controinformazione Rossoperaia - Stellantis Melfi, ex-Ilva Taranto - info - La lotta degli agricoltori