giovedì 21 novembre 2019

pc 21 novembre - MASSIMA DIFFUSIONE DEL QUADERNO DEGLI ATTI DEL SEMINARIO TEORICO ESTIVO MFPR ALLA MANIFESTAZIONE A ROMA DEL 23 NOVEMBRE

IL 25 NOVEMBRE IN VARIE CITTA' SI TERRANNO ASSEMBLEE DI PRESENTAZIONE DEGLI ATTI.


Sommario

- La necessità del lavoro teorico. Chi ha più interesse alla teoria rivoluzionaria sono le donne

- Tendenze nel movimento femminista in Italia, oggi - "Nonunadimeno"

- Note su transfemminismo

- Su produzione e riproduzione
   femminismo radicale o marxismo?

- Il ruolo della famiglia per il sistema del Capitale

- la realtà delle migranti, dai ghetti alle fabbriche

- Battaglia teorica e pratica delle lavoratrici nei sindacati -
un’esperienza

- Su patriarcato e patriarcalismo

- La lotta contro la condizione delle detenute politiche
   e di lotta nelle carceri

- Contributo di una compagna artista

- Conclusioni - punti per un movimento
   femminista proletario rivoluzionario

Dibattiti vari

pc 21 novembre - Cile - Lezioni della rivolta di ottobre - dal giornale dei compagni cileni di El pueblo

 Chile: Lecciones de la Revuelta de octubre - in via di traduzione

Debemos aprender de las masas
Periódico El Pueblo -
Un efectivo del ejército es golpeado a puños. Es la rabia de un pueblo que ha perdido el miedo. Imágen: Frente Fotográfico

La revuelta popular iniciada el 18 de octubre ha conmocionado a la sociedad en su conjunto. La amplitud del movimiento, la inmensa participación de las masas, no tiene precedentes en nuestro país, pero es reflejo del ascenso de la lucha política y económica que se viene desarrollando en toda América Latina. Brasil, Perú, México, Nicaragua, Honduras, Venezuela, Bolivia y muy recientemente Ecuador ya habían sido testigos del ascenso de la protesta de masas en estos últimos años. Y es reflejo también de una larga tradición de lucha de nuestro propio pueblo, que ha alcanzado un auge en el ascenso sostenido de la lucha popular que hemos venido atestiguando desde hace al menos dos décadas.
El pueblo ha vuelto a reconocerse como pueblo
Sin duda, lo que ha sido distintivo y más resalta en esta gloriosa revuelta es el grado de unidad que ha alcanzado el pueblo frente a los problemas que le son comunes. Esto se ha expresado de muchas formas distintas en las calles de los más diversos barrios, abarcando distintos sectores de clases y extendiendo la protesta a

pc 21 novembre - Il colpo di stato fascista in Bolivia lascia sul terreno morti e feriti - solidarietà con la Resistenza popolare e con il fronte antifascista

In spagnolo in via di traduzione, facilmente leggibile

BOLIVIA: Criminal represión en Senkata, El Alto, deja tres muertes y decenas de heridos.



correovermello-noticias
La Paz, 20.11.19.
Según informan medios de comunicación se ha producido un importante enfrentamiento entre manifestantes que se encontraban concentrados en los alrededores de la planta de Yacimiento Petrolíferos Fiscales Bolivianos (YPFB), ubicada en Senkata, de la ciudad de El Alto y unidades militares previstos de vehículos blindados y apoyados con helicópteros.
Se informa que por lo menos hay tres personas asesinadas por los disparos de los militares así como mas de treinta heridos.
El hospital "Corazón de Jesús" informa de numerosos heridos de bala. Hay un llamamiento de la Defensoria del Pueblo para asistencia medica.
Al parecer el objeto de la criminal agresión de los militares es despejar el acceso a las instalaciones petroleras bloqueadas, que ha producido un importante desabastecimiento de carburantes en la capital.
La Defensoría del Pueblo estima que desde el golpe de Estado, 24 personas han fallecido, 50 permanecen detenidas y 715 heridas.
En un momento, para repudiar los ataques a balazos, varios pobladores volaron con dinamita una de las paredes de la planta de YPFB.
“¡Nos están matando!”, alertó un vecino en cercanías de la planta de hidrocarburos de Senkata, en El Alto. La tensión ha vuelto al lugar y hasta después del mediodía continuaban los intentos de los campesinos de rodear el perímetro del centro de carburantes en medio de explosiones y de disparos. Según versiones de los vecinos, es mayor el numero de fallecidos.

pc 21 novembre - FORMAZIONE OPERAIA - SULLO STUDIO DI "STATO E RIVOLUZIONE" IN CORSO, UN INTERVENTO E RIFLESSIONE

Un compagno del gruppo di studio e formazione operaia di Ravenna ha inviato un contributo che riprende l'analisi di Gramsci sullo Stato e la necessaria e attuale lotta alle trasfigurazioni riformiste di essa. 


"La visione di Gramsci non è mai stata una visione riformista e parlamentarista ma lotta politica nel solco della rivoluzione proletaria, nel "fare come in Russia", parola d'ordine delle masse proletarie in tutto il mondo dopo la vittoria dell'Ottobre. Ma in un paese imperialista le questioni sono molto più complesse, come ci avverte Gramsci.
La Rivoluzione in un paese imperialista non è semplice applicazione di teorie lette nei libri. Richiede uno sforzo di comprensione sullo Stato, un'analisi dello Stato e degli apparati dello Stato in un paese imperialista come l'Italia ad elevato sviluppo economico. Questa analisi è stata elaborata da Gramsci

pc 21 novembre - PER NON DIMENTICARE GLI OMICIDI DELLA THYSSENKRUPP A TORINO

pc 21 novembre - Foggia migranti - Ancora un rogo a Borgo Mezzanone

L'UNICA SOLUZIONE SONO CASE E DOCUMENTI PER TUTTI E TUTTE!     
Comitato campagne in lotta                     
20/11/19

Alle sei di questa mattina, è divampato l'ennesimo pericoloso incendio presso la pista di Borgo Mezzanone.
Fortunatamente, come raccontano le persone che lí abitano, non ci sono feriti e i danni alle baracche sembrano contenuti.
Questo luogo, in cui ancora si rischia di morire cercando di riscaldarsi, è stato nei mesi passati di quest'anno particolarmente attenzionato dalla repressione, con sgomberi coatti e massicce operazioni militari volte allo smantellamento progressivo dell'insediamento, eliminando pezzo dopo pezzo parti del quotidiano di chi lo abita.
Il ghetto di Borgo Mezzanone, hanno confermato le istituzioni, verrà sgomberato definitivamente. Ma quali le soluzioni?
Alternative completamente inadeguate e ispirate a regimi di controllo, se non silenzio assordante. Basti pensare all'esempio virtuoso della regione Puglia, il ghetto istituzionale di casa Sankara: 100 container inaugurati quest'estate destinati alla ri-deportazione delle persone dell'Arena. Ad oggi, ancora vuoti, affiancati da numerose tende fatiscenti senza luce abitate da anni.
I riflettori tornano a essere puntati su Borgo Mezzanone solo quando vi si verifica un fatto di cronaca, per strumentalizzare e lucrare su quello che accade.
Ancora una volta,
CASE PER TUTTI, GHETTI PER NESSUNO

pc 21 novembre - Cile la polizia fascista stupra, tortura e uccide le donne che si ribellano



Daniela Carrasco 'la Mimo', artista di strada cilena di 36 anni, alcune ore dopo essere stata fermata dai militari, è stata trovata impiccata ad un recinto ed esposta in un comune della città metropolitana di Santiago del Chile. Violentata e torturata fino alla morte.
Le compagne dei collettivi femministi sostengono sia stato un monito per intimidire chi, soprattutto se donna, sta partecipando alle mobilitazioni di questi giorni in Cile. 
#EstadoFemicida #Chile
#DanielaCarrasco #VivasLibresYSinMiedoNosQueremos
(@en__abyme)

mercoledì 20 novembre 2019

pc 20 novembre - IL PROGRAMMA DEL CONVEGNO SULL'AUTUNNO CALDO A DICEMBRE

pc 20 novembre - Spese militari: nessuno stop, nessun dimezzamento delle spese per gli F35

Passa la mozione della maggioranza PD-M5S che approva il programma militare

Deve riprendere la lotta contro la politica militare imperialista filo-NATO rappresentata oggi da questo governo e dall'opposizione  fascio-leghista, tutti asserviti al protagonismo della borghesia imperialista italiana nella contesa mondiale.

La mozione della Lega (con appoggio di FdI e FI) ha riportato alla Camera il dossier F-35.
Gli ingannapopolo dei 5S nell' "interesse" dell'Italia (Luca Frusone, componente della commissione Difesa): «Temi come quello degli F35 sono complicati. Noi abbiamo criticato il programma - ammette Frusone - e di certo non rimpiangiamo quella scelta. Quello che oggi vogliamo chiedere al governo - ha aggiunto - è di valutare seriamente, e con coscienza, il prosieguo del programma, considerando tutte le possibilità. Come un buon padre di famiglia - dice il deputato grillino - tenendo a mente l'interesse dell'Italia».
«È un passo in avanti per la credibilità del nostro paese, il programma che ha importanti ricadute economiche e occupazionali può andare avanti», ha detto il deputato Pd Pagani. E il collega 5 Stelle Russo, capogruppo anche lui in commissione difesa, ha aggiunto che così «potrà essere valorizzato il centro di Cameri dove si assemblano gli F35». 
Italia Viva con Nicola Carè ha inoltre definito “assolutamente ragionevole” (promettendo

pc 20 novembre - La repressione antioperaia a Bologna - dopo lo sciopero del 25 ottobre - lottiamo uniti contro sfruttamento e repressione

Non è questione di solidarietà ma di lotta permanente comune
Andare verso il sindacato unico di classe
Slai cobas per il sindacato di classe - coord. nazionale

Da SiCobas nazionale
Contro sfruttamento, condotte antisindacali e repressione: non ci fermerete!
lunedì 18 novembre un presidio molto partecipato ha manifestato la propria solidarietà a Simone, Karim, Eleonora, Pietro, Camara e Marian sotto il tribunale di Bologna in occasione dell'udienza in cui il giudice è stato chiamato a esprimersi sulla richiesta di applicare la misura cautelare del divieto di dimora per i nostri sei compagni. Se fosse convalidato, i sei compagni verrebbero "esiliati" dalla provincia di Bologna, dove abitano, lavorano, e svolgono la loro attività sindacale.
Come già specificato in vari comunicati, ci troviamo di fronte all'ennesimo salto di qualità da parte delle procure e dei piani alti dello Stato, teso a colpire al cuore il nostro sindacato.
I teoremi repressivi puntano il mirino in particolare contro i nostri dirigenti nazionali e locali, al fine di sbarazzarsi di un movimento che in questi anni ha imposto con la lotta il rispetto di quei diritti fondamentali dei lavoratori che, sebbene fossero sanciti dai contratti nazionali e dalle leggi e dalla stessa Costituzione della Repubblica, sono stati e vengono tuttora calpestati in migliaia di posti di lavoro nel più totale silenzio e, spesso, con la complicità delle Istituzioni e dei sindacati confederali.
I compagni sotto attacco della magistratura bolognese sono "colpevoli" semplicemente di aver partecipato a uno sciopero nello scorso giugno alla Logista, la multinazionale spagnola del Tabacco che nel mercato italiano si occupa della distribuzione in condizioni di monopolio. Lo sciopero scaturiva dall'arroganza della società interinale Elpe: quest'ultima infatti, all'atto del subentro nell'appalto per le attività di facchinaggio, ordinava decine di esuberi e si rifiutava di avviare una trattativa col SI Cobas, che rappresentava l'80% dei lavoratori, preferendo discutere unicamente coi sindacati confederali e filopadronali.
Uno sciopero che fu represso brutalmente da un reparto di agenti in assetto antisommossa a cui fu dato ordine di manganellare e picchiare persino chi era seduto a terra...
Si tratta di uno schema oramai trito e ritrito, che ha come suo unico fine quello di eliminare ogni presenza "scomoda" nei luoghi di lavoro in modo da permettere ai padroni di fare il bello e il cattivo tempo e imporre condizioni di lavoro e salariali semi-schiavistiche.
A questo schema il SI Cobas si è opposto sin dalla sua nascita e continuerà a farlo, indipendentemente dalle manovre padronali e dai teoremi repressivi che in queste settimane stanno piovendo sulle nostre teste in tutta Italia, forti dell'esperienza concreta di migliaia e migliaia di lavoratori che solo grazie agli scioperi hanno potuto liberarsi dalle più odiose forme di sfruttamento, dai ricatti e dal caporalato imposto dai padroni con la complicità di uno Stato asservito ai loro interessi.
A chi tenta di liquidare le nostre lotte i lavoratori hanno già dato una prima risposta stamattina, scandendo uno slogan chiarissimo: "Non ci fermerete".
Le misure cautelari contro i compagni di Bologna non possono e non devono passare: per questo motivo il SI Cobas è pronto fin da ora ad attivare iniziative di sciopero e di mobilitazione su scala nazionale qualora si verifichi quest'ennesima e grave ingiustizia e fa appello a tutte le realtà solidali di sostenere tali iniziative.
Intanto in tutta la provincia di Bologna è già aperto uno stato d'agitazione con proclamazione di sciopero!

Lo sciopero è un diritto, non è un reato!
Riconquistiamo dal basso una vera democrazia sindacale nei luoghi di lavoro!
Solo la lotta Paga!
Se toccano uno, toccano tutti!

18/11/2019
SI Cobas nazionale

pc 20 novembre - La liberazione attuale del compagno Ajith - speranza per le le forze dell'opposizione al regime del fascismo indutva di Modi

pc 20 novembre - Fuori l'imperialismo italiano da Iraq, Siria, Kuwait!

Il governo italiano in prima fila nella "pacificazione" imperialista in Asia occidentale assieme ai peggiori banditi criminali e terroristi

L’Italia nella Coalizione «antiterrorismo»

By Manlio Dinucci
Global Research, November 19, 2019
il manifesto.it

Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, accogliendo a Roma i cinque militari feriti in Iraq, ha dichiarato che «lo Stato italiano mai indietreggerà di un centimetro di fronte alla minaccia terroristica e reagirà con tutta la sua forza di fronte a chi semina terrore». E’ quindi volato a Washington per partecipare alla riunione del gruppo ristretto della «Coalizione globale contro Daesh» di cui fanno parte, sotto guida Usa, Turchia, Arabia Saudita, Qatar, Giordania e altri paesi che hanno

martedì 19 novembre 2019

pc 19 novembre - Iran: rivolta delle masse contro il caro-benzina

Ancora manifestazioni in Iran per il caro-benzina imposto dall'FMI. Le rivolte sono dirette contro il regime e contro l'embargo dell'imperialismo USA. E, come sempre, la repressione genera l'estensione della ribellione.
Non è chiaro il numero dei morti, Amnesty International ha sostenuto che il bilancio delle vittime potrebbe essere tra 100 e 200 morti, denunciando l'uso della "forza letale" contro incontri "in gran parte pacifici" e ci sono molti feriti. Il governo costretto a ordinare il razionamento e l’aumento del prezzo (50%) per far fronte alla stretta economica delle sanzioni Usa. Il presidente Rauani a Trump: ‘giocare con la coda del leone è molto pericoloso’.

da il manifesto: Con l’embargo petrolifero, Washington vuole aizzare gli iraniani contro ayatollah e pasdaran: è vero che i dimostranti urlano slogan contro il presidente moderato Rohani, ma sono anche consapevoli che la crisi è causata dall’uscita degli Stati uniti dall’accordo nucleare. 


Dal Sole24ore
L’Iran in recessione scende in piazza contro il regime
Il drastico aumento dei carburanti è stato il motivo che ha scatenato le proteste, ma la popolazione deve anche fare i conti con una difficile crisi economica accompagnata da un’elevata inflazione
di Roberto Bongiorni

La benzina a prezzi bassi, anzi bassissimi? Per gli iraniani è come se si trattasse di un diritto, acquisito dalla nascita. Su cui nessuno, proprio nessuno, è autorizzato a dire una parola di più. D’altronde l’Iran vanta le quarte riserve di greggio al mondo per volume. E con le ultime grandi scoperte, annunciate la scorsa settimana, potrebbe ambire anche a di più.

La benzina più economica del mondo
In un Paese sviluppato ma molto esteso, dove i mezzi pubblici sono insufficienti, e comunque raggiungono poche località, la decisione peggiore che il Governo poteva assumere in questi tempi difficili era deliberare un drastico aumento dei prezzi del carburante. Non solo. Accompagnare i rincari con una razionalizzazione. Quasi una beffa per chi ha sempre vissuto con il carburante che costava molto meno di una bottiglietta d'acqua. La benzina costerà 15mila rials al litro, 11,5 centesimi

pc 19 novembre - Torino sgombero a Cavallerizza - contro i potenti e gli utili idioti - RESISTENZA!

 Tra resistenza e promesse irrealizzabili.

Arriva a compimento lo sgombero della Cavallerizza Reale. Occupata dal 2014, ha costituito un importante esperienza cittadina di resistenza alla gentrificazione e alla speculazione. All’alba camionette, poliziotti e Digos hanno sgomberato con la forza l’ultimo presidio in difesa dell’occupazione: Casa Riders. La sede che serviva da ciclofficina, luogo di ritrovo per riunioni e assemblee e socialità era rimasta l’unica ala ad essere occupata,  dopo l’accordo tra Cavallerizza Irreale (l’assemblea dell’occupazione), Prefettura e Comune. Oggi, martedì 19 Novembre è prevista una manifestazione dei Riders in lotta in risposta allo sgombero.
 
L’Affare Cavallerizza, dopo l’ultimo incendio che aveva coinvolto l’area delle Pagliere, ha subito un importante cambio di rotta, riaccendendo i mai sopiti appetiti delle istituzioni verso una delle più grosse speculazioni della storia di Torino. Dopo cinque anni e mezzo di occupazione, nata per restituire un bene storico alla città e mettere in luce il progetto speculativo dell’allora giunta Fassino, un triste punto di fine è stato segnato sulla storia dell’occupazione. Le cause e le responsabilità sono molteplici e difficili da riassumere qui, ma  la matrice di fondo crediamo rimanga la spinta lobbistica e affaristica che sotto la Mole continua a comandare e dettare legge, in un sistema di interessi trasversale che da Banca Intesa attraversa Questura, Prefettura  Comune per arrivare nei cosiddetti “salotti buoni” in cui siede chi veramente conta nella capitale sabauda.
Ma proviamo a ricostruire un po’ di storia.

pc 19 novembre - Cagliari. Presidio di solidarietà agli antimilitaristi indagati davanti la questura - massima informazione e solidarietà


GIU’ LE MANI DAI NOSTRI FIGLI
(Solidarieta’ agli antimilitaristi indagati)
Ci risiamo: era da prevedere che le lotte contro le basi, contro l’occupazione del suolo a scopi militari, avrebbero dovuto portare a conseguenze. Era da prevedere che lo stato (ed i suoi organi) non sarebbero rimasti inerti; le prime avvisaglie della reazione si potevano evincere  da un’intervista dell’allora Prefetta di Cagliari qualche mese addietro, dove candidamente affermava che i problemi della Sardegna, per quanto riguardava l’ordine pubblico erano “l’anarco-insurrezionalismo e le lotte contro la fabbrica di bombe di Domusnovas”.
Queste affermazioni, sembra, abbiano dato la stura per formulare accuse che sembrano essere un accrocchio di presunti fatti e intenzioni volti a togliere qualunque

pc 19 novembre - 50 anni fa MILANO era calda... A dicembre Convegno per trarre un bilancio da quella storia. Per costruire la nuova storia, quella della rivoluzione necessaria e possibile - info: pcro.red@gmail.com

19 novembre 1969 

Scontri al Lirico e morte dell’agente Annarumma


Al termine di uno sciopero generale per la casa con assemblea al Lirico dei sindacati e di una manifestazione del Movimento Studentesco che ha pacificamente attraversato il centro di milano si scatenano incidenti imprevisti.
Un gruppo di manifestanti di Servire il Popolo affluiscono verso via Larga dove, davanti al teatro Lirico stazionano e stanno uscendo i partecipanti all’iniziativa sindacale.
Improvvisamente senza apparente ragione, i gipponi di presidio davanti agli uffici comunali di via Larga si muovono e cominciano a caricare i manifestanti.
Rapidamente si accendono scontri con i manifestanti in tutta via Larga. Molti si rifugiano in Statale dove il Movimento Studentesco erige barricate a difesa dell’Università in via

pc 19 novembre - ArcelorMittal Taranto - Una sola linea e una sola soluzione nell'interesse della classe operaia e delle masse popolari


La sola soluzione è quella che si può imporre con la lotta degli operai!
Tutto il resto porta allo sfascio
Senza la lotta della classe operaia organizzata in una fabbrica aperta
non si può vincere

Il governo – con divisioni interne- attualmente propone per far restare Mittal di dare ciò che Mittal vuole: migliaia di esuberi - immunità penale rafforzata - proroga dei tempi dei lavori dell'Altoforno 2 - taglio dell'affitto...ecc.
Gli effetti di queste misure sarebbero inoltre devastanti per gli operai dell'appalto e all'interno

pc 19 novembre - Ancora un giovane operaio assassinato sul lavoro! dobbiamo ricostruire il sindacato di classe e la rete nazionale sulla sicurezza e salute e dobbiamo cambiare programmi e forme di lotta!

Orribile morte di Edorado Pizzinari schiacciato in fabbrica da un rullo. Ci ha rubato il sorriso a Edordo? Ma sono stai tre i morti per infortunio anche il 18 novembre

Tragedia che ha colpito un giovane di 26 anni a genova Voltri. edoardo Pizzinari aveva solo 26 anni ed è morto in un modo orribile: è rimasto schiacciato da un rullo all’interno di una azienda che lavora metalli. Sul posto sono intervenuti i soccorsi con medici e ambulanze ma non è stato possibile salvare la vita al lavoratore. Ma muore anche un 65enne che ancora lavorava: stava facendo la manutenzione in un'azienda di refrigerazione quando all'improvviso è scoppiato un tubo che l'ha ucciso e ferito gravemente il figlio che lavorava con lui. Muore anche un altro lavoratore a Rho in provincia di Milano travolto da un bancale

pc 19 novembre - Grecia repressione a Exarchia – 46 anni dopo il massacro del Politecnico la Polizia invade il quartiere


Sono state settimane di tensione per gli studenti di Atene, la Grecia sta vivendo un nuovo autunno caldo. La revoca dell’asilo universitario, legge che salvo casi eccezionali impediva alla polizia di entrare nelle università, ha scatenato i primi atti repressivi delle forze dell’ordine (MAT). Il neonato governo di destra ha cancellato quindi una norma introdotta all’indomani della caduta della dittatura dei colonnelli, avvenuta a seguito delle rivolte nel Politecnico del novembre del 1973. Il tempismo è stato infatti fatto notare soprattutto per la vicinanza con la data di ieri, ricorrenza della strage al Politecnico stesso.
Lunedì scorso la Polizia di Atene ha fatto irruzione nell’Università lanciando gas lacrimogeni e arrestando due giovani studenti. È seguita la stessa sera una grande manifestazione. Poi un’altra

pc 19 novembre - Prostituzione: dall’Eden alla Lombardia. Autonomia regionale = autonomia sessuale in salsa fascio/leghista

di Giovanni Sarubbi
Secondo il presidente della Lombardia Attilio Fontana la prostituzione «esiste dalla nascita dell’umanità». Non avevo mai pensato ad Eva come prostituta e ad Adamo come “puttaniere” con il padreterno nella funzione di pappone. Neanche il peggiore anticlericale lo ha mai fatto. Il “cattolico” leghista Fontana sì! Quello secondo cui la «razza bianca è a rischio».
I leghisti hanno il chiodo fisso della prostituzione. Poi si arrabbiano se uno li chiama fascisti. Sono tali e quali a Mussolini che, si racconta, avesse prostitute in ogni stanza pronte a soddisfare quella che Fontana chiama