sabato 26 dicembre 2020

pc 26 dicembre - "...NELL'INTERESSE DELLA CLASSE OPERAIA..."

Ma l'interesse della classe operaia è rovesciare questo sistema sociale non migliorarlo!

Da Il Manifesto del Partito comunista di Marx ed Engels

"...Una seconda forma di socialismo meno sistematica e più pratica cercava di far passare alla classe operaia la voglia di qualsiasi movimento rivoluzionario, argomentando che le potrebbe essere utile non l’uno o l’altro cambiamento politico, ma soltanto un cambiamento delle condizioni materiali della esistenza, cioè dei rapporti economici. Ma questo socialismo non intende affatto, con il termine di cambiamento delle condizioni materiali dell’esistenza, l’abolizione dei rapporti borghesi di produzione, possibile solo in via rivoluzionaria, ma miglioramenti amministrativi svolgentisi sul terreno di quei rapporti di produzione, che dunque non cambiano nulla al rapporto fra capitale e lavoro salariato, ma che, nel migliore dei casi, diminuiscono le spese che la borghesia deve sostenere per il suo dominio e semplificano il suo bilancio statale.

Il socialismo borghese giunge alla sua espressione adeguata solo quando diventa semplice figura retorica. Libero commercio! nell’interesse della classe operaia; dazi protettivi! nell’interesse della classe operaia; carcere cellulare! nell’interesse della classe operaia. Questa è l’ultima parola, l’unica detta seriamente, del socialismo borghese.

Il loro socialismo consiste appunto nell’affermazione che i borghesi sono borghesi nell’interesse della classe operaia”.

pc 26 dicembre - Covid in Italia: il definitivo sorpasso... la pandemia non è una manovra, non è un complotto, non è una disgrazia che ci è capitata addosso


Chi dice queste cose è un idiota e un reazionario , comunque si definisca e si travesta
chi dice che il lockdown è 'dittatura sanitaria' del 'golpista Conte' è un reazionario di altro conio anche quando si travesta da oppositore, 'comunista' ed altri abiti malmessi - è espressione della piccola borghesia reazionaria e inferocita 
la pandemia è espressione del modo di produzione capitalista e imperialista nella sua fase putrescente,
i governi dei paesi imperialisti, capitalisti, borghesie compradore dei paesi oppressi dall'imperialismo nella pandemia scaricano crisi sui proletari e le masse come in ogni altra fase pre o post pandemica;
i proletari nella crisi pandemia difendono strenuamente salute, salari, lavoro contro i padroni e i governi al loro servizio e lo fanno in tempi di pandemia, vale a dire in tempi di lockdown per così dire 'oggettivi'.
La responsabilità dei governi è quella di trasformare la pandemia in strage, per la politica sanitaria di tutti questi anni e in parte di questi giorni, per il primato della produzione per il profitto sulla vita e salute dei proletari e delle masse popolari, per il primato del sistema economico commerciale, per lo stile di vita indotto da tutto questo che è concausa della diffusione di contagi...
Tutto questo è terreno della lotta di classe ma sulla base della autonomia di classe, della difesa rigida degli interessi e condizioni dei proletari che sono altri e in contraddizione con interessi di commercianti e bottegai, grandi medi e piccoli - ai piccoli bisogna salvare il reddito con il salario garantito e non il bar e il negozio ecc - agli altri non vogliamo che venga dato niente, nè ristori, nè bonus, nè altro; come naturalmente nulla al grande capitale.

venerdì 25 dicembre 2020

pc 25 dicembre - Naufragio di Natale al largo della Tunisia: 20 vittime, 19 erano donne e 4 di loro incinte

Il naufragio di Natale al largo della Tunisia: 20 vittime, 19 erano donne e 4 di loro incinte

Un femminicidio di massa dell'imperialismo europeo e italiano con la complicità del regime reazionario e asservito tunisino

Migranti, naufragio al largo della Tunisia: almeno 20 vittime. I corpi recuperati in mare e riportati sulla terraferma: il videoL'imbarcazione stava tentando la traversata del Mediterraneo verso l'Italia, ma era sovraccarica e in cattive condizioni. Al momento si sono salvati solo in 4 Tutte donne tranne uno. Quattro di loro erano incinte. Sono 20 le vittime del naufragio di un’imbarcazione che stava tentato la traversata del Mediterraneo, dalla Tunisia all’Italia. E 19 di loro erano appunto donne. Il naufragio è avvenuto giovedì, nel giorno della vigilia di Natale. Le informazioni arrivano dai primi dati in possesso delle autorità di Sfax. Le ricerche proseguono nel tentativo di trovare altre 13 persone che risultano disperse. Sempre secondo i dati forniti dal portavoce, quattro migranti sono stati salvati: uno resta sotto supervisione medica e un altro è fuggito dall’ospedale.

L’imbarcazione, sovraccarica e in cattive condizioni, trasportava 37 persone di cui tre originarie della Tunisia e le altre dell’Africa sub-sahariana. Al momento le imbarcazioni della guardia costiera e i sub della Marina, impegnati nelle ricerche, non hanno ritrovato oggi altri corpi né sopravvissuti, anche in considerazione di forti venti e onde alte che ci sono nella zona. I 20 corpi sono stati recuperati da agenti della guardia costiera e pescatori locali, che li hanno portati a riva.

Le autorità tunisine fanno sapere che recentemente hanno intercettato diverse imbarcazioni cariche di migranti, ma rilevano che il numero di tentativi è in crescita in particolare tra la regione di Sfax e l’isola di Lampedusa. Le barche di migranti spesso partono dalle coste della Tunisia e dalla vicina Libia, con a bordo persone provenienti dal resto dell’Africa ma recentemente anche un crescente numero di tunisini in fuga. 

pc 25 dicembre - Il Cile non dimentica!

Cile: Nonostante che i carabinieri abbiano creato uno scenario di guerra brutale, migliaia di giovani hanno ricordato i primi 14 mesi della Rivolta

La lotta continua.

Da Comitato Carlos Fonseca

pc 25 dicembre - MFPR sui muri delle città

pc 25 dicembre - Nel ricordo dei lavoratori morti, l'impegno forte dei portuali di Genova

“Bisogna continuare a lottare”

Un lungo applauso dedicato anche "agli infermieri e ai medici che sono morti per salvarci in questo anno che non dimenticheremo"

Genova. Molti lavoratori portuali hanno partecipato ieri sera alla commemorazione organizzata come ogni hanno dal Calp per ricordare i tanti colleghi morti sulle banchine nel porto genovese. Una commemorazione composta “senza tanti discorsi” come sottolinea nel video Riccardo Rudino, uno dei fondatori del collettivo che tuttavia ha voluto ricordare accanto ai portuali che hanno perso la vita “in

pc 25 dicembre - India in fiamme - il ruolo del del PCI (Maoista) - verso una giornata nazionale e internazionale di informazione e mobilitazione

Nei prossimi giorni sarà fissata la data e verificata la possibile forma e dimensione internazionale

intanto - info csgpndia@gmail.com

Notare il ruolo straordinario delle donne - segnalazione Mfpr - che sara parte dalla giornata nazionale di mobilitazione delle lavoratrici - 15 gennaio 2021 - decisa dall'asssemblea nazionale telematica delle donne lavoratrici

Holding traditional weapons, the villagers marched towards the picket. The attack has been alleged to be instigated by the Maoists.

The 7th Battalion of CRPF has opened a picket close to the house Ajay Mahato, a member of the

pc 25 gennaio - Una nota dei compagni francesi sulla repressione - contro la favola della divisione tra 'manifestanti pacifici e individui violenti'

 in via di traduzione

Non, la répression policière et judiciaire ne vise pas que les « individus violents » !


Les jours de manifestation, lorsqu’on allume la télé pour regarder les infos, on peut entendre une petite musique : si la police et la justice répriment les manifestations, elles ne le font que dans le but de mettre fin à des actions violentes, et cette répression ne vise que les manifestants violents. Ce discours est à l’opposé de la réalité, et la répression policière et judiciaire frappe bel et bien toute personne qui ose relever la tête contre ce système capitaliste, qu’elle soit violente ou non.

Le samedi 12 décembre, à Paris, lors de la manifestation contre la loi de sécurité globale, 142 personnes

pc 25 dicembre - INDIA: IL GOVERNO ACCUSA I CONTADINI IN PROTESTA DI ESSERE GUIDATI DAI MAOISTI!

Nel 29° giorno di protesta degli agricoltori che assediano la capitale New Delhi, al governo saltano i nervi e dice che la protesta è guidata dai maoisti.

E per togliere forza e legittimità alla protesta il capo del governo, il fascista indù Modi, ha promesso di mantenere il programma che dà 6000 rupie (circa 70 euro) all’anno a tutti gli agricoltori.

Mentre, dall’altro lato, la polizia gioca la carta della criminalizzazione in maniera pesante (dopo le cariche dei giorni passati) e sporge denuncia contro 13 agricoltori con varie accuse, tra cui addirittura il tentativo di omicidio e disordini avvenuti dopo che il convoglio del primo ministro Manohar Lal Khattar sarebbe stato bloccato e attaccato martedì scorso ad Ambala.

E invece i contadini, da parte loro, non solo resistono, ma rilanciano: chiedono il ritiro delle tre leggi sull’agricoltura, rinviano al governo le richieste di incontro, se queste non hanno una base concreta e chiedono prezzi più alti per i loro prodotti agricoli!

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Dall'Hindustan Times

29° giorno di protesta degli agricoltori: "Faremo due passi se il Governo centrale ne farà uno", dicono i manifestanti, chiederanno un MSP più elevato - 10 punti

Gli agricoltori si sono fortemente opposti al fatto che il governo li tratti come "rivali politici" collegando la protesta ai maoisti.

INDIA Aggiornato: 24 dicembre 2020, 08:09 TSI

hindustantimes.com | A cura di Poulomi Ghosh

Hindustan Times, Nuova Delhi

Il Governo centrale aveva invitato gli agricoltori in protesta per il sesto giro di colloqui e aveva chiesto loro di fissare una data in base alle loro necessità. Gli agricoltori, nel loro incontro tenuto mercoledì, hanno deciso di non fissare una data in quanto non erano d'accordo con le proposte inviate dal ministro dell'Agricoltura. Con questo, la protesta in corso giovedì entra nella sua 29a giornata, senza una soluzione immediata in vista. Tuttavia, per la prima volta, gli agricoltori hanno fatto la richiesta di un prezzo minimo di sostegno più elevato di quello esistente, in quanto il Governo ha ribadito il proprio impegno nei confronti appunto del sistema MSP (Minimum Support Price – Il governo fissa un prezzo d’acquisto dei prodotti agricoli per garantire un minimo di profitto rispetto ai prezzi sul mercato aperto).

Ecco gli ultimi aggiornamenti della protesta

1. Non è stata decisa alcuna data per ulteriori colloqui, ma gli agricoltori hanno dichiarato di non essere

pc 25 dicembre - Regione Lombardia: come essere al servizio dei padroni e vantarsene pure

La preoccupazione principale di Fontana assassino e tutta la sua giunta è di tranquillizzare i padroni con una caterva di soldi per la “ripartenza economica”.

“Con la manovra di bilancio viene approvato lo stanziamento di ulteriori 500 milioni di euro per il Piano Lombardia, che passa così a un totale di 4 miliardi di euro destinati a interventi che favoriscano una spinta propulsiva a tutto il sistema economico-produttivo della Regione.

E paginoni, pagati con soldi pubblici, sui giornali... nel caso i padroni non se ne accorgessero...

giovedì 24 dicembre 2020

pc 24 dicembre - FCA Melfi - padroni assassini

 Alla FCA di Melfi la prima vittima del coronavirus

Alla Fca di Melfi fra contagiati e negativizzati sono già circa 200 i lavoratori colpiti dal Covid. Una percentuale molto alta rispetto a una comunità di solo 6000 uomini e donne.

Nella giornata di ieri c’è stata la prima vittima, un dipendente della Fca di Melfi è morto per cause legate al contagio del Covid. Il lavoratore era anche Rsa della Fismic, sindacato più vicino al padrone. La prima vittima da Covid in fabbrica militava proprio fra le fila di quel sindacato che tramite il suo segretario, Capocasale, diceva che la situazione circa i contagi da Covid presso la Fca era sotto controllo. Sindacato che ha sempre ritenuto che gli operai, nonostante i contagi aumentassero, dovevano piegare la testa, produrre e stare zitti.

Un amaro destino ha colpito proprio un lavoratore fedele a quella parrocchia. Adesso quasi tutti ne piangono la sua morte che, come altre, si sarebbe potuta evitare, se non si fosse data la possibilità di tenere aperte le attività non essenziali e se noi operai avessimo avuto la forza di opporci a chi ci manda al macello per fare la bella vita.

Crocco, operaio di Melfi

pc 24 dicembre - Il bicentenario di Engels offre l'occasione per far irrompere la teoria scientifica del proletariato volta a indicare il sentiero luminoso della rivoluzione proletaria necessaria


 

pc 24 dicembre - Casalbordino: ennesima strage di operai


di Vito Totire (*)La lugubre lista degli omicidi bianchi si allunga ancora. Dobbiamo reagire, anche avviando una inchiesta popolare.

Alcune fonti ieri pomeriggio hanno diffuso la notizia della strage a Casalbordino, nella fabbrica Esplodenti Sabino, come si trattasse di fuochi artificiali. Sono giunte poi informazioni più dettagliate secondo cui si tratta di una azienda che si occupa del “recupero” di esplosivi di provenienza dal comparto militare. Nulla è ancora chiaro. Sono morti tre operai: questo purtroppo è certo. Poi si ritorna nella confusione: «l’infortunio» si sarebbe verificato nella casamatta secondo alcuni; secondo altri sarebbe partito dal forno fusore. A rendere ancora più confuso il quadro l’ipotesi –poco credibile – che fossero in corso attività di routine. Ipotesi superficiale in quanto deve essere successo qualcosa che è andato oltre l’ordinaria quotidianità. Da lungo tempo sosteniamo che a monte di questi tragici luttuosi eventi c’è inevitabilmente una valutazione del rischio inadeguata. Probabilmente non supportata dalla necessaria valutazione scrupolosa anche dei “quasi incidenti” che dorebbe ormai essere considerata socialmente e moralmente obbligatoria. Risulta che nella fabbrica teatro della strage si siano verificati altri eventi gravi nel recente passato ma occorre comprendere meglio in quale passaggio la «speranza di prevenzione» sia “saltata”.

Insistiamo sulla necessità di varare un REGISTRO NAZIONALE DEGLI INFORTUNI MORTALI SUL MODELLO DEL REGISTRO MESOTELIOMI: se redatto e gestito in maniera esaustiva può dare un contributo alla prevenzione anche se la speranza sarebbe, per un registro di questo genere, di poterlo lasciare in bianco.

Per la fabbrica «Esplodenti Sabino» si parla del recupero di materiale militare, dunque è forse da escludere la corresponsabilità di quelle nanoparticelle che sono invece il veicolo della crescita del rischio di esplosività nel comparto fuochi pirotecnici. Ma se la ESPLODENTI SABINO manipola esplosivi “tradizionali” si tratta di un campo in cui è necessaria una controinchiesta popolare (intendo: come movimento antimilitarista) per comprendere la realtà e le dinamiche di questo comparto. Si riempiono gli arsenali gonfiandoli a dismisura? Poi si rottamano merci che non aveva senso produrre? Si deve gestire una crescita nel reperimento di vecchi ordigni della seconda guerra mondiale (negli ultimi tempi sembra maggiore di prima per effetto di nuovi cantieri) sul territorio? Oppure si devono smaltire vecchi armamenti per fare posto alle nuove tecnologie belliche?

E’ un comparto, quello di armi ed esplosivi, caratterizzato da una quasi totale segretezza e certamente da forme di “anarchia della produzione” che conduce a prassi aberranti. Poco più di un anno fa intercettammo un avviso pubblico: il ministero degli Interni faceva un bando per l’acquisto (per esercitazioni!) di 22.000 pallottole per la polizia penitenziaria. Sembrò un “affare sproporzionato” però non avemmo l’energia per contestare ed esigere “chiarimenti”. D’altra parte gli sprechi e le spese assurde sono sotto gli occhi di tutti … se è vero che in tempi di epidemia il governo stanzia miliardi di euro per armamenti!

Solidarietà e condoglianze a familiari, compagni e amici degli operai morti sul lavoro.

Diamo il nostro sostengo tecnico – pro bono – a eventuale costituzione di parte civile!

Basta con le produzioni di morte!

Basta con i documenti di valutazione del rischio superficiali!

Basta con l’emarginazione degli rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza nei luoghi di lavoro.

Potenziare fortemente la vigilanza ispettiva, in particolare ovunque i rapporti di forza tra lavoratori e imprenditori siano particolarmente squilibrati.

(*) Vito Totire, medico del lavoro, è portavoce della «RETE PER L’ECOLOGIA SOCIALE» 

pc 24 dicembre - FORMAZIONE OPERAIA - INTERVENTI DALLA "SERATA ENGELS" - 4 - La lotta contro le idee sbagliate, idealiste, riformiste

L'importanza della lotta teorica ieri come oggi. 
Impariamo da Engels "il combattente", con Marx.

I comunisti lottano su più piani: sul terreno economico, politico e teorico. Quest’ultimo è anche il terreno dove la Rivoluzione si scontra con la conciliazione, con il riformismo, con l’eterno movimento che critica l’esistente ma non intende rovesciarlo. Se la lotta teorica viene impugnata, influenza in maniera decisiva la lotta di classe. Lo scontro è tra borghesia/piccola borghesia e proletariato. 

Per questa lotta l’arma della critica è il marxismo, quindi è Marx ed Engels che dobbiamo studiare per una lotta militante coerentemente comunista.

I comunisti si trovano oggi a combattere manifestazioni di vecchie idee del “movimento come fine” che tolgono energie e ostacolano la battaglia, invece necessaria, per costruire il Partito e lavorare per la Rivoluzione proletaria. Militanza comunista o attività sul terreno della critica all’esistente? Materialismo storico o idealismo? La sostanza che vogliamo affermare è che “non la critica ma la Rivoluzione è la forza motrice della storia”. 

La lotta condotta da Engels all’idealismo porta alla formazione del primo partito rivoluzionario della classe operaia, la Lega dei comunisti, e ci indica che se vogliamo costruire la forza politica comunista, espressione dell’autonomia politica proletaria, dobbiamo impugnare il materialismo dialettico. Il problema non è contrapporre idee ad altre idee, ma che queste idee aderiscano alla realtà concreta, e non esaltarle come prodotto di un’elaborazione soggettiva, di una interpretazione. 

Lenin, parlando di Marx ed Engels nel decennio rivoluzionario del 1840/50, dice che “tali concezioni

pc 24 dicembre - La classe operaia non ha nazione e lo sfruttamento del lavoro salariato genera ribellione

Engels dalla condizione della classe operaia in Inghilterra:

"più grande era uno stabilimento industriale e più numerosi i suoi operai, tanto maggiore è il danno agli affari che arreca ogni conflitto coi lavoratori..."

"emerge sempre più il fatto cruciale che la causa della miseria della classe operaia è nell'essenza del sistema capitalistico, non nei suoi accidenti..."

Migliaia di lavoratori dei fornitori Apple si presentano a Shanghai per protestare contro le retribuzioni

".... i quattro mesi che iniziano a settembre di ogni anno sono le stagioni di massima produzione per i fornitori Apple.  "Hanno bisogno di reclutare milioni di lavoratori in un breve periodo di tempo", ha detto Li a RFA. "Se non possono ottenerli, devono utilizzare molti intermediari, società di reclutamento per farlo per loro".  "Poi promettono salari più alti [per competere per i lavoratori]". 

https://www.rfa.org/english/news/china/workers-12212020111240.html

21-12-2020 

I lavoratori dello stabilimento Pegatron di Apple, investito da Taiwan, scioperano il 19 dicembre 2020.

I lavoratori della fabbrica di Shanghai del fornitore Apple Pegatron si sono presentati per protestare contro una disputa salariale con la direzione durante il fine settimana. 

Migliaia di lavoratori temporanei si sono radunati fuori dalla struttura Pegatron di Shanghai, investita

pc 24 dicembre - Lombardia e non solo, alimentare la battaglia per SMASCHERARE/DENUNCIARE le responsabilità politiche di chi ha trasformato la pandemia in strage

Informazioni e sostegno sulla battaglia in tribunale dei comitati dei famigliari, che dopo aver depositato oltre 300 denunce in sede penale, ora hanno avviato anche in sede civile a indicare le chiare responsabilità delle istituzioni, regione Lombardia in testa.

Senti audio da RP metroregione:

https://drive.google.com/file/d/1k_ycPWiFiVlWDzie-rl-yphq_usb_-jP/view?usp=drivesdk

ma anche questa strada per ottenere risultati necessità della mobilitazione operaia e popolare contro i responsabili regione, governo, stato del capitale.

mercoledì 23 dicembre 2020

pc 23 dicembre - “Pacchetto regalo” da 900 miliardi per “salvare l’economia” dei padroni negli Stati Uniti, ed elemosine per lavoratori e masse popolari

L’accordo raggiunto negli USA tra Democratici e Repubblicani, che prevede un “pacchetto” da 900 miliardi di aiuti di stato (l’ennesimo pacchetto regalo per i padroni e pacchetto avvelenato per lavoratori e masse popolari), lo hanno firmato sia Trump che Biden, senza battere ciglio, in un attimo sono finiti tutti i litigi e gli scontri... 900 miliardi che insieme ai 1.400 miliardi stanziati per il bilancio statale fanno 2.300 miliardi che insieme a quelli già investiti per far riprendere l’economia, altri 2.300 miliardi, fanno in totale 4.600 miliardi. Per adesso! Perché Biden considera tutto questo solo “un ‘anticipo’ su una strategia di più ampio respiro per superare la crisi e ricostruire l’economia”.

Un anticipo, perché serviranno altri miliardi per dare una risposta, per esempio, non solo alle prossime “ondate di fallimenti … disoccupazione di lungo periodo … e tassi di povertà tuttora in aumento” e

pc 23 dicembre - Sui muri le nostre parole d'ordini

martedì 22 dicembre 2020

pc 22 dicembre - Rompere il silenzio: 100.000 contagi sul lavoro, 366 morti - le responsabilità di padroni e governo

L'impatto della seconda ondata più forte della prima. Il 50% dei contagi è concentrata al Nord, la Lombardia la prima regione, Milano la prima provincia. Le donne sono le più contagiate

Sono oltre 100.000 le denunce di contagio sul lavoro da Covid 19 dall'inizio della pandemia al 30 novembre . Lo rileva l'Inail sottolineando che le denunce di casi mortali totali sono state 366, 34 dei quali

pc 22 dicembre - L'unità di classe nello sciopero della logistica a Bergamo SENZA GARANZIA DAL CONTAGIO NON SI DEVE LAVORARE.

NON SIAMO CARNE DA MACELLO DA MASSACRARE NEI REPARTI CON RITMI INFERNALI CHE AUTOMATICAMENTE RIDUCONO LA SICUREZZA TRA LE CORSIE E CONSUMANO VELOCEMENTE I LAVORATORI.

I lavoratori di due tra le molte cooperative presenti nella grande piattaforma logistica Italtrans di Calcio del SiCobas e dello Slai Cobas per il sindacato di classe, si sono fermati il 18 nello sciopero nazionale della logistica.

Difesa della salute, sicurezza nei reparti, contro la repressione che è molto diffusa nei magazzini, Italtrans compreso, dove viene esercitata in maniera particolarmente scientifica e capillare, tenendo sotto costante ricatto i soci lavoratori.

Ad oggi un delegato SiCobas è stato allontanato dal magazzino a seguito di

fermate per la conferma di un gruppo di lavoratori a Tempo Determinato; un lavoratore dello Slai Cobas sc, è stato licenziato per presunte responsabilità nella caduta di bancali, quando è invece oggetto di una montatura disciplinare solo perché aderente al sindacato