giovedì 22 settembre 2016

pc 22 settembre - Renzi e “Industria 4.0”: una “cabina di regia” per grandissimi regali ai padroni!

Sono giorni di svolta, questi, per il capitalismo italiano. Sono giorni in cui i padroni festeggiano e si apprestano a festeggiare ancora di più non appena le loro richieste saranno inserite definitivamente nella finanziaria che il loro servo Renzi si appresta a varare! È l’operazione “Industria 4.0” che aiuta a rendere ancora più chiaro il concetto di cosa intendiamo quando parliamo di “borghesia al servizio del capitale”.
La crisi profonda da sovrapproduzione porta i capitalisti a non investire più e a resistere alla concorrenza e a non rischiare i propri soldi. È qui che arriva ancora una volta in aiuto il governo, e infatti, ieri, all’incontro con i padroni industriali, Renzi non stava nella pelle mentre spiegava la possibilità di avvalersi del nuovo programma che dovrebbe portare a nuovi investimenti; in sostanza il governo mette sul piatto 13 miliardi che possono diventare di più perché possono attivare 10 miliardi di investimenti privati aggiuntivi che passerebbero da 80 a 90 miliardi, ma adesso i padroni “devono crederci” dice Renzi! Che significa che adesso non possono più accampare scuse per non fare investimenti!

Nemmeno i padroni stavano nella pelle, a dire il vero, perché si tratta di una vera e propria manna dal cielo, visto il livello della crisi, dei conti pubblici, delle difficoltà che Renzi dice di avere nel reperire soldi per qualsiasi cosa, dai contratti dei dipendenti pubblici, all’accoglienza degli immigrati solo per fare alcuni esempi!
Oggi sul Sole 24 Ore gli scribacchini si sperticano in lodi per il governo che questa volta ha indovinato che tipo di “politica industriale” mettere in campo!
Finalmente, dicono i padroni, una “politica dell’offerta” per una “svolta produttiva”. La “politica dell’offerta” viene contrapposta alla “politica della domanda”, detto in altre parole, il governo non deve dare soldi nelle mani di pensionati, lavoratori, disoccupati ecc. (cioè soldi che servono per acquistare beni, servizi, ecc., è questa la “domanda”) ma deve dare invece soldi direttamente alle aziende così che, comprando macchinari nuovi e tecnologicamente avanzati possono produrre di più e “offrire” al mercato merci a prezzi più concorrenziali, e tutto questo dovrebbe fare “ripartire l’economia”.


I nomi di questo nuovo fiume di soldi ai padroni sono: “superammortamento, iperammortamento,

pc 22 settembre - Una zona rossa anche a difesa del Movimento 5 Stelle!

Comunicato stampa
Palermo, 22 settembre ’16

Divieto di manifestare contro il Movimento 5 stelle: inaccettabile!

La questura di Palermo per motivi di ordine pubblico, ha proibito che si manifestasse nei pressi dell’ingresso della “festa” nazionale che il Movimento 5 Stelle ha organizzato il 24 e 25 settembre in città! Ma i problemi all’ordine pubblico li creano proprio questi politici, non i lavoratori o chi vuole protestare! Oramai i dirigenti del “Movimento” sono costretti ad avere la loro “zona rossa”, a muoversi sotto scorta, esattamente come quelli del Pd. È questo il loro modo di essere vicini ai “cittadini”! Tanto vicini! così da poterli colpire meglio!

Come hanno provato a fare con le lavoratrici e i lavoratori del settore “assistenza agli studenti disabili”, 200 a Palermo e circa 2000 in tutta la Sicilia, che grazie ad un articolo inserito nella Finanziaria Bis, emendato e sostenuto dai 5Stelle, li avrebbe licenziati tutti in una volta sola!
Certo, la lunga lotta di questi lavoratori ha portato alla cancellazione dello schifoso articolo che prevedeva l’uso dei voucher e il passaggio del servizio ai collaboratori scolastici. Ma nonostante l’abolizione imposta con la lotta e il lavoro che riparte per 148 dei 168 che erano stati licenziati, ma è ripartito solo a Palermo! resta il fatto che ancora un gran numero di lavoratori è a spasso.

La “sensibilità” che i grillini hanno espresso nei confronti dei “risparmi” che con questo articolo inserito in Finanziaria la Regione, soprattutto tramite l’assessore Baccei del PD, pensava di ottenere, si sarebbe scaricata tutta anche sugli studenti disabili che non avrebbero potuto avere il servizio come è giusto che sia e come è previsto dalle leggi attuali.

È questo il concetto di “onestà” di 5Stelle! Ma di quale onestà parlano! Sarebbe onestà fare leggi che licenziano lavoratori? O che peggiorano i servizi? O è quella che li porta a sedere accanto ai “mafiosi” e “delinquenti”, gli stessi che denunciavano prima di entrare nel Palazzo? O quella che li porta a dire che comunque visto che sono pochi non possono fare niente!? saranno pochi ma i soldi pubblici li incassano, e come!!! Esattamente come la “casta” che denunciavano prima di cominciare a gestire insieme a tutti gli altri gli affari dello Stato…  si tratta di un partito come gli altri che prova ad ingannare le masse con frasi piene di parole come “onestà” “trasparenza” “legalità” ecc. ecc. È anche per questo, per continuare a smentire le falsità di questo partito, che la nostra organizzazione sindacale ha deciso di manifestare in occasione del giorno di apertura della “festa”. Perciò riteniamo la decisione della questura assolutamente inaccettabile, si tratta di una violazione di un diritto riconosciuto anche dalla Costituzione!

Slai cobas per il sindacato di classe
Via g. del duca 4 – Palermo

pc 22 settembre - FORMAZIONE OPERAIA - CONTRO LE TEORIE RIFORMISTE E PACIFISTE DELL'IMPERIALISMO

2° parte del capitolo 7°: 
"L'imperialismo, particolare stadio del capitalismo".



Lenin approfondisce l'analisi delle posizioni erronee di Kausky, in particolare la sua riduzione dell'imperialismo all'espansione del capitale industriale, all'occupazione di territori agrari, di quelli che sono le potenziali colonie; e quindi, la sua riduzione sostanzialmente ad una politica di annessione, e, ancora, a ridurre l'imperialismo alla questione nazionale dei paesi, per così dire, annessi.
Per questo Lenin è costretto a ribadire che lo stato di sviluppo del capitalismo, il dominio del capitale finanziario, è la base economica dell'imperialismo.
Così come, evidentemente, non è semplicemente di territori agrari che si “nutrono” gli imperialismi, ma, dice Lenin: “Esso ha smania di mettere mano anche su paesi fortemente industriali”. E, peraltro,

pc 21 settembre - LA CAMPAGNA PROLUNGATA DI PROLETARI COMUNISTI/PCm per la GRANDE RIVOLUZIONE CULTURALE PROLETARIA

La campagna di proletari comunisti - PCm in Italia per il 50° anniversario della Grande rivoluzione culturale proletaria è cominciata e si svilupperà in maniera più intensa, prima e dopo la celebrazione internazionale che si tiene il 14 ottobre in Brasile a cui partecipiamo.
Si tratta di una campagna prolungata, data l'ampiezza della questione da propagandare, analizzare, approfondire, proporre e riproporre a livello teorico, ideologico e politico, a livello nazionale nel movimento comunista e rivoluzionario, a livello di massa, tra i proletari, studenti, donne, intellettuali, masse popolari, e a livello internazionale insieme ai partiti e organizzazioni comuniste mlm nel mondo.

Questa campagna è partita  a livello internazionale con la Dichiarazione Congiunta del 1° Maggio, cui è seguita in Italia, per iniziativa del MFPR il 14 maggio con la commemorazione di Chiang Ching, la pubblicazione in questo blog della circolare del 16 Maggio 1966, la pubblicazione di un

pc 22 settembre - Nel paese degli sfruttatori l'omicidio padronale è un diritto

Da Enzo Pellegrin, avvocato delle parti civili operai-lavoratori- cittadini processo Ilva Taranto
17/09/2016

"Nel paese della bugia, la verità è una malattia"

Questa bella frase di Gianni Rodari dovrebbe essere ricordata a coloro che si stupiscono e si indignano per la veloce decisione della Procura di Piacenza di qualificare l'uccisione di Abd Elsalam Ahmed Eldanf, operaio della GLS logistica e sindacalista, come "omicidio stradale".
Si potrebbe chiosare: "Nel paese degli sfruttatori l'omicidio padronale è un diritto"

Non si tratta di fare riflessioni moralistiche. Non si tratta di indignarsi contro la "crudeltà" dell'impresa e dei suoi dirigenti, o sulla poca sensibilità del "crumiro" che ha travolto Abd Elsalam con il suo camion.
Non si tratta neppure di adombrare malversazione, incapacità, connivenza dei pubblici o privati poteri

mercoledì 21 settembre 2016

pc 21 settembre - Via le truppe imperialiste USA dalle Filippine

Protestas en Filipinas contra la presencia militar estadounidense


La presencia militar estadounidense desencadenó el pasado viernes una manifestación frente de la embajada de Estados Unidos en Manila, la capital. 
En un acto de protesta, los manifestantes se congregaron frente a la embajada de EEUU y condenaron la presencia de las tropas estadounidenses en la isla de Mindanao, al sur del país. 
Los manifestantes, convocados por la organización izquierdista Bagong Alyansang Makabayan (conocida como Bayan), corearon consignas antiestadounidenses y alzaron pancartas en las que se podía leer: “Paren de violar nuestra patria” y “EEUU el terrorista número 1”.
“Han pasado exactamente 25 años desde el rechazo histórico del tratado militar, y (ahora) un presidente filipino trata de aplicar una política exterior independiente. Es cuestión de tiempo”, dijo el secretario general de Bayan Renato Reyes en un comunicado, según un informe de la agencia noticiera filipina INTERAKSYON.
“Los filipinos deben liberarse de las relaciones neocoloniales con EEUU. Todos los acuerdos desiguales deben terminar. Todas las formas de intervención deben parar. Es la única vía por la que podremos desarrollar como nación”, adujo.

pc 21 settembre - CHI STA "REMANDO CONTRO" ALL'ILVA DI TARANTO...

1 - Gravi e sconcertanti dichiarazioni del Procuratore Capristo sulla morte all'Ilva di Taranto dell'operaio Giacomo Campo

(Dalla stampa) - Il Procuratore: «Sono piuttosto preoccupato di quanto sta avvenendo, attraverso iniziative che definirei scomposte. Ho l’impressione, ma è solo un’impressione, che qualcuno stia remando contro»....
...A questo punto si potrebbe azzardare una ipotesi: il procuratore alludeva al fatto che sul nastro trasportatore incriminato è stata riscontrata una lesione anomala, incompatibile con i lavori effettuati di recente proprio su quella struttura?".

Ma con questa dichiarazione “sibillina”, il nuovo Procuratore di Taranto ha lanciato un allarmismo - questo sì "scomposto" - che ha come effetto di coprire le vere responsabilità dei Commissari e del governo sulla morte dell'operaio Giacomo Campo.
All'Ilva chi sta "remando contro" la sicurezza degli operai sono i Commissari che stanno mandando la fabbrica alla deriva, non facendo neanche l'ordinaria manutenzione, una fabbrica dove, come denunciano da tempo gli operai, manca di tutto, pure i Dpi, gli impianti sono sempre più insicuri, e gli operai vengono mandati allo sbaraglio. Prima o poi l'infortunio grave doveva succedere, e quello di Giacomo è un'assassinio annunciato. Per non dire che tutta questa situazione in fabbrica è già costata dalla gestione dei Commissari 4 morti! Ma questo il Procuratore non lo dice!
All'Ilva chi sta "remando contro" è il governo Renzi che con i suoi decreti ha rinviato addirittura al 2019, o, meglio, ai nuovi padroni dell'Ilva (?!) gli interventi di risanamento degli impianti e delle aree più pericolose, tra cui proprio i Treni nastri. Ma questo il Procuratore si guarda bene dal dirlo!

Ci manca poco che il Procuratore parli di "terrorismo", per deviare dagli accertamenti sulle vere responsabilità, sui veri mandanti della morte di Giacomo e degli altri operai all'Ilva.

2 - Il Presidente della Corte d'Assise vuole mettere fuori le "parti civili" dal processo Ilva?

Voci sempre più insistenti e di addetti ai lavori, dicono che il presidente della Corte d'assise vorrebbe respingere tutte le costituzioni di parte civile di lavoratori Ilva, appalto Ilva, cimiteriali, familiari di lavoratori o persone morte, di abitanti dei quartieri inquinati, con la scusa che sia lavoratori che familiari potrebbero reclamare diritti risarcitori in sede civile.
Questo sarebbe scandaloso e gravissimo! In realtà si vuole lasciare il processo in mano ad avvocati e giudici, per non disturbare il manovratore; di fatto un gran favore agli imputati che farebbero di tutto, senza timore di opposizione delle parti civili, per fare un processo truffa e portarlo alla prescrizione.

Questo non deve assolutamente accadere! E non accadrà se soprattutto al processo si sente forte la presenza dei lavoratori e masse popolari di Taranto.
Rispetto a questo, è "criminale" dire, come fanno alcuni ambientalisti, che al processo non bisogna andare per lasciar fare ai giudici e non dare pretesti agli avvocati di Riva e company.
La realtà, anche dei processi Eternit, Thyssen, ha invece dimostrato l'esatto contrario! Solo la presenza continua delle parti civili e dei lavoratori, cittadini impedisce di fare processi farsa! 

pc 21 settembre - Renzi e l'imperialismo italiano sempre più legati e alleati all'imperialismo USA

Matteo Renzi ha ritirato dalle mani di John Kerry, questa notte a New York City, il global citizen award. Un premio dedicato a chi tra le personalità di spicco del mondo politico e mediatico ha lavorato maggiormente per rinsaldare e rafforzare le relazioni transatlantiche...in pratica è stato premiato come miglior amico e collaboratore dell'imperialismo USA nel resto del mondo.
RENZI AMICO DEGLI USA....NEMICO DEL POPOLO!

pc 21 settembre - Nuovo omicidio dei serial killers della polizia USA - nuova rivolta a Charlotte

Dopo Terence Crutcher in Oklahoma lunedì scorso, l'assassinio 
di Keith Lamont Scott ieri è l'ennesimo di un afroamericano 
da parte della polizia. Freddato per l’intolleranza e il delirio razzista
che è tratto unificante della sequela di uccisioni dei cops ai danni
di persone di colore negli stati federali dell’ America,
questa volta l’omicidio è avvenuto a Charlotte,
nella Carolina del Nord.
...secondo le testimonianze di coloro che stavano assistendo
 alla scena nei paraggi, solo per il poliziotto sarebbe stato armato,
e stava leggendo alla fermata del bus mentre attendeva
il figlio di ritorno da scuola). I principali media locali e
 internazionali filo-statunitensi hanno sentenziato 
che fosse armato, il che ha scatenato l’amaro sarcasmo 
di molte persone nei social che hannodenunciato la fuorviante 
distorsione in “era armato.. di libro”.

pc 21 settembre - Licenziati Fiat Pomigliano... il 30 settembre la sentenza?

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Il nostro legale ci ha comunicato che la Corte, in merito al pronunciamento sulla nostra causa, si è avvalsa di una norma della legge Fornero che consente di emettere sentenza, completa di motivazioni, dieci giorni dopo la conclusione del processo. Ragion per cui conosceremo l'esito dello stesso in data 30 settembre.
Riteniamo che questa decisione sia il risultato di una discussione in atto tra i giudici del collegio che necessita di tempo per giungere a risoluzione ed esperire un giudizio condiviso e ben ponderato. Contrariamente a quanto si attendevano i vertici FCA, per i quali l'esito doveva essere scontato e immediato.
I giudici sono invece ben consapevoli che questa vertenza nel merito afferisce alla tutela del diritto di opinione, di critica e di satira di tutte le lavoratrici e i lavoratori e che il loro pronunciamento sia decisivo per l'affermazione di questi diritti costituzionalmente garantiti.
Siamo pertanto fiduciosi e restiamo in attesa.
Comunichiamo inoltre che manterremo il nostro presidio in Piazza Municipio fino a quando non sarà resa pubblica la sentenza.


I 5 licenziati

pc 21 settembre - Turchia - isolare e colpire il regime islamo-fascista di Erdogan - sostenere le forze rivoluzionarie turche e curde

Turchia, “regime islamo-fascista nel cuore dell’Europa”


lupigrigi

"Un regime islamo-fascista nel cuore dell'Europa, un Paese in cui oltre 100 giornalisti sono in prigione, in carceri ridotte in condizioni tremende". Così ha definito la Turchia l'81enne Dogan Ozguden, giornalista e già membro del Partito Operaio Turco (TIP), ospite della prima giornata di "Imbavagliati", il Festival Internazionale di Giornalismo Civile che porta al Palazzo delle Arti (PAN) di Napoli....: "Il colpo di stato di luglio – ha spiegato – ha solo legittimato una repressione già in atto e intanto la Turchia continua a sedere nel Consiglio d'Europa e si parla ancora del suo ingresso nell'Unione Europea". Il giornalista ha raccontato la sua storia professionale e le forme anche violente di censura che ha subito,

pc 21 settembre - I vertici corrotti e venduti della Uil devono essere processati e sanzionati dai lavoratori

Lo slai cobas per il sindacato di classe coordinamento nazionale, a fronte di fatti così gravi ritiene che nelle fabbriche e nei posti di lavoro bisogna denunciare e organizzare un processo popolare pubblico contro questa gente e chi li spalleggia in fabbrica.
Sin da oggi all’Ilva Taranto la questione è stata portata nei presidi organizzati.
Ma intendiamo condurre questa campagna a fondo e con tutti i mezzi necessari
compreso una giornata nazionale di "sanzionamento" delle sedi Uil da organizzare nelle prossime settimane

Slaicobas per il sindacato di classe
347-1102638

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A PROCESSO VERTICI UIL: "CROCIERE E GIOIELLI CON I SOLDI DEL SINDACATO"Accuse al segretario Barbagallo e al suo predecessore Angeletti. 
"I due viaggi nei mari d'Europa sono costati 16mila euro ciascuno"


ROMA, 1 - In crociera con i soldi della Uil. È l’accusa di cui devono rispondere il segretario nazionale Carmelo Barbagallo e il suo predecessore Luigi Angeletti: i due sono infatti

pc 21 settembre - A MILANO, PRESENTAZIONE DEL LIBRO "DONNE NELLA RESISTENZA" DEL MFPR


pc 21 settembre - TORINO - OPERAI E ANTAGONISTI BLOCCANO LA SEDE DI GLS, PER L'ASSASSINIO DELL'OPERAIO DI PIACENZA

La protesta dopo la morte di un operaio a Piacenza, travolto da un camion

Il presidio davanti all’ingresso della sede di strada Bertolla




20/09/2016 di federico genta
torino

Dalle otto di questa sera, martedì, decine di persone stanno bloccando l’ingresso dei magazzini della Gls Corriere Espresso di Strada Comunale da Bertolla all’Abbadia di Stura. Operai, sindacati e anche un gruppo di antagonisti, si sono uniti alla protesta dopo la morte di Abd Elsalm, l’operaio di Piacenza investito da un camion mentre partecipava a un picchetto davanti all’azienda.
«Quello che vogliamo è che emerga la verità - dice Pino Larobina dell’unione sindacale di base -. Denunciamo l’assassinio padronale di un lavoratore a tempo indeterminato, padre di cinque figli, che lottava per la tutela di colleghi meno fortunati di lui. Qualcuno vuole far passare questo episodio come un semplice incidente stradale. Una ricostruzione che ci offende, perché nasconde le tensioni dietro la vertenza per il reintegro di diversi operai licenziati, proprio a Piacenza, da Gls».
Il presidio ha annunciato che resterà davanti alla sede torinese fino a notte fonda. Ai cancelli sono arrivati anche gli agenti della Digos e i poliziotti in assetto anti-sommossa. Per il momento prevale la calma e non si sono registrati incidenti».


pc 21 settembre - La mobilitazione a Taranto per la morte del giovane operaio - dal blog tarantocontro

Lo Slai cobas per il sindacato di classe all'assemblea della "piazza" sotto la Prefettura: Basta morti per il profitto!

Siamo qui per dire chiaro: basta morti sul lavoro! Basta morti da lavoro e da inquinamento!
Basta morte per il profitto!
Siamo qui per dire che padroni, governo, Istituzioni, sindacati confederali sono i veri assassini e complici degli assassini e che operai e cittadini si devono unire per una rivolta prolungata che imponga salute, sicurezza e lavoro.

Il 29 luglio abbiamo contestato in tanti Renzi, con lo slogan “Renzi assassino!”. Abbiamo reso difficile la giornata ad un deputato del governo traditore degli interessi dei lavoratori e della città, come Pelillo.
Abbiamo chiesto in tante voci un cambiamento reale nel futuro della città.
Per noi questa è la strada da seguire. Non servono manifestazioni rituali, né lamenti sempre più grandi. Basta chiedere a chi ha prodotto questa situazione di porvi rimedio.
Quello che avviene in fabbrica e in città è la violenza quotidiana del sistema del capitale, del suo Stato, del suo governo. Gli operai, le masse popolari devono lottare per mettere fine in forma rivoluzionaria a questo stato delle cose.
E' questo il vero impegno che possiamo assumere di fronte alla morte di Giacomo, come di Alessandro, e di tutti gli altri operai uccisi.

-Facciamo dell'assemblea del martedì, un'assemblea permanente e popolare.
-Organizziamo un'assemblea popolare ai cancelli dell'Ilva che preveda anche l'ingresso dentro la fabbrica, per unire popolazione e operai
-Partecipiamo in massa al processo Ilva che riprende a settembre.
-Rilanciamo la contestazione dei personaggi alla Pelillo e del sindaco e giunta squalificanti per la città e incapaci di risolvere i tanti problemi del lavoro di tanti precari e disoccupati, le bonifiche, ecc. 

L'assassinio del giovane operaio in Ilva domanda una rivolta operaia e popolare in fabbrica e in città

I Vertici con i rappresentanti del Governo e con i commissari di mercoledì, cioè con gli stessi responsabili di un assassinio annunciato sono un insulto alla famiglia di Giacomo campo e a tutti gli operai. 
Servono solo a ingannare che qualcosa deve cambiare, per non cambiare niente. 
Come si fa a parlare di sicurezza quando è il governo in prima persona e i suoi commissari che rinviano per decreto al 2019 le bonifiche in fabbrica, il risanamento degli impianti, quando non spendono un centesimo neanche per la manutenzione ordinaria, quando vogliono svendere la fabbrica a nuovi padroni che come Riva e peggio di Riva puntano solo al massimo profitto, con massimo sfruttamento e minimo costo del lavoro, prima di tutto i costi "inutili" sulla sicurezza?
RIBELLIAMOCI!

Un operaio Ilva intervistato su "Il Fatto quotidiano" ha denunciato:
“Ho chiamato il responsabile dei gruisti intorno alle sette del mattino. Gli ho detto di venire al ‘reparto stock house afo 4’ per occuparsi del ‘contro-peso’. Lui mi ha risposto che era stato già avvertito, che stava arrivando, ma quando s’è presentato con la gru, purtroppo, la tragedia era già avvenuta: erano quasi le 8. Giacomo era già morto stritolato, schiacciato tra il nastro e il rullo. Qualcuno ha deciso di avviare la pulizia prima che la gru bloccasse il contrappeso, allentandone la tensione del nastro, fermandone qualsiasi movimento. Immagino che sia accaduto per liberare subito il nastro, per avviare la manutenzione, la sostituzione del pezzo da riparare, per ripristinare il prima possibile la messa in marcia e la produzione.

Nopn riesco a darmi un'altra spiegazione. Giacomo non avrebbe dovuto essere lì dov'era, perchè era oltre i passamani, cioè le barriere di sicurezza: quindi li ha dovuti scavalcare. Perchè? E chi gli ha detto di fare le pulizie proprio lì?".
E via via vengono fuori altre notizie:
Giacomo viene al lavoro nel suo giorno di riposo perchè bisognava ripulire il nastro che porta la ghisa nell'altoforno 4. Giacomo era assunto con contratto a tempo determinato rinnovato di volta in volta negli ultimi due anni.
Questi fatti mostrano ancora una volta come questa ennesima morte è stata un assassinio, pienamente interno alle condizioni di lavoro nel''appalto e in Ilva e alla logica della produzione prima di tutto e prima possibile.
Una logica che sta inevitabilmente anche nella testa dei sindacati confederali. La stessa Fiom, nel denunciare la carenza di manutenzione ordinaria e che viene prima la produzione e poi la sicurezza, però dice: “E ora, oltre la tragedia umana, si rischia di perdere anche la produzione dell'altoforno 4: se non si riattiva in tempi brevi rischia di saltare questa linea produttiva”. 

martedì 20 settembre 2016

pc 20 settembre - DOMANI, SCIOPERO NAZIONALE: BASTA MORTI PER IL LAVORO! IL VOLANTINO DELLO SLAI COBAS SC ILVA

OPERAI, 

lo Slai cobas per il sindacato di classe aderisce allo sciopero generale nazionale indetto per mercoledì in tutte le fabbriche metalmeccaniche, per la morte del giovane operaio, Giacomo Campo, nell'appalto Ilva. Siamo consapevoli che ci vorrebbe molto di più in termini di ore e forme dello sciopero, e lì dove è possibile stanno andando oltre le indicazioni sindacali; ma questo sciopero nazionale è un punto di partenza e nasce dalla piena consapevolezza del valore nazionale per la classe operaia e per tutto il mondo del lavoro di ciò che sta succedendo all'Ilva e a Taranto.
L'Ilva è la più grande fabbrica del nostro paese, l'Ilva è la fabbrica col maggior numero di morti sul lavoro, da sempre, quando era fabbrica di Stato, Italsider, quando è stata nelle mani dirette di padron Riva, quando è come oggi una fabbrica nei fatti nelle mani del governo e dei commissari da esso nominati. E' la produzione per il profitto nelle mani dei padroni assassini e dello Stato dei padroni che produce morte e inquinamento. E' mettere fine alla produzione per il profitto l'unica soluzione per mettere fine alla strage infinita.

Questo deve essere detto in tutte le fabbriche e in tutte le forme, oltre la necessaria solidarietà, oltre l'urgente necessità di misure immediate e concrete da rivendicare e ottenere all'Ilva come in tutte le fabbriche in materia di sicurezza sul lavoro e contro l'inquinamento.
Siamo per lo sciopero generale, ma non siamo per la linea e la prassi dei sindacati confederali.
I sindacati confederali sono stati in questi anni complici all'Ilva, dell'industria di Stato, di padron Riva e sono oggi complici dei decreti del governo Renzi e dei suoi commissari.
In questa fabbrica a tutela della salute e sicurezza e a freno delle emissioni inquinanti, il sindacato non c'è, manca il sindacato di classe, e di conseguenza mancano delegati, Rls in grado di contrastare quotidianamente quello che succede. Anche i sindacati non compromessi con l'azienda, si lamentano, strillano, denunciano, ma non fanno quello che c'è da fare, non lottano e rischiano in prima persona per fermare gli impianti quando mettono a rischio la vita, fermare il lavoro, come le leggi già esistenti consentono, non controllano i lavori prima, durante e dopo, e quindi anche coloro che si credono assolti sono anch'essi coinvolti.
Istituzioni, Prefettura, Enti di controllo fanno inutili Vertici, si inventano Task force che finora sono stati già fatti ma non hanno prodotto alcun miglioramento, mentre non si vuol fare ciò che chiediamo da anni: mettere impostazioni ispettive fisse all'interno della fabbrica, come controllo permanente, deterrenza e riferimento immediato per quei lavoratori e quei delegati che volessero davvero reagire subito, fare qualcosa prima che la morte arrivi. Questo si deve fare comunque, non c'è l'alibi di commissari, decreti, stato dell'Ilva. Ma questo non si fa.

E' chiaro che è morto un giovane operaio delle ditte d'appalto, precario, dove si fa lavoro in ogni condizione imposto dal ricatto del contratto a tempo determinato e permesso da leggi dello Stato che istituzionalizzano la precarietà. Questa situazione deve essere rovesciata, cambiata, all'Ilva come in tutte le fabbriche italiane.
Certo, i commissari del governo hanno aggravato la situazione, sono stati rispetto a Riva e al suo manager, un rimedio peggiore del male; la linea di permettere tutto per salvare la produzione è una linea che uccide e continua ad uccidere in fabbrica e sul territorio, ma nello stesso tempo anche la linea che tanto non si può far niente perchè la fabbrica deve essere chiusa è una linea che permette tutto e di fatto lascia mano libera a chi gestisce la fabbrica di fare tutto.

Noi siamo perchè niente venga permesso, che tutto venga contrastato con la lotta, che gli operai siano seri e si uniscano per costruire l'alternativa sindacale di classe in fabbrica, che siano uniti alle masse popolari dei quartieri inquinati, ai settori che rivendicano la salute per la città, per condurre insieme questa lotta.
UNA LOTTA SENZA QUARTIERE E SENZA LIMITI. UNA LOTTA AD OLTRANZA, UNA RIVOLTA OPERAIA E POPOLARE.

SLAI COBAS per il sindacato di classe – via Rintone, 22 TA – slaicobasta@gmail.com – 3475301704 – blog tarantocontro 

pc 20 settembre - ALLA TENARIS DALMINE LO SCIOPERO PER LA MORTE DELL'OPERAIO ALL'ILVA SI ALLUNGA A 8 ORE

MERCOLEDI 21 SETTEMBRE SCIOPERO DI 8 ORE
PER TUTTI I TURNI E REPARTI TENARIS DALMINE

Due morti terribili, due morti diverse che colpiscono tutti gli operai. Con cause e responsabilità
differenti che devono essere denunciate e combattute, apertamente ogni giorno.
Piacenza, magazzini della logistica, ABD ELSALM assassinato dalla mano dei padroni, mentre
sciopera contro lo sfruttamento. LA REPRESSIONE FINO ALL'ASSASSINIO PER CHI
LOTTA!!!

Ilva di Taranto, GIACOMO CAMPO stritolato da un impianto 'fermo per manutenzione'!!! IL
PROFITTO PER I PADRONI È FINO ALLA MORTE, produrre in meno tempo, con meno operai
ad ogni costo.

Nella logistica, un settore quasi sconosciuto, di cui dopo Piacenza tutti parlano, i cosiddetti facchini
sono decine di migliaia e sono schiacciati dal sistema neoschiavista delle cooperative. Si stanno
ribellando, organizzati in maggioranza nei sindacati di classe e di base. La lotta è sempre più guerra di classe e i fatti di grave repressione sono quotidiani. Non c'è vertenza senza cariche della polizia contro scioperi e picchietti, con aggressioni alle manifestazioni da parte di squadristi, come è successo anche al nostro corteo dei lavoratori delle coop Cisa, a Calcinate, 15 giorni fa.

I dati ufficiali INAIL ci dicono che dal 1/1 2016 al 31/7/2016 ci sono stati 516 lavoratori morti!
Nella stessa Tenaris Dalmine troviamo tutte le condizioni che mettono in pericolo la salute e la
sicurezza degli operai. Gli accordi sindacali firmati da Fiom Fim Uilm e delegati, con centinaia di
esuberi, segnano un costante smantellamento della fabbrica. Cig e contratti di solidarietà usati per
rendere flessibile il lavoro e preparare nuovi esuberi. Spostamenti continui, turni flessibili e aumento
dei carichi individuali per tappare i vuoti di organico. Produrre in meno tempo e con meno operai e
sempre più precari, ad ogni costo. Ogni reparto, a partire dall'acciaieria ne è segnato.
Il dovere per gli operai non è lavorare in queste condizioni, sotto organico! Il dovere per gli operai è di battersi contro questi accordi perché vengano stracciati, per il rilancio della fabbrica, per salvare i posti di lavoro, per la sicurezza e i diritti degli operai. Per cominciare a cambiare serve una mobilitazione per una manutenzione tempestiva e nuove assunzioni!
Servono come minimo 50 assunzioni immediate per rafforzar gli organici!

Per questo scioperiamo, ma senza organizzazione e sindacato di classe non c'è cambiamento, non c'è
vittoria. Anche la nostra esperienza nei magazzini della logistica conferma che questi lavoratori, solo
quando sono entrati in massa nello SLAI COBAS per il Sindacato di Classe, hanno cominciato ad
essere forti e a contare. È la strada anche per tutti gli operai anche alla Tenaris/Dalmine.

SLAI COBAS per il Sindacato di Classe
vai Marconi 1 Dalmine sindacatodiclasse@gmail.com

Sebastiano Sabbio 3355244902 Cristian Acciaieria 3487560893
http://cobasperilsindacatodiclasse.blogspot.it
facebook: slai cobas per il sindacato di classe

Lunedì 26/9 ore 20.30 incontro per iscritti e simpatizzanti, alla nostra sede a Dalmine con i
delegati della logistica di Brignano Kamila/Italtrans/Agorà, dove oltre 200 lavoratori con lo
Slai Cobas sc, stanno resistendo da mesi, con una dura lotta, ai soprusi delle cooperative.

pc 20 settembre - La guerra sporca in Libia e in Irak dell'imperialismo italiano

La guerra segreta dell’Italia: forze speciali in Libia e Iraq. 
Decine di membri dei reparti speciali in prima linea. Ma il Parlamento è all’oscuro
Isis, la guerra segreta dell’Italia: forze speciali in Libia e Iraq. Ma il Parlamento è all’oscuro di tutto
La guerra all’Isis l’Italia la fa ma non lo dice. Operazioni militari segrete condotte dalle forze speciali e decise dal governo all’insaputa del parlamento, missioni che ufficialmente non esistono e che quindi vanno categoricamente smentite fino alla loro conclusione, fino a quando non arriva il conferimento ufficiale di medaglie e onorificenze. È accaduto dieci anni fa per l’operazione “Sarissa” della Task Force 45 in Afghanistan, decisa e sempre negata dal governo Prodi. Sta

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