2° COMUNICATO del Movimento 17 Ottobre
CAMBIANO LE PIAZZE. NON CAMBIA LA NOSTRA DETERMINAZIONE.
Alla grande mobilitazione popolare, il governo ha scelto la sua risposta. Martedì 20 ottobre il Consiglio dei ministri ha approvato un nuovo decreto-legge sulla sicurezza, con un nuovo reato di violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche, fino a 5 anni di carcere, l’estensione del fermo preventivo e 500 militari in più per Milano. In meno di due giorni è stato scritto, approvato ed è entrato in vigore un provvedimento che per noi ha un solo significato: un pugno autoritario contro chi dissente, di una durezza che non si vedeva dall’epoca del fascismo.
Non è una sorpresa ma anzi la conferma di ciò che abbiamo detto fin dal primo comunicato: un governo che risponde al disagio di una generazione con i soldati, le manette e i decreti non vuole ascoltarci. Vuole che stiamo zitti.
Questa risposta ha un obiettivo chiaro: militarizzare le nostre piazze prima ancora che si riempiano. Presidi, blindati, cordoni, zone rosse. Piazza Duomo a Milano, piazza Nettuno a Bologna e le altre piazze annunciate sono già il bersaglio: un luogo noto, delimitabile e controllabile.
PER QUESTO LE PIAZZE ANNUNCIATE PER SABATO SONO ANNULLATE.
Non saranno più i luoghi indicati nei nostri appelli. Non rinunciamo a scendere in strada: cambiamo il modo in cui lo facciamo. Un movimento che ha scelto di essere fluido lo è anche nelle piazze: ricordate «be water».
LA STRATEGIA È LA SEGUENTE:
1. LE PIAZZE INIZIALI NON SONO PIÙ VALIDE.
Non andate a Piazza Duomo, a Piazza Nettuno o negli altri luoghi già indicati. Non vi troverete nessuno di noi e troverete molti di loro.
2. ALLE 14:30 IN PUNTO, IN OGNI CITTÀ, COMUNICHEREMO TRE CONCENTRAMENTI.
Tre punti distinti per città, resi noti solo mezz’ora prima. Nessun luogo anticipato, nessuna soffiata, nessun cordone già pronto.
3. OGNUNO SI ORGANIZZI CON IL PROPRIO GRUPPO DI RIFERIMENTO.
Collettivo, organizzazione, gruppo spontaneo o semplice gruppo di amici: ritrovatevi prima, decidete insieme come muovervi e non andate da soli. Chi si muove in gruppo si protegge e si conosce.
4. OGNI GRUPPO SI DIRIGE VERSO IL CONCENTRAMENTO GEOGRAFICAMENTE PIÙ VICINO.
Non serve coordinare, comandare né contare: basta seguire la logica della prossimità. Così le tre piazze si riempiono in modo naturale, dal basso.
5. ALLE 15:30 COMUNICHEREMO LA PIAZZA FINALE.
I tre concentramenti si muoveranno in corteo verso il punto indicato, per ritrovarsi insieme in un’unica grande piazza. Tre fiumi che confluiscono in uno.
PERCHÉ LO FACCIAMO.
Perché la piazza è nostra e non intendiamo consegnarla a chi la vuole trasformare in un recinto. Perché non vogliamo offrire bersagli, e per noi è questione di tutela collettiva. Perché una piazza che si muove, si incontra e si ricompone è una piazza che pensa, discute e cresce politicamente, e non una piazza che aspetta di essere circondata.
NON CI HANNO FERMATO CON LE LEGGI. NON CI FERMERANNO CON I BLINDATI.
SABATO. QUANDO LO DIREMO NOI. DOVE LO DIREMO NOI.
NON CI RAPPRESENTA NESSUNO. CI ORGANIZZIAMO.
M1710
Nessun commento:
Posta un commento