lunedì 17 agosto 2026

la maxi-esplosione nello stabilimento di munizioni dell'ex Simmel Difesa a Colleferro, 60 km a sud di Roma è l'inevitabile corollario della marcia verso la guerra imperialista


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Perché Colleferro ha tradizione e futuro nell'industria bellica

L’industria bellica ha prosperato nell'area sin dalla prima metà del Novecento. Colleferro, infatti, fu fondata nel 1935 proprio per dare residenza agli operai della Bomprini Parodi Delfino, la fabbrica di esplosivi e polvere da sparo che guiderà lo sviluppo industriale della Valle del fiume Sacco fino alla fine degli anni Novanta.

Nel 2025 dalla divisione italiana del colosso degli armamenti Knds è arrivata la proposta di allargare l’Ex Winchester - di proprietà della stessa azienda nella vicina città di Anagni - per sostenere lo stabilimento di Colleferro, quello interessato dall'enorme esplosione di giovedì.

Il piano - ancora sulla carta - prevede la costruzione di 11 nuovi capannoni per produrre circa 40 tonnellate al mese di nitroglicerina destinate alle munizioni.

Secondo i comitati locali contro la guerra, la multinazionale Knds beneficerà di 40 milioni di euro dai nuovi fondi dal piano europeo Asap, l’Act in Support of Ammunition Production varato nel 2023 per garantire l’aumento a lungo termine della produzione europea di munizioni a beneficio dell’Ucraina e degli Stati membri dell’Ue.

Così l'impianto di Colleferro dovrebbe quindi ampliarsi per arrivare a produrre 150 chilogrammi di nitrogelatina ogni ora.

15 agosto:
 Munizioni, nuovi impianti e proteste: il caso Colleferro-Anagni


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