mercoledì 30 luglio 2025

SIcilia/Palermo Free Handala, Free Palestina - Fermare il genocidio del popolo palestinese

Stop accordi economici culturali militari ad ogni livello dello Stato italiano con Israele.

Presidi in contemporanea in quasi tutti i capoluoghi siciliani convocati di urgenza dalla rete regionale di solidarietà al popolo palestinese a seguito del sequestro da parte dell'esercito israeliano terrorista della nave Handala della Freedom Flotilla. Anche a Palermo in prefettura con la partecipazione di diverse realtà militanti, di rappresentanti palestinesi di Voci nel silenzio, di attivisti, di realtà sociali ...


Durante il presidio si è avuta informazione in particolare su quanto denunciato in particolare da Antonio Mazzeo, uno degli attivisti sequestrati sulla nave Handala, rientrato in Italia, circa l' azione criminale degli israeliani che volevano costringerli per liberarli a dichiarare di essere entrati illegalmente in acque controllate da Israele, Mazzeo si è rifiutato di dichiararlo nel procedimento di deportazione volontaria.

La nave che trasportava cibo farmaci ma anche giocattoli per i bambini palestinesi è stata sequestrata dall esercito israeliano mentre il governo italiano della Meloni non ha fatto assolutamente nulla verso gli italiani sequestrati con gli altri continuando ad essere anche in quedto caso più che complice con il genocidio del popolo palestinese da parte dello Stato nazi sionista di Israele.

È stata consegnata una lettera al prefetto da una delegazione, chiaramente ogni azione di pressione verso i palazzi del potere come le prefetture in questo caso è giusta e necessaria ma bando ad illudersi con questo governo che è fascista moderno e guerrafondaio, con a capo la Meloni oggi la servetta di Trump/Usa per la quale non c'e', come ha dichiarato, il tempo per uno Stato Palestinese, la madre e "cristana" che non ha mai preso posizione per le migliaia e migliaia di bambini palestinesi massacrati mentre ha versato più che ipocrite lacrime di coccodrillo quando l esercito di Israele ha attaccato una chiesa cristiana, mentre insieme al lurido Salvini inneggia all'assassino nazisionista Netanyahu. Questo governo deve essere combattuto a 360 gradi e un contributo reale alla resistenza del popolo palestinese è lottare per cacciarlo.

Aggiornamento sui 14 volontari ancora detenuti alla mattina del 29 luglio.

Sette dei 14 volontari detenuti erano in attesa di espulsione nel corso della giornata. Sono stati trasferiti all'aeroporto; tuttavia, a seguito di diversi ritardi amministrativi – apparentemente legati anche ai

Francesca Albanese Onu accusa l'Italia per il genocidio a Gaza

Francesca Albanese parla di genocidio alla Camera. 

 Francesca Albanese parla di genocidio alla Camera. Protesta la comunità ebraica
ROMA – È un caso la presentazione del report di Francesca Albanese Dall’economia dell’occupazione all’economia del genocidio” alla Camera. Su invito dell’intergruppo parlamentare per la pace tra Israele-Palestina, la relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati ha illustrato il dossier a cui a lavorato per oltre sei mesi in cui denuncia che “il business del genocidio dei palestinesi è quantificabile: da ottobre 2023 a maggio 2025 il valore della borsa di Tel Aviv è triplicato”.
(agf)

La relatrice Onu ha presentato alla Camera il report “Dall’economia dell’occupazione all’economia del genocidio” a cui ha lavorato per oltre sei mesi

L'appuntamento è stato promosso dall’intergruppo parlamentare per la pace in Israele e Palestina, che ha candidato Albanese al nobel per la pace. “Francesca Albanese è stata colpita da sanzioni da parte degli Stati Uniti per aver svelato i crimini di un governo terrorista e genocidario" ha detto la deputata M5S e presidente dell'intergruppo, Stefania Ascari, che assicura: “Saremo sempre al suo fianco in questo cammino di giustizia e verità”.

Nel report su quanto sta avvenendo a Gaza presentato alla Camera, Albanese è netta: “Non si compra, non si vende e non si coopera con uno Stato accusato di crimini internazionali e quindi anche l'Italia è in grave violazione, non solo per aver violato l'obbligo di

Freedom Flotilla - info

 Freedom Flotilla sequestrata, 
Mentre Antonio Mazzeo, attivista e giornalista a bordo della Handala atterrava in lacrime a Fiumicino, in Israele si è svolta l’udienza di Tony La Piccirella, l’altro connazionale rapito in acque internazionali dall’esercito di Tel Aviv.

Entrambi si trovavano a bordo dell’imbarcazione della Freedom Flotilla Coalition diretti verso Gaza con un carico di aiuti umanitari per la popolazione palestinese, affamata a morte da quasi due anni di offensiva israeliana. Nella notte tra sabato e domenica i 21 membri dell'equipaggio sono stati intercettati, rapiti e detenuti dai militari israeliani. Tre di loro hanno firmato un documento di “deportazione volontaria” nel loro paese di origine, tra cui Mazzeo, altri 14 hanno rifiutato, tra cui La Piccirella.

Due attivisti con cittadinanza israeliana sono stati, invece, detenuti e in seguito rilasciati sotto la custodia del team legale di Freedom Flotilla – l’organizzazione Adalah (un'organizzazione non governativa con sede a Haifa, in Israele, che si dedica alla difesa dei diritti umani della minoranza araba in Israele e dei palestinesi che vivono sotto occupazione israeliana), mentre altri quattro attivisti non hanno ancora incontrato gli avvocati.

Antonio Mazzeo racconta cos’è successo sulla Freedom Flotilla: “Polizia israeliana barbara e umiliante”

martedì 29 luglio 2025

ORE 12 Controinformazione Rossoperaia - Speciale Taranto in lotta

 

Controinformazione Rossoperaia, speciale India

 


Ripubblichiamo integrale l'appello dei lavoratori palestinesi a lavoratori e 00.SS nel mondo - naturalmente raccolto e diffuso dallo Slai cobas per il sindacato di classe

Ai lavoratori liberi ovunque nel mondo,

Ai nostri compagni nei sindacati e nelle federazioni sindacali internazionali,

Vi trasmettiamo la dichiarazione dei lavoratori di Gaza, emessa dalla Federazione Generale Palestinese dei Sindacati, rivolta ai lavoratori e ai sindacati del mondo — un ultimo appello che hanno intitolato “Un grido prima della morte.”

Questo messaggio ci giunge nel mezzo della fame e dell’assedio, da sotto le macerie delle fabbriche e delle case, e dal cuore di una guerra di sterminio che va avanti da quasi 22 mesi, accompagnata da una politica sistematica di fame di massa attuata da “Israele” con il diretto sostegno degli Stati Uniti e dei suoi partner europei.

La dichiarazione recita:

"La guerra israeliana ha distrutto l’80% delle case di Gaza, tutte le sue fabbriche, officine e fonti di sostentamento, e la maggior parte dei suoi terreni agricoli è stata rasa al suolo.”

Infatti, la vita dei lavoratori, pescatori, agricoltori e di tutti i settori produttivi della Striscia assediata è diventata un inferno vivente. Le loro famiglie sono ormai senza riparo e senza reddito. Non c’è cibo, né medicine. Un lavoratore afferma:

"Siamo assediati dalle armi americane ed europee, soffocati dalla fame, dall’abbandono e dal silenzio — tutto nel tentativo di distruggere le nostre vite, spezzare la nostra resilienza e annientare la volontà di resistenza del nostro popolo.”

Oggi ci rivolgiamo di nuovo a voi, non solo come vittime, ma come lavoratori della Palestina: parte

Settimana internazionale a Milano

 

un manifesto su cui non siamo d'accordo

Il lavoro ripudia la guerra. Manifesto per un diritto del lavoro della pace

L’umanità sta attraversando un crinale della storia che rischia di essere senza ritorno. La guerra e l’uso della forza armata sembrano costituire sempre di più l’unico mezzo per la risoluzione dei conflitti internazionali e per il perseguimento di miopi interessi nazionali, dimenticando che l’umanità ha un unico comune destino.

Il piano di riarmo deciso dall’Unione europea, l’aumento oltre ogni sostenibilità delle spese militari deciso dalla NATO, la folle corsa agli armamenti, costituiscono di per sé una “dichiarazione di guerra”, attraverso la sottrazione di risorse ai diritti fondamentali: la salute, la casa, l’istruzione, la cultura, la salvaguardia dell’ambiente.

L’economia di guerra condanna per sempre i lavoratori al precariato e allo sfruttamento ed è incompatibile con un “esistenza libera e dignitosa” (art. 36 Cost.). Essa inoltre comporta una proliferazione delle attività lavorative connesse con la guerra; la produzione, il commercio ed il trasporto delle armi, stanno portando ad un crescente coinvolgimento di lavoratori e lavoratrici in attività connesse direttamente o indirettamente con il settore bellico

Riteniamo che il movimento sindacale, con il sostegno delle forze della società civile che hanno a cuore la pace e il disarmo, abbia il dovere di dare una risposta all’altezza dei tempi al desiderio diffuso di tanti lavoratori e lavoratrici di sottrarsi agli ordini dei propri datori di lavoro quando questi sono in esplicito contrasto con i valori di pace e di convivenza umana: oggi più che mai si pone per i lavoratori il tema della “non collaborazione” con una economia di guerra e con un sistema di relazioni internazionali fondato sulla palese violazione del diritto internazionale e del diritto umanitario. Si tratta di andare oltre il motto “non in mio nome” e proclamare con azioni concrete “non con le mie mani, non con le mie conoscenze, non con il mio lavoro”.

Se “l’Italia ripudia la guerra” (art. 11 Cost.) e se “l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro” (art. 1 Cost.), deve ritenersi coerente con il dettato costituzionale la volontà dei lavoratori e delle lavoratrici di non collaborare, di disobbedire, di non effettuare nessuna prestazione lavorativa che abbia un’attinenza diretta o indiretta con l’economia e la cultura della guerra, in ogni settore: industriale, della logistica e del trasporto, della ricerca, dell’istruzione.

Questa volontà di disobbedienza deve potersi manifestare anzitutto con il libero esercizio del diritto di sciopero (art. 40 Cost.) e di ogni azione collettiva di lotta (art. 39 Cost) che si opponga alla guerra e alle politiche di riarmo.

L’esercizio di questo diritto per essere davvero libero deve essere svincolato da ogni controllo del potere esecutivo e della Commissione di garanzia sul diritto di sciopero, dal momento che è di tutta evidenza che il trasporto e la movimentazione di armi dentro e fuori il territorio nazionale (a maggior ragione fuori dal territorio nazionale), non possono essere definiti “servizi pubblici essenziali” non avendo alcuna attinenza con “il godimento dei diritti della persona, costituzionalmente tutelati, alla vita, alla salute, alla libertà e alla sicurezza, alla libertà di circolazione, all’assistenza e previdenza sociale, all’istruzione ed alla libertà di comunicazione” (art. 1 l. 146/1990).

2 - INTERVISTA CON IL COMPAGNO BASAVARAJ, SEGRETARIO GENERALE, PCI (MAOISTA) - settimana internazionale dei martiri della rivoluzione indiana 28/luglio-3/agosto

 

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INTERVISTATORE: Molte delle aree in cui il tuo Partito e l'EPGL sono attivi sono molto ricchi di biodiversità e in piante e fauna rare e importanti. Qual è la posizione del Partito al riguardo della conservazione in queste aree, e della distruzione capitalista-imperialista dell'ambiente più in generale?

COMPAGNO BASAVARAJ: Le aree del movimento rivoluzionario sotto la direzione del nostro partito sono ricche di biodiversità. Ci sono innumerevoli alberi, foreste verdi e fiumi perenni, erbe medicinali, animali della foresta, varie specie di uccelli, mammiferi, insetti, fiumi, animali acquatici, anfibi, centinaia di tipi di pesci, dozzine di piccoli prodotti forestali disponibili, vari tipi di radici, frutti, cespugli e alberi che danno frutti, migliaia di tipi di riso protetti con metodi tradizionali, i legumi, e i semi oleosi sono abbondanti. C'è un enorme pericolo per la preziosa, magnifica, unica, equilibrata biodiversità naturale che proviene dagli imperialisti, dai capitalisti burocratici compradori già da molto tempo. A causa delle politiche antipopolari e sponsorizzate dagli imperialisti delle classi dominanti sfruttatrici, questa biodiversità e l'ambiente corrono il pericolo di essere distrutti. Non si deve lasciare perdere la natura per i profitti di pochi grandi sfruttatori nazionali e stranieri. L'equilibrio naturale deve essere preservato, l'ambiente deve essere protetto e la ricchezza naturale e le risorse devono essere utilizzate in modo equilibrato per migliorare le condizioni di vita umane. La protezione ambientale e l'equilibrio naturale e il miglioramento delle condizioni di vita umane sono reciprocamente dipendenti. Dobbiamo lottare costantemente contro la distruzione delle risorse portate avanti dall'imperialismo capitalista. La rivoluzione di Nuova Democrazia costituirà la base fondamentale per la soluzione permanente di questo problema.

Ecco alcuni esempi per mostrare come le multinazionali imperialiste stanno distruggendo la biodiversità del nostro paese. Il Dr. Richaria ha raccolto più di 22.000 tipi di riso e oltre 1800 ortaggi a foglia da migliaia di agricoltori provenienti da centinaia di villaggi del Chhattisgarh e il Madhya Pradesh e ne ha conservato il germoplasma presso l'Università Agraria Nazionale Indira Gandhi di Raipur, la capitale dell'attuale Chhattisgarh negli anni ‘50 e anni '60. Di questi, ci sono quelli che crescono con meno acqua, che danno meno erba, più erba, che diffondono un buon profumo, che sono lunghi, corti, che crescono in qualsiasi stagione e così via. Ma il germoplasma di questi chicchi di riso è stato rubato dalle multinazionali degli Stati Uniti e di altri paesi simili in collaborazione con i governanti compradori del nostro paese. Le multinazionali affermano di aver sviluppato tali cereali nell’Istituto Internazionale di Ricerca sul Riso (IRRI) di Manila e venduti con nomi come IR-36, IR-72 all’India e in altri paesi. Ogni anno costringono gli agricoltori a dipendere dalle multinazionali per le sementi ogni.

La vera storia dietro la conservazione dello sviluppo di così tante migliaia di tipi di semi che ci consegna una grande esperienza storica è molto interessante. Il mondo deve saperlo. I contadini del Chhattisgarh organizzano un festival chiamato Akti. Quel giorno, tutti i giovani giocano a Kolatam e chiedono riso a tutte le case. Essi seminano ciò che hanno raccolto da tutto il villaggio in un terreno comune. Naturalmente nuovi tipi di semi vengono generati nel processo di crescita delle colture. Essi mettono insieme questi raccolti separatamente e li seminano. Così ogni anno nascono sementi con nuove caratteristiche in ogni villaggio. Così ogni villaggio si sviluppa come un laboratorio agricolo e ogni agricoltore come scienziato agricolo e tante migliaia di semi di riso si sviluppano. I semi di riso che possiedono tale diversità si sono sviluppati nel paese e sono stati rubati dalle Multinazionali con il sostegno dei governi compradori e adesso li possiedono loro. Centinaia di tipi di locali semi di riso, legumi, radici, ortaggi a foglia, ortaggi, semi di frutta e altri simili sono ancora disponibili nelle aree tribali interne. Vi è un forte bisogno di proteggerli e preservarli affinché non finiscano nelle mani delle multinazionali.

Nel 1990 anche la multinazionale Syngenta cercò di rubare il germoplasma di vari tipi di semi in collaborazione con i manager, quando un professore patriota prese l'iniziativa di denunciare la questione. Democratici, organizzazioni di massa e sindacati hanno intrapreso le lotte e i tentativi furono fermati.

Con lo sfruttamento indiscriminato delle risorse da parte degli imperialisti e dei loro agenti, i capitalisti burocratici compradori per i loro profitti, centinaia di migliaia di acri delle foreste, dei terreni forestali e delle aree fluviali sono state devastate dai pesanti progetti minerari, mega progetti industriali e grandi dighe. Alberi, organismi e animali si stanno estinguendo. L’inquinamento dell’acqua pura di superficie e sotterranea e dell'aria si sta intensificando. La distruzione ambientale avanza in grande stile. La ricca biodiversità si sta estinguendo.

A causa dell'estrazione mineraria nel paese, molti piccoli fiumi e canali, a parte i grandi fiumi, vengono inquinati. Le acque di questi fiumi e canali non sono utilizzabili per la coltivazione. L'acqua è inquinata al punto che non può essere utilizzata nemmeno per il lavaggio, per non parlare del bere. Quasi tutti i fiumi che scorrono vicino alle miniere vengono inquinati. Organismi acquatici e specie di uccelli si stanno estinguendo. Le persone soffrono di gravi problemi di salute oltre a vari tipi di malattie della pelle.

Trivellazioni, esplosioni, treni merci, camion e macchine utilizzate per il trasporto delle risorse

lunedì 28 luglio 2025

Settimana internazionale a Palermo

1 - INTERVISTA CON IL COMPAGNO BASAVARAJ, SEGRETARIO GENERALE, PCI (MAOISTA) - settimana internazionale dei martiri della rivoluzione indiana 28/luglio-3/agosto


 


IN CONVERSAZIONE CON ALF BRENNAN   DA AVANI NEWS, DICEMBRE 2022

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INTERVISTATORE: Come giudica il tuo partito il modo di produzione esistente in India: semi-feudale o capitalista industriale?

Compagno Basavaraj: I comunisti rivoluzionari sotto la direzione del compagno CM e il compagno KC hanno analizzato concretamente le contraddizioni di classe esistenti dopo uno studio delle condizioni economiche, politiche, sociali, culturali e geografiche dell'India alla luce del MLM. Hanno affermato che l'India è una società semi-coloniale e semi-feudale e che il percorso della rivoluzione sarà la guerra popolare di lunga durata, che prima realizzerà la fase della rivoluzione di Nuova Democrazia e poi avanzerà verso la fase del socialismo. Il nostro PCI (Maoista) unito sta attuando questa linea politico-militare.

Sullo sfondo di discussioni e dibattiti su larga scala tra marxisti, revisionisti, neorevisionisti, intellettuali borghesi e ONG sul fatto che il nostro paese sia una società capitalista o semicoloniale, semifeudale, il nostro partito ha analizzato e sintetizzato i resoconti degli studi sui Rapporti di produzione che il nostro partito ha intrapreso in vari stati dal 2011 e il CC ha pubblicato un documento dettagliato sui "Cambiamenti nei rapporti di produzione – il nostro Programma politico" nella sua sesta riunione (segue) nel dicembre 2020. Il documento affermava che il nostro paese è ancora una società semi-coloniale e semifeudale. Tuttavia, ha anche detto che ci sono considerevoli cambiamenti capitalistici distorti favorevoli agli imperialisti e ai capitalisti burocratici compradori e ai latifondisti. Abbiamo adottato il nostro programma politico in modo da adottare una tattica corrispondente. Devi aver visto il documento.

Prima dell'aggressione britannica, il nostro paese era una società feudale. Dopo che gli inglesi occuparono l'India, si trasformò in un paese coloniale. Infatti, quando gli inglesi si impadronirono dell'India, il capitalismo si era sviluppato dal grembo della società feudale in alcune aree del paese. Durante questo periodo i Parsi di Mumbai, i Bania del Gujarat e i Marwaris del Rajasthan lavorarono come agenti per l’occupazione dell'India. La grande classe borghese indiana non ha combattuto contro l'imperialismo britannico secondo il suo carattere, anzi gli ha esteso il suo totale sostegno durante i giorni della guerra e in altri momenti. Gli inglesi collaborarono con i re feudali, gli Zamindar, gli usurai e i mercanti dell'India e ostacolarono lo sviluppo indipendente dello sviluppo capitalistico nel paese, basandosi sulla base sociale feudale del paese. Hanno introdotto una cultura che serve l'imperialismo britannico. Hanno introdotto relazioni capitalistiche distorte nei loro interessi. Molti vecchi grandi commercianti e banchieri indipendenti del paese sono andati in bancarotta. Nello stesso tempo gli inglesi apportarono diversi cambiamenti al feudalesimo secondo il loro dominio coloniale. Ringiovanirono gli indeboliti rapporti feudali. Hanno distrutto l'ordine economico rurale autosufficiente in India. Questo fece fallire i contadini e gli artigiani. Le forze produttive sono state distrutte in grande stile. Il mercato interno è ulteriormente diminuito. Introdussero il metodo permanente di riscossione delle tasse, i metodi ryotwari, mahal Wari e zamindari e trasformarono la terra in una merce. Così i contadini persero il loro tradizionale diritto alla terra. L'India divenne un centro di produzione di materie prime e beni industriali necessari per la produzione industriale degli inglesi. Svilupparono poche industrie, colture commerciali, piantagioni, trasporti e comunicazioni solo per le esigenze degli inglesi. La grande classe borghese compradora emerse dai re feudali, dagli Zamindar, dai Divan, dai commercianti compradori e dalle classi usuraie che aiutarono gli inglesi. Questa classe ha svolto un ruolo importante nel permettere agli inglesi di saccheggiare le risorse naturali del nostro paese. Una nuova classe feudale Zamindar si sviluppò al posto dei vecchi zamindar. L'economia indiana è diventata una parte inseparabile del sistema capitalista mondiale a livello coloniale e dipendente. Da un lato la borghesia compradora indiana dipendeva dall'imperialismo per la sua esistenza e il suo sviluppo e dall'altro divenne uno strumento di sfruttamento e repressione coloniale. Così la società feudale indiana divenne una società coloniale, semi-feudale. Gli inglesi trasformarono il paese in una colonia per due secoli e continuarono il loro sfruttamento.

Gli imperialisti hanno affrontato una situazione difficile con la grande sconfitta delle forze fasciste da parte dell'Armata Rossa dell'Unione Sovietica e dei popoli del mondo sotto la guida del grande maestro marxista Stalin durante la Seconda Guerra Mondiale: a causa del considerevole indebolimento dell'imperialismo dopo la guerra; la creazione di stati democratici popolari nei paesi dell'Europa orientale; l’effetto del grande successo della rivoluzione cinese con la leadership di Mao portata alle estreme conseguenze; l'emergere di un sistema socialista mondiale in un terzo del mondo; lo sviluppo di movimenti di liberazione indipendenti/nazionali in tutto il mondo. Così cambiarono il loro precedente dominio coloniale diretto e la loro forma di sfruttamento e adottarono una nuova forma di sfruttamento: la forma neocoloniale basata sui compradores da loro addestrati e comprendente il dominio indiretto, lo sfruttamento e l'egemonia con un nuovo stile.

Documento 2: Il comunicato appello del Comitato Internazionale di Sostegno alla Guerra popolare in India per il compagno Basavaraj

25 maggio - Comunicato/appello del Comitato Internazionale di Sostegno alla Guerra Popolare in India per il compagno Keshava Rao@ Basavraj segretario generale del PCI (Maoista),

Il Comitato Internazionale di Sostegno alla guerra popolare in India saluta il compagno Keshava Rao@ Basavraj segretario generale del PCI (Maoista), assassinato insieme ad altri 26 quadri maoisti nella foresta di Abuijhmad,nel distretto di Narayanpur, in Chhattisgarh il 21 maggio dalle forze repressive del regime fascista di Modi, asservito all'imperialismo

Si tratta di una grande perdita per il Partito, l’Esercito Popolare Guerrigliero di Liberazione, il proletariato e le masse indiane,impegnate nella guerra di popolo, per il Movimento Comunista Internazionale, per i proletari, gli sfruttati e i popoli oppressi nel mondo.

K.R.Basavraj è il fondatore nel 2000 dell’Esercito Popolare di guerriglia e ha guidato come Comandante le più importanti azioni della guerra popolare in questi anni, infliggendo duri colpi al regime reazionario indiano e all’imperialismo. Determinante è stato il suo ruolo nella creazione delle Basi di guerriglia e nella nascita degli Organismi di potere popolare.

Basavraj è divenuto segretario generale del Partito nel 2018. K.RBasavraj è stato formato dal Partito e dalle masse, dando sempre un esempio straordinario di coraggio, sagacia e determinazione. E' stato un maestro della guerra di popolo e ha dato la vita per la rivoluzione.

Non sarà mai dimenticato!

Documento 1: Il saluto al compagno Basavaraj dei compagni marxisti-leninisti-maoisti italiani - Settimana internazionale dei martiri della rivoluzione indiana 28 luglio/3agosto

pc 26 maggio - Saluto al compagno Basavraj! Sostegno alla guerra popolare in India! sostegno internazionalista al PCI (Maoista)

Tribute to comrade Basavraj! Support to people's war in India! support internationalist to CPI(Maoist)! italian/english

Saluto al compagno Basavraj! Sostegno alla guerra popolare in 

India! sostegno internazionalista al PCI (Maoista)

 

Il segretario generale del Partito Comunista dell’India (maoista), Basavraj, è stato assassinato combattendo insieme a 26 quadri maoisti, nelle foreste del Distretto di Narayanpur, nello stato di Chhattisgarh.

E’ stato necessario per il regime di Modi mettere in campo un’enorme forza militare per colpire il compagno Basavraj e i suoi compagni. Questo mostra non la forza ma la debolezza del regime indiano.

La morte di Basavraj e dei nostri compagni è una grave perdita per il Partito, per i proletari e le masse popolari nel mondo e per il movimento comunista internazionale. Questo Partito, basato sul marxismo-leninismo-maoismo, è impegnato nella più grande guerra di popolo attualmente al mondo, nel paese più popoloso del mondo, dove si gioca una parte determinante dello scontro mondiale tra imperialismo e proletari e popoli oppressi del mondo. Uno scontro che gioca una parte decisiva nell’attuale situazione

Appello internazionale del PCI (maoista) per la settimana internazionale dei martiri della rivoluzione indiana

Celebrare la settimana/Memorial dei martiri della rivoluzione dal 28 luglio al 3 agosto! Mobilitare le vaste masse nelle lotte popolari e nella guerra di guerriglia per far cadere l'Operazione Kagar, guerra controrivoluzionaria contro il popolo! Fare sforzi determinati per far avanzare il movimento rivoluzionario Indiano con la strategia e le tattiche della guerra di popolo prolungata! - PCI(Maoista)

Observe Martyrs’ Memorial Week from...  July 28th to August 3rd! Mobilize the vast masses into People’s struggles and Guerrilla war to fail ‘Operation Kagaar’ – The counter revolutionary war on the people! Make determined efforts to advance the Indian Revolutionary movement with the Strategy-Tactics of Protracted People’s War!” CPI (Maoist) 

Onorare in tutte le forme il compagno Basavaraj, i martiri dell'Operazione Kagar e tutti i martiri della rivoluzione indiana!

Intensificare la mobilitazione e le azioni contro l'operazione Kagar, per il rilascio dei prigionieri politici in India!

Estendere il sostegno alla guerra di popolo in India e al Partito Comunista dell'India (Maoista) come importante punto di riferimento internazionale per la lotta di liberazione dei proletari e popoli oppressi dall'imperialismo, per la rivoluzione proletaria mondiale, il socialismo e il comunismo!

Honor in all forms Comrade Basavaraj and the martyrs of ‘Operation Kagar’!

Intensify mobilization and actions against the Operation Kagar, for the release of political prisoners in India

Extend the support to the People’s War in India and to the Communist Party of India (Maoist), as important international reference point for the liberation struggle of the people oppressed by imperialism, for the world proletarian revolution, socialism and communism!

Comitato Internazionale di sostegno alla Guerra Popolare in India - ICSPWI

csgpindia@gmail.com 

Appello del ICSPWI alla mobilitazione in occasione della Settimana dei martiri della rivoluzione indiana (28 luglio – 03 agosto),

Appello alla mobilitazione in occasione della Settimana dei martiri (28 luglio – 03 agosto),

L'ICSPWI chiama le organizzazioni e i partiti MLM, tutte le organizzazioni e i partiti comunisti, i rivoluzionari, i progressisti e i sinceri democratici, alla mobilitazione a sostegno della Guerra Popolare in India e del partito che la dirige, il Partito Comunista dell'India (Maoista), in occasione della Settimana dei martiri (28 luglio – 03 agosto).

Il sangue versato dai martiri rivoluzionari indiani caduti per la Rivoluzione di Nuova Democrazia in India, primo passo verso il Socialismo ed il Comunismo, va onorato: é il sangue versato dai nostri compagni che sono pronti all'estremo sacrificio per liberare l'India dal giogo semifeudale e semicoloniale e dal capitalismo burocratico al servizio dell'imperialismo.

L'India non é solo il più grande paese al mondo con circa un miliardo e mezzo di persone, ma é anche il regime hindutha (fascismo con caratteristiche hindù) di Modi ed é il principale bastione

domenica 27 luglio 2025

GAZA. La Handala assaltata dalla Marina israeliana in acque internazionali


 COMUNICATO

La Freedom Flotilla Coalition conferma che la nave civile Handala, in navigazione per rompere l’illegale e genocida blocco imposto da Israele alla popolazione palestinese di Gaza, è stata violentemente intercettata dalle forze militari israeliane in acque internazionali, a circa quaranta miglia nautiche dalla costa.

Alle ore 11.43 (le 10.43 in Italia) le forze di occupazione hanno disattivato le telecamere a bordo della Handala e ogni comunicazione con l’equipaggio è stata interrotta. La nave, disarmata e impegnata in una missione umanitaria, trasportava beni di prima necessità destinati alla popolazione civile: latte in polvere per neonati, pannolini, alimenti e medicinali.

L’intero carico era di natura civile e non militare, destinato alla distribuzione diretta ad una popolazione stremata dalla fame indotta e dal collasso sanitario provocato dal blocco.

A bordo della Handala si trovavano 21 civili provenienti da 12 Paesi, tra cui parlamentari, avvocatə, giornalistə, sindacalisti, ambientalisti e difensorə dei diritti umani.

Aggiornamento legale sul caso degli attivisti che si trovavano a bordo della nave Handala

Fonte: Adalah Legal Center

Gli avvocati del team legale Adalah hanno incontrato 17 dei 21 attivisti detenuti presso il porto di

NO TAV - la lotta non si puo' fermare! E' come una guerra popolare! Guerra alla guerra! Oggi assemblea nazionale

Diecimila No Tav hanno marciato sabato 26 luglio 2025, in Valle di Susa, contro l’Alta velocità Torino-Lione. Il corteo è partito dal Festival Alta Felicità, organizzato ogni anno, a fine luglio presso lo storico presidio di Venaus, dal movimento che da oltre trent’anni si batte contro la grande opera inutile e dannosa i cui cantieri aumentano di numero, devastando sempre più la Valle e le sue montagne.

La marcia, aperta dallo striscione “c’eravamo, ci siamo e ci saremo”, si è divisa in diversi spezzoni raggiungendo i cantieri (attivi o futuri) del Tav a Giaglione, nella frazione Traduerivi di Susa e a San Didero. Diverse le azioni dirette partite dalla marcia, tra cui le battiture, il taglio delle reti, il blocco dell’autostrada Torino-Bardonecchia con barricate in fiamme e l’invasione del nuovo cantiere di Traduerivi, frazione di Susa. Qui è stato aperto uno striscione con la scritta “salviamo insieme la piana di Susa!”. Inoltre, sono stati danneggiati irreversibilmente mezzi e strutture da cantiere.

 Tout le monde deteste la police !

“Si parte e si torna insieme”, dice uno storico motto del movimento No Tav. Così, dopo la marcia, i manifestanti sono rientrati insieme al Festival Alta Felicità che prosegue anche oggi tra musica, dibattiti, assemblee e iniziative di ogni genere: oggi, domenica 27 luglio, è in programma l’assemblea nazionale “Guerra alla guerra”

Settimana internazionale dei martiri della rivoluzione indiana - nazionale

 

Appello/Dichiarazione della Federazione Generale Palestinese dei Sindacati

"Un grido prima della morte"

23 luglio 2025

Ai lavoratori liberi ovunque nel mondo,

Ai nostri compagni nei sindacati e nelle federazioni sindacali internazionali,

Vi trasmettiamo la dichiarazione dei lavoratori di Gaza, emessa dalla Federazione Generale Palestinese dei Sindacati, rivolta ai lavoratori e ai sindacati del mondo — un ultimo appello che hanno intitolato “Un grido prima della morte.” Questo messaggio ci giunge nel mezzo della fame e dell’assedio, da sotto le macerie delle fabbriche e delle case, e dal cuore di una guerra di sterminio che va avanti da quasi 22 mesi, accompagnata da una politica sistematica di fame di massa attuata da “Israele” con il diretto sostegno degli Stati Uniti e dei suoi partner europei.

La dichiarazione recita:

"La guerra israeliana ha distrutto l’80% delle case di Gaza, tutte le sue fabbriche, officine e fonti di sostentamento, e la maggior parte dei suoi terreni agricoli è stata rasa al suolo.”

Infatti, la vita dei lavoratori, pescatori, agricoltori e di tutti i settori produttivi della Striscia assediata è diventata un inferno vivente. Le loro famiglie sono ormai senza riparo e senza reddito. Non c’è cibo, né medicine. Un lavoratore afferma: “Siamo assediati dalle armi americane ed europee, soffocati dalla fame, dall’abbandono e dal silenzio — tutto nel tentativo di distruggere le nostre vite, spezzare la nostra resilienza e annientare la volontà di resistenza del nostro popolo.”

Oggi ci rivolgiamo di nuovo a voi, non solo come vittime, ma come lavoratori della Palestina: parte

Siamo noi lavoratori che possiamo contribuire alla riaffermazione del diritto ad esistere dei palestinesi - Da un compagno operaio ex Ilva Taranto

La crisi del capitale inevitabilmente porta ai fascismi, e con essi la repressione feroce e la menzogna, cosa di cui oggi possiamo fare esperienza in prima persona. Le bugie sistematiche dei nostri governi occidentali sono ormai una forma virulenta di dominio verso il quale molti di noi sono in piena fase di sviluppo degli anticorpi.

Sono gli Stati Uniti di Trump che ci minacciano giorno dopo giorno con l’applicazione dei dazi se non obbediamo al loro volere, sono sempre gli Stati Uniti che ci hanno imposto il riarmo per proteggere i loro interessi a spese nostre, ed è lo stato metastatico sionista di Israele che minaccia tutti i Paesi che non sono allineati alla loro politica genocida e, in questo caso certamente già ben più che dimostrata, espansionistica. L’idea della Grande Israele si concretizza non solo con l’espansione degli insediamenti coloniali in Cisgiordania e l’annientamento di Gaza, ma anche con le invasioni nel Libano e gli attacchi violenti alla Siria e all’Iran, sempre coperti dalle menzogne di chi detiene il potere, puttanate che li vogliono come gli ultimi difensori della minoranza drusa quando non hanno mai avuto alcun rispetto per alcuna religione, nemmeno per la propria, o ancora per la deterrenza dalla bomba atomica dell’Iran,