mercoledì 20 dicembre 2017

pc 20 dicembre - I GIOVANI PALESTINESI, "L'ARMA" INDOMABILE DELL'INTIFADA!

Dal Manifesto - «Dovrebbe finire i suoi giorni dentro a una cella». È questa punizione che il ministro dell’istruzione e leader ultranazionalista israeliano Naftali Bennett infliggerebbe alle 16enne palestinese Ahed Tamimi, arrestata nella notte di lunedì nella sua abitazione. La ragazza si è macchiata di un omicidio o ha fatto uso di armi? No, ma qualche giorno fa ha schiaffeggiato e sferrato un calcio a due soldati israeliani entrati nel suo villaggio, Nabi Saleh... Ieri è stata arrestata anche la madre Nariman. Ahed è una «provocatrice di professione» ripetono i media israeliani assieme ad esponenti politici e delle forze armate. Due anni fa, dicono, con l’aiuto della madre e usando le maniere forti, strappò il fratello dalle mani di un

pc 20 dicembre - LAVORATRICI PAGATE 33 CENTESIMI L'ORA

Massima solidarietà alle lavoratrici del Call center di Taranto dalle lavoratrici Slai cobas per il sindacato di classe - I padroni sono una razza bastarda, che va eliminata!

Un bonifico di 92 euro per un mese di lavoro e tagli alla retribuzione in caso di assenza anche di soli tre minuti dalla postazione per andare alla toilette. Con la conseguenze che i compensi scendevano anche a 33 centesimi l’ora. È quanto denuncia la Slc Cgil di Taranto, che ha scoperto e denunciato un call center che avrebbe sfruttato le lavoratrici. Sette di queste si sono rivolte al sindacato, al quale hanno raccontato la propria storia. Un esposto è stato presentato alla Procura della Repubblica di Taranto.
«Un annuncio su un sito web - ha spiegato Andrea Lumino della Slc Cgil ionica - parlava di una azienda di Lecce con sede a Taranto, in via Bari, che offriva ben 12 mila euro all’anno, ma la realtà non solo era differente, ma superava di gran lunga la loro immaginazione...
Alle loro rimostranze, «l’azienda ha risposto che lasciando il posto per andare al bagno e anche per un ritardo di tre minuti non riconosceva l'intera retribuzione oraria...
La Slc Cgil ha interessato i propri legali «che hanno valutato la possibilità - ha concluso Lumino - di collegare questa situazione alla legge contro il caporalato».

pc 20 dicembre - Partito da lunedì il processo del Tribunale Permanente dei Popoli a Palermo, contro le politiche criminali del governo Gentiloni/Minniti. Per i diritti dei migranti


Lunedì a Palermo è iniziata la prima sessione del processo messo in atto dal Tribunale Permanente dei Popoli, in difesa dei diritti umani dei migranti e rifugiati che vengono costantemente violati dal governo italiano, libico e bande criminali. Anche se si tratta di un processo simbolico e non di fatto, è un segnale forte: una corte, dei giudici e avvocati (come un vero processo), con le testimonianze dei migranti e gli studi condotti da intellettuali e volontari evidenziano le politiche criminali del governo italiano con il ministro dell’Interno Minniti in prima fila.
Un processo che si concluderà oggi in serata con la sentenza.

Il plesso Bernardo Albanese, e cioè una sala universitaria messa a disposizione per questa iniziativa, era già da ieri presidiata da digos e polizia per seguire il tutto. Proprio perché queste iniziative che vanno a incriminare il governo li preoccupa.
Degli studiosi hanno mostrato come le operazioni Mare nostrum o Frontex non siano servite a niente, ma solo ad aumentare in maniera criminosa le morti in mare. Tutto questo è stato confermato dalle testimonianze dirette che sono state fatte dagli stessi migranti, che oggi vivono a Palermo.
Le testimonianze raccontano di atroci torture subite in Libia, in prigioni private di bande criminali.

pc 20 dicembre - I mostri di Como non sono solo i fasci... ma chi guida il Comune e i suoi seguaci

A Como vietato aiutare i poveri. E il Comune multa i senzatetto

I volontari cacciati: “A Natale in piazza per difendere i clochard”Lo spirito del Natale? «Vietato aiutare chi dorme sotto i portici». Perchè durante la festa della bontà «non è decoroso». Così a Como chi è povero non solo non può mendicare, ma nemmeno ricevere l’elemosina e viveri per la sopravvivenza. Firmato il sindaco Mario Landriscina: «Questo chiedono i miei cittadini». 

Ne sanno qualcosa i volontari che domenica sono stati allontanati in maniera decisa dai vigili urbani mentre sotto il chiostro della chiesa di San Francesco volevano distribuire cibo e bevande calde alla

pc 20 dicembre - Su 'Potere al popolo', un commento

Il  programma di Potere al Popolo!

(https://www.sinistrainrete.info/politica-italiana/11108-jeso-pazzo-potere-al-popolo-una-proposta-di-programma.html)

I compagni che hanno partecipato alle assemblee “costituenti”, chiedono una visione d’insieme e la possibilità di connettere le lotte da cui provengono in un quadro strategico, alcuni rifiutando anche esplicitamente il percorso elettoralistico.

Il programma  di Potere al Popolo! offre loro una lista di buone intenzioni e scopre la sua essenza al punto 10 (mutualismo, solidarietà e potere popolare) dove è scritto:

“….questione centrale la necessità di costruire il potere popolare…. arrivandoci per…passaggi intermedi…(cioè) il controllo popolare.”

Il popolo è un’entità astratta e interclassista: si chiede un voto per eleggere chi a rappresentare

pc 20 dicembre - Bari: Guardie armate contro gli studenti

Da Osservatorio

dicembre 19 

La notte fra domenica e lunedì 18 dicembre la vigilanza privata dell’istituto De Nittis ha minacciato di morte e puntato la pistola in faccia ad attivisti ed attiviste dei collettivi studenteschi durante un tentativo di occupazione.
Non si tratta di un incidente, ma dell’intenzione premeditata della preside Irma D’Ambrosio di assoldare una guardia giurata armata a difesa della struttura scolastico proprio con il fine di scongiurare le mobilitazioni studentesche. Dopo la mezzanotte un gruppo di studenti si dirigeva verso l’entrata dell’istituto con l’intenzione di occupare la scuola accedendo a volto scoperto verso l’entrata

pc 20 dicembre - Mattarella contro l'astensionismo - lo Stato borghese indica il nemico principale... E che il nemico principale si visibilizzi, si autorganizzi, passi alla fase attiva. Contestazione, boicottaggio attivo!

Mattarella: “Contro astensionismo proposte comprensibili e realistiche. C’è la ripresa, ma la disoccupazione resta grave”

Mattarella: “Contro astensionismo proposte comprensibili e realistiche. C’è la ripresa, ma la disoccupazione resta grave”

Una strada per “ridurre l’astensionismo e la disaffezione per la vita pubblica” c’è. “Proposte comprensibili e realistiche, capaci di suscitare fiducia, sviluppando un dibattito intenso, anche acceso ma rispettoso”. A dirlo è il presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha incontrato le 
alte cariche dello Stato al Quirinale per gli auguri di fine anno. “Il tempo delle elezioni – ha detto tra l’altro il capo dello Stato – costituisce un momento di confronto serrato, di competizione”. Mattarella ha sottolineato tra l’altro

pc 20 dicembre - Ilva - riprendono gli incontri a Roma - La posizione dello Slai cobas per il sindacato di classe

Respingiamo il ricatto del governo/Calenda e di ArcelorMittal
difendiamo con la lotta unitaria lavoro e salute

Ci vogliono imporre il loro piano industriale e ambientale, che prevede esuberi, divisione degli operai in serie A (Mittal), serie B (amministrazione straordinaria), taglio dei diritti, allungamento dei tempi delle copertura totale dei parchi minerali e dell'ambientalizzazione delle fabbrica e del territorio.

Sindacati confederali CGIL_CISL_UIL Ugl si schierano con padrone e governo , contro gli interessi reali degli operai e le masse popolari di Taranto.

Il ricorso al Tar del Sindaco Melucci è legittimo, perchè governo e padroni non hanno tenuto in alcun conto delle osservazioni critiche sul piano ambientale di associazioni ed enti locali. e quindi ogni ritiro è un cedimento a padroni e governo

Operai e masse popolari devono unirsi e lottare su:
  • NESSUN ESUBERO – NESSUNA DIVISIONE TRA OPERAI DI SERIE A assunti in Arcelor Mittal  e SERIE B  lasciati nel calderone dell'amministrazione straordinaria e precarizzati
  • difesa dei diritti e dei salari - prepensionamento volontario
  • Nessun ritiro del ricorso – modifica del piano ambientale a partire da:
* COPERTURA ACCELLERATA E D'EMERGENZA DEI PARCHI MINERALI in pochi mesi
* TANTI  NUOVI FONDI PER LA BONIFICA REALE DEL TERRITORIO presi dai Riva, da Mittal, dallo Stato

Costruiamo l'assemblea autonoma OPERAI/ masse popolari 
a partire da quartieri inquinati Tamburi - Paolo sesto
per uno sciopero che blocchi fabbrica e città a metà gennaio

martedì 19 dicembre 2017

pc 19 dicembre - Cile - vince il candidato di destra al servizio di padroni e imperialismo... ma quello che trova è la lotta popolare! Dai maoisti cileni











Este 17 de diciembre se llevó a cabo la segunda vuelta presidencial donde se definiría el próximo gerente del viejo Estado entre dos contendores: Alejandro Guillier (Fuerza de la Mayoría) y Sebastián Piñera (Chile Vamos). Este nuevo circo se desarolló en medio de una combativa jornada de protesta, dando como resultado un 51% de abstención y como ganador al ladrón Piñera.

Así, nuevamente el pueblo eligió NO VOTAR, no legitimar esta farsa electoral, lo que continúa acentuándose en los sectores más empobrecidos del país, a pesar de la forzada e ilusoria polarización en sus campañas que trataron de mostrar ambos candidatos:

Por un lado, Piñera, representando a la burguesía compradora, desplegó una campaña contra el supuesto "chilezuela" que significaría un gobierno de su competidor, y desplazándose más hacia el "centro" al traficar con demandas del pueblo como la gratuidad en la educación y otras, logró imponerse con el 54% de los votos (3,7 millones), captando al rededor de 800.000 votos adicionales a los que había obtenido su sector en primera vuelta (2,9 millones sumando la votación de Piñera y Kast).

Por otro lado en torno a Guillier, representante de la burguesía burocrática, el oportunismo trató de levantar un "frente anti-piñera" con el objetivo de blanquear su propio carácter anti-popular y arrastrar más ganado electoral para su padrón, sumando al Frente Amplio, a MEO y la DC, favoreciéndose del prontuario delictual de estafas y milonarios robos del contendor. Sin embargo sus desesperados intentos por mantener sus puestos en el viejo Estado fueron en vano: su candidato no logró captar todos los votos que había alcanzado su sector en la primera vuelta (3,6 millones sumando a MEO, Goic, Sánchez, Navaro y Artés), perdiendo con un 45% de los votos (3,1 millones).

Estas cifras demuestran el fracaso del blanqueamiento que trató de hacerse el oportunismo con su campaña "Todos contra Piñera", no logrando embaucar a la masa con que votando por ellos se defendían los "derechos sociales" conquistados, y el rechazo del pueblo ante sus ya 5 gerenciamientos donde demostraron ser fieles aplicadores de las políticas reaccionarias del Banco Mundial, el FMI, la Junta Militar Fascista y el imperialismo yankee.

Pero lo principal de esta segunda vuelta fue la inédita jornada de protesta desplegada en distintos puntos del país llamando a no votar.

Llendo contra la corriente de todo el oportunismo (jóven y viejo) que trató de ilusionar a las masas con su podrida tesis del mal menor, distintas organizaciones levantaron una gran campaña de agitación, propaganda y sabotaje a lo largo de todo el país durante los últimos dos meses en contra de la farsa electoral, con consignas de "No votar, a luchar" y "Solo luchando avanza el pueblo". 

Con esto, la jornada del 17 se transformó en una combativa jornada de protesta, comenzando con barricadas en La Florida, Maipú, Melipilla y otros lugares de la Región Metropolitana, cortes de ruta en La Araucanía y amplia propaganda desplegada por distintos puntos llamando a no votar. Algunos locales de votación fueron apedreados y en otros detonaron bombas de ruido. En la tarde, una combativa marcha en Plaza Italia se enfrentó con la represión a punta de coligues abriendose paso por la alameda, en una acción inédita donde se logró marchar el mismo día de las elecciones, a pesar de todas las restricciones.

Todo ello es un salto en la lucha del pueblo, que sigue desarrollando la protesta popular por doquier y que no para ni en día de elecciones. La campaña por el Boicot Electoral por tanto culmina siendo un gran éxito y dejandonos importantes lecciones a todos los activistas revolucionarios.

En síntesis, nuevamente gana la abstención y se da un salto hacia jornada de protesta durante el día de elecciones, demostrando la justeza del boicot electoral, además de expresarse el rechazo al oportunismo de la Nueva Mayoría.

Ante esta coyuntura, distintos análisis pueden realizarse sobre lo que será este nuevo gerenciamiento del ladrón Piñera: más represión, mayor saqueo imperialista, más recortes a los derechos del pueblo, etc. Sin embargo no debemos caer en el juego del oportunismo que tratará de mostrarse como "oposición en las calles" con el único objetivo de volver a sus podridos puestos en 4 años más. 

Al contrario, mientras exista el viejo Estado existirán estas pugnas entre las facciones de la gran burguesía y su farsa electoral, existirá el fascismo como herramienta para combatir la revolución, seguirá habiendo hambre y miseria, y mientras exista el viejo Estado, los derechos del pueblo se conquistarán y defenderán con lucha clasista y combativa, con protesta popular. 

Por eso, el camino del pueblo para alcanzar su liberación no será, ni ha sido, elegir a los "menos malos" o las "reformas" graduales y parsimoniosas, sino el camino de la Revolución de Nueva Democracia, camino que la campaña de Boicot Electoral alumbra con acciones concretas.

Imágenes de la marcha contra la farsa electoral:


Propaganda desplegada en distintos puntos de Santiago:
Población José María Caro, Lo Espejo.
Estadio Nacional, Ñuñoa
Barricadas en distintos puntos de Santiago:




Puestos de avanzada del GOPE luego de los cortes de ruta en La Araucanía:



pc 19 dicembre - Genova ancora morti operaie, ancora padroni assassini!

Stritolato dal cavo della gru mentre lavora, la procura indaga per omicidio colposo

Il sostituto procuratore Marcello Maresca ha aperto un fascicolo per omicidio colposo nei confronti di Roberto Cò, titolare di Aqua, la società per la quale lavorava Vincenzo Anselmi, il marinaio di 54 anni di San Maurizio di Monti che sabato mattina è morto in un incidente sul lavoro a bordo di una barca della stessa Aqua. Il provvedimento nei confronti di Cò è un atto tecnico, per consentire l’autopsia sul corpo, che sarà fatta oggi, e accertare se vi siano responsabilità dell’azienda nella scomparsa di Anselmi, che sarebbe stato stritolato dal cavo della gru che si trovava a bordo dell’imbarcazione. Le indagini sono condotte dalla guardia costiera, che ha sequestrato la barca e anche la gru e che ha acquisito della documentazione dentro la sede della ditta Aqua. Mentre ad assistere Cò è l’avvocato Simone Vernazza.
Nel frattempo dall’ospedale San Martino di Genova arriva un bollettino sulle condizioni di Paolo Cò, l’altro dipendente di Aqua che nell’incidente è rimasto ferito in maniera molto grave. Dopo l’operazione di otto ore effettuata l’altra sera al San Martino, Cò si è risvegliato. È cosciente e ora si dovrà attendere per capire se il lavoro dei chirurghi abbia permesso di salvare le sue gambe. «La prognosi è ancora riservata - spiega Roberto Cò, che è anche suo cugino - Perché i medici dicono che c’è il rischio di un’infezione. Nella tragedia, le condizioni di Paolo sono l’unica notizia buona». Il marinaio ha 26 anni e vive in via Torino, a Rapallo

pc 19 dicembre - Magneti Marelli FCA - i padroni e i loro servi sindacalisti

Ora contratti di solidarietà... poi e poi e poi

L'ammortizzatore sociale verrà usato per quasi 700 lavoratori di San Benigno e Rivalta. 
Ancora contratti di solidarietà negli stabilimenti torinesi Magneti Marelli, anche se con qualche spiraglio positivo sul futuro. L'azienda ha infatti annunciato ai sindacati di voler utilizzare l'ammortizzatore sociale fino a settembre, mese dopo il quale è previsto un aumento dei volumi di produzioni che dovrebbe garantire la piena occupazione.

I sindacalisti: ma ci sono attese positive per il secondo semestre del 2018
“Ai lavoratori viene chiesto un nuovo sacrificio per nove mesi, ma ci sono attese positive per il secondo semestre del 2018, che auspichiamo vengano concretizzate anche attraverso una progressiva riduzione dei contratti di solidarietà. Serve ancora massima attenzione perché all’interno del gruppo Fca resta il problema dei 1.250 potenziali esuberi del Polo del lusso, per i quali al momento non vi sono certezze. È urgente un incontro specifico con l’azienda”, commentano Dario Basso, segretario della Uilm di Torino, e Francesco Citraro, responsabile Magneti Marelli del sindacato.

pc 19 dicembre - Eternit - contro i padroni assassini e impuniti - il giusto atteggiamento di Giulio

Eternit bis: «Vorremmo Schmidheiny in un letto come nostro padre»

Lo sfogo dei figli di Giulio Testore, l'ex operaio della Eternit di Cavagnolo morto nel dicembre 2008 a 82 anni per mesotelioma pleurico



«Vorremmo vedere Schmidheiny in un letto con l'ossigeno alla bocca, proprio come nostro padre». Così i cinque figli di Giulio Testore, l'ex operaio della Eternit di Cavagnolo morto nel dicembre 2008 a 82 anni per mesotelioma pleurico, a margine della prima udienza del processo torinese «Eternit bis», che vede come unico imputato il magnate svizzero Stephan Schmidheiny, accusato di omicidio colposo. Testore lavorò all'Eternit, reparto mescole, per ventisette anni, fino al 1982, quando la fabbrica, senza preavviso, chiuse i battenti.
«Ricordo che mio padre faceva fatica a respirare - racconta Laura, una delle figlie - e spesso sputava sangue. Quando tornava dal lavoro appendeva la tuta sull'attaccapanni, era oleosa e piena di polvere, anche noi per anni abbiamo respirato le fibre di amianto e ora abbiamo paura di ammalarci». Stamattina in aula gli avvocati di parte civile hanno ricordato che nel 2020 si potrebbero registrare nuovi casi di mesotelioma, malattia che si manifesta dopo decenni.
Il processo torinese Eternit bis che riguarda le morti di due operai dello stabilimento di Cavagnolo è cominciato con un botta e risposta sulla costituzione delle parti civili. La difesa del magnate svizzero, unico imputato, accusato di omicidio colposo, si è opposta alla costituzione a parte civile di alcune associazioni, fra cui Ona (Organizzazione nazionale amianto) e Afeva (Associazione famigliari e vittime amianto), che sarebbero nate dopo il verificarsi dei fatti contestati e non avrebbero alcun collegamento territoriale con Cavagnolo. «La data di nascita degli enti e la loro ubicazione è irrilevante» ha replicato il pm Gianfranco Colace, secondo cui «in un processo come questo la presenza della parte civile non altera i rapporti di equilibrio tra accusa e difesa».

pc 19 dicembre - Video dalle manifestazioni di Vienna, su Antifaschistische Aktion - Infoblatt

ZiB über die Demo gegen die Regierungsangelobung!

Demos gegen ÖVP-FPÖ Regierung: Zahlreiche Menschen haben heute in Wien gegen die neue Regierung demonstriert. Die Demos verliefen weitgehend friedlich, vereinzelt gab es Zwischenfälle. Drei Personen wurden festgenommen

pc 19 dicembre - Indonesia - il massacro dei comunisti del 1965 orchestrato e sostenuto dalla Cia e imperialismo USA - La verità di sempre ora nei nuovi documenti del NSA


Indonesia. Il ruolo diretto degli Stati uniti nella strage dei comunisti indonesiani del 1965 dopo il golpe di Suharto, dai nuovi documenti del National Security Archive della George Washington University
Sulawesi sudorientale. Leader protestante indonesiano riferisce di notevoli violenze anti-Pki nella zona bughinese di Sulawesi. Musulmani a Bone sono entrati in un campo di detenzione e hanno ucciso 200 prigionieri del Pki… Giornalisti americani di ritorno da Giava Centrale sostengono che l’esercito ha saldamente in mano la situazione sebbene il Pki abbia la capacità potenziale di sabotaggi importanti e attività terroristiche… Il portavoce militare continua a sostenere che Aidit si trova nella zona del Merapi col capo del Pki di Djakarta Njono (che si era detto fosse stato arrestato) il leader del 30 Settembre colonnello Shuerman e altri militari… Su Aidit l’ambasciata ha ricevute informazioni che confliggono sul suo arresto a Bandung… La polizia di Djakarta sostiene di aver arrestato 872 persone implicate nel Movimento 30 Settembre…»

È IL 12 NOVEMBRE 1965, un mese e mezzo dopo il pronunciamento di un gruppo di militari filocomunisti che è stato immediatamente represso e che, come descrive in questo telegramma l’ambasciatore americano nella capitale Marshall Green al segretario di Stato a Washington, ha dato la stura a una purga che si va estendendo contro sospetti filocomunisti, simpatizzanti e cinesi (in odore di simpatie maoiste) con una caccia all’uomo che mira a colpire militanti e leader del Partai Komunis Indonesia, il partito comunista indonesiano.Il suo capo, Dipa Nusantara Aidit (che verrà giustiziato di lì a poco il 22 novembre) è stato accusato di essere il promotore del pronunciamento guidato dal colonnello Untung che voleva col suo putsch prevenire un colpo di Stato della destra militare.
In quei giorni di novembre, la reazione e la repressione, durissime e a lungo preparate, stanno entrando nel vivo con l’inizio di una strage di militanti comunisti, fiancheggiatori e anche solo sospettati di esser tali. Il nuovo uomo forte indonesiano, il generale Suharto, sta per esautorare Sukarno – il leader nazionalista e del Movimento dei Non Allineati, amico dei cinesi, di Nasser e di Tito e in buoni rapporti con l’Urss – accusato di aver avallato il golpe di Untung.
GLI SARÀ RISPARMIATA la vita, tra i pochissimi a scampare a un’operazione di pulizia che segue un piano dettagliato e sanguinario servendosi anche di bande paramilitari.I nuovi documenti desecretati e pubblicati dal Progetto Indonesia dei National Security Archive della George Washington University gettano nuova luce su uno dei massacri più estesi della Guerra Fredda.Washington non solo sapeva ma monitorava giorno per giorno la situazione, pronta a intervenire come si evince da quest’altra lettera top secret di Norman Hannah, consigliere politico del comandante capo del Pacifico (Cincpac), in cui chiede all’ambasciatore Green come il suo comando e gli Stati Uniti debbano rispondere alla «possibilità ragionevole che l’esercito indonesiano possa richiedere il nostro aiuto contro un’insurrezione del Pki».
Richiesta, specula Hannah, che «potrebbe includere qualsiasi cosa, dalle operazioni segrete all’assistenza su vasta scala, compresi trasporti, denaro, attrezzature di comunicazione o armi». Una settimana dopo – scrivono i ricercatori dei Nsa – Green avrebbe chiesto all’Amministrazione Johnson di «esplorare la possibilità di un aiuto a breve termine segreto e non attribuibile» come segno del sostegno statunitense: soldi, attrezzature di comunicazione e armi per l’esercito.
NON ERA UNA NOVITÀ. Prima di Dean Rusk, segretario di Stato all’epoca, la poltrona l’aveva calcata John Foster Dulles, un falco teorico del Rollback (ributtare indietro) e della Massive Retaliation (rappresaglia massiccia) anche nucleare per contrastare l’Unione sovietica: aveva già fornito armi e aiuto a formazioni ribelli contrarie alla politica di Sukarno. Nel 1959 aveva auspicato a Giacarta il ripristino di un «governo che sia costituzionale e rifletta i reali interessi e desideri del popolo», da opporre alla «democrazia guidata» inaugurata nel ‘56 dal leader indonesiano.
I 39 documenti resi adesso disponibili provengono da una raccolta di quasi 30mila pagine che mettono in chiaro gran parte della corrispondenza dell’ambasciata statunitense a Giacarta dal 1964 al 1968 e dimostrano, scrivono i ricercatori, che il governo americano sapeva in modo dettagliato che l’esercito indonesiano stava conducendo una campagna di omicidi di massa contro il Partito comunista indonesiano a partire dal 1965.
I materiali mostrano inoltre come i diplomatici americani tenessero un’agenda aggiornata delle esecuzioni dei leader del Pki e come sostenessero attivamente gli sforzi dell’esercito indonesiano per distruggere il movimento sindacale di sinistra in Indonesia. Sapevano e davano una mano, senza dare troppo nell’occhio.IL MOMENTO è delicato: la tensione era già alta e i generali si preparavano allo scontro frontale con Sukarno e l’intero fronte della sinistra. Si scatenano dopo il pronunciamento di un manipolo di ufficiali (Movimento 30 Settembre) capeggiati dal colonnello Untung, un militare di sinistra filosukarniano che però negherà di aver agito per conto del Pki. Fallito il putsch, l’esercito – sotto il comando di Suharto – inizierà una vera e propria purga con l’avallo delle diplomazie occidentali (come si evince dai documenti), Stati Uniti in testa.
Washington del resto guarda da tempo con preoccupazione sia l’ascesa del Pki (il terzo partito comunista al mondo dopo quelli dell’Unione sovietica e della Cina), la nascita del Movimento dei Non Allineati e la presenza sempre più forte di Cina e Urss nell’area (nel 1964 è iniziata, ufficialmente, la guerra americana in Vietnam).
CI SONO ANCHE ragioni economiche come ben spiega un telegramma sempre dell’ambasciatore Marshall Green nel quale rende noto l’arresto di leader della Sobsi – il sindacato filocomunista – nelle raffinerie Shell e Stanvac e alla Pursi Fertilizer Plant, dove lavorava molto personale americano. All’epoca, Stanvac e Shell, due delle tre maggiori compagnie petrolifere estere operanti in Indonesia, stavano negoziando il trasferimento della capacità di raffinazione locale al governo indonesiano, un piano che venne poi fatto naufragare sotto pressione americana.
L’Indonesia insomma doveva restare nella sfera degli interessi occidentali – politici ed economici – a qualunque costo. A un costo stimato, tra l’ottobre 1965 e il marzo 1966, di almeno 500mila morti e di oltre un milione di persone sbattute in carcere.
***
Gli «Indonesian Papers» agli atti
I documenti contenuti negli archivi dell’ambasciata degli Stati Uniti a Giacarta e resi adesso disponibili vanno ad arricchire un lavoro che il National Security Archive (Nsa) svolge da diversi anni sull’Indonesia. Quelli ora messi in chiaro, riguardano i temi più disparati: dalle operazioni quotidiane dell’ambasciata americana, alle osservazioni sulla politica indonesiana, sull’economia locale, sulla politica estera, sugli affari militari, sul crescente conflitto tra gli Stati Uniti e Sukarno.
Ma anche cose eminentemente interne come la guerra tra l’esercito e il Pki, il Movimento 30 Settembre e le uccisioni di massa che ne scaturirono sino al consolidamento dell’Orde Baru, il Nuovo Ordine istituito dal generale Suharto che, prima di essere defenestrato dalle manifestazioni di piazza e dai suoi stessi generali nel maggio del 1998, ha regnato incontrastato (confidando sull’appoggio occidentale anche nel caso dell’occupazione militare di Timor Est nel 1975) per ben 32 anni.

pc 19 dicembre - Caccia alle streghe in Germania - dai compagni tedeschi

Witch-hunt in the FRG

traduzione non ufficiale
19 dicembre, 2017
Oggi durante una conferenza della polizia della “Libera Città di Amburgo”, sono state mostrate le foto di 104 presunti “criminali” e 5 video.
La lista degli incidenti:
„Elbchaussee“: 5 foto di 5 persone. „G 20 Not Welcome!“: 43 foto di 13 persone. „Plünderungen“: 80 foto di 46 persone. „Stein- und Flaschenbewurf“: 32 foto di 17 persons. „Rondenbarg“: 44 foto di 25 persone.

Il link anonimo alle foto della polizia:  https://anon.to/wGv9tn
I quotidiani reazionari sono pieni di queste immagini. Di seguito un breve commento sulla questione:

Oggi la polizia di Amburgo ha lanciato una caccia all'uomo su larga scala, denunciando sospetti “criminali” – termine della giustizia di classe borghese, noi diremmo ribelli.
Questa iniziativa non è affare di qualche funzionario di polizia locale ma una della questioni decisive

pc 19 dicembre - Nuovi sconvolgenti numeri di tumori a Taranto - mentre a Roma riparte la trattativa Ilva farsa con 4000 esuberi!

Tumori - nuovi numeri sconvolgenti a Taranto
Presentata la mappa dei tumori:
in 6 anni oltre 21.000 casi in più


21.000 nuovi casi di tumore in soli sei anni. Con una evidente prevalenza di uomini colpiti dal cancro rispetto alle donne. Questo il dato principale consegnato dal rapporto tumori consegnato dalla Asl, con dati pubblicati sul sito istituzionale dell’azienda.
Nello screening si parte dal 2006 e ci si ferma al 2012. Anni che appaiono lontani. Ma questo aspetto spiegano dalla Asl «non deve essere fuorviante». Perchè «l’utilizzo di fonti eterogenee, spesso cartacee e provenienti anche da fuori Regione non consente a oggi tempestività maggiore e il Registro Tumori Taranto è tra i più aggiornati d’Italia».
Analisi di trend storici degli ultimi anni e proiezioni future basate sugli stessi fanno del Registro un ottimo strumento di programmazione sanitaria. Dai risultati presentati emerge un quadro che conferma i risultati degli studi presentati in precedenza. Rimane critica, evidentemente, la situazione del capoluogo jonico che consegna per molti tipi di cancro eccessi soprattutto nel sesso maschile, che «sulla base della letteratura - dicono dalla Asl - depongono a favore di un presumibile coinvolgimento della condizione ambientale, lavorativa oltre che degli stili di vita assunti dalla popolazione residente».
L’intera casistica del Registro Tumori Taranto dal 2006 al 2012 è di 21.313 nuovi casi di cui 11.640 maschi e 9.673 donne. Si è rilevata, quindi, una incidenza annuale media di 3.044 nuovi casi con un tasso standardizzato diretto di 438 casi per centomila nei maschi e 332 per centomila nelle femmine. Negli uomini i cinque tumori più frequenti sono nell’ordine: polmone 16,5% (274 casi all’anno), prostata 16,1% (267 casi annui), vescica 13,4% (223 casi annui), colon retto 11,6% (192 casi annui), e fegato 4,7% (77 casi annui).
Da segnalare il mesotelioma della pleura che pur con i suoi soli 20 casi all’anno (16-17 casi annui nei maschi e 3-4 casi nelle donne in media) essendo un tumore raro nelle altre aree regionali e nazionali raggiunge quindi nei maschi eccessi del 300-400%.
Nelle donne le prime cinque neoplasie maligne sono: mammella 29,5% (400 casi annui), colon retto 12% (165 casi annui), tiroide 8,1% (112 casi annui), corpo utero 5,1% (69 casi annui) e polmone 3,8% ( 52 casi annui).
Le punte critiche, come si è accennato, spiccano proprio nel capoluogo rispetto a quanto avviene negli altri 28 comuni della Provincia.







Ilva, Ok ai 24 milioni di euro per la Cigs... Ma allora che si fa a fare l'incontro a Roma se hanno già deciso di mettere 4000 operai in cassa integrazione straordinaria?


e chi ce la viene a 'vendere' questa notizia ?
la sottosegretaria in carriera , che poi verrà a chiedere i voti:la ignobile Bellanova, giustamente presa a uova e insulti a Martano dalla popolazione NOTAP

“Una notizia che accolgo con grande soddisfazione a coronamento del lavoro svolto perché con la proroga dell’integrazione del trattamento di Cigs per il 2018, pari a una dotazione di 24 milioni di euro, mettiamo ancora una volta in sicurezza il reddito dei lavoratori Ilva. Un buon viatico per la ripresa del tavolo di trattativa“. Così la viceministro Teresa Bellanova commenta l’ok in Commissione Bilancio all’emendamento presentato dal Governo in sede di Legge di Bilancio finalizzato allo stanziamento di 24 milioni di euro per la proroga dell’integrazione del trattamento di Cigs per i dipendenti Ilva

pc 19 dicembre - Grande mobilitazione in Tunisia per la Palestina - corrispondenza


Tunisia per la Palestina: sostegno popolare e ipocrisia della politica da palazzo


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Dopo l’annuncio del presidente americano Trump di voler trasferire l’ambasciata americana da Tel Aviv a Gerusalemme, riconoscendo quindi quest’ultima come la capitale dell’entità sionista di Israele, la Tunisia è stata attraversata da manifestazioni di sostegno. Anche il governo e gli esponenti dei principali partiti politici hanno formalmente condannato la mossa americana.
Sono stati principalmente gli studenti di ogni ordine e grado a scendere nelle strade di tutte le città del paese, da Nord a Sud, nelle grandi e nelle piccole città.
Gli studenti universitari e dei licei organizzati dal sindacato studentesco UGET hanno organizzato diverse manifestazioni, ma anche i bambini delle scuole elementari uscivano dai loro stabilimenti in cortei spontanei con bandiere della Tunisia e della Palestina in testa, diretti da nessun adulto e muovendosi per le vie della città. In un caso abbiamo assistito anche al tentativo di alcuni di questi bambini di irrompere in un liceo per fare

pc 19 dicembre - Servitù militari in Sardegna. Contro l’accordo Stato-Regione mobilitazione di A Foras - assemblea generale sabato 6 gennaio a Bauladu

                            
Difesa: Pinotti elogia firma protocollo d'intesa con la Sardegna

Segue  il documento di AFORAS

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Roma, 18 dic 17:47 - (Agenzia Nova) - Il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, ha elogiato la firma con il presidente della Regione Autonoma della Sardegna, Francesco Pigliaru, del protocollo d’intesa per il coordinamento delle attività militari sull’isola. “È una giornata particolarmente lieta”, ha detto il ministro nel corso della cerimonia si è svolta a Roma, alla presenza di alti ufficiali delle Forze armate, tra cui il capo di Stato maggiore, generale Claudio Graziano, e dei sindaci dei comuni maggiormente interessati dall’accordo. Il perfezionamento dell’intesa giunge dopo quattro anni di lavori del tavolo “Difesa-Regione”, istituito l’8 gennaio 2015. Il protocollo regola le questioni di maggiore importanza che coinvolgono la Difesa e la Sardegna, come lo svolgimento delle esercitazioni militari e gli indennizzi agli operatori economici marittimi. In particolare, la sospensione delle esercitazioni a fuoco nei poligoni sardi viene prolungata, portandola dal primo giugno al 30 settembre. Diverse spiagge nei pressi delle sedi delle esercitazioni vengono cedute alle autorità locali o concesse in uso temporaneo durante il periodo di fermo delle attività militari.

Nell’isola della Maddalena, la locale scuola allievi sottufficiali della Marina militare verrà rilanciata e valorizzata per farne un polo di eccellenza delle attività connesse all’economia del mare. Inoltre, la

pc 19 dicembre - Questo Giro non s'ha da fare! Palestina - venerdì 22 sit in a Roma

BOICOTTIAMO RCS MEDIAGROUPCORSERA E GAZZETTA DELLO SPORT!
NO AL GIRO D’ITALIA IN ISRAELE!
GERUSALEMME CAPITALE DELLA PALESTINA!
FINE DEL COLONIALISMO E DELL’APARTHEID SIONISTA!
SIT-IN DI PROTEST Adavanti alla sede di RCS MEDIAGROUP
Venerdì 22 dicembre ore 16  piazza Fiume – ROMA


Per venerdi prossimo, è stato convocato a Roma un sit in di protesta davanti alla sede del gruppo Rcs. Il motivo? Presto detto.
Più interessata alle lobbies finanziarie che allo sport, e ispirata al principio “pecunia non olet”, la multinazionale RCS MEDIAGROUP, proprietaria anche del Corsera e de La Gazzetta dello Sport, ha deciso di organizzare la partenza del 101° Giro d’Italia da…Israele!
Lo farà in ossequio alle celebrazioni per il 70° anniversario della fondazione di uno Stato colonialista e razzista in terra di Palestina. La decisione di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele è da condannare, anche in relazione alla sottomissione politica che la multinazionale RCS MEDIAGROUP dimostra nei confronti della lobby sionista e degli Stati Uniti: persino l’Onu considera la proclamazione di Gerusalemme capitale da parte del parlamento israeliano «nulla e priva di validità, una violazione del diritto internazionale e un serio ostacolo alla pace in Medio Oriente».
Un binomio affaristico, tra RCS MEDIAGROUP ed ambasciata israeliana, che ha fatto scoppiare le giuste proteste del popolo palestinese, che si sta opponendo a questo gesto arbitrario e unilaterale. Questo tipo di eventi rientra in una precisa strategia: presentare uno Stato colonialista come una “democrazia”, per ripulirne l’immagine a livello internazionale. Una immagine che in realtà è macchiata dagli orrori compiuti in 70 anni di occupazione coloniale, manifestatasi attraverso sanguinarie operazioni militari, rastrellamenti, uccisioni, arresti di uomini, donne, anziani e persino minori, abusi, furto delle terre e dell’acqua, costruzione del vergognoso Muro dell’Apartheid.
Per tutto ciò diciamo:

Comitato “Con la Palestina nel cuore”; Comitato per non dimenticare Sabra e Chatila; Fronte Palestina (Roma); Unione Democratica Arabo Palestinese; Comitato “Per non dimenticare il diritto al ritorno”; Forum Palestina;   Spazio Sociale “Roberto Scialabba”.
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contropiano

pc 19 dicembre - Riassumete Sandro Giuliani!

Mercoledì 20 dicembre ore 10 Palazzo di Giustizia Piazza Cavour aula A si svolgerà l’udienza della Cassazione per il reintegro di Sandro Giuliani.
I due gradi di giudizio precedenti avevano incomprensibilmente respinto il reintegro nonostante le argomentazioni puntuali del ricorso.
Sandro è stato licenziato il 21 gennaio 2011 solo perché applicava scrupolosamente i regolamenti che garantiscono la sicurezza della circolazione dei treni.
E’ importante essere presenti, non solo per far sentire la nostra solidarietà a Sandro, ma anche per riaffermare l’impegno di noi ferrovieri contro i licenziamenti di chi si batte per la sicurezza di tutti.
Le spese legali sono sostenute dalla Cassa di Solidarietà dei Ferrovieri che in questi anni ha sostenuto i lavoratori colpiti da ingiusti provvedimenti disciplinari.
Roma, 16 dicembre 2016
COMITATO PER IL REINTEGRO DI SANDRO GIULIANI
video testimonianza sul blog  La Bottega del Barbieri
girato poco dopo il licenziamento