mercoledì 19 febbraio 2025

pc 19 febbraio - Georges Abdallah deve essere liberato - oggi da Parigi a Milano mobilitazione - info Soccorso Rosso Proletario

«Il est des moments où se taire veut dire se rendre complice… » (Georges Abdallah) 

19 février prochain - Paris: retrouvons-nous tous place de la République à 18h30 
pour intensifier toujours plus la pression afin de rompre la dernière digue. 
Le 20/02, Georges doit être libéré !

pc 19 febbraio - USA “Niente re, niente tiranni”: giornata di proteste contro Trump

Protesta a New York contro il governo Trump - ApProtesta a New York contro il governo Trump – Ap

Approfittando della festa del Presidents’ Day, lunedì 17 febbraio in un centinaio di città degli Stati Uniti si sono svolte manifestazioni per esprimere l’opposizione alle politiche e alle tattiche di Donald Trump e del suo “First buddy” miliardario, Elon Musk, il leader non eletto del Department of Government Efficiency, Doge. Le proteste sono state organizzate a livello nazionale e in collaborazione con il gruppo 50501, “50 Protests. 50 States. 1 Movement”, al fine, come si legge sul loro sito web, di “sostenere la Costituzione e porre fine all’eccesso di potere esecutivo”, dando vita alla prima vera giornata di protesta contro la nuova amministrazione Trump.

A New York i manifestanti, nonostante le temperature rigide e il vento tagliente, si sono radunati in una delle piazze simbolo delle proteste, Union Square, per spostarsi in corteo fino a Washington Square

pc 19 febbraio - E' uscito il nuovo numero della rivista internazionale marxista-leninista-maoista "Lotta tra due linee" - edizione inglese


Si può richiedere a maoistroad@gmail.com

A presto l'edizione italiana

pc 19 febbraio - Guerra/UE-Nato - economia di guerra Italia/Forze armate - alcuni dati

Ursula von der Leyen ha proposto "di attivare la clausola di salvaguardia per gli investimenti nella difesa”: le relative spese non andrebbero a pesare sul debito degli Stati Ue. Come il segretario generale della Nato Rutte, la presidente della Commissione ipotizza di portare fino al 3% del Pil gli investimenti per il comparto militare. Per l'Italia significherebbe sborsare 30 miliardi di euro in più.


  • La spesa dei Paesi Ue per la difesa dovrebbe uscire dal Patto di stabilità? Se così fosse, come chiede l’Italia, significherebbe che i soldi spesi per il settore militare non finirebbero nel loro debito. L'ipotesi è stata rilanciata dalla presidente della commissione Ue Ursula von der Leyen: “Posso annunciare che proporrò di attivare la clausola di salvaguardia per gli investimenti nella difesa”. 
  • Da sottolineare come negli ultimi cinque anni la spesa militare in Europa sia già salita considerevolmente, arrivando a toccare i 326 miliardi di euro nel 2024.
  • Tuttavia, con lo spettro della guerra in Ucraina sempre ben presente, Von der Leyen, - così

pc 19 febbraio - La politica criminale e assassina del governo fascio/razzista della Meloni continua ogni giorno

Open Arms salva 17 migranti ma autorità italiane non si fanno vive, Ong: “Da ore in attesa in mezzo al mare”

Astral, veliero della Ong Open Arms, ha soccorso 17 persone – tra cui quattro donne e due bambini – nel Mediterraneo. Da questa mattina però nessuna delle autorità competenti, né dall’Italia né da Malta, si è presa la responsabilità di rispondere alla richiesta di aiuto. L’equipaggio del veliero: “Continuiamo ad accompagnare e assistere queste persone in attesa di istruzioni su come procedere”.
Diciassette persone si trovavano alla deriva nel Mediterraneo su un gommone guasto. Tra di loro, quattro donne e due bambini di 10 e 11 anni. Sono stati soccorsi questa mattina dal veliero Astral, gestito dalla Ong Open Arms. Da quel momento, però, nessuna delle autorità competenti si è fatta viva. Né dall'Italia né da Malta, entrambe contattate dall'equipaggio, è arrivato un riscontro. E così, da oltre dodici ore l'imbarcazione è in mezzo al mare in attesa di avere indicazioni su come proseguire.

Il veliero in questione era partito ieri dal porto di Marsala, in Sicilia, per la missione 115. Questa

martedì 18 febbraio 2025

pc 18 febbraio – Crolla la produzione industriale e crollano le menzogne del governo che continua a dire balle su balle con numeri inventati su tutto: lavoro, disoccupazione, lavoro femminile…

 

Mentre la Meloni raccontava le solite balle sui numeri al congresso del sindacato di governo Cisl, l’Istat comunicava i dati reali, per esempio, sul crollo della produzione industriale che è quello più evidente e che fa impressione, meno 3,5% nel 2024, solo nel mese di dicembre, il crollo è stato addirittura del 7,1%.

È aumentata in modo spropositato anche la cassa integrazione: secondo il centro studi di Lavoro&Welfare nel 2024 le aziende manifatturiere hanno avuto 426,5 milioni di ore di cassa integrazione autorizzate dall’Inps. Il dato equivale a 56,2 milioni di giornate lavorative perse e assenza di attività produttiva per oltre 215mila addetti coinvolti nella cig a zero ore.

Perfino nell’alta tecnologia è arrivata la crisi: alla Stm (St Microelectronics) di Catania, che produce

pc 18 febbraio - dallo slai cobas pomigliano - lo strapotere del comando di fabbrica e la denuncia degli operai - info solidale

 

Comunicato stampa
Ieri ed oggi, i lavoratori dei servizi generali della Stellantis di Pomigliano sono restati sbalorditi ed indignati per le testuali comunicazioni ricevuta dalla azienda: per la giornata del 18 spostatevi nelle aree di stabilimento spogliatoi ingresso 4 perché qui all’ingresso 2 deve entrare un dirigente Stellantis esterno e non deve vedere nessuno.

A tali indecorose e illegittime pretese aziendali, hanno risposto insieme i lavoratori e l’organizzazione sindacale Slai cobas che ha diffidato l’azienda dal proferire ai richiamati lavoratori tali pretese, che nulla hanno a che vedere con l'attività lavorativa e che ledono la dignità delle persone.

Il coordinatore provinciale di Slai cobas Napoli Emanuele Buono commenta l’incredibile vicenda: se a Pomigliano queste sono le premesse per presunti piani industriali Stiamo Freschi” inoltre ribadisce Buono di essere adir poco perplesso su cosa potrà contenere il futuro lavorativo ed industriale per i lavatori a pomigliano, sul piano dei diritti, sicurezza e rispetto.

Lo Slai cobas e consapevole che le migliori condizioni lavorative non verranno mai dai cosiddetti “tavoli”, siano essi azienda/sindacato, azienda/istituzioni, ecc.

Lo Slai rimane convinto che oggi come non mai e necessario come lavoratori autorganizzarsi fuori dai soliti schemi imposti da aziende sindacati e politica, per mirare a vere tutele e migliori condizioni di vita per i lavoratori.

Pomigliano 18 febbraio 2025

Slai cobas Stellantis Pomigliano e terziarizzate
Pomigliano 18 febbraio 2025

pc 18 febbraio - la strage silenziosa dell'amianto al processo Infinito Eternit bis

 

Senza amianto in Italia avremmo 60 casi di mesotelioma all’anno invece di 1400

Si potrebbero salvare migliaia di vite umane ed evitare ingenti costi sociali e sanitari a carico di tutta la collettività

TORINO – “Gli studi epidemiologici presentati a Torino nel processo «Eternit Bis» in cui l’associazione Sicurezza e Lavoro è parte civile – dichiara Massimiliano Quirico, direttore di Sicurezza e Lavoro – evidenziano l’enorme disastro causato dall’amianto in Italia: senza esposizione all’asbesto avremmo ‘solo’ 60 casi di mesotelioma ogni anno, invece di 1.400”.

“Siamo di fronte a una tragedia immane – denuncia Quirico – che dimostra, oltre alla necessità di fare giustizia per le vittime, l’urgenza di procedere con le bonifiche dell’amianto, che l’imputato Stephan Schmidheiny non ha mai fatto, abbandonando lo stabilimento Eternit di Casale Monferrato con tonnellate di amianto. Il tema non può essere relegato alle aule di tribunale, ma deve coinvolgere le Istituzioni affinché si investa in informazione e sensibilizzazione sulla questione e, naturalmente, su rimozioni e discariche di amianto. Si potrebbero salvare migliaia di vite umane ed evitare ingenti costi sociali e sanitari a carico di tutta la collettività”.



pc 18 febbraio - Torino - solidali con Brian Molko, e nei confronti degli LGBTQI+ "Meloni è fascista... copre gli attacchi nazisti"

Brian Molko, gli insulti a Giorgia Meloni valgono un processo. Il frontman dei Placebo accusato di vilipendio dopo il concerto a Stupinigi

Le invettive nei confronti della premier furono lanciate l'11 luglio 2023 dal palco: il ministero della Giustizia ha dato il via libera ai magistrati torinesi

Il ministero della Giustizia ha dato il via libera al procedimento giudiziario contro Brian Molko, il frontman della band inglese dei Placebo indagato a Torino per le invettive che indirizzò alla premier Giorgia Meloni l'11 luglio 2023 durante un concerto a Stupinigi

I pubblici ministeri subalpini si erano rivolti in via Arenula perché per perseguire il reato di vilipendio delle istituzioni (punito con una pena pecuniaria) occorre una autorizzazione specifica. Molko aveva definito Meloni, fra l'altro, «fascista» e «nazista». Dopo il quarto pezzo della serata, erano arrivati da parte del cantante l’affermazione di sentirsi europeo ed il ringraziamento a Torino. Brian Molko si era quindi rivolto in italiano ai presenti per attaccare Giorgia Meloni, aggiungendo in chiusura dell’invettiva un «Vaff…, pezzo di m...». Verso la fine del concerto i discorsi del gruppo si erano quindi concentrati sulla necessità dell’accoglienza e della difesa dei figli delle coppie omosessuali. 

L'attacco alla Presidente del Consiglio era arrivato dopo l’invito ai propri fan di staccarsi dai telefoni, per gustarsi l’esperienza e partecipare al concerto anziché limitarsi a filmarlo. A seguito di alcune segnalazioni, la Procura di Torino aveva quindi richiesto ai carabinieri della tenenza di Nichelino una notazione di servizio per valutare i fatti accaduti durante il concerto

Torino, all'Università svastiche sugli adesivi della comunità Lgbt durante il corso di Queer Studies

Sono comparse al Campus Einaudi, nei bagni della scuola di specializzazione per le professioni legali

lunedì 17 febbraio 2025

pc 17 febbraio - Inferno nelle carceri abruzzesi, un detenuto muore impiccato nel carcere di Pescara, ma per la garante dei diritti dei detenuti (FdI) va tutto ben madama la marchesa

Pescara, 24enne muore in carcere: scoppia la protesta delle persone detenute

da un articolo di Sara Ramzi

Un ragazzo di ventiquattro anni si è tolto la vita nella casa circondariale San Donato di Pescara. È il tredicesimo suicidio avvenuto nelle carceri italiane dall’inizio del 2025: il doppio dei casi rispetto allo stesso periodo nel 2024. Nel carcere di Pescara il sovraffollamento è del 162 per cento

Aveva 24 anni. Nella notte tra il 16 e 17 febbraio un giovane di origine egiziana si è suicidato nel carcere di Pescara. A seguito della sua morte è scoppiata la rabbia delle persone detenute: una persona è salita sul tetto e alcuni materassi – che dovrebbero essere ignifughi – sono stati messi a fuoco in segno di protesta. Ambulanze e vigili del fuoco sono arrivati sul posto. “È una situazione invivibile. Il carcere esplode, le persone che arrivano vengono messe a dormire su materassi per terra per mancanza di spazio. Le celle da sei persone sono diventate da otto, quelle da quattro anche da sette”, dichiara ad Abruzzosera Francesco Lo Piccolo, direttore della rivista Voci Di Dentro, che si occupa di carcere e giustizia. “Il cibo è immangiabile, i prezzi sono alti, i muri pieni di muffa. Nei giorni scorsi, a seguito delle forti piogge, i piani bassi della casa circondariale si sono allagati, comprese le celle al piano terra”, spiega.

Il tasso di sovraffollamento delle carceri, come denunciato dal Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale, è in continuo aumento. Il report più recente – pubblicato il 10

pc 17 febbraio - ORE 12 settimanale N. 30 - per leggerlo e stamparlo

Clic per leggerlo e stamparlo

pc 17 febbraio - ORE 12 Controinformazione Rossoperaia - Speciale conferenza imperialista di Monaco - La voce operaia e comunista

 

pc 17 febbraio - Il nostro intervento alla Munich March contro la NATO Security Conference

 

Volantino distribuito in diverse centinaia di copie

Compagni operai, lavoratori, portiamo il saluto dei proletari e comunisti italiani a questa importante manifestazione contro imperialismo e fascismo in occasione della cosiddetta Conferenza internazionale per la sicurezza NATO che in realtà analizza, decide e avanza verso la guerra imperialista mondiale.

Tutti i governi imperialisti aumentano in dismisura le spese militari e dicono esplicitamente che bisogna prepararsi alla guerra. Le potenze imperialiste Usa, Ue con la Nato si dotano di armamenti sempre più moderni e devastanti e prevedono l’uso di armi nucleari che mettono a rischio il futuro del mondo, combinandosi con la crescente crisi climatica ambientale. Tutti i paesi imperialisti rafforzano gli eserciti, militarizzano i territori e la società, preparano l’opinione pubblica alla guerra, sviluppano l’economia di guerra L’imperialismo Russo e il socialimperialismo Cinese sono da un lato obiettivo di questa offensiva e dall’altro cavalcano la crisi dell’imperialismo occidentale, principalmente Usa, per un nuovo assetto ad essi favorevole, all’insegna del multilateralismo.

L’imperialismo scatena i suoi cani da guardia come prima linea nella guerra e della guerra contro i popoli – vedi i regime ad essi asserviti in Israele, Ucraina Siria ecc.

Tutte le potenze imperialiste in collusione e contesa tra di loro e i governi asserviti ad essi sono uniti contro i proletari e i popoli del mondo. La Guerra è originata dalla crisi economica, sistemica, mondiale del sistema capitalista/imperialista che esige una nuova spartizione del mondo

Tutti gli Stati imperialisti e i governi loro asserviti avanzano nella trasformazione degli Stati riducendo e cancellando la democrazia borghese, attaccando le libertà democratiche e i diritti dei lavoratori e delle masse, riempendo le carceri di oppositori politici, istaurando forme di dittatura sempre più aperte, che attaccano i diritti delle donne, la libertà di pensiero, ecc. fomentano suprematismo, razzismo, cultura oscurantista e integralismo religioso.

All’interno della Germania come dell'Italia praticano sempre più una dittatura, travestita da “democrazia”; e a fronte dell’insoddisfazione, delle proteste proletaria e popolare, attuano una repressione sempre più estesa, uno stato di polizia generale che comprende oltre all’attacco ai lavoratori e al diritto di sciopero, attacchi agli immigrati, ai diritti delle donne, repressione degli studenti, censura dei giornalisti, monopolio dei mezzi di comunicazione ecc.

Le elezioni diventano così sempre più espressione di una falsa democrazia disertate da quasi metà dei proletari e masse popolari e via via trasformate in uno strumento di consenso al governo e di trasformazione in senso reazionario dello Stato del capitale. Non sono né possono essere il luogo in cui possiamo cambiare le cose.

Abbiamo necessità di organizzare invece la lotta generale nelle fabbriche e, nei posti di lavoro, nei quartieri proletari, nelle piazze. Abbiamo bisogno di nuove e forti organizzazioni politiche e sindacali operaie e popolari, abbiamo bisogno di un fronte unito anticapitalista, antifascista e antimperialista

Abbiamo bisogno dell'unità di lotta dei proletari e masse popolari dei paesi imperialisti e nazioni e popoli oppressi dall'imperialismo.

In Palestina è in atto una guerra di sterminio con massacri, bombardamenti e distruzione, esodo di massa ed è a rischio genocidio per mano dello Stato sionista di tipo nazista di Israele sostenuto dall’imperialismo americano, UE, Italia compresa, la nuova presidenza fascio/imperialista americana ora ha lanciato un piano di soluzione finale per questo dobbiamo portare ancora più avanti un grande movimento di solidarietà . Essere solidali con la Palestina è il primo dovere internazionalista dei proletari e delle masse popolari di tutto il mondo.

.Imperialismo è miseria relativa e assoluta dei proletari e delle masse oppresse, della piccola borghesia impoverita delle città e delle campagne con taglio dei salari, precarizzazione, disoccupazione, taglio delle spese sociali, sanità, scuola, ambiente; allargamento del divario tra Regioni ricche e Regioni povere; nuovo schiavismo, disoccupazione giovanile, disuguaglianza delle donne; carovita.

Nei paesi oppressi dall’imperialismo tutto questo è aggravato con la permanenza e conservazione dell’oppressione nazionale, coloniale e neocoloniale e feudale

Bisogna unirsi perché tutti insieme dobbiamo fermare la marcia verso la guerra imperialista, dobbiamo fermare i fascismi e le dittature che avanzano, dobbiamo lottare uniti per cambiare radicalmente le nostre condizioni di vita e di lavoro

E’ GIUSTO RIBELLARSI! E’ GIUSTO LOTTARE PER CANCELLARE IL SISTEMA IMPERIALISTA DALLA FACCIA DELLA TERRA!

Fermiamo la guerra imperialista e se essa scoppia trasformiamola in guerra civile rivoluzionaria per il potere proletario

Fermiamo la marcia nazifascista e tutti i governi che li proteggono e alimentano

Uniamoci sotto la guida del proletariato per far avanzare i popoli del mondo verso la rivoluzione socialista mondiale, sradicare l’imperialismo e quindi stabilire una società senza sfruttamento e oppressione di ogni genere. Morte all'imperialismo e al fascismo libertà per i proletari e i popoli

Viva l'internazionalismo proletario

Proletari comunisti Italia - pcro.red@gmail.com blog proletaricomunisti.blogspot.com

Slai COBAS per il sindacato di classe - Italia - slaicobasta@gmail.com


Testo in tedesco e inglese

Genossen Werker, Arbeiter, wir überbringen die Grüße der italienischen Proletarier und

pc 17 febbraio - Immagini dalla Munich March, contro la NATO USA/UE Security Conference

 









pc 17 febbraio - "La tossica visione conflittuale" della tossica Meloni

Riportiamo degli stralci da un commento di Sandra Burchi su Il Manifesto di ieri, sull'intervento della Meloni all'assemblea nazionale della Cisl che si è tenuta l'11 febbraio. 

Noi in questo blog sia nell'audio della Controinformazione rossoperaia del 12 febbraio, sia nel post: https://proletaricomunisti.blogspot.com/2025/02/pc-14-febbraio-cisl-e-meloni-uniti.html abbiamo subito analizzato, denunciato questo patto infame tra Cisl e Meloni contro le lotte dei lavoratori.

Ora, e ci rivolgiamo agli operai, alle lavoratrici, occorre individualmente e collettivamente trarre le conseguenze: la Cisl si deve mettere fuori dal movimento dei lavoratori, perchè è la longa manu del governo e dei padroni per subordinare/ingabbiare praticamente e politicamente i lavoratori al moderno fascismo corporativo, che fa gli interessi solo di una ristretta aristocrazia operaia e vuole reprimere le lotte della maggioranza dei lavoratori, chiamate dall'ex segretario Sbarra: "zavorra ideologica di chi non riesce a liberarsi di visioni e dinamiche novecentesche e sterilmente antagoniste; lotte che oggi invece sono quanto mai  necessarie a fronte dell'attacco su tutti i piano: lavoro, salario, sicurezza, diritti.

Il commento su Il Manifesto 

"Giorgia Meloni... Parlando recentemente alla Cisl e cambiando di volta in volta toni e linguaggi, ha tenuto insieme supposti successi del governo, record in tema di occupazione, promesse mantenute, tecnicismi (reskilling e upskilling), denatalità, attacchi alle banche, lemmi gramsciani (l’ottimismo della volontà) e l’invito (futurista?) a «guardare in alto, guardare oltre». Questo pastiche... è servito solo a presentare il gran finale: «Ricostruire la dinamica tra imprese e lavoro significa gettare le fondamenta di una nuova alleanza tra datori di lavoro e lavoratori, fondata sulla condivisione degli oneri e degli onori». Prefigurando la sua immagine di sindacato ideale, perfettamente incarnato dalla Cisl, la presidente del Consiglio ha dichiarato che è ora di «superare una volta per tutte quella tossica visione conflittuale che anche nel mondo del sindacato qualcuno si ostina ancora a sostenere»...

...Visione tossica, furore, il conflitto sociale è ripetutamente ridotto all’eccesso e a uno stato di alterazione del senso di realtà e del limite. Quel «qualcuno» che se ne fa ancora interprete, anche nel

domenica 16 febbraio 2025

pc 16 febbraio - Fincantieri Palermo: sciopero per CCNL metalmeccanico ma senza alcun impegno di Fim, Fiom, Uilm - La denuncia e la linea dello Slai cobas sc

 

A Palermo e provincia lo sciopero dei metalmeccanici di 8 ore, è stato fatto venerdì 14febbraio.

Ma alla Fincantieri e ditte dell'appalto in che situazione è stato fatto questo sciopero? 

Nessuno di quelli con cui abbiamo parlato sapeva dello sciopero (“ce lo stai dicendo tu adesso…”). Stesso atteggiamento quando abbiamo chiesto cosa facessero i sindacalisti in fabbrica: “si fanno gli affari loro… a loro interessa solo ‘portarci il lavoro’”.

Nessun manifesto o avviso all’esterno della fabbrica, e nessuno ha volantinato.

Alcuni degli operai con cui abbiamo parlato non sapevano nemmeno degli incontri sul contratto e della posizione dei padroni; abbiamo spiegato di che si tratta, dell’arroganza dei padroni che nemmeno nell’incontro dell’11 hanno cambiato posizione, e c’è stata l’indignazione sulle cifre… alcuni si lamentano della sicurezza sul lavoro... Abbiamo ribadito e insistito sulla necessità urgente dell’unità degli operai altrimenti le cose non possono cambiare…

L’iniziativa esterna non c’è stata, all’indomani sul giornale di Sicilia un articoletto riportava le dichiarazioni dei sindacalisti Fim, Fiom e Uilm che parlano di adesione massiccia allo sciopero...!?

Il volantino diffuso dallo Slai cobas per il sindacato di classe

pc 16 febbraio - Come è andata la manifestazione di Monaco? Report foto video commento lunedì 17

pc 16 febbraio - La condizione operaia e lotta necessaria alla Marcegaglia di Ravenna


Continuiamo a dare voce alla condizione operaia nelle fabbriche, quelle grandi in particolare, perché sono proprio queste che possono effettivamente incidere sui rapporti di forza nella lotta contro padroni e governo, ma a condizione di generare forme di lotta nuove. Parliamo della Marcegaglia di Ravenna dove c'è la necessità di un sindacalismo classista e combattivo, di dare vita all’interno della fabbrica a un comitato operaio autonomo dal punto di vista dell’organizzazione, dei contenuti delle rivendicazione, che esprima l’autonomia operaia dai sindacati confederali e dall’aziendalismo di alcuni sindacati di base, un comitato di lotta con la partecipazione degli operai indipendentemente dalla tessera sindacale, che è poi una via d’uscita dalla frammentazione del sindacalismo extraconfederale.

L’importanza delle grandi fabbriche è che proprio perché da esse può essere intrapreso un percorso per la costruzione di un vero sciopero generale per una rivolta sociale, necessaria perché nessun risultato che possa migliorare la condizione dei lavoratori da qualunque punto di vista può essere ottenuto diversamente. C’è bisogno della rivolta operaia contro i padroni del nostro paese che hanno anche dalla loro parte i governi che portano avanti le politiche antioperaie – da quello che non fanno per i salari, per la difesa del posto di lavoro, contro il carovita e l’attacco ai diritti, con le scelte tutte a favore della guerra come sta facendo questo governo – quindi ci vuole la paralisi della produzione, con blocchi e con manifestazioni, quello che si sarebbe dovuto organizzare dopo le parole dette da Landini in occasione dello sciopero del 29 novembre ma che le direzioni sindacali di Cgil e Uil non hanno voluto mettere in pratica – e alla Marcegaglia di Ravenna praticamente lo sciopero non è stato minimamente preparato; in generale uno sciopero comunque che segna un passaggio necessario in un contesto di una condizione operaia insostenibile dal punto di vista dei salari, dei ritmi di lavoro, delle cassintegrazioni e chiusure, del carovita, della sicurezza sul lavoro, una condizione che domanda una rivolta sociale contro un governo che odia i lavoratori e le masse popolari perché è apertamente dalla parte dei padroni e sferra colpi alla condizione dei lavoratori e non solo: sta occupando un potere politico per formare un regime, una dittatura aperta, in una marcia moderno fascista. Un governo da rovesciare. E gli operai devono essere alla testa di questa lotta non solo per non subire ancora più gli attacchi e peggiorare la propria condizione ma per non permettere la rovina generale della nostra società, dalla Sanità, alla Scuola, ai trasporti, alle istituzioni oggi sovvertite e asservite, alla stampa che non forma la cosiddetta “opinione pubblica” ma che manipola le coscienze e le irreggimenta, all’accoglienza e alla difesa dei migranti. Insomma la lotta è prolungata ma è necessaria.

Oggi è dalla Marcegaglia di Ravenna che vogliamo dare un quadro della situazione, delle

pc 16 febbraio - Mirafiori - volantinaggio e commenti operai: ‘siamo i nuovi schiavi’

Mirafiori

Gli operai denunciano lo stato della fabbrica, dei giovani, dei sindacati, delle condizioni di lavoro dure e peggiorate, che non si riesce più a lavorare così, che bisogna andare in pensione, che l’importante è lavorare…

per il consiglio regionale hanno dimostrato disinteresse, parlavano di poca discussone nei reparti, giudizi e dichiarazioni di sfiducia nelle loro promesse

denuncia di due sindacalisti cha hanno sistemato i familiari…

...i prepensionamenti sono visti come la via di fuga individuale da questa fabbrica oggi, non che sia la soluzione, viste le condizioni a cui poi deve sopravvivere un pensionato, che fuori dalla fabbrica rimane solo ad affrontare ogni tipo di problema,...la fabbrica oggi  è quella della cig che taglia i salari, delle mansioni pesanti a chi è segnato da 35 anni di catena o è riconosciuto RCL, dei ritmi in generale tirati, della flessibilità e mobilità estrema per turni e mansioni…della repressione, una fabbrica dove non si riesce più a sopravvivere,

Rispetto al volantino Slai cobas per il sindacato di classe

'Avete ragione tocca agli operai riprendere in mano la lotta in tutti gli stabilimenti, oggi i cobas servirebbero ma non ci sono...

'dovrebbero esserci solo due partiti, quello dei ricchi e quello dei poveri, così diventa tutto più chiaro, anche quando ci sono le elezioni'

'Ai cambi elettrici, reparto centrale che serve molti stabilimenti anche all’estero, al lavoro da dicembre con 20 turni dove hanno concentrato operai presi dalle diverse unità produttive per far fronte alle forti richieste, a metà gennaio c'è stata un’ora! di sciopero per il freddo perché non accendono il riscaldamento, siamo penalizzati su tutto, dalla mensa lontanissima, parcheggi che non ci sono e fuori rompono le macchine per rubare, area relax solo una panchina, solo due pausa di 10 minuti, i riposi penalizzanti che non uniscono mai un sabato e una domenica ‘siamo i nuovi schiavi

’'Fanno sempre come vogliono, abbiamo scioperato a Grugliasco ma non è servito a niente

 'Sono tutte balle, non ci fidiamo, bisogna fare come una volta, il problema è che qui dentro ognuno va per se, ma la mia percezione è che la corda si stia rompendo'

'Si la strada è la ribellione...'


pc 16 febbraio - Il valore dello sciopero delle donne - verso l'8 marzo


Per le donne ogni attacco alle condizioni di lavoro e di vita non è mai solo economico o sindacale, 
perché esso è sempre impregnato di motivi ideologici, di concezioni e politiche reazionarie.

Questo oggi è sempre più chiaro a fronte degli attacchi del governo Meloni che, al di là dei loro effetti concreti, economici, di peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro delle donne, e di dare mano libera ai padroni per discriminazioni sessiste, razziste, per licenziamenti, per applicare alle donne contratti peggiori, si ammantano di un carico ideologico, fascista/patriarcalista. E questo è l'aspetto più pericoloso.

Mentre si tolgono i diritti per/sul lavoro, aumenta l'oppressione, la subordinazione, la legittimazione di un clima generale da moderno medioevo; mentre si nega il lavoro alle donne, si rimandano a casa le lavoratrici, si usa da parte del governo e del vaticano una celebrazione della famiglia e del ruolo in essa delle donne, unita ad una incessante campagna sul fare figli per il capitale e per la guerra unita ad una campagna "terrorista" di attacco al diritto d'aborto. Si vuole fare della famiglia sempre più uno strumento di ammortizzatore sociale ma anche di controllo, normatività, di subordinazione delle donne. Questo tipo di famiglia non fa che rafforzare la supremazia degli uomini sulle donne, sviluppa concezioni maschiliste e fortemente oppressive, di proprietà da parte dei maschi verso le donne, di odio quando le donne si ribellano a questi rapporti e scelgono di romperli. Per questo questa famiglia sta diventando anche il principale luogo di violenze contro le donne e di femminicidi.

Meloni/Salvini e i suoi ministri fascisti/beceri, all'insegna di "Donna, madre, cristiana", propagandano una immagine di donna che sia essenzialmente "madre e cristiana"; una famiglia fatta rigidamente di uomini e donne, bianchi, occidentali, basata sul suprematismo dei