venerdì 19 giugno 2015

pc 19 giugno - Pinotti: una merdosa servetta dei militari, dei mercanti d'armi, dell'imperialismo italiano

Armi, dall’Italia i pezzi per gli F16 egiziani che bombardano in Yemen e Libia
Armi, dall’Italia i pezzi per gli F16 egiziani che bombardano in Yemen e Libia

pc 19 giugno - Regime fascista turco di Erdogan assassino!

KURDISTAN

Indagine sul massacro di Parigi finalmente completa
http://www.uikionlus.com/indagine-sul-massacro-di-parigi-finalmente-completa/

" ...C’è una chiara evidenza sul fatto che il MIT [ Servizi segreti turchi ] abbia pianificato l’assassinio. Ömer Güney si è recato ripetutamente in visita in Turchia nel 2012 e risale al Gennaio 2014 una intercettazione su Internetin in cui il sospettato discute e pianifica l’assassinio con due agenti del MIT. A breve distanza, un documento intercettato: un ordine di uccidere Sakine Cansiz e un ordine di trasmettere 6000 euro a Ömer Güney per “eventuali spese”. L’AKP e il Presidente turco Recep Tayyip Erdoğan da parte loro hanno additato la Gülen Society e la sua “struttura parallela” come responsabili dell’uccisione. I servizi di intelligence francesi e turchi hanno rifiutato di condividere informazioni relativamente all’omicidio plurimo e le indagini investigative hanno rifiutato il permesso di includere il MIT. "

pc 19 giugno - Omicidio colposo e il disastro ambientale alla Tirreno Power

Tirreno Power, sono 86 gli indagati

Tirreno Power, sono 86 gli indagati
Sono 86 gli indagati per le emissioni della Tirreno Power

La Procura della Repubblica di Savona ha depositato dopo oltre un anno di accertamenti l'avviso di conclusione delle indagini.
Figurano iscritti nel registro degli indagati dirigenti di Tirreno Power, amministratori locali, ma anche funzionari di Comuni, Regione ed enti minori. Tra le ipotesi di reato avanzate dalla magistratura figurano l'omicidio colposo e il disastro ambientale per danno alla salute. Un'inchiesta che era culminata con il sequestro della centrale di Vado Ligure l'11 marzo del 2014 per presunte violazione all'Aia. L'impianto è ancora sotto sequestro.
La procura indaga su 427 morti definite 'anomale' tra il 2000 e il 2007 per malattie respiratorie e cardiovascolari.
Mentre, secondo perizie in mano alla procura, tra il 2005 e il 2012 sono stati oltre 2 mila i ricoveri di adulti per malattie respiratorie e cardiovascolari, che i magistrati temono dovuti alle emissioni della centrale. Nello stesso periodo sono stati 586, sempre secondo la procura, i bambini ricoverati per patologie respiratorie.

Nei mesi scorsi erano finiti sotto inchiesta gli ex dirigenti Massimiliano Salvi, Pasquale D'Elia, Emilio Macci, Stefano La Malfa, Gianni Biavaschi, l'ex presidente della Regione Claudio Burlando, gli ex assessori regionali alla Salute e allo Sviluppo economico Claudio Montaldo e Renzo Guccinelli, il dirigente del settore ambiente Gabriella Minervini, i sindaci di Vado e Quiliano.
Intanto l'incontro fissato per oggi  a Palazzo Chigi con la Regione Liguria, i Comuni, i sindacati e l'azienda per cercare una strada per la riapertura dell'impianto è stato rinviato al 25 giugno su richiesta della Regione. Da tempo i 250 dipendenti sono in cassa integrazione, ma il blocco della centrale coinvolge 800 persone impiegate in aziende dell'indotto.


LA STAMPA SAVONA

Sono 86 gli indagati per la centrale di Vado

Disastro ambientale per danno alla salute e omicidio colposo i reati contestati
Il procuratore Granero ieri ha firmato l’atto di conclusione delle indagini per la centrale di Vado

17/06/2015
claudio vimercati
SAVONA
Sono 86 le persone indagate per reati che vanno dal disastro ambientale per danno alla salute all’omicidio colposo. Queste le conclusioni dell’inchiesta della Procura della Repubblica di Savona sulla centrale Tirreno Power di Vado Ligure. Oggi il procuratore capo Francantonio Granero ha firmato l’atto di conclusione delle indagini che da domani verrà notificato agli indagati.  

pc 19 giugno - Gli sbirri torturatori, massacratori, assassini di Carlo Giuliani del G8 di Genova 2001 non vogliono pagare neanche il danno erariale

G8, giornalista pestato, Corte dei Conti chiede 350 mila euro: "danno erariale"

G8, giornalista pestato, Corte dei Conti chiede 350 mila euro : "danno erariale"Mark Covell

Per la Procura contabile c'è danno erariale per il caso di Mark Covell
I giudici della Corte dei Conti della Liguria dovranno decidere se condannare a un risarcimento di 350 mila euro, i poliziotti del G8 del 2001 a Genova, coinvolti a vario titolo nel pestaggio del giornalista inglese Mark William Covell. Se verranno accolte le richieste della procura a dover pagare di più saranno l'allora comandante del primo reparto mobile di Roma, Vincenzo Canterini e l'allora comandante del VII nucleo antisommossa, Michelangelo Fournier, che dovranno risarcire 340 mila euro (lesioni).
Il provvedimento riguarda anche Francesco Gratteri, Gilberto Caldarozzi, Giovanni Luperi, Spartaco Mortola, Nando Dominici, Filippo Ferri, Fabio Ciccimarra, Carlo Dio Sarro, Massimo Mazzoni, Davide Di Novi, Renzo Cerchi, Massimiliano Di Bernardini, Massimo Nucera e Maurizio Panzieri. Per loro la richiesta risarcitoria è complessivamente di 10 mila euro (calunnia).
I fatti contestati risalgono alla notte tra il 21 e il 22 luglio del 2001, quando il giornalista era stato brutalmente picchiato dalla polizia, davanti ai cancelli della scuola Diaz, riportando gravissime lesioni. Covell era poi stato arrestato con accuse che si erano rilevate totalmente false. Le indagini non permisero di identificare chi picchiò il giornalista, e le accuse per tentato omicidio vennero archiviate. In via transitoria, il Ministero dell'Interno risarcì Covell con 350 mila euro (di questi 340 per le lesioni subite, 10 mila per le calunnie).
Per la procura il danno erariale è da ripartire tra i dirigenti e funzionari che organizzarono e condussero le operazioni. La responsabilità maggiore è da attribuirsi a Canterini e Fournier in quanto avevano lasciato "carta bianca" nell'utilizzo della forza, "consentendo ai propri uomini di commettere insensati atti di violenza". Da qui la richiesta di risarcimento a 340 mila euro a titolo di danno indiretto.
Di parere nettamente opposto le difese, che respingono duramente le accuse sottolineando l'estraneità ai fatti dei loro assistiti. "In un contesto di un'operazione cosi caotica, dove sono stati impegnati centinaia di appartenenti alle forze di polizia - spiega l'avvocato Rinaldo Romanelli, difensore di Canterini e Fournier - l'episodio del pestaggio di Covell si è verificato senza che Canterini potesse rendersene conto e intervenire prontamente. Mentre Fournier è dimostrato che non era ancora arrivato sul luogo dei fatti".

pc 19 giugno - MOZIONE 1 DAL SEMINARIO DEL MFPR: PER LA LIBERTA' DELLE COMPAGNE TURCHE

Dal seminario del 20° anniversario del Movimento Femminista Proletario Rivoluzionario - Palermo 6 giugno 2015

MOZIONE PER LIBERTA' DELLE COMPAGNE TURCHE

L'assemblea del 20° anniversario del Mfpr ha approvato con un forte applauso, l'appello che segue, aggiungendo la solidarietà e la denuncia dei successivi arresti in Turchia di compagni del DHF (Federazione dei diritti democratici) perchè considerati membri del Partito Comunista Maoista (MKP), e inviando un forte rosso saluto alle compagne martiri della grande guerra popolare che si svolge in India, con in prima linea le donne.
Il Movimento femminista proletario rivoluzionario denuncia con forza l'arresto delle compagne dell'Associazione “Donna Nuova” e di Atik e si mobilita per la loro immediata liberazione.
Il 7 e 8 febbraio una nostra delegazione ha incontrato queste compagne, in occasione del 13° congresso dell’organizzazione di lavoratrici turche e curde in Germania “Yeni Kadin”. Con loro abbiamo condiviso esperienze e la necessità di unire le forze per allargare e consolidare la battaglia delle donne, con al centro la condizione delle donne proletarie, delle lavoratrici.
Con questo spirito di unità esprimiamo la massima solidarietà alle compagne di Donna Nuova e ai compagni di Atik, e invitiamo tutte le donne, le lavoratrici, le ragazze ribelli a esprimere una ferma condanna di questo attacco repressivo
In particolare ci rivolgiamo alle donne che in questi mesi si sono mobilitate al fianco delle combattenti curde, perchè si mobilitino oggi contro lo stesso nemico che imprigiona le militanti turche in Europa: gli Stati imperialisti europei e lo Stato turco!
E' una battaglia importante perchè questo attacco repressivo è un attacco a tutte le donne che lottano, combattono contro questo sistema imperialista, barbaro e oppressivo, e vuole colpire in particolare un settore importante in prima fila in questa battaglia, dalle piazze della Turchia, a Kobane, alle cittadelle europee.
Queste donne per il regime turco e gli Stati imperialisti sono “pericolose” perchè indicano a tutte le donne la strada rivoluzionaria per la liberazione.


L'assemblea del 20° anniversario del MFPR – Palermo 6 giugno 2015
mfpr.naz@gmail.com – blog femminismorivoluzionario

pc 19 giugno - MOZIONE 2 DAL SEMINARIO DEL MFPR: PER LA DIFESA DELLE CONDIZIONI DI VITA E LA LIBERAZIONE DELLE PRIGIONIERE POLITICHE

Dal seminario del 20° anniversario del Movimento Femminista Proletario Rivoluzionario - Palermo 6 giugno 2015 -

MOZIONE PER LA DIFESA DELLE CONDIZIONI DI VITA E LA LIBERAZIONE 
DELLE PRIGIONIERE POLITICHE

L'assemblea del seminario del 6 giugno 2015 di celebrazione del 20° anniversario del MFPR, ha affermato che la lunga e complessa storia delle donne rivoluzionarie combattenti degli anni '70 è interna e legata a filo rosso al percorso di lotta difficile ma entusiasmante delle donne, e quindi è parte della battaglia del Mfpr per rovesciare questo sistema sociale borghese, che riserva alle donne doppio sfruttamento e doppia oppressione; 

ha ricordato con commozione e rabbia in particolare Mara Cagol, la prima compagna combattente, di cui il giorno prima il 5 giugno ricorreva il 40° anniversario della sua vile uccisione da parte dello Stato;

ha affermato che queste nostre compagne, al di là di impostazioni, scelte, concezioni, strategie diverse e alla fine perdenti perchè non basate sulla mobilitazione delle masse nella guerra di popolo contro questo sistema capitalista, hanno avuto il merito di riaffermare, dopo gli anni della Resistenza, contro una visione delle donne “pacifiche e non violente”, la necessità della lotta rivoluzionaria in cui le donne siano in prima fila, per mettere fine all'unica vera violenza, quella reazionaria dello Stato borghese, fascista e maschilista.
 

L'assemblea nello stesso tempo ha affermato forte che non vogliamo solo ricordare queste donne combattenti da morte, ma batterci per la difesa di coloro che sono vive e fortemente represse dallo Stato.
 

In questo, l'assemblea ha espresso la sua solidarietà e il suo impegno per la difesa le condizioni di vita e la liberazione della prigioniera politica Nadia Lioce, unica donna attualmente rinchiusa nelle carceri e sottoposta nel carcere de L'Aquila ad un duro regime di 41bis, in una condizione d’isolamento totale e permanente, condannata al silenzio in una cella due metri per due, posta alla fine di un lungo tunnel sotterraneo che si affaccia sul nulla, a cui è concessa solo un'ora d'aria spesso da sola in una vasca di cemento grande tre metri per tre dove il sole non si vede mai, e a cui viene negato il diritto di leggere, se non quello deciso dal carcere.
 

L'accanimento dello Stato contro Nadia Lioce non può e non deve passare sotto silenzio, perchè, al di là del giudizio sulle scelte di lotta, politiche da lei fatte e portate avanti, questo accanimento repressivo è per cercare di ammazzare la sua volontà di non cedere, la sua coerenza nella battaglia contro questo Stato.
 

Uno Stato che usa due pesi e due misure, che mentre si accanisce contro i prigionieri politici, riservando loro una “Tortura bianca”, scarcera, come è successo a fine maggio, un grosso esponente di mafia perchè “incompatibile” con qualunque tipo di luogo detentivo.
 

Lo Stato borghese vuole le donne subordinate e oppresse e, se si ribellano e lottano, le vuole pentite o dissociate. Chi non ci sta viene doppiamente repressa.
 

Per questo, noi donne, compagne che lottiamo per spezzare le doppie catene di questo sistema, vogliamo far sentire da questo seminario la nostra solidarietà per Nadia Lioce e mobilitarci per porre fine alla sua attuale detenzione. 

L'assemblea del 20° anniversario del MFPR – Palermo – 6 giugno 2015
mfpr.naz@gmail.com – blog femminismorivoluzionario

pc 19 giugno - Il cambiamento passa attraverso lo studio

Ma qualcosa l'hanno capita: ci sono o ci marciano ?

E' ridicolo, autolesionista e sconsiderato, il solo pensiero di intraprendere in qualunque modo la via elettorale con le regole fatte dalla borghesia . . . anche quando la loro "confusione" porta a una situazione che a prima vista (secondo sedicenti gruppi comunisti) può sembrare vantaggiosa per le masse e il proletariato tutto.

E' al di fuori di ogni pensiero che si rifaccia al Marxismo-Leninismo-Maoismo, giocare una partita contro chi ne ha inventato le regole.

E' micidiale per l'ideologia e per lo sviluppo del socialismo, andare al potere con coalizioni improbabili e/o addirittura moderno fasciste.

Governo di blocco popolare non significa nulla se non l'assumersi la responsabilità di giocare con i "carri armati del risiko " che l'imperialismo ti metterebbe a disposizione.

Noi continuiamo a credere che la via del Boicottaggio Elettorale , parallelamente alla costruzione  di un nuovo, unico, grande Partito Comunista Rivoluzionario Maoista Internazionalista, sia l'unica strada percorribile: QUESTO CI HANNO INSEGNATO i grandi Maestri del comunismo e questo ci hanno dimostrato, la Resistenza Italiana e le grandi rivoluzioni del secolo scorso.

Questo è quello che fanno i proletari e le proletarie nelle guerre popolari.

giovedì 18 giugno 2015

pc 18 giugno - Libertà di spionaggio per licenziare meglio... è bene ripetersi, serve la guerra di classe e la Nuova Resistenza


  • Giorgio Cremaschi
Libertà di spionaggio per licenziare meglio
Nel film Tempi Moderni l'operaio Charlot si affanna alla catena di montaggio mentre viene controllato dal padrone, che da un grande schermo spia e comanda tutti i dipendenti. Negli Stati Uniti degli anni 30 la denuncia dell'incombere sul lavoro dell'occhio del padrone faceva parte della svolta progressista del New Deal di Roosevelt. 35 anni dopo quel film in Italia lo Statuto dei Lavoratori, nel suo articolo 4, vietava i controlli audiovisivi, salvo accordo sindacale, e ogni altra forma di controllo a distanza sul lavoratore.
Oggi il governo Renzi, che applica la controriforma sociale voluta dalla Troika e dalla finanza internazionale, legalizza lo spionaggio aziendale ai danni del lavoratore. Il controllo televisivo resta più o meno vincolato alle leggi di una volta, ma non perché si sia voluto tutelare i lavoratori. Le telecamere già oggi servono per i parcheggi, per le entrate, per le zone a rischio e per prevenire furti, non per il controllo delle attività. Nessun padrone oggi ha bisogno di comportarsi come quello di Charlot.
I controlli sul lavoro da tempo son attuati attraverso il cablaggio e la messa in rete di tutti gli strumenti e le postazioni di lavoro. Le macchine hanno in ogni postazione una registrazione delle attività. Le catene di montaggio, le casse dei supermercati, le automobili aziendali, i treni e gli autobus, i computer negli uffici, i magazzini, le entrate e le uscite, tutti i posti di lavoro da tempo son connessi ad una rete che permette il controllo del lavoratore.
Quando i mass media parlano di tablet e cellulari aziendali come strumento di controllo, quasi fossimo entrati in virtù di questi strumenti in una nuova era, dimostrano ancora una volta di essere puri oggetti di propaganda ideologica. Il controllo a distanza nelle imprese c'è sempre stato da quando esiste l'elettronica, solo che grazie allo statuto dei lavoratori non poteva essere usato contro gli interessi e i diritti delle persone.
Nel corso della mia esperienza sindacale ho fatto o verificato tanti accordi sindacali che affrontavano la materia. Quando una macchina a controllo numerico registra il proprio avanzamento, segnala anche i tempi e le modalità dell'attività del lavoratore. Ma gli accordi sindacali stabilivano che nulla di quei dati a conoscenza del padrone potesse essere usato a danno del lavoratore. Il padrone sapeva, ma non poteva usare quanto sapeva contro il lavoro.
Ora Renzi toglie l'obbligo di accordo sindacale e soprattutto permette all'azienda di usare i controlli sul lavoro per tutto ciò che è previsto dai contratti. Cioè per gli orari, i ritmi, le pause, gli organici, le ferie, la malattia e chi più ne ha più ne metta. Ogni lavoratore avrà la sua scheda personale perfettamente legale dove sarà registrato anche quante volte si soffia il naso. La privacy, come tutto il resto, sarà questione di classe e il lavoratore senza diritti verrà schedato come qualsiasi altra merce. E sulla base di quella schedatura il padrone potrà promuovere o demansionare o, se necessario, licenziare senza reintegra, grazie alla distruzione dell'articolo 18.
La libertà di spionaggio completa quindi il quadro della controriforma del lavoro di Renzi. Ti controllo e se non dai il massimo ti degrado e se non basta ancora ti caccio. È La realizzazione del sogno degli industriali, come ha detto il presidente di Confindustria Squinzi. Ed è anche il materializzarsi dei peggiori incubi per chi lavora, a causa di un governo che si dichiara di centrosinistra, ma che contro i lavoratori sta realizzando le cose peggiori dalla sconfitta del fascismo.
*** Come sempre Fiat-Fca si incarica di far vedere praticamente perché quest'altro decreto di Renzi contro i lavoratori sia così utile: 
http://contropiano.org/lavoro-conflitto/item/31409-sevel-fca-pedinamenti-e-licenziamenti-punitivi
vedi anche: http://contropiano.org/interventi/item/31270-il-demansionamento-nuovo-atto-del-fascismo-aziendale

pc 18 giugno - Il fascismo padronale alla FCA in servizio permanente effettivo - serve la guerra di classe e la nuova resistenza

Sevel-Fca. Pedinamenti e licenziamenti punitivi
  • Slai Cobas
Sevel-Fca. Pedinamenti e licenziamenti punitivi
A seguito del consolidato e positivo trend semestrale di vendite commerciali, ci saremmo aspettati di poter finalmente condividere il reintegro delle centinaia di ragazzi/e esclusi a fine 2008, invece le comunicazioni affisse in bacheca annunciano ulteriori settimane lavorative antimeridiane e notturne da 48 ore e non il meritato calendario feriale.
Gli scoop occupazionali, pubblicizzati con la solita enfasi mediatica per placare i mugugni confaziendali e le preoccupazioni dei tartassati cittadini, dalle coscienze anestetizzate dalla spasmodica rincorsa al consumo di beni ad obsolescenza programmata e inclini a sfogare frustrazioni egoistiche e razziali sugli ultimi instillate da politicanti malavitosi, sono clamorosamente preceduti dall'arrivo di colleghi in distacco bimestrale provenienti dagli stabilimenti modello quali Pomigliano, Grugliasco e Cassino.
La selezione dei trasfertisti resta nello stabilimento abruzzese, solidale ed ospitale, come nel recente passato, poco trasparente e non corrispondente a criteri condivisibili quali lunghi periodi di cigs e/o carichi familiari, ma subordinata alla disponibilità a sottostare ai diktat dei dirigenti (postazioni lavorative e turnazioni).
La politica aziendale, concentrata sulla riduzione dei costi per il raggiungimento di unilaterali e non redistribuiti profitti, spacciati per condivisi elementi variabili di efficienza, è ottenuta grazie alla ridotta disponibilità giornaliera di materiali dpi, alla parziale chiusura del presidio infermieristico di lastratura, alla gestione dei corsi-formazione da SPP interni e alla paventata riduzione della pausa giornaliera del 25% (10') grazie al rigenerativo e salutistico sistema metrico ergo-uas, non può conciliarsi con la retribuzione di agenzie investigative utilizzate per la ricorrente caccia al presunto assenteista.
In questi giorni un altro nostro collega Luigi è rimasto vittima dei metodi usati nei regimi autoritari quali il pedinamento e la sorveglianza a distanza a seguito di un precedente periodo di infortunio e successiva malattia.
Tali ricorrenti provocazioni vengono aziendalmente adottate con l'obiettivo di licenziare lavoratori ritenuti scomodi e indesiderati in quanto agevolati dalla riforma dell'art.18 introdotta con la limitazione della tutela reale dalla legge 92/2012 (cd.Fornero) che consente la risoluzione del rapporto con la miserevole corresponsione di indennità economiche (max24 mensilità).
Il deplorevole e discriminatorio licenziamento del nostro collega Luigi denota la disponibilità aziendale ad includere nella riduzione dei costi aziendali anche le risorse umane al contrario della loro valorizzazione sancita nel recente codice etico aziendale.
La pericolosità dell'inqualificabile deriva autoritaria non è più limitata ai rapporti interni con l'introduzione del ccsl e successivi akkordi normativi e retributivi ma inizia ad espandersi con indebite pressioni nelle decisioni ed giudizi dei medici e delle commissioni degli enti pubblici socio assistenziali quali ASL-INPS-INAIL delegittimandone agli occhi dell'opinione pubblica il loro imparziale operato.
In nome di una competitività finalizzata al raggiungimento esclusivo di notevoli quantità produttive a discapito di un prodotto qualitativo si pretende dagli occupati, sempre più spremuti, la subordinazione delle loro vite alle esclusive esigenze aziendali di flessibilità e disponibilità.
 Per i suindicati motivi, solidali con il nostro collega Luigi, proclamiamo lo sciopero dei turni straordinari previsti il 20-27 giugno e il 5 luglio 2015.

pc 18 giugno - FORMAZIONE OPERAIA: IL GRADO DI SFRUTTAMENTO DELLA FORZA-LAVORO

Abbiamo visto che l’operaio entrando in fabbrica e mettendosi al lavoro viene sfruttato, cioè vien fatto lavorare oltre il tempo necessario a reintegrare i propri mezzi di sussistenza necessari alla sua riproduzione.

Ma quanto viene sfruttato? E come si calcola questo grado di sfruttamento?

Marx fa l’analisi di un dato capitale (le cifre servono solo ad illustrare l’esempio).

“Il capitale C si scinde in due parti: una somma di denaro c spesa per mezzi di produzione, e un’altra somma di denaro v spesa per forza-lavoroc rappresenta la parte di valore trasformata in capitale costante, v quella trasformata in capitale variabile. Dunque all’inizio si ha C = c + v, per esempio il capitale anticipato di 500 sterline è eguale a 410 sterline (c) +  90 sterline (v). Alla fine del processo di produzione risulta merce il cui valore è eguale a (c + v) + p, dove (p) è il plusvalore, p. es. (410 sterline (c) + 90 sterline (v)) + 90 sterline (p).”

II capitale iniziale C è cresciuto, si è gonfiato, si è trasformato in C’, da cinquecento sterline ne sono venute cinquecentonovanta. La differenza fra i due è eguale a p, un plusvalore di 90.

pc 18 giugno - Calvino - resistenza e necessità della Nuova Resistenza!

Viva la Resistenza Partigiana!
All'esame di maturità di quest'anno escono fuori Calvino e la Resistenza. A questo proposito, ci permettiamo pure noi di tirare fuori due righe proprio di Calvino. Parlano della differenza fra partigiani e fascisti, fra chi cerca la liberazione e chi pratica l'oppressione... e sono attualissime! Tengono dentro il senso di lottare perché la vita di ogni essere umano non sia più umiliata, la possibilità di riscatto, la certezza che stare dalla parte degli ultimi è stare dalla parte della ragione!
Viva i Partigiani, viva quelli che continuano a resistere e restare umani!

pc 18 giugno - Fascismo padronale - targato Coop - e fascismo di Stato si danno la mano!


Bologna "carcere e 90.000 euro di sanzione a chi sciopera"

  • Assemblea studenti-lavoratori-precari

In sei tra studenti e ricercatori condannati a due mesi, commutati in 15.000 euro a testa di pena pecuniaria, con l’accusa di aver partecipato alla mobilitazione. L’assemblea che sostenne quella lotta: “Così bastonano chi rivendica diritti”.
Se c’è una cosa che nelle grigie stanze della Procura e della Questura sembra non mancare è la fantasia. Perversa, ma pur sempre fantasia. L’ultima sparata però esce perfino dai confini

pc 18 giugno - Razzismo democratico


  • di Anna Maria Rivera
Le parole del razzismo democratico
Dove­vamo aspet­tarci che, come sem­pre nel nostro paese, la fase attuale di migra­zioni ed esodi – l’emergenza, come dicono loro – fosse descritta dai media col con­sueto les­sico degra­dato (esso sì): «bivacco», per dire della sosta for­zata dei pro­fu­ghi, scac­ciati da ogni dove, presso sta­zioni fer­ro­via­rie e simili; «asse­dio», per descri­vere l’arrivo in que­sti luo­ghi di gruppi di per­sone (bam­bini com­presi) pro­vate, trau­ma­tiz­zate, abban­do­nate al loro destino oppure trat­tate come ani­mali in gab­bia o pesci d’acquario (è il caso di Milano); «ripu­lire» la

pc 18 giugno - Emergenza nazismo... Ungheria in prima fila

Immigrazione, Ungheria: “Costruiremo un muro per fermare i migranti illegali



Una barriera lunga 175 km lungo il confine con la Serbia: è l'annuncio fatto da Peter Szijjarto, titolare degli Esteri: "L'immigrazione è uno dei più gravi problemi che l’Ue affronta oggi", ha detto, aggiungendo che Budapest "non può permettersi di aspettare ancora" una soluzione da Bruxelles. Il 12 giugno era stato il premier Orban a lanciare l'idea


Un nuovo muro di cemento nel cuore dell’Europa. “Costruiremo un muro ai confini con la Serbia per tenere fuori i migranti”, ha detto il ministro degli esteri ungherese Peter Szijjarto. L’annuncio fa riferimento alla costruzione di una barriera alta 4 metri lungo la

pc 18 giugno - Forza nazi-PD!

Ambulanti su spiagge, sindaco San Vincenzo (Pd): ‘Buttafuori in stabilimenti’



Alessandro Bandini, primo cittadino della cittadina in provincia di Livorno: "Non c'entro niente con la Lega e non c'è repressione: è solo normale prevenzione, un aiuto alle forze dell'ordine. Tanto è vero che ho avuto l'ok dalla prefettura"



Lotta dura al commercio abusivo sulle spiagge, con la possibilità di ricorrere anche ai “buttafuori”. L’ordinanza che permette ai gestori degli stabilimenti balneari di ricorrere agli istituti di vigilanza privata per contrastare il fenomeno dell’abusivismo è infatti stata

pc 18 giugno - Salvini strilla - Alfano Renzi eseguono

Rom, ministro Alfano su Twitter: “Occorre smantellare i campi nomadi”



E' il messaggio postato sul social network dal capo del Viminale dopo la riunione con i sindaci, l’Anci e i presidenti delle altre regioni sul tema dell’accoglienza dei migranti. Zaia, governatore del Veneto: "Abbiamo ribadito il nostro no ad altri profughi". Serracchiani, presidente del Friuli Venezia Giulia: "L'incontro è stato estremamente costruttivo"


“Occorre smantellare i campi Rom”. Lo scrive il ministro dell’Interno Angelino Alfano in un tweet dopo la riunione con i sindaci, l’Anci e i presidenti delle altre Regioni sul tema dell’accoglienza dei migranti al Viminale. Secondo quanto riferisce il capo del Viminale, sempre con un tweet, c’è “accordo con i sindaci sui campi rom”.

pc 18 giugno - Il fascismo padronale è legge!

Jobs Act, ora l’azienda può controllare il lavoratore usando smartphone e pc




Il decreto semplificazioni permette il controllo a distanza senza necessità di un accordo sindacale ad hoc. Il datore potrà accedere a dati e conversazioni anche sui dispositivi personali del dipendente, se li usa per lavoro. Il lavoratore sorpreso a usarli per fini non lavorativi rischierà sanzioni disciplinari. Via libera anche al monitoraggio degli spostamenti.


Computer, tablet, smartphone e badge. Con il Jobs act, tutti questi strumenti di lavoro potranno essere controllati dall’azienda senza un precedente accordo sindacale. E sulla base dei dati raccolti, l’impresa potrà prendere provvedimenti disciplinari nei confronti dei

pc 18 giugno - Manifesto mfpr per 19 giugno - ultima versione aggiornata

pc 18 giugno - Verso il 19 giugno... a Palermo

Non si attaccano gli operai, i lavoratori 
 e chi protesta per il lavoro e i diritti negati
Come risponde lo Stato, come risponde il governo, alla disoccupazione e precarietà, alle condizioni di lavoro e sociali sempre peggiori? Con la repressione! Non con il lavoro, con scuole, ospedali e servizi che funzionano, ma con la “modernità” delle “riforme”, da quella del lavoro (Jobs Act=abolizione dell'art. 18), a quella della scuola (=azienda al servizio del profitto) al controllo sul lavoro e sociale sempre più stringente: chip negli scarponi degli operai, tablet, telefonini ecc. (altro che privacy) mettendo in serio pericolo le libertà personali e sociali ancora garantite dalla Costituzione.
Alle lotte di lavoratori e lavoratrici, studenti e studentesse, precari e precarie, senzalavoro e senzacasa e tutti coloro che si ribellano contro l'inquinamento legalizzato, i disastri ambientali e i rischi per la vita dentro e fuori il mondo del lavoro, per difendersi da questi attacchi, lo Stato risponde con denunce penali e amministrative, multe, divieti, arresti e processi senza fine...
Organizzarsi per difendersi e rispondere a questi attacchi è diventata una necessità impellente delle masse popolari sempre più colpite.

Giovedì 18 giugno ore 16 assemblea
presso la sede dello Slai Cobas per il s.c. 
via G. del Duca 4 - Palermo

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Massima solidarietà agli operai della Fincantieri, colpiti dalla repressione

Si è aperto  a Marzo il processo a carico dei 38 operai del cantiere navale accusati di manifestazione non autorizzata, danneggiamento e violenza privata per i fatti accaduti il 18 luglio del 2011 a Palermo. La goccia che fece traboccare il vaso fu la mancata acquisizione della commessa Costa Romantica. La nuova udienza il 19 Giugno.  
Venerdì 19 giugno volantinaggio al tribunale
La querela della Fincantieri contro questi lavoratori per “danneggiamenti”, “violenza privata” e “manifestazione non autorizzata”, fu a dir poco grottesca visto che le lotte di quei giorni del 2011 erano più che giustificate dalla necessità di salvaguardare il posto di lavoro messo in serio pericolo da una direzione aziendale che di fatto sta smantellando le strutture produttive e ha mandato in malora i bacini di carenaggio, e che negli anni non solo ha ridotto drasticamente il numero degli operai attivi attraverso uno stillicidio di “mancate assunzioni” e l’utilizzo selvaggio dei lavoratori delle ditte esterne che notoriamente sono i più sfruttati e i più ricattabili, ma anche attraverso lunghissimi anni di cassa integrazione che hanno fatto risparmiare all’azienda centinaia di milioni pagati dalla collettività, mentre le casse dell’azienda si gonfiavano di milioni di utili e le tasche dei dirigenti di sostanziosi stipendi pubblici!
Le accuse agli operai sono ancora più grottesche dato che inoltre in tutti questi ultimi anni diversi dirigenti della Fincantieri sono stati dichiarati colpevoli e responsabili della morte  di tanti operai deceduti a causa dell’amianto respirato sul posto di lavoro. Sono i responsabili di questo stato di cose che devono essere portati sul banco degli imputati e non gli operai che lottano per i loro diritti.

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ore 17,00
 piazza verdi (teatro massimo)

mercoledì 17 giugno 2015

pc 17 giugno - TRA PRESIDIO E DICHIARAZIONI AL PROCESSO LA RISPOSTA DEI DISOCCUPATI ORGANIZZATI E DEI LAVORATORI DI TARANTO A CHI PRETENDE DI CONDANNARE LA LOTTA PER IL LAVORO

Ieri ben due processi alla coordinatrice Slai cobas sc e ai Disoccupati o ex Disoccupati (oggi lavoratori Pasquinelli) che grazie proprio a quelle lotte hanno conquistato dei posti di lavoro, all'interno di altri processi: a luglio ve ne saranno altri 3. Ma chi spera che la repressione blocchi la sacrosanta lotta per il lavoro, si illude!
Nei comizi è stato denunciato con forza questo sistema sociale, questo Stato che lascia impuniti e difende padroni e Istituzioni che rubano il futuro, che usano le assunzioni come clientelismo politico ed elettorale, che danno morte in cambio di lavoro, che fanno contratti e appalti apertamente illegali, mentre condanna a processi infiniti - solo quest'anno a Taranto vi sono stati finora 10 processi che coinvolgono fino a 25 disoccupati e lavoratori, tra cui tante donne - multe astronomiche e provvedimenti restrittivi a chi lotta per diritti previsti dalla stessa Costituzione. La Coordinatrice Slai cobas sc, Calderazzi Margherita, nelle notifiche processuali è indicata come "persona - recidiva reiterata specifica infraquinquennale"... Un Fabio Riva viene sicuramente indicato con meno...
Senza la lotta nel 2012 per cui ora ben 16 sono processati questi non sarebbero ora "lavoratori" e non si sarebbe iniziata in città la raccolta differenziata - Ma invece di avere "grazie" rischiano condanne!


Hanno detto che quella lotta - si era nel giugno del 2012 e quattordici lavoratori di una ditta che faceva la raccolta differenziata, che si erano conquistati quel posto di lavoro con tante dure lotte precedenti come Disoccupati Organizzati, stavano per essere nuovamente buttati in mezzo alla strada - una lotta che aveva visto a fine giugno grossi momenti di protesta, sia sotto comune dove i lavoratori erano andati con i camion della raccolta differenziata, sia con l'occupazione della fabbrica, era stata pienamente legittima e aveva avuto il sostegno anche degli abitanti dei quartieri in cui i lavoratori facevano la raccolta; hanno detto che è stata una lotta di civiltà, perchè grazie ad essa si è battuta la politica incivile, del malaffare del Comune e della municipalizzata Amiu che non volevano fare la raccolta differenziata.
Ma hanno anche smascherato/ridicolizzando il modo come la questura indica i "colpevoli di reato": nessuna identificazione formale, ma sulla base solo del "sì, li conoscevamo perchè fanno tante lotte...", e poi leggendo i nominativi dall'elenco fornito in aula dal Giudice...!

UNO DEI DUE PROCESSI, CHE ERA ANCORA IN FASE PRELIMINARE, SI E' CONCLUSO IERI CON RINVIO A GIUDIZIO E INIZIERA' IL 15 OTTOBRE 2015

L'ALTRO PROCESSO STA ANDANDO A CONCLUSIONE ED E' STATO RINVIATO AL 15 SETTEMBRE 2015 PER LA DISCUSSIONE E LA SENTENZA