martedì 23 novembre 2021

Internazionalismo - Palermo per il 24 novembre giornata internazionale d'azione

Potrebbe essere un'immagine raffigurante il seguente testo "INDIA Iniziativo di informazione e solidarietà In occasione della Giornata internazionale d'azione a sostegno della Guerra Popolare in India del 24 novembre Stop Prahar-3 Contro la repressione del regime fascista indù di Modi Viva l'internazionalismo proletario Comitato di sostegno alla guerra popolare in India 26 NOVEMBRE ORE 17 "Laboratorio Andrea Ballarò- Nausicaa" circolo ARCI largo Rodrigo Pantaleone 9, 90143 Palermo tel 091201589"

Internazionalismo - I compagni turchi partecipano alla giornata internazionale d'azione di sostegno alla guerra popolare in India

.. contro l'"Operazione militare Prahar" condotta dal governo fascista Modi!

...Il fascista Modi, che di recente è stato un burattino di società corporative internazionali, ha stretto un Memorandum d'intesa con le società imperialiste. Modi si è classificato al primo posto nel mondo per aver venduto il paese e applicato il dominio fascista in India. Per questo motivo le agenzie di rating internazionali proclamano Modi come il leader popolare numero uno al mondo.

Il 26 settembre 2021, i primi ministri e gli alti funzionari di 10 stati, guidati dal ministro dell'Interno centrale Amit Shaw, hanno annunciato il piano controrivoluzionario per il movimento maoista e lo hanno descritto come un piano di sviluppo in cui si intensificheranno le campagne repressive nel regione dell'India. Di recente hanno detto che il 3 novembre le forze sono pronte e 24 campi di polizia arriveranno in Odisha e Chattisgarh. Il nostro partito condanna questo attacco controrivoluzionario e allo stesso tempo invita la popolazione del paese a prepararsi per la soluzione dei problemi di vita e di morte della gente.

Inoltre, i contadini, con una forte determinazione e spirito combattivo, hanno lottato contro le leggi

Internazionalismo - Spagna - la grande lotta operaia di Cadice - corrispondenza dai compagni spagnoli

in via di traduzione - domani aggiornamenti e nostro comunicato

Las masas resisten en Cádiz: ¡viva la lucha de los obreros del metal!

Hoy martes comenzaba la huelga indefinida del metal en la provincia de Cádiz. Más de 20.000 trabajadores del sector de importantes centros productivos como Navantia, Airbus o Dragados estaban llamados a secundar el paro contra la Femca (Federación de Empresarios del Metal de la Provincia de Cádiz). La jornada de huelga, que comenzaba a media noche, ha estado marcada por la combatividad de los trabajadores del sector: los piquetes han resistido las pelotas de goma y cargas de la policía con barricadas, piedras y hogueras. En estos momentos, dos policías nacionales y dos guardias civiles han salido heridos mientras un compañero obrero ha sido detenido en el Campo de Gibraltar.

Mientras la patronal Femca clama de “violentos” a los huelguistas, criminalizan el derecho a huelga llamándolos “actos vandálicos” y los medios culpan a los trabajadores por el colapso del tráfico en la ciudad de Cádiz, desde el Partido (marxista-leninista) de los Trabajadores condenamos rotundamente la criminalización de la huelga y la lucha obrera del metal.

La huelga se convocó formalmente por el bloqueo patronal de las negociaciones del convenio provincial. Femca se niega a las subidas del 2, 2’5 y 3% anual que piden los sindicatos, así como la rebaja de 4 años por año de la jornada anual. La patronal también compara a la baja a los trabajadores, quejándose de que el peón en Sevilla tiene un coste de 10’55€ por hora mientras en Cádiz se parte de 12’16€. Para más inri, durante todas las negociaciones ha estado frontalmente en contra de negociar el Plus Penoso, Tóxico y Peligroso para los obreros que trabajan en esas condiciones. Podemos ver claramente cómo para la burguesía no somos nada más que números.

Aunque la huelga se convocara por el bloqueo y el insulto patronal, el conflicto sectorial viene de largo. Los capitalistas del metal gaditano llevan años acosando a la clase trabajadora, especialmente desde la Covid-19 donde vienen planteando varios ERTE y ERE junto a rebajas salariales y descuelgues de convenio. Un ejemplo son los trabajadores de Airbus en Puerto Real, que actualmente ven como cerrará su fábrica en 2024 ante la indiferencia de las instituciones políticas, que prefieren hablar de traslado a cierre. La lucha y resistencia de los obreros del metal que se ha mostrado hoy es desencadenado por una huelga tras años de abusos capitalistas y abandono de las instituciones.

Conflictos obreros como los del metal muestran como el capitalismo no solo es irreformable, sino que es las instituciones políticas se ponen de lado de los capitalistas y no de los trabajadores, demostrando así el carácter de clase del Estado y del propio ordenamiento político. Se vuelve imprescindible seguir luchando para construir el poder obrero, un poder nacido de la propia clase obrera contra los capitalistas que nos explotan y sus instituciones que nos condenan a la miseria.

Según las organizaciones sindicales convocantes la huelga ha sido un éxito, especialmente en los turnos de noche donde el paro ha sido del 100%. Desde el Partido (marxista-leninista) de los Trabajadores esperamos que la huelga indefinida continúe hasta obtener una victoria para todos los obreros del metal. Transmitimos toda nuestra solidaridad con el compañero detenido en los disturbios con la policía, animamos a todos los compañeros de los piquetes a seguir resistiendo y a todo el proletariado consciente a que siga luchando activamente por el poder obrero.

¡Libertad compañero detenido en la huelga!

¡Viva la resistencia de los piquetes!

¡Viva la lucha de los trabajadores del metal!

¡Movemos el mundo, paramos sus golpes!

Lotta di classe - Tessitura di Mottola - Resoconto dell'assemblea di piazza del 18 novembre

L’assemblea in piazza a Mottola, convocata dai lavoratori della Tessitura Albini di Mottola, organizzati dallo Slai cobas, ha avuto una buona riuscita e ha aperto la strada ad una nuova fase di lotta che ha come obiettivo la riapertura della fabbrica con il ritorno ìal lavoro di tutti gli attuali lavoratori e lavoratrici.

Pur in condizioni atmosferiche non ideali e tenendo conto della vergognosa decisione del Sindaco di Mottola di negare la sala con motivi pretestuosi, l’assemblea ha raccolto l’adesione e la partecipazione di un gruppo significativo di operai della Tessitura, insieme alla partecipazione di operai di fabbriche di Taranto, Cemitaly, ex Ilva, di precari degli appalti pubblici e dello spettacolo, di studenti, di soggetti politici e sociali solidali, a Mottola come a livello provinciale.
In occasione di questa assemblea è stato realizzato un collegamento telematico in piazza con gli operai del Collettivo di fabbrica della GKN di Firenze, con rappresentanze sindacali da Bergamo operanti agli stabilimenti di Albini, con un  giornalista del Corriere di Taranto che segue da tempo la vicenda ed è solidale con i lavoratori; così come durante l’assemblea sono venuti Telenorba, giornalisti ed emittenti locali interessati ad informare su questa nuova iniziativa che può dare una svolta alla vertenza.

L’assemblea è stata interamente gestita dagli operai della Tessitura organizzati con lo Slai cobas, uno di loro l’ha aperta informando sullo stato delle cose, sul disagio dei lavoratori che dopo quattro mesi di presidio e di attesa non vedono ancora nessuna luce nel loro futuro. Non solo, ma si trovano di fronte a

Lotta rivoluzionaria - Un saluto a Paolo Pietrangeli e al canto immortale della lotta rivoluzionaria del biennio rosso 68/69

Internazionalismo - India 24 novembre assemblea a Milano

INVITO A PARTECIPARE

Mercoledì 24 novembre ’21

Nell’ambito della Giornata internazionale di informazione e solidarietà con la guerra popolare in India

Incontro informativo con l’intervento della giornalista Daniela Bezzi

c/o il coa T28 in via transiti 28

MM1fermata pasteur

Dalle 17 alle 19

Lotta sociale - Genova in piazza i centri sociali

Centri sociali in piazza: “Dalla giunta Bucci solo passerelle e vetrine, ci riprenderemo tutto”

Difendi gli spazi, diffondi l’autogestione”. E’ sfilato dietro a un grande striscione il corteo che centri sociali che questo pomeriggio sta percorrendo le vie del centro cittadino. Alcune centinaia i militanti degli spazi sociali e i sostenitori che sono scesi in piazza a un mese e mezzo dallo sgombero del Terra di Nessuno nel quartiere del Lagaccio richiesto dal Comune di Genova proprietario dell’area.

“Non ci rassegniamo a vedere finire così un’esperienza vitale e preziosa come quella di TdN e quindi siamo in piazza per reclamare spazi di autogestione, socialità e cultura alternativa, per riprenderci le strade e dimostrare che Genova resiste e desidera un futuro diverso fatto di diritti, inclusione e giustizia

Politica proletaria - VACCINAZIONI: TRA I PROLETARI CONTRASTARE "L'INQUINAMENTO MENTALE" - Da interventi nell'assemblea di ottobre con il ricercatore Fabrizio Chiodo

Nelle fabbriche stiamo portando la posizione della necessità della vaccinazione obbligatoria, che i vaccini bisogna farli non per i padroni, per il governo ma per una coscienza collettiva di classe; Discutendo con tanti lavoratori, fermo restando che la maggior parte di loro ha fatto la vaccinazione, rimane sempre un problema per cui alcuni operai dicono: io l’ho fatta, sono a posto, gli altri facciano ciò che vogliono. Ma così anche i lavoratori vaccinati non sono per niente a posto. Non dobbiamo fare i “democratici” su questo, anche il vaccino è un terreno di scontro. Quindi dobbiamo mobilitarci per far schierare i lavoratori perchè anche questo è parte della lotta di classe.  

Rispetto ai lavoratori, ai proletari il guaio in questo ultimo anno non è stato solo il covid, e gli effetti dei contagi, è stato anche un “contagio” ideologico che forse è anche più grave nella classe.

Un “contagio” mentale che accarezza, che giustifica, che accompagna il fatto del venir meno delle concezioni di classe, di una coscienza collettiva che soprattutto tra i lavoratori e le lavoratrici si deve

lunedì 22 novembre 2021

Imperialismo italiano - Con la scontata assenza di opposizione in Parlamento, il governo si prepara a finanziare ancora i padroni della guerra: miliardi per il programma "Tempest"

Spetta ai movimenti contro le basi, agli operai, agli studenti, ricomporre, con la lotta, l'opposizione necessaria ai piani di guerra della borghesia imperialista italiana

DIFESA. Il programma Tempest figura tra i programmi prioritari della Difesa. 

Arrivato in  Comm Difesa di Senato e Camera lo schema di DM per l’avvio della partecipazione italiana al caccia Tempest. Valore: €2 miliardi fino al 2035 (€20 milioni nel 2021 incluso nel Documento di Pianificazione Pluriennale -DPP- 2021/2023). Poi la dotazione annuale dovrebbe salire a 50 milioni fino al 2029, per prevedere il grosso degli stanziamenti negli anni seguenti. Previsto il pieno coinvolgimento dell’industria nazionale. 

Oltre al Regno Unito e Italia partecipa la Svezia.

Ministri della Difesa di Italia e UK

Il veivolo di sesta generazione che sostituisce la linea Eurofighter dal 2035 e opererà congiuntamente con gli F-35 ed è  alternativo al progetto Fcas sul quale lavorano Francia, Germania e Spagna.

Le aziende italiane sono  Leonardo, MBDA e Avio Aereo,  elenco “puramente indicativo e non

Imperialismo e crisi – Fine del “boom” in Germania; secondo la Banca centrale l’economia è in grande frenata tra mancanza di materie prime, aumento dei prezzi e bassi salari!

L'economia tedesca è in affanno a causa della mancanza di beni e manodopera e delle nuove restrizioni volte a combattere la pandemia, mettendo fine al suo recente boom. Lo ha detto la banca centrale tedesca.” Riporta l’agenzia Agi.

Secondo la banca centrale si tratta di un “un segnale inquietante per l'economia globale, data la posizione cruciale della Germania nelle catene di approvvigionamento globale e il suo ruolo come motore di crescita dell'Europa.”

Come negli altri principali paesi imperialisti, quindi, Stati Uniti e Cina e Italia, anche la Germania, risente di tutte le contraddizioni dell’economia globale che erano già al massimo prima della pandemia

Internazionalismo - Appello del PCI (maoista) per lo sciopero generale (Bandh) nella regione centrale dell'India il 27 novembre










Mumbai, 19 novembre 2021: Il Partito Comunista dell'India (maoista) ha fatto appello ad un bandh in quella che ha definito la "regione centrale" (sei Stati: Maharashtra, Madhya Pradesh, Chhatisgarh, Odisha, Telangana and Andhra Pradesh).del paese il 27 novembre in memoria dei suoi quadri morti in uno scontro con la polizia di Gadchiroli nello stato del Maharashtra il 13 novembre.

I 27 maoisti che sono stati uccisi includevano il leader anziano Milind Teltumbde, che il comitato centrale del PCI (maoista), nella sua dichiarazione, ha definito "amato leader compagno Deepak".

Nel comunicato si dice che la giornata è stata "molto dolorosa", aggiungendo che l’appello per il bandh è per rendere omaggio ai quadri uccisi.

Lo scontro è avvenuto nella foresta di Mardintola, a circa 900 chilometri da qui, tra commando C-60, un'unità di combattimento specializzata della polizia, e quadri armati del PCI (maoista), ed è durato oltre 10 ore. Quattro poliziotti sono rimasti feriti nello scontro a fuoco.

domenica 21 novembre 2021

Lotta delle donne - Comunicato dall'assemblea telematica donne/lavoratrici del 19 novembre - Verso il 27 novembre a Roma e oltre il 27, contro ogni violenza/oppressione sulle donne

 COMUNICATO

L’assemblea nazionale Donne/Lavoratrici telematica del 19 novembre si è svolta intorno alla nuova tappa di lotta all’interno del percorso che si sta portando avanti collettivamente, la giornata internazionale contro la violenza sessuale sulle donne del 25 novembre e la presenza alla manifestazione nazionale di Roma del 27 novembre lanciata da Nudm.

Ma non è stata affatto un‘assemblea solamente organizzativa in vista del 27, diversi interventi infatti di lavoratrici e compagne sono entrati nel merito della questione della violenza che le donne proletarie, le operaie, le lavoratrici, le donne immigrate, le precarie, le disoccupate, le giovani subiscono sotto diversi aspetti; non una violenza quindi, ma TUTTE le violenze, le oppressioni a 360° che pongono all’ordine del giorno la necessità di ribellarsi, di lottare e di organizzarsi per la lotta a 360° gradi.

La lotta quotidiana contro i vari attacchi che subiamo è necessaria ogni giorno, dalla condizione di lavoro/non lavoro e della violenza dei padroni e istituzionale che subiscono tante donne, come hanno sottolineato ancora con forza le precarie coop sociali di Palermo o alcune compagne per le precarie dei servizi negli asili nido di Taranto in lotta, alle discriminazioni sul lavoro in condizioni di pesante insicurezza che si subiscono nelle fabbriche, ai licenziamenti dal nord al sud, come in questo periodo nelle fabbriche di Evoca, della Tessitura Albini, ecc., agli attacchi pesanti che subiscono le donne immigrate, vedi la questione della mancanza dei documenti legata alla questione del permesso di soggiorno e di tutti i ricatti/oppressioni che queste donne subiscono – su cui vi è stato l’intervento delle compagne di “Campagne in lotta” e di una compagna di Torino che ha denunciato la questione della “tratta” e la necessità di lottare anche su questo tremenda violenza; fino all’avanzare nero dell’attacco al diritto di aborto e degli stupri e femminicidi in aumento, alimentati dall’humus sessista e maschilista che in questa società capitalista emana ideologicamente, politicamente, giuridicamente, come mostrano anche le odiose sentenze sessiste che dimezzano pene o scarcerano uomini assassini.

A tutto questo occorre rispondere sempre più con la ribellione/lotta/organizzazione delle donne proletarie, lavoratrici, compagne. All’interno di lungo cammino che pone la questione che “se tutta la vita deve davvero cambiare” allora la lotta deve avere necessariamente una prospettiva rivoluzionaria per il rovesciamento/superamento di questo sistema sociale capitalista/imperialista che pone la condizione di doppia oppressione, doppio sfruttamento della maggioranza delle donne come una delle sue basi.

Questo messaggio noi porteremo nella manifestazione del 27 novembre a Roma, come lo portiamo tutti i giorni nelle nostre città, territori, sui posti di lavoro tra le lavoratrici, le donne proletarie.

Per questo, organizzare un contingente “rosso e proletario” alla manifestazione del 27 è

Internazionalismo - 10-100 manifesti e iniziative contro l'operazione repressiva "PRAHAR 3" del regime fascista indutva di Modi

Imperialismo e pandemia - Al G20 dei paesi imperialisti e dei loro alleati e servi scelte di sistema criminali che bisogna combattere a livello nazionale e internazionale

"...Da un lato una salvaguardia rigida di brevetti e vaccini al servizio delle multinazionali farmaceutiche e i loro giganteschi profitti, e dall’altro la beneficenza pelosa di vaccini per le popolazioni del terzo mondo, la cui vaccinazione è sostanzialmente al 2%, che considera quindi la pandemia come un fatto che può provocare milioni di morti, che può essere eterna, endemica con le sue molteplici varianti, pur di non mettere in discussione il cuore stesso che ogni persona di buon senso comprende e riconosce: una pandemia mondiale o si ferma su scala mondiale o essa torna ripetutamente a casa nel “salotto buono” dei paesi imperialisti, in un pozzo senza fondo, in un mare che non si può prosciugare con un cucchiaio, che mette, questa sì, in discussione la vita quotidiana in ogni paese del mondo, con l’ombra della malattia e della morte costantemente sull’uscio di casa.

Le scelte, quindi, del G20 sono oggettivamente figlie del sistema ma non per questo meno soggettivamente criminali; una faccia dell’orrore a cui mettere fine solo e comunque con la lotta quotidiana nelle mani di proletari e masse popolari che impongono i vaccini per tutti e che aggrediscono in tutte le forme il sistema sanitario e il sistema di vita, impotente contenitore del contagio pandemico..."

dall'editoriale di proletari comunisti novembre/dicembre

Politica proletaria - Contro Governo Draghi e il fronte unico dei padroni, sindacato di classe e fronte unito proletario. Ma per davvero... - Convegno a Milano il 4 dicembre

4 dicembre Convegno nazionale

Milano Villa Pallavicini via A. Meucci, 3 ore 9,30-17

aperto a tutti

teoria-politica-organizzazione proletaria comunista oggi

su quali temi:

PANDEMIA E POLITICA DI CLASSE

contro NOVAX e ogni collusione, confusione, ambiguità nel campo della sinistra di classe e del sindacalismo di base


Imperialismo Migranti Guerra

si può fare insieme di più


Contro Governo Draghi e il fronte unico dei padroni

sindacato di classe e fronte unito proletario,

ma per davvero...


Modo di produzione capitalista/imperialista e questione ambientale

Contro i fatti dei padroni e governi e

il bla/bla del movimento di opposizione


movimento delle donne proletarie e femministe


la solidarietà internazionalista alle masse indiane in lotta e in armi e a tutte le lotte dei popoli oppressi. Qui e ora!


info adesioni partecipazione adesioni

redazione proletari comunisti pcro.red@gmail.com

slai cobas per il sindacato di classe slaicobasta@gmail.com

movimento femminista proletario rivoluzionario mfprnaz@gmail.com

Lotta sociale - Torino 150 NoTav querelano il direttore di Repubblica - Contro la criminalizzazione 'terroristica' della stampa borghese

Oltre 150 i No Tav che questa mattina si sono ritrovati davanti al Tribunale di Torino e alla Caserma dei Carabinieri di Susa per depositare le prime querele contro Maurizio Molinari, Direttore de “La Repubblica”, che il 10 ottobre aveva rilasciato dichiarazioni diffamatorie ai danni dei No Tav, durante la trasmissione “Mezz’ora in più”, condotta da Lucia Annunziata (qui il video https://youtu.be/9E3EauAkJzM) .

La determinazione del movimento è sempre stato l’elemento che è stato in grado di mettere in seria difficoltà tutto il sistema Tav. Sono 30 anni che cercano con ogni mezzo di fermarci, ma noi non abbiamo mai fatto un passo indietro e sicuramente non abbiamo intenzione di lasciarci intimidire, oggi, dalle dichiarazioni di uno dei tanti giornalisti che da sempre sono dichiaratamente Si Tav e che puntualmente si ritrovano a parlare (a sproposito) della nostra lotta.

Ad accompagnare i tanti No Tav, anche diversi avvocati che hanno collaborato alla stesura delle querele perché le dichiarazioni di Maurizio Molinari nel corso della trasmissione televisiva “Mezz’ora in più”, condotta da Lucia Annunziata, si commentano da sole.

Applicare l’etichetta di terrorismo ad un movimento sociale da tanti anni insediato sul territorio della Val di Susa e radicato in una vasta comunità di cittadini, non solo valsusini, vuol dire proporre una

Lotte operaie - Corteo operai/studenti a Firenze - la parola d'ordine dello sciopero generale




Internazionalismo - INDIA: i contadini festeggiano una prima vittoria nel lungo scontro con il governo nero di Narendra Modi sulle leggi agricole

I contadini indiani in lotta da oltre un anno contro il governo fascista indù con a capo Narendra Modi hanno vinto questa importantissima battaglia, e questo è un fatto!

È, certo, costata cara, ma alla fine è stato Modi a dover rinunciare per il momento alla sua arroganza infinita e comparire davanti alle telecamere del Paese e del mondo, annunciando con aria dimessa e addirittura chiedendo perdono, che le tre “leggi nere” verranno ritirate. Tre leggi sull’agricoltura che avrebbero modificato in peggio le condizioni di vita di centinaia di milioni di indiani, è il caso di dirlo,

Imperialismo - Nel ventre dell'imperialismo USA una sentenza che legittima la violenza fascista, avallata dalla politica "conciliatrice" di Biden, che necessita della ripresa della lotta sociale e politica nella prospettiva rivoluzionaria

Verdetto Kenosha, proteste a Portland e non solo...
@Ansa Circa 200 manifestanti a Portland, nello Stato dell’Oregon, sono scesi in piazza ieri notte in segno di protesta contro l’assoluzione del giovane Kyle Rittenhouse per l’omicidio di due persone durante una protesta anti-razzista a Kenosha, nel Wisconsin, l’anno scorso.

I manifestanti avrebbero sfondato le vetrine di alcuni negozi e lanciato oggetti contro la polizia
Centinaia di persone hanno marciato ieri sera lungo le strade di Brooklyn, a New York. Stessa scena in California, dove un centinaio di persone sono scese in piazza nella città di Oakland. “Rivoluzione nient’altro”, gridava la folla mentre marciava dal municipio verso il palazzo federale, riporta sempre l’Independent.
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Biden: “Rispetto ciò che la giuria ha concluso. Il sistema giudiziario funziona e dobbiamo rispettarlo”

Biden ha invitato poi tutti ad “esprimere le loro vedute pacificamente, coerentemente con lo stato di diritto”.

“Violenza e distruzione della proprietà non hanno posto nella nostra democrazia”, ha sottolineato, aggiungendo che la Casa Bianca e le autorità federali “sono in contatto con l’ufficio del governatore del Wisconsin Anthony Evers per prepararsi a qualsiasi esito in questo caso” e che ha offerto “sostegno e qualsiasi assistenza necessaria per garantire la sicurezza pubblica”.


Mentre Trump ha ormai perso, pensiamo, la sua battaglia legale per mettere in discussione il risultato elettorale che ha visto Biden vincente, e a gennaio avremo il nuovo presidente dell'imperialismo Usa, sicuramente va chiarito che quella che non è chiusa è la battaglia del fronte sociale e politico e del fronte apertamente fascio-populista che ha portato al potere Trump e che poi Trump ha alimentato, fino a cristallizzare settori molto ampi anche se non maggioritari delle masse negli Usa, con una influenza consistente tuttora in settori della classe operaia e una dimensione capace di spaccare il fronte delle masse anche sulla base delle appartenenze secondo la nazionalità di provenienza.

In questo senso lo spartiacque rappresentato dalle elezioni americane non è quello tra progresso e reazione e meno che mai quello tra borghesia imperialista, i suoi rappresentanti, il suo blocco sociale e proletari e masse popolari.
E' sbagliato, quindi, la confusione esistente anche nelle fila di una parte di movimento tra