martedì 19 ottobre 2021

Sindacato di classe - Trieste e le cariche poliziesche al porto - un commento

proletari comunisti è sempre contro le cariche contro i lavoratori anche quando non ne condividiamo gli obiettivi.

Nello stesso tempo siamo sempre perchè lo Stato borghese, basato sulla Costituzione antifascista sia chiamato alle sue responsabilità a fronte delle manifestazioni fasciste e reazionarie - così come siamo per la messa fuorilegge dei fascisti e delle loro organizzazioni e che nessun spazio venga dato alle loro manifestazioni, anche quando cavalcano il movimento NOVAX.

Abbiamo ripetuto sempre che le manifestazioni Novax sono dannose e reazionarie e non possono non essere legate alle posizioni fascio populiste e al loro referente politico/utilizzatore finale l'estrema destra dei Salvini/Meloni ecc

Non abbiamo dubbi che l'attacco alla CGIL guidato da Forza nuova abbia il brodo di cultura nella parte reazionaria del movimento NOVAX.

Abbiamo parlato per le manifestazioni più estese dei no vax di scenario da 'Reggio Calabria anni 70'

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Pubblichiamo stralci di questo commento per il dibattito in esso vi sono cose condivise e cose

Internazionalismo - Ecuador: Ribellarsi è giusto contro lo stato d'emergenza!

Dai compagni maoisti del Frente de Defensa de Luchas del Pueblo del Ecuador 

http://fdlp-ec.blogspot.com/2021/10/lasso-declara-guerra-contra-el-pueblo.html

traduzione ufficiosa

LASSO, DICHIARA GUERRA AL POPOLO

18 ottobre 2021

Non potrebbe essere altrimenti, il banchiere, il corrotto, il rappresentante di quella borghesia rancida e compradora, ha decretato lo stato di Emergenza Nazionale con il pretesto di combattere la criminalità.

Lasso emana questo decreto proprio quando la protesta popolare è in aumento; quando più settori della classe, i contadini e il popolo si uniscono per punire e fermare il regime che persiste nell'approvazione della famigerata Legge delle Opportunità, che mira a rendere precario il lavoro, violare i diritti conquistati dai lavoratori e favorire condizioni maggiori e migliori per l'arricchimento della grande

Lotte proletaria - Braccianti in piazza a Latina contro lo sfruttamento e per sanatoria e documenti. Ma le lavoratrici indiane subiscono il doppio sfruttamento, un inferno di violenze e ricatti sessuali e....

....anche contro questa condizione bisogna lottare!

Per sabato è stata convocata una manifestazione dei braccianti a Latina. Sfruttamento significa profitti per i padroni ed estrema povertà per i lavoratori immigrati aggravata dalle leggi razziste. Ma, nel gradino più basso dei rapporti schiavisti di produzione nelle campagne italiane, c'è la condizione delle lavoratrici indiane che numerose inchieste/denunce hanno portato alla luce. L'ultima quella che riproponiamo di seguito. Le lotte dei braccianti immigrati si deve fare anche contro questa condizione di sfruttamento sessista e razzista!

da Campagne in Lotta

I LAVORATORI TORNANO IN PIAZZA PER CHIEDERE LO SBLOCCO DELLA SANATORIA E DOCUMENTI X TUTT: SABATO 23 OTTOBRE IN PIAZZA A LATINA!...

Come comitato lavoratori delle campagne supportiamo e diffondiamo la mobilitazione lanciata dalla comunità indiana e bengalese per il 23 ottobre prossimo alle 10 di fronte alla Prefettura di Latina.

La sanatoria 2020 si è rivelata fin da subito una presa in giro e ha alimentato ricatti e business a danno di tantissimi lavoratori e lavoratrici. Il 12 aprile scorso molte sono state le manifestazioni in diverse città d'Italia per chiedere lo sblocco della sanatoria e documenti per tutti/e. Le mobilitazioni continuano, per questo ci uniamo all'appello dei lavoratori di Latina e alle lotte di chi è colpito da leggi razziste e requisiti impossibili, di chi rischia continuamente di perdere il permesso o non riuscire a rinnovarlo, di chi lo aspetta da mesi, di chi non riesce ad ottenerlo. 

E' importante essere numerosi/e, perché la lotta per i documenti è la lotta di tutt!

SOLO LA LOTTA PAGA! DOCUMENTI PER TUTT!


la condizione delle lavoratrici indiane

da il Domani art. di Marco Omizzolo del 18 agosto 2021 :

Akhila, ad esempio, è una bracciante di origine indiana. È sposata e lavora in un'azienda tra le province di Latina e Roma: «...Io, come anche altre donne, non parlavo italiano e all'azienda questo non piaceva. I capi decisero di imporci l'uso dell'italiano durante l'orario di lavoro, ossia anche per dieci o dodici ore al giorno, e se trasgredivamo, ossia se iniziavamo a parlare nella nostra lingua d'origine, ci multavano. La multa era di 10 euro per noi lavoratrici immigrate e 20 euro se invece a trasgredire erano le donne che avevano messo a capo delle squadre di lavoro. Forse era un modo per abbassarci ulteriormente la paga, oppure per subordinarci. Non lo so. Io sono stata multata diverse volte, soprattutto nei primi mesi. Quando lavori per 40 euro e dieci ti vengono tolti perché hai parlato nella tua lingua di origine con una tua collega connazionale, ci resti male. Lavorare in agricoltura è molto faticoso e anche pericoloso e parlare la nostra lingua non dovrebbe essere un problema. È la nostra cultura».

Politica proletaria - SU VACCINO - GREEN PASS - LOTTA E CRITICA PROLETARIA... ASSEMBLEA NAZIONALE

A chi non si vuole vaccinare, a chi ha dubbi e timori

A chi si è vaccinato perchè contribuisca a questa battaglia politica, ideologica, che è parte della nostra lotta di classe

VENERDI' 22 OTTOBRE ORE 17 

Assemblea nazionale telematica

Interventi da 10 citta' posti di lavoro

Vaccini - green pass - lotta e critica proletaria e scientifica 
a novax e posizioni ambigue e sbagliate nel nostro campo

Con la presenza del ricercatore Fabrizio Chiodo (CNR, Istituto dei Vaccini Finlay Cuba, Università de L'Avana, Università di Leiden)


PER PARTECIPARE

lunedì 18 ottobre 2021

internazionalismo - Filippine - intervento di J.Sison sulle elezioni del 2022

 Joma Sison su tre punti di vista sulle elezioni del 2022 nelle Filippine

Jose Maria Sison | Capo Consulente Politico | Fronte Nazionale Democratico delle Filippine

9 ottobre 2021

Permettetemi di discutere tre tipi di punti di vista sulle prospettive delle elezioni presidenziali del 2022. Questi sono i punti di vista del movimento rivoluzionario guidato dal Partito Comunista delle Filippine; il movimento legale patriottico e democratico coinvolto nella lotta elettorale; e i partiti e i gruppi conservatori o reazionari in competizione che desiderano preservare il sistema di governo dominato dall'imperialismo dei grandi compradores, latifondisti e capitalisti burocratici che possono anche essere chiamati politici corrotti.

1. Il movimento rivoluzionario aderisce a una costituzione democratica popolare, costruisce il proprio sistema di governo ed elegge i suoi funzionari agli organi del potere politico. Cerca di rovesciare il sistema dominante che è gestito dalla grande borghesia compradora e dalla classe dei proprietari terrieri e dai loro agenti politici che possono essere classificati come capitalisti burocratici che gestiscono i partiti politici conservatori o gruppi che si fondono e competono periodicamente in connessione con le elezioni, come le future elezioni presidenziali del 2022.

La cronica crisi socioeconomica e politica del sistema dominante è peggiorata davvero tanto negli ultimi 60 anni. Il carattere reazionario decadente e moribondo del sistema dominante è ben esposto dalla dittatura fascista di Marcos che monopolizza il potere politico dal 1972 al 1986, seguita da una serie di regimi pseudo-democratici e resuscitata dal 2016 al 2022 sotto forma di dominio tirannico o terrorismo di stato di Duterte.

In comune tra tutti i regimi reazionari, compresi quelli fascisti e quelli pseudo-democratici, c'è l'antagonismo alla lotta del movimento rivoluzionario popolare per l'indipendenza nazionale, la democrazia popolare, la giustizia sociale, lo sviluppo economico attraverso un'autentica riforma agraria e l'industrializzazione nazionale, l'espansione dei servizi sociali, una cultura nazionale, scientifica e di massa e una politica estera indipendente.

Per sua natura e obiettivo, il movimento rivoluzionario cerca di rovesciare l'intero sistema dominante e stabilire lo stato democratico popolare portando avanti la guerra popolare. È vietata dallo Stato reazionario la partecipazione agli esercizi elettorali del sistema dominante. E non partecipa alle elezioni presidenziali del 2022 ma presta seria attenzione a queste. Può commentarli per l'edificazione del popolo.

Secondo tutte le indicazioni, la cricca al potere di Duterte truccherà le elezioni presidenziali del 2022 come nelle elezioni di medio termine del 2019 perché controlla le forze armate reazionarie, il Comelec e la società privata incaricata del conteggio elettronico dei voti e perché il tiranno e il comprovato imbroglione Duterte vuole l'elezione di un nuovo presidente che impedirà il suo arresto su mandato della Corte penale internazionale per crimini contro l'umanità o su mandato dei tribunali del suo stesso governo il cui Senato sta ora denunciando esplicitamente i suoi gravi crimini di corruzione.

Nonostante l'appello di 1Sambayan per un'opposizione unita contro il regime di Duterte, ora c'è una molteplicità di opposizione presidenziale o candidati indipendenti che si presentano come opposti o in competizione con i gruppi apertamente alleati con Duterte e Marcos. L'autenticità di un candidato presidenziale dell'opposizione come opposizione può essere misurata solo dalla sostanza e dal grado di opposizione e condanna dei crimini dei regimi di Duterte e Marcos e dalla presentazione di un programma di governo in opposizione al tradimento, alla tirannia, all'omicidio di massa e al saccheggio.

Le grandi masse popolari dovrebbero anche essere chiamate ad essere vigili e militanti contro la continua possibilità che Duterte usi atti terroristici di sua creazione o la pandemia come pretesto per dichiarare una legge marziale nazionale o un governo pseudo-rivoluzionario presidenziale, rinviare le elezioni a tempo indeterminato e governare per decreto come fece Marcos nel 1972. Da fonti vicine a Duterte, non ha ancora abbandonato completamente l'opzione di cancellare le elezioni del 2022.

2. Le forze e le persone legali patriottiche e democratiche che costituiscono il movimento democratico nazionale aderiscono alla Costituzione del governo della Repubblica delle Filippine del 1987. Affermano, difendono e promuovono i diritti nazionali e democratici del popolo filippino e cercano riforme lungo la linea democratica nazionale attraverso varie forme di attività e campagne legali su base giornaliera e attraverso periodiche esercitazioni elettorali e altre esercitazioni politiche del sistema di governo.

Il loro punto di vista nel partecipare alle elezioni presidenziali del 2022 è quello di contribuire all'elezione di un presidente, vicepresidente, senatori, membri della Camera bassa e funzionari locali su cui possono contare e cooperare nel promuovere la giusta causa della piena indipendenza nazionale, della democrazia, di una vera riforma agraria, dell'industrializzazione nazionale, della giustizia sociale, dell'espansione dei servizi sociali,  una cultura patriottica, scientifica e di massa e una politica estera indipendente.

Le forze legali patriottiche e democratiche partecipano alle elezioni del sistema dominante nonostante i vantaggi schiaccianti delle classi sfruttatrici di grandi compradores, proprietari terrieri e capitalisti burocratici nell'aver accumulato potere politico e ricchezza privata che consentono loro di prevalere in esercizi elettorali e altri esercizi politici e imporre al popolo politiche anti-nazionali e antidemocratiche.

Finora, le forze del movimento democratico nazionale come il Partido ng Bayan e il Blocco Makabayan non sono state in grado di schierare il proprio candidato presidenziale e non sono state in grado di eleggere nessuno dei pochi candidati senatoriali che hanno messo in campo dal 1987, nonostante le qualifiche superlative di questi candidati. Il motivo è ovvio. Non hanno i soldi che gli interessi imperialisti, grandi compradores e latifondisti forniscono per campagne a livello nazionale e pubblicità efficace nei mass media aziendali.

Sono stati in grado di permettersi solo le campagne che i gruppi di liste di partito possono permettersi. E sono stati in grado di eleggere un piccolo numero di candidati alla Camera bassa del Congresso. Questi sono una semplice minoranza, ma sono stati eccezionali nel denunciare i gravi mali del sistema dominante e le politiche e le azioni anti-nazionali e anti-democratiche di coloro che sono al potere e nel proporre riforme e spingere disegni di legge per opporsi all'oppressione e allo sfruttamento del popolo e migliorare le loro terribili condizioni.

Ma gli ultra-reazionari del sistema dominante non possono tollerare i gruppi di liste di partito nel Blocco Makabayan e desiderano eliminarli screditandoli come "terroristi", sostituendoli con falsi gruppi di liste di partito mascherati da quelli degli emarginati e sottorappresentati ma in realtà organizzati e finanziati dai principali partiti reazionari o usando sfacciatamente il terrorismo di stato ai sensi del cosiddetto Anti-Terror Act per etichettare con il rosso i gruppi di partito Makabayan Bloc,  candidati e attivisti e sottoporli a molestie, rapimenti, torture e omicidi.

È ragionevole che il blocco Makabayan segua il punto di vista di impegnarsi in un ampio fronte unito contro l'alleanza ultra-reazionaria o fascista delle dinastie Duterte e Marcos, sostenere solo quei veri partiti, gruppi e candidati di opposizione che sostengono anche il blocco Makabayan. Il seguito di massa di questa formazione democratica nazionale tra le classi e i settori patriottici e progressisti non può essere sminuito. Si conta a milioni se non tagliato dai brogli elettorali.

Il blocco Makabayan può svolgere un ruolo ancora più importante della competizione per alcuni seggi nella lotta elettorale in uno dei seguenti possibili eventi: Duterte trucca le elezioni presidenziali del 2022 e sono necessarie proteste di massa sostenute o rinvia le elezioni a tempo indeterminato o dichiara la legge marziale nazionale, sopprime il movimento di massa antifascista e costringe un gran numero di membri dei partiti antifascisti,  gruppi e attivisti per unirsi al movimento rivoluzionario rivoluzionario clandestino e armato nelle campagne.

3. La competizione politica tra i partiti, i gruppi e i leader conservatori o reazionari è più intensa prima e durante le elezioni presidenziali. Questo è il momento in cui la posta in gioco è più alta per le formazioni e i leader reazionari rivali e per i finanzieri tra gli interessi capitalisti stranieri, i grandi compradores e i latifondisti. La vittoria elettorale va al candidato presidenziale che eccelle nella demagogia e nel fare false promesse e ottiene il maggior numero di soldi per la campagna elettorale dai suddetti interessi acquisiti e dalla precedente corruzione burocratica.

Ma di solito un presidente in carica che apparentemente ha la maggiore capacità di mettere insieme la più grande quantità di denaro della campagna elettorale non può usarlo efficacemente a favore del suo successore scelto perché mette da parte gran parte del denaro e, cosa più importante, ha offeso per così tanto tempo il popolo con i suoi gravi crimini, le promesse non mantenute e le condizioni sociali molto peggiorate. Non è vero che Duterte è un'eccezione alla regola secondo cui un presidente in carica diventa una “anatra zoppa” entro l'ultimo anno del suo mandato.

La cosiddetta popolarità di Duterte che è stata costruita dalle sue stesse dichiarazioni e comportamenti demagogici, dalle sue tattiche omicide di intimidazione di massa nella falsa guerra alla droga e nella controrivoluzione anticomunista, dalla tradizionale obbedienza all'autorità e dalle enormi quantità di denaro speso per le società di sondaggi, gli eserciti di troll, le emittenti radiofoniche e le prostituzioni dei media corporativi e i pedanti e commentatori accademici professionalmente anticomunisti,  è diventata inefficace. Lo stesso Duterte ha ammesso che la sua candidatura alla vicepresidenza è stata respinta dalla maggioranza delle persone nei sondaggi segreti che ha commissionato.

Ora è sempre più assediato dalle denunce di ufficiali in pensione e attivi delle forze armate reazionarie che sono indignati per la sua traditrice svendita alla Cina dei diritti sovrani e marittimi filippini nel Mar delle Filippine occidentali, la serie di azioni ora intraprese per indagare su di lui per crimini all'interno della giurisdizione della Corte penale internazionale,  la denuncia dei suoi colossali crimini di corruzione nelle audizioni al Senato, la frammentazione dei suoi precedenti politici lealisti e seguaci e le lamentele che ha messo via troppi soldi all'estero nei suoi conti privati segreti senza provvedere ai suoi candidati alle elezioni del 2022.

Le grandi masse popolari sono diffidenti nei confronti dell'ovvio tentativo di Duterte di confonderli. Dopo le critiche secondo cui il tandem Sara-Rodrigo era troppo avido, Duterte ha rinunciato alla possibilità di essere candidato alla vicepresidenza del suo valletto Bong Go, poi del suo collega truffatore Bongbong Marcos e più recentemente del suo macellaio Bato de la Rosa. Ci sono anche ex suoi alleati che affermano di essere in corsa per la presidenza in modo indipendente, ma che sono ampiamente sospettati come suoi agenti per dividere l'opposizione. In effetti, aiuterà Duterte a truccare le elezioni del 2022 se sarà in grado di citare la molteplicità dei candidati presidenziali come causa della sconfitta dell'opposizione.

Il 1Sambayan ha scelto il vicepresidente in carica Leni Robredo come candidato presidenziale e il senatore Francis Pangilinan come candidato alla vicepresidenza. Non hanno precedenti di lealtà o alleanza con Duterte e hanno la maggiore credibilità come candidati dell'opposizione. Anche allora, c'è abbastanza tempo per i candidati presidenziali e vice che hanno recentemente preso le distanze da Duterte per dimostrare le loro credenziali di opposizione colpendolo duramente per i suoi gravi crimini di tradimento, tirannia, omicidio di massa e saccheggio e presentando il proprio programma di governo in opposizione al marcio record di Duterte.

Ci si aspetta che il Blocco Makabayan si impegni nel sostegno reciproco e nella cooperazione con i migliori alleati possibili delle formazioni conservatrici che hanno colpito più duramente il regime di Duterte e che hanno presentato un programma di governo che si oppone al record anti-nazionale e anti-democratico di Duterte e che si avvicina o concorda con il programma nazionale e democratico del Blocco Makabayan su quanti più punti possibile. È essenziale e auspicabile che i negoziati di pace GRP-NDFP [Governo e Fronte democratico] siano ripresi al fine di negoziare e raggiungere accordi globali sulle riforme sociali, economiche e politiche come fondamento di una pace giusta e duratura.

Le grandi masse popolari, le forze patriottiche e democratiche legali e il movimento rivoluzionario armato accoglieranno certamente con favore la promessa di qualsiasi candidato presidenziale di lasciare che il GRP riprenda i negoziati di pace e faccia accordi globali con l'NDF per gettare le basi per una pace giusta e duratura. Ma finché persiste il sistema di governo semicoloniale e semifeudale, nessun presidente eletto da nessuno dei partiti conservatori o reazionari può essere considerato affidabile senza il raggiungimento degli accordi richiesti. Fino ad allora, il popolo filippino ha tutte le ragioni per continuare la sua nuova rivoluzione democratica attraverso una guerra popolare prolungata.

Lotta delle donne - COMUNICATO CONCLUSIVO DELL'ASSEMBLEA NAZIONALE DONNE/LAVORATRICI del 14 ottobre

L’assemblea donne/lavoratrici nazionale telematica del 14 ottobre ha visto nuovamente insieme lavoratrici, operaie immigrate, precarie, madri in lotta, compagne, la maggioranza delle quali era scesa in sciopero e nelle piazze 3 giorni prima (nello sciopero generale dell’11 ottobre), che si sono riprese nuovamente la parola per avanzare, come si è detto, nel percorso tracciato nei mesi precedenti; percorso che si deve rafforzare, deve collegare le lotte che si fanno, deve estendersi ad altre realtà di lavoratrici/donne.

L’assemblea si è aperta col ricordo delle operaie assassinate dal profitto dei padroni, da Luana a Laila a Tiziana; come delle tante donne morte in questi mesi nei femminicidi seriali dagli uomini che odiano le donne. Questi omicidi gridano vendetta e richiedono una lotta delle donne senza quartiere.

Si sono poi salutate le lotte che le donne fanno nel mondo, dalle grandi manifestazioni negli Usa in difesa del diritto di aborto contro il moderno medioevo imperialista, alle eroiche proteste delle donne in Afghanistan contro il barbaro oscurantista regime dei talebani e contro l’imperialismo; come si sono salutate, contro la repressione, le resistenze delle donne, compagne nelle carceri, portando con forza la denuncia della condizione delle prigioniere politiche – come Nadia Lioce da 15 anni in 41bis mentre i mafiosi vengono liberati - qui vi è stato il ricordo/saluto a Paola Staccioli, morta recentemente, una delle pochissime scrittrici militanti che ha dedicato parte della sua vita a raccontare la vita, le ragioni, la lotta di queste compagne rivoluzionarie.

Questa assemblea si è fatta in un giorno particolare, il 14 ottobre, in cui al mattino è iniziato un processo finalmente diverso, perchè ad essere sotto processo sono i padroni, della fabbrica Montello di Bergamo, che nel 2018 cercarono di intimidire e soffocare la ribellione giusta delle operaie immigrate ricattandole per far accettare un accordo, chiedendo loro anche se appartenevano o meno al Mfpr, che ha sempre sostenuto attivamente le lotte delle operaie, segnalando questa presunta appartenenza anche alle forze dell'ordine - come se stare nel Mfpr fosse un "reato"! L'Mfpr, a suo tempo, fece anche una denuncia alla Procura e oggi i padroni sono a processo e la prossima importante udienza, in cui saranno sentite anche delle operaie, sarà il 2 dicembre.

Diversi sono stati gli interventi di lavoratrici/donne che riprendendo il filo/collegamento con le

Critica proletaria - Trieste: il connubio NOVAX/fasci fa vittime illustri: il caso Volk

 Un compagno ha scritto alla redazione

siccome sono in genere assai vicino a "quasi" tutti i comunicati di prolcom, avrei piacere di un chiarimento a proposito della "dichiarazione" di sandi volk come "comunista che si trova meglio coi fascisti". mi suona strano visto che conosco volk attraverso i suoi scritti sulle foibe: una precisazione in un senso o in un altro sarebbe opportuno; o no? quando e dove si è espresso in quei termini come minimo balordi "alla Fusaro" per intendersi? 
Saluti comunisti.

La risposta di un compagno della redazione

Caro compagno, è sconcertante che lo storico triestino che, da anni, si occupa delle vicende storiche legate alle terre Dalmate e Giuliane, impegnato su foibe e fascismo, contro il revisionismo storico, e oggi nel direttivo CLPT, abbia rilasciato quelle dichiarazioni. Nel post di proletari comunisti abbiamo citato la fonte che è un post del giornalista de il manifesto Marco Santopadre del 15 ottobre (https://www.facebook.com/marco.santopadre.568?__cft__[0]=AZW7XVu4k5S1bBA6qhuh_O8gFaR95L6a29ceR8nx45zIm9Z9QMQ6SVKkioXHnqAhW9HjAz9JppX0QRgy2hvmvMD8z2OZOWcMxAkvAIyRpT5V8UoTPsNTd7WScg1jaZ0GJ1U&__tn__=-UC%2CP-R) che, a sua volta, riporta, nella seconda parte del post, un articolo del giornalista del quotidiano borghese Corriere della sera, Imarisio, inviato a Trieste, però senza alcuna smentita da parte di Volk. Qui il link: https://www.corriere.it/politica/21_ottobre_14/trieste-porto-duri-sono-isolati-faremo-blocco-all-ingresso-ma-chi-vuole-lavorare-passera-024d1e16-2d2f-11ec-88e3-c56da7ff1543.shtml
Ora, il mix di reazionari, novax, fascisti, all'interno delle fila del comitato portuali di Trieste di cui Volk è segretario, i carabinieri che "si sono tolti il casco" davanti ai manifestanti in corteo l'11 ottobre, un sindacato autonomo che proclama lo sciopero la cui segreteria nazionale è composta da soggetti già candidati nelle liste di CasaPound (Pasquale Bacco).....insomma ci sono molti elementi a Trieste per definire le posizioni di Sandi Volk, oggi, come rossobruno. 
Saluti comunisti

Pandemia e capitale - “La Romania è ora come la Lombardia dell’inizio della pandemia”

Le responsabilità dell'imperialismo/governi e Stati capitalisti e delle forze reazionarie NOVAX. 

Eliminazione dei brevetti - vaccini per tutti/vaccinazione obbligatoria

proletari comunisti

"AUR ha giocato la carta dello scetticismo anti-scientifico, antivax e sulla stanchezza della popolazione per le restrizioni: la popolazione non è veramente istruita in materia di salute", dice Tufis.

"Il messaggio è stato quello di costruire qualcosa per la Romania. Nazionalista, in stile _Romania-first, make Romania better._Questo tipo di discorso ha potenziale per attirare un gran numero di persone".

Claudiu Tufis 
Professore associato di scienze politiche, Università di Bucarest

Il sistema sanitario romeno è al collasso e il paese registra un numero di casi di Covid-19 e relativi decessi tra i più alti al mondo. Il punto della nostra corrispondente

14/10/2021 -  Mihaela Iordache

La Romania sta attraversando il periodo peggiore dall’inizio della pandemia di Covid 19. Secondo Worldometers il paese è attualmente terzo - in termini assoluti - nella classifica mondiale per quanto

Critica proletaria - A Brescia il rischio più alto di morte sul lavoro - Dati che invitano tutti ad organizzarsi e lottare - info slaicobasta@gmail.com

Il rapporto tra vittime e occupati penalizza anche Sondrio e Bergamo. 

È Brescia la provincia lombarda con il rischio più elevato di morire al lavoro. Lo rivela l’Osservatorio sicurezza sul lavoro Vega Engineering di Mestre, che ha calcolato l’indice sulla base del numero di infortuni rispetto alla popolazione lavorativa delle province. In Italia da inizio anno si sono verificati 620 incidenti mortali (73 in Lombardia). Un dato - precisa l’Osservatorio - che tiene conto dei dati Inail comunicati a fine settembre (aggiornati al 30 agosto) relativi ai soli infortuni sul luogo di lavoro, esclusi quelli in itinere (tragitto verso il lavoro o trasferimenti dal luogo di lavoro). Nella mappa relativa alle province più pericolose della Lombardia, Brescia con 20 morti bianche in azienda presenta un’incidenza di 36,5, un valore calcolato sulla base degli infortuni mortali ogni milione di occupati. Qui la popolazione residente lavorativa conta 547.674 unità (dati Istat 2020). Seguono Sondrio con 26,5 (2 casi su 75.385) e Bergamo con 20,7 (10 su 482.196). "Si tratta di una rilevazione preziosa – spiega Mauro Rossato, presidente dell’Osservatorio – perché consente di definire profondamente forme e contenuti del dramma delle morti sul lavoro. A indossare la maglia nera non sono più le province che dominano la classifica dei numeri assoluti. Ma sono quelle che, nonostante il minor numero di vittime, rivelano un rischio di mortalità rispetto alla popolazione lavorativa più elevato. In queste province si potrebbe intervenire in modo più efficace sul fronte della sicurezza sul lavoro, della prevenzione e della formazione". 

Antifascismo e repressione - Solidarietà agli antifascisti di Genova sotto processo - info pcro.red@gmail.com

Più di 50 compagni sotto processo per "i fatti di piazza Corvetto" contro il comizio elettorale di CasaPound del 23 maggio del 2019, in piazza Marsala. A protezione di una decina di neofascisti lo Stato aveva messo in campo 300 poliziotti che avevano pesantemente caricato e pestato i manifestanti.

Lo Stato del Capitale, questo governo, continuano a colpire chi si oppone a fascismo, razzismo, sfruttamento nei luoghi di lavoro, mentre coprono e proteggono le organizzazioni fasciste che devono essere messi fuori legge. 

Giù le mani dagli antifascisti! 
Chiudere le sedi/sciogliere le organizzazioni neofasciste! 

Di seguito l'appello che invitiamo a sottoscrivere

L’antifascismo non si processa!

Come Genova Antifascista scriviamo quest’appello in forma di lettera aperta che invitiamo a sottoscrivere alle realtà politiche, alle organizzazioni sindacali, alle associazioni ed ai singoli riguardo al processo in cui sono imputati una cinquantina di compagni e compagne per la manifestazione antifascista del 23 maggio 2019.

Per il 23 maggio del 2019 viene concessa alla formazione neo-fascista Casa Pound l’autorizzazione per la tenuta del comizio finale della sua campagna elettorale per le “europee” in una piazza centrale del capoluogo ligure.

La piazza concessa, antistante a Piazza Corvetto, viene data nonostante le varie forme di pressione e gli appelli alle autorità locali nel non far tenere tale iniziativa. Appelli e iniziative che sono cadute nel vuoto.

È una settimana particolare per Genova.

Lunedì mattina, grazie ad una mobilitazione che ha portato allo sciopero dei lavoratori addetti al carico-scarico del terminal e ad un presidio solidale ai varchi, era stato impedito l’imbarco di materiale militare

domenica 17 ottobre 2021

Denuncia proletaria - Povertà in aumento… Dal rapporto della Caritas: è necessario lottare contro i licenziamenti, per il lavoro, contro gli sfratti, contro la precarietà

Le manifestazioni hanno messo sotto accusa il governo Draghi e il fronte unico dei padroni che stanno scaricando la crisi e la pandemia sulla pelle dei lavoratori, che stanno peggiorando la condizione salariale di tutti i proletari e masse popolari e favorendo licenziamenti, precarietà.

Questo, tra l'altro, abbiamo detto nella valutazione dello sciopero dell’11 ottobre organizzato dai sindacati di base.

I padroni e i governi, diciamo negli scritti e negli slogan, scaricano la crisi creata dal sistema capitalistico sulle lavoratrici i lavoratori e più in generale sulle masse popolari, e questo ennesimo rapporto della Caritas 2020 lo conferma ancora una volta.

Il dato che risalta e che alla Caritas (che ha sostenuto circa 2 milioni di persone) fa impressione è l’aumento dei “nuovi poveri” tra cui tantissimi italiani (il 44%), e, tra questi, il dato che viene da alcune

Politica proletaria - INTERVISTA A ROB WALLACE SU COVID, AZIONE DEL CAPITALE E DEGLI STATI, VACCINI

INFORMIAMO CHE VENERDI' 22 OTTOBRE ALLE ORE 17 - ASSEMBLEA TELEMATICA SU VACCINI-GREEN PASS-STATO PANDEMIA, CON LA PARTECIPAZIONE DEL RICERCATORE FABRIZIO CHIODO
A breve il link
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L’epidemiologo evoluzionista Rob Wallace parla con gli operatori sanitari di Left Voice Mike Pappas, Tre Kwon e Cliff Willmeng sulle origini del Covid e sull’incapacità del capitalismo di rispondere alla crisi, sui vaccini.

Mike Pappas: Da dove viene il Covid e come ci siamo arrivati?

Rob Wallace

Per formazione sono un epidemiologo evoluzionista. Sono abituato a prendere sequenze genetiche, come l’influenza aviaria, o l’H5N1, la prima rock star virale del secolo, ed osservare tali sequenze presso le varie località della Cina e dell’Eurasia per poi costruire degli alberi filogenetici.

Si tratta di alberi evolutivi che mostrano come i vari ceppi siano tra loro collegati. E poiché conosciamo le località in cui campioniamo questi ceppi, possiamo dedurre mediante l’albero quali sono state le località interessate in precedenza da un ceppo virale.

Siamo in grado, in altre parole, di costruire una mappa dei diversi ceppi basandoci sulle sole sequenze genetiche. Lo abbiamo fatto per l’H5N1 (l’aviaria). Abbiamo identificato una provincia sud-orientale della Cina chiamata Guangdong, che sembra essere l’area di origine dell’H5N1 prima che si riversasse ad Hong Kong.

Il problema è che ho commesso un errore nella mia carriera. Qualcosa ha suscitato la mia curiosità. Non sempre è una buona mossa se vuoi far carriera nella scienza. La scienza è largamente legata alle convinzioni dell’establishment circa la natura del capitalismo e dell’impero. E la curiosità è costretta entro specifici percorsi di indagine. Ci sono persone incredibilmente intelligenti che spesso devono lavorare restando entro i limiti davvero ristretti di ciò che è lecito esplorare.

La mia curiosità mi ha messo nei guai perché volevo sapere perché l’H5N1 è emerso nel Guangdong nel 1997. Non era possibile trovare la risposta nelle sequenze genetiche. Mi sono quindi addentrato nella storia dell’agricoltura della regione e nell’economia politica dell’agribusiness globale per capire come i diversi settori agricoli si sono evoluti in Cina e altrove, trovando che l’agribusiness è probabilmente il peggior modello – o il migliore – che vi possa essere per selezionare agenti patogeni tra i più mortali.

Vedi via via emergere, in tempo reale e quasi annualmente, tutta una varietà di agenti patogeni: hai altre influenze aviarie; l’otto, la sette e la nove, che emergono nel 2013; hai l’H5N1, emerso un paio di anni dopo in tutta Europa.

Negli Stati Uniti l’H5N1 ha ucciso 50 milioni di polli. Ma non c’è solo l’influenza aviaria. L’influenza suina, H1N1, è emersa fuori da Città del Messico nei suini per poi diventare una vera pandemia. Vi sono Zika e SARS.

Quasi ogni anno emerge ogni tipo di agenti patogeni. Stanno anzi iniziando ad emergere in

Denuncia politica - Governo e confederali mettono mano alla sicurezza sul lavoro. Ma la tutela della sicurezza e della salute nei luoghi di lavoro è altra cosa.

GOVERNO E CONFEDERALI METTONO MANO ALLA SICUREZZA SUL LAVORO, MA NEL DECRETO FISCALE IL CAPITOLO DEDICATO, RISPONDE PIÙ AL CLAMORE SUSCITATO DALLE ULTIME MORTI PER IL PROFITTO, CHE ESPRIMERE TUTELA PER TUTTI I LAVORATORI.


Nel decreto ci sono assunzioni e provvedimenti per la sospensione immediata dell’attività produttiva in caso di violazioni in materia di sicurezza e questi sono due capitoli importanti, ma che vengono scritti senza andare al cuore della produzione industriale.

Il decreto è talmente incerto che lascia persino spazio a Bonomi per fare il sinistro e dichiarare che non il 10% ma zero deve essere il limite del lavoratori in nero in azienda per far scattare la sospensione dell’attività produttiva.

Va detto che la sospensione è prevista limitatamente all’area coinvolta dai lavoratori irregolari, ma ciò che rende arrogante Bonomi è sicuramente che il moderno caporalato, e tutte le forme di fatto equiparabili per i loro effetti al lavoro in nero, nell’industria restano legalizzate con gli appalti alle cooperative e dal crescente precariato delle agenzie di somministrazione.

Significative e drammatiche le parole pronunciate da due giovani operaie in fabbrica con Adecco ‘io fino a che sarò precaria starò sempre zitta…’.

Sindacato di classe - Alla Fincantieri di Palermo tra gli operai la posizione dello Slai cobas contro i novax

A Palermo il 15 siamo stati alla Fincantieri tra gli operai... 

In una fabbrica di fatto "militarizzata" con la presenza di camionette della polizia e carabinieri e digos, (e questo deve fare capire subito come i padroni che durante il lockdown non si degnavano di dare neanche le mascherine agli operai oggi sono a favore del green pass perché gli operai devono essere sfruttati per produrre come e più di prima), a pochi giorni dello sciopero generale dell'11 ottobre, ieri con alcuni Assistenti precari siamo stati tra e con gli operati della Fincantieri di Palermo, e nonostante la forte pioggia battente, abbiamo fatto una prima inchiesta: gli operai con cui abbiamo parlato si sono espressi a favore della vaccinazione anche come necessità oggettiva più generale a prescindere dal green pass...

Il volantino portato agli operai

Sul Green pass, la posizione del governo e la posizione di classe dello Slai Cobas
3 morti al giorno sul lavoro, in media, e ripresa enorme degli infortuni sul lavoro! I padroni e il governo se ne fregano altamente della salute dei lavoratori, non è certo per la difesa della salute che

Sindacato di classe - DA PRATO E IN TUTTA ITALIA: RAFFORZARE LA RESISTENZA E L'ORGANIZZAZIONE DELLE LOTTE CONTRO LA REPRESSIONE DI PADRONI GOVERNO STATO DEL CAPITALE

come parte della lotta di classe contro l'intero sistema dei padroni e dei loro governi, 
per far avanzare nella coscienza dei lavoratori che è l'intero sistema capitalista e imperialista che bisogna rovesciare per farla finita con lo sfruttamento e che quindi bisogna opporre alla guerra di padroni, governo, la guerra di classe per il potere nelle mani degli operai. Questo è il vento di cambiamento necessario di cui tutti i lavoratori hanno bisogno per uscire dal lungo inverno per un nuovo autunno caldo. 

Per questo bisogna lavorare senza illusioni riformiste ma per cambiare i rapporti di forza nello scontro di classe reale. 

DAL COMUNICATO DEL SI COBAS PER LA MANIFESTAZIONE A PRATO IN RISPOSTA AGLI ATTACCHI SQUADRISTI AI LAVORATORI IN SCIOPERO 

Ripetiamo insieme: chi invoca i controlli nelle aziende non ha capito nulla: Chi come risposta a quello che è accaduto invoca i controlli nelle aziende non ha capito nulla.

E quindi? Le politiche di contrasto allo sfruttamento degli ultimi venti anni hanno fallito. E lo sfruttamento nel distretto invece di diminuire è aumentato. Questo è un dato di fatto. Serve altro? A noi no. E infatti da tre anni ci siamo rim-boccati le mani e abbiamo iniziato a mettere le mani nella m****, cercando di costruire soluzioni nuove, dal basso. Abbiamo messo al centro l’idea che solo i lavoratori sfruttati possono essere i protagonisti del loro riscatto, e che il sindacato doveva essere lo strumento per camminare su questa strada. Per costruire unità, solidarietà, coscienza. Per essere più forti e non farsi schiacciare. Anzi, per rialzarsi

 I lavoratori della GKN ce lo hanno insegnato. Loro hanno detto: “una legge contro le delocalizzazioni può nascere solo dalle teste dei lavoratori, non sulle teste dei lavoratori”. Noi diciamo: “una riforma delle norme contro lo sfruttamento in fabbrica può nascere solo dalle teste dei lavoratori, non sulle teste dei lavoratori”. E abbiamo intenzione di rilanciare questa idea con nuovi incontri. Il progetto di legge su controlli, sicurezza e lavoro nero depositato in parlamento rischia di essere l’ennesima occasione persa per fare davvero qualcosa.

C’è bisogno che questi luoghi invisibili dove cova lo sfruttamento siano attraversati da un vento nuovo di cambiamento.

sabato 16 ottobre 2021

Lotta di classe - Produzione e vaccini: l'ideologia dei padroni e la coscienza di classe degli operai


“Produzione e vaccini: ecco la riscossa di Bergamo”, questo è il provocatorio ed esplicativo titolo scelto dal giornale della Confindustria “il sole 24 ore” per la giornata che ha visto l’assembramento di circa 1000 padroni alla inaugurazione della nuova sede dove si è svolta l’assemblea di Confindustria Bergamo, non a caso proprio il giorno dell'obbligo Green-pass nelle aziende. 
Era presente anche il presidente Bonomi che è tornato sul Patto per l’Italia, della vocazione del dovere degli industriali per l'Italia, e dove si è parlato dal punto di vista di vista di classe del padrone di bene collettivo, responsabilità sociale, libertà riconquistate, aumento della produzione, riforme economiche e politiche e plauso al governo Draghi e dove si è osato pure fare un minuto di silenzio in ricordo delle vittime del covid. 

Ma andiamo in ordine partendo da questo ultimo dato e dal fatto che non si può tacere sulla dichiarazione vergognosa del presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, che all’inizio del suo intervento ha avuto il coraggio di rendere omaggio «alle tante famiglie di questa città che hanno vissuto il dolore per la perdita dei loro cari. A loro voglio che arrivi il mio abbraccio e quello dell’intera Confindustria», quando proprio i killer di “Bergamo is running” da Confindustria Bergamo a fine febbraio 2020 diffondeva sui suoi canali un video-messaggio per rassicurare i partner internazionali sul “basso tasso di contagio” dell’epidemia, e sul fatto che le attività industriali sarebbero continuate al ritmo di sempre per evitare che la fitta rete di attività industriali subisse un rallentamento a causa dell’epidemia. Chissà se tra i presenti c’era anche Marco Bonometti, leader degli industriali lombardi, che durante i primi giorni di marzo sulla possibile chiusura dei comuni in provincia di Bergamo, aveva dichiarato che “non si potevano fare zone rosse e “non si poteva fermare la produzione”.

Non dimentichiamo che l’epicentro del contagio covid non è avvenuto a caso proprio nelle zone a più

Linea politica - I compiti dei comunisti oggi

 "...i proletari e le masse popolari devono, in tutte le forme possibili, in ogni paese e su scala mondiale, esprimere il massimo impegno per intensificare la lotta di classe, rafforzare i loro strumenti di resistenza e difesa, i sindacati di classe – scuole di guerra e di comunismo, le lotte operaie nelle fabbriche, nei settori del massimo sfruttamento, nelle nuove realtà del lavoro salariato, Amazon, riders, call center.

Rafforzare e sostenere le grandi masse contadine che oggi con l’assedio del potere indiano del fascista Modi danno un’indicazione a tutte le masse contadine dei paesi oppressi del mondo.

Sviluppare il movimento popolare delle donne secondo le linee, le idee, la prassi del femminismo proletario rivoluzionario, che dice No alle discriminazioni e alle disuguaglianze, ai femminicidi/stupri e alla negazione del diritto d’aborto, No alla doppia oppressione da moderno medioevo e da servitù feudale.

Sviluppare il fronte unito sforzandosi di unire diverse correnti di lotta, costruire e rafforzare fronti antifascisti, antimperialisti, anti borghesia burocratico compradora, antifeudale, di proletari, masse contadine, studenti, migranti, settori oppressi di vecchia e nuova povertà.

Intensificare la lotta militante contro fascismo e razzismo.

Trasformare la ribellione delle masse giovanili in organizzazione di prima fila, rivoluzionaria contro lo Stato borghese.

Unire le forze per la liberazione dei prigionieri politici e di tutti i nostri fratelli di classe rinchiusi nelle galere dell’imperialismo e della reazione.

Dare nuova linfa e nuovo sviluppo nei paesi oppressi dall’imperialismo alla lotta di liberazione nazionale per cacciare le truppe imperialiste dai loro paesi, combattere le forze reazionarie al loro servizio.

Utilizziamo efficacemente questa condizione favorevole per superare la difficile situazione del movimento rivoluzionario e portarlo avanti.

Quest’immenso lavoro di massa ha bisogno della guida dei comunisti, dei comunisti di oggi, marxisti leninisti maoisti, che costruiscano nel fuoco della lotta di classe in stretto legame con le masse, ripartendo dal basso per costruire dall’alto, i partiti della rivoluzione di Nuova democrazia e socialista, secondo le condizioni dei diversi paesi nel mondo.

Partiti che organizzano le avanguardie reali della classe operaia, formati dalla teoria rivoluzionaria, scientifica di Marx, temprati dall’acciaio degli insegnamenti di Lenin, al servizio del popolo come ci indica Mao.

Partiti capaci di fare la critica e l’autocritica, di fare un bilancio delle vittorie e delle sconfitte del proletariato all’interno di ciascun paese e nel movimento comunista internazionale.

Partiti che si liberino dalla scimmia addosso del revisionismo, dell’opportunismo, dell’economicismo, del parlamentarismo, del pacifismo, ma che non cadano in forme settarie, dogmatiche e di estremismo piccolo borghese, arretrato e perdente.

Senza classe e masse non c’è Partito, non c’è rivoluzione, non c’è internazionalismo.

Questi Partiti sono in grado di far avanzare le guerre popolari dove esse sono in corso, in primis nell’enorme continente indiano, e iniziare il sentiero tortuoso ma luminoso della guerra di classe, della guerra rivoluzionaria, della guerra di popolo di lunga durata sfociante nell’insurrezione vincente.

Partiti e organizzazioni impegnati con serietà e determinazione su questa strada hanno bisogno e devono oggi unirsi, socializzare le loro esperienze, unire le loro forze per unire le lotte proletarie e le lotte di liberazione antimperialiste dei popoli oppressi.

Contro l’internazionale dei padroni del mondo e dei loro servi serve la lotta internazionale di tutti i lavoratori contro lo sfruttamento mondiale capitalista perché sono la stessa classe in tutti i paesi, al di là delle differenze di nazionalità, religione, idee politiche, razze e sesso.

L’internazionalismo proletario ci chiama oggi a realizzare una Conferenza Internazionale Unificata di tutti i patiti e organizzazioni marxiste-leniniste-maoiste per fare un secondo passo - dopo quello iniziale del glorioso e poi fallito Movimento rivoluzionario internazionalista - verso i 100 passi che ci portino alla nuova Internazionale Comunista.

Affermiamo con coraggio e fermezza che gli imperialisti e i reazionari di ogni genere alla fine crolleranno e i popoli oppressi del mondo conquisteranno la vittoria finale della rivoluzione di nuova democrazia e della rivoluzione proletaria su scala mondiale per la vittoria del socialismo e del comunismo...".

proletari comunisti

pcro.red@gmail.com

Dalla dichiarazione internazionale 1 maggio 2021

Teoria - Dentro il centenario del PCd'I 1921-2021 rieditato un libro con alcuni scritti di Gramsci - in novembre presentazione - info pcro.red@gmail.com

internazionalismo - Brasile - le truppe del regime Bolsonaro preparano un nuovo massacro a Rondonia/resistenciacamponesa

La Polizia Militare di RONDÔNIA e la Forza Nazionale preparano nuovi massacri, intensificano l'assedio e minacciano di sgomberare le aree di Campin dos Santos e Ademar Ferreira

Noi contadini delle zone Tiago Campin dos Santos e Ademar Ferreira, situati nel distretto di Nova Mutum a Porto Velho-RO, ci rivolgiamo alla società per denunciare l'assedio criminale e illegale che la Forza Nazionale di Bolsonaro e la Polizia Militare di Marcos Rocha stanno preparando per i prossimi giorni contro le oltre 600 famiglie che possiedono i loro appezzamenti su queste terre.

Nell'ultima settimana si sono intensificati i preparativi del governo di Rondônia, insieme al personale della Forza Nazionale e della Polizia Federale, proveniente dal Ministero della Giustizia e della Pubblica Sicurezza di Bolsonaro e del suo governo di generali, per cercare di effettuare un

venerdì 15 ottobre 2021

Critica proletaria - Trieste: una denuncia documentata

Le concezioni novax mascherate da no greenpass, non ci stancheremo mai di ripeterlo (il giorno dello sciopero generale abbiamo pubblicato un articolo-denuncia sull'alleanza e connivenza esplicita carabinieri novax a Trieste), sono reazionarie e funzionali ai fascisti. Trieste è un esempio di questo. Con la copertura di un sindacato autonomo agiscono contro l'unità proletaria costruita con lo sciopero dell'11 ottobre. La denuncia che ha fatto Marco Santopadre con un post su fb documenta la matrice politica apertamente fascista di alcuni di questi sindacati autonomi che hanno lanciato l'appello allo "sciopero ad oltranza" contro il green pass, la stessa dei dirigenti dei portuali di Trieste. 

Il Solcobas, tra i sindacati di base, li definisce addirittura "un grande faro nella notte green pass" e altre sigle sindacali come Al-Cobas e Soa li sostengono. Nulla da spartire con le lotte proletarie e di massa contro padroni e governo, molto, invece, da condividere con il terreno di coltura del fascismo. 

In un comunicato Casapound Trieste spiega di aver partecipato senza problemi alla manifestazione. In mattinata il consigliere comunale fascista Fabio Tuiach (che d'altronde ha lavorato a lungo nel porto di Trieste) aveva dato mostra di sé cercando di impedire che alcuni dipendenti del porto entrassero per iniziare il proprio turno.

Qui due video sulla sua performance: https://www.youtube.com/watch?v=a5OCrdgmNFc

https://www.youtube.com/watch?v=8-nqDPf_Ckw

Il Coordinamento dei Lavoratori Portuali di Trieste, che due anni fa ha rotto il patto federativo siglato nel 2015 con l'Unione Sindacale di Base, non avendo titolo per proclamare lo sciopero si è affidato inizialmente alla Fisi, la Federazione italiana sindacati intercategoriali, con sede a Eboli (Salerno) e alla Confsafi. Si tratta di due sigle sconosciute dietro le quale si nasconde il nulla, dal punto di vista sindacale. Tra i leader della Fisi ci sono il noto medico no vax Dario Giacomini, di Aviano, candidato nelle liste di Casapound alle politiche del 2013 nel Veneto, e Pasquale Bacco, in passato candidato alle elezioni politiche con CasaPound e sindaco a Bitonto con la Fiamma Tricolore. Nell'autunno scorso