giovedì 26 novembre 2020

pc 26 novembre - DIFENDIAMO I LAVORATORI DELLA SANITA’ PUBBLICA. Come Slai Cobas sc Sanità MI appoggiamo questo appello e....

  ...tutte le iniziative che si metteranno in campo, a partire da quella del 14 dicembre. Invitiamo ad aderire e partecipare alle iniziative promosse dal Patto d'Azione per un fronte anticapitalista per l'11 e 12 dicembre, declinandole in Lombardia con presidi e iniziative verso Regione Lombardia, per un assedio continuo e condiviso degli operatori sanitari di tutta la sanità pubblica, dei comitati per la difesa della salute come bene collettivo, sindacati di lotta, per CACCIARLI.

Slai Cobas sc Sanità Milano

cobasint@tiscali.it 


 
da milanoinmovimento

Cosa succede al San Paolo e al San Carlo? Le convulsioni della sanità lombarda 

Il più grosso problema di Fontana
in questo momento ha un nome e un cognome:
operatori sanitari”.

Iniziamo questo articolo citando una frase abbastanza lungimirante di qualche mese fa di un giornalista di Radio Popolare. Sì, perché in questo momento, al netto di tutte le considerazioni sull’agibilità politica e la possibilità di mobilitarsi in piena pandemia, sembra che gli scossoni più preoccupanti per potere della destra in Lombardia stiano venendo dal mondo dei lavoratori della sanità. Scricchiolii che creano molta apprensione se si pensa che da almeno 25 anni il comparto sanitario è il regno incontrastato del potere ciellino-leghista (Formigoni-Maroni-Fontana) nonché gallina dalle uova d’oro, nonché strumento di creazione di consenso politico e voti.


 Uno schema sulla spartizione dei ruoli di dirigenza nella sanità lombarda pubblicato dal Corriere della Sera

mercoledì 25 novembre 2020

pc 25 novembre - COMPAIONO GLI STRISCIONI DELLE DONNE...

A L'Aquila

A Taranto





A Palermo

A Bergamo


A Milano


La compagna de L'Aquila è stata fermata dalla polizia durante l'affissione - ha pienamente rivendicato la giustezza e legittimità dell'iniziativa



pc 25 novembre - Dalle sterilizzazioni forzate all’asportazione dell’utero… le mille pratiche bestiali dei governi contro le donne

Negli ultimi decenni la violenza contro le donne si è espressa in tantissime forme e a tutte le latitudini aumentando costantemente. Le statistiche si riempiono, sia delle violenze in genere, ma soprattutto del numero dei femminicidi, cioè della forma più brutale, più bestiale, più disumana.

Le tante altre forme, che troppo spesso passano sotto silenzio, o quasi, comprendono quelle dell’attacco diretto alle donne nella loro capacità riproduttiva da parte dei governi e delle istituzioni in generale.

Riportiamo solo alcuni esempi: in Perù, l’allora dittatore Fujimori, fece applicare la sterilizzazione forzata di massa: “… ci sono state 272.028 operazioni per legare le tube di Falloppio e 22.004 vasectomie e, nella quasi totalità dei casi, le persone sottoposte a questi interventi erano indigeni o abitanti delle zone rurali più povere del paese.” (Il Messaggero del 6 Ottobre 2017).

Stati Uniti: “Centoquarantotto prigioniere femminili in due prigioni californiane furono sterilizzate

pc 25 novembre - Un video con la piattaforma di donne/lavoratrici. Una piattaforma a 360°, perché tutta la vita deve cambiare!

 

pc 25 novembre - La via rivoluzionaria e anticapitalistica della lotta delle donne - MFPR




 

pc 25 novembre - ENGELS SULL'ANTAGONISMO TRA UOMO E DONNA - OGGI PIU' CHE MAI...

Ne parliamo il 28 novembre dalle ore 16 - in una "serata Engels" nel bicentenario della sua nascita.

Per collegarti: https://meet.google.com/ttp-vfog-idi  

pc 25 novembre - L'altra analisi del Mfpr delle "Uccisioni delle donne oggi" - richiedi a mfpr.naz@gmail.com

 

pc 25 novembre - Tutta la vita deve cambiare! La piattaforma delle donne.

Oggi, 25 NOVEMBRE in varie città metteremo striscioni contro la violenza contro noi donne e porteremo la piattaforma in ogni posto di lavoro possibile, e in iniziative di piazza di donne e ragazze combattive (non in quelle che si ricordano solo oggi di "uscire di casa").

CHIUSE IN CASA NON CI STIAMO - MORIRE NON VOGLIAMO!
CONTRO LA VOSTRA VIOLENZA E OPPRESSIONE - SCATENIAMO LA NOSTRA RIBELLIONE!
Il 25 novembre è nostro Nessuno ce lo sporchi!


IL NOSTRO 25 NOVEMBRE

La violenza su noi donne non fa che proseguire la discriminazione, l’ingiustizia, il doppio sfruttamento e oppressione di cui siamo vittime in questa società capitalista, impregnata di patriarcalismo, di maschilismo, di odio fascista verso chi si ribella.

In questo 25 novembre non vogliamo sentire sporchi, ipocriti messaggi. Noi donne proletarie diciamo: alla vostra violenza, oppressione noi rispondiamo con la nostra ribellione su tutto e dappertutto, contro padroni, governo, Stato, uomini che odiano le donne!

Per questo in questo 25 novembre, se pur non possiamo scendere in tante nelle piazze, lanciamo la nostra piattaforma a 360° PERCHE’ TUTTA LA NOSTRA VITA DEVE CAMBIARE!


- Lavoro per tutte le donne - NO al ritorno a casa. Lavoro significa per noi donne anche indipendenza economica dall’uomo, dalla famiglia. Se, ora anche per il covid, siamo le prime ad essere licenziate DOBBIAMO ESSERE LE PRIME AD ESSERE OCCUPATE;

- Legge straordinaria per l’assunzione delle lavoratrici che hanno perso il lavoro per il lockdown; massicce assunzioni nella sanità, nella scuola; nessun sgravio, incentivo alle aziende senza divieto di licenziamento e obbligo di riassunzione a TI;

- No ad interventi: smart working – bonus casalinghe, ecc. - che vogliono conciliare famiglia e lavoro, aggravando il doppio lavoro di noi donne e rafforzano il ruolo di questa famiglia che per tante di noi significa uccisioni; NOI A CASA NON CI STIAMO, MORIRE NON VOGLIAMO!

- Contro la precarietà: trasformazione a tempo indeterminato dei contratti precari; internalizzazione dei servizi essenziali; nei part time orario non inferiore a 30 ore settimanali;

-  Salario garantito per tutte le donne;

- Pari salario per pari lavoro; - abbassamento età pensionabile come riconoscimento del doppio lavoro;

- NO a discriminazioni legate allo stato familiare, maternità, razza, all’orientamento sessuale, nelle assunzioni, licenziamenti, e nella vita lavorativa;

- Aumento delle pause, riduzione dei ritmi e dei carichi di lavoro nelle fabbriche e in tutti i luoghi di lavoro;

- Riduzione orario di lavoro contro licenziamenti e per la difesa della salute

- imponiamo sui posti di lavoro le massime misure di sicurezza per la pandemia, ALTRIMENTI CI FERMIAMO! ASSEMBLEE DI SOLE DONNE SUI POSTI DI LAVORO

- Condizioni di lavoro e ambienti di lavoro (compreso servizi igienici – vicini alla postazione lavorativa) a tutela della salute, anche riproduttiva, delle donne e della dignità delle lavoratrici;

- In agricoltura parità salariale contrattuale con gli uomini; divieto di pagamento per trasporto, caporale, servizi, sanzionando, colpendo le aziende; case alle lavoratrici migranti;

- No all’uso di prodotti pericolosi per le persone; strutture mediche vicino ai luoghi di lavoro;

- Contro gli abusi e violenze sessuali – delegate nei campi delle lavoratrici;

- Permessi di soggiorno, diritto di residenza, cittadinanza, case, NO Cpr/centri lager; uguali diritti lavorativi, salariali e normativi per le immigrate; abrogazione totale dei decreti sicurezza contro migranti e lotte delle lavoratrici e lavoratori;

- Nessuna persecuzione delle sexi worker, diritto di tutte ai servizi sociali, sanitari, al salario garantito;

- Allontanamento dai luoghi di lavoro per capi, padroni, ecc. responsabili di molestie, ricatti, violenze sessuali, atteggiamenti razzisti, sessisti - tutela delle lavoratrici denuncianti;

- Divieto di permanenza in casa di uomini violenti;

- case rifugio, centri antiviolenza, case delle donne, consultori laici - gestiti e controllati dalle donne;

- Procedura d’urgenza nei processi per stupro, stalking, molestie sessuali e femminicidi e accettazione delle parti civili di organizzazioni di donne, con patrocinio gratuito per le donne;

- Socializzazione dei servizi domestici essenziali;

- Accesso gratuito ai servizi sanitari, aumento di asili e servizi di assistenza anziani gratuiti;

- Diritto di aborto libero, gratuito e assistito, in tutte le strutture pubbliche, abolizione dell’obiezione di coscienza; contraccettivi gratuiti - potenziamento della ricerca per contraccettivi sicuri per la salute.

- Abolizione nella pubblicità, nei mass media, nei testi scolastici, ecc. di ogni contenuto offensivo, sessista discriminatorio, fascista, razzista, contro le donne; repressione degli atti machisti e dei luoghi di loro ritrovi.


MA SOPRATTUTTO, DICIAMO ALLE DONNE/LAVORATRICI, ALLE RAGAZZE RIBELLI:

UNIAMOCI, ORGANIZZIAMOCI.

Noi l’abbiamo cominciato a fare con assemblee differenti in cui finalmente sono le donne proletarie le vere protagoniste. 


ARRIVEDERCI A GENNAIO PER UNA “GIORNATA D’AZIONE”!


Dall’ASSEMBLEA NAZIONALE DONNE/LAVORATRICI del 19 novembre

per contatti: Lavoratrici Slai cobas sc - Movimento femminista proletario rivoluzionario -

mfpr.naz@gmail.com

pc 25 novembre - I numeri della vergogna: record di femminicidi in Lombardia e Piemonte nel 2020

E non poteva essere altrimenti visto il concentrato del peggior oscurantismo/maschilismo di stampo fascio/leghista in queste regioni, che genera questo "primato". Una ragione in più perché le donne, le lavoratrici, le proletarie siano in prima fila nell'assedio a questa feccia fino alla sua cacciata

Le due Regioni insieme assorbono il 36% dei casi nazionali

globalist 24 novembre 2020

Sono i dati del rapporto Eures sul femminicidio in Italia, che segnala una leggera flessione rispetto alle 99 vittime del 2019, nel 2020 sono state 91. A diminuire sono tuttavia soltanto i decessi legati alla criminalità comune (da 14 ad appena 3 nel periodo gennaio-ottobre 2020), mentre risulta sostanzialmente stabile il numero dei femminicidi familiari (da 85 a 81).

Picco in Lombardia e Piemonte - La maggior parte dei casi si è verificata in Lombardia e Piemonte. Il rapporto rivela, infatti, che in relazione all'area geografica, confrontando i primi 10 mesi del 2020 con

pc 25 novembre - COMUNICATO SULL'ASSEMBLEA TELEMATICA DONNE/LAVORATRICI DEL 19 NOVEMBRE 2020

COMUNICATO DEL 19 NOV 20

In termini di partecipazione l'assemblea del 19 novembre è andata anche meglio della prima.

Questa importante e nuova iniziativa, di assemblee di donne/lavoratrici, da un lato si consolida e dall'altro si rinnova con nuove presenze, alcune significative.

Infatti, nella seconda assemblea, da un lato vi è stata una continuità, sempre necessaria, di testimonianze dalle realtà di posti di lavoro, dalle lotte, di denuncia viva della condizione di sfruttate, discriminate, dall'altro lato, vi sono stati interventi più vari, su nuovi temi. Questo ha arricchito la tematica delle questioni poste, ha espresso nei fatti il discorso che facciamo su: 360°, "tutta la vita deve cambiare".

Tanti sono stati gli interventi e le testimonianze:

interventi appassionati come quello della ex operaia, per 32 anni nelle fonderie, ultimamente nell'azienda ospedaliera di Verona, che ha fortemente denunciato la repressione in fabbrica verso le transessuali, chiamando tutti ad una diversa visione di "donne e uomini"; gli interventi delle sempre determinate operaie della Montello che lottano con forza anche contro le discriminazioni con i lavoratori maschi: più ore agli uomini e meno alle donne, per prime in cig anche se il lavoro c'è ma per i maschi, col rischio di essere le prime licenziate o di essere escluse da alcuni lavori, quando, come ha detto un'operaia, "noi siamo pronte a fare tutto";

pc 25 novembre - Dalla Lombardia 700.000 euro per oratori e loro valorizzazione

Mentre la pandemia continua ad imperversare in Regione Lombardia e la maggior parte delle scuole continuano a stare chiuse con grave carico per le famiglie e, in primis per le donne, la giunta lombarda finanzia gli oratori invece che implementare nidi e servizi pubblici che possano alleggerire il carico di lavoro di cura delle donne.

Dalla Lombardia 700.000 euro per oratori e loro valorizzazione

Piani: hanno funzione sociale e educativa preziosa

Milano, 20 nov. (askanews) – La Giunta regionale della Lombardia ha deciso per il 2020 uno stanziamento di 700.000 euro a favore degli oratori e della loro valorizzazione. Il contributo sarà liquidato secondo la suddivisione territoriale riportata dal decreto pubblicato oggi, 20 novembre, sul Burl (Bollettino Ufficiale Regione Lombardia). I criteri di riparto del finanziamento sono determinati

martedì 24 novembre 2020

pc 24 novembre - Ondata di morti - l'Italia scala la classifica europea e mondiale - padroni e governo continuano a trasformare la pandemia in strage

Non possiamo accettare ad oltranza lo stillicidio di morti e l'estensione selvaggia della pandemia e della crisi economica scaricata sui proletari e masse popolari.

Costruiamo le condizioni per una rivolta operaia e popolare

Padroni e governo non sono in grado di fermare la pandemia

E' il loro sistema del capitale che l'ha prodotta e non può essere il loro sistema a fermarla

Dobbiamo sviluppare ribellione, lotta organizzata e unità 

Costruire la forza politica, sociale e materiale per opporre un'altra strada, alternativa al loro potere... per un altro potere: un nuovo potere proletario e popolare!

proletari comunisti/PCm Italia 

24 novembre 2020

pc 24 novembre - L'Italia imperialista e i confini marittimi delle ZEE. Un altro passo verso nuovi conflitti armati nel Mediterraneo per il controllo delle rotte commerciali e per il gas e il petrolio


E' stata approvata all’unanimità alla Camera la proposta di legge (prima firmataria Iolanda Di Stasio, M5S) sull’istituzione di una Zona economica esclusiva (Zee). La canea sollevata sulla contesa dei confini marittimi tra Italia e Algeria (si parlava addirittura di "invasione” da parte dell’Algeria nel 2018) è servita solo ad accellerare questo processo che ha approvato questa proposta di legge che non istituisce direttamente una Zee ma ne “autorizza” l’istituzione, su futura proposta del ministro degli

pc 24 novembre - Roma, rivolta detenuti a Rebibbia: 9 arresti e 55 indagati

Responsabili del dilagare della pandemia nelle carceri sono questo Stato e questo governo, l'ignobile ministro Bonafede, i giudici che perseguitano chi si è ribellato. Nelle carceri il diritto alla salute viene negato, gli unici provvedimenti di chi ha già ammazzato 15 detenuti durante le rivolte sono sempre e solo repressione e colloqui vietati, lazzaretti invece che cure, invece di svuotare le carceri. Stato e governo devono finire sotto processo!

Roma, rivolta detenuti a Rebibbia: 9 arresti e 55 indagati. Reati: dalla devastazione al sequestro di persona

Una rivolta nata per la paura sulle mancate misure anti Covid nei penitenziari, ma secondo la procura strumentalizzata da alcuni detenuti per ottenere benefici.

di Fulvio Fiano

Nove arresti e cinquantacinque persone indagate per la rivolta del marzo scorso a Rebibbia. Una rivolta nata per la paura sulle mancate misure anti Covid nei penitenziari, tanto da coinvolgere diversi istituti di pena in tutta Italia. Ma, secondo la procura, strumentalizzata da alcuni detenuti per ottenere benefici.

I pm Eugenio Albamonte e Francesco Cascini contestano a vario titolo i reati di devastazione, saccheggio, sequestro di persona, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale sulle prove fornite dai video delle telecamere di sorveglianza. La sommossa era partita dal reparto G11 per poi estendersi ad altri settori del Nuovo complesso coinvolgendo centinaia di detenuti. Nel corso della rivolta, oltre a essere stata saccheggiata l’infermeria, la biblioteca e devastati interi settori, un ispettore finì in ospedale dopo essere stato accerchiato e colpito con calci e pugni riportando una prognosi di 40 giorni. I nove detenuti arrestati hanno tra i 23 e 41 anni.

24 novembre 2020 

pc 24 novembre - Engels, Engels sempre Engels - celebrazione internazionale - in Germania - il 28 giornata in Italia dalle 16

 Engels Demo Plakat 2020 November 1762x2500

pc 24 novembre - Lottare contro padroni e governo e i loro complici e alleati - verso 2 giornate di lotta vera - 11-12 dicembre

Mentre la pandemia prosegue facendo circa 6oo morti al giorno, il governo si occupa di campi di sci e getta soldi 'ristorando tutti' tranne gli operai in cassa integrazione covid che continuano a perdere salari.

La risposta dei lavoratori non riesce a esplodere perche i sindacati confederali con Landini in testa si occupano di Patti di fabbrica con i padroni e di chiacchiere con il governo.

La resistenza operaia c'è ma non è in grado ancora di contrastare e fermare l'azione di padroni e governo.

Per questo vanno sostenuti e intensificati tutti gli sforzi per unire sindacalmente e politicamente i lavoratori e realtà politiche di opposizione e lotta su basi di classe 

Il Patto di azione anticapitalista in assemblea nazionale domenica scorsa ha affrontato i nodi della lotta di classe attuale, ha confermato e sviluppato una piattaforma di lotta e chiama ora avanguardie operaie, sindacalismo classista e combattivo, organismi di lotta e forze di opposizione proletaria e popolare a marciare verso uno sciopero generale - che per essere vero deve investire le fabbriche e bloccare la produzione - intanto promuove due giornate di lotta nazionali per l'11 e 12 dicembre - a partire dal fronte sanità in piena emergenza e dalla rivendicazione di una patrimoniale su padroni e ricchi per indirizzare i fondi verso i lavoratori e masse popolari colpiti da pandemia e crisi.

proletari comunisti invita a raccogliere e concretizzare queste proposte e queste giornate di lotta, a rendere chiaro attraverso esse che bisogna ribellarsi e lottare e che occorre costruire gli strumenti politici e organizzativi - partito/fronte unito/forza combattente - per un movimento reale che abolisca lo stato di cose presente

novembre 2020

pc 24 novembre - La guerra di classe dei padroni contro i lavoratori combattivi prosegue... ma non passa

DUE LICENZIAMENTI POLITICI AL MAGAZZINO ARCAPLANET DI TORTONA!

ORA BASTA!

Dopo il delegato sindacale Youssef, licenziato per aver partecipato a un picchetto di sciopero, altri due lavoratori hanno ricevuto ieri la lettera di licenziamento dall’azienda MG Srl, che attraverso contestazioni disciplinari futili e inconsistenti, colpisce i lavoratori più attivi sindacalmente dentro il magazzino.
Altri due lavoratori licenziati perché colpevoli anche loro di aver partecipato al picchetto di sciopero, con l’aggravante per uno di loro di aver consultato il telefono per qualche minuto durante il lavoro.
Questo é il clima da caserma che MG e Arcaplanet vogliono far respirare dentro il magazzino!
Devi venire a lavorare a testa bassa, per due soldi e se vuoi iscriverti al sindacato… quale lo sceglie il padrone!
Condizioni contrattuali assurde e continue pressioni dei responsabili non possono essere messe in discussione, altrimenti prima ti riempiamo di lettere di contestazione e poi ti licenziamo!
Si approfitta dell’emergenza sanitaria e del silenzio istituzionale per licenziare e impedire ogni libertà sindacale sul luogo di lavoro facendo rappresaglia anti-sindacale, contestando ai lavoratori anche l’assenza “ingiustificata” durante le giornate di sciopero!

REINTEGRO IMMEDIATO DEI LAVORATORI LICENZIATI POLITICI E APPLICAZIONE DEL CCNL LOGISTICA PER TUTTI I LAVORATORI!

19 novembre

da S.I. Cobas Alessandria e Tortona

pc 24 novembre - Un terzo dei morti sul lavoro uccisi dal Covid-19

Gli operatori sanitari sono i più colpiti dalla pandemia 

I contagi sul lavoro da coronavirus da gennaio a ottobre sono 66.781. I casi mortali sono 332,13 in più rispetto al mese precedente. Più colpite le donne, tra le categorie gli operatori sanitari

 Sono 66.781 i contagi sul lavoro da Covid-19 denunciati all’Inail nei primi dieci mesi dell'anno, pari al 15,8% del complesso delle denunce pervenute e al 9,8% dei contagiati nazionali comunicati dall’Istituto superiore di sanità (Iss) alla stessa data. I casi mortali sono 332, 13 in più rispetto al monitoraggio precedente al 30 settembre e pari a circa un terzo del totale dei decessi denunciati all’Inail dall’inizio dell’anno, con un’incidenza dello 0,9% rispetto ai casi mortali da Covid-19 comunicati dall’Iss.

Al picco dei contagi dei mesi di marzo e aprile (dove si è concentrato quasi il 70% dei casi) è seguito un ridimensionamento a maggio e soprattutto nei mesi estivi di giugno-agosto (al di sotto dei mille casi mensili, anche in considerazione delle ferie per molte categorie di lavoratori). A settembre si è però cominciata a registrare una recrudescenza delle denunce, che hanno sfiorato i 1.700 casi, per arrivare al mese di ottobre nel quale la “seconda ondata” dei contagi ha avuto un impatto significativo anche in ambito lavorativo, portando a quota 12mila le nuove denunce di infezione da Covid-19 di origine professionale, cifra peraltro destinata ad aumentare nella prossima rilevazione per effetto del consolidamento particolarmente influente sull’ultimo mese della serie.
Rispetto alle attività produttive coinvolte dalla pandemia, il settore della sanità e assistenza sociale – che comprende ospedali, case di cura e di riposo, istituti, cliniche e policlinici universitari, residenze per anziani e disabili – con il 69,8% delle denunce e il 21,6% dei casi mortali codificati precede l’amministrazione pubblica (attività degli organismi preposti alla sanità – Asl – e amministratori regionali, provinciali e comunali), in cui ricadono l’8,7% delle infezioni denunciate e il 10,2% dei decessi. Gli altri settori più colpiti sono i servizi di supporto alle imprese (vigilanza, pulizia e call

pc 24 novembre - Covid in carcere, più di 258 in sciopero della fame anche a Marassi per indulto e amnistia - info

Il motivo di questa protesta è legato alla situazione Covid nelle carceri italiane: i numeri noti del contagio sono di 827 detenuti e 1020 tra agenti e personale divisi tra 82 istituti (con diversi ricoveri in ospedale ed alcuni decessi), ma sono ampiamente sottostimati in quanto il DAP non li comunica regolarmente e il numero dei tamponi e dei test eseguiti è molto basso.

Questa situazione è stata riscontrata anche nelle carceri liguri dove spesso gli agenti di polizia penitenziaria hanno lamentato poche precauzioni: in diverse segnalazioni emerge che ci siano casi di detenuti che non risultano mai avere ricevuto mascherine e disinfettanti, di isolamento fiduciario dei nuovi giunti svolto in celle promiscue in assenza di test, di isolamento sanitario svolto in condizioni

pc 24 novembre - COVID-19: “HO SCELTO DI FARE L’INFERMIERE, NON MI SONO ARRUOLATO”. Caro Mariano ti scrivo da Slai Cobas sc Milano

 

Nella tua lettera a Bresciaoggi, giustamente tu dici che hai scelto di fare l’infermiere e che non ti sei Arruolato, visto che l’aggettivo Eroe, come ci hanno chiamati da Fontana a Conte, da mass media a Confindustria, ti suona come un linguaggio “bellico” (e che ha dato fastidio alla maggioranza di tutti gli operatori sanitari e servizi annessi) non consono al lavoro a cui eravamo, e siamo, chiamati a svolgere: combattere un’emergenza sanitaria e non una guerra. In linea teorica tutto giusto, ma ci sono dei ma che è necessario comprendere. Nella prima ondata della pandemia e non a caso questo termine, EROI, è stato usato, Fontana in testa, per dire che “che stavamo combattendo una guerra contro il virus” associandolo alla fake “un fulmine a ciel sereno”. Quindi, che piaccia o no, di fatto ci siamo trovati proiettati in uno scenario di guerra. Solo che i termini “guerra” e “fulmini a ciel sereno”, non solo non erano casuali, fuorvianti e disinformativi, ma che in parte era vero che era, ed è, in corso una guerra. Mi spiego meglio: non vi è stato nessun fulmine o tsunami: primo perché, sappiamo o dovremmo sapere bene, che le pandemie non sono un incidente di percorso, ma il frutto di