domenica 26 aprile 2026

pc 26 aprile - Alcune migliaia a Palermo al corteo del 25 aprile - Contestazione al Sindaco complice di Israele nazisionista

Al corteo cittadino del 25 aprile a Palermo nel folto spezzone sociale e di movimento abbiamo partecipato con rappresentanti di lavoratori e simpatizzanti con striscione e cartelli, uno spezzone che ha ribadito che la Resistenza antifascista non è una ricorrenza e che oggi deve essere collegata alla lotta contro la guerra imperialista, l'economia di guerra e piani di riarmo dei governi imperialisti, al fianco del popolo palestinese, tante le bandiere per una Palestina libera dal fiume fino al mare, buona partecipazione di giovani organizzati e non, con cui vi è stata sintonia durante il corteo nel fare alcuni slogan insieme "il 25 aprile non è una ricorrenza, ora e sempre Resistenza", "Siamo tutte/tutti antifascisti", "Palermo lo sa da che parte stare Palestina libera dal fiume al mare" e cantando Bella ciao, così "Meloni fascista complice sionista" da noi lanciato a cui si sono uniti anche giovani. 

Abbiamo portato chiara e netta  con parole d'ordine nello striscione, i volantini e il giornale, al megafono e con slogan come "l'unico vero terrorismo sono le bombe dell'imperialismo", la denuncia del governo Meloni moderno fascista, della guerra imperialista, della repressione, antioperaio, antipopolare, sessista contro la maggioranza delle donne, ma questa necessaria  denuncia e lotta contro il governo Meloni è rimasta in generale ancora in superficie nel corteo, non afferrando fino in fondo la natura ideologica, politica e pratica  di tipo fascista del governo.   









Anche nella giusta contestazione, che ha preceduto il corteo, al Sindaco Lagalla che nei giorni scorsi "in segreto" ha ricevuto l'ambasciatore israeliano, confermando la complicità della giunta di centrodestra di questa città con lo Stato di Israele genocida, una contestazione che ha impedito di fatto al Sindaco di essere sentito perchè il suo brevissimo intervento è stato subissato da slogans e giuste urla e fischi,  con un cartello abbiamo voluto denunciare l'unità di intenti del governo nazionale fascista Meloni e quelli locali, di Schifani e Lagalla, contro cui siamo chiamati a  lottare in ogni forma per cacciarli.

La contestazione ha ostacolato anche l'intervento iniziale del rappresentante dell'Anpi, in particolare con la denuncia della compagna di proletari comunisti che lo ha accusato di palese ipocrisia nel condividere di parlare  accanto a Lagalla senza denunciarlo come "servo sionista" così come gridato in tanti contro il Sindaco anche durante la contestazione, rimandando al mittente anche "l'offesa" di alcuni pacifisti risentiti per la critica all'Anpi. 

Questa contestazione ha messo di fatto in secondo piano il lato istituzionale che ogni anno impesta il valore storico e attuale del 25 Aprile della Resistenza antifascista. 






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