mercoledì 26 settembre 2018

pc 26 settembre - I 5S all'attacco della libertà di stampa

L'ordine dei giornalisti mette sotto inchiesta Casalino, e M5s reagisce: vi sciogliamo

Il Movimento che ha votato per un divulgatore di fake news alla presidenza Rai minaccia la rappresaglia contro l'informazione: a loro le minacce contro il Mef vanno bene.

globalist
25 settembre 2018

Dicono che l’hanno sempre detto. E infatti un movimento di invasati fanatici ama solo chi lecca le natiche ai nuovo padroni e odio chi critica.
La loro libertà di stampa è mettersi in ginocchio davanti al Verbo di Grillo o Casaleggio e del capetto di turno e lanciare anatemi con chi osa dissentire.
Per questo i reazionari a 5 stelle, complici della deriva xenofoba e razzista di Salvini, hanno votato per la presidenza della Rai uno re-twittatore seriale di bufale, amico di Casa Pound e dell’altro spacciatore di Fake News Bannon.
Così, da bravi sfascisti, cercando di picconare quello che è rimasto di buono nell’informazione (tutelata dalla Costituzione) non pensano ad altro che ad abolire l’Ordine dei giornalisti, ossia dare un colpo mortale perché la professione (si tratta di

pc 26 settembre - Madri e figli nelle carceri: fregandosene della tragedia avvenuta a Rebibbia, la feccia fascio-populista, i subumani Lega e M5S che sbrodolano litanie sulla famiglia, votano in parlamento perchè restino in carcere


Bimbi in carcere, il governo vota contro le misure alternative per le madri detenute
Lega e cinquestelle in commissione Giustizia al Senato votano contro l'ipotesi di introdurre nella riforma dell'ordinamento penitenziario soluzioni diverse alla detenzione per le donne con figli al seguito.

25 settembre 2018


In tutta Italia i bambini che vivono reclusi in vari istituti di pena sono 62: poco meno della metà sono figli di straniere. Si trovano in cella perché non esistono alternative familiari.

pc 26 settembre - A Taranto il coordinamento nazionale dello Slai cobas per il sindacato di classe - Un appuntamento importante per operai, lavoratori e masse popolari in lotta contro padroni, governo e Stato dei padroni - info slaicobasta@gmail.com

Coordinamento nazionale a Taranto dello Slai Cobas per il sindacato di classe

13 ottobre ore 9/18

all'ordine del giorno

- l'accordo ILVA e l'opposizione a livello di fabbrica, città e a livello nazionale
  • l'ignobile sostegno della USB all'accordo DI MAIO/MITTAL/SINDACATI CONFEDERALI - la linea confusa e inconsistente di liberi e pensanti/ cub e dell'ambientalismo antioperaio
  • la Fiat del dopo Marchionne e la battaglia per il sindacalismo di classe e la guerra di classe nelle fabbriche FCA
  • contro il decreto dignità per il lavoro stabile e sicuro e il salario garantito a precari e disoccupati – le lotte in corso a Taranto e Palermo
  • contro le morti sul lavoro e da lavoro - maxiprocesso Ilva e rilancio rete nazionale per la sicurezza a salute sui posti di lavoro e sul territorio
  • contro il razzismo e il fascismo per l'organizzazione di massa dei migranti per l'accoglienza e il diritto di asilo
-L'esperienza, la forza e i limiti della lotta degli operai della logistica –
un caso esemplare
- lo sciopero delle donne lavoratrici – l'attuale fase e la prospettiva
- il sindacato di classe e l'unità internazionale dei lavoratori
- materiali per la formazione operaia

la riunione è aperta

info slaicobasta@gmail.com
347-5301704
settembre 2018

pc 26 settembre - India - se il dissenso viene assimilato al 'naxalismo' - siamo tutti naxaliti!


pc 26 settembre - Lo Stato borghese a difesa dei fascisti - Cremona antifa: confermate le condanne per devastazione e saccheggio

È arrivata  la sentenza della Cassazione in merito al processo contro tre compagni, accusati dell'infame reato di devastazione e saccheggio, in seguito alla grande manifestazione antifa di Cremona dello scorso 24 gennaio 2015.
La Corte ha rigettato i ricorsi proposti dagli imputati, confermando la sentenza di secondo grado, pari a 3 anni e 8 mesi. A breve dovrebbe arrivare l'ordine di esecuzione della pena.

I fatti si riferiscono al corteo che rispose al tentativo di omicidio fascista nei confronti di Emilio,

pc 26 settembre - Argentina in lotta




Contro le nuove misure antipopolari messe in campo dal governo Macrì che ha di nuovo legato mani e piedi l’Argentina ai programmi del Fmi, in tutto il paese lavoratori, disoccupati e settori popolari hanno dato vita a diverse giornate di mobilitazione.
Lo sciopero nazionale indetto dalla Confederazione generale del lavoro (CGT) ha avuto un grande impatto sul settore agroindustriale, dato che la maggior parte dei sindacati legati all’attività ha aderito allo sciopero.
La prossima settimana il Parlamento discuterà la bozza del potere esecutivo e il CTAA chiederà ai legislatori di respingere i tagli della spesa pubblica e il “deficit zero” previsto nel testo ufficiale approntato dal governo.
L’accampata inizierà lunedì prossimo su Plaza Congreso e durerà cinque giorni. “Di fronte a un governo che intende ratificare e approfondire l’accordo con il Fondo Monetario Internazionale, i margini del dialogo sono chiusi”, ha avvertito Peidro nel momento in cui ha descritto come “energico” lo sciopero nazionale.



fonte: resumenlatinoamericano.org
In Argentina continuano gli scioperi. A scatenare gli scioperi le politica di austerità e i tagli del governo Macri. I parassiti in tutto il mondo parlano di uscita dalla crisi […]


sciopero 5

sciopero 6
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pc 26 settembre - Dentro 'Potere al popolo' la logica poco edificante dei rottami trosko-revisionisti dell'ex sinistra parlamentare

Il manifesto di giovedì venti settembre riporta un articolo, a firma Adriana Pollice, nel quale si dà conto di un fatto interno a Potere al Popolo in vista della votazione dello statuto
Un esponente di Rifondazione scrive agli altri del suo partito «Allora tu, e se puoi altri, dovreste iscrivervi online a Pap con 10 euro. Ti risponderanno dandoti un codice per votare Statuto 1 (quello di Je so’ pazzo) o Statuto 2 (quello nostro di Rifondazione Comunista, Partito del Sud, ecc). Se vinciamo (e tieni conto che Rif.ne ha 13mila iscritti di cui almeno 3.800/4.000 hanno garantito il voto + noi + altri) allora il comando di Pap passa a chi vince, e interpellato Luigi de Magistris, anche lui spera così in modo da non avere a che fare con gli altri, bravi ragazzi ma settari e meno democratici, e costruire un vero Quarto polo. Le considerazioni di sopra tienile per te».

pc 26 settembre - Dal Presidio permanente di Castelnuovo Scrivia

Qui di seguito il comunicato stampa del Presidio permanente di Castelnuovo Scrivia a seguito del processo intentato da cinque lavoratori dell'azienda agricola della famiglia di Angeleri Francesco tenutosi il 20 settembre 2018 ore 9.00 presso il Tribunale di Alessandria e conclusosi alle ore 17.00 con un patteggiamento, che esclude i lavoratori e commina una pena minima al datore di lavoro.

Ancora una volta, giustizia non è fatta: così si avalla il lavoro nero e servile!
Infine, la montagna ha partorito il topolino! Fissata alle 9.00 del 20 settembre, l’udienza che riguardava cinque braccianti occupati “in nero” e senza permesso di soggiorno nell’azienda agricola di proprietà della famiglia Angeleri, si è conclusa verso le 17.00, dopo lunghi intervalli del giudice Giulia Maccari, giustificati da cause tecniche.
Angeleri Francesco, titolare dell’azienda agricola Bovera di Castelnuovo Scrivia dove stavano lavorando i cinque ragazzi marocchini e di un magazzino di lavorazione di

pc 26 settembre - Internazionalismo in azione - in lingua originale - maoistroad

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martedì 25 settembre 2018

pc 26 settembre - IL DECRETO SICUREZZA - UN DECRETO SOPRATTUTTO IDEOLOGICO, DI PROPAGANDA FASCISTA/RAZZISTA, E DI CONCRETO ATTACCO A DIRITTI FONDAMENTALI

E' chiaramente voluto l'aver messo insieme in un unico decreto (vedi di seguito i punti principali) gli interventi restrittivi, repressivi sia su immigrazione che su sicurezza. Per dire e alimentare la falsa e razzista idea che sono gli immigrati la vera causa della insicurezza.
E' quindi un decreto soprattutto ideologico, di propaganda fascista, razzista; perchè esso non si basa affatto sulla realtà. Tutti i dati dicono che non c'è una "emergenza immigrati", che l'Italia anche nel periodo di massimo boom degli sbarchi è stata sempre di molto sotto, come presenza di migranti, a tutti i paesi europei ma anche ad alcuni paesi arabi.
Come tutti i dati, i fatti dicono chiaro che non sono affatto i migranti che fanno la maggiorparte delle azioni criminali o che "in massa" violentano le donne, che spacciano droghe, che fanno i furti, ecc.
La realtà è che con questo decreto: vogliono rinchiudere, espellere, tagliare i viveri ai migranti, tagliando drasticamente il contributo quotidiano per migrante alle associazioni; e, invece, lasciare liberi, con licenza di delinquere, di stuprare, di uccidere i veri e grandi criminali italiani, di cui buona parte o ha i padrini nel governo, nel parlamento, nelle Istituzioni o siede proprio negli apparati politici amministrativi, militari di questo Stato.
Nello stesso tempo, è questo decreto che rende "clandestini" i migranti, negandogli il principale permesso di soggiorno, rendendo quasi impossibile ottenere il diritto d'asilo, tentando di cacciarli in violazione di ogni norma giudiziaria; fino a prevedere che i richiedenti asilo non si possano iscrivere

pc 26 settembre - GENOVA - NUDM SI MOBILITA CONTRO LA FESTA DELLA LEGA E PILLON

Festa della Lega, nel mirino il senatore che smonta l'affido

Simone Pillon apre a Genova la kermesse verde, pronta la contestazione per le sue proposte
Il senatore leghista Simone Pillon aprirà la festa della Lega della Liguria, il “Zena Fest”, che si svolgerà in piazza della Vittoria, da domani a domenica 30 settembre, giorno in cui salirà sul palco principale il vicepremier e ministro dell’Interno, Matteo Salvini, con la felpa da leader del Carroccio. Ad accogliere Pillon, che ha appena presentato un disegno di legge che è finito nel mirino di associazioni e comitati, esperti del diritto di famiglia e giuristi, perché rimette mano all’affido e impone la perfetta bigenitorialità, si sta organizzando una rete di associazioni genovesi, già scese sul piede di guerra dopo che il Comune di Genova, su proposta del gruppo consiliare di Forza Italia, ha approvato l’istituzione del Registro delle Famiglie, in cui vengono registrati i nuclei familiari, in cui i conviventi sono sposati e predisponendo una serie di incentivi e bonus a loro esclusiva disposizione. Ieri sera il movimento Nonunadimeno ha convocato un’assemblea cittadina, proprio per organizzare le forze e le proteste: «Dal registro delle famiglie tradizionali al ddl Pillon, l’attacco all’autodeterminazione delle donne si fa sempre più concreto e feroce. Non siamo disposti a tornare indietro », ha chiamato a raccolta Nonunadimeno. « Quella del Registro per le famiglie è una mera iniziativa di propaganda, che non può avere essere applicata, ma s’inserisce in un disegno sistematico

pc 26 settembre - in Tunisia - dove domani arriva Salvini - nei giorni scorsi

MANIFESTAZIONE ALL’AMBASCIATA DI ITALIA A TUNISI PER LA LIBERAZIONE DI CHAMSEDDINE BOURASSINE E DEI 5 PESCATORI ARRESTATI A LAMPEDUSA

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Lo scorso 29 agosto le autorità italiane hanno arrestato il pescatore Chemseddine ed il suo equipaggio al largo di Lampedusa per aver soccorso e salvato dal naufragio 14 vite umane (tra cui alcuni bambini). L’accusa è quella di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
I 14 migranti sono stati subito rimpatriati negando loro il diritto di poter fare richiesta d’asilo, invece Chemseddine ed altri 5 pescatori del suo equipaggio sono tuttora detenuti nel carcere di Agrigento.
Ieri mattina ha avuto luogo un sit-in di fronte l’Ambasciata italiana a Tunisi per chiederne l’immediata liberazione, ben 3 pullmann di manifestanti sono arrivati da Zarzis, la città originaria dei pescatori, che dista ben 550 kilometri dalla capitale.D’altronde gli abitanti di Zarzis hanno dato prova negli ultimi mesi di essere all’avanguardia nella difesa del diritto dei migranti dagli attacchi razzisti e xenofobi da parte dei neofascisti italiani ed europei quando riuscirono a respingere l’attracco della nave fascista C-Star
Per questo alla notizia dell’arresto di Chamseddine e dei 5 pescatori dell’equipaggio vi è stata un’immediata mobilitazione per esigerne l’immediata liberazione. Una mobilitazione contro la scellerata e meticolosa applicazione di Frontex da parte del governo fascio-populista italiano che dovrà sicuramente continuare fino al raggiungimento dell’obiettivo.
Non sono mancati gli slogan e cartelli contro il ministro dell’interno italiano fascioleghista Salvini.


pc 25 settembre - Il Ministro fasciorazzista imperialista Salvini giovedì a Tunisi

Roma, 25 set 13:45 - (Agenzia Nova) - Il ministro dell’Interno e vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini, si recherà giovedì 27 settembre in visita a Tunisi dove incontrerà in mattinata il presidente Beji Caid Essebsi e il ministro dell'Interno Hichem Fourati. Lo si apprende in una nota del Viminale. Alle 11.00 (ora locale) è previsto un punto stampa nella sede del ministero dell’Interno, Avenue Habib Bourguiba 17, a Tunisi, cui saranno presenti i ministri Salvini e Fourati. Per il titolare del Viminale si tratta della prima missione nel paese nordafricano. Fra i temi al centro della visita di Salvini la lotta al terrorismo e il contrasto alle migrazioni irregolari. I migranti tunisini risultano al primo posto nelle nazionalità dichiarate al momento dello sbarco in Italia. Secondo una tabella del Dipartimento di pubblica sicurezza aggiornata alle 8:00 di stamane, 25 settembre, in Italia sono sbarcati soprattutto cittadini tunisini (4.478), eritrei (3.047), sudanesi (1.595), pachistani (1.353), nigeriani (1.248), ivoriani (1.047), algerini (976), maliani (875), guineani (809). Per una parte dei rimanenti 4.234 migranti sono ancora in corso le attività di identificazione.

Fra Italia e Tunisia è in vigore un accordo bilaterale che prevede il rimpatrio di 80 persone con due voli charter due volte a settimana. Fra gli obiettivi di Salvini vi è probabilmente quello di rinforzare il meccanismo sui rimpatri.  Il ministro Salvini, infatti, aveva sottolineato che la Tunisia, sebbene non sia scenario di guerra e abbia un governo democraticamente eletto, è il primo paese di esportazione di immigrati.

La visita di Salvini in Tunisia è stata rimandata di diverse settimane a causa dei problemi all’interno della maggioranza di governo tunisina. L’esecutivo guidato dal premier Youssef Chahed, infatti, ha cambiato il ministro dell’Interno, Lofti Brahem, lo scorso 6 giugno a seguito del naufragio avvenuto la notte tra il 2 e il 3 giugno al largo dell’isola di Kerkennah, che con 112 fra morti e dispersi è la più grave tragedia in mare del 2018 secondo l’Organizzazione mondiale per le migrazioni (Oim). Solo il successivo 29 luglio, l'Assemblea dei rappresentanti del popolo (Arp), il parlamento monocamerale della Tunisia, ha garantito la fiducia al neo nominato ministro dell’Interno tunisino, Hichem Fourati, con 148 voti a favore, 13 contrari e otto astensioni. L'esito del voto è stato incerto fino all'ultimo e ha causato peraltro una spaccatura all’interno di Nidaa Tounes, il partito del fronte laico nazionale fondato dal presidente Essebsi. (Res)

pc 25 settembre - Sabato ore 17 manifestazione antifascista e antirazzista a Bari

Sabato 22 settembre al termine della conferenza stampa indetta per denunciare le violenze squadriste al termine del corteo Mai con Salvini – Bari si era concordato fra organizzatori della manifestazione e i coinvolti nell’aggressione un percorso di mobilitazione generale per denunciare quanto accaduto e per protestare contro le scelte razziste e classiste del governo M5S-Lega rilanciando una manifestazione per sabato 29 settembre. Il percorso prevedeva due assemblee, una politica in Ex-Caserma Liberata per lunedì 24 alle 18:00 e una cittadina, aperta e plurale in piazza Prefettura per martedì 25 alle ore 18:00
Mentre l’assemblea politica di ieri in Ex-Caserma Liberata è stata ampia e partecipata da tante realtà cittadine e provinciali, per quanto riguarda l’assemblea prevista per oggi a piazza del ferrarese, l’organizzazione di questo evento è stata di fatto assunta totalmente dalla Cgil e resta un’iniziativa slegata dalla mobilitazione che è stata portata in piazza finora.
Ci preme ribadire l’importanza della mobilitazione di sabato prossimo e per questo saremo in quella piazza, nonostante quanto accaduto; per ribadire tra la gente le motivazioni che ci hanno spinto a scendere in strada per le vie del quartiere Libertà la settimana scorsa, la solidarietà ai compagni e alle compagne colpite dalla violenza squadrista di casa pound e per ribadire che nessuna agibilità politica e nessuno spazio può essere concesso ai razzisti, ai fascisti e ai tirapiedi di questo governo.
Collettivo Ex-Caserma Liberata
Mai con salvini Bari

pc 25 settembre - DECRETO SICUREZZA: "PIU' EMARGINAZIONE, PIU' SFRUTTAMENTO DEI MIGRANTI" - UN REPORT DA TERRE LIBERE

Il “decreto Salvini” propone una riforma per i richiedenti asilo. La conseguenza? Più irregolari, più emarginazione e sfruttamento. Ma chi sono le persone in attesa? Raccontiamo un anno di incontri nei ghetti e un paradosso: in troppi aspettano solo di lavorare ma si trovano in un limbo.

“Se mi danno un documento, io lavoro e pago le tasse. Qual è il problema per lo Stato italiano?”. Un ragazzo del Ghana ha una domanda che gli brucia dentro, ma nessuno riesce a rispondergli. C’è una lunga fila di africani nella baraccopoli di San Ferdinando, vicino Rosarno. Sono in attesa di una consulenza legale.
È la stessa coda di Borgo Mezzanone e di tutti i ghetti pugliesi. Fogli A4 con lo stemma della Repubblica, volti perplessi, parole da decifrare. Le stesse scene si vedono a Campobello di Mazara e ovunque – come in un esperimento di chimica – si mescolano dinieghi e lavoro a giornata. Il risultato è sempre lo stesso: baraccopoli e varie forme di caporalato.

Il provvedimento salviniano di abolizione del permesso umanitario cancella l’unica possibilità di ottenere un documento per un numero enorme di persone. Solo il 5% dei richiedenti asilo ottiene lo status di rifugiato. Gli altri possono allargare subito il bacino degli sfruttati e degli emarginati. Ma chi sono i richiedenti asilo? Non sono solo numeri, né figure stereotipate. Tantomeno disperati, poveretti o “anime in pena”.

Gli esiti delle richieste d’asilo
Nel 2016 e nel 2017 circa 20mila persone hanno ottenuto il permesso umanitario. Invece in 100mila –

pc 25 settembre - Contro il decreto fascio-razzista approvato dall'infame governo Salvini - Di Maio

Proletari comunisti denuncia il decreto fascio-razzista approvato 
dall'infame governo Di Maio/Salvini.

Invita alla massima mobilitazione unitaria nazionale per farlo cadere e a opporsi ad esso con tutti i mezzi necessari. 

Diamo sin da oggi spazio e adesione ad ogni presa di posizione contro di esso e ad ogni iniziativa che si sviluppi nel parlamento, nelle istituzioni, nella magistratura, nella stampa e mass media e soprattutto nelle piazze e sui posti di lavoro

Decreto Salvini: guerra ai poveri e leggi razziali di Sergio Scorza - contropiano


Qualche minuto dopo che il Consiglio dei Ministri aveva approvato all’unanimità il decreto legge in materia di “sicurezza e immigrazione”, ovvero, il provvedimento che modifica la normativa in materia di accoglienza dei richiedenti asilo – abolendo i permessi umanitari – ed inasprisce ulteriormente la guerra ai poveri inaugurata dal precedente

pc 25 settembre - 1992-2018 - 26° anniversario del discorso dalla gabbia del presidente Gonzalo

Ricordiamo, celebriamo il 26° anniversario del discorso dalla gabbia del presidente Gonzalo, da 26 anni detenuto nelle carceri del regime peruviano e dell'imperialismo 

Il 25 settembre 1992, dalla oscena gabbia in cui l'aveva rinchiuso il regime corrotto, genocida e antipopolare di Fujimori sostenuto dall'imperialismo e dalla Cia, il Presidente Gonzalo, capo della rivoluzione peruviana, teneva il suo discorso, in cui, tra l'altro, affermava netto e chiaro:
“Noi siamo qui come figli del popolo e stiamo combattendo da queste trincee che sono anche trincee di lotta, di combattimento, e lo facciamo come comunisti perchè noi difendiamo qui gli interessi del popolo, i principi del partito, la guerra popolare. Questo è quello che facciamo, lo stiamo facendo e continueremo a fare... il cammino è lungo e lo continueremo, trionferemo... Di cosa abbiamo bisogno? Necessitiamo che il maoismo sia incarnato e lo si sta facendo e che si vadano generando Partiti Comunisti, capaci di condurre e infine dirigere questa nuova grande ondata della rivoluzione proletaria mondiale che si annuncia...”.


A 26 anni di distanza il Presidente Gonzalo, la Guerra Popolare in Perù soffre ancora di una crisi ma le parole del Presidente restano il punto di riferimento di come avanzare in Perù e sono di grande importanza nel mondo.
Il nostro Partito alla difesa di questo discorso e del Presidente Gonzalo, al sostegno al Pcp e alla guerra popolare non ha mai rinunciato, anzi per anni è stata l'unica forza nel MRI, nel MCI e nel nostro paese ad attenersi coerentemente e a portarli avanti.
Noi sosteniamo i compagni peruviani che in Perù e all'estero portano avanti la l'ideologia, la linea e la pratica della Guerra Popolare indicata dal Presidente Gonzalo.
L'applicazione del maoismo e dei contributi del Presidente Gonzalo non possono avvenire in forma dogmatica e stereotipata, perchè questo origina effettivi partiti 'membrete', incapaci di applicare alla realtà concreta il mlm con le necessarie innovazioni che i cambiamenti dell'imperialismo e le differenze nei singoli paesi domandano.
Questa linea è fallita già nel nostro movimento e ha provocato danni e deviazioni, crea feudi e non partiti.
Così come è assolutamente necessario il bilancio storico del PCP e della fase della sconfitta della GP per il suo effettivo rilancio strategico.
Nessuno addebiti al Presidente Gonzalo le semplificazioni di molti dei suoi sostenitori in Perù e all'estero:
Quali sono per noi i contributi del Presidente Gonzalo:
— l’affermazione, nel fuoco della guerra popolare, del maoismo come terza tappa del marxismo-leninismo;
— l’affermazione teorica e pratica dell’universalità della guerra popolare come strategia vincente del proletariato in tutti i paesi del mondo, e in essa, la concezione del partito comunista m., costruito in funzione della preparazione, inizio e sviluppo della guerra popolare;
— la necessità dell’elaborazione di un “pensiero specifico”, frutto dell’applicazione creativa del m-l-m alla realtà di ogni paese, come arma per definire, affermare il programma, la strategia e la tattica della rivoluzione; è solo attraverso lo sviluppo di un “pensiero specifico” che si afferma in ciascun paese l’universalità del m-l-m, la rivoluzione proletaria mondiale e il comunismo;
— la concezione scientifica della Direzione, basata sull’elaborazione del Pensiero specifico sul piano ideologico e strategico, frutto dell’esperienza e della lotta rivoluzionaria del proletariato che forma i suoi capi, che rappresentano l’incarnazione e sintesi avanzata, capaci di condurre la rivoluzione fino alla vittoria."

Nel ricordare quindi il coraggioso e combattivo discorso del Presidente Gonzalo dalla gabbia del regime peruviano e dell'imperialismo in cui è rinchiuso in isolamento da 20 anni, rilanciamo con forza lo studio, l'analisi critica al servizio dell'applicazione dei contributi del Presidente Gonzalo, così come va rilanciato il sostegno alla via della guerra popolare in Perù,

Partito Comunista maoista-Italia
25 settembre 2018

lunedì 24 settembre 2018

pc 24 settembre - L'USB getta definitivamente la maschera: da sindacato di base a servile e obbediente strumento... dentro il sindacalismo di base

dei padroni e della repressione... 

come avevamo pubblicato il documento della USB contro il SI COBAS sul blog nei giorni scorsi
oggi pubblichiamo il documento di attacco alla USB  da parte del SI COBAS

Negli ultimi giorni ha destato scalpore e sconcerto nel movimento di classe la pubblicazione di un audio in cui erano registrate le dichiarazioni fatte da Roberto Montanari, dirigente USB di Piacenza, durante un'assemblea degli iscritti alla sua organizzazione, nel corso della quale questo personaggio, a seguito di presunte (e probabilmente inventate) minacce di morte per via telefonica, dopo aver sporto denuncia individuando i “colpevoli” nei lavoratori SI Cobas di Piacenza, si vantava di essere stato ricevuto in Questura e di aver avuto la rassicurazione che “ci avrebbero pensato loro”, arrestandoli e rimandandoli “in Egitto, in Marocco o da dove cazzo vengono” (vedi video 1). Tali affermazioni, dato il contesto in cui sono state pronunciate (e su cui entreremo nel merito tra breve) sono apparse fin dall'inizio talmente chiare e inequivocabili da non essere soggette ad interpretazione. L'imbarazzo nelle fila di USB è apparso evidente: mentre il personaggio in questione tentava una disperata quanto inconcludente autodifesa con una dichiarazione dalla sua cameretta in cui sputava veleno contro i lavoratori iscritti al SI Cobas e si ergeva, in maniera patetica, goffa e delirante, a supremo paladino del rispetto dell'ordine e della legalità nei magazzini della logistica, per diversi giorni in tutta l'USB è regnato il silenzio su questa squallida e torbida vicenda. Tanto tuonò che

pc 24 settembre - Caserta antifascista - spazio Sales - cacciati i fascisti e riappropriazione dello spazio pubblico


pc 24 settembre - [NAPOLI] Libertà di espressione nei luoghi di lavoro: il 30/09 convegno e spettacolo






Due anni fa lanciammo una campagna contro il licenziamento di cinque lavoratori cassintegrati della Fiat di Nola “rei” di aver violato un fantomatico “obbligo di fedeltà” nei confronti dell’azienda.
Quella mobilitazione portò a un enorme risultato: la sentenza della Corte di Appello di Napoli, con la quale, nel settembre 2016, venne imposto alla FCA il reintegro in fabbrica dei cinque operai che avevano inscenato, fuori dall’orario e dal posto di lavoro, il finto suicidio dell’allora amministratore delegato.

Si era trattato di un estremo tentativo di far udire la propria protesta di fronte ai suicidi – veri – verificatisi fra i loro compagni di lavoro del reparto confino di Nola.
Quella vittoria è stata completamente azzerata dalla recente sentenza della Cassazione, che ha confermato i licenziamenti in virtù proprio di un “obbligo di fedeltà” che limiterebbe drasticamente la possibilità dei lavoratori dipendenti di esprimere critiche nei confronti del datore di lavoro.
Con questa sentenza la Cassazione – malgrado i principi di libertà di espressione del proprio pensiero e di eguaglianza dei cittadini di fronte alla legge messi a fondamento della nostra Carta costituzionale – ha di fatto sancito l’esistenza di una categoria di cittadini di serie B, con libertà limitate.
Contro questa nuova ferita al diritto di esprimere un pensiero contrario, e in appoggio alla lotta dei cinque licenziati, abbiamo lanciato un nuovo appello in difesa della libertà di espressione dei lavoratori.
La campagna prenderà avvio a Napoli, il prossimo 30 settembre, con un convegno e uno spettacolo teatrale ospitato dal Comune di Napoli a chiusura della rassegna “Estate a Napoli”, nella prestigiosa cornice del Maschio Angioino.

Sul palco si alterneranno gruppi musicali, intellettuali e artisti.

Di seguito il programma dell’evento: