sabato 31 ottobre 2026

pc 31 ottobre - A PROPOSITO DELLO SCONTRO TRA IL FASCISTA LA RUSSA E LA PROFESSORESSA DI STORIA PONZANI....

Quello che si è consumato nei giorni scorsi mostra, da un lato il revisionismo storico da parte dei fascisti per mascherare il loro vero volto eversivo (ieri al servizio dei padroni, oggi al servizio di uno stato di polizia e dittatura aperta), con l'ennesimo attacco ai valori della Resistenza Partigiana e dall'altro un messaggio preciso e repressivo contro ogni opposizione culturale-storica ecc.

Ignazio La Russa voleva le scuse di Michela Ponzani. Ma oggi ad Otto e Mezzo, ha ricevuto una risposta che probabilmente gli farà rimpiangere di aver aperto bocca.

Perché la professoressa Ponzani, storica e docente universitaria, è tornata nello studio di Lilli Gruber dopo essere stata minacciata di querela dal presidente del Senato. E gli ha impartito una lezione di storia, di diritto alla critica e di democrazia che meriterebbe di essere proiettata nelle scuole.

La vicenda ormai la conoscete. Ponzani aveva ricordato che il 12 aprile 1973 La Russa era a capo di un corteo neofascista vietato dalla prefettura di Milano. Durante quella manifestazione, segnata da gravissimi scontri, venne ucciso l’agente di polizia Antonio Marino, appena 22 anni.

La Russa, indignatissimo, aveva annunciato querela. Poi aveva rilanciato: se Ponzani si fosse scusata immediatamente, avrebbe rinunciato alle vie legali.

Ebbene, stasera Ponzani gli ha risposto così:

“Se il presidente La Russa vuole querelare me, semplicemente per aver ricordato un fatto storico, deve querelare tutti gli autori di libri che parlano di questo fatto, deve querelare l’Archivio centrale dello Stato che conserva ancora oggi la documentazione della questura di Milano e della prefettura di Milano, deve querelare i giornali dell’epoca che riportano fedeli le cronache di quel che accadde”.

E ancora:

“I fascisti del Movimento Sociale, del Fronte della Gioventù di cui La Russa era segretario, devastarono Milano con incidenti gravissimi, quella manifestazione non era autorizzata e venne ucciso un agente di polizia di 22 anni. Io non ho detto che fu La Russa ad avere la responsabilità nell’omicidio, ho detto che era presente a quella manifestazione”.

E qui arriva una delle frasi più belle della serata:

“Se si vuol negare la storia, spiace dirlo per chi pensa di essere tornato ai tempi delle monarchie assolute, ma gli storici nelle democrazie non hanno il compito di celebrare il potere, devono casomai smontare le narrazioni di comodo. Questo è il nostro mestiere e io continuerò a farlo con tutti i mezzi a mia disposizione”.

A questo punto Gruber le pone la domanda che La Russa aspettava da giorni: vuole scusarsi?

E Ponzani:

“La professoressa Ponzani non ha alcuna intenzione di scusarsi con il signor presidente del Senato, anzi io ho già sentito il mio avvocato Fabio Anselmo per tutelare quelle che sono le mie ragioni, quella che è la mia onorabilità, quella che è la mia professionalità, perché vorrei ricordare al presidente del Senato della Repubblica italiana che i titoli accademici non si ereditano come i titoli nobiliari, costano tanta fatica, per le donne è ancora più faticoso raggiungere certe vette, quindi io pretendo che mi si riconosca almeno il titolo di professoressa universitaria.

Un presidente del Senato che annuncia una querela verso una docente universitaria, diciamo, non è una pagina tanto bella per la democrazia, perché io ho una visibilità, penso a tanti miei colleghi che questa visibilità non ce l’hanno e cosa si vuol fare?

Mettere a tacere tutte le voci critiche, tutti coloro che non hanno il potere di potersi difendere, di poter utilizzare la comunicazione?

Questa è una cosa gravissima ed è una pagina non tanto bella della Repubblica italiana quando si vogliono mettere a tacere gli storici”.

Ignazio La Russa: "Ho chiamato Michela Ponzani signora perché altrimenti dovevo dire professoressa a contratto"

di Huffpost

Il presidente del Senato torna sulla diatriba con la professoressa e le sue affermazioni sulla partecipazione di La Russa a un corteo non organizzato in cui morì un poliziotto. E sul ritiro della querela prende tempo: "Ci penserò"


Nessun commento:

Posta un commento