venerdì 21 ottobre 2016

pc 21 ottobre - Nello sciopero generale di oggi a Bergamo, la resistenza dei lavoratori kamila contro il neo schiavismo

La resistenza dei lavoratori kamila contro il neo schiavismo delle cooperative improvvisamente in sciopero alla prefettura per denunciare gli attacchi quotidiani che subiscono per chiedere un intervento risolutivo per la vertenza aperta

Slai Cobas per il sindacato di classe 

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giovedì 20 ottobre 2016

pc 20 ottobre - (SARDEGNA) RUMORI DAL CONFINO: ROMPIAMO IL SILENZIO, CONTRO LA REPRESSIONE - Solidarietà da Soccorso Rosso Proletario - srpitalia@gmail.com

(SARDEGNA) RUMORI DAL CONFINO: TESTO DEL COMPAGNO ANARCHICO MICHELE.

La notte tra il 20 e il 21 aprile 2016, durante un ‘’controllo’’ di polizia su due persone che zitte zitte se la pisciavano in un’ aiuola nel buio desolante di Lungarno Generale Dalla Chiesa a Rovezzano (FI), un gruppo di persone, decise a non sottostare più al controllo da parte degli aguzzini dello stato, si oppone a questi ultimi e in qualche modo riesce ad evitare che i propri amici e compagni vengano portati via. Di li a poco (con una celerità che ha dell’incredibile), di fronte al locale dove il gruppo di compagni si gode un concerto, si materializzano una decina di volanti tra carabinieri, polizia e municipalotti (e, ovviamente, anche la DIGOS, immancabile in questi casi). Come è loro consueto

pc 20 ottobre - NO AI "FOGLIO DI VIA" AI SOLIDALI DI COMO - LOTTARE CONTRO LA DEPORTAZIONE DEI MIGRANTI E' GIUSTO! Una lettera di Fabio


Buongiorno a tutti, 

Sono Fabio Gabaglio, ieri mattina mi è stato notificato un “foglio di via” da Como della durata di un anno. In questo atto mi si accusa di avere preso parte ad una manifestazione non autorizzata in cui si denunciava la complicità della ditta di trasporti Rampinini nella deportazione dei migranti, di essere una persona socialmente pericolosa e di frequentare la città di Como col solo scopo di compiere reati.
Con questa lettera aperta, per chi avrà la pazienza di leggerla, io intendo spiegare il mio punto di

pc 20 ottobre - IL MOTIVO DELLA SCENEGGIATA KITSCH DI RENZI/OBAMA

Lo avevamo già detto nell'analisi del "vertice Nato di Varsavia"...

"Renzi ha riflesso in maniera quasi fisica l'attuale peso dell'Italia nella Nato: pulci sulle spalle dell'elefante, personaggi che si agitano per darsi aria di contare, quando non hanno altra prospettiva che allinearsi e servire gli interessi generali dell'imperialismo e in primis degli Usa, e fare la loro parte di socio minore nella UE.
Ma la situazione mondiale e nelle aree di interesse Nato portano anche le comparse o i comprimari a dover giocare un ruolo importante che gli è dato non certo dalle loro capacità o peso specifico ma quanto dal posto oggettivo che occupano nella contesa mondiale e la postazione negli scenari più caldi del mondo.
Quindi pulci ma in qualche misura indispensabili, servi sì ma necessari al buon andamento e all'efficienza della 'casa comune'.
L'imperialismo italiano, attraverso Renzi e i suoi Ministri, ha preso decisioni assai vincolanti per il nostro paese e in una certa misura strategiche e che ipotecano il presente e il futuro sul piano militare e strategico del nostro paese.
L'Italia contribuisce con 150 soldati alla truppa di assalto a rotazione disposta dalla Nato in Polonia, Lituania, Lettonia ed Estonia; fa parte del cosiddetto

pc 20 ottobre - Onore e saluto al partigiano Arturo - ...a Piazza Loreto c'è ancora tanto posto per i fascisti di oggi!


Il posto nella storia di Giacomo Bruni,  - Arturo - morto lunedì a 94 anni, autista del camion Fiat che trasportò i cadaveri di Benito Mussolini e Claretta Petacci dal Comasco a Milano, in piazzale Loreto, dove furono esposti e dileggiati dal popolo che, con gli sputi sui morti, chiudeva «ufficialmente» nella violenza la tragica stagione del fascismo. 
Figlio di una coppia di contadini dai quali aveva ereditato appezzamenti e mestiere, «Arturo» già nel maggio 1945 stava nei campi. Alle quattro della notte del 29 aprile era entrato a Milano su quel camion, smagrito dopo tre giorni passati mangiando unicamente un pezzetto di formaggio e un tozzo di pane; lasciati i corpi si era trascinato per riposare nelle scuole di viale Romagna; due settimane più

pc 20 ottobre - INNSE - sono i lavoratori che bocciano l'accordo sindacale il problema per i padroni


da corriere della sera


Da azienda simbolo della resistenza operaia che vince la crisi a caso di cronaca nera. La parabola della Innse di via Rubattino passa, nel giro di un mese, da un accordo sindacale che (di fatto) scavalca il Jobs act a un esposto alla prefettura in cui l’azienda denuncia l’impossibilità di realizzare il piano industriale. Possibile? La Innse è (era?) per Milano l’azienda dei miracoli. Nel 2009 venne rilevata sull’orlo della chiusura. Un salvataggio dovuto alla determinazione di quattro operai e un delegato Fiom Cgil che per diversi giorni rimasero in cima a un carroponte. Fino a convincere la bresciana Camozzi che lo storico stabilimento di via Rubattino poteva avere un futuro. Una volta spenti i riflettori la vicenda della Innse è entrata in una palude normativa. L’ipoteca sull’area è stata tolta solo l’anno scorso e così il progetto di risanamento è partito in ritardo.

pc 20 ottobre - Per G. I. Abdallah - Proletari Comunisti e il Soccorso Rosso Proletario aderiscono alla settimana internazionale - partecipano all'iniziativa di Milano - informano nelle altre sedi i proletari organizzati

pc 20 ottobre - Contro l'intervento dell'imperialismo italiano in Libia - un contributo tratto da resistenze.org

Il capitale italiano in Libia

Nel caos libico il ruolo italiano diventa sempre più significativo ed evidente. L'impegno militare si interseca con gli investimenti economici creando una rete di intervento che collega indissolubilmente il futuro della Libia al consolidamento dei rapporti con l'Italia

Francesca La Bella | nena-news.it
15/10/2016

Analizzando la storia recente della Libia è molto facile imbattersi in riferimenti alla politica ed all'economia italiana. Se per molto tempo, l'industria italiana ha avuto un ruolo centrale nell'economia locale e l'Italia è stato uno dei maggiori partner dell'economia libica, con l'intervento di altri attori internazionali questo rapporto sembrava essersi indebolito.

Le relazioni tra i due Paesi, invece, sembrano aver resistito sia alla caduta del Colonnello Gheddafi sia alla successiva guerra civile nel Paese. Nel ribilanciamento delle alleanze e degli investimenti,

pc 20 ottobre - FORMAZIONE OPERAIA - "PER ABBATTERE I PADRONI PRIMA BISOGNA ELIMINARE I LORO SERVI..." (LENIN) - SUNTO DEL VIII CAP. DE L'IMPERIALISMO

Da una pubblicazione mlm anni '70


Il monopolio, ovvero la concentrazione della produzione, convive sempre con il sistema della libera concorrenza. Finchè vi è il capitalismo vi è sempre il continuo formarsi della piccola e media proprietà privata. Il monopolio è in conflitto con le rimanenze di libera concorrenza e di produzione mercantile. Ma questa contraddizione non è più un fattore di sviluppo. Il monopolio genera la tendenza alla stasi e alla putrefazione. 
Ecco alcuni esempi dell'azione paralizzante del monopolio:
1) i prezzi di monopolio paralizzano i movimenti del progresso tecnico. Succede frequentemente che

mercoledì 19 ottobre 2016

pc 19 ottobre - OBAMA "TIFA" RENZI PER USARE RENZI

Obama, come il suo ambasciatore americano, si è preso la briga di dire platealmente di votare SI al referendum Costituzionale in Italia. La cosa è grave, ma non seria, nè inattesa.
Renzi si gonfia il petto, ma è solo un misero galletto che viene usato dagli Usa per servire gli interessi imperialisti degli Usa in Europa e nelle zone di interesse europeo.
Obama usa l'Italia per contrastare gli altri paesi imperialisti europei, in primis la Germania ma anche gli aggressivi paesi della UE che innalzano muri, cercano di avere voce in capitolo.
L'Italia "stabile", invece, è la garanzia che soprattutto i piani di guerra troveranno sempre, come già trovano, nel governo italiano un esecutore certo.


(dal Messaggero) - «Il Sì al referendum aiuterà l'Italia, le riforme di Renzi sono quelle giuste». Di più: «Caro Matteo, faccio il tifo per te e per il tuo successo. E ti dico che dovresti restare al timone comunque vada».... in cambio di questo «rapporto privilegiato», deve (come già fa) mandare soldati in Iraq per combattere l'Isis, lasciarli in Afghanistan e contribuire alla stabilizzazione della Libia. Oltre sostenere le sanzioni contro Mosca e spedire qualche fante in Lettonia in ambito Nato. «Patti chiari, amicizia lunga», chiosa Obama in italiano".

E continua «...voglio dire che abbiamo tanti alleati, pochi però sono forti, bravi e affidabili come l'Italia». E ricorda l'impegno in Afghanistan, Iraq («siete il secondo Paese per impiego di uomini»), Libia e il sostegno alle sanzioni anti-Mosca per «l'aggressione in Ucraina».
Sincero, il presidente dice chiaro perché sostiene Renzi: «E' interesse strategico degli Usa avere un'Europa forte. Ma questo non accadrà se non scatterà la crescita economica, in quanto senza crescita vincono i populismi. Per questo facciamo il tifo per Matteo: ha rispettato tutti gli impegni Ue, ha fatto grossi progressi sui conti e tante riforme. Inoltre Matteo incarna la nuova generazione di leader europei». Ed ecco la sponda sull'immigrazione: «L'ondata incontrollata di profughi crea problemi ai governi e aiuta i partiti populisti. Chi sta nell'Unione europea non può godere solo dei vantaggi, deve condividerne anche i costi e mostrare solidarietà senza lasciare sole l'Italia e la Grecia».

pc 19 ottobre - 1966-2016: cinquant'anni fa la fondazione delle Pantere Nere. Il passato? NO IL FUTURO!


CuxdZZUWIAEsIbP 300x229Cinquant’anni fa, nell’ottobre 1966, veniva fondato a Oakland, California, il Black Panthers Party for Self Defence, .
A dare vita all’organizzazione rivoluzionaria della comunità afroamericana Huey Percy Newton e Bobby Seale, ex compagni di scuola. L’originalità delle Pantere Nere, nel clima generale di rivendicazione dei diritti negati agli afroamericani, fu il rigetto delle pratiche nonviolente propugnate da esponenti come Martin Luter King e la lettura della discriminazione nei confronti degli afroamericani in un‘ottica marxista e di lotta di classe, all’interno della struttura capitalistica della società statunitense.
Ancora oggi il ten point plan, il “piano dei dieci punti” alla base dell’azione politica delle Pantere Nere, mostra tutta la sua attualità:
bpp 50
Vogliamo la libertà, vogliamo il potere di determinare il destino della nostra comunità nera
Vogliamo piena occupazione per la nostra gente
Vogliamo la fine della rapina della nostra comunità nera da parte dell’uomo biancoVogliamo

pc 19 ottobre - Un altro sciopero delle donne. Dopo la Polonia, ora l' Argentina - Si generalizza una grande forma di lotta introdotta in Italia dal Movimento Femminista Rroletario Rivoluzionario

Argentina. Sciopero delle donne dopo lo stupro di una sedicenne


argentina

Cinquanta collettivi di donne hanno indetto per oggi uno sciopero contro la violenza di genere, dopo l'ultimo brutale caso di cui è rimasta vittima una studentessa di soli 16 anni.
Lucia Perez è stata prelevata dalla sua scuola a Mar del Plata, costretta ad assumere cocaina, stuprata e "impalata" con un "oggetto non specificato", con conseguente emorragia interna che ne ha causato il decesso, avvenuto l'8 ottobre scorso. La studentessa, in fin di vita, era stata lavata e rivestita per mascherare lo stupro e poi portata in ospedale da due spacciatori di droga, secondo i quali era andata in overdose, ma i medici avevano subito notato gli evidenti segni di violenza sessuale e tortura. L'autopsia ha subito rivelato la terribile sorte subita dalla ragazza.
"Sono una madre e una donna e nella mia carriera ho visto migliaia di cose, ma niente pari a questa sequenza di atti ripugnanti", ha detto la procuratrice Maria Isabel Sanchez.

L'omicidio della studentessa è solo l'ultimo caso di violenza contro le donne registrato in Argentina, dove si sono tenute diverse manifestazioni di piazza. Per oggi i collettivi femministi e varie organizzazioni hanno invitato le donne argentine a "scioperare" per un'ora, dalle 13 alle 14, e a

pc 19 ottobre - LA NUOVA LEGGE CONTRO IL CAPORALATO: MA LA "FATTISPECIE-BASE" DEL REATO SI CHIAMA SFRUTTAMENTO PER IL PROFITTO

Ieri la Camera dei deputati ha approvato definitivamente il disegno di legge contro il cosiddetto caporalato che estende responsabilità e sanzioni per i “caporali” e gli imprenditori che fanno ricorso alla loro intermediazione. 

La nuova legge – che si compone di 12 articoli – riscrive il reato e introduce una fattispecie-base che prescinde da comportamenti violenti, minacciosi o intimidatori prima previsti e trasforma il caporalato caratterizzato dall’utilizzo di violenza o minaccia in un sottogenere della fattispecie base. Inoltre, introduce la sanzionabilità anche del datore di lavoro e non solo dell’intermediario, prevede l’applicazione di un’attenuante in caso di collaborazione con le autorità, l’arresto obbligatorio in flagranza di reato, la confisca dei beni, in alcuni casi.
Nell’elenco degli indici di sfruttamento dei lavoratori aggiunge il pagamento di retribuzioni palesemente difformi da quanto previsto dai contratti collettivi. Il disegno di legge, poi, aggiunge il delitto di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro tra i reati per i quali (in caso di condanna o di applicazione della pena su richiesta delle parti) è sempre disposta la confisca obbligatoria del denaro, dei beni o delle altre utilità di cui il condannato non possa giustificare la provenienza. La nuova formulazione prevede di base la reclusione da uno a sei anni e una multa da 500 a 1.000 euro per ogni lavoratore reclutato.
Il provvedimento prevede l’assegnazione al Fondo antitratta dei proventi delle confische ordinate a seguito di sentenza di condanna o di patteggiamento per il delitto di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro e estende le finalità del Fondo antitratta anche alle vittime del delitto di caporalato: le due situazioni sono ritenute simili e spesso le stesse persone sfruttate nei lavori agricoli sono reclutate usando i mezzi illeciti come la tratta di esseri umani. L’ultima parte della legge introduce infine misure di sostegno e di tutela del lavoro agricolo come il potenziamento della Rete del lavoro agricolo di qualità, che dovrebbe raccogliere, certificare e “bollinare” le aziende virtuose e un piano per la sistemazione logistica e il supporto dei lavoratori stagionali.

pc 19 ottobre - Almaviva Palermo: i lavoratori occupano la sede dell'azienda per contrastare i licenziamenti travisati da trasferimenti

Almaviva: trattativa sui trasferimenti in stallo, due giorni di sciopero a Palermo

Nulla di fatto al vertice sui trasferimenti di 397 dipendenti a Rende. L'azienda che ha vinto l'appalto Enel disposta a assumere solo un parte di lavoratori: no dei sindacati. Occupata la sede di via Marcellini, l'azienda: "Inammissibili proteste fuori da legalità"
Dopo l'ennesimo tavolo di trattative conclusosi con un nulla di fatto, i sindacati vanno allo scontro aperto. Le principali sigle impegnate nella vertenza riguardante il call center Almaviva, hanno proclamato due giorni di sciopero per protestare contro il trasferimento a Rende, in provincia di Cosenza, dei 397 dipendenti palermitani che lavorano alla commessa Enel. L'agitazione riguarderà il solo sito di Palermo, dove oggi e domani dovrebbero incrociare le braccia i centralinisti di tutte e due le sedi. Ma pare che non molti tra i lavoratori di via Filippo Cordova, dove sono gestite le commesse che rimarranno sicuramente in Sicilia, abbiano aderito allo sciopero. I locali di via Tommaso Marcellini, dove fanno base gli addetti Enel, sono stati occupati.

Ieri Enel ed Exprivia, la nuova assegnataria dell'appalto, hanno incontrato i rappresentanti dei lavoratori al ministero dello Sviluppo economico, con la mediazione della vice ministra Teresa Bellanova. La proposta di applicazione delle clausole sociali fatta dall'azienda di Molfetta, che ha prospettato l'assunzione di 130 full time o, in alternativa, di 260 lavoratori a quattro ore, al terzo livello e senza scatti di anzianità, è stata respinta. Per i sindacati, infatti, si tratterebbe di un insoddisfacente paracadute che non coprirebbe tutti i 397 addetti coinvolti nella procedura. Si avverano, così, i peggiori timori dei dipendenti, che avevano ipotizzato uno scenario di questo tipo.

Le segreterie di tutte le organizzazioni coinvolte avevano chiesto il ritiro dei trasferimenti e il reimpiego dei lavoratori su altre commesse, o in alternativa che Enel prorogasse la concessione ad Almaviva, in scadenza il 31 dicembre. Su queste proposte il tavolo è stato riaggiornato a domani. Intanto, tra soli cinque giorni i primi 154 dipendenti palermitani dovranno prendere servizio in Calabria.

Almaviva: "Inammissibili proteste fuori da legalità". In una nota Almaviva Contact "giudica inammissibili forme di protesta che si collocano fuori dalla legalità, come quelle in corso a Palermo. Oltretutto, nelle stesse ore nelle quali le problematiche sollevate sono all’attenzione delle Istituzioni competenti. La Società assumerà ogni opportuna iniziativa a tutela della legalità, della continuità delle attività e della sicurezza delle persone che vi lavorano".
 

pc 19 ottobre - G8 Genova 2001: una buona sentenza, ma una rondine non fa primavera

“G8, Costituzione violata”: risarcimento record concesso a manifestante tedesca

“G8, Costituzione violata”: risarcimento record concesso a manifestante tedescaIl giudice civile ha riconosciuto alla donna, allora 22enne, danni morali e fisici per 175 mila euro. La conseguenza dell'esperienza traumatica vissuta da testimone nella scuola ed alla caserma

L'Italia che il 4 dicembre voterà per modificare la Costituzione non ha ancora una legge per punire la tortura. Ciò nonostante, lo Stato italiano pagherà 175 mila euro di risarcimento ad una giovane donna tedesca che nel G8 del 2001 attraversò i gironi dell'infamia in divisa: le botte e le false accuse alla Diaz, le botte e le umiliazioni nella prigione di Bolzaneto.
La giudice del tribunale civile di Genova Paola Luisa Bozzo Costa ha riconosciuto che Tanja W. all'epoca appena 22enne, subì "condotte di vera e propria tortura" nonché la "lesione di diritti della

pc 19 ottobre - Processo per i morti da amianto all'Olivetti - inchiodate le responsabilità dei padroni assassini

Sentenza Olivetti sulle morti per amianto, le motivazioni del giudice: “Figure apicali responsabili sui decessi”

«Risulta provata la effettiva titolarità a capo di Carlo De Benedetti, Franco De Benedetti e Corrado Passera delle figure di datori di lavoro, titolari di pertinenti poteri e connesse responsabilità nella specifica materia in esame». È questo uno dei passaggi conclusivi delle 170 pagine del dispositivo firmato dal giudice del Tribunale di Ivrea, Elena Stoppini e riguardante le motivazioni che spiegano le 15 condanne per omicidio colposo e lesioni colpose in concorso nel processo sulle vittime da esposizione all'amianto alla Olivetti.
Nel corposo documento il giudice sposa in pieno la linea dell'accusa, in aula rappresentata dai pm,

pc 19 ottobre - Padroni sfruttatori e truffatori ai danni degli operai immigrati - Bastardi!

Ad Asti al via il processo per truffa ai danni di 130 bengalesi. Un caso di caporalato applicato alla fabbrica?

Ad Asti al via il processo per truffa ai danni di 130 bengalesi. Un caso di caporalato applicato alla fabbrica?
Si è aperto con una sorpresa il processo per truffa ai danni di 130 lavoratori bengalesi. Solo due di loro infatti sono stati ammessi come parte civile dal giudice Fabio Liuzzo del Tribunale di Asti.
La vicenda ha inizio nell’aprile 2013, quando due bengalesi, Jamal Miah e Musum Hussein, diramano un appello ai connazionali residenti in Italia. La voce circola tra la comunità, la proposta è allettante: 1.055 euro al mese per fare l’operaio con contratto a tempo indeterminato. Ma per entrare

pc 19 ottobre - solidarietà agli antifascisti fiorentini

Se toccano uno, toccano tutti! Solidarietà agli antifascisti!

Il prossimo 24 ottobre andrà a sentenza il processo riguardante i fatti di via della Scala, dopo che in primo grado è stata emessa una condanna di 8 mesi contro 11 antifascisti fiorentini per tentate lesioni. Ricordiamo i fatti: la mattina del 6 Novembre 2009 i compagni vengono svegliati nel cuore della notte, sottoposti a perquisizione e condotti in questura, con l'accusa di aver tentato un assalto alla sede di Forza Nuova il 23 Maggio. La realtà dei fatti di quella sera è molto diversa: tanti compagni sono accorsi in soccorso di una ragazza accerchiata da dieci nazisti che giravano indisturbati per il centro storico armati di catene e bastoni, dopo aver aggredito un giovane che usciva da un concerto. Le testimonianze spontanee che confermavano la verità dei fatti sono state ignorate e, come è successo in tanti altri casi, a finire condannati sono stati gli antifascisti.

Non ci stupiamo certo della connivenza di tribunali e polizia con i fascisti. Piuttosto vogliamo sottolineare il clima repressivo sempre più pesante che si vive a Firenze. Partiamo dalle condanne in appello che hanno colpito, prima dell'estate, 8 compagni per aver contestato nel 2009 la presenza di Forza Nuova a Rignano. A metà novembre andrà a sentenza il processo contro il movimento fiorentino, che vede imputati 86 compagni, e nelle settimane successive si apriranno ben 4 nuovi procedimenti che colpiscono oltre 40 compagni che negli ultimi anni si sono opposti alla presenza dei fascisti a Firenze oppure sono scesi in piazza per contestare il PD nel giorno dell'approvazione del job act. Infine, pochi giorni fa gli studenti medi in corteo sono stati caricati a freddo su ordine del capo della digos Pifferi. Il messaggio è chiaro: qualsiasi manifestazione che esca dai limiti di compatibilità sempre più ristrette deve essere duramente repressa.

In uno scenario di crisi e di guerra, l'arma della repressione diventa sempre più importante per la borghesia. Perciò si colpisce sistematicamente chi sciopera davanti ai cancelli, chi si oppone ai licenziamenti, ai tagli, alle spese militari, alle opere inutili come il Tav o gli inceneritori. Si colpiscono, con la complicità dei presidi, gli studenti che occupano le scuole per rivendicare un'istruzione libera dalle logiche del profitto. Allo stesso modo si colpisce chi si oppone alla presenza dei fascisti, alla loro propaganda razzista, che altro non fa che rilanciare la spinta reazionaria e guerrafondaia dei governi. Si colpisce con la violenza degli sbirri e dei tribunali, ma anche con la violenza di fascisti, capi, capetti e crumiri, certi di trovare tribunali complici, come è successo a Piacenza dove la violenza padronale ha assassinato Abd El Salam. Si colpisce attraverso l'indifferenza di molti, che si voltano dall'altra parte perché a essere toccati sono altri, fino al giorno in cui a essere toccati saranno loro.

La repressione è un fronte di lotta fondamentale, e la solidarietà rappresenta l'arma più importante per questa lotta. Ci vogliono divisi tra "buoni" e "cattivi" così come ci vogliono divisi tra italiani e immigrati, tra garantiti e precari, tra giovani e vecchi. La nostra risposta deve essere la solidarietà di classe. Contro la repressione rafforziamo la solidarietà verso i compagni colpiti per il loro antifascismo: se toccano uno, toccano tutti!

LUNEDI 24 OTTOBRE, nel giorno della sentenza di appello, DALLE 9:30 PRESIDIO DI SOLIDARIETÀ con gli antifascisti sotto processo davanti al Tribunale di Firenze, viale Guidoni.

Firenze Antifascista

pc 19 ottobre - 21 ottobre tutti in lotta - sciopero generale e manifestazioni in ogni città - slai cobas per il sindacato di classe coordinamento nazionale

pc 19 ottobre - A Bergamo divieto di manifestare per i lavoratori della logistica dello Slai cobas per il sindacato di classe in lotta!

comunicato stampa

Depositato dal sindacato il ricorso gerarchico al Prefetto di Bergamo contro i dispositivi della Questura che per ben due volte a settembre ha vietato un corteo a Calcinate davanti alla sede di Italtrans ai lavoratori delle cooperative e dell'appalto di Brignano kamila/Italtrans/Agorà.
Un provvedimento che ha negato al sindacato, il diritto a manifestare e la possibilità di un'azione incisiva, determinante nella lunga vertenza ancora in corso con le cooperative dei magazzini della logistica di Brignano Calcinate Basiano.

Alle 12.30 di oggi si terrà un incontro sindacale nell'appalto di Kamila di Brignano.

Slai cobas per il sindacato di classe Bergamo