venerdì 24 giugno 2022

pc 24 giugno - Truppe imperialiste a guida USA, tra cui l'Italia, stanno facendo esercitazioni di guerra in Africa

L'Africa sempre più al centro della contesa interimperialista tra il blocco imperialista occidentale a guida USA (con la partecipazione italiana) e Cina e Russia. L'Africa è "strategica" per l'imperialismo italiano, come ripetono il governo Draghi e il ministro della guerra Guerini, per il controllo delle rotte del petrolio, del gas, per i profitti dell'ENI e per i respingimenti dei migranti. Dalla Tunisia, uno dei paesi che saranno teatro di queste esercitazioni belliche, con cui il governo Draghi a rafforzato i suoi legami militari ed economici, nel solo mese di maggio, sono partiti quasi 950 migranti privi di documenti, tra cui 354 minori, arrivati ​​in Italia. Si tratta di un aumento di oltre il 50% rispetto ai numeri dell'anno scorso. Il governatorato in cui è stato impedito il maggior numero di partenze è stato Sfax con il 50% del totale, seguito da Nabeul con il 14% e Sousse con il 10%.

L'imperialismo è guerra, fame, migrazioni di masse. I padroni capitalisti imperialisti italiani, il governo, lo Stato, sono responsabili di questo. Nessuna pace è possibile se non dirigiamo la lotta contro il nostro imperialismo come parte della lotta per rovesciare tutto il sistema imperialista.

L'African Lion 2022 è la principale esercitazione annuale dell'US Africa Command dal 21 al 30 giugno,

pc 24 giugno - I padroni vogliono più operai immigrati perché c'è "carenza di manodopera"... Il governo prepara il "decreto flussi" per oltre 70.000 operai...

 

“… la carenza di manodopera è diventata una criticità produttiva...” dice il quotidiano dei padroni italiani, Sole24Ore del 17 giugno, che non pensano nemmeno lontanamente di chiamare al lavoro i milioni di disoccupati che ci sono nel nostro paese, ma chiedono un aumento del numero degli immigrati per “i fabbisogni delle aziende”.

Lo scorso anno gli “ingressi” previsti dal “decreto flussi” sono stati 70.000, che erano il doppio dell’anno prima, ma ai padroni non bastano più: “… le richieste delle imprese sono pressanti … I fabbisogni delle aziende … sono conclamati”.

Ma non basta solo aumentare il numero, i padroni chiedono anche “Procedure accelerate e tempi dimezzati per assumere migranti lavoratori qualificati”.

I padroni, come si vede, hanno fretta, e il governo si è messo subito all’opera, e come!: “Tra i ministri dell’interno, Luciana Lamorgese, e del Lavoro, Andrea Orlando, con i loro tecnici, è un susseguirsi di confronti e sintesi tecniche” dice il quotidiano della Confindustria, e alla fine di tutta questa fatica: “Le norme licenziate mercoledì dal Cdm sono indirizzate sia ai migranti lavoratori del decreto flussi 2021 sia a quello in arrivo quest’anno. L’intento primario, dunque, è di accelerare l’iter di immissione degli stranieri nel mercato del lavoro a partire da quelli già in ballo.”

Le “procedure accelerate” prevedono anche che “I tempi del rilascio dei visti delle autorità consolari si riducono da trenta a venti giorni, i nulla osta al lavoro, soprattutto, dimezzano la durata delle procedure: da 60 a 30 giorni” e la “possibilità che le verifiche sui requisiti del datore di lavoro siano assolte da parte di professionisti qualificati ma anche delle organizzazioni datoriali.” Troppa fretta per stare a controllare i “requisiti”!

Questo documento del governo che si chiama “decreto flussi” e viene emanato ogni anno, “è un Dpcm (decreto del presidente del consiglio)” dice tutto contento il giornalista, e cioè non deve passare subito dal Parlamento! Che comunque approva!

I padroni non vogliono perdere certo l’occasione (seppur all’interno di una crisi economica generale!) di approfittare di questo momento di possibile rilancio di alcuni settori dell’economia e cercare di fare ancora più profitti utilizzando questo immenso esercito industriale di riserva che comprende operai di tutto il mondo, un esercito precario per definizione e che facendo pressione sugli operai che già lavorano concorre ad abbassare di fatto il salario generale.

giovedì 23 giugno 2022

pc 23 giugno - Draghi/governo/parlamento - Il significato e il senso del recente dibattito parlamentare - l'opposizione nel parlamento e nel paese

Il dibattito parlamentare e il voto sulla risoluzione del governo, in relazione alla guerra in Ucraina e alla posizione internazionale dell’imperialismo italiano nei tre Vertici che si tengono: Consiglio europeo a Bruxelles, Vertice Nato a Madrid, G7 in Germania, è stato importante perché ha sancito un passo in avanti nella partecipazione italiana alla guerra interimperialista in corso accesa dalla invasione dell’imperialismo russo in Ucraina; ma ha anche ratificato il movimento in atto nel governo Draghi.

E’ stata sancita l’esistenza obiettiva di una maggioranza in modifica e in movimento, nella quale il socio forte è rappresentato dal PD a cui si aggrega con spirito ultra servile il neo gruppo scissionista ex 5S di Di Maio, e che nella votazione in parlamento ha avuto la collaborazione esplicita dall’opposizione, sancita anche dalla dinamica del voto parlamentare, di Fratelli d’Italia della Meloni.


Le altre forze presenti in maggioranza sono anch’esse o di stampo ultra draghista, Renzi, centristi, Forza Italia, o critiche ma fortemente indebolite, il gruppo del M5S di Conte a sinistra e il gruppo leghista di Salvini.

Obiettivamente questo risultato indebolisce il governo Draghi, alimenta al suo interno le contraddizioni, anche quelle che non si manifesteranno tanto nel consenso alla guerra quanto sui problemi originati e approfonditi da essa: crisi economica, crisi energetica, ripresa della pandemia, acutizzazione delle questioni sociali legate alle crisi industriali, all’attacco ai salari, alla ripartizione dei fondi del Pnrr, ecc.

Ma, naturalmente, questo indebolimento e alimento delle contraddizioni interne non toglie il segno all’esito del dibattito parlamentare che è stato uno spudorato “via libera” a Draghi, per collocarsi come

pc 23 giugno - Striscione all'ambasciata indiana a Roma nelle 2 giornate 18/19 giugno


 

pc 23 giugno - Contro la strage sul lavoro: unità/lotta e Rete nazionale. E' ora di rispondere, organizzando tutti coloro che si battono su questo fronte

Sono più di 730 i morti sul lavoro in quest'anno fino ad oggi.

I dati dell'Dall'OSSERVATORIO NAZIONALE DI BOLOGNA MORTI SUL LAVORO: "733 fino ad oggi, 362 di questi sui luoghi di lavoro i rimanenti in itinere e sulle strade. In questi “numeri” ci sono anche i morti sul lavoro non assicurati all’INAIL (oltre 4 milioni di lavoratori) in più i morti in nero e i milioni di agricoltori, spesso pensionati che continuano a lavorare per le magre pensioni".

7 operai morti sul lavoro negli ultimi 2 giorni, nei cantieri, dai ponteggi, schiacciati da muletti, il profitto uccide operai di 72 anni e operai giovanissimi.

Basta! Cominciamo ad organizzarci, a metterci in Rete, a lavorare per portare la lotta a difesa delle vite operaie nei luoghi di lavoro, per la sicurezza, sul piano nazionale.

Qualcosa comincia a muoversi e a unirsi. Ora lavoriamo tutti per dare vita a una Rete nazionale per la sicurezza e salute nei luoghi di lavoro e nei territori.

Di questo tratta l'intervento all'Assemblea Nazionale Anticapitalista del 17 giugno scorso del compagno della Rete nazionale sicurezza-nodo di Ravenna che riportiamo:

C’è un aspetto positivo in questa fase, e cioè che si sta rispondendo a livello organizzativo, alcune realtà si stanno cominciando a mettersi in Rete per rispondere alle morti sul lavoro e per la sicurezza nei luoghi di lavoro. Due importanti appuntamenti si sono svolti di recente a cui abbiamo partecipato, il 26 maggio a Modena, che ha dato vita alla Rete naz lavoro sicuro, dietro impulso dei macchinisti del Comu, assieme ad alcuni esponenti Medicina Democratica con Totire e Paolo Fierro, vice presidente. Un’assemblea dedicata a Michele Michelino, che è stato commemorato in questo senso: un riconoscimento e una valorizzazione del suo impegno per la causa operaia e una volontà di lotta di

pc 23 giugno - striscione solidale per Georges Ibrahim Abdallah nei pressi dell'ambasciata di Francia a Roma - manifestazione a Parigi

la manifestazione di parigi per Georges Ibrahim Abdallah

Malgré les très fortes chaleurs de ce samedi 18 juin (40° annoncée), les camarades du soutien de Georges Abdallah ont répondu présents à la manifestation nationale pour la libération de notre camarade.
Après la lecture de la déclaration de Georges Abdallah et celle de la Campagne Unitaire, plusieurs centaines de personnes et de nombreuses organisations ont défilé de la Place des Fêtes à la place de la République avec dynamisme, détermination et combativité aux cris de : “38 ans de prison, toute une vie de combat” / “Il est de nos luttes, nous sommes de son combat” / “De la mer au Jourdain, la Palestine aux Palestiniens” / “Droit au retour de tous les réfugiés !” / “A bas, à bas, la vengeance de l’État français ! Libérez pour Georges Abdallah !”.
A chaque croisement, l’affaire Georges Abdallah a aussi été énoncée aux passants curieux et à l’écoute.
Puis place de la République, plusieurs organisations ont souhaité exprimer leur soutien et leur solidarité inconditionnels.

Darmanin, Darmanin, on ne lâchera rien ! Il faut signer !

 

mercoledì 22 giugno 2022

pc 22 giugno - Braccianti immigrati: non solo denuncia ma soprattutto mobilitazioni - L'intervento di Campagne in lotta nell'Assemblea proletaria anticapitalista del 17 giugno


Aggiornamento su quello che è successo negli ultimi mesi, settimane nei vari fronti di lotta dei migranti. La situazione principale è su Foggia dove sabato 11 giugno vi è stata un'altra mobilitazione dopo quella del 31 marzo, che si era articolata in diverse piazze d'Italia. A Foggia in questa mobilitazione si è aggiunta la lotta contro le aggressioni razziste; è stato un continuo stillicidio. Per fortuna finora nessuno ha subito conseguenze gravi, ma i lavoratori che all’alba andavano nei campi a lavorare sono stati presi a sassate, inseguiti dalle macchine, urla dietro; l'ultimo caso è di stamattina; nonostante dopo la manifestazione la polizia si era impegnata a pattugliare le strade, ma ci sono state un giorno, la domenica notte, poi, dicono i lavoratori, non si è più visto nessuno.

Noi siamo coscienti che non è chiedendo alla polizia e alle Istituzioni di risolvere questa situazione che si potrà risolvere, per questo stiamo cercando di articolare altre proposte. Questo rivela un conflitto dentro una situazione di sfruttamento. Per cui da una parte gli immigrati per i padroni sono lavoratori fondamentali, e anche qui, come gli anni scorsi, in situazione di pandemia (che era stata anche usata per arrivare alla sanatoria truffa) e c'era stato nel 2020 l'allarme della mancanza di

pc 22 giugno - La CIA ha addestrato i torturatori ucraini?

Lucas Leiroz * | mronline.org 

Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

19/05/2022

I media occidentali accusano la Russia di perpetrare crimini di guerra in Ucraina e di commettere violazioni dei diritti umani contro civili e prigionieri. Tuttavia, queste stesse agenzie sono assolutamente silenziose di fronte alle evidenti pratiche di tortura degli agenti di Kiev contro i loro nemici, che, curiosamente, presentano diverse analogie con le già note tecniche di tortura applicate dalla CIA, secondo un recente rapporto di un giornalista. La questione solleva sospetti su una possibile "istruzione" che sarebbe stata trasmessa dall'intelligence americana ai neonazisti ucraini su "come torturare".

Il 6 maggio si è tenuta una riunione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per discutere dei crimini di guerra commessi da Kiev contro la popolazione del Donbass durante gli otto anni di conflitto. Sono state presentate diverse prove che dimostrano che tali crimini sono reali e costituiscono un problema serio nella regione. Le prove includevano foto, video, testimonianze orali dei residenti di Donetsk e Lugansk, oltre a molti altri materiali raccolti dai giornalisti sul campo.

Uno dei leader del team di giornalisti è la reporter indipendente olandese Sonja van den Ende, che afferma categoricamente che esistono prove inconfutabili della collaborazione tra le forze ufficiali ucraine e i battaglioni neonazisti nell'esecuzione di tali crimini, dimostrando che la pratica è istituzionalizzata e non limitata a gruppi paramilitari isolati. L'autrice afferma inoltre che, nonostante il materiale presentato, alcuni Paesi occidentali, soprattutto Stati Uniti, Regno Unito e Francia, hanno mostrato un atteggiamento "arrogante", mancando di rispetto alla delicatezza dell'argomento e ignorando le prove della sofferenza della popolazione del Donbass, oltre a disprezzare il lavoro dei giornalisti.


Queste sono state alcune delle sue parole:
"Ho partecipato alla riunione del Consiglio di sicurezza dell'ONU sulla formula Arria il 6 maggio 2022

pc 22 giugno - Il governicchio della guerra USA/NATO di Draghi salvato da 'Giggino a purpetta'


 Insieme per il futuro

pc 21 giugno - manifestazione a Novara - ADIL E' STATO AMMAZZATO IN NOME DEL PROFITTO!

Perchè Adil lottava contro il sistema che genera sfruttamento, guerra, razzismo 

Con questo spirito una delegazione di proletari comunisti e Slai cobas ha partecipato alla manifestazione di Novara ad un anno dall’assassinio padronale durante lo sciopero fuori dai magazzini logistici Ldl. Doveva partecipare anche la sorella che con forza porta avanti  il ricordo di lotta di Adil, ma a cui è stato di fatto negato la possibilità dal suo governo rinviando tra 3 mesi l'appuntamento per avere il visto...

Una morte che pesa su tutta la classe operaia che meritava una manifestazione con più partecipazione, che poteva essere costruita in maniera diversa, ma a cui non si poteva mancare, come invece hanno fatto tutte le altre organizzazioni del sindacalismo di base e di classe, ma anche forze politiche, Sia per il suo significato di lotta alla repressione padronale, che nel clima di guerra e carovita non può che aumentare, e sia per la necessità per tutti gli operai in lotta di un fronte unito anticapitalista per una risposta adeguata contro padroni e governo.

Seguono  l’intervento dello Slai cobas e alcune foto







martedì 21 giugno 2022

pc 21 giugno - Sequestrato il depuratore industriale di Siracusa per disastro ambientale

Tutto il Petrolchimico a rischio chiusura e licenziamenti per 10.000 operai 

Non bastava la già pesante pietra che era caduta addosso agli operai delle multinazionali della raffinazione petrolifera (Lukoil, Isab, Sonatrach…) per la guerra in Ucraina e le sanzioni alla Russia (https://proletaricomunisti.blogspot.com/2022/05/pc-2-maggio-lukoil-di-priolo-sempre-piu.html), adesso arriva anche il sequestro del depuratore che peggiora ancora di più la situazione dal punto di vista dei posti di lavoro… il governo nazionale fino a questo momento ha fatto orecchie da mercante (non ha nemmeno dato risposte sulla dichiarazione di area di crisi complessa), e in questa situazione che si è aggravata progressivamente negli anni, il cosiddetto intervento di sindacati e istituzioni - che quando va bene passano di "tavolo" in "tavolo" - non ha spostato di una virgola la situazione, perché non hanno mai davvero alzato un dito… solo l’intervento forte e indipendente degli operai, può mettere nei giusti binari la lotta necessaria!

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Sequestro Ias, lo spettro della chiusura degli impianti, “vertice dal prefetto”

di Redazione | 17/06/2022

Il sequestro del depuratore Ias rischia di paralizzare l’attività delle aziende del Petrolchimico. I colossi della zona industriale utilizzano, infatti, l’impianto per il conferimento dei reflui industriali ma l’azione del Tribunale di Siracusa ha di fatto bloccato tutto.

Per la Procura di Siracusa, l’ipotesi è di disastro ambientale, in sostanza, secondo gli inquirenti, non vi sarebbe stata una depurazione ottimale con l’inevitabile inquinamento del mare.

I sindacati chiedono intervento del prefetto

“Un tavolo di coordinamento in Prefettura che metta insieme imprese, deputazioni nazionale e regionale, Confindustria e sindacati per fare il punto sulla situazione venutasi a creare nella zona industriale dopo il provvedimento di sequestro dell’impianto consortile dell’Ias”.  Questa la richiesta condivisa dai segretari generali di Cgil, Cisl e Uil territoriali, Roberto Alosi, Vera Carasi e Luisella Lionti.

“Crediamo sia necessario chiedere al Prefetto di convocare un tavolo di coordinamento – hanno detto i tre segretari – La situazione venutasi a creare impone un’analisi precisa sulle necessità delle aziende e sui tempi ancora a disposizione per scongiurare qualsiasi ipotesi di fermo degli impianti”

Stralci da blogsicilia.it

pc 21 giugno - INDIA: Il Partito Comunista dell’India (maoista) condanna la nuova iniziativa fascista del governo per reclutare giovani nelle forze armate

 
da giorni in tutta l'India ci sono violente proteste, soprattutto di giovani, contro il nuovo "Schema Agnipath"- Di seguito la presa di posizione del Comitato Centrale del PCI(maoista) come viene riportato dalla stampa borghese online
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Il CC del PCI (maoista) condanna la nuova iniziativa del governo per reclutare giovani nelle forze armate

Distretto di Bhadradri Kothagudem, 19 giugno 2022

Il Comitato Centrale del CPI (maoista) ha condannato severamente il nuovo Schema del Governo Centrale chiamato "Agnipath" [la via del fuoco] per reclutare giovani nell'esercito, nella marina e nell'aeronautica indiana.

In una dichiarazione rilasciata ai media domenica, il portavoce del Comitato Centrale del partito maoista, il compagno Abhay, ha anche condannato l'atteggiamento repressivo del Centro nei confronti delle agitazioni che si sono diffuse in 10 Stati contro lo Schema.

"Lo Schema Agnipath renderebbe l'esercito fascista, disintegrerebbe e militarizzerebbe la società civile. Negli ultimi otto anni di governo, in due fasi del governo brahmanico Hindutva fascista BJP, guidato dal primo ministro Narendra Modi, tutti i settori del paese sono stati cambiati in modo fascista", ha affermato.

Il compagno Abhay ha detto che lo Schema è uno strumento fascista per sopprimere la gente nel paese

pc 21 giugno - Acciaierie d'Italia - Questa volta Fim, Fiom, Uilm presentano richiesta al Tavolo del Mise - Ma senza ripresa della lotta sono inutili

Ultim'ora: l'incontro al Mise di Acciaierie d'Italia è stato rinviato a giovedì alle 14

Domani (rinviato a giovedì) si terrà a Roma l'incontro al MiSE per Acciaierie d'Italia, più volte richiesto dalle OO.SS. 

Questa volta sembra che Fim, Film, Uilm, dopo il coordinamento nazionale tenutosi a Taranto il 15 giugno, siano intenzionate a presentare una serie di richieste che hanno sintetizzato nel documento finale del coordinamento.

Torniamo più avanti su queste richieste. Ma la prima questione da dire è che nessuna richiesta ha possibilità di essere effettivamente attuata (se non compatibile con i piani di Acciaierie d'Italia e governo di ulteriori proroghe e concessioni all'azienda e di permanenza di cigs, tagli al salario, insicurezza costante per i lavoratori) senza la lotta dei lavoratori. Una lotta che era ripresa molto bene il 6 maggio con il riuscito sciopero e la forte contestazione alla ad Morselli, ed è finita nel dimenticatoio. In questo modo si fa perdere fiducia agli operai negli scioperi e poi tornano i soliti discorsi: che sono gli operai che non vogliono lottare. Solo la lotta unitaria e generale, continuata e bene organizzata, a livello di fabbrica, città, a livello di gruppo industriale nazionale, a livello di classe operaia in generale può farci uscire dal vicolo cieco in cui il sistema capitalistico ci trascina.

 MA VEDIAMO LE RICHIESTE DI FIM, FIOM, UILM

-Cassa integrazione, risalita produttiva e assetti di marcia.
È necessario riaprire un confronto al fine di definire un’integrazione al reddito e l’apertura di una
discussione trasparente degli organici tecnologici che assicuri la continuità produttiva e la sicurezza sui luoghi di lavoro.

Noi riteniamo che la prima questione è il rapporto tra numero complessivo di cassintegrati e attività produttiva. Non si può far passare che vi siano obiettivi di aumento di tonnellate di acciaio e i lavoratori

pc 21 giugno - Libertà per Julian Assange - Il proletariato deve difendere i democratici coerenti

Rischia 175 anni di carcere per aver rivelato bugie e crimini dell’esercito USA.

Da Movimento di lotta per la salute Maccacaro

La ministra dell’Interno del Regno Unito ha autorizzato l’estradizione di Julian Assange negli Usa. Il cofondatore australiano di Wikileaks è accusato di spionaggio. Ma la sua vera colpa è di aver rivelato le bugie di guerra e i crimini dell’esercito americano, fornendo un grande contributo alla libertà di informazione, così come fecero i giornalisti americani che rivelarono i crimini di guerra Usa nel Vietnam. “Questa decisione pone Assange in grande pericolo e invia un messaggio agghiacciante ai giornalisti in ogni parte del mondo”ha dichiarato Amnesty International... questa grave violazione dei diritti fondamentali dell’uomo ferisce e impaurisce tutti coloro che in guerra cercano di raccontare la verità, spesso venendo sospettati di spionaggio e di violazione del segreto militare. La decisione del governo di Londra di consentire l’estradizione di Assange,  che ha semplicemente divulgato documenti relativi a questioni di grande interesse pubblico, è un attacco alla libertà di informazione e rappresenta un precedente pericoloso...

lunedì 20 giugno 2022

pc 20 giugno - Streaming del 19 giugno: Libertà per i lavoratori, studenti, militanti incarcerati, libertà per i prigionieri politici di tutto il mondo

pc 20 giugno - Dichiarazione del Collettivo Gkn: guerra alla guerra!

Riportiamo la dichiarazione del Collettivo Gkn, che in larga parte sosteniamo. E' importante che la classe operaia via via assuma il suo posto centrale, con la posizione politica e con l'azione, nello scontro con gli imperialismi, contro il nostro governo guerrafondaio.  

Questa guerra in Ucraina è parte ma anche differente dalle tante guerre in corso in tanti angoli della terra; essa è una guerra interimperialista, ed è dentro la tendenza accelerata alla guerra inter imperialista mondiale per una nuova spartizione del mondo, difesa e accaparramento delle fonti energetiche, materie prime, mercati; dalla tragedia di oggi, in primis per le masse popolari e i proletari ucraini, ci vogliono trascinare in una estensione della guerra avviata con l'invasione della Russia, ma alimentata con armi, soldi, propaganda bellica, sostegno al governo di Zelensky e al suo esercito formato da nazifascisti, dagli Usa/Nato (il capo della Nato ha dichiarato che durerà anni), dalla Gran Bretagna, come dagli altri paesi imperialisti europei; ci vogliono trascinare in una nuova catastrofe mondiale per i profitti delle borghesie imperialiste e dei loro interessi economici e geostrategici.

La guerra è la continuazione della politica di oppressione, sfruttamento, miseria, repressione dei padroni del mondo, degli Stati e governi imperialisti con altri mezzi. Nel nostro paese è la continuazione delle gravissimi effetti già in corso per l'intreccio di crisi/pandemia, dell’attacco ai posti di lavoro con le chiusure di fabbriche, le delocalizzazioni, le mega cassintegrazioni permanenti, l’attacco ai salari, la continuazione delle morti sul lavoro, da lavoro e da inquinamento, la continuazione della negazione dei diritti ai giovani, alle donne, agli immigrati, al sud. 

Ma la guerra in corso non è solo una "continuazione", è un salto di qualità dell'azione dei nemici dei lavoratori e delle masse; basta vedere come la nuova corsa agli armamenti, l'aumento delle spese militari, di cui il governo Draghi vuole essere in prima fila, sta portando ad un ulteriore rapido peggioramento delle condizioni di lavoro e di vita già pesanti, in cui avvelenano la vita nel presente, con un carovita impossibile che taglia i nostri salari e butta nella povertà altre migliaia di persone, e ci negano il futuro - come denunciano gli operai della Gkn - dalla sanità, alla scuola, all'ambiente. 

A questo salto della borghesia imperialista, dobbiamo rispondere con un salto della nostra azione di lotta, e fare la nostra guerra di classe. Il miglior sostegno che possiamo dare ai proletari e alle masse popolari ucraine è lottare contro il nostro imperialismo, fermare la sua azione volta ad alimentare la guerra. Scioperi veri che blocchino le fabbriche e il paese; in ogni fabbrica, posto di lavoro che i lavoratori, i delegati sindacali si schierino, prendano posizione chiara e aperta con assemblee, mozioni, ecc; sosteniamo e allarghiamo le azioni di contrasto alla guerra e all'invio delle armi (da Coltano a Genova, a Taranto, a Niscemi, ecc.), facciamo manifestazioni vere unitarie e di massa. Aumentiamo le lotte quotidiane, a partire dalla centralità oggi della lotta per aumenti salariali, contro il carovita, carobenzina - come indicano gli operai Gkn - una lotta continua sul salario per risultati concreti. 
In questa fase, queste lotte sono da un lato una necessità vitale di difesa delle condizioni dei proletari e delle masse, dall'altro una necessità per indebolire il fronte sempre più stretto tra padroni che pretendono tutto e governo che toglie a noi per dare ai padroni e alla loro guerra.
Ma chiaramente, come Mao Tse tung ci ha insegnato: “il mezzo per opporsi ad una guerra di questo genere è fare tutto il possibile per impedirla prima che scoppi, ma una volta scoppiata bisogna opporsi alla guerra con la guerra, opporsi alla guerra ingiusta con la guerra giusta ogni volta che sia possibile”.
Portando avanti la nostra guerra di classe dobbiamo attrezzarci per la nostra guerra rivoluzionaria per porre fine a questo sistema barbaro imperialista di morte, profitti sullo sfruttamento, attacco ai diritti fondamentali, cancellazione della democrazia (a partire in Italia dal mettere sotto i piedi l'art. 11 della Costituzione), ecc. 

Dobbiamo ricostruire per questa guerra rivoluzionaria gli strumenti necessari un Partito della classe operaia per il potere dei lavoratori, un sindacato di classe nelle mani dei lavoratori, un Fronte unito popolare come ai tempi della Resistenza e dell’Autunno caldo; dobbiamo costruire la Forza militante proletaria combattiva che risponda alla violenza diretta e indiretta dello Stato del capitale, alla repressione, alla dittatura di oggi travestita da democrazia.

E in questo cammino gli operai più coscienti della partita generale in gioco, come gli operai del Collettivo di fabbrica della Gkn, hanno un compito d'avanguardia e responsabilità.

INSORGIAMO PER IL POTERE OPERAIO!

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Insorgiamo con i lavoratori GKN

🔴 Dichiarazione del Collettivo di fabbrica sulla guerra.

La guerra è contro noi tutte/i. Noi tutte/i contro la guerra.

1. La guerra un giorno scoppia, ma non scoppia in un giorno. E’ un processo: la prosecuzione con altri mezzi dello scontro economico e politico tra blocchi imperialisti.
Troppo spesso ci accorgiamo della “guerra” e del suo “inizio” solo quando la società del mainstream

pc 20 giugno - 500 lavoratori e solidali alla manifestazione per ADIL a Novara



 

sabato 18 giugno 2022

pc 18 giugno - Open Arms: processo per il sequestro dei migranti – il divieto di ingresso fu “una decisione politica, di Salvini” …

 

Così ha risposto la funzionaria del ministero, Garroni, al pm.

“Quel che è netto nell’esame della Garroni è, invece, - riporta il Giornale di Sicilia di oggi - che tutte le decisioni sul caso Open Arms – dalla indicazione del porto sicuro, alla scelta di impugnare la decisione del Tar che sospendeva il divieto di ingresso in acque territoriali alla nave spagnola – furono prese “dal vertice politico”, “il ministro?” chiede il pm Giorgia Righi. “Sì”, risponde l’ex vicecapo di Gabinetto che il nome del leader leghista proprio ha difficoltà a farlo”

Servono altre “prove” per dimostrare quanto la politica dell’ex ministro dell’interno fosse fascista e razzista?  

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La dichiarazione dello psicologo di Emergency… (Gds 17/6)

“Lo psicologo di Emergency: «Donne abusate e gravidanze frutto di violenze»

È drammatico invece il racconto di Alessandro Di Benedetto, psicologo di Emergency che il 13 agosto

pc 18 giugno - La Leonardo fornisce le armi ad Erdogan per la guerra ai curdi

La Leonardo fa profitti sui bombardamenti alla popolazione. Le guerre sono uno dei più grandi affari

I piloti turchi si addestreranno alle prossime guerre in Kurdistan con gli elicotteri “leggeri” di AgustaWestland, società controllata dall’holding Leonardo SpA. Secondo quanto rivelato da Defencenews, il ministero della difesa della Turchia ha scelto gli elicotteri AW119T (versione ammodernata degli AW119M prodotti dal maggior gruppo del comparto militare-industriale italiano) per l’addestramento del personale in forza al Comando delle forze terrestri. Prevista la fornitura di 15 velivoli.

Da Antonio Mazzeo

 A confermare la commessa una fonte “anonima” del governo di Ankara che però non ha voluto fornire ulteriori informazioni sull’importo di spesa. Gli elicotteri AW119T saranno prodotti negli stabilimenti di Turkish Aerospace Industries (TAI) su licenza di Leonardo/AgustaWestland. Con un raggio operativo poco inferiore ai 1.000 km, gli elicotteri possono raggiungere una velocità di 250 Km/h.

Nel 2007 Leonardo SpA aveva fornito alle forze armate turche il know-how per realizzare gli elicotteri d’attacco T129 “Atak”, velivoli bimotori di oltre 5 tonnellate, molto simili all’A129 “Mangusta” in