giovedì 14 dicembre 2023
pc 14 dicembre - 10° CORTEO a Milano, ancora in piazza per la Palestina - partecipare, partecipare, partecipare!
Non si ferma la mobilitazione in solidarietà con il popolo Palestinese sotto le bombe sioniste da 70 giorni.

CORTEO A MILANO
SABATO 16 DICEMBRE ORE 15,00
concentramento in piazza Loreto
con termine nella piazza/parcheggio della stazione di Lambrate
organizzato da tutte le Associazioni e Comunità Palestinesi

Con il popolo Palestinese che resiste.
Fermiamo il genocidio!
Per un cessate il fuoco immediato.
Dopo 70 giorni di bombardamenti e l'invasione con i carri armati delle forze armate israeliane, la guerra ai Palestinesi nella striscia di Gaza è chiaramente contro ogni rispetto della condizione di sopravvivenza umana.
Donne, uomini, bambine e bambini sono senza acqua, senza cibo, senza più assistenza umanitaria, senza più casa, e le loro vite dipendono solamente dalla casualità e dall'arbitrio della potente macchina bellica alimentata dal sostegno militare del "democratico" Biden.
Cacciati dal nord di gaza dai bombardamenti a tappeto, giorno dopo giorno, la popolazione civile viene dilaniata senza interruzione dalle bombe nella fuga verso il valico di Rafah al confine con l'Egitto. Ma non c'è pietà umana, né rispetto di qualsiasi convenzione perché, appena trovano rifugio in chiese, moschee, scuole, ospedali o rifugi dell’O.N.U. che dovrebbe garantire loro protezione, vengono ancora bombardati, schiacciati e devastati da bombe e macerie.
Senza via d'uscita né luogo sicuro dove rifugiarsi.
La guerra sionista è sempre di più, sotto gli occhi di tutte e tutti, scientificamente
pc 14 dicembre - Sull’incendio a Tivoli - info denuncia
: NON ERA UN FILM ...
E' tutto vero quanto accaduto venerdì 8 dicembre alle ore 23.00 all'Ospedale San Giovanni Evangelista di Tivoli, dove è divampato un incendio che ha coinvolto il seminterrato dell'ospedale e altri piani causando la morte di 3 anziani e l'evacuazione di 192 persone di cui 174 pazienti e personale sanitario.
La storia si ripete …
L'impianto antincendio non era aggiornato dal 2016, dopo interventi che avevano riguardato 20 strutture ospedaliere del Lazio. I sindacati sostengono che non erano presenti nella struttura squadre di servizio di guardia antincendio e che in questi anni il personale aveva seguito corsi senza alcuna prova di evacuazione.
Non è chiaro se vi fosse il piano di evacuazione ...
A rischiare di essere messi sotto accusa sono i vertici dell'Asl responsabili di inadempienze sulla sicurezza. Quando ogni giorno si contano le morti di lavoratori e lavoratrici, quando si assiste a stragi dove perdono la vita cittadini o, come in questo caso, utenti/pazienti, è chiaro che non si tratta di casualità. Il caso vuole che l'Ospedale fosse una tra le peggiori strutture, nella lista nera e senza fondi.
Un ospedale obsoleto e in abbandono anche se i progetti di ristrutturazione erano aperti da
mercoledì 13 dicembre 2023
pc 13 dicembre - Stellantis: volantino diffuso dallo Slai cobas sc nell'intervento a Mirafiori di lunedì 11 dicembre
OPERAI, OPERAIE,
nel gruppo Stellantis niente di nuovo. La sostanza, oscurata da molti articoli e molte parole a vuoto, nasconde una realtà semplice: i padroni dichiarano profitti e continuano a scaricare sui lavoratori la crisi generale, la guerra commerciale che avviene nel mercato mondiale. Mentre negli stabilimenti vanno avanti riduzione dell’occupazione e intensificazione dello sfruttamento per abbassare il costo del lavoro che è in realtà aumento dell’estorsione di plusvalore di tutti gli operai.
Al di là delle promesse, Tavoli e progetti annunciati, Stellantis considera l’Italia una sorta di anello debole del suo sistema multinazionale. La produzione di auto di questo gruppo nel nostro paese è scesa sotto le 500mila unità, e ora è all’8° posizione in Europa, dietro anche quella in Romania, Slovacchia e Repubblica Ceca.
Da mesi fino ai giorni scorsi, Stellantis, governo e sindacati dicono che vogliono approntare un piano per raddoppiare la produzione in Italia a 1 milione di autovetture. Ma, come scrive il Sole 24 Ore, questo piano è ancora solo un proposito e sottoposto a condizioni: che ci sia un sostegno per l’acquisto delle auto elettriche, un intervento sulla normativa “Euro 7” e infine, una riduzione del costo del lavoro “per fronteggiare la concorrenza asiatica e cinese”.
Il Tavolo al Mimit, lungi dal trovare una soluzione, ha ulteriormente indicato queste condizioni.
Clamoroso comunque è stato il fatto che mentre Tavares annunciava che Pomigliano continuerà a produrre la Panda, la Meloni incontrando il presidente della Serbia veniva a conoscenza che è in Serbia che sarà prodotta in gran parte la nuova Panda elettrica negli stabilimenti del gruppo di Kragujevac. Inutile dire che la Meloni su questo non ha avuto nulla da dire.
Così come da tempo, mentre si chiede a Torino chiarezza sui modelli effettivi da produrre affinchè si abbiano garanzie occupazionali, intanto la Maserati viene messa in vendita con una Immobiliare.
E’ la linea generale di Stellantis espressa con l’annuncio della proposta di uscite volontarie di 15mila impiegati, un terzo della forza lavoro, dopo un accordo sindacale che ne prevedeva già 2mila.
Un recente articolo de Il Fatto Quotidiano del 5 dicembre da un quadro abbastanza esatto degli effettivi piani di Stellantis che sono rafforzare il vertice della filiera green in Francia e Usa; investimenti, quindi, solo all’estero, con piani dall’America all’Africa.
A Mirafiori gli operai vengono mandati a casa fino a dopo le feste, negli altri stabilimenti avviene anche di peggio. A Cassino vengono annunciati 850 esuberi strutturali, ovvero un terzo del personale e nello stesso tempo viene chiesto ai restanti operai di lavorare di più – dovranno lavorare anche il sabato perdendo una quota importante di salario dovuta al turno unico. A Melfi abbiamo comandate obbligatorie, ricatto: o il trasferimento a Pomigliano o la cassaintegrazione a Melfi, per chi va a Pomigliano significa 5 ore di viaggio per 8 ore di lavoro sulle linee, chi non è contento può dare le dimissioni - mostrando che alla fine il vero obiettivo di Stellantis è spingere gli operai a licenziarsi per ridurre il personale.
Il gruppo Stellantis investe ma fondamentalmente non in Italia; il gruppo Exor è diventato ormai il vero business della famiglia Agnelli/Elkan. Il giornale di Milano Finanza annuncia 138milioni di dollari per finanziare Ursa Mayor, società americana considerata principale fornitore di razzi a propulsione, con un ruolo fondamentale nella costruzione della base industriale di difesa degli Stati Uniti. E’ qui, in sostanza, nei missili Usa, nell’industria degli armamenti, oltre che nella Finanza, il cuore della famiglia Agnelli.
In questo stato delle cose, per gli operai non c’è alternativa alla lotta generale in tutto il gruppo. Solo questo può cambiare lo stato delle cose. A partire dalle condizioni quotidiane, contrastare ogni riduzione dell’occupazione diretta o mascherata, abbassare i ritmi, opporsi ai piani generali e particolari in ogni stabilimento.
Nessuna fiducia nelle trattative al Mimit. Nessuna fiducia nei piani annunciati da padroni e governo. E obiettivamente nessuna fiducia si può avere nella linea attuale dei sindacati confederali, che, alcuni più di altri, non sono autonomi dai padroni e nè dal governo.
Gli operai possono costruire la loro unità alla base.
Servirà nel prossimo anno un duro lavoro per l’organizzazione di classe, in un quadro attualmente di difesa e che in prospettiva possa permettere una lotta vera per cambiare i rapporti di forza e la situazione, che faccia riferimento alla grande lotta dell’auto in questi mesi negli Stati Uniti.
11.12.23
SLAI COBAS per il sindacato di classe
slaicobasta@gmail.com
– WA 3519575628 - WA 3407226074
pc 13 dicembre - Iniziativa di denuncia/querela contro l'ex ambasciatore di Israele in Italia
pc 13 dicembre - Solidarietà all'Askatasuna sotto perquisizione - Fermare il genocidio di Gaza - dalla controinformazione 75 dell'11 dicembre
Mentre parliamo oggi a ORE 12 Controinformazione rossoperaia ci tocca fare informazione innanzitutto.
E’ in corso la perquisizione al Centro sociale Askatasuna di Torino, il centro combattivo che da tempo conduce innanzitutto la battaglia No Tav ma insieme ad esse tutte le battaglie, a difesa del territorio e a difesa dei diritti e delle rivendicazioni delle masse popolari. Un centro sociale molto attivo nell'università che in queste settimane è stato molto solidale con la Palestina e anche su questo vi sono stati attacchi della polizia, repressione, è stato molto attivo nell’antifascismo e su questo ci sono state cariche della polizia che hanno colpito altre che gli studenti, anche insegnanti, professori, che stanno denunciando, a livello sia di Torino che a livello nazionale, come alle lotte sociali si risponda solo e comunque con la repressione.
Per di più a Torino, in particolare la magistratura, la
digos, la polizia, agiscono con la logica della Santa Inquisizione, della
caccia alle streghe, della persecuzione. E questo si manifesta nei numerosi
processi, spesso conclusi con condanne nei confronti degli attivisti sociali,
di cui evidentemente il centro sociale Askatasuna è il punto principale di
organizzazione e lotta e che ne fa un baluardo della lotta degli interessi
popolari- diremo noi anche della democrazia - a fronte della marcia reazionaria
a servizio dei padroni della speculazione, della devastazione ambientale.
E’ chiaro che questo nuovo attacco è una risposta dello Stato
borghese, delle autorità locali, del governo e dei suoi ministri che hanno
messo nel mirino da tempo il centro sociale Askatasuna alla marcia che comunque
è molto partecipata di migliaia di persone dell'8 dicembre che ha ribadito il
suo NO alla No Tav e ha ribadito la linea di resistenza, manifestazione che è
stata seguita da ulteriori iniziative che hanno toccato non certo gruppi sparuti ma centinaia di
manifestanti che hanno continuato a condurre azioni nei confronti del cantiere
No Tav anche nella notte di domenica.
Questa è una reazione, una reazione chiaramente preparata da tempo che ha lo scopo evidentemente di arrivare allo sgombero del Centro sociale Askatasuna e di conseguenza cancellare, attraverso il Centro, le lotte che ci sono dietro e che vengono condotte: le lotte del movimento No Tav, le lotte degli studenti, oltre che chiaramente la lotta più generale su tutti i terreni di opposizione allo Stato e al governo e a questo governo, poi, in forme particolari che chiaramente ha messo sin dall'inizio l'attacco ai centri sociali come uno dei suoi punti di programma, che ha rafforzato, attraverso un sistema di leggi, decreti, per trovare mille motivi per cui attaccare l'opposizione sociale, politica, laddove è attiva e continuata e nello
pc 13 dicembre – Lo Stato nazisionista di Israele continua il massacro del popolo palestinese con l’appoggio dell’imperialismo
I nazisti e sionisti israeliani hanno trasformato in un vero e proprio “gioco al massacro” genocida gli attacchi senza fine al popolo palestinesi che viene bombardato in ogni angolo della Palestina. Non si sono fermati affatto al nord, che poi ha significato metà della striscia di Gaza, ma continuano fino al sud, perfino al confine con l’Egitto, al valico di Rafah!
E le modalità somigliano come due gocce d’acqua a quelle dell’integralismo
islamico dell’Isis! Basta vedere la foto con i finti militanti di Hamas dato in
pasto alla stampa per aumentare il livello di propaganda a favore della “guerra”.
Oramai è diventato difficile pure scrivere sul genocidio in corso, con migliaia di morti e feriti e bambini orfani a centinaia… queste alcune descrizioni tratte dal Manifesto di oggi: “A Gaza non si muore solo per i bombardamenti e per le cannonate. I civili muoiono anche per mancanza di assistenza e per la gravità di ferite che non possono essere curate negli ospedali ancora operativi ma poco attrezzati. Tra i più penalizzati ci sono gli ammalati di cancro. Ieri su X il capo dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha denunciato che un paziente è morto in ambulanza mentre veniva trasferito a un altro
martedì 12 dicembre 2023
pc 12 dicembre - Sull'anniversario della strage di Stato - da Controinformazione rossoperaia n.75 dell'11/12
A Milano come in tutta Italia cade l'anniversario della strage di piazza Fontana.
Questa strage - pagata dai padroni e realizzata dai fascisti
- è stato l'attacco più feroce nei confronti del grande movimento che si era
sviluppato in quegli anni, ed è chiaro che questa strage aveva lo scopo di
fermare il grande movimento degli anni in corso in quello straordinario biennio
che è stato il 68 e poi l'autunno caldo. Questa strage aveva questo obiettivo e
il movimento a suo tempo rispose radicalizzando la sua opposizione.
Che significato ha dopo tanti anni ricordare questa strage?
La cosa principale è che le forze eredi degli autori di
questa strage - che fu chiaramente una strage fascista coperta dallo Stato,
realizzata insieme ai servizi segreti e a tutta quella parte della politica
dell'epoca - che puntava esattamente a reprimere e a schiacciare il movimento
di quegli anni, marciare verso uno Stato reazionario e questo Stato
reazionario, questa marcia reazionaria trova il suo risultato concreto che gli
eredi degli autori di quella strage sono al governo, l'area politica, culturale,
storica di quella strage è oggi al governo rappresentata dal governo Meloni e
dalla composizione delle sue forze.
Questo dimostra sostanzialmente che oggi ricordare quella strage non può essere un mero ricordo né
pc 12 dicembre - Il divieto di sciopero è una misura fascista! Manifestazione a Roma il 15 dicembre - Infosolidale
Il ministro Salvini interverrà di nuovo contro il diritto di sciopero in occasione dell’agitazione indetta in tutto il trasporto locale nazionale per l’intera giornata del 15 dicembre.
La precettazione che ha già annunciato è totalmente fuori dalla legge, la 146 del 1990, una delle più restrittive in Europa in materia di diritto di sciopero, ma evidentemente ancora non abbastanza limitativa per gli interessi padronali che Salvini ha deciso di proteggere.
L’abuso di potere agito dall’attuale ministro delle Infrastrutture e dei trasporti è un atto gravissimo di attacco alle libertà democratiche. Stare a guardare non è più possibile.
Salvini dice di voler tutelare il diritto alla mobilità ma non interviene per combattere i ripetuti incidenti
pc 12 dicembre – Italia/Egitto continua la vendita di armi al dittatore torturatore egiziano Al Sisi secondo il rapporto EgyptWide: dai 35 milioni di euro del 2021 ai 72 del 2022
“Pistole e armi leggere, esplosivo Tnt, attrezzature per
l’addestramento e pezzi di ricambio: questa la parte più consistente
dell’export verso l’Egitto di armi fabbricate in Italia.” (v. Il Manifesto di
oggi). «Sembrano componenti secondarie ma possono giocare un ruolo
significativo nella violazione dei diritti umani e quindi del diritto
internazionale» dice il responsabile di EgyptWide.
72 milioni “cui si devono aggiungere i materiali esportati
sotto precedenti licenze, oltre 262 milioni” secondo lo studio che è “stato
realizzato a partire dalla «Relazione sulle operazioni autorizzate e svolte per
il controllo dell’esportazione, importazione e transito dei materiali di
armamento vendita e l’acquisto di materiale bellico e di sicurezza», presentato
al parlamento nel luglio scorso”.
“Per legge, - continua l’articolo - l’ultima parola sulla vendita di specifiche tecnologie e sistemi
pc 12 dicembre – Stellantis apre un nuovo stabilimento produttivo in Algeria con l’aiuto del governo
Dopo la Serbia l’Algeria. Altro che produzione in Italia. Stellantis
continua a delocalizzare, con l’aiuto dello Stato che accompagna gli Agnelli in
giro per il mondo a consolidare ed allargare gli affari.
Secondo l’Ansa di ieri, 11 dicembre, “Il Viceministro delle Imprese e
del Made in Italy, Valentino Valentini ha inaugurato lo stabilimento Fiat
ad Orano insieme al Ministro dell'industria algerina, Ali Auon e
l'Amministratore delegato di Stellantis, Carlos Tavares. Era presente anche
l'ambasciatore d'Italia ad Algeri, Giuseppe Pugliese.
“Nel corso del suo intervento, il viceministro Valentini si
è detto orgoglioso di sostenere questa iniziativa che rappresenta un esempio
concreto del partenariato bilaterale fra Italia e Algeria, basato su un
modello egualitario e di parità e non di sfruttamento".
"Questa impostazione è alla base del ‘Piano Mattei’ che caratterizza le relazioni fra l'Italia e il
pc 12 dicembre - Operai e contadini indiani organizzano una storica tre giorni di proteste - info
Martedì 28 novembre si è conclusa la tre giorni di Mahapadav o Mega Marcia degli operai e dei contadini indiani in tutto il Paese. L'appello è stato lanciato dai sindacati centrali (CTU) e dal Samyukta Kisna Morcha (SKM), un'organizzazione ombrello dei movimenti contadini.
La mega marcia congiunta è stata organizzata in tutte le capitali degli Stati per chiedere l'attuazione di una carta di rivendicazioni in 21 punti dei contadini e degli operai contro il "nesso impresa-comunità" del governo dell'Alleanza Nazionale Democratica guidato da Narendra Modi e dal Bharatiya Janata Party.
Nel terzo giorno di questa storica protesta a livello nazionale, migliaia di agricoltori e lavoratori si sono uniti contro le politiche del governo centrale e hanno lanciato un appello a intensificare la loro agitazione.
Mentre nella maggior parte delle capitali degli Stati, la piattaforma congiunta di operai e contadini ha presentato un memorandum di richieste ai governatori, a Delhi, i lavoratori si sono riuniti a Jantar Mantar, vicino al Parlamento. Per due giorni, la protesta si è svolta davanti all'ufficio del vicegovernatore.
Rivolgendosi all'assemblea, Amarjeet Kaur, segretaria dell'All India Trade Union Congress (AITUC),
pc 11 dicembre - Dall'Abruzzo sotto la sede Rai, contro il genocidio a Gaza e la complicità dei media
Ma anche per dire basta all'occupazione israeliana e al governo fascista Meloni complice di Netanyahu, che continua a mandare armi e finanziamenti ai sionisti assassini per garantire sempre più profitti alla Leonardo e ad altre aziende italiane, tra cui Eni e Snam. Di seguito foto, video e il testo dell'intervento di una compagna del mfpr dell'Aquila.
La resistenza è la via che da 75 anni il popolo palestinese percorre per liberarsi dall’oppressione coloniale e chi oggi chiede la pace senza porre fine all’occupazione israeliana, chiede al popolo palestinese di capitolare, di arrendersi. Chi, anche qui in Italia, continua ad appoggiare la propaganda sionista e taccia di antisemitismo la lotta di liberazione del popolo palestinese, se non è ignorante è consapevole di essere complice di una grande menzogna! Perché anche i palestinesi sono semiti, e ora il vero antisemita è lo stato di Israele e l’imperialismo occidentale che lo ha generato. Imperialismo che oggi, sotto la bandiera del sionismo, è responsabile della pulizia etnica in Palestina.
Una pulizia etnica portata avanti da oltre 70 anni di apartheid, detenzioni
lunedì 11 dicembre 2023
pc 11 dicembre - Sgomberi a Bologna: «Polizia molto violenta, poi grande giornata di resistenza»
Intervista alla Piattaforma di Intervento Sociale sulle esperienze di lotta per il diritto all’abitare, le politiche del governo Meloni e la repressione di Bologna.
da Dinamopress
Lo scorso mercoledí 6 dicembre sono state sgomberate con violenza due occupazioni a Bologna. Di quali esperienze di occupazione abitativa si tratta e qual è la loro storia?
Verso le 9 del mattino, dopo aver atteso che le famiglie portassero i/le bambine a scuola e andassero al lavoro, il condominio sociale di via di Corticella 115 è stato circondato da 8 reparti di celere per attuare lo sgombero. Il palazzo faceva parte del Radical Housing Project, un progetto di autorecupero contro l’emergenza abitativa nato questa primavera nel contesto della Piattaforma di Intervento Sociale e che al momento autogestisce un altro condominio sociale in via Carracci, dove abitano 32 nuclei.
All’interno del palazzo si trovavano ancora alcune persone, che si sono barricate all’interno. Verso le 10 del mattino, quando si è iniziato a ingrossare in strada un presidio solidale, è partita
pc 11 dicembre - Controinformazione rossoperaia - 1. Solidarietà all'Askatasuna sotto perquisizione - Fermare il genocidio di Gaza - L'anniversario della strage di Stato 2. Dalla manifestazione di Milano in solidarietà con la resistenza del popolo palestinese
pc 11 dicembre - Meloni “12 miliardi in più a sostegno delle imprese”
Non passa giorno, e non passa occasione, che la fascista Meloni
non ricordi ai padroni di essere al loro completo servizio così come non passa
giorno che Bonomi, rappresentante dei padroni riuniti in Confindustria, non
ricordi al governo, anche attraverso i suoi mass media come il Sole 24 Ore, quello
che deve fare. In queste settimane oltre ad essersi lamentato perché secondo
lui nella legge di bilancio non c’erano abbastanza soldi per le imprese (solo l’8
per cento su 24 miliardi! come se dare soldi ai ricchi padroni fosse la cosa
più normale! mentre non sarebbe normale dare soldi ai poveri, ai quali invece si
tolgono), ha insistito perché dal governo venissero stanziati altri aiuti, soldi
per quello che chiamano piano Industria 5.0, e questo nonostante l’orgia di
profitti.
Ma per la Meloni è più che normale trasferire soldi pubblici
per arricchire i padroni e questa volta la Meloni coglie l’occasione della cerimonia
di sottoscrizione dell’accordo per lo sviluppo e la coesione tra il Governo e
la Regione Lombardia a Fiera Milano Rho; a metà discorso si rivolge ammiccando proprio
a Bonomi dicendo che non era vero che si erano dimenticati delle imprese: “Qualcuno
giustamente diceva che nella manovra c'era attenzione a redditi e salari [cosa assolutamente
non vera!, ndr] e non alle imprese - ha proseguito poi, rivolgendosi al
presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, seduto in platea -. Ma non c'era
questa necessaria attenzione perché stavamo facendo un'azione parallela sul
Pnrr". (Italpress)
Insomma, tra terza e quarta rata, con la revisione del Pnrr,
“abbiamo così liberato 21 miliardi di euro che abbiamo deciso di
concentrare su alcune grandi priorità. La prima di queste priorità, penso
che a una regione come la Lombardia faccia piacere, sono le imprese di
questa nazione, 12 miliardi dei fondi che noi abbiamo liberati vanno
a sostenere il sistema produttivo, ci sono per esempio 6,3 miliardi di euro
su transizione 5.0”. Ma la Meloni dice anche che ai 12 miliardi se ne
aggiungono almeno altri 5 per le infrastrutture, cioè ancora appalti e soldi
per i padroni!
A questo serviva anche il Pnrr, a trasferire soldi pubblici ai padroni privati, a risanare i loro capitali e le loro aziende, che è una pratica “normale” del capitalismo imperialismo e ce lo ricorda Marx a proposito delle “crisi” e del perenne aiuto chiesto dai padroni: “In altre parole, il patrimonio dell’intera società, che il governo rappresenta, dovrebbe ripianare le perdite subite dai capitalisti privati. Questo genere di comunismo, in cui la reciprocità è assolutamente unilaterale, esercita una certa attrattiva sui capitalisti europei”
Le lavoratrici e i lavoratori, le masse popolari e le avanguardie di lotta hanno un'altra priorità, quello di lavorare per rovesciare questo governo infarcito di fascisti al servizio dei padroni.
pc 11 dicembre - Palestina - L'importanza dell'azione del 7 ottobre e l'unità del popolo palestinese - per il dibattito
03/12/2023

Gli attacchi aerei sulla Striscia di Gaza continuano
I palestinesi sono chiamati a sfruttare questo momento topico. È giunto il tempo, per loro, di mettersi alla guida del processo di liberazione.
Poco dopo l'inizio della tregua di quattro giorni sulla Striscia di Gaza, i primi ministri di Spagna e Belgio, Pedro Sanchez e Alexander De Croo, sono apparsi in una conferenza stampa congiunta presso il valico di Rafah.
Sanchez ha definito quanto sta accadendo come "un disastro", mentre De Croo ha chiesto una "fine permanente delle ostilità" e dell'uccisione di bambini. Di particolare rilevanza è la dichiarazione di










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